Movida, arrivano gli operatori del “Torino Care Team” per migliorare la convivenza notturna

 

Prima serata di attività per gli operatori del “Torino Care Team”. Il progetto si inserisce nel percorso avviato dalla Città con il Piano di Governo della Notte che ha individuato le principali linee di azione per la gestione delle criticità connesse alla “movida”, con particolare riferimento alla tutela della vivibilità urbana e al contenimento delle emissioni rumorose e prende il via in maniera sperimentale, con il coordinamento della Polizia Locale, come ulteriore strumento per migliorare la convivenza notturna in alcuni quartieri negli orari della “movida” del fine settimana.

Da ieri sera operatori appositamente formati presidiano alcune delle aree più frequentate ai giovanissimi per mediare i conflitti, supportare il diritto al riposo dei residenti e sensibilizzare al rispetto del decoro urbano. Il servizio sarà attivo nelle giornate da venerdì alla domenica, in tre zone principali della città: Santa Giulia, Borgo Rossini (le cosidette Panche, nel tratto compreso tra lungo Dora Firenze e le vie Catania, Parma e Cagliari) e piazza Vittorio Veneto (comprese le vie Matteo Pescatore e via Maria Vittoria, oltre ai Murazzi), dalle 22 alle 4 del mattino.

La sperimentazione prevede un impegno su 55 serate, sempre nel fine settimana, con l’obiettivo di non limitare il divertimento, ma di renderlo più civile e rispettoso del riposo altrui. Per ogni area è prevista una squadra di cinque operatori composta da due steward formati, un addetto ai Servizi di Controllo, un al Primo Soccorso e un addetto Antincendio.

“La notte è di tutti. Di chi vive nei quartieri, di chi si diverte e di chi lavora” commenta l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda. “Si tratta di una nuova presenza sperimentale di prossimità, mediazione e supporto con cui vogliamo provare a rendere la notte nelle aree del divertimento più sicura, rispettosa e vivibile. Il progetto nasce dal confronto costante all’interno del tavolo interassessorile avviato con i colleghi Salerno, Foglietta e Chiavarino e sulla base delle esperienze di altre realtà nazionali e internazionali come Bologna, Madrid e Barcellona. La sperimentazione servirà non solo a testare l’utilità del progetto ma anche a tararne le modalità operative, ad esempio misurando quale sia il numero adeguato di addetti. Abbiamo scelto aree più circoscritte perché il dispiegamento del personale deve essere sufficiente non solo a coprire quel territorio, ma anche a garantire agli operatori del team di lavorare in sicurezza”.

Nella prima serata, i tre team hanno parlato con ragazze e ragazzi, li hanno invitati ad abbassare la voce ed evitare schiamazzi a tarda notte, hanno distribuito adesivi con le principali violazioni del regolamento di polizia urbana, per invitarli a rispettare le regole. L’obiettivo è aumentare la percezione della sicurezza attraverso figure diverse dalle forze dell’ordine, chiamate soprattutto a svolgere un ruolo di informazione, mediazione e prevenzione. Ma anche moltiplicare gli occhi sulle notti più caotiche, aiutando gli agenti a far rispettare le regole, a partire dal divieto di vendita di alcolici ai minorenni, nel tentativo di migliorare la convivenza tra residenti, clienti e gestori dei locali. Gli operatori sono muniti di pettorine ad hoc per distinguerle dagli steward dei locali e hanno un collegamento diretto con la Polizia Locale.

TorinoClick

Bloccati a testa in giù sulla giostra

Ieri sera sono rimasti bloccati su una giostra ad una altezza di trenta metri, alcuni a testa in giù. Si tratta di otto ragazzini che trascorrevano il sabato sera a Villanova Canavese. I vigili del fuoco li hanno portati a terra. Per nessuno di loro è stato necessario il trasporto in ospedale.

Orbassano, SP 143: rotatoria in sicurezza

Ad Orbassano sono stati avviati i lavori per la modifica delle isole spartitraffico e la messa in sicurezza della rotatoria al km 7+10 della Strada Provinciale 143, che regola le intersezioni con la strada comunale di Piossasco e la via I Maggio, consentendo l’accesso alla frazione Tetti Francesi di Rivalta di Torino. L’intervento è stato progettato a seguito delle segnalazioni del Comune di Rivalta alla Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana di Torino, finalizzate al miglioramento della sicurezza dell’attraversamento pedonale collocato a nord della rotatoria, anche in considerazione dell’incremento del passaggio di pedoni generato dall’apertura di un’attività commerciale.

Già nell’ottobre 2024 era stata avviata una sperimentazione, con la modifica temporanea del ramo di uscita nord della rotatoria. Le corsie erano state ridotte da due a una, era stata installata una barriera new jersey in plastica ed era stata posizionate una segnaletica verticale dotata di lampeggiante. I risultati positivi in termini di maggiore sicurezza per i pedoni hanno avuto come conseguenza la progettazione che rende definitiva la modifica dell’isola spartitraffico centrale, la realizzazione di una nuova isola spartitraffico per la riduzione a una corsia in uscita, il rifacimento della pavimentazione stradale sul ramo interessato e sull’anello della rotatoria, l’installazione di nuovi impianti di illuminazione a servizio dell’attraversamento pedonale, il rinnovo della segnaletica orizzontale e verticale.

Cento Centri? Nessun Centro

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Dunque, abbiamo perso il conto di quanti Centri esistono nel nostro paese. Purtroppo, c’è un filo rosso che li lega tutti. E spiace doverlo ricordare soprattutto in una stagione politica dove crescono in modo esponenziale – tanto sul versante della destra quanto su quello della sinistra – alcuni disvalori fondo. E cioè, dal massimalismo all’estremismo, dal radicalismo al populismo. Soprattutto il populismo. E proprio di fronte a queste precise derive il Centro manifesta, purtroppo, tutta la sua inconsistenza e la sua fragilità. Ora, e senza iniziare la conta dei molteplici Centri che affollano la coalizione di sinistra e progressista – dove ormai crescono come funghi – e nell’alleanza attualmente al Governo e anche e soprattutto al di fuori dei due schieramenti maggioritari, credo che il Centro e, nello specifico, una “politica di centro”, sono credibili se rispondono a tre criteri di fondo. Innanzitutto il Centro è credibile, serio e reale se riesce a dispiegare un progetto politico. Nessuno pensa di poter ridare voce e gambe ad un progetto come quello declinato per 50 anni dalla Dc o, per fermarsi all’inizio della seconda repubblica, al Ppi di Marini e Gerardo Bianco o alla Margherita di Rutelli, Marini, Parisi, Mastella e Dini. Ma, senza un credibile progetto politico, culturale e programmatico che cateterizza quello spazio politico, il tutto si riduce ad essere, puntualmente, un satellite politicamente irrilevante, culturalmente inesistente e programmaticamente vacuo. Cioè, appunto, un satellite che non ha peso politico. In secondo luogo si può parlare di Centro se chi lo interpreta nella cittadella politica italiana rappresenta un segmento sociale ben preciso e definito della società. E questo perchè il Centro non è soltanto una vaga ed indefinita categoria politica ma, nello specifico, anche e soprattutto un riferimento sociale, valoriale e categoriale. Del resto, non è un caso che i “cento fiori” del Centro sono accomunati oggi da un elemento di fondo: e cioè dalla scarsissima rappresentanza nella società reale italiana. In ultimo, ma non per ordine di importanza, il Centro conta nella misura in cui contribuisce a dettare l’agenda politica. Come diceva il leader storico della sinistra sociale della Dc Carlo Donat- Cattin in tempi non sospetti, “in politica conta chi detta l’agenda politica”. Se il Centro da un lato si limita a replicare la triste esperienza degli ormai famosi “partiti contadini polacchi” – che è un po’ il modello del dirigente Pd Bettini che relega il Centro ad una sorta di “tenda” telecomandata dall’azionista di maggioranza della coalizione – o, sul versante opposto, ad un semplice gregario rispetto al programma della coalizione che viene puntualmente dettato da altri, è del tutto naturale che poi il Centro, se vuole ancora giocare un ruolo politico significativo, deve andare per conto proprio affrontando anche i mari tempestosi della solitudine rispetto agli schieramenti maggioritari. Ecco perchè, oggi, quando si parla di Centro, del futuro del Centro e, soprattutto, del ruolo politico del Centro nella società italiana – quanto mai necessari di fronte ad una crescente radicalizzazione politica e polarizzazione ideologica – non possiamo non tenere in seria considerazione questi tre fattori. Che erano, e restano, gli ingredienti principali e decisivi per non ridurre il Centro ad una sorta di banale ed insignificante accessorio.

Rock Jazz e dintorni a Torino: Ben Harper e Fulminacci

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Martedì. All’Allianz Stadium si esibisce Sfera Ebbasta. Al Vinile suona Alex With The Band & Women.

Mercoledì. Per Evergreen Fest alla Tesoriera è di scena La Paranza del Geco. Al Belvedere del Castello di Rivoli si esibisce il Kosobate Quartet. Al Charlie Bird suona il quartetto Paradiso-Collaku-Ciani- D’Elia. Allo Ziggy sono di scena i Zeke +Guest.

Giovedì. Debutto alla Certosa di Collegno del Flowers Festival con il concerto di Fulminacci. All’Evergreen Fest alla Tesoriera  si esibisce Mirella & Max Gallo Brazilian Jazz 4et. Al Cafè Neruda è di scena il duo Lil Darling & Fulvio Vanlaar. All’Osteria Rabezzana le canzoni del Cafè Chantant con Ormezzano- Pinamonti-Quattrocchio-Borrelli-Sità. Al Blah Blah suonano gli Electric Citizen.

Venerdì. Per Flowers Festival a Collegno sono di scena La Nina+ OkGiorgio. Per l’Evergreen Fest alla Tesoriera si esibisce Francesco Baccini in duo con Michele Cusato. Allo Spazio 211 è di scena Totò Zingaro Contromungo. Al Blah Blah suonano i Wildhunt+ Lilith Legacy. Al Circolino si esibiscono i The Mayor is Stoned.

Sabato.  Al Flowers Festival a Collegno arriva Mannarino. Debutto di Collisioni in Piazza Medford ad Alba con il concerto di Ben Harper. Per Evergreen Fest alla Tesoriera si esibisce Morino & Voodoo Folk Orchestra. Al Blah Blah suonano i The Refounders. Al Belvedere del Castello di Rivoli si esibisce la cantautrice Ilaria Graziano con Simone Defilippis.

Domenica. Al Blah Blah suonano i The Friarbirds King. Al Circolino è di scena il Michele De Lilla Project.

Pier Luigi Fuggetta

Estate in treno: le novità di Trenitalia per il Piemonte

Torino, giugno 2026 – Un’offerta più ampia per raggiungere località di vacanza, città d’arte e borghi, accompagnata da un piano di assistenza potenziato per garantire viaggi più agevoli durante i mesi estivi. È quanto mette in campo Trenitalia (Gruppo FS) per l’estate 2026, con circa 6.500 collegamenti quotidiani in tutta Italia e una rete di supporto rafforzata per assistere milioni di passeggeri negli spostamenti nazionali e internazionali.

L’iniziativa tiene conto anche dei numerosi interventi di ammodernamento e sviluppo della rete ferroviaria programmati nei prossimi mesi. Per questo motivo è stato predisposto un piano di assistenza dedicato, con un presidio costante nelle stazioni e canali informativi potenziati per fornire aggiornamenti tempestivi ai viaggiatori. Il programma prevede l’impiego di 150 addetti aggiuntivi e la disponibilità, nei fine settimana, di circa 80 autobus al giorno pronti a entrare in servizio in caso di necessità, anche nelle fasce orarie più delicate.

Frecce e Regionale: più collegamenti verso mare, montagna e città d’arte

L’offerta dell’Alta Velocità si amplia con oltre 130 mila posti disponibili ogni giorno e più di 150 destinazioni raggiungibili sull’intero territorio nazionale. Vengono incrementati i collegamenti verso Calabria, Puglia e costa adriatica, oltre a servizi dedicati ai flussi turistici del fine settimana.

Tra le novità figurano 28 Frecciarossa quotidiani che collegano Milano, Venezia, Torino e Bologna con la Riviera adriatica, ai quali si aggiungono ulteriori corse nei weekend tra Milano e Pescara e tra Bolzano e Pescara.

Si rafforza inoltre la rete di FrecciaLink, il servizio integrato treno più autobus che consente di raggiungere numerose località turistiche di mare, montagna e interesse culturale. Tra le destinazioni confermate rientrano anche i collegamenti con la Valle d’Aosta.

In Piemonte il servizio Regionale mantiene una presenza capillare con oltre 740 treni ogni giorno, garantendo collegamenti diffusi verso le principali mete turistiche, culturali e commerciali della regione e delle aree limitrofe.

Restano attivi i collegamenti verso le spiagge della Liguria e della Riviera romagnola. Per il Ponente ligure sono previsti 18 collegamenti aggiuntivi e circa 23 mila posti in più ogni fine settimana e nei giorni festivi. I treni consentiranno di raggiungere località come Spotorno, Finale Ligure, Pietra Ligure e Loano fino al 13 settembre.

Prosegue anche il servizio diretto tra Torino e la Riviera romagnola. In collaborazione con Trenitalia TPER, dal 14 giugno al 13 settembre, ogni sabato e domenica saranno effettuati quattro collegamenti senza cambi verso Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica. Le fermate intermedie ad Asti, Alessandria e Bologna permetteranno inoltre l’interscambio con i servizi dell’Alta Velocità. L’orario è stato studiato per consentire l’arrivo in costa entro la tarda mattinata e il ritorno in Piemonte nella stessa giornata.

Treno e bus integrati per scoprire il Piemonte

L’offerta intermodale continua a rappresentare uno degli strumenti principali per raggiungere alcune delle mete più apprezzate della regione con un unico biglietto.

Grazie a ViaLattea Link, dalla stazione di Oulx sarà possibile raggiungere facilmente Sestriere, Cesana, Sauze d’Oulx e Claviere. Da Biella, invece, il collegamento dedicato consentirà di arrivare al Santuario di Oropa, importante luogo di culto alpino riconosciuto dall’UNESCO.

Da Avigliana saranno inoltre disponibili i collegamenti verso la Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte e monumento millenario, oltre che verso i laghi di Avigliana. Attraverso Gavi Link, partendo dalle stazioni di Novi Ligure o Serravalle Scrivia, sarà possibile raggiungere il borgo medievale di Gavi, noto per la produzione del vino Cortese.

Confermati anche i servizi dedicati allo shopping, come Serravalle Designer Outlet Link e Mondovicino Outlet, che permettono di raggiungere i principali poli commerciali direttamente dalle stazioni ferroviarie.

Più treni per la montagna e nuovi collegamenti regionali

Per favorire il turismo estivo in quota, fino al 6 settembre sulla linea Torino-Bardonecchia saranno operativi due treni express con tempi di percorrenza ridotti. Uno partirà da Torino Porta Nuova alle 9.15 con arrivo a Bardonecchia alle 10.27, mentre il collegamento di ritorno lascerà Bardonecchia alle 17.35 per arrivare a Torino alle 18.45.

Nei giorni festivi, lungo la stessa linea, sarà attivata anche la fermata di Sant’Ambrogio, caratteristico borgo medievale all’ingresso della Valle di Susa e punto di partenza di numerosi percorsi naturalistici.

Dal 3 agosto al 12 settembre i due collegamenti che normalmente terminano la corsa a Salbertrand verranno prolungati fino a Bardonecchia, offrendo un ulteriore sostegno ai flussi turistici diretti verso le località montane.

Sempre in accordo con la Regione Piemonte, Regionale ha introdotto una nuova corsa feriale, escluso il sabato, sulla linea Asti-Acqui Terme con partenza alle 5.44 da Acqui Terme. Sulla tratta Alba-Asti alcuni treni feriali sono stati inoltre anticipati di cinque minuti per migliorare le coincidenze con i regionali veloci diretti a Milano Centrale.

I treni storici di Fondazione FS

Con l’estate riparte anche la stagione dei convogli storici promossi da Fondazione FS, pensati per valorizzare il patrimonio ferroviario e i territori attraversati.

Dopo il successo ottenuto nel 2025, le storiche carrozze anni Venti “Centoporte” torneranno a viaggiare lungo la celebre Ferrovia delle Meraviglie, il suggestivo percorso che unisce il Piemonte alla Liguria attraversando la Val Roya e il Parco del Mercantour. Le corse saranno effettuate tutte le domeniche dal 5 luglio al 6 settembre, con alcune eccezioni che vedranno la partenza il sabato, e collegheranno Torino a Imperia con fermate a Cuneo, Limone, Tende, Breil-sur-Roya, Ventimiglia e Sanremo.

L’offerta proseguirà poi in autunno con i collegamenti Milano-Alba in occasione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco e con i viaggi turistici tra Torino e Canelli lungo la Ferrovia delle Langhe, del Roero e del Monferrato, attraverso i paesaggi riconosciuti patrimonio UNESCO.

Assistenza rafforzata e nuove soluzioni digitali

Per l’estate 2026 Trenitalia punta anche sul miglioramento dell’esperienza di viaggio. Sarà incrementata la presenza del personale nelle stazioni e verranno rafforzati i servizi di assistenza telefonica e digitale. Prevista inoltre una maggiore disponibilità di kit di ristoro e acqua per i passeggeri.

Tra le novità figura il servizio di “Digital Caring”, che consentirà ai viaggiatori, in caso di ritardi o inconvenienti, di modificare autonomamente e senza costi aggiuntivi il proprio itinerario direttamente dallo smartphone.

A bordo dei treni saranno inoltre disponibili oltre 250 mila QR Code “Trenitalia in viaggio con te”, attraverso i quali i passeggeri potranno accedere rapidamente a informazioni aggiornate sul viaggio, richiedere assistenza e consultare le procedure di rimborso e indennizzo. I clienti Frecciarossa avranno anche la possibilità di verificare la qualità della connessione, consultare i servizi di ristorazione e accedere ai contenuti di intrattenimento di FRECCIAPlay.

Riapre al pubblico la piscina Colletta. Più accessibile, moderna e sicura

 

Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del sindaco Stefano Lo Russo, dell’assessore allo Sport e al Tempo libero Domenico Carretta e del presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri.

La riapertura segna la conclusione dei lavori di manutenzione straordinaria realizzati nell’ambito del Piano Integrato Urbano della Città di Torino, promosso dal Ministero dell’Interno e finanziato con circa 2 milioni e 280mila euro. Misura che, nel suo complesso, ha previsto interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria su cinque impianti sportivi comunali.

“Sono ormai centinaia le opere realizzate con fondi europei che abbiamo completato e stiamo inaugurando in queste settimane – ha commentato il sindaco Stefano Lo Russo -. Oggi siamo alla piscina Colletta che da domani sarà riaperta al pubblico in una nuova veste, completamente rinnovata, per dare a questa zona della città un luogo di aggregazione, di sport e di riparo dal caldo estivo. Dietro ogni inaugurazione ci sono grande impegno e lavoro di squadra che hanno permesso in questi anni di aprire numerosi cantieri di riqualificazione per piscine ma anche scuole, biblioteche, giardini, fino a progetti molto più grandi come la nuova Biblioteca Civica Centrale del Valentino. Interventi che portiamo a termine con soddisfazione e che restituiranno alla cittadinanza spazi di aggregazione positiva”.

I lavori alla piscina Colletta hanno riguardato il completo rifacimento della piscina esterna e di parte della spiaggia, oltre alla razionalizzazione dei componenti tecnici dell’impianto. All’interno della struttura sono stati inoltre realizzati interventi di ammodernamento della piscina coperta da 25 metri, con la sostituzione del rivestimento in piastrelle della vasca, la riqualificazione degli spogliatoi, dei servizi igienici e delle docce, il rinnovo dell’impiantistica idraulica e della rete di scarico e l’aggiornamento dei sistemi tecnologici per il trattamento delle acque, compresa la realizzazione di una nuova vasca di compenso.

“Con la restituzione della piscina Colletta alla cittadinanza riconsegnamo un impianto storico completamente rinnovato, più sicuro e accessibile a tutti e completiamo il quadro delle piscine estive aperte in tutta la città per la stagione estiva – ha aggiunto l’assessore Domenico Carretta -. Grazie ai fondi PNRR siamo riusciti a fare un salto di qualità importante: questo impianto rappresenta un tassello fondamentale della nostra idea di sport, diritto all’inclusione, alla socialità e al benessere per ogni fascia d’età, a partire dai più giovani che qui troveranno spazi moderni e accoglienti”.

La piscina esterna di 50 metri dispone di un ampio solarium e di un’area verde di circa 2 ettari; l’impianto è pienamente accessibile, non ha barriere architettoniche ed è dotato di una sedia elevatrice che consente l’ingresso in acqua alle persone con difficoltà motorie. Durante gli orari di apertura sarà inoltre attivo il servizio bar, mentre l’assistenza ai bagnanti sarà garantita da US-Acli.

“L’apertura della vasca estiva da 50 metri della piscina Colletta è un traguardo importante – hanno commentato il presidente Luca Deri e i coordinatori Ferdinando D’Apice e Silvio Sabatino -. Grazie ai fondi PNRR abbiamo deciso di investire sugli impianti sportivi di base per consentire alla cittadinanza di praticare sport in impianti funzionali e moderni. Infatti oltre alle due piscine della Colletta siamo intervenuti rifacendo il campo da calcio in sintetico della Cittadella e gli spogliatoi della palestra Cecchi”.

L’impianto di via Ragazzoni 5 sarà aperto al pubblico da domani, sabato 20 giugno. Dal lunedì a venerdì la piscina sarà aperta dalle 13 alle 18, il sabato e nei giorni festivi dalle 11 alle 18; le mattine nei giorni feriali l’impianto sarà aperto esclusivamente per le attività dell’Estate Ragazzi. Ogni giorno, dalle 16 alle 18, le ragazze e i ragazzi in possesso della Torino Sport Card potranno accedere gratuitamente all’impianto, previa prenotazione sul sito dedicato. Per loro sarà riservata una delle sei corsie della vasca, con la presenza di un istruttore di nuoto dedicato.

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San Giovanni nei Musei torinesi

La Fondazione Torino Musei celebra la festa del Santo Patrono di Torino proponendo per il 24 giugno tariffe promozionali

In occasione di San Giovanni, mercoledì 24 giugno prossimo, GAM, MAO e Palazzo Madama saranno regolarmente aperti al pubblico dalle ore 10 alle ore 18 e, per celebrare la festa patronale, i visitatori potranno accedere alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee dei tre musei con biglietto a tariffa ridotta.
La promozione rappresenta un’occasione per riscoprire il patrimonio artistico dei musei civici e per visitare le mostre in chiusura , “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, ultimo giorno di apertura il 28 giugno, al MAO,  e la mostra “Donna in blu che legge una lettera” a palazzo Madama, ultimo giorno di apertura il 29 giugno.
Martedì 23 giugno alle ore 18 si terrà inoltre un evento speciale. Chi percorrerà piazza Castello potrà assistere alla suonata a rintocchi della storica campana di Palazzo Madama, eccezionalmente inserita nella rassegna di concerti campanari che ogni anno l’Associazione CampaneTO, in collaborazione con la Diocesi di Torino, la Città di Torino, il Sermig e la Comunità di Sant’Egidio, organizza per la patronale di San Giovanni.

MM

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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SOMMARIO: Saragat – Il patentino – Adolfo Battaglia – Lettere

 

Saragat

Il fatto che agli esami di maturità 2026 sia stato proposto agli studenti il testo del discorso di inaugurazione dei lavori dell’Assemblea costituente da parte del suo presidente Giuseppe Saragat è un modo storico – non meramente celebrativo – per ricordare gli 80 anni della Repubblica. Saragat rappresentava il vertice di un’assemblea a cui era affidata la stesura della Carta costituzionale italiana. E Saragat fin da allora era una figura diversa da quella dei diversi leaders che animarono il dibattito del referendum istituzionale durante il quale si distinse per lo stile e la sobrietà. Offrire ai giovani la possibilità di leggere un testo di spessore storico è cosa molto positiva. Saragat venne demonizzato dal 1947 per la scissione socialista di Palazzo Barberini che consentì la nascita in Italia di un partito socialista democratico che riprendeva le idee di Matteotti.

Poi quel partito si impantanò nel clientelismo, ma la figura di Saragat, che fu eletto presidente della Repubblica nel 1964, è sempre stata quella di uno degli statisti più importanti della storia italiana. Che si offra ai giovani di scoprire un uomo come lui è un’ottima opportunità offerta a chi sicuramente non sa nulla su di lui perché la damnatio memoriae dei comunisti ha cancellato il suo nome. Solo il sindaco Piero Fassino consentì che il suo nome entrasse nella toponomastica torinese. Saragat fu molte volte eletto deputato e consigliere comunale a Torino, città a cui fu sempre molto legato perché vi nacque, ci visse e studiò.

Nella storia torinese del ’900 Saragat ha rappresentato uno degli esponenti politici più importanti che hanno qualcosa da dire anche oggi che le ideologie novecentesche sono tramontate. L’idea di una democrazia fondata soprattutto sui rapporti tra uomo e uomo, prima ancora che sui rapporti politici, appare di un’assoluta modernità. Verrà compresa dai giovani e dai meno giovani? Verrà compresa dagli studenti, ma anche da tanti professori che continuano ad indottrinare piuttosto che ad istruire ed educare – anche sotto il profilo civico – i loro studenti?

 

Il patentino

L’idea del patentino per accedere ai saloni del libro, condannata dalla presidente del Consiglio Meloni, rivela il livello infimo della polemica politica a cui siamo giunti. E rivela anche il grado di faziosità a cui si è arrivati. Senza entrare nel merito della polemica a cui non intendo partecipare, mi pare di poter dire che qualunque richiesta di dichiarare obbligatoriamente la propria fede politica per poter accedere ad un salone del libro sia di per sé non condivisibile. L’articolo 21 della Costituzione non lo consente. Ma soprattutto non dovrebbe consentirlo un altro fatto: accedere o non accedere ad un salone per un editore è semplicemente lavoro e non si può reintrodurre un’odiosa tessera del pane che è inconciliabile con il concetto stesso di democrazia. Il lavoro non può essere negato a nessuno in base alle sue idee politiche, per quanto aberranti. Pensando a Saragat che patì l’esilio e il carcere, credo di poter dire che mai avrebbe approvato un’idea così balzana.

Mi fa tornare alla mente certi studenti del liceo “Segre” di Torino che volevano, in anni fortunatamente lontani, impedire il diritto alla frequenza scolastica a dei loro colleghi considerati “neofascisti”. Il diritto al lavoro e il diritto allo studio deve avere la preminenza su ogni altra valutazione politica, confidando nella pacifica convivenza delle idee. La vera tolleranza, d’altra parte, la si dimostra verso le idee opposte alle proprie, ma solo a quelle diverse.

 

Adolfo Battaglia

E’ mancato ultra novantenne l’ex ministro Adolfo Battaglia che fu giornalista, deputato  e vice segretario del Pri ed anche  ministro dell’ Industria. Il suo nome era ormai dimenticato da tempo . Dopo Tangentopoli aderì al Partito Democratico della sinistra dove fu condannato alla irrilevanza. Era uno degli ultimi collaboratori viventi del “Mondo“ di Pannunzio su cui poté collaborare perché introdotto da Ugo La Malfa. Era ormai un sopravvissuto. Ebbi modo di frequentarlo, ma non mi parve mai l’enfant prodige della scuderia dell’Edera.
Ritenne di andare oltre la terza forza del PRI (ormai nelle mani insicure del figlio di Ugo, Giorgio La Malfa) per partecipare ad un grande disegno della sinistra a cui non fu estraneo il PRI lamalfiano che si rivelò interessato al compromesso storico. Battaglia dimostrò la differenza sostanziale tra repubblicani e liberali che ,salvo Zanone, fecero scelte differenti, anche se politicamente anch’esse di scarsa  incidenza politica. Con la morte di Battaglia finisce anche la storia del Partito Repubblicano che di fatto  non riuscì a sopravvivere a Tangentopoli.

LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

Mussolini collare dell’Annunziata

Vorrei ricordare che Vittorio Emanuele III, che nel libro del bisnipote Emanuele Filiberto viene considerato una vittima di Mussolini, lo nominò Cavaliere della Santissima Annunziata nel 1924, neppure due anni dopo la chiamata al governo. Il 1924 è l’anno dell’omicidio Matteotti e delle elezioni con brogli e violenze. Il Re premiò il futuro duce con la massima onorificenza sabauda che consentiva di considerarsi cugini del re. Tra il re e il duce correva buon sangue, anzi ottimo. Carlo Ottino

È questione della data del mese. Il Collare venne conferito nel marzo 1924, le elezioni si tennero nell’aprile e il rapimento di Matteotti nel giugno. Vittorio Emanuele voleva “premiare” Mussolini per aver risolto la questione di Fiume italiana. E gli diede il Collare che appartenne a Cavour. Aveva dato nel 1904 il Collare a Giolitti per la nascita del principe ereditario Umberto. Forse il futuro “Bolscevico dell’Annunziata” – come venne definito da Luigi Albertini, direttore del “Corriere della Sera” – avrebbe meritato quello di Cavour. Ma i problemi riguardanti i rapporti del re Vittorio con il duce sono molto più complessi e complicati di quanto scrive il lettore Ottino.

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La fine del Classico?

La Maturità classica 2026 esclude tra le discipline d’esame scritte ed orali il Greco. Un primo passo per eliminare il liceo Classico?  Giusy Niccoli

Condivido i suoi dubbi. Il liceo classico di oggi non ha più nulla di quello che ho frequentato io o di quello dove ho insegnato in passato. È andato sempre di più smarrendo la sua identità storica gentiliana. Forse era inevitabile perché nulla è immutabile nella storia. Ma certo l’impronta della classicità si sta perdendo. Io ho battagliato per anni in difesa del Classico, suscitando più critiche che consensi. È prevalsa la logica secondo la quale il Greco e anche il Latino non servono a nulla. È un pregiudizio sbagliato, ma è diventata un’opinione prevalente. Il valore formativo degli studi classici è unico. Ma perché il discorso regga occorre che le due lingue classiche siano studiate seriamente. Quasi dappertutto non accade più. La scuola è stata sempre di più facilitata. Specie quella più difficile ed elitaria. Mi aspettavo un’inversione di tendenza da governi di centro-destra, ma la speranza è andata delusa. Oggi ripristinare la serietà di certi studi diventa quasi impossibile. Io sinceramente non ci spero più. I tempi di Concetto Marchesi che criticava i suoi compagni del partito comunista perché volevano abolire il Latino, sono finiti. Oppure magari, quando meno ce lo aspetteremo, ci sarà un nuovo Umanesimo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Non è così utopistico come magari a prima vista può sembrare. Dopo il Medio Evo ci può esserci una Rinascita.

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La campagna di UniTo
Mi sembra proprio sbagliata la pubblicità promozionale dell’ Università di Torino che cita i due ex allievi Primo Levi e Rita Levi Montalcini. Tutti e due ebrei, ebbero vita difficile. Nel campo letterario non ho visto altri, ad esempio Mario Soldati nato 120 anni fa.  Teresa Mo
Non condivido la critica perché ambedue furono allievi illustri dell’Ateneo di Torino che giustamente ne trasse e ne  trae vanto. Un ricordo per Soldati forse non guasterebbe, ma gli negarono  anni fa la laurea honoris causa in scienze della comunicazione, lui che dominò tutti i mezzi comunicativi dalla carta, al cinema, alla Tv. Forse ci sarà modo di riparare alla dimenticanza.