Torino, 26 Maggio 2021 – Il 27 maggio del 1902 nasceva il grande Erminio Macario. Neanche un’aiuola, dedicata all’attore comico torinese di teatro, cinema e tv. Come se Roma si dimenticasse di Alberto Sordi o Napoli di Totò. Nasce da una sorta di provocazione, l’idea di una petizione a partire dal progetto di crowdfunding per la continuità della memoria storica e culturale di Erminio Macario a Torino, a opera di Feelthebeat.
Considerato dai critici come l’inventore del cinema comico italiano, Erminio Macario è nato da una famiglia povera e numerosa, in via Botero 1, a Torino. Nella sua lunga carriera ha lavorato a oltre cinquanta spettacoli teatrali tra teatro di varietà, riviste, commedie musicali e spettacoli di prosa. Prestò la sua maschera oltre che al cinema anche alla televisione, adottando spesso il piemontese per i suoi personaggi e le sue macchiette.
L’obiettivo del progetto «Tu lo conosci Macario?», lanciato da Massimo Gioscia e Dario Ujetto, è quello di ricostruire e recuperare dal passato il suo lavoro, una carriera lunghissima fatta di successi impressionanti che ripercorrono la vita artistica di Macario, dagli esordi alle sue opere più importanti. Per onorare la sua memoria fino ad oggi è infatti stato fatto veramente poco e perfino la sua città di origine, Torino, che lui ha sempre celebrato e amato, non ha una via, una piazza, un edificio a lui dedicati.
Protagonista e testimonial dell’iniziativa è Fabio Milano grande appassionato di storia della nostra città a trecentosessanta gradi, ama definirsi un “Macariologo” per la grande quantità di conoscenze acquisite nel corso del tempo, che hanno dato vita ad una collezione personale di cimeli e memorabilia d’epoca legati al grande attore torinese.
A rilanciare il progetto in vista del programma di eventi dei 120 anni dalla nascita, anche la web serie che riprende il titolo del più ampio progetto, per riattivare la memoria storica attorno al personaggio e artista poliedrico della prima metà del ‘900, tra i fondatori del cinema comico italiano e della «Rivista».
Una docu-serie di oltre 20 Testimonianze inedite di chi Macario lo ha conosciuto e ha lavorato con lui, nel quotidiano. Aneddoti e fatti raccontano anche una Torino diversa, da ripercorrere attraverso le gesta di un attore comico della storia italiana del secolo scorso. Sono inoltre 200 gli oggetti fra cappelli e abiti di scena, poster e riviste fra i cimeli raccolti da Fabio Milano e altri collezionisti appassionati di Macario.
La raccolta andrà finalmente in mostra e sarà a disposizione di tutti nel mese di maggio 2022 con una mostra dedicata a Erminio Macario. Per partecipare al crowdfunding e dare così il via alla petizione, basta iscriversi su: http://www.tuloconoscimacario.it

Nel 2013 compra un bancone da orafo e





Fu avvolto dalle fiamme e morì bruciato vivo. La notizia trovò spazio anche nei Tg nazionali e commosse l’Italia intera. L’allora presidente della Repubblica Scalfaro conferì a Bertrand la medaglia d’oro al valor civile alla memoria. L’incendio divorò in pochi giorni la vegetazione del versante sud del Monte San Giorgio. Il forte vento e la presenza di centinaia di pini, ricchi di resina, favorirono l’estensione delle fiamme e dopo tre giorni di fuoco il panorama mutò radicalmente.
cammino fino alla vetta non è dei più semplici e bisogna fare attenzione ai cartelli dei sentieri e alle tacche di vernice su pietre e alberi. Il tratto è lungo una decina di chilometri ed è possibile fare delle pause approfittando di piacevoli aree di sosta con tavoli e panchine per un pic nic ma non ci sono fontanelle. Portare una riserva d’acqua è quindi più che raccomandabile. C’è comunque una salita alternativa, meno faticosa e alla portata di tutti. Dalla chiesa di San Vito si imbocca via Monte Grappa fino a raggiungere una vecchia caserma. A quel punto la strada diventa sterrata, si sale dolcemente e si arriva in vetta passando per il Colle della Serva. In cima al monte, oltre a una chiesa romanica del X secolo, si trova un’alta croce e quasi sempre staziona un gruppo di appassionati di volo con parapendio e deltaplano. Monte San Giorgio è frequentato anche d’inverno: numerosi sono infatti i ciaspolatori che si avventurano da queste parti nei mesi freddi. Per gli appassionati di mountain bike si percorre invece lo sterrato che passa accanto alla chiesetta di San Valeriano e raggiunto il colle della Serva a 728 metri si sale alla cima con vari tornanti lungo il versante nord. Al giovane Bertrand è stato intitolato un sentiero che parte da Roletto, il paese di David, attraversa il parco del Monte Tre Denti-Freidour, la montagna di Cumiana, e giunge alla località Casa Martignona nel parco Monte San Giorgio dove il ragazzo perse la vita.
Classificato fra i primi 5 superfood al mondo, il bambù è considerato uno dei cibi del futuro poiché a basso contenuto di grassi, buona fonte di fibre, proteine e di aminoacidi. In primavera prende il via la produzione del germoglio di bambù, ricco di sostanze nutritive, per il trend food & benessere. Dalla terra alla tavola, oltre 60 ettari di bambuseti Alma Italia portano il bambù al centro delle nostre tavole, con le ricette di Imma Ferraro.