
Riapprovato il 29 dicembre dalla Giunta regionale il programma operativo 2014-2020 cofinanziato dal Fondo sociale europeo
Il documento, che contiene modifiche basate sulle osservazioni pervenute dall’Unione Europea e proposte dall’assessore al Lavoro, Gianna Pentenero, riassume le linee di intervento prioritarie e prevede azioni per un totale di 872.290.000 euro. Le principali variazioni riguardano gli investimenti per la disoccupazione giovanile e la promozione di occupazione femminile, in un quadro generale volto a rimettere l’impresa al centro delle politiche economiche e dei processi di sviluppo, con azioni di investimento su misure di sostegno che evitino la perdita permanente di capacità produttiva e di posti di lavoro, ma anche su una maggiore intensità e profondità delle innovazioni.
Tra i principali cambiamenti effettuati va evidenziato l’inserimento della priorità di investimento dedicata alla lotta alla disoccupazione giovanile, all’interno della più generale priorità a sostegno dell’accesso al lavoro di persone disoccupate e inattive, per cui l’impegno regionale è di circa 224 milioni di euro, pari a un quarto del valore complessivo del programma. Nel dettaglio, si tratta di azioni in favore dei giovani, in particolare verso quelli che non svolgono attività lavorative, non seguono corsi di studio o di formazione, incluso chi è a rischio di esclusione sociale e appartiene a comunità emarginate. “I fondi – precisa Pentenero – sono destinati ad esempio a percorsi di formazioni per giovani assunti con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, alla creazione di punti di contatto per il profiling, l’accompagnamento al lavoro, l’orientamento”.
Verrà inoltre incrementato lo stanziamento per le priorità di investimento dedicate alla promozione dell’occupazione femminile (ora di 17 milioni di euro a fronte di un’ipotesi iniziale di circa 12 milioni), volte a favorire la conciliazione tra vita professionale e vita privata con misure come la promozione del “welfare aziendale”. Verrà rafforzata la modernizzazione delle istituzioni del mercato del lavoro (17 milioni a fronte di un’ipotesi iniziale di 14), come i servizi per l’impiego pubblici e privati di promozione dell’occupazione, grazie a opere che migliorino anche la mobilità professionale transnazionale e la cooperazione tra le istituzioni ed i soggetti interessati.
Novità anche il rafforzamento dei meccanismi di coordinamento formale con i programmi del Fondo sociale europeo a titolarità delle amministrazioni centrali come programma nazionale, sistemi e politiche attive per l’occupazione, scuola, inclusione, governance. “In primavera – anticipa Pentenero – saremo pronti a partire con la nuova programmazione. Sarà una sfida importante soprattutto per il cambiamento che ci si prospetta”.

Una “gita” per le vie del centro a bordo del CitySightseeing
“Per la Regione Piemonte il 2015 ed il 2016 saranno gli anni più difficili. Quello che viene sarà molto complicato: bisognerà rimettere la macchina regionale in condizione di procedere sulle sue ruote. Così come l’abbiamo presa in mano, e come è ancora in larga parte, l’ente Regione non è in grado di creare crescita e coesione sociale”. Parola di governatore. Così Sergio Chiamparino alla sua prima conferenza stampa di fine anno, dialogando con i giornalisti. Il presidente della Regione parla di ulteriori tagli alle spese:
Il governatore non poteva non parlare anche dei costi della politica ed è intervenuto sulla riduzione delle indennità dei consiglieri regionali (“Il Consiglio è sovrano e vorrei evitare gesti che suonino come prevaricatori o provocatori. In primavera dovremo discutere importanti leggi finanziarie, e credo che in quel contesto si debba trovare il modo di ridurrle)” e si è augurato che “nel 2015 il rapporto con il Governo sia improntato a un forte spirito di riforma dell’istituto della Regione. Dovrebbe essere approvata la riforma del Senato, che vedrà la seconda Camera imperniata sul ruolo delle autonomie locali. Se si perde l’occasione per un forte check-up delle Regioni, non solo delle loro dimensioni, rischiamo di vedere passare un tram che poi non ci sarà più”.




