ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 711

La "filiera colta" apre il primo negozio

GARAU2IL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau*

Diminuire i passaggi tra produttore e consumatore, abbattere le spese di trasporto, i costi e l’inquinamento conseguenti, garantire tracciabilità e rintracciabilità, fornendo al cittadino informazioni sulla qualità, la provenienza e la metodologia utilizzata per la creazione del cibo sono un’esigenza ormai inderogabile. Ma occorre approntare nuovi percorsi e nuovi strumenti

Aprirà nelle prossime settimane a Torino il primo negozio dedicato interamente alla “filiera colta”. Sarà il primo punto vendita della rete “BottegainBio” e sarà collocato nella galleria commerciale del Mercato Coperto di Corso Racconigi n. 51.

mercato 12Diminuire i passaggi tra produttore e consumatore, abbattere le spese di trasporto, i costi e l’inquinamento conseguenti, garantire tracciabilità e rintracciabilità, fornendo al cittadino informazioni sulla qualità, la provenienza e la metodologia utilizzata per la creazione del cibo sono un’esigenza ormai inderogabile. Ma occorre approntare nuovi percorsi e nuovi strumenti.

“Filiera corta” e “Km0” sono termini di cui si è abusato frequentemente negli ultimi anni, proponendoli come risposta e soluzione ai problemi di malfunzionamento della filiera distributiva agroalimentare. Si tratta di definizioni che se da una parte hanno consentito di evidenziare un problema, dall’altra non hanno dato una risposta esaustiva alla questione della sostenibilità delle produzioni.

L’esperienza dei Gruppi d’acquisto è importante e coinvolge un numero dì significativo di persone e di famiglie, le vendite dirette, a partire da quelle realizzate nei mercati dei produttori sono utili, ma per quanto immaginiamo possa svilupparsi il rapporto diretto produttore-consumatore, non potrà che essere una piccola parte dei consumi complessivi (l’8, massimo il 10% dei consumi). I Gruppi di acquisto funzionano grazie all’impegno di pochi volontari, che quando vengono meno portano alla conclusione dell’esperienza.

Così anche il “Km0”, slogan molto efficace utile a sottolineare l’esigenza di un rapporto importante con il territorio in cui viviamo per l’approvvigionamento alimentare, ma che tralascia spesso e volentieri il tema dell’impatto sull’ambiente (e sulla nostra salute) della produzione agricola. Un prodotto può essere a Km0, ma non necessariamente è sostenibile.

E poi, come rispondere alla necessità di approvvigionarci di prodotti tipici di territori più lontani (agrumi, olio evo, ecc.) ormai entrati a far parte del paniere della nostra spesa? Senza contare che poi il cibo ha da sempre accompagnato l’uomo nelle sue migrazioni, diventando dono, strumento di condivisione e di conoscenza e, quindi, diventa problematico e anche non conveniente confinare i cibi in una ristretta area geografica. E poi, come giustificare il vanto italiano di un settore agroalimentare le cui esportazioni sono in costante crescita?

Ecco allora la scelta di costruire la filiera colta, un nuovo modo di gestire il tragitto del cibo tra il campo e la tavola, la nostra relazione con il cibo quotidiano, coinvolgendo nuovi protagonisti e figure professionali: il dettaglio specializzato, che, in questa nuova dimensione di relazioni e consapevolezze, può recuperare un suo ruolo e una sua funzione di servizio indispensabile e conveniente e la ristorazione, commerciale e collettiva, che è diventata protagonista nelle nostre esperienze alimentari quotidiane.

Una scelta che consente di progettare e programmare un nuovo modello di relazioni tra le aree urbane e i territori rurali, di definire “politiche alimentari sostenibili” per le città.

Il primo aspetto che caratterizza la “filiera colta” è la scelta del modello di agricoltura, un’agricoltura biologica e contadina, capace di coniugare diritti degli agricoltori e dei consumatori, sviluppo rurale e sicurezza alimentare: un’esperienza concreta e positiva, efficiente e produttiva, capace di garantire la sopravvivenza dei piccoli agricoltori, perseguendo la protezione della biodiversità e delle identità culturali, coerente con l’obiettivo di favorire una sostenibilità complessiva, una migliore qualità dei territori e della vita per tutti.

Anziché ricercare ulteriormente l’industrializzazione e la globalizzazione della produzione alimentare, occorre impegnarsi per sostenere la conversione all’agricoltura biologica di interi territori, cioè alla produzione sostenibile, appropriata alle specificità locali e su piccola scala.

Il secondo aspetto è l’alleanza tra produttori e cittadini co-produttori, per superare le distorsioni create dall’attuale catena distributiva, che sconta la preminenza della GDO e delle multinazionali alimentari, orientate ad agire su scala sovranazionale e intercontinentale prescindendo dai contesti locali, modello che pretende una industrializzazione e standardizzazione del prodotto alimentare, che comporta sprechi e assorbe la maggior parte del valore di vendita dei prodotti, a scapito appunto dei due protagonisti principali, gli agricoltori e i consumatori.

La consapevolezza che “mangiare è un atto agricolo” come efficacemente sostiene Wendel Berry, evidenzia la necessità di superare il concetto di consumatore come terminale passivo del processo produttivo – distributivo, per restituirgli il ruolo attivo di co-produttore a tutti gli effetti, alleato dell’agricoltore (o dell’artefice alimentare) e co-involto/co-interessato nella produzione agroalimentare.

L’affermazione del cittadino co-produttore porta conseguentemente a una contaminazione del ruolo dell’agricoltore, che diventa agri-tutore e agri-cultore, proprio per una sorta di acquisizione di nuove, o forse in alcuni casi antiche e abbandonate, “culture” nel complesso rapporto di collaborazione con la terra, intesa nel senso di grande essere vivente – terra madre, e con il territorio, luogo delle inter-relazioni.

Un percorso, dunque, che genera nuove collaborazioni, nuovi referenti e porta a ridefinire il rapporto dei prodotti con i territori di produzione e con i territori di consumo, le città le grandi aree urbane dove tende a concentrasi la maggior parte della popolazione mondiale. Conservando le differenze e non appiattendo-globalizzando si potrà rilanciare veramente l’alleanza tra l’agricoltore-agritutore biologico, (colui che tutela i territori e la vita con tutte le sue alleanze di questi territori) e il consumatore avveduto e co-involto in una sorta di sinergia Steineriana moderna e qualificante.

BottegainBio, un nuovo punto vendita dove conoscere il proprio cibo quotidiano e acquistarlo a prezzi convenienti, incontrare i produttori, informarsi e partecipare alle tante iniziative conviviali che saranno programmate.

*Presidente Italiabio

ciao@italiabio.net

Tutti su Facebook per un volo low cost Torino-Pescara!

Sì sta avviando anche una ricerca di profittabilita’ per ribadire la preziosità economica e commerciale di questa tratta

 pescara

L’aeroporto di Torino Caselle dovrebbe diventare un polo di riferimento in Piemonte dell’aeroporto milanese di Malpensa e avere un collegamento degno di questo nome con la città di Torino. La realtà non è, però, attualmente così rosea, se si considera che alcune tratte stanno subendo delle cancellazioni, tra cui quella Torino- Pescara, un collegamento prezioso che Air Vallee’ ha chiuso nel 2013. Intanto all’aeroporto di Pescara si teme anche un altro pericolo, l’addio di Ryanair, a causa dell’aumento delle tasse aeroportuali, i privati hanno confermato la disponibilità a fornire un contributo economico. E per evitare tutto ciò a Pescara, presso la Regione Abruzzo, si è svolto un incontro tra Camillo D’Alessandro, consigliere delegato a Trasporti e Turismo, la Saga (società regionale di gestione aeroportuale) e le 14 Dmc (Destination Management Company). Si sta lavorando su due ipotesi, la prima dell’incentivazione fiscale, vale a dire delle addizionali Irap più basse rivolte agli operatori dell’indotto, la seconda di promozione territoriale, che potrebbe costituire un fatturato aggiuntivo a favore di Ryanair.pescara2

“A luglio 2015 – afferma l’ingegnere Giovanni Mancini – è nata su nostra iniziativa una pagina Facebook per sostenere il volo low cost Torino Pescara. In passato l’unico volo presente costava minimo 350 euro, con una tariffa ridotta solo per i minori di 26 anni. Per questo motivo abbiamo creato una pagina dal titolo “Fly Low Cost Torino Pescara” e ” Fly Low Cost Abruzzo Airport”, e anche avviato una ricerca numerica, attraverso un sondaggio, sul numero di voli complessivi richiesti dai soli soggetti privati interessati a questa tratta. Il risultato è stato sorprendente e superiore alle previsioni, con la richiesta di 4 mila voli andata e ritorno Torino- Pescara. Il gruppo chiuso ” Volo low cost Torino Pescara” conta 3550 membri, cui si aggiunge un gruppo minore di 25 membri. Questo volo ha un enorme valore per la promozione territoriale e turistica, in quanto non coinvolge soltanto la regione Abruzzo, ma anche quelle del Molise e delle Marche, oltre al collegamento con la città di Foggia. La comunità ha l’indirizzo Facebook “https:// www.facebook.com/groups/ Volo TORINO-PESCARA”. Il gruppo ha l’indirizzo “https:// www.facebook.com/Fly-Low-Cost-Abruzzo-Airport-1461248604175002/”CASELLE 2

” Abbiamo anche sentito il sindaco Fassino – aggiunge  Mancini – e il consigliere delegato ai Trasporti e Turismo della Regione Abruzzo, Camillo D ‘Alessandro. È presente una compagnia interessata a ereditare la tratta Torino- Pescara, che è la Blue Air, che avrebbe intenzione di fare hub su Torino e creare anche un collegamento tra Pescara e la Romania. Nello stesso tempo riteniamo fondamentale, non avendo ancora ricevuto una risposta effettiva da Blue Air, approfondire la raccolta di dati relativi all’importanza del ripristino della tratta Torino- Pescara. A questo fine stiamo ricercando uno stagista del Politecnico di Torino, che, afferente al Dipartimento di Logistica, possa scrivere una tesi di laurea sulla profittabilita’ del volo per le regioni non solo dell’Abruzzo, ma anche del Lazio, delle Marche meridionali, del Molise e dell’alta Puglia”.

Il volo Torino Pescara è anche molto prezioso per i dipendenti Fiat che lavorano nella regione abruzzese e la cui famiglia risiede a Torino. Si tratta, quindi, di un volo che viene a coinvolgere più realtà regionali e ha una ripercussione sul territorio non soltanto di tipo turistico, ma economico.

 

Mara Martellotta

La storia di Piero, dai compagni catalani ai Moderati

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Dalla effervescenza catalana si giunge alla disciplina dei Bulgari. Ora la lezioncina passa alle sezioni. Mi rimane la nostalgia di Fassino “catalano”. Ma questa è un’altra storia, e poi la nostalgia non fa politica, la nostalgia non fa futuro

Quando era segretario torinese del Pci Piero Fassino partecipò al congresso del Psuc, comunisti catalani. Era entusiasta. In particolare delle continue votazioni durante il congresso, che rappresentavano la partecipazione e passione dei delegati. Cambiano i tempi, siamo in epoca di crisi ed ora si deve confrontare con Mimmo Portas ed i suoi Moderati. Parigi val bene una messa, psuce forse la sua rielezione passa attraverso questo accordo. Dunque, caro Pd, non si discute: 2 candidati a presidente di circoscrizione debbono essere Moderati. Ed ecco il direttivo del  Pd che approva le proposte (5 le astensioni ). Dalla effervescenza dei catalani si giunge alla disciplina dei Bulgari. Ora la lezioncina passa alle sezioni.  Unico problema aperto delle liste in Comune, nella parte uomini. Su 20 posti ci sono 28 proposte. Essendo 19 riconfermati per “diritto” in quanto uscenti, è abbastanza facile la scelta. Mancherebbe una donna, probabilmente Adriana Scavello, consigliera di barriera della 6, radicata alla Falchera, ottima proposta di Nadia Conticelli. Rimane aperto il problema della 5, vista fassino 33l’indisponibilità di Marco Novello a quella candidatura. E sicuramente encomiabili quei 19 tesserati del pd che con una lettera hanno chiesto le primarie. Ma appunto, solo encomiabili, come pura e semplice testimonianza,Stupisce un altro fatto: solo 5 astensioni, nessun voto contrario, sancendo che il segretario Fabrizio Morri ha avuto ed avrà ragione. Ma sono questioni interne ad un partito.Che farà Gianguido Passoni? Giustamente ha detto: la coalizione non deve pagare le divisioni in correnti del Pd. Penso che andrà avanti con la lista, e noi gli diamo “gratuitamente” un suggerimento: su Marco Novello tenga duro, facendo valere le proprie ragioni. Possibile che Piero Fassino possa essere rieletto, spostando l’asse politico della coalizione verso la destra. Non mi sembra una cosa positiva. Ovviamente saranno gli elettori a decidere.Mi rimane la nostalgia di Piero Fassino “catalano”. Ma questa è un’altra storia, e poi la nostalgia non fa politica, la nostalgia non fa futuro.

Sicurezza stradale, conferenza alla Scuola di Applicazione

ESERCITO POLIZIAVelocità, abuso di alcolici e uso di sostanze psicotrope i temi affrontati dalla Polizia Stradale

Ieri si è svolta a Palazzo Arsenale una conferenza sul tema della sicurezza stradale. Dinanzi ai vertici dell’Istituto e ad una cospicua rappresentanza di personale militare e civile del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito è intervenuto il Dott. Mario Nigro, Dirigente il Compartimento Polizia Stradale del Piemonte e Valle d’Aosta. Fra gli argomenti affrontati l’eccesso di velocità e i rischi derivanti dalla guida sotto effetto di alcolici o sostanze psicotrope. Nel 2015 in Piemonte si sono verificati 8438 incidenti stradali con lesioni; ai 12.244 feriti per motivi legati alla circolazione stradale si devono aggiungere le 208 vittime gran parte delle quali coinvolte in eventi causati da velocità eccessiva, guida in stato di ebbrezza, abuso di droghe. Il 54% di questi incidenti ha interessato il capoluogo piemontese. Nel corso di un interventoESERCITO POLIZIA 2 rivelatosi di grande interesse per il pubblico, il dottor Nigro ha illustrato le conseguenze amministrative e penali delle più gravi violazioni al codice della strada. Particolarmente interessante la descrizione degli ausili tecnici utilizzati dalle forze dell’ordine nella quotidiana attività di tutela della sicurezza stradale: il sistema tutor, gli etilometri di ultima generazione ed i kit per l’individuazione degli stupefacenti. A conclusione della conferenza è stato proiettato un video realizzato dalla Polizia Stradale e riguardante il drammatico incidente avvenuto sulla A26 nei pressi di Alessandria nel giugno del 2013 e costato la vita a quattro giovani francesi. La conferenza sulla sicurezza stradale, promossa dal Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito e realizzata grazie alla professionalità della Polizia Stradale ha suscitato particolare interesse anche in virtù del recente via libera del parlamento al disegno di legge sul reato di omicidio stradale.

"Stampa" e "Repubblica" dopo lo scambio di direttori diventano sorelle

Il quotidiano torinese e Repubblica, hanno pubblicato questa mattina  due fondi “fotocopia” in cui illustrano gli intenti comuni per il futuro dei due giornali. Le quote Rcs di Fca saranno distribuite ai soci. Oggi avvio di seduta a Piazza Affari in forte rialzo per  L’Espresso dopo l’accordo con Itedi. Il titolo sale  dell’8,3% a 1,07 euro

stampa rep giornali

Fca ha firmato un accordo (memorandum d’intesa) per la  fusione tra Itedi, la società nell’editoria di Fiat Chrysler Automobiles, e il gruppo Editoriale l’Espresso. L’obiettivo è dar vita al più importante gruppo editoriale italiano. L’azienda automobilistica  avrà il 16%, mentre la controllata della famiglia Perrone sarà al 5%, e  Cir avrà oltre il 40% dell’Espresso. Lo comunica Fca in una nota. Dalla fusione delle due società  L’Espresso e Itedi nasce il primo gruppo leader editoriale italiano e uno dei principali gruppi europei, con  750 milioni di ricavi, 5,8 milioni di lettori e la più alta redditività del settore. Elkann e Marchionne vogliono dare più peso all’auto e, sotto la Mole,  c’è chi sostiene che dopo oltre un secolo la famiglia Agnelli esce a tutti gli effetti dall’editoria, perdendo il controllo storico da sempre detenuto sulla Stampa e lasciando anche il Corriere della Sera. Il quotidiano torinese e Repubblica, hanno pubblicato questa mattina  due fondi “fotocopia” in cui illustrano gli intenti comuni per il futuro dei due giornali, dopo il recente passaggio di Mario Calabresi che dalla Stampa è giunto alla direzione di Repubblica sostituendo Ezio Mauro (che del quotidiano torinese fu già direttore). Le quote Rcs di Fca saranno distribuite ai soci. Oggi avvio di seduta a Piazza Affari in forte rialzo per  L’Espresso dopo l’accordo con Itedi. Il titolo sale  dell’8,3% a 1,07 euro, seguito dalla controllante Cir (+3,13%). Cade invece Rcs (-4,59% a 0,58 euro) dopo l’annuncio dell’uscita di Fca con l’attribuzione delle azioni del gruppo che edita il Corriere della Sera ai propri soci.

 

(Foto: il Torinese)

Canile e gattile, ecco i nuovi orari per adottare i cuccioli

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La struttura comunale nata per accogliere cani e gatti abbandonati

Il Canile Rifugio di strada Cuorgnè 139 è la struttura comunale nata per accogliere cani e gatti abbandonati, in attesa di adozione. Questo è il suo nuovo orario di apertura al pubblico: dal lunedì al giovedì: 9-12 / 14-16; il venerdì: 9-12; 1° e 3° sabato del mese: 9-12 / 14-16

Info e contatti: http://goo.gl/pY3ds5

Astro-Samantha a Torino: "Il futuro dello spazio è su Marte"

CRISTOFORETTIVisita al padiglione dedicato alla simulazione del terreno di Marte e alla sala di controllo della missione ExoMars

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti ha incontrato a Torino i tecnici delle società Altec e Thales Alenia Space Italia che hanno seguito la sua missione, Futura. “Sono emozionata a vedere di persona  i tecnici e gli ingegneri con i quali ho parlato via satellite nei miei mesi in orbita. Il futuro spaziale passa per Marte, la vera frontiera degli ultimi studi nei grandi centri ricerche, come questi a Torino”, ha detto. E’ stata accompagnata dal sindaco, Piero Fassino, nella visita al padiglione dedicato alla simulazione del terreno di Marte e alla sala di controllo della missione ExoMars, che contiene la strumentazione Avionic Test Bench da impiegare nella missione sul pianeta, in programma il 14 marzo. Il costo sarà di un miliardo e 200 milioni di euro.

Quando la ricerca si industrializza per sconfiggere la crisi

Si inizierà in uno stabilimento di Rivalta con  un innovativo motore per aerei di media e piccola dimensione, con propulsori a turbo elica di ultima generazione

OPERAIO LAVORO

La crisi si fa sentire ancora e le istituzioni mettono in campo le (poche) risorse disponibili per realizzare progetti di rilancio dell’economia. La Regione Piemonte si e’ attivata in collaborazIone con il ministero dello sviluppo economico a favore dei processi di ricerca e sviluppo nelle aziende. L’obiettivo e’ consentire l’ingresso nel mercato  dei processi innovativi  delle imprese. Sono 80 i milioni di euro dei fondi europei 2014-2020.  La Regione intende aiutare le realtà’ aziendali piemontesi  e anche quelle che in Piemonte desiderano sperimentare nuove produzioni, ricerca e sviluppo. Il Sole 24 Ore spiega che sarà “il progetto di Avio Aero, gruppo Ge, per lo sviluppo di un motore aeronautico di nuova generazione negli stabilimenti piemontesi il primo a ottenere il sostegno della Regione nel quadro di questa misura, per 4,7 milioni.” Il Gruppo ha annunciato un piano di investimenti in Piemonte per 40 milioni, di cui  4,7 della Regione e  8 dal ministero. E intende investire in Piemonte 40 milioni: darà il via nello stabilimento di Rivalta ad  un innovativo motore per aerei di media e piccola dimensione, con propulsori a turbo elica di ultima generazione, con gli 80 milioni resi disponibili dalla Regione Piemonte sull’industrializzazione della ricerca sarà possibile intervenire a favore di aziende ed enti di ricerca, con  base minima di investimento  di 5 milioni per singolo progetto.

Il Fila sarà presto restituito alla città. I lavori nello stadio stanno rispettando i tempi

fila posa1fila3torio fila 2 Grazie al  crowdfunding tra Granata torinesi e fuori città sono già stati raccolti 200 mila euro

Stanno procedendo nel rispetto dei temi i lavori di rifacimento dello storico Filadelfia, il mitico stadio del Grande Torino.

All’Ansa il presidente della Fondazione Filadelfia, Cesare Salvadori, che ha guidato in un sopralluogo i consiglieri della V commissione del Comune, ha dichiarato: “l’obiettivo, anche se ambizioso, è essere pronti il 17 ottobre  o in ogni caso per la fine dell’anno”.

Mentre nel cantiere si sta drenando il terreno fanno già capolino le prime opere di muratura e i basamenti delle gradinate. Presto avverrà la consegna del progetto definitivo del museo da allestire all’interno del complesso e a maggio sarà seminato il manto erboso. Grazie al  crowdfunding tra Granata torinesi e fuori città sono già stati raccolti 200 mila euro.

 
(Foto: il Torinese)

Antichi mestieri addio. Attività artigiane sempre più a rischio estinzione nel Torinese

balo3Per esempio, negli ultimi sei anni in Torino e nella provincia i pellicciai sono scesi da 24 a 19 (-20,8%), mentre i fabbricanti di calzature da 12 a 9 (-25%). Invece i falegnami sono calati da 91 a 55 (-39,5%)

Si dice da sempre che i vecchi mestieri rischiano l’estinzione. Ma ora ci sono dati che lo confermano ufficialmente: sono quelli di Confartigianato, che parlano di 12.534 imprese artigiane che hanno abbassato la serranda definitivamente dal 2009 al 2005, con un crollo del -9,2%. Per esempio, negli ultimi sei anni in Torino e nella provincia i pellicciai sono scesi da 24 a 19 (-20,8%), mentre i fabbricanti di calzature da 12 a 9 (-25%). Invece i falegnami sono calati da 91 a 55 (-39,5%), i corniciai da 163 a 106 (34,9%), i ceramisti da 71 a 67 (-5,6%). E ancora: gli artigiani del marmo artistico da 52 a 41 (-21,15%), i produttori di poltrone e divani da 107 a 83 (-22,4%). E alla fine del terzo trimestre 2015 erano aperti solo 3 orologiai e un unico armatore. “Non è soltanto colpa della debolezza dei consumi interni se la ripresa è ostacolata – dice all’Ansa Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino – ma anche dell’aumento della pressione fiscale, poi la burocrazia, i tempi di pagamento da parte della P.A. Sono tutti aspetti che hanno inciso in modo determinante, causando una moria delle imprese artigiane e l’estinzione di alcuni mestieri”.

(Foto: il Torinese)