Al Sermig “Etica e Sport” presenta il documento che unisce valori e sport

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Il rilancio della Carta Etica

L’Associazione Etica e Sport presenta la riedizione della Carta Etica dello Sport venerdì 29 maggio 2026 alle 18 a Torino, presso il Sermig in un evento aperto a tutti.

La Carta fu redatta dall’associazione, in prima stesura nel 2012. Ha accompagnato in questi anni la individuazione di esperienze positive e buone pratiche nell’ambito della cultura dello sport. Esperienze riconosciute con la consegna annuale dei premi titolati a Rinaldo Bontempi e Maurizio Laudi.

All’evento saranno presenti Maria Grazia Grippo presidente del Consiglio comunale della Città di Torino, Jacopo Suppo vicesindaco metropolitano, Valentina Cera consigliera regionale. I testimoni che racconteranno la carta sono: il fondatore del Sermig Ernesto Olivero, l’on. Mauro Berruto, l’ex procuratore Marcello Maddalena, la prof.ssa Franca Fagioli direttrice del Dipartimento di Patologia e cura del bambino dell’ospedale Regina Margherita, l’ex arbitro Alfredo Trentalange, l’ex calciatrice della nazionale Sara Gama, l’atleta paralimpico Fabrizio Bich, la psicologa dello sport Giorgia Rocchetta, il Presidente dell’USSI subalpino Federico Calcagno, la prof.ssa Isabella Dalbesio dell’ufficio scolastico regionale, Patrizia Alfano vicepresidente della Consulta dello sport della Città di Torino, l’Amministratore delegato di Ascot Ascensori Luca Cotterchio. L’incontro sarà moderato e coordinato dai giornalisti Luca Rolandi e Stefano Tallia presidente dell’Ordine del giornalisti del Piemonte.

Centinaia sono state le adesioni alla Carta da parte di enti locali, istituzioni varie, associazioni sportive e scuole, singoli cittadini, molte di Comuni del Piemonte. L’evoluzione della società e del fenomeno sportivo, non ultimo l’inserimento nella Costituzione che riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme, ha indotto l’Associazione a introdurre nella Carta del 2012 nuovi punti che riconoscessero sensibilità e nuove esigenze di tutela e di diritto.

Tra le novità del nuovo testo più spazio alle nuove sensibilità culturali quali: parità di genere, tutela dei minori, contrasto alle dipendenze, attenzione alla sostenibilità ambientale, sport e impresa e infine sport e pace.

La Carta vuole essere una sorta di “bussola morale” per quanti si occupano di sport dal punto di vista della messa in campo di politiche pubbliche atte a garantire il diritto alla pratica sportiva. Per quanti praticano lo sport ai vari livelli o si occupano di preparare chi pratica, per chi educa e può considerare lo sport una importante opportunità educativa, per chi si occupa di salute, organizza e sostiene lo sport in vario modo e chi comunica lo sport: pulito, inclusivo, sostenibile, accessibile a tutti, che superi ogni barriera.

La sottoscrizione della Carta è libera e non comporta nessun obbligo se non quello di impegnare chi la firma ad applicarla in tutte le sue forme. Sarà anche possibile sottoscriverla digitalmente.

L’Associazione si impegna nel corso dei prossimi anni a divulgarla in tutto il territorio regionale, sensibilizzando tutti coloro che hanno in vario modo a che fare con questo importante fenomeno del vivere collettivo.

“La tua bici però non l’ho toccata…”

Anche tra i monti e le valli più a nord del Piemonte il vento della contestazione scosse il partito comunista sul finire degli anni sessanta

 

Non si trattava solo dell’eco del movimento studentesco  e della percezione, quasi palpabile, del montante malessere operaio che sarebbe poi esploso nell’autunno caldo. A scuotere le fronde del partito che Luigi Longo aveva ereditato da Togliatti era un certo venticello di dissenso che già si era manifestato con alcune battaglie per la democrazia interna al partito e una diversa idea  sul “modello di sviluppo“, mosso da un gruppo di compagni più a sinistra,  vicini a Pietro Ingrao, in contrapposizione alla componente più “moderata” del partito, capeggiata da Giorgio Amendola. Da poco era uscita una rivista mensile, diretta da Lucio Magri e da Rossana Rossanda: “Il Manifesto”. Il contrasto con la linea del partito diventò piuttosto forte, al punto che il PCI ne chiese la sospensione delle pubblicazioni. Ma ormai il treno de Il Manifesto era in piena corsa e non poteva più essere fermato. Così, durante una drammatica riunione  del Comitato Centrale, in una fredda giornata di fine di novembre del 1969 , il gruppo dirigente comunista deliberò la radiazione per Rossana Rossanda, Luigi Pintor e Aldo Natoli con l’accusa di “frazionismo“. Nei confronti di Lucio Magri venne adottato solo un provvedimento amministrativo mentre a Massimo Caprara (che dal 1944 e per vent’anni era stato il segretario personale di Togliatti), Valentino Parlato e Luciana Castellina non venne  rinnovata la tessera. Ciò che si muoveva dentro e attorno al giornale, che diventò successivamente un “quotidiano comunista”, si trasformò in breve in formazione politica autonoma alla sinistra del PCI. Anche in Val d’Ossola la battaglia politica generò scontri molto duri, dividendo e mettendo gli uni contro gli altri compagni e amici da lunga data. Per i due fratelli Bentinelli di Villadossola si trattò di un vero dramma famigliare. Da una parte Libero, il maggiore tra i due, militante severo e indisponibile a critiche e compromessi, e dall’altra Nandino, un pò più giovane, testardo come un mulo e “scaldatissimo” nel sostenere le ragioni del dissenso. Tanto tuonò che piovve e così anche il più giovane dei Bentinelli si trovò espulso da quella che era la sua seconda famiglia. I due fratelli arrivarono al punto d’ignorarsi e se proprio capitava che si trovassero uno di fronte all’altro, facevano finta di non conoscersi. Per alcuni mesi andarono avanti così, ignorandosi e tenendosi il broncio.Libero continuava a frequentare le riunioni della sezione del Pci, alla Lucciola.Nandino, a parte qualche serata con due o tre compagni di Domodossola e Varzo che condividevano le stesse idee, usciva raramente da casa. Con il tempo però la nostalgia per quelle discussioni che infiammavano le serate tra le quattro mura della sede per poi trasferirsi alla Casa del Popolo o al bar “Monte Rosa” si fece sentire. A Libero rodeva l’anima pensare ai suoi ormai ex-compagni che si riunivano anche due volte alla settimana, mentre lui era lì, solo con il suo orgoglio che non gli consentiva di recedere dalle posizioni che aveva preso anche se non era poi del tutto convinto di aver fatto la scelta giusta. Il dubbio s’insinuava e l’umore ne risentiva. Ogni giorno che passava Nandino s’adombrava sempre più, assumendo l’atteggiamento scontroso di chi aveva, come s’usava dire, “le balle girate” e questo lo rendeva quasi irriconoscibile anche agli occhi di chi gli era più vicino .Libero, interpellato da sua cognata sulla possibilità del rientro del fratello nelle file del partito, rispose che la cosa era fattibile ma che occorreva da parte di Nandino una “bella autocritica”, per dare ragione dell’errore fatto e del conseguente ravvedimento.Il fratello però non ne voleva sapere di cospargersi il capo di cenere. “Piuttosto che ammettere l’errore vado da Don Gaspare ad offrirmi come sacrestano”,diceva rosso in volto, alzando il tono della voce. E l’esempio, per un mangiacristiani come lui, doveva bastare a tacitare ogni supplica di ravvedimento. Ma ben presto la nostalgia si trasformò in invidia e quel tarlo si mise a lavorare nella sua testa finché decise che era giunto il momento di agire.Una sera di metà luglio, armato di cacciavite, s’avvicinò allo stabile della Lucciola senza farsi notare. Nel caseggiato che ospitava il magazzino delle attrezzature della Festa de L’Unità e al piano superiore la sezione del Pci, era in corso la riunione settimanale. Nello spiazzo erano posteggiate sette o otto auto, un paio di Vespe e la bicicletta di Libero. Nandino, avvelenato da un misto d’invidia e rancore per il fatto che “quelli” si riunivano mentre a lui toccava rimaner fuori, decise di bucar loro  tutte le gomme. L’aria della sera era ancora calda e le finestre della sezione aperte. Renato, affacciatosi per fumare una sigaretta, udì degli strani fischi provenire dal basso. Si sporse un po’ di più e, intravvedendo un’ombra aggirarsi tra le auto, avvertì gli altri. “C’è qualcosa che non va di sotto. Ho sentito dei rumori strani e mi è parso di vedere qualcuno”, disse allarmato. Scesero rapidamente le scale e lo spettacolo che si presentò agli occhi dei militanti del Pci lasciò tutti senza parole: le auto avevano le gomme a terra, bucate dal cacciavite. E così anche le Vespe. Nandino, colto alla sprovvista, si era nascosto nella siepe ma venne scovato quasi subito. Condotto sotto il porticato, finì con il trovarsi proprio davanti al fratello e non trovando niente di meglio da dire per giustificarsi gli sussurrò con voce affranta “A te la bici però non l’ho neanche toccata”. Una bugia che mostrò subito d’avere le gambe corte poiché la vecchia Atala di Libero aveva subito la stessa sorte, con entrambe le gomme sgonfie, tristemente afflosciate. Solo l’autorevolezza del fratello maggiore impedì a Nandino di buscarsi un sacco di legnate. E la spiegazione che accompagnò il risarcimento dei danni, placò gli animi. In fondo l’invidia di Nandino, figlia dell’orgoglio e della sua testa dura, era frutto di un disperato bisogno di stare con gli altri, con i suoi compagni di sempre e non trovando il modo giusto per tornare sui suoi passi senza rimetterci la faccia,aveva pensato di “punirli” con quella bravata. La storia finì con il ritorno del “figliol prodigo” per il quale non venne sacrificato il vitello più grasso ma assegnato il compito gravoso di fare i turni di vigilanza notturna all’imminente Festa de L’Unità. Così avrebbe avuto modo di pensare a ciò che aveva fatto e, già che c’era, far buona guardia affinchè nessuno – a mani nude o con qualche cacciavite-  potesse aveve la tentazione di giocare qualche brutto scherzo.

Marco Travaglini

A Moriondo Torinese una corsa per… coraggiosi

 

Dopo una profonda esperienza accumulata anche nel mondo delle OCR, le corse a ostacoli, il Team Garbin lancia la prima edizione della Braveheart Run, in collaborazione con il Comune di Moriondo Torinese. Una corsa senza l’assillo del cronometro (anche se a fine gara un riconoscimento verrà consegnato ai primi 3 uomini e donne), non ci saranno classifiche ma solo il sapore della sfida con se stessi, per completare un tracciato alla portata di tutti ma che diventa teatro di un confronto podistico con le proprie capacità.

L’appuntamento è fissato per il prossimo 14 giugno e si potrà scegliere su due distanze, il lungo di 7,2 km oppure il medio di 4,5 entrambi con un dislivello quasi nullo, di 60 metri appena. Il tracciato è tutto disegnato su strade comunali, sterrate e sentieri nella piccola città torinese e nei suoi dintorni, sempre presidiati da personale dell’organizzazione. Previsti lungo il percorso punti di ristoro con acqua e integratori.

La partenza della prova è fissata per le ore 9:00 in Piazza Vittorio Veneto a Moriondo Torinese. Per partecipare il costo è di 10 euro per il percorso lungo e 6 per il corto. A tutti andrà un ricco pacco gara comprendente anche la T-shirt personalizzata dell’evento. E’ un evento per tutta la famiglia, un modo diverso per condividere una giornata di sport e benessere con un pizzico di epicità…

Per informazioni: Functional Cross Training Chieri, www.teamgarbin.it

Bricks & Friends, in 30mila a Carmagnola

Oltre 30 mila visitatori e 132 espositori provenienti da varie regioni d’Italia e dall’estero per la quarta edizione del festival gratuito inclusivo e solidale dei mattoncini LEGO.

La quarta edizione di Bricks & Friends si è  conclusa con numeri da record, confermando la manifestazione tra gli appuntamenti più partecipati e apprezzati dedicati al mondo dei mattoncini LEGO in Italia.
Secondo un’analisi dei flussi elaborata da Ascom Confcommercio Carmagnola sul perimetro urbano interessato dall’evento, nel fine settimana del 16 e 17 maggio scorsi la manifestazione  ha registrato oltre 30 mila visitatori, superando il già eccellente risultato dell’edizione 2025, che aveva accolto oltre 25 mila persone.
Per due giorni le sei sedi del festival sono state animate da migliaia di famiglie, appassionati e curiosi di ogni età, confermando la crescente capacità attrattiva dell’evento ben oltre i confini cittadini.
Carmagnola ha accolto visitatori provenienti da tutto il territorio regionale e da numerose altre zone d’Italia, con 132 espositori arrivati da Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Lazio, oltre che da Francia e Svizzera.
Sono state esposte oltre mille opere distribuite in oltre duemila  metri quadrati di aree allestite in sei diverse location del centro cittadino, confermando la crescita di un evento che, anno dopo anno, è stato in grado di ampliare la propria capacità di attrazione e il proprio pubblico.

Il centro storico è  stato trasformato per due giorni  in un grande spazio diffuso dedicato al gioco, alla creatività, alla condivisione, coinvolgendo famiglie, appassionati e curiosi di tutte le età; il festival è  stato organizzato da Piemonte Bricks LUG in collaborazione con il Comune di Carmagnola con il Consiglio Regionale del Piemonte e grazie ai generosi sponsor.
L’accoglienza del pubblico e il coordinamento delle diverse attività distribuite nelle varie sedi dell’evento è  stato garantito da sessanta volontari, di cui 48 appartenenti a Piemonte Bricks LUG.
Molte le attrazioni apprezzate dal pubblico, tra cui la Ducati Panigale, realizzata in mattoncini in scala reale affiancata dal modello originale, l’esposizione dedicata alla monoposto della Formula 1 con le opere del compianto AFOL designer Luca Rusconi, alias Rosco Pc, gentilmente concesse dalla famiglia, il suggestivo allestimento luminoso realizzato all’interno della Chiesa di San Rocco. Hanno anche suscitato grande interesse gli incontri dedicati al libro La Formula 1 con i LEGO (R)  di Francesco Frangioja, oltre a Giocattorino in via Valobra.
Tutti i laboratori proposti da Arduino Lab Officina Didattica e dall’Associazione Io mi Slego hanno registrato il tutto esaurito, confermando il forte interesse delle famiglie per iniziative capaci di coniugare apprendimento, gioco,creatività  e inclusione.
Altrettanto positivo il riscontro del concorso “Costruttori del domani”, che ha visto la partecipazione di venti opere e grande successo hanno registrato i gadget celebrativi della manifestazione, con ben diecimila calamite distribuite gratuitamente ai visitatori.
Sono stati raccolti 100 set LEGO (R) destinati ai bambini seguiti da  UGI  (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini). A favore dell’Associazione Le Cuffie Colorate, impegnata nella promozione dello sport e dell’inclusione con persone con disabilità, il festival ha promosso una raccolta fondi che ha visto  una  significativa partecipazione da parte del pubblico.
L’intera manifestazione ha dimostrato una forte attenzione nei confronti delle tematiche dell’inclusione.

“Bricks & Friends- ha dichiarato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio – continua a crescere e a rappresentare un motivo di orgoglio per la nostra città.  La partecipazione registrata in questa edizione dimostra non soltanto il successo dell’evento, ma anche la capacità della città di accogliere migliaia di persone  attraverso una proposta culturale, educativa e inclusiva in grado di coinvolgere  pubblici di tutte le età”

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I risultati degli azzurri nella Coppa del Mondo Boulder a Berna

FINALE SFIORATA PER MORONI, SEMIFINALE DI ALTO LIVELLO PER BOLDRINI

Si aggiunge un altro tassello all’esperienza internazionale del nostro Italian Team. Nella seconda prova di Coppa del Mondo Boulder i nostri 7 alfieri hanno affrontato una qualifica composta di tracciati impegnativi, cercando di dare il meglio ad ogni blocco. Ottima prova per Camilla Moroni, che ha conquistato un posto in semifinale con la consueta grinta e con l’abilità tecnica che la supporta, piazzandosi in 11° posizione, con 5 top, di cui 2 flash (124,5 punti). Buona prova per le altre azzurre, che però non sono riuscite a rientrare nelle top 24: Francesca Matuella ha chiuso in 31° posizione, Leonie Hofer in 51°, Giorgia Tesio in 53° e Irina Daziano in 55°. In semifinale Camilla ha lottato come una leonessa, e dopo aver raggiunto 2 zone nei primi due blocchi ha conquistato caparbiamente il 4° blocco, scalando numerose posizioni in classifica. Purtroppo però le è sfuggito di pochissimo il pass per la finale, chiudendo in 10° posizione. Al comando della top 8 si è posta la statunitense Sanders, unica con 4 top, seguita dalla compagna di squadra Raboutou e dalla giapponese Nakamura. In finale ha avuto la meglio l’australiana Mackenzie, che ha scalato posizioni dal bronzo di Keqiao fino all’oro svizzero, suo primo titolo in Coppa del Mondo. Argento per la britannica McNeice e bronzo per la statunitense Sanders, protagonista di una strepitosa semifinale. Nella qualifica maschile grandissima prova anche per l’azzurro Luca Boldrini, che è riuscito, con tenacia e concentrazione, a conquistare il pass per la semifinale, grazie a 2 top e 2 zone. Dopo l’esordio a Keqiao, che lo ha visto sfiorare la top 24 dei semifinalisti, stavolta è riuscito nell’impresa piazzandosi al 21° posto. Si è posizionato al comando del gruppo il francese Schalck, seguito dai nipponici Kawamata e Amagasa. L’altro azzurro Niccolò Antony Salvatore purtroppo non ha trovato la chiave risolutiva per gli ultimi due problemi e ha terminato la sua qualifica al 45° posto. In semifinale la tracciatura ha imposto blocchi super impegnativi. Boldrini li ha affrontati col massimo impegno e concentrazione, non lasciando nessun problema intentato e raggiungendo la zona in tutti e 4 i boulder. Il punteggio finale lo ha posizionato al 19° posto in classifica. Si è piazzato al comando della top 8 il campione nipponico Anraku, seguito dal compagno di squadra Amagasa e dal belga Van Duysen. Dopo la vittoria di Keqiao Anraku ha ribadito la sua supremazia anche sulle pareti elvetiche, unico a chiudere tutti e 4 i blocchi di finale. Argento per il francese Schalck e bronzo per il belga Hannes van Duysen. PROSSIMI APPUNTAMENTI DI COPPA DEL MONDO: 28-31 maggio Madrid World Cup Boulder e Speed 3-7 giugno Praga World Cup Boulder e Lead 17-21 giugno Innsbruck World Cup Boulder e Lead 3-5 luglio Cracovia World Cup Speed 10-12 luglio Chamonix World Cup Speed e Lead 4-5 settembre Koper World Cup Lead 11-13 settembre Guiyang World Cup Speed 18-20 settembre Chongqing World Cup Speed 16-18 ottobre Salt Lake City World Cup Boulder 23-25 ottobre Santiago World Cup Speed e Lead Per consultare i risultati: https://ifsc.results.info/event/1478/

Blackout Torino, Ravello (FdI): “Sindaco in cortocircuito”

“Dalle solenni promesse alla città al buio. Torino ostaggio di una rete fragile, mentre il Comune usa Iren come un bancomat. Gli utili siano destinati ai ristori”
Appena un mese fa il sindaco Lo Russo si cimentava nell’attività in cui riesce meglio: il taglio dei nastri. Inaugurando compiaciuto la nuova Stazione Nord di Ireti da 25 milioni di euro, parlava di ‘sicurezza e salute’ e sosteneva che garantire continuità energetica fosse fondamentale per evitare conseguenze gravi per i cittadini durante le ondate di caldo. Parole solenni. Peccato che, trascorse poche settimane, Torino sia nuovamente sprofondata nel caos: blackout continui, quartieri al buio, disagi per famiglie, attività commerciali e persone fragili. È evidente che, su questo tema, sia lo stesso sindaco Lo Russo a essere finito in cortocircuito“. Ad affermarlo è Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.
Il problema — continua Ravello — è che questa storia la sentiamo da anni. Solo nel giugno scorso, per esempio, Lo Russo chiedeva a Iren un ‘piano straordinario’ contro i blackout. Nel mentre, i giornali celebravano il nuovo maxi-trasformatore Ireti di Torino Nord con titoli trionfali: ‘Stop ai blackout estivi’. E invece oggi la realtà racconta una rete evidentemente ancora insufficiente, fragile e incapace di reggere persino all’inizio della stagione calda. E siamo solo a maggio…
Nel frattempo — prosegue Ravello — Iren continua ad annunciare piani anti-blackout senza risultati concreti. Una cosa, però, funziona benissimo: la distribuzione dei dividendi. Solo Torino, a fine giugno, incasserà circa 34,6 milioni di euro, per un totale di poco meno di 100 milioni destinati ai Comuni soci. La realtà è che, da un lato, Lo Russo usa Iren come un bancomat per tenere in piedi bilanci sempre più in difficoltà; dall’altro, invoca investimenti straordinari quando la rete collassa“.
Abbia allora il coraggio – conclude Ravello – di fare il primo passo: chieda formalmente a Iren di sospendere la distribuzione delle cedole e di reinvestire integralmente gli utili nella manutenzione della rete, nella resilienza infrastrutturale e nei ristori a cittadini e attività danneggiate. Perché la propaganda non accende la luce nelle case dei torinesi, né riapre le serrande delle aziende lasciate al buio“.

Caccia, Ricca (Lega): “Un conto tutelare lo stambecco, altro impedire contenimento”

“Assurda la proposta con cui Avs  vorrebbe azzerare la possibilità di caccia in Piemonte. Una richiesta irricevibile che somiglia più a una provocazione che a una presa di posizione. Il fatto che la Lega, insieme al presidente Cirio, si sia battuta e abbia ottenuto di mantenere la protezione della specie dello stambecco, simbolo autentico e sacro della nostra Regione, non significa che si debba chiudere alla possibilità di caccia e alle attività di contenimento perché è proprio da queste ultime che si ottiene la garanzia del rispetto dell’ecosistema. Del resto lo abbiamo visto nel post covid, quando a causa dello stop alle attività di caccia la riproduzione incontrollata di alcune specie come ad esempio il cinghiale ha prodotto danni incalcolabili a colture agricole e allevamenti di bestiame. Con il modello caccia-free non si ottiene la tutela dell’ambiente, ma l’esatto opposto, e si infligge un vulnus al contenimento che resta attività necessaria anzitutto alla tutela dell’ambiente. Ancora una volta certa sinistra ha ceduto alla tentazione di strumentalizzare una questione di buon senso nel tentativo di guadagnare una visibilità che però stavolta si gioca sulle spalle di agricoltori, allevatori e cacciatori. Ottenendo come unico risultato quello di dimostrare ciò che sono: distanti anni luce dalle esigenze di chi ogni giorno si guadagna da vivere con il lavoro. Respingeremo al mittente questo genere di richieste e continueremo a difendere chi  assicura il controllo faunistico così come tutte le categorie che fanno grande il nostro Piemonte e tutelano il nostro territorio, senza eccezioni”. Così in una nota in risposta alla dichiarazione della consigliera regionale di Avs, Alice Ravinale, il capogruppo Lega in Piemonte, Fabrizio Ricca.

Torna Evergreen Fest con Baccini e Covatta 

Organizzato da Tedacà, dal 4 giugno prossimo

Torna Evergreen Fest nella versione 2026. Si tratta dell’ennesimo anno di svolgimento del Festival ideato da Tedacà con la missione di creare una dimensione spazio-temporale per tutta la cittadinanza, densa di stimoli, conoscenze e svago. Dal 4 giugno al 19 luglio, la manifestazione proporrà 46 giornate di eventi, spettacoli, laboratori, proiezioni, film, silent djset e molti altri appuntamenti. Anche quest’anno il festival darà spazio ad artisti locali e nazionali, e saliranno sul palco Giobbe Covatta, Francesco Baccini, Andy Bluvertigo & Eugene, Sano Business, Serra Ylmaz, Vladimir Luxuria, Dub Fx, Queen of Saba, Statuto, Simone Bernini, Daiana Lou, Luca Morino & Voodoo Folk Orkestra, Davide D’Urso, Aquario, Casabeat, Santibriganti Teatro e molti altri artisti e artiste. In questa edizione il festival inaugurerà giovedì 4 giugno alle 20.30 con il,concerto della Vocal Boutique, intitolato “Storie di donne al profumo di caffè”, musica contemporary a cappella per celebrare l’armonia tra le persone e la forza femminile. Anche quest’anno Evergreen Fest si svolge nel bellissimo parco della Tesoriera, a Torino, da cui è possibile accedere attraverso gli ingressi di corso Francia 186/192, via Borgosesia 33 e via Asinari di Bernezzo 23.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e senza bisogno di prenotazione fino a esaurimento dei posti, ad esclusione di sei appuntamenti: lo spettacolo “70” di Giobbe Covatta e i concerti di Francesco Baccini, Sano Business, Queen of Saba, Tun Feat, Dub Fx, Andy & Eugene con “Labirinto Bowie”, per cui è previsto l’ingresso a 10 euro nell’area spettacolo. Evergreen Fest è organizzato da Tedacà e si inserisce nell’ambito del programma culturale “Che bella estate!”, un progetto della Città di Torino. Main sponsor è Iren, con il sostegno di Regione Piemonte e Circoscrizione 4 della Città di Torino.

Mara Martellotta

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

VENERDI 29 MAGGIO

 

Iscrizioni fino al 10 giugno 2026

PIETRA VIVA. Lo sguardo oltre la scultura

GAM – Workshop di fotografia e ricerca visiva tra la GAM e il Cimitero Monumentale di Torino

Il Dipartimento Educazione GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, in collaborazione con la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), indice una selezione per 20 partecipanti al workshop fotografico ispirato all’opera di Lisetta Carmi.

IL PROGETTO

Il workshop nasce in occasione dell’acquisizione nelle collezioni della GAM di 15 fotografie di Lisetta Carmi tratte dalla serie “Erotismo e autoritarismo a Staglieno” (1966-76), progetto sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Le opere di Carmi indagano, attraverso il marmo, il contrasto tra la sensualità simbolista delle figure angeliche e la severa autorità delle famiglie borghesi del secondo Ottocento. Seguendo questa traccia, i partecipanti saranno chiamati a esplorare con l’obiettivo il Cimitero Monumentale di Torino, riflettendo sul legame profondo tra scultura, immagine fotografica e il concetto di memoria.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE E SELEZIONE

Il workshop è aperto a 20 appassionati e fotografi. La selezione avverrà su base motivazionale e di merito tramite l’invio del proprio curriculum vitae.

  • Lancio della Call: 20 maggio 2026
  • Termine invio candidature: 10 giugno 2026
  • Conferma selezione: 16 giugno 2026

PROGRAMMA E SCADENZE

Il percorso si articola in momenti di confronto teorico, sessioni di scatto e una restituzione espositiva finale:

– Venerdì 3 luglio: Primo appuntamento. Incontro introduttivo presso la GAM con Carola De Pompeis del Dipartimento mostre con la partecipazione di Claudio Pastrone, Direttore Dipartimento Archivi della FIAF. Analisi della poetica di Lisetta Carmi, visita alla sala dedicata e indicazioni tecniche/concettuali per la sessione di scatto presso il Cimitero Monumentale (l’accesso è soggetto alle autorizzazioni).

– Mercoledì 15 luglio: Scadenza invio file. Termine ultimo per la consegna delle opere selezionate da ciascun partecipante.

– Venerdì 17 luglio: Secondo incontro. Sessione di editing collettivo e confronto sui lavori prodotti in vista dell’allestimento.

– Venerdì 4 settembre: Inaugurazione mostra presso l’Area Education della GAM.

COME CANDIDARSI

Gli interessati dovranno inviare il proprio curriculum vitae all’indirizzo email: infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it  entro e non oltre il 10 giugno 2026 indicando in oggetto: “Candidatura Workshop Fotografia GAM-FIAF”.

Il workshop è realizzato nell’ambito del progetto Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno, sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 

 

 

DOMENICA 31 MAGGIO

 

Domenica 31 maggio ore 11

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA “UN ALTRO NOVECENTO”

GAM – visita guidata

La GAM di Torino invita a entrare nel cuore segreto delle sue collezioni con Un altro Novecento, una mostra che svela un patrimonio sorprendente di opere su carta: disegni, acquerelli e studi in cui l’idea prende forma nel suo momento più puro.
Il percorso riunisce maestri come Casorati, De Pisis, Morandi, Guttuso, Fontana e Melotti, accanto a capolavori iconici come lo studio per La città che sale di Boccioni e le Compenetrazioni iridescenti di Balla. Lo sguardo si apre anche oltre i confini italiani, con presenze del gruppo Cobra e della Pop Art internazionale, e con opere restaurate di recente, tra cui la straordinaria Visual Autobiography di Rauschenberg.

A chiudere la visita, l’installazione Propagazione di Giuseppe Penone, un’esperienza immersiva che trasforma un semplice gesto in un’onda di energia. Una mostra che invita a riscoprire il Novecento attraverso la forza viva del segno e la poesia del processo creativo.

Durata: 90 minuti

Costo: 10 € a partecipante
Costo aggiuntivo: biglietto di ingresso alla mostra. Gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

Domenica 31 maggio ore 15:30

IL CORPO E L’INVISIBILE

GAM – Attività per le famiglie

Attività per adulti e bambini dai 6 anni in su

Siamo solo ciò che appare o dentro di noi vivono storie, creature e mondi da scoprire? La GAM invita grandi e piccini a un viaggio nelle sue sale, dedicato al tema della trasformazione.

Il percorso sarà una scoperta di come gli artisti riescano a raccontare l’essere umano in modi sempre nuovi: dalle sculture che riproducono la realtà, fino a volti di vetro che sembrano sciogliersi e figure leggendarie che richiamano radici lontane.

Attraverso l’osservazione delle opere, i partecipanti impareranno che l’arte non solo ritrae ciò che vede l’occhio, ma dà forma anche all’invisibile.

Dopo la visita, l’esperienza proseguirà in laboratorio. Qui, le famiglie potranno sperimentare la propria “metamorfosi” artistica utilizzando trasparenze, sovrapposizioni e colori. L’obiettivo è creare un ritratto inedito, capace di raccontare la propria identità oltre l’apparenza, giocando con la propria immagine in modo creativo e sorprendente.

**Grazie alla collaborazione tra FTM e Biraghi, al termine dell’attività sarà offerta la merenda a tutti i partecipanti.

Costo: 10 € a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

 

Domenica 31 maggio ore 17

INTERPLAY 2026 | MERAKI

GAM – Performance di danza

La GAM è lieta di ospitare, in occasione del festival Interplay 2026 organizzato dall’Associazione Mosaico Danza, la performance Meraki della compagnia YOY performing art in collaborazione con l’artista visivo Medhat Shafik, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. La coreografia e la musica, create insieme da Emma Zani, Roberto Doveri e Timoteo Carbone, intrecciano movimenti e melodie in un linguaggio chiaro e rarefatto, dove i danzatori si sfiorano senza contatto diretto, in una ricerca di equilibrio e condivisione. La poesia Itaca di Kavafis, recitata da Shafik durante la performance, amplifica la dimensione simbolica del viaggio come esperienza di crescita e rinascita
YOY performing art. Compagnia fondata nel 2021 da Emma Zani, Roberto Doveri e Timoteo Carbone, è un progetto che intreccia danza, musica e arti visive nella ricerca di contaminazioni e nuove forme espressive, configurandosi come un organismo culturale basato sulla condivisione delle idee. Le creazioni di YoY sono state presentate in prestigiosi festival nazionali e internazionali e hanno ricevuto riconoscimenti da realtà come Anghiari Dance Hub, Crossing the Sea e Danza Urbana. Negli anni la compagnia ha vinto bandi per la valorizzazione culturale della Reggia di Caserta, realizzato musiche e coreografie per un docu-film prodotto da LVMH/Masoni, curato nel 2023 le coreografie dell’opera Song of the Dark Forest per lo Scapino Ballet di Rotterdam ed è stata selezionata per Prove d’Autore. Nel 2024 YoY vince il bando ACASA di Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza per un programma di residenze biennale ed è finalista di DNAppunti Coreografici e Twain Direzioni Altre. Vincitori di Giovane Danza Italiana – YTI Project e del Progetto Cura 2025, selezionati per NID Platform 2025 (Italian Windows), e vincitori del bando SIAE Nuove Opere – Per Chi Crea con Solo Sognar ci terrà svegli, presentato alla Milano Design Week 2025.
Medhat Shafik (El Badari, Egitto, 1956) è un artista visivo di rilievo internazionale, attivo in Italia dal 1976. La sua ricerca fonde tradizione egiziana e sperimentazione contemporanea in pittura, collage e installazioni. Tra i principali riconoscimenti: Leone d’Oro alle Nazioni per il Padiglione Egitto alla Biennale di Venezia (1995) e il The Nile Grand Prix alla IX Cairo International Biennale (2003). Le sue opere, presenti in collezioni pubbliche e private, sono celebrate per la loro forza espressiva, materica e simbolica. I suoi lavori sono visitabili nel Museo d’Arte Moderna e Contemporanea del Cairo, in diversi musei italiani a Parma, Verona, Palermo, Siena, Piacenza e Milano.
PRIMA REGIONALE | 20′
INTERPLAY. TUTTE LE INFO 

 

MERCOLEDI 3 GIUGNO

Mercoledì 3 giugno ore 15:30

I FIORI DI STAGIONE. ESTATE

PALAZZO MADAMA – lezione di giardinaggio sostenibile

con Edoardo Santoro

Ogni stagione nel giardino botanico medievale di Palazzo Madama è una scoperta da vivere con curiosità e spirito di osservazione. Nel verde della città di Torino impariamo a seguire il ritmo della natura e osservare i cambiamenti e l’evoluzione delle piante nelle stagioni attraverso le fioriture, i fogliami, frutti e bacche oltre che l’alternarsi delle tecniche di cura del giardino. Gli appuntamenti hanno inizio in museo con una chiacchierata e proseguono in giardino con dimostrazioni pratiche e osservazioni dal vero. Due mercoledì al mese, per approfondire un argomento o una categoria di piante, che portano nel giardino dove osservare e soprattutto mettere in pratica tecniche naturali e sostenibili adatte per coltivare al meglio piante ornamentali e aromatiche, frutti e ortaggi.

Il ciclo di lezioni di giardinaggio sostenibile si conclude con un’introduzione al giardino estivo e alle sue piante: si fanno attendere, ma regalano costantemente abbondanti e colorate fioriture.

Costi: 5 € Ingresso giardino (gratuito abbonamento musei) + 5€ ogni incontro

Info e prenotazioni: tel. 011 4429629; e-mail: madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Prenotazione consigliata

Mercoledì 3 giugno ore 17

MONUMENTO. TORINO CAPITALE. LA FORMA DELLA MEMORIA

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO

La conferenza si svolge al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Sala Codici

Con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama e curatore della mostra

Torino non è solo una città: è un discorso inciso nella pietra. È una frase lunga centocinquant’anni che si legge camminando. Ogni statua che attraversiamo distrattamente è un gesto rivolto a noi: non per decorare, ma per ammonire, orientare, insegnare. Torino ha costruito la propria identità non con un unico grande santuario, ma disseminando la memoria nello spazio quotidiano. Ha fatto dell’ingresso in città una lezione civile, della piazza un’aula, del monumento una pedagogia silenziosa.

In questo racconto, la capitale non è solo un titolo politico: è una responsabilità morale. Torino “fa l’Italia” scolpendola nei volti di scienziati e soldati, di educatori e sovrani, distribuendo nel tessuto urbano una grammatica della memoria che ancora oggi ci interroga. Ma cosa accade quando le statue diventano invisibili? Quando il monumento resta, ma smette di parlare? Questa conferenza è un invito a riascoltare la voce della città. Perché la memoria non vive nella pietra: vive nella relazione che scegliamo di costruire con essa.

Conferenza a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/cultura

Addio allo storico pasticcere Salvatore Provenzano

Si è spento oggi, all’età di 93 anni, Salvatore Provenzano, storico pasticcere e titolare della Pasticceria Piana di Piazza Carducci.
La sua storia professionale iniziò a Torino, dove approdò giovanissimo lavorando come gelatiere presso la storica Gelateria Pepino, una delle realtà più conosciute della tradizione dolciaria piemontese. Fu proprio lì che Provenzano affinò esperienza, passione e dedizione per il mestiere, qualità che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.
Successivamente rilevò la storica Pasticceria  “Piana “di Piazza Carducci, riuscendo nel corso degli anni a mantenerne alto il nome e la tradizione. Per oltre cinquant’anni è stato il volto della storica attività, diventata un punto di riferimento per il quartiere e per intere generazioni di clienti.
Conosciuto e stimato da tutti, Salvatore Provenzano ha dedicato la propria vita al lavoro con professionalità, sacrificio e amore per il mestiere, accogliendo ogni giorno i clienti con cordialità e gentilezza.
Con la sua scomparsa va via una figura storica del commercio cittadino, legata profondamente alla tradizione dolciaria piemontese e al cuore di Piazza Carducci, dove la sua pasticceria resterà nel ricordo di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.