Da venerdì 29 a domenica 31 maggio, il salone CHOC di Borgofranco di Ivrea torna a trasformarsi nella Capitale della Cultura locale ospitando la VI edizione del festival letterario Borgolibri. La rassegna, patrocinata dal Comune, da CNA Editoria Piemonte e della Città metropolitana di Torino, celebra il talento degli autori del Canavese e della Valle d’Aosta. In questa nuova edizione, il festival si conferma un appuntamento di rilievo regionale, coinvolgendo la vicina Valle d’Aosta, in grado di generare un indotto positivo per il territorio. Il calendario di incontri si aprirà venerdì 29 maggio, alle 16.30, e tra i protagonisti delle tre giornate figurano autori come Antonio Albace, Silvia Bardesono, Massimo De Muro, Isabella Rosa Pivot e Danilo Alberto. Il festival non coinciderà solo con presentazioni letterarie, ma sarà una manifestazione di più ampio respiro, offrendo un’esperienza multidisciplinare, dal mercatino del libro usato e antiquariato, aperto per l’intera durata della manifestazione, all’esposizione scientifica “Small Size-i cristalli del Monte Bianco”. Grande spazio sarà dedicato alle arti performative con il maestro Oreste Valente che, sabato 30 maggio, alle 20.45, incanterà il pubblico con lo spettacolo “Il Dante della pace”.
La chiusura sarà affidata alla compagnia Voci nel Frutteto – Macedonie d’Arte, che metteranno in scena “La Notte delle Leggende”.
Appuntamenti a ingresso libero, confermando la vocazione divulgativa e inclusiva di una kermesse capace di unire la memoria storica all’identità territoriale e alla grande letteratura.
Per il calendario degli eventi, consultare il sito www.edizionipedrini.it o chiamare il numero 3939988875
Mara Martellotta


Sono a Ravenna a un importante convegno sui porti che come sai sono il perno della logistica che insieme dà al nostro Paese quasi il 10% del PIL. Nell’albergo BEZZI , palazzo storico di fine 700, curiosando trovo un bel libro sul porto di Ravenna e trovo un chicca che va conosciuta meglio. Quando lo Stato pontificio declina e Pio IX non viene accolto con entusiasmo a Ravenna, il Commissario nominato dal Regno di Sardegna , il Marchese Emanuele Luserna di Rora’, futuro grande Sindaco di Torino, capi le grandi potenzialità del porto di Ravenna chiede un intervento del valore di 8 milioni della metà del 1800. Ricordo che il 99% del popolo di Romagna voto’ la annessione al Regno di Sardegna che di lì a poco avrebbe unito l’Italia. Oggi il porto di Ravenna è il primo in Italia per l’arrivo delle materie prime necessarie al nostro sistema manifatturiero. Mentre Cavour ampliava il porto di Genova trasferendo l’Arsenale militare a La Spezia, il Marchese Luserna di Rora’ investiva sul porto di Ravenna e nel 1857 il più piccolo degli Stati europei approvò l’opera del secolo, il Traforo del Frejus.