Alla fine non ce l’ho fatta più. Ho preso e mi sono rasato i capelli da solo. Adesso sembro il nonno dei Naziskin. Beh, sempre meglio che dovermi fare le treccine come un rasta.
Visto che l’ineffabile Conte Zio ha deciso che barbieri e parrucchieri non riapriranno prima di Giugno… E voi continuate a cantare dai balconi belli felici. Prima o dopo provvederanno a tosarvi. E non solo i capelli…
Comunque, a me il barbiere manca. Non solo, forse neppure tanto per una questione estetica. Piuttosto perché la “barberia”, come la si usava chiamare un tempo, era un luogo importante della vita. Della vita sociale e di quella personale. Per certi aspetti addirittura un luogo di formazione.
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In tempi di emergenza Covid 19 le letture umoristiche, come quelle che lo scrittore torinese Gianluigi De Marchi propone attraverso i suoi recenti volumi, sicuramente costituiscono un valido supporto per vivere in modo più sereno fasi emergenziali come quella che stiamo attraversando, non soltanto di natura sanitaria (dovuta alla pandemia da Covid 19), ma spesso complicate anche da difficoltà psicologiche.
comprende i titoli dei capolavori dello schermo rivisitati e corretti, e l’ultima parte, che tocca diversi argomenti, tra cui l'”umorismo a tema”, vale a dire una sezione variegata capace di includere oroscopi, il festival di Sanremo e personaggi come i Sette nani di Biancaneve, gli eroi del Risorgimento, i “nostri amici stranieri”, la finanza, i proverbi ed i quiz d’intelligenza.



