di Giorgio Merlo
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Ormai e’ abbastanza chiaro. Il Pd, dice, continua ad essere un partito di centro sinistra. Alla sua sinistra si sta consolidando un soggetto politico di centro sinistra/ulivista che ha l’obiettivo di recuperare quel consenso che in questi ultimi anni di gestione renziana del partito e’ sostanzialmente evaporato
Un consenso che nelle ormai lontane elezioni europee aveva visto il Pd balzare ad oltre il 40% e che ora, almeno stando ai sondaggi, si attesta al 25%. Ora, al di la’ dei numeri e della sondaggistica, credo sia anche nocivo proseguire un dibattito per misurare chi fra le due formazioni politiche di centro sinistra sia piu’ coerente con il patrimonio politico, culturale e programmatico del riformismo di matrice progressista. Dico che e’ nocivo perche’ rischia, col tempo, di ridurre la credibilita’ e l’appeal dell’intero campo del centro sinistra italiano. E, visto che il faro che continua ad illuminare questo campo politico continua ad essere il simbolo dell’Ulivo, forse e’ arrivato il momento per far si’ che proprio quel simbolo dell’Ulivo accompagni la presentazione di queste due formazioni politiche. Certo, conosciamo benissimo le dispute e le procedure che regolano l’utilizzo del marchio dell’Ulivo. Come, credo, di qualunque altro marchio di partito o di coalizione. Lo ha ricordato nei giorni scorsi Arturo Parisi in una bella intervista fissando alcuni paletti di fondo per l’eventuale utilizzo di questo storico marchio. Ma il nodo, com’ e’ evidente a tutti, e’ di natura esclusivamente politica. Forse e’ arrivato il momento per avanzare
2 sole considerazioni in merito al recupero della tradizione e dell’esperienza dell’Ulivo, pur senza limitarsi a rimpiangere il passato o a riproporlo meccanicamente. Innanzitutto si deve ribadire, da parte di entrambe queste forze politiche, che si vuole fare e costruire il centro sinistra in vista delle prossime elezioni politiche. Pare una banalita’ ribadirlo ma credo che questo “preambolo” continui ad essere indispensabile per evitare di proseguire un dibattito su chi vuole proseguire e chi vuole archiviare la riproposizione di un’alleanza di centro sinistra. Anche perche’ e’ necessario ripristinare l’unita’ politica, programmatica ed elettorale di tutte le forze e i partiti che si riconoscono in questo campo se si vuole competere con un rinato centro destra e un arrembante movimento 5 stelle. Senza questa unita’, e quindi senza dar vita ad una coalizione, qualunque possibilita’ di vittoria alle prossime elezioni per il centro sinistra non e’ all’ordine del giorno. Ma questo e’ importante ribadirlo anche per battere alla radice qualunque ipotesi trasformistica e di larghe intese che si profila all’orizzonte. Un modo semplice, chiaro e trasparente per dire che in Italia ritorna una coalizione di centro sinistra, anche dopo le elezioni. In secondo luogo la presenza del simbolo dell’Ulivo nelle due future liste, sempreche’ tutto cio’ sia possibile, segnerebbe visibilmente che la tradizione, la cultura e l’esperienza dell’Ulivo non vengono sacrificate sull’altare di una maldestra e anomala modernita’. Perche’ e’ inutile nasconderlo. Il richiamo dll’Ulivo nel popolo del centro sinistra continua ad essere potente e forte. E’ un simbolo che non si puo’ liquidare inseguendo le alchimie, i risentimenti o i rancori personali dei singoli. Perche’ ormai un dato e’ ormai certo: nell’attuale quadro politico nessuno puo’ ritenersi il depositario esclusivo della tradizione e della cultura di centro sinistra. Non lo puo’ fare solo il Pd e non lo puo’ fare, al contempo, il movimento che si e’ formato attorno a Pisapia e a Bersani. Certo, ormai con approcci diversi, con proposte politiche molto diverse tra di loro e con modelli organizzativi altrettanto diversi. Ma la ricchezza e l’originalita’ di una coalizione e’ proprio questa: e cioe’, la capacita’ di saper unire forze diverse che si riconoscono nel medesimo progetto di governo. Ma, per poter iniziare questo percorso in modo coerente e anche credibile, sarebbe utile dare segnali concreti e tangibili di unita’ e di compattezza. Seppur nella diversita’, come ricordavo poc’anzi. E il simbolo dell’Ulivo nelle due future liste potrebbe essere un segnale politico molto piu’ importante e decisivo di tante dichiarazioni solenni e roboanti dei vari leader in campo.
STORIE DI CITTA ‘ di Patrizio Tosetto
pochi operai e dipendenti pubblici o insegnanti. Volteggiano alcuni storici dirigenti di Rifondazione Comunista e della Fiom locale e l’ on. Giorgio Airaido che non manca mai a queste iniziative. Poi l’inossidabile Diego Novelli.
ha perso la sua proverbiale e gentile aggressività verso il politico di turno. Il secondo: se votato on-line sarò il candidato premier.Proposte? Noi siamo meglio di quelli che ci sono adesso. Come? Noi saremo migliori di quelli di adesso . Selezione della vostra classe dirigente? Su questo si ringalluzzisce Travaglio : Scusa Di Maio, a Roma otto assessori cambiati. Sbagliando s’impara
La vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Daniela Ruffino (Fi), suggerisce alla Regione di “promuovere le mete turistiche religiose, patrimonio di arte, tradizione e paesaggio”.
religiose una vera e propria rete di storia, arte, fede e na
DIBATTITI, CENE, SERATE DI CABARET E GRANDI OSPITI PER RIPORTARE LA POLITICA TRA LA GENTE.
Appio Claudio 176 a Torino. All’inaugurazione parteciperanno Giuseppe Scopelliti, coordinatore della direzione nazionale del Movimento ed esponenti del Movimento nazionale per la Sovranità cittadino ( Lusa Bergoglio, Angelo D’Amico, Luigi Furgiuele ed Elvio Guglielmet) .
le quali non è prevista alcuna semplificazione per la riqualificazione di alpeggi, borghi alpini o per favorire attività agro-silvo pastorali. “Paradossale poi – continua Vignale – è che il piano paesaggistico in merito alle aree sciabili preveda “la riduzione del numero dei tracciati degli impianti”. Il piano, dunque, intende intervenire per ridurre una delle principali attività economiche delle alpi piemontesi.” Vincoli vengono posti anche in merito al sistema idrografico, in particolare per l’impossibilità di intervenire per l’ordinaria manutenzione degli alvei dei fiumi, assoggettandoli a specifiche misure di tutela che tengano conto di “eventuali elementi derivanti da trasformazioni antropiche”. “Non solo non si potranno fare interventi manutentivi, ma eventuali interventi di modifica dell’alveo fatti dall’uomo dovranno essere mitigati” conclude Vignale. “Il Piemonte avrebbe bisogno di misure radicali per la crescita, per lo snellimento della burocrazia e di riduzione delle tasse, ma evidentemente la giunta Chiamparino intende porre ad un peso burocratico già oneroso, un ulteriore tassello molto grosso che graverà sui cittadini” denuncia il Movimento Nazionale per la Sovranità.
ICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Stavo andando alla Festa dell’ Unità. Una provvidenziale telefonata di un amico mi ricorda che Bersani è in via Oropa
“Il primo giorno di scuola è assolutamente da bocciare. La situazione che vive il nostro sistema d’insegnamento è emergenziale, da collasso: altro che buona scuola qua ci troviamo di fronte ad una scuola brutta, anzi bruttissima“. A sostenerlo la vice presidente del Consiglio regionale piemontese Daniela Ruffino.
RICCARDO MAGI INTERVIENE A UN INCONTRO PUBBLICO
“Se non fosse vero sarebbe comico, ma poiché è reale è drammatico”, così il presidente del gruppo regionale del Movimento nazionale per la sovranità, Gian Luca Vignale, ha commentato la scelta dell’Ires Piemonte – effettuata su indicazione dell’assessorato regionale – di creare tavoli tematici sulla salute mentale estraendo a sorte i partecipanti.