POLITICA- Pagina 482

“In Santa Giulia serve il presidio fisso interforze”


Bene ogni intervento sporadico (come quello dell’ultimo weekend di febbraio, peraltro arrivato dopo un mese nel quale in zona era successo letteralmente di tutto), ma solo una presenza costante delle Forze dell’Ordine può garantire risultati duraturi. Evitare malamovida e assembramenti è questione di rispetto del riposo dei residenti, di contrasto all’emergenza pandemica e di sicurezza (vedi cocci di bottiglia a terra e scarsità di vie di fuga in caso di emergenza).



Ribadiamo la nostra soddisfazione per l’importante intervento con gruppi interforze, in Santa Giulia, l’ultimo weekend di febbraio; restiamo altrettanto convinti che solo una presenza fissa delle Forze dell’Ordine possa garantire, in zona, risultati duraturi. L’intervento di dieci giorni fa è arrivato dopo settimane di assoluta mancanza di controllo, nelle quali è successo letteralmente di tutto.

A Torino non possono e non devono esserci terre di nessuno. I residenti di Vanchiglia hanno diritto al riposo, è fondamentale evitare occasioni di possibile contagio, in caso di emergenza la presenza di vetri rotti a terra e la scarsità di vie di fuga potrebbero creare situazioni di assoluto pericolo.

Dal punto di vista della pulizia, chiedo maggiore attenzione soprattutto per quanto riguarda il tratto pedonale delle Cancellate in via Balbo, con pavimentazione in moquette che, prima o poi, dovremo deciderci a sostituire.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Nuovo ospedale Asl TO5, le proposte di +Europa

L’Assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, ha richiesto ulteriori approfondimenti alla ASLTO5 circa il luogo ove collocare il nuovo ospedale Unico dell’Azienda Sanitaria Locale che va da Nichelino a Pino d’Asti, da Castelnuovo Don Bosco a Chieri E Carmagnola.

Un territorio molto esteso e densamente popolato (olre 320mila abitanti) che oggi può contare su ospedali vecchi e non efficienti collocati a Chieri, Moncalieri e Carmagnola e senza le specializzazioni necessarie alle esigenze di una sanità moderna ed efficace.

Nel corso degli ultimi 5 anni la Regione, in accordo con l’Asl, ha fatto effettuare indagini e ricerche per individuare le aree più adatte, indicando una serie di parametri tecnici assai precisi che vanno dalla qualità dell’area agli aspetti di contesto urbano (esposizione, qualità del suolo, qualità urbana dell’intorno, etc.); l’area deve essere baricentrica, con valutazioni sia in rapporto alla dislocazione sul territorio degli utenti sia ai tempi necessari per raggiungere l’area. L’area deve avere facilità di accesso che dovrà essere garantita a tutti i cittadini del territorio di riferimento con una pluralità tipologica di accessi, sia di carattere infrastrutturale, sia con sistemi alternativi, anche attraverso la previsione del servizio di eli-soccorso. La Regione poi richiede che l’area debba avere una rete infrastrutturale e di sotto servizi già esistente e strutturata o che richieda minimi investimenti per la sua integrazione; è fondamentale poi che vi siano servizi di traporto pubblico nelle immediate vicinanze e che non vi siano problemi in relazione ai vincoli di carattere idrogeologico e ambientale.

“Sulla baricentricità i tecnici della Regione hanno appurato che le aree compatibili dovevano trovarsi tra Trofarello e Santena, ricomprendendo al centro il comune di Cambiano; inspiegabilmente sono invece stati privilegiati i terreni addossati alla zona industriale della Sanda Vadò di Moncalieri” sostengono Marco Cavaletto coordinatore di PiùEuropa Torino ed Igor Boni presidente di Radicali italiani.

Ma la questione più importante riguarda l’assetto idrogeologico dell’area. Con una perizia commissionata al Politecnico di Torino l’area individuata (collocata nelle immediate vicinanze della zona industriale Sanda Vadò) sono emerse alcune criticità che non assicurano la Regione sulla validità della scelta effettuata tempo addietro dalla stessa Regione Piemonte.

Infatti, il Politecnico afferma che realizzare l’ospedale in quell’area è possibile ma con incremento di costi per la presenza di falde idriche nel sottosuolo, misurate a non più di 5 metri. La stessa  perizia del Politecnico non esclude la possibilità di costruire in quella zona un ospedale delle dimensioni e caratteristiche stabilite dalla Regione; ciò nonostante, la costruzione  dovrà avere fondazioni molto profonde per evitare che le acque possano incidere sulla stabilità dell’edificio; sarà necessario configgere nel terreno pali di fondazione in numero cospicuo e a una profondità di almeno 30 metri per rendere stabile tutta la struttura; il Politecnico non parla di costi di costruzione ma si può facilmente stimare che una fondazione di questo genere incida significativamente sul costo di costruzione delle fondamenta.

In ogni caso la Regione sta ripensando a una nuova collocazione; sono passati almeno 10 anni da quando si parla del nuovo ospedale che dovrebbe soddisfare la domanda di un nuovo nosocomio in grado di sostituire i tre ospedali di Moncalieri, Carmagnola e Chieri, che dovrebbero mantenere una loro funzione di presidio ospedaliero di base.

“La Regione nella scelta della collocazione di un ospedale non può ignorare la presenza di alternative già individuate dagli studi della stessa sotto il profilo urbanistico, non può ignorare il Piano Territoriale di Coordinamento approvato dal Consiglio Regionale il 21/07/2011 (al fine di evitare nuova impermeabilizzazione di suolo) che non consente l’utilizzazione di aree agricole di particolare pregio e fertilità, se esistono altre possibilità di localizzazione”. “I sindaci della ASLTO5 si riuniscano e diano indicazioni precise alla Regione su dove costruire il nuovo ospedale – concludono Boni e Cavaletto – anche allo scopo di evitare che le risorse finanziarie accantonate (fondi INAIL e fondi regionali a cui dovranno aggiungersi risorse finanziarie di privati) vengano indirizzate verso altri territori”.

Montaruli (Fdi): “Il covid non vien di notte…”

“Il Coronavirus viene di notte con le scarpe tutte rotte?”

Se il Cts pensa questo il Governo lo dica altrimenti basta disparità e chiusure insensate. Chiediamo che i ristoratori possano aprire la sera quantomeno in zona gialla. Il governo Draghi aveva promesso un cambio di passo, ma come dimostrato ieri sul tema sport ed oggi su ristoratori  è rimasto immobile. C’è un’Italia che non si vuole arrendere, servono aiuti concreti e riaperture almeno in zona gialla.” A chiederlo è la parlamentare Augusta Montaruli che continua  “I ristoratori non c’è la fanno più, ci sono intere famiglie sul lastrico a causa di  restrizioni assurde senza alcuna rilevanza scientifica.  È necessario pensare ad una riapertura in sicurezza per tutti i gli italiani seri che vogliono lavorare nel rispetto delle regole e che non vogliono vivere di sussistenza .”

Mpp: “No ai rifiuti radioattivi, il Piemonte ha già dato”

MOVIMENTO PROGETTO PIEMONTE

LIBERI ELETTORI PIEMONTE

LISTE CIVICHE

Ottima l’iniziativa del Comitato Gente del Territorio

di una petizione ai sensi dell’art. 50 Costituzione

contro l’insediamento del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radio Attivi

che recepisce la proposta che noi avevamo avanzato da subito.

Ma occorre estenderla a tutto il Piemonte

L’iniziativa portata avanti dal Comitato Gente del Territorio e presentata a Castelletto Monferrato (Alessandria) di una petizione ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione nella quale si richiede che vengano eliminati con un provvedimento normativo aree prossime a siti definiti dall’Unesco ‘Patrimonio dell’Umanità, come quello de ‘I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte Langhe-Roero e Monferrato’.

Si tratta di un’iniziativa sicuramente eccellente e che merita tutto il nostro plauso, anche perché recepisce la richiesta di una petizione che avevamo avanzato sin dalla nostra lettera del 6 gennaio scorso, individuando nella raccolta di firme lo strumento di democrazia diretta in grado di coinvolgere i Cittadini Piemontesi per fare sentire forte il NO a questa decisione e calata dall’alto, con l’auspicio che venga appoggiato a Montecitorio e Palazzo Madama da TUTTI i Parlamentari Piemontesi di qualunque colore o schieramento.

L’auspicio è che tale petizione venga portata avanti in collegamento anche con le altre aree piemontesi di Carmagnola e della Chivassese e Calusiese.

Torino, 9 marzo 2021

 

Massimo Iaretti                                   Movimento Progetto Piemonte

Lista Civica Progetto Villamiroglio MPP

 

Luigi Cabrino Consigliere Comunale San Giorgio Monferrato

 

Emiliano Racca Liberi Elettori Piemonte

 

Daniele Carbone Lista Civica Morsasco Nel Cuore

 

Anna Maria Bergo Lista Civica Cassano e Gavazzana Insieme

 

Andrea Riva Noi Per Cuccaro

 

 

 

 

Il ritorno di Fassino

Probabile che Piero Fassino diventi reggente del pd fino all’inevitabile congresso. Zinga non ci pensa lontanamente di cambiare idea.

Roberta Pinotti palesemente inadeguata. Anna Fibocchiaro , viceversa adeguatissima ma il Pd si giocherebbe una carta ( forse ) prima del tempo. Sarà che sono Torinese,  consiglio vivamente al Pd  la scelta di Piero Fassino. Competente,  50 anni d esperienza e grande e grandissimo lavoratore. Si sbattera’ per tutta l’ Italia per rianimare il comatoso Pd. Comunque facciano loro,  adulti e vaccinati. Una mano sta arrivando dalle Sardine che , a loro modo, vogliono rilanciare la sinistra nel nostro paese. Missione impossibile? Forse,  magari , perché no ? Tentarci va sempre bene. Ovviamente in bocca al lupo. Sulla graticola ci sta finendo Giorgia Meloni. Ora  pure i pentiti di ‘ndrangheta la tirano in ballo per aver pagato per i voti . Garantismo,  Garantismo fino alla fine,  comunque essere stata eletta a Latina qualche domanda,  sia ben chiaro solo di carattere politico,  dovrebbe farsela. A Torino Roberto Rosso. Anche in questo caso,  in Fratelli d Italia,  contenti loro contenti tutti. Mario Draghi e’ testimonianza pratica che l’ insieme dei partiti non ha più ragione d’ essere. Loro,  indifferenti, vanno avanti o perlomeno fanno finta di andare avanti. Come a Torino. L’80 % dei pentastellati non vogliono andare con il Pd e l’80 % del PD non vuole andare con i cinque stelle. Il disprezzo non si tramuterà mai in amore.  È l’ amore che a volte si trasforma in odio.  Sono leggi della natura che neppure la politica può e sa stravolgere. Farsene una ragione? Ma no, è più comodo far finta di niente. Costa poco e non impegna. Unici contenti sono quelli della sinistra sbrindellata. Magari,  in questo baillamme portano a casa qualcosa.
Anche a destra le cose non quadrano . Claudia Porchietto non ci sta nel fare ( eventualmente ) il vice di Damilano.  Chi vincerà? Per prevederlo , magari giochiamo a dadi. O, quando potremo,  causa covid , sedute spiritiche. Siamo proprio spettatori inconsapevoli di felicità impossibili. Non è mia la frase , ma rende molto bene il nostro attuale sgomento.
Patrizio Tosetto

Articolo Uno e Sinistra Italiana sull’intervista di Appendino

“Vogliamo Torino capitale della qualità della vita, siamo pronti al dialogo”

 

Abbiamo appreso  l’intenzione della Sindaca Appendino di proporre, per la Città di Torino, un laboratorio politico nel solco della coalizione giallorossa che a livello nazionale ha sostenuto unitariamente il Governo Conte bis.

Durante questi anni di governo della Città le divergenze su alcune scelte vi sono state e sono sempre state marcate. Tuttavia Appendino ha il merito di porre al centro di un possibile terreno di confronto temi importanti per noi: lotta ai cambiamenti climatici, diritti civili, contrasto delle diseguaglianze. La pandemia ha fatto da detonatore di tante disuguaglianze e crediamo che investire per non tornare a quella ‘normalità’ fatta di decrescita infelice e profitto per pochi possa essere un’occasione irripetibile di transizione verso una Torino ‘capitale della qualità della vita’.

Per questo riteniamo che l’invito al dialogo e alla collaborazione vada accolto con coraggio e con lo sguardo rivolto al futuro” – dichiarano gli esponenti torinesi di Articolo Uno e Sinistra Italiana.

“Verifichiamo subito se ci siano le condizioni per un ‘Laboratorio Torinese’ d’esempio per tutte le città che andranno al voto in autunno” – proseguono gli esponenti di LEU. – “Certamente abbiamo la consapevolezza, da un lato, della durezza dello scontro che si prospetta con la destra e, dall’altro, di quanto sia importante che nascano nuove prospettive progressiste per immaginare e praticare uno sviluppo diverso delle nostre città e di tutto il Paese. Si aprano quindi tavoli di confronto sui territori senza veti e pregiudizi per verificare modi e forme di collaborazione”.

Il Partito comunista contro Draghi e i “padroni”

PARTITO COMUNISTA ITALIANO SEZIONI DI TORINO E PROVINCIA

Riceviamo e pubblichiamo / Il Partito Comunista Italiano organizza una mobilitazione “contro il governo della finanza e dei padroni”

Manifestazione Sabato 13 marzo in piazza castello di fronte alla Regione

A Torino ore 15.00.

Per informazioni contattare:

Cell Federazione PCI Torino 391.4306775

lanzafame.girolamo@gmail.com cell. 389.9060390

www.pcitorino.wordpress.com

Fregolent (Iv), “meglio lockdown breve, chiudere solo le scuole è sbagliato”

“Tenere chiuse le scuole e lasciare aperto tutto il resto è inutile e sbagliato.

Non solo viene dato un messaggio errato agli studenti rispetto alla marginalità del loro percorso formativo ma si rischia vanificare gli sforzi assunti fino ad oggi. Se le nuove varianti del virus colpiscono oggi con maggiore incidenza giovani e giovanissimi non basta  chiudere gli istituti scolastici per arrestarle; i ragazzi potrebbero riunirsi, come già accade, in altri luoghi. Se le scuole devono chiudere allora è preferibile un lockdown generale e breve per poi cercare di riaprire tutto in sicurezza”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, deputata di Italia Viva.

Lega: “Grave situazione trasporti nel Torinese”

“Attualmente è prioritario mettere al centro degli investimenti il trasporto pubblico locale, che nella provincia di Torino necessita di manutenzione e interventi urgenti.

È di questi giorni la denuncia di un passeggero che racconta la vicenda di un bus Arriva che ha perso due ruote durante la corsa nel pinerolese, mettendo a rischio l’incolumità dei passeggeri. Il tpl in Piemonte subisce purtroppo le conseguenze di investimenti insufficienti da parte del precedente esecutivo, problema sul quale come Lega ci siamo più volte opposti in sede parlamentare. Il nostro consigliere regionale, Andrea Cerutti, investirà del caso l’assessore ai Trasporti, Marco Gabusi, per segnalargli la situazione”.
Lo afferma in una nota il deputato della Lega Gualtiero Caffaratto.

Italexit: “Cure domiciliari, italiani ostaggio della burocrazia”

 “ATTIVARE SUBITO NUOVI PROTOCOLLI PER LE CURE A CASA”
Riceviamo e pubblichiamo / Il TAR del Lazio ha finalmente sconfessato le linee guida dell’Agenzia Italiana del Farmaco e riconosciuto le ragioni di migliaia di cittadini e medici contrari al protocollo che imponeva, nei primi giorni di malattia, la sola “vigile attesa” e la somministrazione di Fans e Tachipirina (vietando, di fatto, qualsiasi altro farmaco prescritto dai medici di medicina generale per la cura del coronavirus).
La sentenza rappresenta un’importante vittoria per i comitati a difesa delle cure domiciliari che in questa emergenza hanno dimostrato di poter ridurre significativamente le ospedalizzazioni e tenere sotto controllo gli effetti più gravi causati dal virus. Il Ministro Speranza, al contrario, si ritrova ancora una volta vittima della sua ossessione verso una burocrazia nociva e incomprensibile che aggrava le già precarie condizioni – dopo 30 anni di tagli imposti dall’Unione Europea – della nostra sanità pubblica.
Italexit con Paragone rivendica da mesi la necessità della creazione di un protocollo per la cura domiciliare e dunque continuerà a promuovere incontri con gli assessori delle regioni italiane per far comprendere l’assoluta importanza di questo tema: mentre a Bruxelles la questione vaccini dimostra il palese fallimento della “coesione europea” e in Italia i continui ritardi degli esiti dei tamponi lasciano il Paese e la narrazione terroristica del mainstream con il fiato sospeso, i cittadini non possono rinunciare al diritto di essere curati in maniera efficace.