IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

L’episodio è minimo e non meriterebbe attenzione, ma esso è rivelatore di un protagonismo che giunge a beffarsi delle stesse istituzioni, coinvolgendole in uno stupido scherzo del primo aprile. Le elezioni sono più che mai oggi l’ultimo momento sacro rimasto della democrazia, riconquistata il 25 aprile 1945 al prezzo del sangue e del sacrificio di tanti italiani. Le elezioni restano un momento solenne, l’unico nel quale il cittadino sovrano può decidere nel segreto dell’ urna e i partiti possono uscire anche con le ossa rotte. Ebbene, il 1 aprile, complice una giornalista che ha giocato ingenuamente al facile scoop, un gruppetto di burloni -che si auto definiscono “monelli “armati di fionda, malgrado l’età avanzata e quasi veneranda – di Albenga, città nota per le sue torri medievali, ha annunciato la presentazione di una propria lista comunale con candidato sindaco il loro “ducetto”, quel Gino Rapa che lui stesso con raffinata autoironia si auto definisce “testa di rapa” titolo di un suo librino di grande successo entro le torri ingaune fino a lambire la periferia di Borghetto Santo Spirito e Ceriale.
Che la scuola italiana sia da gran tempo in crisi è cosa ovvia. Sono troppi anni che non si fa nulla per rendere la scuola italiana almeno non troppo distante dallo standard europeo. Con i docenti indottrinati che ha, più interessati alla Palestina che all’uso del congiuntivo, non risulta semplice, ma anche chi governa oggi la scuola non si rivela capace di provvedimenti di svolta che diano segnali di speranza. Nella seconda repubblica ci saranno anche state delle buone intenzioni volte finalmente cambiare la scuola italiana , ma nulla è stato fatto per far rinascere in Italia una nuova scuola dopo le macerie del ‘68. Ci sono stati interventi intesi a privatizzare la scuola pubblica, volta ad avvantaggiare la scuola cosiddetta paritaria che continua però a vivacchiare.