Francesco Profumo, ex ministro ed ex presidente Iren, è stato eletto presidente della Compagnia di San Paolo, principale azionista di Banca Intesa Sanpaolo, mentre la leader degli industriali torinesi, Licia Mattioli, è vicepresidente della fondazione. Il consiglio generale della Compagnia ha cooptato Dario Arrigotti, Walter Barberis e Franca Fagioli. Entrano anche Francesca Vallarino Gancia e Daniela Del Boca. Paolo Peveraro, ex assessore comunale e regionale al Bilancio, a margine dell’assemblea degli azionisti di Iren, a Reggio Emilia è stato invece nominato nuovo presidente al posto di Francesco Profumo.
Italiani, un popolo che ama i bond
L’angolo del Private Banker / di Fabio Ferrarese

La passione dei risparmiatori italiani per le obbligazioni è ben nota a tutti quanti gli operatori del settore e questo trova le sue radici storiche nelle scelte compiute negli anni passati, quando l’obbligazione era dai più considerata come uno strumento a basso rischio e con un rendimento sicuro. Il contesto odierno del mercato dei bond è molto mutato rispetto al passato ed in particolare è caratterizzato da una forte volatilità. Il nuovo scenario che si è venuto a creare non deve però farci commettere l’errore di pensare che il settore del reddito fisso debba essere assolutamente evitato, ma semplicemente va cambiato il modo di approcciarlo: bisogna imparare a saper scegliere. Il consiglio è di farlo, anche in considerazione di una proposta molto più
ampia rispetto al passato, utilizzando gli strumenti del risparmio gestito ed avvalendosi di professionisti qualificati che sappiano consigliare e seguire i clienti nei propri investimenti.
A confermare questa passione, che dai numeri risulta essere quella con la percentuale più alta riscontrata tra tutti gli investitori delle principali economie a livello globale, c’è una recente indagine che evidenzia come il 27% del portafoglio medio dell’investitore italiano sia infatti allocato in obbligazioni contro il 15% degli Stati Uniti, il 14% della Spagna, il 13% del Regno Unito e della Cina, il 12% della Francia ed il 10% della Germania. Da questa indagine scaturisce un altro dato interessante, che risulta essere la più alta percentuale tra i Paesi Europei oggetto dell’indagine, a riguardo della scelta di dove andare ad allocare geograficamente i propri risparmi. L’Italiano nel 30% dei casi predilige comprare prodotti oltre confine, mentre mediamente in Europa questo avviene solo nel 16% dei casi. L’invito che è opportuno rivolgere a tutti coloro che investono al di fuori del mercato domestico è quello di fare attenzione ai rischi valutari, all’eventuale mancanza di trasparenza di alcuni mercati e strumenti, oltre naturalmente all’incertezza globale che oggi coinvolge tutto il pianeta.
Per chi vuole continuare ad investire in questa Asset Class quali potrebbero essere le corrette strategie? Il rendimento dei titoli di Stato non è al momento adeguato a coprire il rischio sottostante per cui, in questo contesto, sarebbe consigliabile evitare questa categoria. Più opportunità sono
invece reperibili nel mondo dei corporate dove lo scenario premio/rischio è completamente ribaltato rispetto ai titoli governativi. Investire con tassi elevati è un’altra opportunità interessante che offre oggi il mercato degli high yield.
E quali potrebbero essere i rischi nascosti di questo mercato? Dove sta questa volta l’eventuale cigno nero? Chi si è fatto consigliare nelle proprie scelte obbligazionarie si è rivolto ormai da tempo al mercato emergente ed a quello ad alto rendimento per sostituire gli investimenti tradizionali. Tutti gli operatori sono quindi concentrati su come e quando le banche centrali potrebbero aumentare i tassi e su eventuali default degli emittenti, mentre pochi prestano attenzione ai seri rischi che potrebbe portare con sé l’inizio di un periodo caratterizzato da un’inflazione crescente.
Occhio quindi a questo importante indicatore per essere pronti a modificare le propria strategie di investimento e di diversificazione.
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Per curiosità ed approfondimenti potete scrivere a fabio.ferrarese@yahoo.it
Si parla di amianto a Bruxelles. La vicenda nata in Piemonte ed amplificata grazie ai processi istruiti dalla procura della Repubblica di Torino, con il pubblico ministero Raffaele Guariniello contro i vertici della multinazionale Eternit ha ormai una dimensione che travalica i confini regionali, con il dramma che si è consumato negli stabilimenti di Casale Monferrato, in Provincia di Alessandria, e di Cavagnolo nell’attuale Città Metropolitana di Torino.
Martedì 10 maggio si tiene all’Istituto italiano di cultura un tavolo di lavoro sulla vicenda Eternit, promosso dal sindaco di Casale, Titti Palazzetti. L’incontro affronterà aspetti legislativi e sanitari e sarà occasione per proporre e promuovere un intervento legislativo dell’Unione Europea. L’obiettivo è armonizzare le varie norme nazionali degli Stati, diffondendo le buone pratiche che sono state adottate nel corso degli anni. Interverranno Lanfranco Fanti (membro del Gabinetto del Commissario europeo all’ambiente), Rolf Gehring (Federazione europea dei lavoratori edili – European Federation of Building and Woodworkers), Enrico Gibellieri (Commissione consultiva sui cambiamenti industriali del Comitato economico e sociale europeo – CESE), l’Assessore all’Ambiente Cristina Fava, Massimo D’Angelo, Direttore del Centro Sanitario Regionale Amianto e Bruno Pesce, in rappresentanza dell’Afeva, l’Associazione familiari vittime amianto, da sempre attiva sul fronte internazionale. La giornata proseguirà con la proiezione del film Un posto sicuro, girato proprio a Casale ed incentrato sul dramma Eternit, alla presenza del regista Francesco Ghiaccio.
Massimo Iaretti
Altro che vegani: mangiare carne, se è quella magra e di qualità come quella italiana fa bene. Partendo da questa premessa inizia da Torino la mobilitazione della Coldiretti nazionale, che promuove della Giornata nazionale della Carne, avvalendosi del parere di nutrizionisti e di chef e con l’aiuto del ‘Tutor della carne’ . Quest’ultimo consiglia i consumatori nell’acquisto e nella preparazione dei piatti. L’organizzazione degli agricoltori ha invitato centinaia di persone a Torino, per un convegno economico-scientifico. Davanti al Lingotto sono state accese le griglie per cucinare le carni. Presenti la giunta nazionale di Coldiretti, il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, invitati sindaco di Torino Piero Fassino, il presidente della Regione Sergio Chiamparino e Giancarlo Caselli, presidente dell’Osservatorio Agromafie.
Piena solidarietà alla coppia torinese perseguitata dai condomini del suo stabile, perché omosessuale, è stata espressa oggi pomeriggio dal Comitato regionale per i diritti umani, riunito a Palazzo Lascaris. “Vicende come questa ci dimostrano che l’Istituzione ha il dovere di dare l’esempio e schierarsi a viso aperto a tutela dei diritti fondamentali, tra cui la libera espressione del proprio orientamento sessuale – ha commentato il presidente Mauro Laus durante la seduta -. E a viso altrettanto aperto bisogna condannare chi discrimina, perché anche nell’esitazione si annida il rischio di giustificare implicitamente comportamenti vergognosi”. Il presidente ha poi elogiato il servizio televisivo pubblico per come ha trattato la notizia sul tg regionale e per l’editoriale dedicato all’argomento.
Porte aperte allo Zooprofilattico
QUI LAVORANO LE SENTINELLE DEL CIBO SICURO
Nell’ambito delle Settimane della Scienza, la storica sede centrale dell’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, a Torino in via Bologna 148, apre le porte ai cittadini il 5 maggio prossimo per raccontare il suo impegno nella difesa della salute dei consumatori, attraverso costanti controlli sulla sicurezza degli alimenti e sulla salute degli animali che li producono. Verrà presentato il lavoro che ricercatori e tecnici svolgono non solo quando ci sono grandi allarmi, ma quotidianamente per rendere sicura la spesa degli italiani. Il programma dell’evento prevede la visita ai laboratori e un percorso tra tre stand, in cui verranno affrontati i temi della sicurezza degli alimenti, della salute degli animali e delle malattie trasmesse da zecche e zanzare.
(foto: il Torinese)
Il brand di Settimo Torinese cambia proprietà e con suoi colori made in Italy si prepara a conquistare i mercati globali

CARIOCA® lo storico brand di Settimo Torinese, un cult per intere generazioni, torna definitivamente a dare forma ai sogni dei più piccoli. Si è conclusa oggi la procedura di concordato preventivo di UNIVERSAL S.p.A., acquistata, al termine del suo processo di risanamento, da Carioca S.p.a: una nuova società, costituita e controllata dalla Zico Holding, che fa capo alla Famiglia Toledo, affiancata da un gruppo di manager e amici con consolidate esperienze in alcune delle multinazionali più importanti al mondo.
Grazie all’impegno manageriale e all’investimento economico assicurato dai nuovi soci il noto marchio di pennarelli è pronto a rilanciarsi definitivamente. Capacità, know-how e creatività italiane sono i fattori su cui la nuova proprietà intende puntare per rilanciare CARIOCA®, nata a metà degli anni ‘50 dalla genialità dell’imprenditore Alessandro Frola che fondò nella provincia torinese la società UNIVERSAL S.p.A., da cui sono nati pochi anni dopo i marchi CARIOCA® e CORVINA®, divenuti ben presto famosi nel mondo. Un successo frenato dalla crisi globale che ha portato nel 2014 all’avvio della procedura concordataria.
«Siamo pronti a ripartire, con energia e determinazione, forti di una squadra composta da manager preparati e competenti. L’obiettivo è restituire ai più piccoli un elemento imprescindibile per la loro educazione: i pennarelli CARIOCA®! Fin da subito, entrando in Universal, ho capito che non sarebbe stato un incontro occasionale. Sono stato rapito dalla creatività e dalla professionalità che i prodotti e i dipendenti sapevano esprimere: qualità, tutte italiane, che per oltre 50 anni hanno contribuito a rendere CARIOCA® leader nel mondo nel settore dei pennarelli» – ha dichiarato Enrico Toledo, Presidente e Amministratore Delegato di Carioca S.p.A.
Tutta la procedura di messa in liquidazione di UNIVERSAL S.p.A., affitto del ramo d’azienda e definitivo acquisto sono stati attuati con la consulenza e il supporto del Dott. Emanuele Chieli (Studio CMFC) e dell’Avv. Marco Di Toro (Studio Groder) con l’obiettivo di concorrere al risanamento definitivo dell’azienda e alla sua massima valorizzazione.
Nel 2015, primo anno di operatività, pur in regime di affitto di azienda, Carioca S.p.A. e la controllata spagnola Universal Española S.A.U. hanno fatturato oltre 22Milioni di euro. Lo stabilimento di Settimo Torinese esporta più del 85% della produzione, in oltre 60 Paesi nel mondo. Tra Settimo Torinese e Barcellona il gruppo occupa circa 110 persone.
“Con il via libera a tale strumento si realizza un sistema europeo di assicurazione dei depositi che darà certezza e tranquillità”
«La Banca centrale europea ritiene essenziale il sistema di assicurazione dei depositi, sul quale la Commissione Finanze e tesoro, che sta seguendo il tema in fase ascendente al fine di svolgere fino in fondo il ruolo assegnato ai parlamenti nazionali nel processo legislativo europeo, si esprimerà la prossima settimana.» – È quanto afferma il senatore Mauro Maria Marino, presidente della Commissione, al termine dell’ audizione del dottor Claudio Angeloni del Consiglio di Vigilanza della Banca Centrale Europea. – «Con il via libera a tale strumento si realizza un sistema europeo di assicurazione dei depositi che
darà certezza e tranquillità ai clienti rispetto alle eventuali crisi. Sulla rischiosità dei titoli di Stato detenuti dalle banche condivido pienamente l’affermazione del dottor Angeloni di affrontare tale tema con cautela, gradualità e nelle sedi internazionali competenti. La Bce» – prosegue Marino – «giudica positivamente le misure adottate dal Governo sul sistema bancario: dalle riforme delle Banche popolari e BCC, alla riduzione dei tempi di recupero dei crediti. La Commissione» – conclude – «è pronta anche in questa occasione a collaborare attivamente con l’Esecutivo».
LE INCHIESTE DEL “TORINESE” / ECONOMIA
I marchi torinesi del lusso favoriscono la crescita economica ponendosi ai vertici nazionali. Il nostro viaggio alla scoperta delle realtà produttive di eccellenza inizia con la storia di una giovane imprenditrice torinese di successo
La ripresa economica incomincia a far sentire i propri effetti. Francia, Svizzera e Stati Uniti, ma anche Cina e Regno Unito sono i mercati esteri in cui i distretti produttivi piemontesi sono cresciuti di più nel 2015. In particolare nel secondo trimestre dell’anno l’export dei distretti piemontesi ha dimostrato una notevole accelerazione, con un progresso del 20,1%. Il sistema Piemonte regge bene rispetto ad altri territori. Il “Torinese” incomincia oggi un viaggio attraverso le imprese che con il proprio lavoro, sostengono l’economia di una terra laboriosa, di cui portano il nome in Italia e nel mondo. Ci sono aziende competitive e di successo che confermano l’antica tradizione manifatturiera piemontese.
E’ il caso dei marchi torinesi del lusso, che favoriscono la crescita dell’economia ponendosi ai vertici nazionali. Sono questi i dati che
emergono dall’analisi dei consumi del tessuto cittadino per l’anno 2014 . E in attesa dei dati economici ufficiali dell’anno che sta per volgere al termine, abbiamo incontrato Giovanna Cantoni, giovane imprenditrice del lusso torinese. I suoi gioielli si annoverano tra i must have richiestissimi da tutti i redazionali di moda delle più prestigiose riviste internazionali come Vogue , Elle, Vanity Fair. Ci ha raccontato qual e’ stato il suo percorso per affermarsi con successo nel mondo della gioielleria .
La qualità è la vostra prerogativa. Come vengono realizzati i gioielli GC CANTONI?
“Sono le sapienti ed esperte mani dei nostri artigiani a creare i gioielli delle collezioni. Seguendo il particolare metodo di lavorazione descritto nella domanda di brevetto internazionale, gli artigiani realizzano ornamenti in metallo prezioso puro, oro, platino e argento a titolo 999/1000.”
Parla con grande passione delle propria attività, Giovanna Cantoni. Nasce in una famiglia di innamorati dell’oreficeria da cui eredita il piacere di vivere i preziosi come punto di incontro tra la massima espressione dell’artigianalità e un design innovativo. Questa passione, trasmessa ad una bambina, ha trasformato un giovane avvocato in un’imprenditrice. Così Giovanna Cantoni, durante gli studi forensi, elabora il metodo di lavorazione dei metalli preziosi puri poi divenuto oggetto di domanda di brevetto per invenzione industriale. L’idea davvero brillante è stata quella di puntare su qualità ed innovazione, che sono carte vincenti per riuscire ad emergere e ad avere successo professionale. Insomma, un’idea innovativa, descritta nella domanda di brevetto per invenzione industriale depositata a nome di Giovanna Cantoni, che intende produrre nuovi stimoli per un settore con una storia e prospettive consolidate.
I gioielli GC Cantoni rappresentano una grande novità per il mercato del vostro settore.
“Sì, in quanto si può possedere un gioiello in oro, platino e argento puro solo scegliendo un prezioso delle nostre collezioni. Si tratta di una novità assoluta e di un prodotto unico nel suo genere. L’unicità delle gocce che realizziamo è data non solo dal processo di lavorazione, ma anche dalla possibilità di indossare un gioiello in metallo puro così come viene offerto in natura, senza il ricorso alle altre leghe solitamente utilizzate con i metodi tradizionali di arte orafa.”
Sono dunque le idee innovative il “quid pluris” che può trasformare un sogno in un business vincente. Giovanna ha deciso di iniziare una nuova avventura imprenditoriale che fonde la passione per i gioielli e i metalli preziosi puri. Sono nate, così, le gocce in oro, platino e argento puro GC CANTONI, registered design, con cui l’azienda racconta una storia di tradizione e, al contempo, di ricerca stilistica. Un gioiello da indossare senza alcun tipo di contaminazione da parte di altri metalli. Per il lancio è stata scelta la forma a goccia che evoca il profumo, l’essenza del metallo prezioso puro. Il metodo di
lavorazione GC CANTONI permette però la realizzazione di diverse silhouette da utilizzare come ornamenti. Ciò significa che la realtà della maison – illustrata nell’elegante sito web www.giovannacantoni.it – è in continuo e costante divenire e che in futuro si apriranno, di volta in volta, nuovi mondi, nuovi scenari che consentiranno di vivere il gioiello in maniera sempre nuova e differente.
Gli ornamenti, oggi realizzati a goccia, sono diversamente interpretabili?
“Assolutamente. La GC CANTONI presenta modelli in cui le gocce sono applicate come inserti o ciondoli a supporti in perle o oro –
titolo 750/1000 – lavorato con le classiche tecniche orafe. Abbiamo poi la collezione “PURITIES”: gioielli non assemblati a supporti così che la goccia diventa liberamente interpretabile. Le PURITIES CREATIVITY dove le gocce si possono personalizzare con incisioni e pietre preziose. Da poco è nata la linea JOY in argento con titolo 999/1000.”
Qual è la filosofia che muove l’attività dell’azienda e, quindi, anche le vostre creazioni?
I fondamenti su cui si basa la nostra azienda risiedono nello stile che i nostri gioielli devono racchiudere. In quanto opere di grande impatto estetico, in grado di donare un’eleganza senza tempo a chi le indossa, le gocce devono saper trasmettere originalità e tradizione, innovazione e vintage, semplicità e raffinatezza. Le parole che fin dall’inizio della nostra avventura hanno guidato l’attività della GC Cantoni sono purezza, perfezione ed essenza. La prima perché i metalli utilizzati per gli ornamenti sono puri, con titolo 999,9; la seconda perché il nostro obiettivo è realizzare gioielli che siano simbolo indispensabile di uno stile perfetto; e, infine, l’ultima, poiché l’essenza dei preziosi profuma in eterno di unicità, permettendo a chi li sceglie, di indossare una goccia di purezza».
I gioielli GC Cantoni si trasformano, quindi, in veri e propri accessori moda-glamour.
«Esattamente. Il messaggio che vogliamo lanciare con le nostre collezioni è proprio questo: per raggiungere la perfezione di stile è necessario indossare il più puro dei gioielli, ovvero l’essenza dell’oro, del platino e dell’argento puro. I nostri prodotti puntano a vestire, ad accendere l’outfit, così da completare la donna che li sfoggia. Proprio questo desiderio è ciò che ci spinge a investire e a continuare a impegnarci a fondo nel processo creativo, in modo tale da ottenere nuovi preziosi in grado di coinvolgere, attirare e far brillare qualsiasi donna. Siamo, infatti, certi del fatto che senza il gioiello perfetto anche l’abito più bello manchi di un’anima, di una personalità ben definita e percepibile».
Quali prospettive per il futuro?”
Continuiamo a impegnarci nel processo creativo, in modo tale da ottenere nuovi gioielli in grado di coinvolgere, attirare e far brillare qualsiasi donna. La nostra realtà e’ in continuo divenire e in futuro si apriranno nuovi scenari che consentiranno di vivere il jewel world in maniera sempre diversa”.
In sintesi, l’innovazione nel settore rappresentata da un’idea vincente che ha “reinventato” l’oreficeria.

Quest’anno la kermesse ha creato un collante tra il mondo della formazione e il mondo del lavoro; è stata attivata infatti una collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino. Durante i 5 giorni di evento, circa 40 studenti del corso di studi in economia aziendale faranno attività formativa, supportando il lavoro degli editori indipendenti del Padiglione 1
di Paolo Pietro Biancone*
“Non tutto ciò che conta può essere contato”. E’ vero, ma a pochi giorni dal “su il sipario” della 29esima edizione de Il Salone Internazionale del Libro qualche riflessione numerica sulla dimensione economica della Kermess va fatta. Sono oltre 1.000 gli editori presenti al Salone 2016, Settanta i nuovi espositori che debuttano al Salone, I convegni e dibattiti in programma sono a oggi 1.222. A oggi sono già oltre 500 gli operatori internazionali accreditati all’International Book Forum, di cui più di 250 stranieri provenienti da 41 Paesi. Fra gli editori rappresentati all’Ibf, i francesi Flammarion, Gallimard e Xo; i tedeschi Piper, Suhrkamp, Kunstmann, Hanser e Alexander; gli spagnoli Anagrama, Narcea e Sexto Piso.
Le più recenti analisi di impatto economiche parlano di ricadute economiche sul territorio interessanti:
la rilevazione della 23esima edizione parla di oltre 300mila visite, di cui il 37% provieniente da fuori Piemonte e il 2% dall’estero. Circa un partecipante su due ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni con una leggera prevalenza di pubblico femminile (55%). La media esclude il pubblico delle scolaresche. Circa 50.000 i visitatori provenienti da fuori Piemonte che hanno pernottato in zona: la loro media di permanenza è di 3,13 giorni. Lombardia (13,7%), Liguria (4,4%), Emilia-Romagna (4%) e Lazio (3,2%) le regioni più rappresentate. Complessivamente il pubblico del Salone ha sostenuto una spesa complessiva d circa 28milioni di euro (tra libri, pernottamenti, trasporti, ristorazione, shopping), a fronte di costi organizzativi del Salone ammontano pari a circa 5milioni di euro. L’impatto economico complessivo generato dal Salone ammonta a circa 52.432.000 €, di cui 20.258.000 € per la spesa diretta e 32.174.000 € per effetti indiretti e indotti. Le unità di lavoro standard (ULA) complessivamente
generate dal Salone ammontano a 384: vale a dire che ogni edizione del Salone è in grado di creare 384 nuovi posti di lavoro temporaneo. Il finanziamento pubblico e istituzionale del Salone ammonta a circa 1.612.000 €. Per ogni euro di spesa degli enti finanziatori (Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Fondazioni Bancarie, Camera di commercio) si generano 12,5 € in termini di spesa diretta ovvero 33,3 € in termini di effetti complessivi.
Non solo, il Salone del Libro di Torino quest’anno ha creato un collante tra il mondo della formazione con il mondo del lavoro; è stata attivata infatti una collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino. Durante i 5 giorni di evento, circa 40 studenti del corso di studi in economia aziendale faranno attività formativa, supportando il lavoro degli editori indipendenti del Padiglione 1. Un’iniziativa per valorizzare ancora di più quel segmento di industria editoriale che rappresenta una grande risorsa del Salone e del nostro Paese e per dare l’opportunità a giovani studenti di fare un’esperienza unica in un evento internazionale. Il Dipartimento di Management sarà parte attiva durante i giorni de Il Salone con due panel.
Giovedì 12 maggio alle ore 12 è in programma il Caffè Letterario
L’economia e la finanza: un collegamento naturale con il Medio-Oriente
a cura del Dipartimento di Management dell’Università di Torino
Intervengono: Paolo Biancone, Alberto di Gennaro, Rauf Gritli, Aly Khorshid
Un tasso di crescita intorno al 15-20% all’anno e 400 banche islamiche operative in 75 Paesi. L’economia e la finanza islamica rappresentano una realtà ineludibile nel panorama globale, con cui l’Occidente, spesso offuscato da frizioni di stampo politico e religioso, fatica a mettersi in relazione.
Venerdì 13 maggio alle ore 12 Il ruolo delle University Press nel panorama dell’editoria scientifica. Il ruolo delle University Press nel panorama dell’editoria scientifica italiana è un tema assai dibattuto. Il panel mira a contribuire al dibattito tra conoscenza e divulgazione scientifica aperta e accessibile.
Si parte dall’individuazione di diversi modelli di editoria universitaria:
Editoria di ricerca
Editoria di didattica
Per poi individuare esperienze virtuose in tema di editoria universitaria specializzata e open access.
I relatori sono autorevoli esponenti del mondo accademico e dell’editoria universitaria.
– Prof Gianmaria Ajani, rettore Università di Torino
– Prof. Paolo Pietro Biancone, professore di Economia Aziendale e coordinatore del corso di dottorato in Business & Management, ’Università di Torino
– Dr. Andrea Angiolini, Il Mulino – Bologna
– Prof. Enrico Macii, Vice Rettore alla Ricerca del Politecnico di Torino
– Dr Claudia Napolitano, Presidente Coordinamento University Press Italiane
– Prof. Paolo Ricci, Professore Ordinario di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi del Sannio – Benevento e Presidente Accademia di Belle Arti di Napoli
*Professore Ordinario di Economia Aziendale dell’Università di Torino
Coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management
(foto: il Torinese)