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Il Villaggio di Babbo Natale torna a Rivoli

22^ edizione

Ingresso gratuito

 

Dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026

 

Rivoli si riempie di magia: la Casa di Babbo Natale e la casetta del Postino anche quest’anno saranno nel suggestivo piazzale del Castello

Animazione gratuita tutti i giorni, per un mese

 

            Da oltre vent’anni, ormai, Natale a Rivoli è Il Villaggio di Babbo Natale, tra i primi nel suo genere nati in Italia e ad ingresso gratuito. Per la sua ventiduesima edizione, il Villaggio è pronto ad accogliere famiglie e bambini nel mese più magico dell’anno, tutti i giorni, dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, tra luci, attrazioni, tradizioni e momenti di festa.

Piazzale Mafalda di Savoia, il punto più panoramico della città, ospiterà anche quest’anno la Casa di Babbo Natale, l’Ufficio Postale e i laboratori artistici per bambini ad ingresso gratuito, da sempre il punto di forza di questo evento. I laboratori si svolgeranno negli spazi del Castello, a cura dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. Per l’occasione i visitatori del Villaggio potranno accedere al Museo con un biglietto d’ingresso agevolato.

“Il Villaggio di Babbo Natale è una delle tradizioni più amate dai rivolesi e ogni anno sappiamo quanto bambini e famiglie lo attendano. Negli ultimi due anni abbiamo scelto di farlo crescere, ampliandone gli spazi e portando la Casa di Babbo Natale al Castello, per offrire un’esperienza ancora più ricca, bella e accessibile. – dichiara il sindaco Alessandro Errigo – Rivoli conferma così la sua vocazione a essere una città viva e accogliente, capace di valorizzare le proprie eccellenze e di unire cultura, territorio e comunità. Vedere così tante realtà collaborare per creare magia in città è il segno più concreto della Rivoli che vogliamo costruire: una città che accoglie e che sa regalare meraviglia a chi la vive e a chi viene a scoprirla.”

 “Sempre maggiore la sinergia con le realtà del territorio per creare un programma ricco che coinvolge molte aree della città – dichiara Simona Pravato direttrice del Consorzio TurismOvest – dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli con i suoi laboratori artistici, all’animazione e agli allestimenti curati dai negozi, dalle gallerie, dai Soci del nostro Consorzio e dalle tante associazioni che ringrazio”.

Tanti i luoghi coinvolti dalla magia delle feste per creare un percorso ricco di meraviglia e scoperta. Dal cuore del centro storico al suggestivo piazzale Mafalda di Savoia, ai piedi del maestoso Castello di Rivoli, partendo da piazza Martiri della Libertà, passando per via F.lli Piol, piazza Portici, piazza Matteotti, la Torre della Filanda, raggiungendo anche la Galleria Vart e via Bruere. Ogni angolo sarà vestito a festa per accogliere visitatori di ogni età!

Numerose le Associazioni e le realtà coinvolte nel programma di quest’edizione: il Gruppo Alpini Rivoli con il Presepe Alpino esposto alla Torre della Filanda, richiamo ai valori di pace, solidarietà e speranza; i soldatini dello Schiaccianoci grazie all’Ass. Gruppo Storico Marsaglia 1693; l’animazione a cura di Croce Rossa di Rivoli, Aps Golden alla Riscossa, Gruppo Majorettes Rivolese; la Fattoria Didattica Ippocastano che nei weekend porterà i pony nei pressi della Casa di Babbo Natale; l’esposizione del presepe di Via Bruere; i cori della Coop. Chronos, della Scuola Primo Levi e della Scuola Salotto e Fiorito; l’animazione in alcune giornate a cura dei negozi di Via Piol, piazza San Rocco, piazza Portici, Galleria Vart e presso la Torre della Filanda.

Il Babbo più atteso dai piccini sarà nella sua casetta tutti i giorni ad accogliere desideri e sogni dei più piccoli, insieme alla slitta, ai suoi aiutanti e alla Renna Cometa. Non mancherà il Postino nel suggestivo ufficio postale per scrivere e inviare le letterine a Babbo Natale, circa 7 mila quelle partite nell’ultima edizione.

Invece il guastafeste per eccellenza, il Grinch, con la sua grotta suggestiva, trova spazio nel cuore della storica piazza Matteotti, ogni sabato e domenica, insieme ad una casetta per una pausa golosa.

Infine piazza Martiri della Libertà ospiterà le tipiche casette di legno dedicate alle golosità che proporranno prelibatezze dolci e salate, e troverà spazio anche la pista di pattinaggio, per provare uno degli sport più amati dell’inverno.

Per raggiungere il Villaggio e scoprire la città, muovendosi agevolmente, oltre al Trenino di Babbo Natale, ci sarà l’attivazione speciale di una navetta che effettuerà il servizio di collegamento verso il piazzale del Castello, per facilitare gli spostamenti e visitare tutte le location nei weekend e nei giorni festivi.

Per dare il via all’edizione 2025, l’appuntamento è domenica 7 dicembre alle ore 10,30 in piazza Martiri della Libertà dove si terrà la tradizionale festa inaugurale, alla presenza delle Autorità, con l’esibizione del Gruppo Majorettes Rivolese e del Piccolo Coro Sister Queen degli Istituti Riuniti Salotto e Fiorito. La giornata sarà arricchita anche con alcuni appuntamenti pomeridiani, dalla Passeggiata Benefica con gli amici a quattro zampe a favore dell’associazione Aslan e i suoi progetti di pet therapy (partenza alle 14 da piazza Martiri, con arrivo all’ospedale di Rivoli) alla Castagnata Alpina in piazza Matteotti, dalle 15 alle 19.

Previsti, durante il mese di apertura, numerosi eventi e tante occasioni di divertimento. Per salutare le festività e dare il benvenuto all’anno nuovo, lunedì 5 gennaio in piazza San Rocco è prevista la grande festa con animazione dalle 16 che si concluderà alle 17 con lo storico Falò della Befana.

Il Villaggio di Babbo Natale anche quest’anno sarà aperto tutti i giorni (dal lunedì al venerdì, il giorno di Natale e il 1° gennaio dalle 15 alle 19; sabato e domenica, oltre a 26 dicembre e 6 gennaio apertura anche al mattino dalle 10 alle 13) per portare i visitatori nelle atmosfere tipiche del periodo con animazione gratuita per bambini, attrazioni per tutti e programmi specifici per le scuole.

Fiore all’occhiello dell’evento, infatti, sono le aperture esclusive e totalmente gratuite dedicate alle scuole nelle mattinate prima delle vacanze di Natale. Gli alunni potranno divertirsi con lo spettacolo di magia di Babbo Natale, spedire una letterina insieme alla classe, partecipare ai laboratori del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e iniziare così ad assaporare insieme le Festività. Nell’ultima edizione sono stati 2 mila i bambini delle scuole coinvolti, non solo in arrivo da Rivoli ma provenienti da tutto il Piemonte, per un totale di ottanta classi di trenta diversi istituti.

Il Villaggio di Babbo Natale è organizzato da TurismOvest, con il contributo della Città di Rivoli, il patrocinio del Comune di Buttigliera Alta, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Camera di Commercio di Torino.

               Per informazioni: 011/9561043 (da lunedì al venerdì in orario 9-12,30), info@turismovest.it. Oppure visitare il sito www.turismovest.it, Facebook Il Villaggio di Babbo Natale.

Dettaglio PROGRAMMA

 

PROGRAMMA

Il Nuovo Itinerario di Babbo Natale

1) LA CASA DI BABBO NATALE Piazzale Mafalda di Savoia (Castello di Rivoli)

Babbo Natale: ascolta i tuoi desideri e ti racconta le sue storie!

Orario

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-18,30

sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

INGRESSO GRATUITO

2) I LABORATORI del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli

Orario

dal lunedì al venerdì: 9, 10, 11, 12, 15, 16, 17, 18, 19, 22, 23, 29, 30 dicembre, orario 15-18,30

sabati, domeniche e festivi: 7, 8, 13, 14, 20, 21, 27, 28 dicembre e 3, 4, 6 gennaio: orario 10-13 e 15-18,30

(24 dic: orario 15-17,30. Laboratori chiusi: 25, 26, 31 dicembre e 1, 2, 5 gennaio)

INGRESSO GRATUITO

3) L’UFFICIO POSTALE DI BABBO NATALE Piazzale Mafalda di Savoia (Castello di Rivoli)

il Postino di Babbo Natale ti aiuterà a scrivere e spedire la tua letterina

Orario

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-18,30,

sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

INGRESSO GRATUITO

 

Inoltre

I PONY DI BABBO NATALE 7, 8, 13, 14, 20, 21 dicembre e 3, 4, 6 gennaio: orario 15-18,30

ANIMAZIONE C.R.I. Rivoli 20, 21, 27, 28 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

4) ESPOSIZIONI D’ARTE E PRESEPE ALPINO, presso la Torre della Filanda in via Al Castello 8

Orario

7, 8, 12, 13, 14, 19, 20, 21, 26, 27, 28 dicembre e 2, 3, 4, 6 gennaio, orario 15-19

Inoltre:

8 dicembre, ore 10,30-18, Laboratorio di pittura e caffetteria

13-14 dicembre, ore 10-20, Mercatino di Natale e caffetteria

5) LA GROTTA DEL GRINCH e la Casetta dei dolcetti in Piazza Matteotti

lo strano personaggio verde cercherà di rovinare le feste a tutti!

Orario

sabati e domeniche: orario 10-13 e 15-19

6) PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO in Piazza Martiri della Libertà

per provare uno degli sport invernali più semplici e divertenti

Orario

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19

sabati, domeniche e dal 20 dic. al 6 gen. (esclusi 25 dic. e 1 gen.): orario 10-13,30 e 14,30-19

solo su prenotazione, apertura straordinaria: orario 20-22

Inoltre:

Sabato 13 dicembre, ore 16, Esibizione Coro Scuola Primo Levi di Rivoli

Domenica 14 dicembre, ore 16,30, Esibizione Coro D’Altrocanto Coop. Soc. Chronos di Rivoli

7) LE CASETTE DELLE GOLOSITA’ in Piazza Martiri della Libertà

le Botteghe in legno per degustare qualche prelibatezza di stagione

Orario

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19

sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

INGRESSO GRATUITO

8) ATTRAZIONI per bambini, in Piazza Portici

Orario giostrine

dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19

sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

Inoltre:

8, 13, 14, 20, 21 dicembre, ore 15,30-18 “Il Natale di Frozen” truccabimbi, palloncini, attività’ per bimbi

13 e 20 dicembre, ore 14,30-18 Esposizione e laboratori per bimbi – Coop. Soc. Chronos

9) ALLESTIMENTI E PERCORSO DI MACCHININE, presso la Galleria Vart in corso Susa 22

Orario

7, 13, 14, 20, 21, 27, 28 dicembre e 4, 6 gennaio: orario 15-18

10) ESPOSIZIONE ALL’APERTO DI PRESEPI ARTIGIANALI, in via Bruere 282, Cappella Madonna

del Rosario, dall’8 dicembre al 10 gennaio. Inoltre, il 24 dicembre dalle ore 21,15:

Spettacolo “Emozioni” e a seguire: Concerto di Natale del Coro di Bruere, Santa Messa e brindisi

11) PIAZZA SAN ROCCO, RACCOLTA SOLIDALE di generi alimentari per famiglie in difficoltà e

FALO’ DELLA BEFANA, lunedì 5 gennaio

Ore 16,00: animazione per bambini

Ore 17,00: accensione Falò della Befana

12) FAI SHOPPING NEL NEGOZI tra nuovi allestimenti, luminarie e musica!

Come raggiungere le nuove location del Villaggio e scoprire la Città:

·      IL TRENINO DI BABBO NATALE “RIVOLZONZO”

·      NAVETTA GRATUITA (DIREZIONE: CASTELLO DI RIVOLI)

PARTENZA DAL PUNTO INFO DI PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA’

ogni sabato e domenica + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19

25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19

Dove parcheggiare:

·      Parcheggio multipiano di via Rita Levi Montalcini 5 (aperture straordinarie: sabati 6, 13, 20 dic. con orario 8-22, domeniche 7, 14, 21 dic. con orario 10-19)

·      Castello (viale Papa Giovanni XXIII, via M. Melano, corso al Castello)

·      Via Balegno

·      Viale Partigiani d’Italia

·      parcheggio interrato Piazza I Portici

·      Piazza Aldo Moro

·      Cimitero (corso Francia)

INOLTRE…Gadget ufficiali e idee regalo firmate “Babbo Natale” in vendita al Punto Info di

Piazza Martiri e alla Casetta del Postino sul Piazzale del Castello

– La Renna COMETA: è la Mascotte Ufficiale del Villaggio!

– La Copertina Magica: per riscaldarti durante i riposini invernali

– Il Paniere del Villaggio: tanti prodotti tipici del territorio da degustare nei giorni di

Festa

COSTRUISCI IL TUO WEEKEND O LA TUA GITA A RIVOLI

– per famiglie e gruppi: accoglienza e visite guidate

– per le scuole: programmi specifici al Villaggio, sulla Pista e Laboratori didattici (su

prenotazione)

a cura di Turismovest: info@turismovest.it

Contattaci subito!!!

 

Il Villaggio di Babbo Natale è organizzato da TurismOvest, con il contributo della Città di Rivoli, il patrocinio del Comune di Buttigliera Alta, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Camera di Commercio di Torino.

Per informazioni: 011/9561043 (da lunedì al venerdì in orario 9-12,30) info@turismovest.it Oppure visitare i siti www.turismovest.itwww.ilvillaggiodibabbonatale.it. Si può rimanere aggiornati sull’evento anche sulla pagina Facebook Il Villaggio di Babbo Natale.

La bagna cauda, cuore caldo di Torino

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ScopriTo alla scoperta di Torino

A Torino, quando arriva il freddo, c’è un profumo che attraversa i portici e si infila nelle osterie come un vecchio amico: quello della bagna cauda. È un piatto che sembra semplice, quasi umile, ma custodisce una storia di viaggi, di campagne e di convivialità che ha segnato l’identità gastronomica piemontese. Oggi, mentre i ristoranti torinesi continuano a reinterpretarla, la bagna cauda rimane una delle esperienze più sincere da vivere in città.

La sua origine non è interamente torinese, ma Torino ha avuto un ruolo decisivo nel trasformarla da pietanza contadina a rito urbano. Nata nelle Langhe come salsa energetica per i vendemmiatori, a base di acciughe sotto sale, aglio e olio, arrivò presto nei mercati cittadini insieme alle barbatelle, ai carrettieri e alle famiglie che cercavano lavoro in città. Qui la ricetta trovò gli ingredienti migliori, le acciughe spagnole che arrivavano nello storico mercato di Porta Palazzo e l’aglio di Caraglio, considerato da molti il più adatto per ottenere una salsa morbida e profumata senza essere aggressiva.

L’arte della preparazione

Preparare la bagna cauda perfetta a Torino è considerato quasi un gesto rituale. Le acciughe devono essere dissalate con pazienza, l’aglio tagliato fine e cotto lentamente fino a diventare una crema. Qualcuno aggiunge una noce di burro, altri giurano che un goccio di latte attenui l’asprezza senza tradire la ricetta. Le verdure che la accompagnano parlano di stagioni: cardi gobbi di Nizza Monferrato, peperoni di Carmagnola, topinambur, cavolo verza, barbabietole. Ogni famiglia, ogni chef, ogni trattoria custodisce una variante che racconta un pezzo di Piemonte.

Negli ultimi anni si sono diffuse anche versioni più leggere, con meno aglio o addirittura con l’aglio cotto nel latte per renderlo più digeribile. Ma a Torino c’è ancora chi difende la versione tradizionale, convinto che la bagna cauda sia un piatto che non va addomesticato: o la si ama o la si teme, e questo fa parte del suo fascino.

I ristoranti di Torino che la celebrano

Il capoluogo piemontese ha fatto della bagna cauda una bandiera, e alcune tavole sono diventate luoghi di pellegrinaggio per gli appassionati. In molti ricordano ancora le serate affollate di certe osterie del Quadrilatero, dove il profumo della salsa usciva dalle porte spalancate e attirava studenti, famiglie e turisti incuriositi. In una trattoria di Borgo San Paolo, lo chef racconta spesso di aver imparato la ricetta da sua nonna: durante le prime nebbie autunnali preparavano il fujot di terracotta che manteneva la salsa calda al centro del tavolo, mentre le chiacchiere si mescolavano al vapore dei cardi appena tuffati.

Nel quartiere Vanchiglia c’è un ristorante che propone la bagna cauda solo due mesi l’anno. Il proprietario, con un sorriso furbo, dice che è il piatto a decidere quando vuole comparire: «La bagna cauda è come un ospite importante, arriva quando è il momento giusto». La loro versione è celebre per il profumo intenso e per le verdure che cambiano ogni settimana, a seconda del raccolto che arriva dai piccoli produttori della collina torinese.

Anche alcune trattorie storiche della zona di San Salvario mantengono viva la tradizione delle serate dedicate, in cui la bagna cauda diventa un pretesto per stare insieme. Un cameriere racconta che una volta un gruppo di amici napoletani, alla loro prima esperienza, aveva ordinato due fujot “per assaggiare”. Dopo mezz’ora, conquistati dalla salsa fumante, ne avevano chiesti altri quattro, ridendo e domandandosi come avessero potuto vivere senza.

Le varianti che raccontano la città

Torino ha sempre avuto la capacità di integrare culture e influenze diverse, e questo vale anche per la bagna cauda. Alcuni ristoranti del centro propongono una versione “rossa”, arricchita con un pizzico di peperoncino. Altri preferiscono la variante “ricca”, con tartufo nero grattugiato sopra la salsa calda, un’idea nata pare in un locale vicino al Po, dove lo chef voleva proporre qualcosa che unisse la tradizione contadina alla raffinatezza sabauda.

La città ospita ogni anno anche cene collettive dedicate alla bagna cauda, momenti in cui il piatto diventa un racconto corale: torinesi di lungo corso, studenti fuori sede e curiosi provenienti da altre regioni si siedono allo stesso tavolo e condividono risate, mani unte e racconti che nascono spontanei.

Torino e la bagna cauda continuano così a camminare insieme: un piatto caldo, generoso, che non ha paura di essere intenso e che più di molti altri sa trasformare una cena in un’esperienza. Chi arriva in città e decide di provarla scopre presto che non si tratta solo di una salsa, ma di un rito, un modo tutto piemontese di stare a tavola e di raccontare la propria storia attraverso il cibo.

NOEMI GARIANO

Nuovo o usato?

Chi abbia almeno la mia età ricorderà gli anni del boom economico, intorno al 1960, periodo che ha visto lo sviluppo degli acquisti con cambiali o, in casi più rari, in contanti per la lavatrice, l’automobile, il televisore, il frigorifero e, in generale, tutto ciòche rappresentava l’innovazione di quei tempi, lasciata alle spalle una guerra devastante.

Nessuno a quell’epoca avrebbe acquistato elettrodomestici o auto usate (o, come si diceva allora, di seconda mano) per due validi motivi: uno pratico, perché non esisteva ancora in mercato dell’usato di quei beni e, in secondo luogo, perché quegli acquisti rappresentavano uno status symbol, ovvero si acquistava per possedere ed utilizzare l’oggetto ma anche, e soprattutto, per farne mostra con i vicini, i parenti ed i colleghi.

Ricordo ancora quanti recandosi a lavorare in FIAT mostravano con aria di superiorità la loro 500 (in alcuni casi la 600) ai colleghi che, per ragioni che non tocca a noi sindacare, possedevano soltanto la bicicletta.

Verso gli anni ’80, iniziando la crisi che perdura tuttora, fecero la prima comparsa i mercatini dell’usato, alcuni raggruppati sotto un franchising, che permettevano da un lato di disfarsi degli oggetti ereditati da genitori o parenti vari, non più necessari o anche solo non più desiderati e, dall’altro, di acquistare un oggetto pagandolo molto meno del nuovo.

In realtà la vendita dell’usato, almeno in Italia, non è mai decollata del tutto perché, probabilmente, il desiderio un oggetto per primi è più forte della necessità di risparmiare.

Ecco, quindi, che se si eccettuano le auto a chilometri zero, dove il risparmio è di svariate migliaia di euro, o la tradizionale compravendita di immobili, sono una minima parte quelli che acquistano una cucina usata, un televisore usato, o altri mobili usati.

Persino le concessionarie auto hanno dovuto studiare nuove forme di vendita per incentivare l’acquisto delle autovetture di seconda e anche terza mano, ad esempio consentendo di inserire nel pagamento rateale la manutenzione ordinaria, polizze che coprono ogni rischio, il soccorso stradale, ecc. così da sopperire con la sicurezza al disagio dell’autoveicolo usato.

I prezzi ridotti enormemente di elettrodomestici, smartphone, computer e via dicendo hanno ulteriormente accentuato la disaffezione degli utenti nei confronti dell’usato, preferendo il nuovo anche se di qualità inferiore o addirittura scadente ad un usato di qualità.

Le convenzioni sociali, poi, fanno il resto: non posso comprare usato un capo di abbigliamento o una borsa griffati perché, se non me l’hanno mai visti indossati, capiscono subito che arrivano dal mercatino; meglio, quindi, andare sul nuovo a costo di doverci privare di altro per arrivare a fine mese.

Vale la pena sacrificarsi per apparire agli occhi degli altri come gli altri si aspettano? Ha senso apparire secondo schemi che non ci appartengono piuttosto che vivere la nostra vita come piace a noi e come ci soddisfa?

Che senso può avere spendere cifre enormi per un qualcosa di nuovo che abbandoniamo dopo poco perché passato di moda, perché cambiano i nostri gusti o semplicemente perché la tecnologia si evolve e rende il nostro acquisto obsoleto in breve tempo?

Sergio Motta

Sant’Antonio di Ranverso, alla scoperta di personaggi e simboli del Presepe

Domenica 7 dicembre

La Natività dipinta da Defendente Ferrari nel 1531, scena centrale del grande polittico nella chiesa di Sant’Antonio di Ranverso, è il punto di partenza della visita tematica “Presepe!”, in programma domenica 7 dicembre alle 15.30. Si tratta di un appuntamento alla scoperta di storie, personaggi e simboli del Presepe. Il polittico fu realizzato come vita da larte degli abitanti di Moncalieri per la scampata pestilenza. Collocato a Ranverso dal 1532, dopo un lungo e accurato trasporto fra le campagne piemontesi, è oggi una delle opere più rappresentative del Rinascimento piemontese. Nella scema centrale è raffigurata la Natività, ai lati compaiono i Santi protettori della peste; Sant’Antonio Abate e San Sebastiano a sinistra, San Rocco e San Bernardino da Siena a destra. Nella predella sono illustrati sette episodi nella vita di Sant’Antonio Abate, mentre la cornice lignea dorata e le ante dipinte internamente ed esternamente completano la magnificenza dell’opera, che segna il superamento dello stile gotico e l’affermazione compiuta del linguaggio rinascimentale.

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta, Torino.

Costo visita: 5 euro oltre al costo del biglietto: intero 5 euro/ridotto 4 euro

Indispensabile la prenotazione entro il giorno che precede la visita – info e prenotazioni: da mercoledì a domenica – 011 6200603 – ranverso@biglietteria.ordinamauriziano.it

Mara Martellotta

Il vino delle feste: gusto, territorio e partecipazione attiva

Allo Spazio “OPEN” di “Fondazione Time2”, degustazione solidale di vini del Piemonte a sostegno delle attività della “Fondazione”

Giovedì 11 dicembre, dalle 18 alle 20 o dalle 21 alle 23

Sarà “una serata inedita, capace di connettere territorio, gusto e solidarietà trasformando ogni calice in un gesto concreto per una società più aperta e un territorio attivo nel cambiamento”. E’ questo, secondo gli organizzatori, l’obiettivo de “Il vino delle feste”, evento di degustazione solidale a sostegno di “Fondazione Time2”, l’“Associazione” fondata nel 2019 da Antonella e Manuela Lavazza, con lo scopo di affiancare – nelle due sedi “OPEN” e “Casa Mistral” aperte la prima a Torino e la seconda ad Oulx, in Valsusa – persone con disabilità nel passaggio all’età adulta e nel costruire il loro futuro su basi di “uguaglianza” e “pari opportunità”, attraverso attività educative, sportive e inserimenti lavorativi.

L’appuntamento è per giovedì 11 dicembre presso lo spazio “OPEN – Spazio aperto di diversità” in corso Stati uniti 62/B, a Torino, con la possibilità di adesione in due diverse fasce orarie: dalle 18 alle 20 o dalle 21 alle 23.

L’idea, sicuramente interessante e di alto profilo, umano e culturale, per  tutti i (più o meno incalliti, ma sempre nella giusta misura)“wine lovers” é quella di dar vita ad un’autentica esperienza sensoriale attraverso le aree più interessanti, sotto tale aspetto, del Piemonte: dalle Langhe al Roero, dal Monferrato al Canavese. Attorno a calici e bottiglie selezionate ci saranno le “storie dei produttori” con la possibilità di scegliere i vini delle prossime Feste, trasformando un semplice gesto quotidiano in un atto di sensibilità e responsabilità collettiva. “Le narrazioni delle cantine, il legame con la terra, l’identità di un prodotto che porta con sé un paesaggio: tutto questo diventa il ponte tra i produttori, gli appassionati e la comunità … Ogni calice degustato e ogni bottiglia acquistata contribuiranno  infatti ad implementare i progetti della ‘Fondazione’, rafforzando un modello in cui il territorio non è solo cornice, ma attore attivo di cambiamento”.

Sedici le Cantine presenti e attentamente selezionate. Tutte hanno offerto in dono per l’evento di solidarietà i vini delle loro migliori etichette mettendo a disposizione una selezione limitata in due fasce di prezzo (15–20 Euro e 30–50 Euro). All’ingresso, i partecipanti riceveranno un “kit degustazione” comprensivo di calice, portacalice, grissini e mappa delle cantine partecipanti. Il contributo d’ingresso è di 5 Euro, che sarà scalato in caso di acquisto di una o più bottiglie. L’evento è riservato a persone maggiorenni. Tutto il ricavato sarà destinato alle attività della Fondazione Time2.

“L’appuntamento – concludono gli organizzatori – si propone quindi come molto più di una semplice degustazione: è, infatti, un’occasione per riconoscere il valore della diversità – produttiva e umana – e per praticare un consumo consapevole”.

“OPEN – Spazio Aperto di Diversità” è stato progettato per accogliere tutti: gli spazi sono accessibili in carrozzina, sono presenti bagni accessibili e “gender-neutral”, e sono disponibili “cuffie antirumore” su richiesta.

Per esigenze specifiche di accessibilità è possibile contattare la “Fondazione Time2” all’indirizzo accessibilità@fondazionetime2.it o al numero telefonico 011/ 78 65 45.

g.m.

Nelle foto: cortile esterno “OPEN-Spazio Aperto di Diversità” e Locandina evento

Natale alla Reggia di Venaria e al Borgo Antico

La Reggia di Venaria e il Borgo Antico cittadino ospitano la quinta edizione
di “Immaginaria”, la rassegna-evento delle festività natalizie promossa dal
Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e dalla Città di Venaria Reale
Videomapping, aperture serali, concerti, spettacoli, laboratori, sfilate e mercatini di Natale
si alternano dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 nella magica cornice del Centro
Storico cittadino e della Reggia di Venaria, con il ricco programma di Immaginaria
2025.
Il Centro Storico e il Borgo antico diventano un palcoscenico unico di luci e suoni che
ricreano la suggestiva atmosfera del Natale, inglobando le facciate della Reggia che si
animano con forme e colori attraverso le proiezioni di Luminographie realizzate
dell’artista Gaspare Di Caro. Il videomapping d’artista a sua volta rappresenta l’ultimo atto
di “Into the Light”, il programma culturale della Reggia di Venaria dedicato al tema della luce

A partire dal 7 dicembre gli spazi barocchi della Reggia ospitano concerti, laboratori e
attività per famiglie a tema natalizio, e dal 26 dicembre fino al 5 gennaio, nel cuore
delle festività, la proposta si arricchisce con le Sere di Natale alla Reggia: aperture
serali fino alle ore 22 del Piano Nobile e della mostra in corso Fernand Leger! accessibili
con un biglietto a tariffa speciale. Un’occasione per vivere la magia del Natale tra luci,
atmosfera regale, arte e architettura.

La Reggia di Venaria si colora delle magiche atmosfere natalizie e accoglie il pubblico con un grande albero di Natale posto al centro della Piazza della Repubblica, in fronte alla Torre dell’Orologio, e con le affascinanti Luci d’Artista lungo Via Mensa, nel Borgo Antico.

A partire dal 22 dicembre, ad impreziosire e rendere speciale la visita del pubblico che raggiungerà la Reggia nel periodo delle festività natalizie, La Venaria Reale presenta il Presepe del Re: un meraviglioso presepe con 120 figure artistiche del settecento napoletano, messe a disposizione dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia di Roma (già Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari). Con la progettazione e la costruzione scenografica di Nicola Maciariello e l’allestimento di Nicolò Giacalone, il presepe espone una parte della raccolta di figure presepiali formatasi in occasione della grande Mostra di Etnografia italiana tenutasi a Roma in piazza d’Armi per l’Esposizione Internazionale del 1911 per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Il magico e affascinante Presepe del Re, attende i visitatori della Reggia nella Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto, al termine del percorso di visita, ed è compreso nel biglietto di ingresso alla Reggia, alla mostra “Cavalieri. Dai Templari a Napoleone” e ai Giardini.
Gli orari di visita al presepe sono i medesimi della Reggia.
Dal Martedì al Venerdì: 9 – 17; Sabato: 9 – 21.30; Domenica: 9 – 20.

La Cappella di Sant’Uberto ospiterà, alla mezzanotte del 24 dicembre la Messa di Natale.
A partire dalle ore 23, ci sarà la veglia di preghiera presso la Chiesa della Natività di Maria Vergine, in Piazza dell’Annunziata, nel Borgo Antico di Venaria Reale.
Una processione attraverso via Mensa, condurrà alla Cappella di Sant’Uberto, dove verrà celebrata la Santa Messa di mezzanotte.

Il colore nell’abitare: ispirazioni da Marrakech per valorizzare la casa (anche durante le festività)

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ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.
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Negli ultimi giorni ho avuto l’occasione di trascorrere del tempo a Marrakech, una città che fa del colore un linguaggio quotidiano. Dalle sfumature terracotta delle mura ai blu intensi dei riad, fino ai toni speziati dei souk, ogni angolo racconta come una palette ben costruita possa definire un’atmosfera, influenzare la percezione e trasformare uno spazio.

Rientrata a Torino, ho ripensato all’impatto che quei contrasti e quelle armonie visive hanno avuto sui miei sensi e a quanto, anche nelle nostre case, il colore sia uno strumento progettuale fondamentale per creare ambienti funzionali, accoglienti e coerenti con il nostro stile di vita.

Il ruolo del colore nella progettazione d’interni

In interior design, il colore non è mai un elemento casuale: orienta la percezione dello spazio, influisce sul comfort visivo e definisce il carattere di ogni ambiente. Ogni tonalità ha un effetto distintivo, che può essere sfruttato per potenziare le funzioni della stanza.

  • Rosa – ideale per camere e zone relax, illumina e ammorbidisce l’atmosfera.

  • Rosso – intenso e avvolgente; perfetto per dettagli e pareti d’accento in spazi conviviali.

  • Arancione – energico e caldo, ottimo per aree creative o zone di passaggio.

  • Giallo – solare e stimolante; eccellente in cucine, ingressi e home office.

  • Verde – rilassante e versatile, perfetto per soggiorni e camere da letto.

  • Blu – fresco e ordinato, ideale per spazi dedicati al riposo o allo studio.

  • Viola – sofisticato in tutte le sue declinazioni, caratterizza con eleganza senza appesantire.

Come ho osservato anche a Marrakech, la luce cambia radicalmente il comportamento di un colore: una tonalità può risultare calda nelle ore del mattino e più neutra alla sera. Testare una palette nelle diverse condizioni luminose è sempre un passaggio imprescindibile.

 

Costruire armonia: abbinamenti, texture e materiali

Il colore funziona al meglio quando dialoga con texture e materiali:

  • Toni neutri (avorio, sabbia, greige): ideali come base per inserire accenti stagionali.

  • Velluto, lana, bouclé: perfetti per sostenere colori intensi e atmosfere materiche.

  • Legni naturali: si abbinano bene alle palette verdi, blu e ai toni terrosi tipici del nord Africa.

  • Metalli caldi: bronzo e ottone valorizzano palette profonde come bordeaux, rosso scuro e blu notte.

Anche i contrasti visti nei souk – il blu oltremare accanto al rame, il verde salvia vicino alle terre bruciate – dimostrano quanto una palette ben equilibrata possa rendere un ambiente ricco ma non caotico.

 

Preparare la casa alle festività: come introdurre colore con stile

L’arrivo delle feste è un momento perfetto per aggiornare l’atmosfera domestica. Non serve stravolgere l’arredamento: basta lavorare con accenti mirati.

1. Definire una palette natalizia contemporanea

Accanto ai tradizionali rosso e oro, oggi sono molto utilizzati:

  • Verde bosco + legno naturale – sobrio e elegante.

  • Blu notte + argento – raffinato, ideale per case moderne.

  • Champagne + bianco neve – luminoso e minimale.

  • Terracotta + rame – caldi, materici, perfetti per chi ama un tocco marocchino rivisitato.

 

2. Aggiornare tessuti e dettagli

Cuscini in velluto, plaid in lana, runner con texture jacquard: piccoli interventi che enfatizzano la palette scelta.

3. Lavorare sulla luce

Lampade da tavolo, candele, punti luminosi caldi aiutano a creare atmosfera senza invadere lo spazio.

4. Coordinare gli ambienti

Usare gli stessi colori in soggiorno, tavola e ingressi permette di ottenere un effetto elegante e ordinato.

Dai colori intensi di Marrakech alle nostre case invernali, il colore resta uno strumento strategico per trasformare un ambiente.

Con scelte misurate, materiali adatti e una palette coerente, ogni casa può acquisire carattere, stile e calore – qualità particolarmente preziose durante il periodo delle festività, quando desideriamo accogliere e vivere gli spazi al meglio.

Le stelle in un calice: champagne tra storia e attualità

Una tappa speciale sulla Route Touristique du Champagne: lo Champagne della Maison Stéphane Coquillette di Chouilly

Lo champagne non è soltanto un vino: è diventato simbolo, universalmente riconosciuto di festa, eleganza e prestigio. I racconti e le leggende sull’inventore dello champagne, Dom Pierre Pérignon, sono molti, ma non tutti sono basati su un fondamento di realtà. Pierre Pérignon nacque nel 1638 nella regione di Champagne, nel nord della Francia. All’età di 19 anni, scelse di entrare in un monastero e diventare monaco benedettino. Nel 1668 arrivò al monastero Hautvillieres. A quel tempo, i monaci erano tra i maggiori proprietari terrieri e produttori del vino dell’epoca. Dom Pierre Pérignon fu maestro di cantina ad Hautvillieres fino alla sua morte nel 1715 e divenne particolarmente famoso per i suoi numerosi esperimenti sia in vigna che in cantina. Dom Pierre Pérignon si distinse per un approccio completamente nuovo sia alla vigna che alla produzione in cantina. In vigna esplorò le diverse tipologie di uve e il concetto di “terroir“. Oggi sappiamo infatti che ogni vigneto, con il suo terroir, dà un carattere distintivo al vino finale. Inoltre, si racconta che la scelta non casuale dell’uva debba essere attribuita proprio a Dom Pierre Pérignon. All’epoca, la Francia settentrionale era molto fredda e il monaco benedettino scelse di lavorare con il Pinot Nero su larga scala, vitigno molto più adatto sia al clima dell’epoca. Un altro aspetto al quale Dom Pierre Pérignon prestò particolare attenzione fu la miscelazione del vino stesso. Anche durante la vendemmia, pensò che valesse la pena mescolare le singole uve per raggiungere la complessità desiderata. L’attuale Champagne Dom Pérignon utilizza ancora uve raccolte nei vigneti del monastero di Hautvilliers, per onorare le origini dell’uomo e del vino. Dom Pierre Pérignon morì nel 1715 e fu sepolto nel coro del monastero di Hautvilliers. Sulla sua lapide è scritto Summa Cum Laude (“con la più alta onorificenza”) alla quale il monaco ha aspirato in tutte le fasi della sua vita. Questo è anche il motto dei monaci benedettini. Dom Pierre Pérignon fece molte operazioni rivoluzionarie che sono ancora oggi utilizzate per realizzare i migliori vini frizzanti al mondo. La sua leggenda e il suo nome restano ancora oggi immortali. Il processo di produzione dello champagne si è, tuttavia, evoluto nel tempo grazie a diversi contributi, fino a diventare il celebre méthode champenoise, oggi imitato in tutto il mondo. La denominazione AOC Champagne è rigidamente regolata: solo vini prodotti in questa zona possono portare il nome “Champagne”. I vitigni principali sono Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay, assemblati in proporzioni diverse per creare cuvée dalle sfumature. Il segreto sta nel terroir: il clima fresco, il sottosuolo gessoso e l’orografia delle colline favoriscono acidità e mineralità, elementi essenziali per la corretta realizzazione delle bollicine. La regione Champagne è una terra ricca di borghi medievali, cattedrali gotiche e villaggi pittoreschi come Reims, Épernay e Troyes. Reims, in particolare, è celebre per la sua cattedrale, dove venivano incoronati i re di Francia, e per le grandi maison che custodiscono chilometri di cantine sotterranee. Nel 2015, i paesaggi viticoli della Champagne – colline, case e cantine – sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale UNESCO come “paesaggio culturale”. La Route Touristique du Champagne permettono di scoprire cantine storiche e piccoli produttori, unendo cultura, gastronomia e paesaggi suggestivi. Visitare la regione Champagne significa immergersi in un mondo dove arte, storia e gusto si fondono in un’esperienza indimenticabile.

Una visita speciale: Champagne Stéphane Coquillette

Tra le tappe imperdibili, spicca la cantina Champagne Stéphane Coquillette, situata a Chouilly, villaggio classificato Grand Cru nella Côte des Blancs. Stéphane rappresenta la quarta generazione di una famiglia di vignaioli: i nonni Pierre e Hélène fondarono la maison Saint-Chamant nel 1930, il padre Christian la portò avanti dal 1950, e oggi Stéphane conduce il proprio domaine con 6 ettari di vigne. Le uve provengono da cru prestigiosi: Chouilly e Cuis per lo Chardonnay, Aÿ e Mareuil-sur-Aÿ per il Pinot Noir. I vigneti, piantati su suolo calcareo e gessoso, sono coltivati con metodi rispettosi dell’ambiente: niente erbicidi, lavorazioni manuali, potature e legature fatte a mano per preservare la salute delle viti. La cantina, rinnovata nel 2001, ospita quattro presse e più di dieci parcelle che contribuiscono alle cuvée. Tra le etichette più rappresentative:

  • Carte d’Or 1er Cru (Pinot Noir e Chardonnay), fresco e minerale.
  • Cuvée Diane Blanc de Blancs (100% Chardonnay da vecchie vigne), elegante e complesso.
  • Cuvée Les Clés Blanc de Noirs (100% Pinot Noir Grand Cru da Aÿ), intenso e fruttato.
  • Cuvée Marie-Aimer Rosé (Pinot Noir Rosé de Saignée), con note di ciliegia e fragola.
  • Cuvée By Louis Vintage 2010 Brut Zero (Pinot Noir senza dosaggio), raffinato e trasparente, con grande potenziale di invecchiamento.

La filosofia di Stéphane è chiara: evitare l’uso di vini di riserva per mantenere la purezza del millesimo. Ogni cuvée nasce da un singolo anno di vendemmia, esprimendo al meglio il carattere del terroir. La visita alla cantina Coquillette dimostra come la tradizione dello Champagne non sia solo patrimonio delle grandi maison, ma sia custodita anche nelle mani di vignaioli indipendenti che custodiscono il sapere di generazioni. In Champagne, la storia di Dom Pérignon e delle abbazie medievali si intreccia con l’innovazione di produttori come Stéphane Coquillette, offrendo al viaggiatore un’esperienza che unisce cultura, paesaggio e il piacere di un calice di stelle, oltre a quella di un’accoglienza calorosa e di un’esperienza unica.

Barbara Castellaro

Per info: Champagne Stéphane Coquillette
15 rue des écoles 51530 Chouilly
Email : champagne.coquillette@orange.fr

www.champagne-coquillette.fr

“Torino Trolley Festival”, una grande parata di bus e tram storici 

Una grande parata di tram e autobus storici lungo le vie del centro città rappresenterà l’evento principale del “Torino Trolley Festival”, domenica 7 dicembre prossimo. Alle 12 partirà da piazza Statuto la sfilata di tutti i veicoli disponibili della flotta storica, tram e autobus, integrati da esemplari di tram moderni e speciali per un totale di 25 mezzi. Il percorso si snoderà da piazza Statuto, lungo l’anello di binari della piazza, per corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, via Po fino a piazza Vittorio Veneto. La manifestazione, organizzata con GTT, avrà il suo fulcro in piazza Castello, dove tra le 9.30 e le 19 sarà operativo al fianco del monumento del Duca d’Aosta il gazebo ATTS, che fornirà informazioni al pubblico. Fra le 10 e le 12 e le 14.30 e le 18.30 i tram storici saranno a disposizione del pubblico per un percorso speciale tra salite e discese per piazza Castello. Sarà in funzione anche la linea storica 7, con capolinea sempre in piazza Castello. Sarà a disposizione dei cittadini anche l’autobus storico a due piani di Italia ’61, con capolinea sulla carreggiata stradale in corrispondenza del gazebo. A bordo dei tram saranno presenti i rievocatori dell’associazione “Le vie del tempo”, che vestiranno abiti d’epoca. Inoltre, in occasione del ventesimo anniversario dalla fondazione, la ATTS organizzerà il convegno “Tram del passato, visioni per il futuro”, in programma venerdì 5 dicembre presso la stazione Sassi della tramvia Sassi-Superga, e sabato 6 dicembre presso l’hotel NH Collection di piazza Carlina. Lo scopo di queste iniziative è quello di valorizzare il mezzo tramviario come patrimonio storico e culturale dei cittadini, promuovendo l’immagine della città di Torino come punto di riferimento mondiale in questo campo. Il convegno internazionale richiamerà a Torino molti esponenti di musei tramviari, associazioni ed Enti di gestione dei servizi tramviari storici. Sono previsti oltre 15 interventi da parte di esperti provenienti da svariati Paesi e da 4 Continenti, che porteranno le loro testimonianze su importanti iniziative già realizzate o in progetto con riferimento a 4 aree tematiche: il ruolo dei tram storici nel settore turistico e culturale, la comunicazione e la promozione, il volontariato e il ricambio generazionale, il modellismo come valorizzazione dei tram storici. L’incontro metterà a confronto le migliori pratiche a livello mondiale, affinché ognuno possa trarne spunto per migliorare le proprie.

Mara Martellotta