“L’accordatore”, un racconto di Piero Chiara su Tallone a Orta

A Orta, una mattina d’autunno di alcuni anni or sono, di domenica, mentre stavo sotto gli ippocastani già rossi della piazza a guardare il lago e l’isola di San Giulio, vidi scendere, da due automobili giunte a motore spento, un gruppo di sei persone: due donne e quattro uomini, uno dei quali si staccò subito dal gruppo e apparve come colui per il quale tutti gli altri esistevano.

Era un vecchietto, chiuso in un pastrano scuro, con un cappello nero in testa, una sciarpa al collo e ai piedi un paio di scarpe di tela bianca.

Era, come mi sussurrò un barcaiolo, il famoso accordatore Cesare Tallone, che andava a passare la domenica sull’isola di San Giulio”. Così scriveva Piero Chiara nel breve racconto “L’accordatore”, rammentando l’incontro con il maestro Cesare Tallone, detto Cesarino per distinguerlo dal padre pittore. Pubblicato da Biblohaus, a cura di Federico Roncoroni,  con due scritti di Enrico Tallone e Massimo Gatta oltre ad alcune belle foto d’epoca, il racconto “L’accordatore”, come è tipico della narrativa di Piero Chiara, nasce da un fatto di cui è stato testimone con , sullo sfondo, il luogo dell’incontro: l’arrivo di Tallone ad Orta, dove possedeva una dimora sull’isola di San Giulio. Un racconto velato dal mistero, avvolto in quelle nebbie che spesso si trovano tra autunno e inverno sulle acque calme del più romantico dei laghi italiani, meta ideale di artisti e scrittori. Una storia che parla di una straordinaria famiglia – quella dei Tallone – di editori e stampatori, poeti e pittori, architetti e costruttori di pianoforti. Un interessante saggio di Roncoroni aiuta a comprendere il contesto nel quale si colloca il racconto dello scrittore di Luino, mentre  le pagine manoscritte restituiscono la prova più genuina del lavoro di Chiara.

Cesare Augusto (“Cesarino”) Tallone, figlio del pittore Cesare e fratello dell’editore Alberto,  apprese il mestiere di liutaio nella fabbrica Fip di Alpignano e poi alla Zari di Bovisio, di cui fu giovanissimo direttore. Gabriele d’Annunzio lo definì “artefice in costruzioni sonore” ed egli divenne accordatore ufficiale del Vittoriale. Perfezionatosi in Germania, negli anni cinquanta iniziò la costruzione dei pianoforti “Tallone” giungendo, dopo dieci anni di studi e sperimentazioni, a produrre il primo pianoforte italiano gran coda da concerto. Grazie al suo infallibile orecchio, la spiccata sensibilità musicale e la perfetta conoscenza dello strumento, fu stimato, fra gli altri, da Ludwig Hofmann, Arturo Toscanini e Arturo Benedetti Michelangeli, che lo volle con sé come tecnico accordatore durante le sue lunghe tournée internazionali. “L’accordatore” è un ulteriore prova dell’impareggiabile istinto e talento narrativo di Piero Chiara, uno degli autori più prolifici e più fortunati della  seconda metà del Novecento.

Marco Travaglini

La Festa della Repubblica

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

La festa della Repubblica per gli 80 del referendum del 1946 non ha raggiunto pienamente i suoi obiettivi   Le bandiere tricolori  ai balconi erano quasi del tutto assenti. Quando la Lega di Bossi furoreggiava a Torino io proposi un invito a imbandierare la città come risposta ai continui attacchi al Risorgimento dei leghisti ruspanti di allora. Mi telefono’ il sindaco Valentino Castellani chiedendomi  di annullare la mia  conferenza stampa perché il pericolo era quello che i torinesi non partecipassero e dessero una implicita vittoria alla Lega. Il ragionamento di Castellani mi convinse e ritirai la proposta. Aveva ragione lui.
Ma oggi questi pericoli leghisti non ci sono più, ma nessuno ha pensato di scrivere un invito ad esporre il tricolore  come fecero il sindaco Peyron e il presidente di “ Italia 61 “ Dogliotti – il grande chirurgo – per il centenario del Regno d’Italia con l’aiuto de “La Stampa” che fece una campagna martellante in proposito. Ricordo che tanti anni prima mio padre mi fece leggere dei passi del “Cuore” di De Amicis in cui viene raccontato il grande entusiasmo di studenti e popolo per la sfilata della Festa dello Statuto della prima domenica di giugno. L’amor di Patria – mi diceva mio padre – devi trarlo da quelle pagine perché la generazione di tuo nonno combatte’ eroicamente sul Piave educata dal “Cuore”.
Oggi sarebbe impossibile usare questi linguaggi perché la paura della guerra ci atterrisce e le manifestazioni di piazza violente dei mesi scorsi sono una minaccia reale alla convivenza civile da  parte di plotoni di giovani delinquenti  e potenziali terroristi che fanno della rapina e del furto la loro ragione di vita. La Repubblica festeggia, ma i motivi attuali per festeggiare sono pochissimi. La sfilata di Roma (fino al 1961 si faceva anche a Torino in piazza Vittorio) si è svolta in tono minore.  La grande via dei Fori imperiali voluta da Mussolini e’ apparsa in Tv meno ampia e maestosa forse  per l’aggiunta di altre tribune. Anche lì qualche coccarda, un brutto bandierone  e uno stendardo con il simbolo della Repubblica.  L’entusiasmo popolare non si percepiva.  Forse bisogna risparmiare e allora forse sarebbe bene rinunciare anche  alla parata che- dopo le  infinite citazioni di un articolo 11 della Costituzione dimezzato- può essere vista come un’esibizione guerresca.
Se vogliamo trarre una riflessione da questa festa della Repubblica – al di là delle mitizzazioni giornalistiche che non danno spazio alla vera riflessione storica  – verrebbe da dire che la Repubblica di Mazzini e di Garibaldi si è evaporata e la religione civile della Patria non esiste più.  Che sia stato ignorato ciò che scrisse uno dei nostri maggiori storici, Nicolò Rodolico ,sul referendum  e che Francesco Cognasso  sia del tutto trascurato,  non depone bene per un tentativo di storia ,se non condivisa, almeno plurale  Oggi ci sono tanti attivisti ignoranti e fanatici, incapaci di produrre un pensiero, che inalberano i cartelli della protesta disgregatrice. Sono il frutto di una scuola che ha smarrito la sua funzione civica. Anche il piccolo Angelo d’Orsi  più che un ex professore e’ un attivista che soffia sul fuoco della rivolta sociale. Ad 80 anni di distanza avrebbe forse avuto un significato di pacificazione nazionale di alto valore simbolico  provvedere per una degna sepoltura in Italia,  con tutti gli onori dovutigli, dell’ultimo Re Umberto II che pati’ l’esilio per 37 anni. Le Nazioni civili sanno comportarsi civilmente almeno  con i morti. La Francia ne è un esempio.
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Post  Scriptum
Va ricordato che, malgrado il suffragio elettorale femminile, all’assemblea costituente non vennero elette donne in Piemonte. Alcune donne di origini piemontesi – ad esempio le mogli di Togliatti e Longo – furono elette in altre circoscrizioni.  Nessun partito elesse donne in Piemonte. Un motivo di riflessione del tutto trascurato dall’enfasi celebrativa.

Parco della Tesoriera, da oggi la riapertura completa

Lunedì 1° giugno chiusura temporanea

I lavori al Parco della Tesoriera sono giunti al termine e da martedì 2 giugno l’area verde – che ospita la settecentesca Villa Sartirana, sede della biblioteca civica musicale Andrea della Corte – sarà accessibile al pubblico nella sua interezza.

Le ultime recinzioni di cantiere, mantenute fino ad oggi per consentire il corretto attecchimento dell’erba dopo la semina delle superfici prative, verranno rimosse nella giornata di lunedì 1° giugno. Per consentire le operazioni di smantellamento del cantiere in condizioni di sicurezza, il parco resterà chiuso al pubblico per l’intera giornata, così come la biblioteca, come già comunicato nei giorni scorsi tramite appositi cartelli posizionati agli ingressi.

Il parco della Tesoriera è stato interessato da un intervento di manutenzione straordinaria di circa 850mila euro finanziato con fondi PNRR, che ha riguardato in particolare le aree verdi, i vialetti e le aree di sosta. Gli interventi hanno compreso la rigenerazione dei prati, il recupero del profilo delle aiuole, la sistemazione delle alberate e la messa a dimora di nuovi alberi, oltre al rinnovo dei vialetti con pavimentazione drenante.

Sono inoltre stati rinnovati l’area giochi, già fruibile da alcuni giorni, e i servizi igienici, mentre l’area cani è stata raddoppiata in superficie ed è ancora parzialmente transennata per il rinnovo del prato. Accanto alla biblioteca è stato realizzato anche uno spazio per la lettura all’aperto, e nelle aree di sosta sono stati inseriti nuovi arredi. È stato inoltre adeguato e riattivato l’impianto di irrigazione. Sono infine in conclusione i lavori sulla fontana ornamentale, la cui riattivazione è imminente.

La riqualificazione del parco è andata di pari passo con il recupero e la valorizzazione della settecentesca Villa Sartirana, con opere di manutenzione, restauro artistico e di rinnovo degli impianti.

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Il gelato conquista Rivara con quattro giorni di festival

Quattro giorni nel parco di Villa Ogliani con 13 maestri gelatieri da 10 regioni, gusti inediti costruiti su ingredienti di territorio, la Merenda Sinoira canavesana in prima assoluta, una Cena Gourmet con sei chef e tanti momenti per i bambini. Attesi 20 mila visitatori

Rivara, 02 giugno 2026 — Dal 4 al 7 giugno 2026, il Parco di Villa Ogliani a Rivara (Torino) ospita la quarta edizione del Festival del Gelato Italiano — artigianale e gastronomico. Tredici maestri gelatieri provenienti da dieci regioni italiane — da Valle d’Aosta alla Basilicata — portano a Rivara gusti inediti creati appositamente per l’evento, ciascuno costruito attorno a un ingrediente tipico del proprio territorio: dalla castagna affumicata dell’entroterra ligure al caffè dei pescatori di Fano, dal mosto cotto delle cantine umbre al latte delle asine allevate in Canavese. Il festival è organizzato da Associainsieme ETS, con il Comune di Rivara e il maestro gelatiere Marco Nicolino di Rivarolo Canavese come direttore artistico, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, di Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e di ASCOM Confcommercio Torino e provincia. L’ingresso è gratuito. Attesi 20 mila visitatori.

Il gelato sarà il cuore del Festival: nel parco sarà possibile seguire passo dopo passo la produzione dei gelati e assaporare nuovi gusti, pensati per tutti, anche per i più piccoli e per i palati più curiosi. Un gusto sarà dedicato al sociale per l’ADMO Associazione Donatori Midollo Osseo, uno celebrerà gli 80 anni della Vespa con il raduno del Vespa Club, uno sarà creato dagli studenti dell’alberghiero di San Benigno e molte altre sorprese. Intorno al gelato si sviluppa un programma ricco di dimostrazioni, masterclass, show-cooking e racconti che permetteranno di scoprire il lavoro e la passione che ogni giorno animano i Maestri Gelatieri, conoscere le loro tecniche e i retroscena del dolcissimo mondo del gelato. 

Il Festival non è solo degustazione di gelati, ma anche grande valorizzazione del territorio. Il Parco ospita infatti il Villaggio del Canavese con la promozione dei suoi 16 Comuni cui si affiancano i Maestri del Gusto della Camera di commercio di Torino, le proposte artigianali ed enogastronomiche e un susseguirsi di eventi e iniziative che iniziano al mattino, con la colazione siciliana, e terminano con le passeggiate notturne nei boschi delle streghe. Anche le attività commerciali di Rivara partecipano, con aperture straordinarie durante il week end.

Ustioni durante la grigliata: uomo in codice rosso al CTO

Ustionato nel corso di grigliata per cause in corso di accertamento. Così un uomo è rimasto ferito in modo serio a Piobesi. A soccorrerlo il personale del 118 di Azienda Zero e l’elisoccorso. Le ustioni riportate sono sul 30% del corpo. È’ stato trasportato in codice rosso al CTO di Torino.

Calda estate torinese: di nuovo in funzione i giochi d’acqua nei parchi cittadini

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Da  sabato 30 maggio sono tornati  in funzione i giochi d’acqua del parco Di Vittorio, del parco Carrara, del giardino Don Gnocchi e del giardino Madre Teresa di Calcutta. I giochi saranno attivi tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19.

Le aree ludiche attrezzate con giochi d’acqua sono state inaugurate nel corso del 2024 nell’ambito degli interventi di riqualificazione realizzati con modalità innovative in otto aree verdi cittadine, grazie ai fondi PON METRO REACT-EU. Fin dalla loro apertura sono state una delle novità più apprezzate da bambini e famiglie durante la stagione estiva, offrendo occasioni di svago e refrigerio soprattutto durante le giornate più calde.

I giochi d’acqua del giardino Peppino Impastato saranno invece riattivati nei prossimi giorni, al termine dei lavori di sostituzione di un componente danneggiato dell’impianto.

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Uncem: rafforzare le Unioni montane

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PINEROLESE, INCONTRO A TORRE PELLICE: SOLO CON LE UNIONI MONTANE PIU’ FORTI I COMUNI VINCONO LE SFIDE DI OGGI E DI DOMANI
Le Unioni montane pinerolesi, e di tutto il Piemonte, devono essere rafforzate. Una sinergia più forte da montare. Oggi sono l’unica alternativa alla solitudine dei Comuni, che non è solo funzionale o organizzativa, bensì anche gestionale, politica. Le Unioni danno forza alla politica territoriale per la montagna. Fare Unioni vere è difficile, richiede un lavoro di cesello, di supporto costante, da parte nostra come Uncem e dei Comuni stessi. Lavorare insieme è molto più difficile che da soli. Ma è la sola via possibile”.
Così Roberto Colombero. Il Presidente Uncem Piemonte ha avviato gli incontri territoriali della Giunta Uncem Piemonte. Dopo Silvano d’Orba e Valdilana, il 3 giugno incontro alle ore 16 in Unione montana a Torre Pellice. Non solo Amministratori pubblici. L’appuntamento è apertto al pubblico, a tutte le forze politiche, istituzionali, sociali del territorio.
Il Pinerolese sia coraggioso. Tutti sono coinvolti in un processo di trasformazione che eviti nuove fragilità, nuove spoliazioni, nuove marginalità. Pinerolo guidi il processo. È fondamentale ci sia la città. Ce lo ricorda sempre il nostro grande Amico, il Vescovo Derio Olivero. Getta la via. I Sindaci ci devono credere di più. Solo insieme vinciamo le sfide. Leggendo la complessità, come ci dice Edgar Morin. Territori insieme contro l’estinzione dei Comuni – evidenzia Colombero – Usando bene le le strategie della Green community e delle Aree interne. La Green Communty del Pinerolese è un esempio. Rafforzare le Unioni responsabilizzando la politica a fare scelte. Uno snodo decisivo. Le Unioni piccole sono più deboli, quelle grandi hanno una buona forza per una azione che non lasci soli i Comuni, il Pinerolese lo insegna. Comuni purtroppo con meno personale e con Segretari comunali che devono essere rivisti a livello centrale nelle funzioni e nella missione. Ma di certo, pur nella fragilità, le Unioni montane restano l’unica forma di Governo possibile in Piemonte. Ora la Regione agisca. Le rafforzi. Quello che non è stato fatto con la legge nazionale sulla montagna, venga costruito con la Regione Piemonte. Serve coraggio, servono impegno di supporto e azioni di accompagnamento. Un lavoro che faremo e che deve fare, Unone per Unione, la Regione. Lavorare insieme è la strada maestra per una montagna che rafforza il suo peso politico. Lo diremo il 3 giugno a Torre Pellice”.

Patto per la sicurezza. Nuovi veicoli per le Forze dell’Ordine e più video sorveglianza per la città di Torino

Si è svolta stamane, in piazza Castello, la consegna dei veicoli destinati alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale, acquistati dalla Prefettura nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana fra Prefettura, Regione e Città di Torino, finalizzato a migliorare ulteriormente la vivibilità, il sistema complessivo della sicurezza urbana e la percezione di sicurezza nella cittadinanza per lo sviluppo di forme sempre più rafforzate di coesione sociale. I veicoli presentati oggi rientrano tra gli interventi finanziati con il primo stanziamento di 1 milione della regione Piemonte.

Un’altra parte rilevante del finanziamento regionale è destinata all’implementazione del sistema di videosorveglianza del Comune di Torino, attraverso l’installazione di un innovativo sistema di lettura targhe che può consentire alle Forze di Polizia di monitorare in tempo reale il transito, in questo capoluogo, di veicoli, individuando quelli riconducibili a fattispecie criminose. Il Patto per la Sicurezza Urbana, recentemente rinnovato, e finanziato dalla Regione Piemonte con un ulteriore finanziamento di complessivi Euro 1.329.000, è orientato anche per i prossimi anni al miglioramento del sistema di illuminazione e di videosorveglianza, con un’attenzione particolare ai parchi e ai giardini, a supporto della sicurezza delle attività economiche e del sevizio di trasporto pubblico. Hanno partecipato alla presentazione degli automezzi il Vicepresidente della Regione Piemonte, l’Assessore regionale alla Sicurezza, l’Assessore comunale alla Sicurezza, il Questore, i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e il Comandante della Polizia Municipale di Torino.

 

 

Il Prefetto, Donato Cafagna, ha sottolineato come l’impegno corale e democratico, richiamato dal Presidente della Repubblica, come fondamentale per il nostro sistema Paese, trovi nei Patti per la sicurezza tra le componenti Stato-Regione-Comune una realizzazione concreta a beneficio della comunità cittadina, contribuendo al miglioramento della sicurezza urbana di Torino, soprattutto dove maggiore è la richiesta da parte dei cittadini. Il Patto per la Sicurezza Urbana si inserisce in un contesto in cui è molto rilevante l’impegno delle Forze di Polizia territoriali. Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza dall’inizio dell’anno 2026, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio nella città di Torino, hanno tratto in arresto 1.287 persone e deferito in stato di libertà 3.218. Sono stati svolti 1.627 controlli in esercizi commerciali e irrogate sanzioni amministrative per oltre 2,3 milioni di Euro. Inoltre, sono stati espulsi 310 cittadini stranieri, di cui 80 trattenuti presso i CPR e 56 rimpatriati. Nelle sole zone a vigilanza rafforzata, istituite il 31 marzo in adesione alle previsioni del Decreto Sicurezza, sono state arrestate 141 persone e ne sono state deferite in stato di libertà 138. Sono stati svolti 167 controlli in esercizi commerciali e irrogate sanzioni amministrative per oltre 17.000 Euro. 367 sono i provvedimenti di allontanamento. Infine, sono stati 60 i Dacur adottati nelle zone rosse e nei luoghi della movida. Sulle ricadute positive del progetto si esprimono, con una dichiarazione congiunta, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente Maurizio Marrone e l’Assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Enrico Bussalino: “Con il primo stanziamento regionale da un milione di euro abbiamo contribuito a rafforzare gli strumenti a disposizione di chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini. La sicurezza non è soltanto contrasto alla criminalità, ma anche tutela della qualità della vita, sostegno alle attività economiche, decoro urbano e coesione sociale. Per questo continueremo a lavorare insieme alle Prefetture, alle Forze dell’Ordine e agli enti locali affinché Torino e tutto il Piemonte siano territori sempre più sicuri e vivibili. La sicurezza si costruisce con la collaborazione tra istituzioni e con investimenti concreti sui territori”. Dichiara l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale della Città di Torino Marco Porcedda: “Le risorse stanziate nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana consentono di mettere maggiori strumenti, come i mezzi presentati questa mattina, a disposizione della polizia locale e di tutte le forze dell’ordine, contribuendo a garantire maggiore sicurezza per chi vive e lavora a Torino. Auspichiamo che anche i prossimi stanziamenti, nell’ambito del rinnovo del Patto, vengano indirizzati a misure di sicurezza integrata, prossimità e aggiornamento e miglioramento delle infrastrutture tecnologiche, come i sistemi di videosorveglianza. Il lavoro per garantire la sicurezza di cittadine e cittadini passa attraverso un impegno coordinato tra le istituzioni, nel rispetto delle competenze di ognuna: come Città di Torino continueremo a fare la nostra parte, dando pieno supporto a chi ha il compito di garantire la sicurezza, anche attraverso il lavoro della nostra polizia locale, e continuando a portare avanti interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana”

Bar, circoli, sale da gioco: multe della polizia

Negli ultimi giorni, la Polizia di Stato ha effettuato una serie di controlli, predisposti dalla Questura, in diversi esercizi pubblici di Torino. La Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, infatti, ha concentrato la sua attività in bar, sale da gioco, circoli e attività di pubblico spettacolo al fine di verificare la regolarità dei titoli autorizzativi e il rispetto delle normative vigenti.
Uno dei controlli è stato effettuato in un bar del quartiere Lucento dove gli agenti hanno sequestrato due apparecchi AWP erogatori di denaro, sprovvisti del nulla osta e del collegamento alla rete, nonché circa 800 euro presenti al loro interno. La titolare del bar è stata quindi denunciata per frode informatica ed esercizio del gioco d’azzardo. Tali reati sono stati anche contestati all’installatore poiché, di fatto, il giocatore, considerata la velocità dei rulli della slot machine, non sarebbe stato in grado di intervenire per arrestarli sulle combinazioni vincenti, con l’aggravante che il fatto sarebbe stato commesso in un pubblico esercizio. La mancanza di collegamento alla rete degli apparecchi, inoltre, alterava il funzionamento informatico omettendo, di fatto, la trasmissione dei dati ai fini della tassazione.
Lo stesso installatore è stato denunciato per i medesimi reati a seguito di un controllo effettuato in un bar del quartiere Barriera di Milano, dove gli agenti hanno riscontrato identiche irregolarità negli apparecchi, successivamente sequestrati. In questo caso, la titolare del bar è stata sanzionata amministrativamente.
Gli agenti della Polizia di Stato hanno controllato anche un bar del quartiere Aurora, dove è stato accertato lo svolgimento di attività musicale con tanto di personale impiegato nell’ intrattenimento. A seguito delle verifiche, è scattato il deferimento per l’utilizzo del piano interrato in assenza delle necessarie autorizzazioni. Contestualmente, il titolare è stato sanzionato amministrativamente per la scarsa pulizia della cucina e per la mancanza dell’alcoltest previsto dalla normativa vigente.
Nel corso del controllo di un esercizio di pubblico spettacolo nel quartiere San Donato, i poliziotti della Divisione PAS hanno accertato la presenza di una saletta nel locale seminterrato dove veniva svolta attività di pubblico spettacolo senza le necessarie autorizzazioni. Pertanto, il titolare della licenza è stato deferito all’A.G. e sanzionato amministrativamente per 660 euro a causa delle difformità riscontrate nel locale adibito a sala fumatori.
Inoltre, nel quartiere San Salvario, gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale hanno riscontrato, all’interno di un esercizio pubblico, l’utilizzo di un piano interrato senza la prevista autorizzazione in deroga. Per tale motivo, il legale rappresentante è stato denunciato e sanzionato amministrativamente per la presenza di un addetto ai servizi di controllo privo del rinnovo dell’iscrizione nell’elenco prefettizio, così come previsto dalla normativa.
In materia di sicurezza dei locali, gli agenti hanno inoltre controllato un circolo privato del quartiere Madonna di Campagna, riscontrando l’irregolare registrazione degli avventori come soci, tale da renderli, di fatto, clienti di un locale di pubblico spettacolo aperto al pubblico. Alla luce di quanto emerso, il presidente del circolo è stato deferito in stato di libertà per apertura abusiva di locale di pubblico spettacolo.
Nello stesso quartiere, i poliziotti hanno controllato un altro circolo privato, dove sono emerse situazioni analoghe alla precedente, che hanno comportato sanzioni amministrative nei confronti del presidente del circolo e il deferimento in stato di libertà per apertura abusiva.  Inoltre, sono state riscontrate irregolarità anche nella sala fumatori.
I procedimenti penale si trovano nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.