Le torte salate sono apprezzate per la loro versatilità. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose
Ideali per un aperitivo con amici, una cena veloce, un antipasto o un pic nic, le torte salate sono molto apprezzate per la loro versatilita’. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose. Un must per tutte le stagioni.
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Ingredienti:
2 rotoli di pasta sfoglia rotonda
½ kg. di spinacini freschi
1 fetta di prosciutto cotto (100gr.)
250gr. di ricotta piemontese
100gr. di taleggio
1 uovo intero, 4 tuorli
1 spicchio di aglio
50gr.di parmigiano grattugiato
sale, pepe,burro, noce moscata q.b.
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Lavare gli spinacini, saltarli in padella con una noce di burro e l’aglio, lasciar raffreddare. In una ciotola mescolare il prosciutto e il taleggio tagliati a dadini, aggiungere il parmigiano, l’uovo intero, gli spinacini, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Stendere la pasta sfoglia in una teglia rotonda foderata di carta forno,bucherellare il fondo, disporre il ripieno, coprire con la ricotta, fare 4 fossette in ognuna delle quali sistemare il tuorlo. Coprire con la sfoglia rimanente, saldare bene i bordi, spennellare con poco latte e cuocere in forno per 35-40 minuti a 200 gradi. Servire tiepida.
Paperita Patty
Spesso ricorrente e sottovalutato, il dolore cervicale richiede una valutazione mirata per essere risolto davvero — e non gestito a episodi.
- persiste oltre 7-10 giorni
- si associa a vertigini, formicolii o cefalea ricorrente
- limita la rotazione del capo o la mobilità del collo
- si accompagna a rigidità importante, soprattutto al risveglio
- si ripresenta a cicli regolari
- perdita di stabilità della colonna cervicale
- compensi muscolari
- posizione del capo in avanti (forward head posture)
- alterazioni del controllo motorio
- disfunzioni articolari del rachide cervicale
- tensioni muscolari e fasciali
- alterazioni posturali da postazione di lavoro, smartphone, guida prolungata
- esiti di colpo di frusta o traumi
- stress e tensione emotiva sostenuta
- riposo assoluto prolungato (peggiora rigidità e recupero)
- uso ripetuto di farmaci senza una valutazione
- esercizi generici trovati online
- collari cervicali tenuti più del necessario
- attese di settimane sperando che “passi da sola”
- terapia manuale
- esercizio terapeutico personalizzato
- rieducazione del movimento e della postura
- strategie ergonomiche per la vita quotidiana
- ridurre i tempi di recupero
- limitare il rischio di recidive
- evitare la cronicizzazione
- migliorare nel concreto la qualità della vita quotidiana

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Il suo ultimo libro edito da Edizioni Pedrini
Giovedì 14 maggio, alle ore 17.15 presso la Galleria Sala Malva del Salone del Libro di Torino, è in programma la presentazione del libro “Da CAVOUR alla REPUBBLICA – I rapporti tra Stato e Chiesa – laicità e laicismo nella storia d’Italia” (Edizioni Pedrini, 2026). All’incontro presenzieranno il prof. Pier Franco Quaglieni, autore dell’opera e Presidente del Centro Pannunzio, il caporedattore del Corriere della Sera, Carmine Festa, Alessio Stefanoni di CNA Editoria Piemonte e il direttore editoriale Ennio Pedrini.

I temi trattati nel saggio spaziano dalla storia dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica in Italia a quella del separatismo liberale e laico tra la sfera politica e quella religiosa, dal Concordato del 1929, voluto da Mussolini, ai Patti Lateranensi inseriti nella Carta Costituzionale repubblicana del 1948, e ancora la proposta d’abrogazione del Concordato da parte di Marco Pannella e la revisione dei Patti Lateranensi del 1984 voluta da Bettino Craxi.
Nel nuovo libro del prof. Quaglieni, i temi riguardanti la laicità e il laicismo non sono proposti solo come fatto politico, ma anche come dimensioni culturali e filosofiche, valutazioni storiche, giuridiche e politiche che partono da punti di vista differenti, attuando la pratica della laicità.
Mara Martellotta
Compagne di banco è un’associazione culturale nata dall’incontro di due ex compagne di classe per rimettere al centro i valori della condivisione e della costruzione in comune, uscire dal mondo digitale e dare vita a spazi di incontro fatti di parole, libri, silenzio.
Elena Forno e Chiara Avidano, le due fondatrici, compagne di banco lo sono state sui banchi del Liceo classico Alfieri, e a marzo 2024 hanno dato vita vita al blog omonimo sul Quotidiano Piemontese per poi passare nel breve a realizzare incontri culturali dal vivo: letture silenziose condivise, incontri con autori, laboratori.
L’obiettivo è un progetto di scambio culturale, sociale e generazionale, perché in mezzo a libri, lettura, scrittura e bigliettini i partecipanti possano uscire dal mondo digitale che assorbe e svuota e trovare insieme una nuova dimensione, fatta di empatia e tempi lenti.
LA BIBLIOTECA CONDIVISA E DIFFUSA
«Uno spazio per i libri a disposizione di chi desidera leggere, prendere in prestito, tenere o regalare un libro, se gli ha fatto battere il cuore». L’associazione gestisce e coordina la Biblioteca condivisa e diDusa nata per salvare i libri usati dall’abbandono e dal macero, dando loro una nuova vita libera, in spazi culturali e sociali accessibili e inclusivi. I libri raccolti, tramite donazione, vengono collocati in luoghi che li mettono a disposizione di chi lo desidera, senza vincolo di restituzione, con la libertà di essere restituiti, reintegrati o implementati.
Perché una casa?
Perché tutti, anche i libri, hanno bisogno di un luogo.
Perché chi desidera lasciar andare i propri libri sappia che ci sono delle “case” che li possono
accogliere.
Per costruire un meccanismo di scambio, condivisione, incontro e libera circolazione dei libri
donati e raccolti.
Per dare vita a piccoli spazi di comunità e socialità intorno al tema della lettura, della scrittura,
della messa in comune dei pensieri.
LE PAROLE TRA NOI DA SALVARE
«Per ridare vita e senso alla scrittura a mano, come gesto di cura verso le parole e le persone alle quali dedichiamo il tempo per scrivere». Durante gli incontri i presenti sono invitati a scrivere dei bigliettini, retaggio di quelli che si scambiavano in classe prima del mondo digitale: su quei foglietti di carta si posano, volta a volta, pensieri e sentimenti, idee e sensazioni, ricordi e desideri dei partecipanti. Naturale evoluzione di questo gesto spontaneo, il progetto Le parole tra noi da salvare, che invita i presenti e chi lo desidera a fermarsi a pensare quale sia la parola che sentono di voler salvare, che sia d’amore, di rabbia, di nostalgia, di gioco, per ridare senso alla scrittura a mano, come gesto di cura verso le parole e le persone a cui si dedica il tempo per scrivere. Ecco, quindi, le cassette delle lettere, dove si mettono bigliettini, lettere, parole da salvare, una raccolta che vuole contribuire a creare un’opera collettiva, un diario di parole dalla città.
«Andiamo in controtendenza e invitiamo le persone a prendere carta e penna e ridare senso al gesto dello scrivere, inteso come momento intimo di cura verso la persona a cui si pensa ma anche verso sé stessi – dicono – Si dà spazio al pensiero che, dalla mente, passa alla mano e scende nelle lettere tracciate su carta. Quindi, è davvero parola pensata».
I LUOGHI
La Biblioteca condivisa e diRusa e le cassette delle lettere sono a disposizione in alcuni luoghi strategici: il Villino Caprifoglio al parco del Valentino, la Casa del quartiere Bagni pubblici di via Agliè, l’hub culturale Via Baltea 3, la Casa nel parco di Mirafiori Sud, il Comala e la bocciofila San Pietro di borgo San Pietro a Moncalieri.
LE AUTRICI
Elena Forno è nata e vive a Torino, dove si laurea in Storia Contemporanea e lavora in ambito amministrativo in UniTo. Tre figli, un compagno, due gatte. Dal 1993 al 1995 partecipa al lavoro di ricerca storica sull’eRetto di epurazione delle leggi razziali del 1938 sul Liceo Classico Vittorio Alfieri, dove consegue la maturità classica. Nel 1994 è in giuria giovani al Festival del Cinema di Venezia, l’anno dopo vince il primo premio per i 50 anni della resistenza con il testo teatrale “L’ora del lupo”. Si occupa di teatro in ambito civile, come regista, attrice e con laboratori per giovani. Dal 2017 collabora con Orme Scuola di Arti Sceniche e Impegno civile. Nel 2017-2018 collabora con Asai al doposcuola di aggregazione di
Mirafiori Sud per un progetto di integrazione dei giovani nelle Periferie Urbane.
È fondatrice e presidente dell’associazione Primavera Pajetta, comitato civico per il recupero di spazi, luoghi e tempi urbani sul territorio di Mirafiori e partecipa alla fondazione di Historia Magistra, associazione culturale per il diritto alla storia. Nel 2024 pubblica “I motori della Rivoluzione” con Buendia Books.
Chiara Avidano nasce a Milano il 23 settembre 1976 e diventa torinese nel giro di qualche anno. Frequenta il liceo classico Vittorio Alfieri e si laurea all’Università degli studi di Torino in Lettere Moderne in Storia del Teatro. Collabora con alcuni giornali locali come correttrice di bozze e scrive articoli di costume e cultura sull’inserto “NordOvest” del Sole24Ore. Nel 2006 incontra il mondo dell’enogastronomia ed è amore: comincia ad occuparsi di comunicazione e marketing in progetti di valorizzazione gastronomica della Regione Piemonte, fino a portare gli chef stellati in giro per il mondo e nelle carceri per attività di formazione e informazione.
Prosegue il suo percorso professionale come freelance, lavorando in settori diversi, da quello politico a quello sociale, occupandosi di comunicazione, progettazione, copy-writing. A fine 2022 pubblica la raccolta di poesie “Misto Archivio”, NeosEdizioni.
Per informazioni:
info@compagnedibanco.it
www.compagnedibanco.it
www.facebook.com/compagnedibanco90
www.instagram.com/compagnedibanco1990
Il Liceo Volta di Torino interamente accessibile
Si stanno concludendo in questi giorni i lavori per rendere pienamente accessibile l’ingresso principale del Liceo Alessandro Volta di Torino, nella sede di via Juvarra, acquistata nel 2023 dalla Città metropolitana per circa 6 milioni di euro, dopo essere stata per anni di proprietà di un istituto religioso. L’intervento ha riguardato la realizzazione della doppia rampa esterna sul marciapiede, con il contestuale allargamento dello stesso per creare un percorso pedonale alternativo, anche attraverso una riconfigurazione degli spazi destinati alla sosta.
All’interno dell’atrio è stata inoltre installata una piattaforma elevatrice finalizzata all’abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’accessibilità. L’ingresso principale durante i lavori è rimasto chiuso, e gli studenti hanno potuto entrare attraverso l’ingresso carraio. Con il completamento delle opere più importanti, l’accesso principale sarà nuovamente attivo e fruibile. L’intervento comprende anche la realizzazione di un elevatore per l’accesso alla palestra, situata al piano seminterrato. L’intervento, del costo complessivo di 110 mila euro, è stato programmato a seguito del sopralluogo effettuato nei mesi scorsi dal Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, e della Consigliera delegata all’Istruzione, Caterina Greco. Nel sopralluogo di lunedi 11 maggio, il Vicesindaco, la Consigliera e la Direttrice generale Monica Sciaino sonomstati accolti dalla dirigente scolastica del Liceo, Maurizia Basile. È stato fatto il punto sullo stato di avanzamento delle ultime lavorazioni, che si concluderanno nel corso della settimana con il completamento dell’impianto destinato alla palestra.
RISONANZE
Ciclo di conferenze
a cura di Chiara Bertola e Federico Vercellone
da giugno 2025 a maggio 2026
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
GIOVEDI 14 MAGGIO 2026 ORE 18
Sala incontri
Santiago Zabala
Estetica dell’Avvertenza. Perché solo l’arte può salvarci?
La più grande emergenza del ventunesimo secolo è la mancanza di emergenze. Siamo costantemente avvertiti da scienziati riguardo all’inquinamento, alle temperature estreme e alle pandemie future, ma raramente ascoltiamo. Ascoltare un avvertimento richiede un coinvolgimento che riguarda la nostra esistenza e le nostre emozioni, piuttosto che argomentazioni razionali o rappresentazioni oggettive. Le recenti opere di artisti contemporanei come Filippo Minelli, Diane Burko o Josh Kline sono inviti ad ascoltare queste avvertenze attraverso installazioni e dipinti che non riguardano semplicemente la nostra sopravvivenza, ma anche la salvezza. In una condizione in cui la scienza ha perso la capacità di avvertirci, solo l’arte può salvarci, in altre parole, riscattarci dentro le emergenze ignorate che caratterizzano questo secolo.
Santiago Zabala è professore ordinario (Icrea) di Filosofia contemporanea presso l’Università Pompeu Fabra, a Barcellona. Tra i suoi libri: The Hermeneutic Nature of Analytic Philosophy (2008), The Remains of Being (2009), Comunismo Ermeneutico (con G. Vattimo, 2014), e Essere dispersi (2020), Solo l’arte può salvarci (2023), e Segni dal Futuro. Per una filosofia degli avvertimenti (2026). Ha inoltre curato: Outspoken: A Manifesto for the Twenty-First Century (2023, con Adrian Parr), Il futuro della religione. Solidarietà, ironia, carità (2005, di G. Vattimo e R. Rorty), Consequences of Hermeneutics (2010), e Una filosofia debole. Saggi in onore di Gianni Vattimo (2012). Collabora con New York Times, Al-Jazeera e Los Angeles Review of Books.
Costo: 5€ con acquisto in biglietteria
6€ con acquisto online
Per l’occasione la caffetteria della GAM, il Bar Baglio è aperta con orario prolungato.
Tra giugno 2025 e maggio 2026 la GAM di Torino organizza un ciclo di incontri, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, curato da Chiara Bertola e Federico Vercellone.
Gli incontri, articolati in singole conferenze, ripercorrono i temi delle Risonanze che attraversano la programmazione espositiva della GAM dall’ottobre il 2023 alla primavera del 2026: luce, colore e tempo; ritmo, struttura e segno; incanto, sogno e inquietudine, e vedono la partecipazione di studiosi e studiose di rilievo internazionale nel campo della filosofia, della storia dell’arte e delle scienze umane, offrendo un’occasione unica di riflessione interdisciplinare, in cui pensiero e visione si intrecciano per generare nuovi livelli di lettura delle opere e dell’esperienza estetica.
Il primo ciclo di incontri da giugno a ottobre 2025 ha visto alternarsi grandi esperti di arte, estetica e filosofia contemporanea: Horst Bredekamp, Elio Franzini, Victor Stoichita e Anna Maria Coderch, Riccardo Venturi, Claudia Cieri Via e Salvatore Tedesco.
Il secondo ciclo di incontri ha preso avvio a partire da novembre 2025 e si concluderà a maggio 2026, con personalità come Fabio Belloni, Tonino Griffero, Chiara Simonigh, Massimo Cacciari, François Jullien e Santiago Zabala.
Costo per ogni conferenza: 5€ acquistabile in biglietteria
Acquisto online 6€ (1 € di prevendita)
GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA – Via Magenta, 31 – 10128 Torino
Orari di apertura: martedì – domenica: 10:00 – 18:00.
Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.
Fino a domenica 20 settembre prossimo
Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta il progetto espositivo dal titolo, ”Lucio Dalla & Roberto Roversi. Automobili. Un disco”, in esposizione da mercoledì 13 maggio a domenica 20 settembre prossimi, nella Project Room al primo piano. La mostra raccoglie materiali di archivio, illustrazioni e automobili che accompagnano il visitatore in un percorso in cui le canzoni dell’album prendono forma nello spazio espositivo, intrecciando memoria storica, immaginario collettivo e riflessione contemporanea sul ruolo che l’automobile ha nella nostra società.
“Il Museo Nazionale dell’Automobile rappresenta il contesto ideale per accogliere e ampliare il progetto “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Automobili. Un disco” – ha spiegato il Direttore del MAUTO Lorenza Brevetta – Da luogo tradizionalmente deputato alla conservazione e valorizzazione dell’oggetto automobile, il Museo si configura oggi come uno spazio culturale più ampio, in sintonia con una strategia che privilegia approcci trasversali e intersezionali. Portare questa mostra al MAUTO significa spostare lo sguardo da oggetto tecnico a fenomeno culturale complesso e interrogare le narrazioni che hanno costruito il mito dell’auto, metterle in discussione e aprire nuove prospettive di lettura capaci di coinvolgere musica, letteratura, arte e società. La mostra si inserisce pienamente nella nuova visione del Museo, un’istituzione capace di raccontare l’automobile quale lente privilegiata per comprendere le trasformazioni del Novecento e le sfide della contemporaneità. “Automobili” diventa allora un archivio vivo, un racconto aperto, uno strumento critico”.
Nel 1976 la casa discografica RCA pubblica “Automobili”, il concept album di Lucio Dalla e Roberto Roversi dedicato al simbolo per eccellenza della modernità e delle trasformazioni del Novecento.
Il cantautore e il poeta, entrambi bolognesi, avevano composto undici brani destinati alla scena teatrale. La scelta di ridurli a soli sei per la pubblicazione su LP segna, al tempo stesso, il culmine e la rottura della loro collaborazione, una decisione che rende necessario oggi riscoprire le cinque canzoni escluse , che risultano fondamentali per comprendere la portata sociale e politica della loro visione del rapporto tra l’uomo e l’automobile.
Le recensioni dell’epoca ne sottolinearono la natura spiazzante, considerandolo un concept album che smontava il mito dell’automobile proprio nel momento nel quale raggiungeva la sua massima espansione. Nelle parole di Dalla e Roversi, infatti, l’automobile diventa teatro di contraddizioni, promessa di libertà ma, al tempo stesso, strumento di alienazione, icona di modernità e simbolo di crisi industriale.
A distanza di cinquanta anni “Automobili” si rivela un’opera sorprendentemente attuale. In un’epoca come quella attuale segnata dalla transizione ecologica, dalla ridefinizione dei modelli di mobilità e da un radicale ripensamento del rapporto tra ambiente, uomo e tecnologia, il futuro incompleto evocato dal disco risulta una chiave di lettura potente per interpretare il nostro tempo.
Le canzoni diventano matrici narrative capaci di attivare una serie di linguaggi per costruire un racconto stratificato, in grado di attraversare storia, cultura, pop, industria, immaginario e critica sociale.
Sono in esposizione materiali originali provenienti dall’archivio di Antonio Bagnoli, nipote di Roberto Roversi, dedicati all’universo di Automobili e alla collaborazione tra Lucio Dalla e il poeta, programmi di sala, locandine dello spettacolo teatrale “Il futuro dell’automobile “ 1976, taccuini manoscritti di Roberto Roversi con testi e scalette preparatorie, lettere autografe tra Dalla e Roversi, documenti legati alla richiesta dello pseudonimo Norisso presso la SIAE, interviste e articoli pubblicati sui giornali dell’epoca e testi originali delle canzoni, oltre a materiale audiovisivo, tratti dal programma televisivo “Automobili” andato in onda nel 1977.
Accanto ai documenti figurano due vetture, la Alfa Romeo tipo B P3 del 1932 e la Autobianchi Bianchina 4 posti del 1967 che, accostate, restituiscono la parabola culturale dell’automobile italiana, da simbolo eroico e visionario a presenza diffusa e contraddittoria della modernità contemporanea.
La prima vettura rimanda alla dimensione epica evocata dal brano Nuvolari e al racconto della velocità come mito moderno. Si tratta dell’automobile delle corse, delle mille miglia e dei grandi piloti celebrati nel disco, una macchina simbolo di un’Italia che costruisce il proprio immaginario sportivo e tecnologico attraverso figure leggendarie e imprese collettive.
La Bianchina rappresenta l’altra faccia del racconto, l’automobile popolare, entrata nella vita quotodiana degli italiani durante gli anni del boom economico. Si tratta della vettura degli italiani, delle vacanze, della motorizzazione di massa che Dalla e Roversi osservano criticamente.
Mara Martellotta
A Torino il rock torna a farsi parola politica. Giovedì 14 maggio, sul palco di Hiroshima Mon Amour, approda Pierpaolo Capovilla con il progetto Pierpaolo e I Cattivi Maestri, inaugurando una nuova tappa del proprio percorso artistico: un suono essenziale, tagliente e profondamente immerso nelle contraddizioni del presente.
Figura tra le più intense e riconoscibili della scena indipendente italiana, Capovilla attraversa da oltre trent’anni il panorama musicale nazionale lasciando un’impronta netta e inconfondibile. Prima con gli One Dimensional Man, poi con Il Teatro degli Orrori, ha contribuito a ridefinire il linguaggio del rock italiano attraverso una scrittura capace di fondere tensione poetica, rabbia civile e riflessione politica. Parallelamente alla musica, ha sviluppato un percorso pubblico tra reading, interventi culturali e incursioni cinematografiche, fino alla recente partecipazione al film Le città di pianura.
Con Pierpaolo e I Cattivi Maestri, l’artista sceglie una dimensione ancora più diretta e militante. Il progetto debutta nel 2022 con l’omonimo album pubblicato da Garrincha Dischi: un lavoro ruvido e compatto, costruito su arrangiamenti asciutti e sulla centralità assoluta della parola, sospesa tra invettiva e confessione personale.
Il nuovo capitolo arriva il 9 marzo 2026 con il singolo Dimenticare Maria, pubblicato per La Tempesta. Capovilla lo definisce un brano che tiene insieme tensione spirituale e coscienza politica: un atto d’accusa ma anche un’invocazione collettiva contro l’anestesia emotiva del presente. La canzone affronta temi come la solitudine, la responsabilità condivisa e il rischio dell’indifferenza, interrogando chi ascolta sulla possibilità concreta di non voltarsi dall’altra parte.
Dal punto di vista musicale, Dimenticare Maria si muove lungo una linea elettrica e scarna, dove la parola resta al centro di una tensione costante. Alla produzione torna Manuele Fusaroli, che accompagna la band verso una dimensione sonora coerente, asciutta e incandescente.
Sul palco, insieme a Capovilla, saliranno Fabrizio Baioni alla batteria, Loris Cericola alla chitarra e Federico Aggio al basso. Un collettivo compatto che trova nella dimensione live il proprio habitat naturale: concerti senza filtri, attraversati da energia, urgenza e una fisicità che trasforma ogni brano in una presa di posizione.
Valeria Rombolà
slitta riapertura tratto SP 50 del Colle del Nivolet
Slitta sino al completamento delle operazioni di sgombero della neve dalla carreggiata la riapertura del tratto ad alta quota della Strada Provinciale 50 del Colle del Nivolet, tra il km 6+700 e il km 18+460. Compatibilmente con le condizioni meteorologiche, nei prossimi giorni si darà avvio alle operazioni di sgombero della neve e pulizia del piano viabile. Il consistente manto nevoso presente sulla strada e la quantità di neve sui versanti a monte della carreggiata non hanno sinora consentito l’esecuzione delle operazioni in sicurezza. Nel tratto in questione lo sgombero della neve viene eseguito ogni anno dal personale e dai mezzi del Circolo di Pont Canavese della Direzione Viabilità 1 della Città metropolitana di Torino.
La S.P. 50 verrà riaperta nel tratto attualmente interdetto al transito anche per successivi tratti, compatibilmente con le condizioni di innevamento della sede stradale, dei pendii posti a ridosso della carreggiata e delle operazioni di sgombero della neve.
Per consentire lavori sulla rete fognaria nel centro abitato di Roletto è stata stabilita con un’ordinanza la chiusura al transito per tutte le categorie di utenti della Strada Provinciale 195 tra il Km 5+ 100 e il Km 5+ 400, durante l’orario di lavoro dalle 8 alle 18 dal 13 al 15 maggio, con deviazione su di un percorso alternativo. Dal divieto di transito, che comunque non si protrarrà oltre la conclusione dei lavori, sono esclusi i residenti e le attività commerciali e industriali locali.