ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 720

Una mozione per aumentare le stazioni delle auto elettriche

Proposta da Federica Scanderebech (PD)

 

SCANDEIl Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità una mozione firmata da Federica Scanderebech (PD), che impegna Sindaco e Giunta a predisporre, con la massima sollecitudine, un piano per incrementare le stazioni di ricarica delle auto elettriche in città.

 

“Tutte le azioni per migliorare la qualità della vita dei cittadini torinesi vanno sicuramente incentivate – ha affermato la consigliera Federica Scanderebech (PD) – è il caso di questo provvedimento, un atto importante approvato oggi all’unanimità dal Consiglio che si inserisce nelle politiche ambientali della Città per diminuire l’inquinamento atmosferico”.

 

La mozione sottolinea che, per garantire la diffusione delle auto elettriche, dovrà essere predisposta un’adeguata rete distributiva di stazioni di ricarica.

 

 

Patrizia Sandretto tra i 100 big di Art Review

arte sandretto

La torinese si trova  77/a posizione

 

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, alla guida della omonima Fondazione, fa parte della Power 100, la classifica annuale delle persone più influenti del mondo dell’arte. La graduatoria è stilata dal prestigioso magazine americano di arte contemporanea Art Review. La torinese si trova  77/a posizione. Ne fanno parte tra gli italiani anche Miuccia Prada, la Galleria Continua e Massimo De Carlo.

ITALIAN MILITARY TATTOO CONTRO LA DISTROFIA MUSCOLARE

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Sabato 31 ottobre a partire dalle ore 9.15, presso il Palazzetto Le Cupole in Via Artom 111

 

Sulla scia del successo ottenuto il 13 dicembre 2014 nel corso della manifestazione svolta al Palazzetto dello Sport di Parco Ruffini in Torino a favore di Telethon, finalizzata alla raccolta fondi per la ricerca scientifica sulle malattie genetiche (https://www.youtube.com/watch?v=w7OL1Q2H82U), l’Associazione Italian Military Tattoo (http://www.militarytattoo.it/as/index.htm), ha avuto l’onore ed il privilegio di coordinare la Cerimonia di Apertura dell’Evento Sportivo “SOLO PER VERI CAMPIONI – CHAMPIONS CUP” dove le squadre vincenti dei campionati FIWH dal 1995 al 2015 si scontrano per lo speciale trofeo in palio nel ventennale di pratica del wheelchair hockey in Italia. L’attività, si svolgerà Sabato 31 ottobre 2015 a partire dalle ore 09.15, presso il Palazzetto Le Cupole in Via Artom 111, Torino. Farà da cornice alla manifestazione, la “Fanfara Intercomponente della Croce Rossa Italiana diretta dal Maestro Giuseppe Cortese” (https://www.facebook.com/Fanfara-Intercomponente-DellaCroce-Rossa-Italiana-263626840344712/) ed il “Coro Mus-e diretto dal Maestro Giorgio Guiot” (http://www.mus-e.it/index.php?idSede=23&idLaboratorio=1588) che eseguiranno musiche, inni e canti nazionali e popolari. La manifestazione è aperta al pubblico con ingresso gratuito.

Ecco la Consulta dei cattolici impegnati in politica

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papa esclusiva pallone“Nasce dalla constatazione, da parte di molti osservatori, giornalisti, intellettuali, storici della sempre minore incidenza dei cattolici in vari ambiti della Società, a partire proprio da quello politico. Il nostro primo riferimento è il Papa e il suo insegnamento al Bene Comune”

 

Abbiamo intervistato Giampiero Leo, uno dei promotori della Consulta dei cattolici impegnati in politica.

 

E’ nata la “Consulta dei cattolici impegnati in politica”: di cosa si tratta?

Abbiamo dato vita a questa iniziativa per una ragione molto semplice, ma per noi importantissima: cioè la constatazione, e la denuncia, da parte di molti osservatori, giornalisti, intellettuali, storici della sempre minore incidenza dei cattolici in vari ambiti della Società, a partire proprio da quello politico.

 

E questo per voi, è un male?

Sicuramente si! E lo diciamo sia alla luce del grande contributo che politici cattolici hanno dato nel passato alla ricostruzione dell’Europa e dell’Italia, sia dalle necessità del presente, che hanno visto, insieme al fallimento delle teorie marxiste e iper capitaliste, ma anche una crescita globale della cultura dell’indifferenza, dell’egoismo, come, profeticamente ricorda Papa Francesco in ogni occasione.

 

Papa Francesco è il vostro punto di riferimento?

Fermo restando che sappiamo bene che certe responsabilità politiche sono propriamente dei laici, e da loro vanno liberamente assunte, non vi è dubbio che il nostro primo riferimento è il Papa e il suo insegnamento al Bene Comune.

 

Dunque avete trovato legittimo anche l’ultimo intervento della C.E.I. sul tema della legislazione sulla famiglia e le adozioni?

Ovviamente sì, così come con la stessa attenzione abbiamo ascoltato i richiami sui temi dell’impegno per la giustizia sociale, la lotta alla povertà, la pace, il dialogo ecc.

 

A chi è aperta la consulta?

A tutte le persone di buona volontà operanti – anche in senso lato – in campo politico, che ritengono di ispirarsi, nel proprio operato, alla dottrina sociale Cristiana.Noi che l’abbiamo promossa cioè il sottoscritto Giampiero Leo Vice presidente “Comitato diritti umani” del Consiglio Regionale e membro nella direzione nazionale dell’N.C.D. , l’on.  Giorgio Merlo  dirigente nazionale del PD, Michele Paolino capogruppo del PD in Consiglio comunale e Mauro Carmagnola presidente regionale del Movimento Cristiano Lavoratori (M.C.L.),  non disponiamo di nessun titolo o prerogativa in più dei tanti cattolici presenti nella Società. Cerchiamo solo di suscitare sintesi operative, ma che siano basate sul dialogo, l’ascolto, il cammino comune, un reale spirito di servizio.

 

 

 

Torino e Finanza Islamica: matrimonio possibile

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islamLe opportunità per Torino come per il Piemonte e l’Italia sono davvero moltissime. I settori halal rappresentano, in termini di fatturato, circa il 20% dei mercati mondiali. Si tratta di ambiti, come ad esempio il fashion, il food, in cui l’Italia – e Torino in particolare – ha delle primarie realtà produttive. Il food, in particolare, è un mercato da esplorare, molto interessante chi opera sul nostro territorio

 

Di Paolo Pietro Biancone *

 

Torino e finanza islamica: una joint venture possibile. La settimana di approfondimento sulla finanza islamica il 19 e 20 ottobre scorso la seconda edizione del Turin Islamic Economic Forum, (www.tief2015.org) e il workshop di ricercatori internazionali sullInnovazione finanziaria islamica (www.ercif.org) hanno raggiunto i risultati attesi. Circa 100 relatori e ricercatori italiani e internazionali hanno presentato alla vasta platea di imprenditori e studiosi, ricerche, dati, interventi, opportunità in merito a finanza, cibo e moda ad impronta islamica. Le opportunità per Torino come per il Piemonte e l’Italia sono davvero moltissime. I settori halal rappresentano, in termini di fatturato, circa il 20% dei mercati mondiali. Si tratta di ambiti, come ad esempio il fashion, il food, in cui l’Italia e Torino in particolare ha delle primarie realtà produttive. Il food, in particolare, è un mercato da esplorare, molto interessante chi opera sul nostro territorio.”In Italia – ha spiegato Alberto Brugnoni, direttore dell’Associazione per lo sviluppo di strumenti alternativi e di innovazione finanziaria – ASSAIF – stanno crescendo le aziende certificate ‘Halal’ ossia secondo i requisiti che rispettano le nome islamiche. Al momento in tutta Italia sono 120 le aziende certificate. In particolare, in Piemonte si registra un interesse particolare per quanto riguarda i settori dolciari, di pasticceria e della lavorazione delle carni. Il mondo islamico rappresenta una colossale risorsa, con spazi di mercato enormi”.

 

Altro interessante filone di interesse è il mondo finanziario, all’interno del quale esistono molte opportunità. Ricordiamo che in città risiedono più di 60mila islamici. È dunque importante lavorare sia per portare in città la prima banca islamica retail d’Italia com’è stato già fatto in Inghilterra, Germania e Francia sia investire alle emissioni di prestiti obbligazionari sukuk per la raccolta di capitali da investire sul territorio.

 

Il workshop sull’innovazione islamica ha raccolto 160 ricerche sul tema provenienti da diversi Paesi, tra questi Malaysia, Indonesia, Usa, Uk, Afganistan, India, Italia. I temi trattati spaziano dala valutazione delle innovazioni finanziarie islamiche alla stabilità finanziaria del settore della finanza islamica, alle innovazioni finanziarie islamiche proposte, ai ruoli dei vari soggetti interessati alle innovazioni finanziarie islamiche. In particolare, di rilievo uno studio condotto da ricercatori del Dipartimento di Management dell’Università di Torino per rivitalizzare il nostro sistema di equity crowdfunding. Il termine crowdfunding indica il processo con cui più persone (“folla” o crowd) conferiscono somme di denaro (funding), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet (“piattaforme” o “portali”) e ricevendo talvolta in cambio una ricompensa. Si parla di “equity-based crowdfunding” quando, tramite l’investimento on-line, si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società. L’Italia è il primo Paese in Europa ad essersi dotato di una normativa specifica e organica relativa al solo equity crowdfunding, tuttavia i numeri dimostrano un interesse modesto da parte degli investitori per questo sistema di finanziamento: nel 2014 su 10 progetti presentati, solo 3 sono stati finanziati. È un problema culturale: nel nostro Paese l’attitudine all’investimento è scarsa. Questo gap può essere superato aprendo ad investitori islamici, con accortezze legate al rispetto delle regole islamiche. Lo studio ha dimostrato che il modello di equity crowdfunding può essere compatibile con le regole della finanza islamica e, quindi, è opportuno aprire a questo mercato di finanziatori per la diffusione in Italia e in Europa.

 

* Director of the European Research Center for Islamic Finance

Editor in Chief European Journal of Islamic Finance

Department of Management

University of Turin

 

 

Dal Rotary un logo sulla Mole contro la poliomielite

mole blu polioL’idea, realizzata in concomitanza con il 70° anniversario Onu per il quale la Mole si è illuminata di blu, nasce dalla volontà di abbinare il simbolo che più rappresenta la Città di Torino al progetto internazionale di maggior rilievo portato avanti dal Rotary International: la lotta contro il virus della Poliomielite

 

Il Rotary Club Torino Lagrange, in collaborazione con il Comune di Torino, ha organizzato la proiezione sulla cupola della Mole Antonelliana di Torino – che si è tenuta dalle 18.00 del 23 ottobre alle 2.00 del 24 ottobre, lato via Po – del logo Rotary «End Polio Now», insieme al logo del Rotary International. Un evento di forte impatto, pensato per sensibilizzare il pubblico e raccogliere fondi a favore della lotta contro la Poliomielite, malattia altamente contagiosa che può causare paralisi e talvolta la morte, e che colpisce ancora soprattutto i bambini di età inferiore ai cinque anni in alcune parti dell’Africa e dell’Asia meridionale.

 

L’idea, realizzata in concomitanza con il 70° anniversario Onu per il quale la Mole si è illuminata di blu, nasce dalla volontà di abbinare il simbolo che più rappresenta la Città di Torino al progetto internazionale di maggior rilievo portato avanti dal Rotary International: la lotta contro il virus della Poliomielite. La cura definitiva di questa malattia non esiste, ma con soli 60 centesimi di dollaro di vaccino orale un bambino può essere protetto per tutta la vita. L’iniziativa Global Polio Eradication è portata avanti da un partenariato pubblico-privato che comprende anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Centri statunitensi per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’UNICEF e la Bill & Melinda Gates Foundation. “La nostra speranza – afferma Jonathan Bessone, Presidente del Rotary Club Torino Lagrange – è che il pubblico sia sensibilizzato su questo tema e, cogliendo questo messaggio d’impegno, si unisca al Rotary e ai suoi partner nello sforzo storico di eliminare definitivamente questa malattia”.

 

Chicercatrova: gli appuntamenti di ottobre

Relazioni tenute da docenti ed esperti

 

benessere saluteIl calendario di ottobre degli incontri del Mercoledì e del Lunedì di Chicercatrova: l’associazioneChicercatrova Onlus, attende tutti gli interessati nella sede di corso Peschiera 192/a. Incontri del Mercoledì ore 21 – Relazioni tenute da docenti ed esperti


28 – La resilienza: come riprendersi dopo i guai che possono capitare
(prof. Ezio Risatti, preside di IUSTO Rebaudengo)

Continuano anche gli appuntamenti del lunedì: I lunedì di Chicercatrova ore 18,30–20 – Incontri-dibattito guidati

(L’incontro non sarà trasmesso in diretta streaming!)
26 – La preghiera fonte di guarigione
(ciclo a cura della prof. Tiziana Chiamberlando)

 

Gli incontri del mercoledì e del lunedì saranno trasmessi in diretta streaming: per assistere collegarsi a www.chicercatrovaonline.it/dirette.php o www.mariatv.it/chicercatrova

 

Sono anche disponibili le repliche su https://www.youtube.com/user/chicercatrovaonline/videos

 

L’associazione ricorda anche che è operativo lo Sportello di ascolto e dialogo “per una vita più serena”: “Qui trovi persone disponibili all’ascolto, al dialogo, all’aiuto morale, psicologico e spirituale”, spiegano gli organizzatori

Tutte le iniziative sono gratuite e aperte a tutti

 

Info:
Associazione di volontariato Chicercatrova Onlus
Corso Peschiera 192/A Torino
Tel: 0115786263 – 3339988827 – 3331874182
info@chicercatrovaonline.it – www.chicercatrovaonline.it

“Ripresa sì, ripresa no, questo è il dilemma!"

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A Pianezza via Matteotti 5. L’iniziativa è a cura dell’Accademia Omnia Planicense ed  ha il patrocinio, tra gli altri, oltre che del Comune anche dell’associazione Gioventura Piemonteisa

 

Il Piemonte ha davvero superato la crisi, la sta superando, oppure si tratta di un problema che non è congiunturale ma strutturale, pertanto di lungo periodo ? Sono alcuni degli interrogativi che la conferenza “Ripresa si, ripresa no, questo è il dilemma! Cronaca di una economia stagnante” cercherà di dipanare venerdì 23 ottobre, alle ore 21, nella Biblioteca comunale di Pianezza via Matteotti 5. L’iniziativa è a cura dell’Accademia Omnia Planicense ed  ha il patrocinio, tra gli altri, oltre che del Comune anche dell’associazione Gioventura Piemonteisa. Relatore sarà l’economista Gustavo Rinaldi e si articolerà sulla situazione economica italiana, il mercato del lavoro e la pressione fiscale. I lavori saranno introdotti da Antonio Castello, sindaco del Comune di Pianezza, cui seguirà il contributo di Mario Perino, consigliere comunale ed imprenditore. Mentre moderatore sarà il giornalista Pino Scarfò. La conferenza sarà chiusa da Fabrizio Nucera Giampaolo, presidente dell’Accademia.

 

(foto: il Torinese)

Massimo Iaretti

Torino a tutta cultura, la stagione delle grandi mostre: alla Gam è arrivato Claude Monet

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Dopo Raffaello alla Venaria, un altro evento culturale di prestigio:  dalle collezioni del Musée d’Orsay” fino al 31 gennaio 2016, all’ombra della Mole esposti più di 40 capolavori del maestro francese

 

“Seguo la natura senza poterla afferrare: questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente”. A dirlo era Claude Monet; ma le sue tele raccontano un’altra storia e lui fu un maestro  nell’ afferrare “l’impossibile” della natura, di scorci di città, scene en plein air, marine, paesaggi campestri, ritratti. Dal 2 ottobre non occorre volare fino a Parigi per constatare di persona la grandezza di uno dei padri dell’Impressionismo, perché la GAM di Torino ospita (fino al 31 gennaio 2016) un’eccezionale rassegna monografica, con capolavori provenienti dalle Collezioni del Musée d’Orsay. Come per le passate mostre subalpine dedicate a Degas (nel 2012) e Renoir (nel 2013) strategica è stata la partnership tra la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino ed il Museo parigino: ed ecco un allestimento unico, curato dal Presidente del Musée d’Orsay, Guy Cogeval, dall’esperto Xavier Rey e dalla Conservatrice della GAM, Virginia Bertone.

 

All’ombra della Mole arrivano più di 40 capolavori, alcuni mai presentati prima in Italia; come il frammento centrale del famosissimo “Le déjuner sur l’herbe”, con cui Monet rispose, ma rese anche il suo personalissimo omaggio, a Eduard Manet (che tanto scalpore aveva creato nel 1863 con “Colazione sull’erba”). L’Impressionismo è oggi uno dei movimenti artistici più famosi ed amati dal pubblico; ma agli esordi fece non poca fatica per affermarsi. Era un movimento rivoluzionario per modernità dei temi, linguaggio pittorico, tagli compositivi, impiego di colori “nuovi” chimici (disprezzati dall’Accademia) e l’interpretazione della realtà come soggettiva percezione di un momento. Claude Monet ne incarnò lo spirito.

 

-Nasce il 14 novembre 1840 a Parigi (secondogenito di un droghiere); ma è a Le Havre (dove la famiglia si trasferisce) che, appena15enne, inizia a disegnare ritratti e caricature a matita o a carboncino. Ancora non sa che il destino sta per fargli incrociare uno dei precursori (meno noti, ma di sorprendente attualità) dell’Impressionismo. E’ il paesaggista Eugène Boudin: dipinge scorci di mondo ed ama soprattutto le marine. In un negozio di cornici nota una serie di caricature, si informa sull’autore e scopre il giovane Claude. Gli insegna a dipingere vedute en plein air, lo incita a sviluppare il suo talento e lo spinge verso Parigi; dove nel 1859, Monet trova tutti gli stimoli di cui ha bisogno. Studia, frequenta altri artisti (della levatura di Pissarro, Sisley e Renoir) e lega soprattutto con Bazille con cui apre il suo primo atelier.

 

-Nel 1874 è tra i promotori della prima esposizione collettiva della “Société anonyme des artistes”, e proprio dal titolo del suo “Impression: soleil levant” nasce il termine Impressionista.

 

Il pubblico (più che altro) è incuriosito dall’incomprensibile novità delle opere; mentre la critica ufficiale commenta con ferocia e marca la distanza siderale tra il nuovo gruppo e gli ambienti accademici. Nonostante stroncature ed insuccesso, di fatto, inizia così la storia “ufficiale” del movimento di cui Monet porterà sempre avanti le istanze: con coerenza e a dispetto delle difficoltà (economiche) e dei lutti (due volte vedovo) che la vita gli metterà davanti. C’è una pagina delle sue alterne vicende proprio dietro “Le déjuner sur l’herbe”, in cui ritrae un gruppo di figure all’ombra di un grande albero; concentrandosi su effetti di luce, giochi dei raggi di sole che si infiltrano tra i rami per depositarsi sulla tovaglia, gli abiti e il prato. Tela di dimensioni monumentali (600x400cm), iniziata tra1865-66 e mai finita. Monet la lasciò in pegno al suo affittacamere, che l’abbandonò in cantina. Anni dopo riuscì a recuperarla, conservandone 3 frammenti; di cui 2 al Musée d’Orsay, il 3° andato perduto.

 

-Negli anni seguenti riprende il motivo del celebre quadro dedicato alla moglie Camille “Donne in giardino”. Solo che questa volta vuole dipingere interamente en plein air; date le dimensioni dell’opera (255 x205 cm) sembra un’impresa impossibile. Ma lui scava un fosso in cui far scorrere la tela, per dipingere all’aperto anche la parte superiore. E il quadro segna un punto di non ritorno nella sua carriera. Da allora le sue opere parlano sempre più di ciò che ama e della sua visione dell’arte.  Raccontano la sua attrazione per l’acqua; tanto che, per catturarne l’essenza e la sfuggente mutevolezza, si farà costruire una barca-atelier, con cui scivolare lungo la Senna, sempre dipingendo. Nascono così le vedute e gli studi dei riflessi della luce sull’acqua ad Argenteuil. Poi c’è la ricerca di punti di vista inusuali; come quando per le vedute cittadine sale sui balconi e guarda Parigi dall’alto (un po’ come il fotografo Nadar dalla sua mongolfiera) e cattura il brulichio della gente in capolavori come “La rue Montorgueil a Paris: fête du 30 juin 1878”.

 

-Dopo una crisi personale nel 1879 (anno di dubbi, segnato dalla morte della moglie), riprende quella che definì la sua ricerca“dell’impossibile”. Si risposa con Alice Hoschedé e ne ritrae la figlia Suzanne in tele di luce e colore come “Donna con l’ombrello verso destra” (1886); inaugura un periodo di viaggi (alla costante ricerca di suggestioni pittoriche, in giro per l’Europa) e finisce per eleggere sua casa e punto di riferimento, Giverny, in Normandia. E’ lì che realizza il sogno del “giardino acquatico”: uno stagno costellato di ninfee e fonte d’ispirazione. Anche se quasi completamente cieco, dipingerà fino all’anno della sua morte, il 6 dicembre 1926, ucciso da un tumore al polmone.

 

L’allestimento alla GAM racconta magnificamente l’iperbole dell’artista, compresa l’ultima parte della sua produzione. Lo fa con capolavori assoluti come “Les villas à Bordighera” (1884) in  cui Monet racconta il suo soggiorno nella Riviera Ligure con un’esplosione di colori, o con le tele che rimandano a quello a Vétheuil; il ritratto a figura intera di “Madame Louis Joachim Gaudibert”; la resa della neve su cui spicca “La gazza”; le straordinarie versioni della cattedrale di Rouen.  Giusto per citare almeno alcune delle tante tele esposte, che avvolgono il visitatore in un turbinio di pennellate, luminosità e gamme cromatiche modernissime. Raccontano la grandezza di Monet, la sua capacità di catturare sulla tela gli effetti mutevoli di cielo, terra, acqua, e persino atmosfera; come quando dipinge il medesimo porto all’alba e poi al tramonto.

 

E ci riportano alle righe dello scrittore Guy de Maupassant che, ad Etretat, raccontava così il prodigio:“Ho osservato Claude Monet in cerca di impressioni: non era più un pittore, ma un cacciatore… Seguiva ogni mutamento del cielo e aspettava, spiava il sole e le ombre, catturava con qualche colpo di pennello il raggio o la nube vagante e rapidamente li trasferiva sulla tela. L’ho visto cogliere una cascata scintillante di luce sulla scogliera bianca e fissarla con un profluvio di toni gialli che rendevano il sorprendente effetto di quell’impalpabile, abbagliante fulgore. Un’altra volta prese a piene mani un temporale abbattutosi sul mare e lo gettò sulla tela. Ed era pioggia vera quella che dipingeva in quel modo, null’altro che pioggia”.

 

Laura Goria

 

Credits:

 

  • Régates à Argenteuil (1872) olio su tela; 48×75,3 cm; inv. RF 2778 2.(id 8) Monet 2. Paris, Musée d’Orsay © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Patrice Schmidt

 

  • Madame Louis Joachim Gaudibert (1868) olio su tela; 216,5×138,5 cm; inv. RF 1951 20 10. Paris, Musée d’Orsay © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski

 

  •  Le déjeuner sur l’herbe (entre 1865 et 1866) olio su tela; 248,7×218 cm; inv. RF 1987 12 9. Paris, Musée d’Orsay © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Benoît Touchard