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Alberoni, inconfondibile tocco del sud

Vi suggeriamo gli spaghetti alla chitarra coi i frutti di mare  in crosta. Detto più banalmente un calzone ripieno di pasta che darà soddisfazione soprattutto ai torinesi di adozione. Se un tempo era un ristorante piemontese da anni si è calato nella realtà torinese dando una svolta meridionale alla cucina
 
 
ALBERONISe non siete palati finissimi e preferite la quantità alla raffinatezza il ristorante Gli Alberoni di Corso Moncalieri  288  fa per voi. La nota positiva e’ che è aperto sempre, pranzo e cena anche  nei festivi. Quella negativa e’ che talvolta vi troverete improvvisamente a sedare qualche litigio tra camerieri.
 
 
Meglio dedicarsi al menù. Vi suggeriamo gli spaghetti alla chitarra coi i frutti di mare  in crosta. Detto più banalmente un calzone ripieno di pasta che darà soddisfazione soprattutto ai torinesi di adozione. Se gli Alberoni un tempo era un ristorante piemontese da anni si è calato nella realtà torinese dando una svolta meridionale alla cucina.
 
 
Impossibile non riconoscere quel tocco del sud nel pesce alla griglia, nelle cozze alla diavola e in particolare nella mole delle porzioni del cibo, tanto tanto tanto. Pure il dolce non è da meno. Nella scelta infinita di dessert troverete un rocher xxl. Il conto alla fine e’ abbastanza contenuto: un rotolino ad ogni cucchiaino. 
 
 
Voto : 6
 
 
 
Anita

 

Corso Moncalieri, 288 – 10133 Torino
011 661 5433

 

Street food per rilanciare Porta Palazzo

PORTA PALAZZO2La riqualificazione di Piazza della Repubblica, tra gli ambulanti in grosse difficoltà e la crisi del PalaFuksas passerebbe anche attraverso la gastronomia ed i cibi di strada. Nei due padiglioni dell’alimentare del mercato

 

Comodo, economico e facilmente reperibile: lo streed food sta per sbarcare anche a Torino anzi più precisamente a Porta Palazzo. L’arte di mangiare il cibo tipico di strada (chiamato così perché si può consumare addirittura camminando senza posate o piatti), potrebbe essere il modo più efficace di rivitalizzare uno dei più grandi e antichi mercati della città.

 

Per l’assessore al Commercio, Domenico Mangone, la riqualificazione di Piazza della Repubblica, tra gli ambulanti in grosse difficoltà e la crisi dell’abbigliamento del PalaFuksas (rivelatosi a dir poco fallimentare), passerebbe anche attraverso la gastronomia ed i cibi di strada. Nei due padiglioni dell’alimentare del mercato, lo street food funzionerebbe sia di giorno sia dopo il tramonto, animando così la piazza anche di sera, essendo situata a due passi dal Quadrilatero, zona facente già parte della “movida torinese”.

 

Il piano di Mangone sarebbe quello di permettere anche l’apertura di locali affacciati all’esterno dei padiglioni, riutilizzando la terrazza all’ultimo piano del PalaFuksas e ristrutturando la Galleria Umberto I, al momento poco utilizzata. Progetto ambizioso ed impegnativo quello di Mangone che ha già incontrato i primi ostacoli; infatti bisognerà superare qualche problema normativo, soprattutto riguardante norme d’igiene legate all’Asl, per poter permettere agli ambulanti e a chi opera dentro i padiglioni di poter preparare cibi.

 

Torino potrebbe così diventare l’ultima carta mancante per costituire con Roma, Firenze ed in primis Barcellona (con il suo mercato della Boqueria), il poker vincente di questo nuovo modo di assaporare il piacere del cibo. Assaggeremo, gusteremo e valuteremo.

 

Simona Pili Stella

(Foto: il Torinese)

 

 

 

 

 

 

 

 

Il contrordine di Fassino: “Voglio i Murazzi aperti d’estate”

murazzi xxNon sia mai che il Comune faccia una simile figuraccia. E poi, deve aver pensato il primo cittadino, è impensabile che anche quest’anno la sponda del Grande Fiume passi agli onori delle cronache solo per la microcriminalità dilagante

 

Tutti parevano ormai rassegnati, da Ilda Curti a Domenico Mangone, gli assessori che, per deleghe di propria competenza erano deputati all’organizzazione di “Estate ai Murazzi”, la kermesse in programma lungo il Po.

 

Come è noto, anche e soprattutto per il dietrofront dell’associazione “Borgo Murazzi”, promotrice dell’apertura estiva dei “Muri”, il progetto era naufragato tra mille polemiche. Ma il sindaco Piero Fassino non ci sta e tenta di riportare alla ragione gli interlocutori coinvolti: non sia mai che il Comune faccia una simile figuraccia. E poi, deve aver pensato il primo cittadino, è impensabile che anche quest’anno la sponda del Grande Fiume passi agli onori delle cronache solo per la microcriminalità dilagante.

 

Così il primo cittadino ha convocato una riunione in Municipio per cercare di trovare una soluzione ragionevole. Intanto non tutti i privati disponibili ad allestire dehor pomeridiani di caffetteria/gelateria e affini si sono tirati indietro. Infine, è convinto Fassino, possibile che la Città non sia in grado di organizzare una serie di appuntamenti estivi ai Murazzi, seppur più “light”  di quella prevista inizialmente?

 

Il mandato del sindaco ai suoi assessori è quindi chiaro: i Murazzi da luglio devono essere aperti ai cittadini. Staremo a vedere.

 

(Foto: il Torinese)

Torino secondo Nosiglia: “Città sfilacciata, urge un nuovo patto sociale”

nosiglia e giovani“La messa in campo di risorse e progetti per dare vita a nuove imprese giovanili deve stare al centro dell’impegno del mondo politico e finanziario. L’orientamento al lavoro è la sfida del futuro”

 

La politica, sempre la politica. La si condanna, denigra e accusa ma poi la si invoca per risolvere i problemi. Anche l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia  l’ha chiamata  in causa durante la sua omelia in cattedrale per la festa di San Giovanni: “ha un ruolo determinante”.

 

In che ambito? Nel “creare un nuovo patto sociale tra generazioni”, ha detto il capo della Chiesa subalpina, visto che Torino è una città “che si sta sfilacciando”, una metropoli in bilico tra il rilancio (ma non ci si può “accontentare solo dei turisti”) e le difficoltà  “di un numero sempre crescente di migranti e di richiedenti asilo approdati qui dopo il miraggio di Lampedusa e ancora in equilibrio tra  diritti e accoglienza”.

 

Infine, un richiamo ai giovani e al lavoro:  “La messa in campo di risorse e progetti per dare vita a nuove imprese giovanili deve stare al centro dell’impegno del mondo politico e finanziario. L’orientamento al lavoro è la sfida del futuro”.

 

Ecco un brano tratto dall’ omelia dell’Arcivescovo:

 

I volti delle fragilità sono sempre più trasversali perché, ormai, nessuno può più
dirsi al sicuro di fronte all’evolversi spesso imprevisto della situazione. Penso
ai tanti piccoli esercizi commerciali che hanno abbassato la saracinesca. Penso
alle ditte artigiane costrette a fermarsi in modo improvviso. Penso alla crescita
imponente del tasso di insolvenza per prestiti, mutui, fideiussioni. Penso alle
famiglie sottoposte a provvedimento di sfratto nonostante la morosità incolpevole.
Penso a quello zoccolo duro di fratelli che vive in strada e continua a farlo
per mancanza oggettiva di prospettive (…)  Penso alle famiglie che
si frantumano su relazioni interpersonali difficili e che pagano, soprattutto nei
figli, il prezzo alto dell’abbandono. Penso alle persone anziane e sole colpite da
un’acuzie sanitaria e in seria difficoltà al momento del rientro a casa. Penso ai
disabili, troppo compatiti e poco ascoltati.

(…) è necessario promuovere una cultura favorevole al lavoro, con nuovi
strumenti educativi capaci di suscitare nei giovani la stima e l’apprezzamento
anche per quello manuale e quello di impresa che sollecita la loro creatività
e dinamismo. La messa in campo di risorse e progetti per dare vita a nuove
imprese giovanili devono stare al centro dell’impegno del mondo politico e
finanziario. L’orientamento al lavoro è la sfida del futuro, sulla quale è necessario
investire. Il cambiamento e il nuovo spaventano, ma la chiusura ad essi è
il pericolo più grande, che allontana dalla viva partecipazione di tutti e chiude
dentro il cerchio ristretto del proprio individualismo di singoli o di gruppo,
nel piangersi addosso che non aiuta le persone, ma è deleterio perché non fa
emergere le energie positive che tutti, soprattutto i giovani, possiedono.

 

 

Forza Azzurri! Ecco dove seguire Italia-Uruguay

mondiali 6Persino il  Museo dell’ Automobile ha  allestito un megascreen

 

In attesa di Italia-Uruguay sono molti  i ritrovi  collettivi per seguire la partita in tv, nei bar, nei circoli e nelle piazze. 

 

Persino il Museo dell’Automobile ha  allestito un potentissimo megascreen in un’area apposita. In alternativa il match si può vedere anche al centro commerciale 8 Gallery del Lingotto.

 

In Piazza Vittorio, invece, di fronte al maxischermo “ufficiale” della Città, approntato dal Comune (a dire il vero in piena controluce solare) ,  si esibirà prima dell’incontro la fanfara degli Alpini, in un concerto di musica leggera che terminerà con l’inno nazionale.

 

(Foto: il Torinese)

Superchiampa attore su Canale 5

Nel film  “Ti amo troppo per dirtelo” (2011), trasmesso domenica sera, i torinesi hanno potuto rivedere Chiamparino nel ruolo di se stesso quando era sindaco

 

film Domenica 22 giugno su Canale 5 e’ andato in onda il film che è’risultato essere il più visto della serata: “Ti amo troppo per dirtelo”, con  Fabio Troiano, Valeria Bilello ed Enrico Bertolino . La trama e’ quella di una commedia brillante, incentrata su un trio amoroso e le sue vicissitudini coadiuvate dal supporto di amici e colleghi. I protagonisti sono una giovane coppia torinese, un avvocato divorzista rampante alle prese con la carriera e con un imminente matrimonio che lo unirà alla sua storica fidanzata e aspirante professoressa di Fisica presso l’Universita’ degli Studi di Torino.

 

Tra loro però si intromette una biondina frizzante e aspirante attrice che tenterà di conquistare tutte le attenzioni del futuro sposo. Le vicende di tutti si svolgono nella splendida cornice di Torino, dove si alternano scorci di città e locali famosi in cui i personaggi si ritrovano ad interagire fra loro. Ne esce un ritratto della Torino sicuramente elegante, dinamico e al passo con le più importanti città Europee. La produzione del Film e’ stata sostenuta da Film Commission Torino Piemonte, che dal settembre 2000 e’ operativa sul capoluogo  per sostenere l’industria cinematografica e televisiva , sia locale che estera. Lo scopo e’ quello di promuovere Torino e la regione, oltre che creare posti di lavoro per gli operatori di settore. 

 

chiampa gofalone

chiampa cinemaE senza voler anticipare il finale della storia , per chi non lo conoscesse, non si può resistere alla tentazione di segnalare un personaggio inedito per il cinema, che ha preso parte ad una delle scene della commedia e che ha sicuramente sorpreso i telespettatori torinesi: il Superchiampa , alias Sergio Chiamparino, nei panni di se stesso, cioè ancora Sindaco di Torino nella prima parte del 2011. Fascia tricolore come si conviene, Sala Rossa di Palazzo Civico, l’attuale presidente regionale (che nella sua nuova veste non può per legge celebrare matrimoni, se non chiedendo una delega al sindaco Piero Fassino) ha così sposato , per finta ovviamente, una giovane coppia torinese, come del resto ha fatto nella realtà , numerose volte negli anni del suo mandato. 

 

Beh, l’attuale Governatore avrà certamente rivisto la sua interpretazione da attore provetto e chissà che in futuro non ci delizi con qualche cameo anche al cinema.

 

Clelia Ventimiglia

San Giovanni, Torino è già in festa

Spettacoli in piazza, giochi, concerti, animazioni per bambini, manifestazioni sportive, il meraviglioso corteo storico e domani il suggestivo spettacolo dei fuochi d’artificio sul Po

 

SANGIOVANNIUn assaggio della Festa patronale di San Giovanni Battista si è già avuto tra sabato e domenica con le esibizioni delle fanfare dei Bersaglieri e delle majorettes. Ora gli eventi per la festa patronale entrano nel vivo, in particolare stasera con l’accensione del tradizionale “Farò” in piazza Castello (nella foto i preparativi di questa mattina). 

 

Spettacoli in piazza, giochi, concerti, animazioni per bambini, manifestazioni sportive, il meraviglioso corteo storico e,  per ultimo, il suggestivo spettacolo dei fuochi d’artificio sul Po. Questo è la Festa di San Giovanni a Torino.  E’ un appuntamento ormai storico per i torinesi, una manifestazione, organizzata e coordinata dal Settore Tempo Libero della Città, che ogni anno è ricca di eventi. Ecco solo alcuni degli appuntamenti che caratterizzano questa ricorrenza importante per la città, ad incominciare da oggi:farò2sangiovanni 2

 

Sport in attesa del 2015: Spazio aperto per libero scambio tra collezionisti ed appassionati dello sport in onore di Torino Capitale Europea dello Sport 2015 e Mostra Fotografica “Torino tra finzione e realtà”. Piazza Carlo Alberto dalle 11 alle 20.

 

Mercatino d’eccellenza del Vintage e dell’ Artigianato di moda, a cura di Associazione Effetto Vintage. Piazza Carlo Alberto dalle 15 alle 20.

 

Corteo storico: sfilata in costumi d’epoca lungo le vie del centro. A cura dell’ Associassion Piemontèisa, dalle 18.30 alle 22.

 

Tutti gli appuntamenti di domani, Festa di san Giovanni, nella rubrica AGENDA in homepage.

 

Noemi Morgano

 

Dalla Tari non si scappa. Neanche le famiglie a reddito zero

tari 2Prevista una riduzione del  50% della tassa per le famiglie a reddito zero. A Roma si prevede invece una fascia di esenzione assoluta per le famiglie con ISEE fino a 6.500 euro. Il capogruppo di FdI Marrone annuncia battaglia in Sala Rossa

 

Ancora scossi per il salasso Tasi, entro una decina di giorni i torinesi dovranno pagare la seconda rata della Tari. si tratta della seconda parte dell’acconto della vecchia Tares, la tassa sui rifiuti. A dicembre, invece, la terza rata. In periodo di vacche magre mettere mano al portafogli non è un esercizio semplice e tantomeno piacevole. Anche le famiglie in maggiori difficoltà economiche non saranno esentate dall’imposta, seppur con uno sconto. Ma a Palazzo Civico il consigliere di Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale, Maurizio Marrone, non ci sta.

 

“Dopo la bastonata Tasi la sinistra si appresta a calare anche la stangata fiscale della TARI sui rifiuti, ma la Giunta di Piero Fassino cerca di addolcire la pillola deliberando anche le agevolazioni per le utenze domestiche a basso reddito. Invano pero’, dal momento che i “compagni” torinesi proprio non ce la fanno a recuperare la vocazione sociale”.

 

 E’ quanto sostiene il Capogruppo di Fratelli d’Italia  che spiega: “quale sinistra degna di questo nome si limiterebbe ad una riduzione del solo 50% della tassa per le famiglie a reddito zero? A Roma al contrario si prevede una fascia di esenzione assoluta per le famiglie con ISEE fino a 6.500 euro: Torino dovrebbe prendere esempio, invece di esentare solo i nuclei discrezionalmente assistiti dai Servizi Sociali.

E’ inaccettabile, infatti, che nella consueta mentalità di “presunzione del lavoro nero” senza alcun accertamento adottata dalla PA l’Amministrazione comunale si affidi alla assoluta autoreferenzialita’ dei servizi sociali per decidere cosa e’ vera indigenza e cosa non lo e’”.

 

Marrone presenterà un emendamento per imitare il modello romano e risparmiare alle tante  famiglie torinesi senza alcun reddito per la disoccupazione galoppante di dover essere inseguiti da Soris per una riscossione  “impossibile ed inumana”.

 

(Foto: il Torinese)

 

 

Aiuto, non salite su quel treno: il viaggio è da incubo

treno1treno porta susatreno p nuovatreni bimbatreno stationtreni p susatreni porta nSarà per l’allure che la strada ferrata si è guadagnata in decenni di storia della letteratura e del cinema, dal mitico Orient Express al più recente “Quel treno di notte per Lisbona”, passando per la Transiberiana di Tolstoj, ma le ferrovie hanno sempre goduto di una fama straordinaria. Oggi molto meno. Spesso i convogli  sono superaffollati, manca il personale e i vagoni sono sporchissimi.  E non si contano i danni causati dai teppisti
 

Ritardi, convogli affollatissimi e sporchi. E, come se non bastassse, l’impianto di condizionamento dell’aria  e i servizi igienici fuori uso. Il ritratto delle ferrovie che “La Stampa” di oggi traccia è impietoso. Riguarda in particolare i “treni del mare” che, con l’inizio dell’estate sono presi d’assalto dai passeggeri-vacanzieri. Ma, bella stagione a parte, la situazione sulle strade ferrate di casa nostra è piuttosto disastrosa per tutto l’anno.

 

Le lamentele dei pendolari sono all’ordine del giorno e le risorse per i trasporti sono sempre più ridotte al lumicino. Per chi deve usare le ferrovie per motivi di lavoro, la vita è grama. Il Piemonte non fa eccezione. Ma tanto per fare un discorso più filosofico sulla cultura delle rotaie, c’è da dire che sono tantissime le persone che considerano il treno come il mezzo di trasporto tra i più gradevoli, pratici, economici e comodi  in assoluto. E pure ecologico. Sarà per l’allure che la strada ferrata si è guadagnata in decenni di storia della letteratura e del cinema, dal mitico Orient Express al più recente “Quel treno di notte per Lisbona”, passando per la Transiberiana di Tolstoj ma le ferrovie hanno sempre goduto di una fama straordinaria. Oggi molto meno.

 

E’ probabile che anche tra coloro che ne apprezzano l’utilità e la convenienza ci sia chi, durante i vari tragitti casa-lavoro, scuola o tempo libero, si porti dietro, oltre che il solito bagaglio, anche tutta la maleducazione e l’inciviltà che possiede, sfoggiando piedi appoggiati su sedili liberi e abbandonando spazzatura d’ogni sorta qua e là.  Chissà:  forse il treno, a volte, rende “barbari”? Purtroppo questo fenomeno tra vandalismo e maleducazione non va assolutamente ignorato se si considera poi la qualità del servizio in termini di posti a disposizione e talvolta anche numero di treni in circolazione.

 

Sì,  perché tutti i danni creati da questi soggetti, oltre che a riversarsi sulle casse di Trenitalia, danneggiano i viaggiatori, poiché le carrozze  vanno  necessariamente in riparazione.  E la maggior parte delle volte la conseguenza è viaggiare con un minore numero di posti da poter offrire ai clienti:  in alcuni casi i treni subiscono addirittura la soppressione per il tempo necessario alla rimessa in sesto. Tanto è vero che il 2014 è iniziato con un buon mese di soppressione per 22 convogli regionali sulle linee Torino-Savona, Ivrea-Chivasso-Novara, Alessandria-Savona e Arona-Alessandria: Trenitalia li ha sostituiti con bus, suscitando le proteste dei pendolari. Nella sola prima metà dello scorso anno la spesa sostenuta per rimettere in sesto i treni devastati è stata di 800mila euro.

 

I teppisti sono dotati di molta fantasia, addirittura in occasione dell’ultima notte di Halloween festeggiata a Torino, sono stati letteralmente devastati diversi treni regionali nella stazione di Porta Susa, con estintori scaricati dentro le carrozze, finestrini spaccati, bottiglie di vetro rotte per passare poi ad imbrattare con vernice e sostanze analoghe l’ambientino in cui avevano deciso di festeggiare i nostri eroi. Sono infatti all’ordine del giorno gli atti vandalici, come quello avvenuto tempo fa  sul treno regionale da Torino a Milano (MITO), quando ignoti hanno rotto dall’interno, probabilmente utilizzando sassi e martelletti frangivento, quattro finestrini. Danno economico: circa 8mila euro,  ed è stato necessario cancellare il regionale per le riparazioni necessarie.

Bisogna anche dire però, che molti utenti segnalano ormai da anni, su alcune tratte regionali, la presenza di un altro genere di passeggeri oltre i vandali e maleducati, decisamente sgraditi, cioè insetti, pulci e zecche che si annidano tra i sedili sbrindellati, sporchi e maleodoranti e che per forza di cose, costringono i viaggiatori a stare in piedi durante il loro percorso, aumentando il disagio tra tutti. La carta dei Servizi di Trenitalia  prevedeva per il 2013 una  pulizia fino all’88% dei locali dei treni (nessuna carrozza che presenti segni di sporco su più di 1/3 della superficie dei locali interni); il 64% per quanto riguarda la pulizia dei sedili  (con nessuna carrozza che presenti più di 5 sedili sporchi); il  50% per la pulizia dei servizi igienici; il 63%  di Treni con nessuna carrozza sporca esternamente. Chissà se gli obiettivi sono stati realmente raggiunti.

 

Se si possono riassumere in un elenco i disagi per i pendolari o comunque viaggiatori sporadici, ma malcapitati, si può dire che: su alcune tratte regionali i treni sono eccessivamente affollati, manca il personale a cui chiedere assistenza, i vagoni sono sporchissimi, decisamente maleodoranti  e in alcuni casi infestati dalle zecche, e comunque attesi disperatamente se si considerano le stazioni gelide o torride in cui si contano i minuti di ritardo. Purtroppo le risorse per far fronte a tali problemi sono sempre più misere e c’è da temere che la situazione non possa che peggiorare. Secondo uno studio di Legambiente di qualche tempo fa, in Piemonte il calo dei pendolari  è di 27 mila viaggiatori al giorno, “conseguenza – secondo l’associazione – dei tagli del 10% al servizio, a fronte di aumenti delle tariffe”. Ad eccezione del nodo di Torino che con l’orario cadenzato rappresenta  una valida alternativa al mezzo privato.

 

(Fotoservizio: il Torinese)

Il Tar dà ragione all’ex sindaco: il presidio No Tav va demolito

no taV STRADAIl tribunale regionale  ha respinto il ricorso degli attivisti  contro l’ordinanza del Municipio che stabilisce  l’abbattimento del presidio in frazione San Giuliano, all’uscita dell’autostrada Torino-Bardonecchia

 

Incominciano i problemi per il nuovo sindaco di Susa, Sandro Plano, che pur essendo iscritto al Pd – partito ufficialmente pro Tav, dal governatore Sergio Chiamparino al segretario regionale Davide Gariglio –  è schierato in  modo aperto contro la realizzazione del collegamento ad alta velocità Torino-Lione.

 

Il primo cittadino, che ha vinto le elezioni per soli 8 voti rispetto al sindaco uscente di centrodestra Gemma Amprino, non dovrà vedersela soltanto con i colleghi di partito ma, da oggi, anche con la sentenza del Tar del Piemonte.

 

Il tribunale amministrativo regionale, infatti,  ha respinto il ricorso degli attivisti No Tav contro l’ordinanza del Municipio di Susa che stabilisce  l’abbattimento del presidio in frazione San Giuliano, proprio all’uscita dell’autostrada Torino-Bardonecchia. Il  presidio, con la decisione del Tar è quindi confermato come abusivo, così come indicato nel provvedimento  dell’ amministrazione guidata  Amprino.

 

Si prevedono nuove scintille politiche, e non solo, nella valle che sembra non trovare mai pace.

 

(Foto: il Torinese)