Francesco Rondinelli presidente del Banco Alimentare del Piemonte

 

Nel 2025 distribuite 10 mila tonnellate di cibo

10 mila tonnellate di cibo , precisamente 9664, con un aumento di 2136 rispetto al 2024 (+28,4%) sono state raccolte nel corso del 2025 dal Banco Alimentare del Piemonte e distribuite a 111026 persone in difficoltà, tramite 560 organizzazioni partner territoriali convenzionate. Sono questi i  numeri più significativi del Bilancio Sociale 2025 presentati in una conferenza stampa cui hanno partecipato Maurizio Marrone, Vicepresidente e Assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte, e Jacopo Rosatelli, Assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino.
Il Banco Alimentare del Piemonte ha completato il passaggio da Organizzazione di Volontariato a Fondazione  e ha annunciato anche il cambio di governance. Dopo venti anni di impegno e tre mandati come Presidente, Salvatore Collarino ha deciso di concludere il proprio mandato e passare il testimone a Francesco Rondinelli, manager con consolidata esperienza internazionale. È  stato anche presentato il progetto di inclusione sociale,  che ha l’obiettivo di far uscire dalla condizione di indigenza le persone in difficoltà alimentare.

Non solo cibo. Il Banco Alimentare, nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà,  promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sta sviluppando l’area Inclusione Sociale, con l’obiettivo di ampliare e consolidare interventi strutturati a sostegno delle persone più  vulnerabili.  L’area di Inclusione Sociale si occupa di diverse tematiche,  tra cui educazione alimentare, salute e benessere, lavoro, economia familiare, e si rivolge alle categorie a maggior rischio di esclusione sociale, quelle già aiutate a livello alimentare tramite le organizzazioni partner territoriali.  Ogni percorso include contenuti informativi, laboratori, workshop, materiali educativi e attività con partner del settore, con l’obiettivo di costruire un sistema capace di accompagnare le persone in difficoltà verso un futuro più consapevole, attivo e partecipato. Lo sportello pilota di Asti è  stato inaugurato nell’ottobre 2024, nel 2025 sono già stati inaugurati lo sportello di Biella  e il primo di quelli che verranno aperti a Torino.

Concluso il corso per direttori amministrativi delle aziende sanitarie

Si è  svolta il 7 maggio ad Alessandria la giornata conclusiva del primo corso regionale rivolto a Direttori amministrativi delle ASL del Piemonte, un percorso formativo innovativo ideato da Regione Piemonte e coordinato da DAIRI, Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, sviluppato nell’arco di diversi mesi attraverso momenti di approfondimento, confronto e condivisione tra professionisti del sistema sanitario regionale.
L’iniziativa rappresenta un passaggio significativo nel percorso di rafforzamento delle competenze manageriali e amministrative della sanità piemontese, anche alla luce dell’istituzione dell’albo dei Direttori Amministrativi, previsto in analogia con quello già esistente per i Direttori Sanitari.
Il corso ha affrontato temi legati alla programmazione sanitaria, alla governance pubblica, alla sostenibilità economica, alla gestione dei processi complessi, alla digitalizzazione, al management, alla trasparenza amministrativa e all’innovazione organizzativa, con l’obiettivo di costruire una comunità professionale sempre più preparata ad affrontare le trasformazioni della sanità contemporanea.
“La crescita delle competenze manageriali e amministrative rappresenta oggi una leva fondamentale per sostenere l’evoluzione del sistema sanitario pubblico – ha evidenziato Antonio Maconi, direttore del DAIRI – Questo percorso ha dimostrato quanto sia importante investire  nella formazione come strumento di sviluppo organizzativo, di innovazione e di integrazione”.

“L’istituzione dell’Albo dei Direttori Amministrativi rappresenta un passaggio importante per il sistema sanitario piemontese – ha sottolineato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi – Oggi infatti la complessità organizzativa, normativa ed economica richiede figure sempre più preparate, capaci di accompagnare i processi di innovazione, sostenibilità e governo del sistema pubblico. Desidero rivolgere un ringraziamento al DAIRI per il lavoro svolto nell’organizzazione di questo progetto e ad Antonio Maconi per la capacità di costruire percorsi innovativi che integrano formazione, ricerca e sviluppo organizzativo”.

A Nichelino Women’s power party per la prevenzione dei tumori femminili

Dall’8 al 10 maggio Nichelino si trasforma  nella capitale della prevenzione e per tre giorni via Torricelli diventa un vero e proprio villaggio dedicato al benessere femminile e alla cultura della cura di sé.  L’iniziativa è  intitolata “Women’s Power Party. Il Ranch della Salute” e rappresenta un’esperienza comunitaria pensata per porre la salute femminile al centro dell’agenda cittadina. Grazie alla collaborazione con istituzioni e realtà mediche del territorio, le cittadine potranno accedere a screening gratuiti e consulenze con specialisti. Come focus la diagnosi precoce e la prevenzione oncologica, oltre che incontri diretti con medici e operatori del settore per chiarire dubbi e ricevere orientamenti.
La salute non passa soltanto attraverso gli esami clinici, ma anche attraverso le scelte quotidiane. Il ‘Ranch della Salute’ propone un programma ricco di attività pratiche per rigenerare corpo e mente.  L’evento sarà anche un momento di aggregazione sociale e il villaggio ospiterà talk e testimonianze in cui i pazienti e i medici potranno confrontarsi apertamente, abbattendo la barriera tra camice bianco e cittadino. Saranno anche presenti spazi ludici in cui le famiglie e i bambini potranno godere di un’atmosfera accogliente e festosa.

Mara Martellotta

Dalla Regione i fondi per la sicurezza delle piste da sci

Assegnati dalla Regione Piemonte contributi per un importo complessivo di 4.484.000 euro destinati alla sicurezza delle aree sciabili e al sostegno della gestione degli impianti di risalita.

Viene così assicurata la copertura finanziaria di tutte le 43 istanze pervenute dai gestori operanti sull’intero arco alpino piemontese, confermando la piena operatività della programmazione regionale per la stagione 2024/2025.

«Il sistema neve piemontese è un’infrastruttura essenziale per l’economia e la tenuta sociale delle nostre valli – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna e Sistema Neve Marco Gallo – Garantire piste sicure e impianti efficienti non è solo un sostegno al turismo, ma un investimento necessario per mantenere la montagna viva, abitata e competitiva. Con questo stanziamento rispondiamo alle esigenze dei 43 comprensori piemontesi che hanno richiesto il supporto della Regione: un atto che riconosce l’eccellenza internazionale delle grandi stazioni e, al contempo, il valore insostituibile dei piccoli impianti, attori determinanti per l’equilibrio e lo sviluppo delle proprie vallate».

Il sistema di finanziamento si fonda sulla legge regionale n.2 del 2009, con cui il Piemonte disciplina in modo organico la sicurezza nella pratica degli sport montani e la gestione delle aree sciabili. La norma stabilisce il principio secondo cui la garanzia di condizioni di sicurezza e il mantenimento delle infrastrutture sciistiche non sono semplici attività commerciali, ma servizi di interesse generale necessari per lo sviluppo economico e la tutela dell’incolumità pubblica nelle terre alte.

Nello specifico, la dotazione finanziaria è ripartita tra soggetti privati (4.410.000 euro) e amministrazioni pubbliche (74.200 euro) e interviene su due linee previste dalla legge: quella dedicata alla tutela della salute degli utenti, al soccorso sulle piste e all’innevamento programmato, e quella finalizzata al supporto delle spese di gestione per le microstazioni, presidi essenziali per l’economia locale.

L’architettura del provvedimento pone la massima priorità alla prevenzione: il 90% degli stanziamenti è vincolato a interventi diretti per la sicurezza e la tenuta del manto nevoso. Il sostegno alle microstazioni garantisce invece la copertura dei costi operativi indispensabili per mantenere aperti impianti che, per molte comunità, rappresentano la principale infrastruttura di servizio e di prossimità.

Senza i cattolici non c’è il Centro

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

il Centro, o meglio “la politica di centro” per dirla con i grandi leader e statisti della Dc, nel nostro paese e per molti decenni è coinciso principalmente, se non quasi esclusivamente, con la presenza e l’impegno politico dei cattolici. E quando parlo dei cattolici non mi riferisco, come ovvio e persin scontato, ad un fatto confessionale o peggio ancora di natura clericale. Ma semmai, e al contrario, alla cultura, al pensiero, alla storia e alla tradizione del cattolicesimo democratico, popolare e sociale italiano. Certo, è questa una considerazione che nel nostro paese ha caratterizzato 50 anni di vita democratica con l’esperienza concreta, politica e di governo, della Democrazia Cristiana. Ma anche dopo il tramonto della Dc quella cultura ha contribuito, seppur in forme e modalità diverse, a giocare un ruolo importante anche se non più decisivo nella costruzione di un centro riformista e di governo e nella definizione di una vera e credibile “politica di centro”. E non è caso, del resto, se il progressivo indebolimento di un centro riformista e di governo è andato di pari passo con l’affievolirsi, e quasi sino alla scomparsa, della presenza attiva, e laica, dei cattolici nella cittadella politica italiana. Ora, è altrettanto vero che il centro nel nostro paese non si esaurisce affatto con la presenza pubblica dei cattolici. È un dato di fatto che per lunghi 50 anni la Dc ha potuto governare questo paese grazie all’appoggio e al ruolo determinante di altre culture politiche di ispirazione centrista e riformista: da quella repubblicana a quella liberale, da quella socialdemocratica ad alcune componenti della galassia socialista. Ma è di tutta evidenza, comunque sia e al di là della storia democratica del nostro paese, che il centro è sostanzialmente coinciso con la cultura e il pensiero del cattolicesimo politico italiano. E la controprova migliore arriva dagli stessi storici detrattori dell’esperienza della Dc quando evidenziano oggi, in modo quasi ossessivo riferendosi alle vicende politiche contemporanee, che il centro si è dissolto dopo la scomparsa della Dc e della sua qualificata classe dirigente e anche dopo il sostanziale fallimento di tutti quegli esperimenti politici di marca cattolica che sono stati messi in campo dopo il blasonato “partito cattolico”. Ecco perchè, e in vista delle elezioni del 2027, si può riparlare seriamente di centro e di “politica di centro” solo se la storica cultura che ha ispirato e caratterizzato quella presenza politica ritorna ad avere un ruolo nelle dinamiche concrete della politica italiana. Certo, molto dipende dalla volontà, dal coraggio e dall’intelligenza degli esponenti della cultura cattolica più sensibili alla dimensione politica ma, al contempo, non ci si può non rendere conto che, senza un centro visibile e protagonista, la radicalizzazione della lotta politica non demorde. Ed è perfettamente inutile auspicare un “pareggio elettorale” in vista del voto del 2027 funzionale alla ricostruzione di una posizione politica “mediana” o di centro. E questo perchè lo scenario elettorale del “pareggio” è solo e soltanto funzionale ad una nuova stagione consociativa dominata dalle opposte derive del trasformismo politico da un lato e dall’opportunismo parlamentare dall’altro. Dunque, il centro e una politica di centro si riscoprono e si rilanciano solo attraverso le armi della politica e della cultura politica. E, sotto questo versante, ancora una volta il pensiero e la tradizione del cattolicesimo politico italiano saranno decisivi e determinanti.

 Le Rosine per il Salone OFF: Zuleika Iegiani, “Chiamata alla bellezza”

Nell’ambito degli eventi del Salone OFF,  martedì 12 maggio alle ore 21, presso il Polo artistico e culturale delle Rosine, in via Plana 8/C, si terrà  la pièce teatrale dal titolo “Chiamata alla bellezza”, interpretata da Zuleika Iegiani.
L’ingresso è  a offerta libera a sostegno delle opere sociali della Fondazione Istituto Le Rosine.
Lo spettacolo si pone la domanda se riusciamo ancora a fermarci abbastanza a lungo da vedere davvero la bellezza che ci circonda.
Si tratta di una pièce teatrale che rompe le distanze e chiama direttamente in causa lo spettatore che diventa egli stesso protagonista. La scena si espande oltre il palco e diventa momento di incontro durante il quale l’attrice dialoga con il pubblico, lo ascolta e talvolta lo provoca.
“Chiamata alla bellezza” nasce come un libro e prende vita sul palcoscenico trasformandosi in un’esperienza viva, profondamente umana, capace di intrecciare ironia e poesia, leggerezza e stupore, senza offrire alcuna risposta preconfezionata.
Al centro vi è  un invito chiaro, quello di aprire gli occhi, di ascoltare e lasciarsi sorprendere, perché la bellezza non urla e non si impone, ma si rivela nei dettagli, nei momenti inattesi, nei gesti quotidiani.
La pièce teatrale rappresenta un’esperienza capace di emozionare e divertire, lasciando nello spettatore una traccia che va oltre le parole. Un atto teatrale che diventa occasione di scoperta e riflessione.

Mara  Martellotta

La Madonna a Ranverso 

Domenica 10 maggio, ore 15

 

Per la Festa della Mamma una visita guidata sulle tracce della rappresentazione della Madonna negli affreschi della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

 

 

La figura della Madonna attraversa e unisce l’intero ciclo figurativo della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (TO): un racconto per immagini che, dall’Annunciazione alla Natività fino alla morte della Vergine, restituisce una delle narrazioni più articolate e stratificate del Piemonte tardomedievale.

In occasione della Festa della Mamma, è in programma domenica 10 maggio un approfondimento dedicato alla rappresentazione mariana all’interno del complesso, dove pittura, devozione e committenza si intrecciano in un percorso visivo di forte coerenza. Il ciclo di affreschi, attribuito in larga parte a Giacomo Jaquerio e alla sua bottega, sviluppa una sequenza narrativa che accompagna il visitatore lungo i momenti centrali della vita della Vergine. Dall’Annunciata, colta in una dimensione intima e sospesa, alla scena della Natività, fino alla Dormitio Virginis, emerge un linguaggio pittorico capace di coniugare attenzione al dettaglio, costruzione dello spazio e intensità espressiva. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un progetto iconografico unitario che riflette la funzione della Precettoria come luogo di assistenza e spiritualità legato all’ordine ospedaliero antoniano. La figura della Madonna assume qui un ruolo centrale: modello di intercessione e presenza costante all’interno di un contesto segnato da cura e accoglienza.

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Domenica 10 maggio 2026, ore 15

La Madonna a Ranverso

Costo visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

È indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente.

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Riprende a Ivrea il corso di Paracanoa in collaborazione con SpecialMente

È stata rinnovata anche per il 2026 la collaborazione tra Ivrea Canoa Club e l’associazione SpecialMente.

Nelle scorse settimane ha preso il via il corso di Paracanoa, a cui hanno aderito con entusiasmo ragazzi con diversi tipi di disabilità intellettiva pronti a mettersi in gioco, sotto la guida attenta di tecnici qualificati. Per gli atleti para sono in programma nel corso dell’anno due gare di canoa e una di rafting, ampliando ulteriormente il calendario agonistico rispetto agli anni passati in modo da essere in linea con l’interesse crescente verso questo settore.

Il Club pone grande fiducia in queste attività, esempio virtuoso di sport come mezzo di inclusione. Questa collaborazione, già in campo da diversi anni, è un ulteriore motore di crescita per la nostra società, che promuove gli sport della pagaia a favore di tutti.

Infradito, sandali senza tempo

Colorate, comode, modaiole, spensierate. Chi non ne possiede almeno un paio? Chi non le tiene in macchina, nel portabagagli, così, magari potrebbero servire

 Questi sandali leggeri e informali che ci fanno subito pensare all’estate, al mare, insomma alla bella stagione e alla vacanza hanno origini molto antiche, si parla infatti di antico Egitto dove venivano fatte con foglie di palma e papiro. In Giappone si possono trovare in fibra di riso, in India invece in legno, meglio conosciute come paduka. Le prime prodotte in gomma risalgono al 1962 e   sono brasiliane. Gli americani le indossano le flip flop con qualsiasi outfit, noi europei le usiamo con più attenzione rispettandone la vocazione minimalista e non particolarmente aggraziata. Nonostante siano considerate scarpe da usare solo in certe occasioni, dove la l’eleganza non è richiesta, possiamo comunque trovarne davvero di tutti i tipi, colori e forme, con decorazioni talvolta sfavillanti e luminosissime, con applicazioni preziose che ne fanno lievitare il prezzo facendole diventare richiestissime calzature di tendenza.

 

Ci sono aziende specializzate nella loro produzione che hanno fatto di questo prodotto la loro fortuna perché, contrariamente a quanto si pensi, il loro uso non è temporale o stagionale, in realtà si vendono e si indossano sempre, perfino con le calze nei periodi più freddi. Molti vip del presente e del passato, protagonisti del jet set, celebrità senza tempo come Jackie Kennedy, Greta Garbo, Audrey Hepburn, Rita Hayworth, Elisabeth Taylor, le hanno indossate, facendo conoscere in tutto il mondo le meravigliose e nostrane collezioni di Positano o di Capri, le hanno celebrate con portamento magicamente glamour eleggendole oggetti di culto. Seppur comode e facili da indossare è bene non farne un uso smisurato e prolungato, avvertono i podologi, infatti la conformazione tipica di questi sandali non favorisce il corretto appoggio del piede provocando disagi a causa della forzata camminata innaturale.

Maria La Barbera