L’angolo del Private Banker /
di Fabio Ferrarese
Serve un’attenta analisi per comprendere come realmente preservare i propri capitali. Cosa fare dunque? In primo luogo serve allungare il proprio orizzonte temporale di investimento (almeno a quattro-cinque anni) e poi bisogna iniziare a pensare seriamente e professionalmente ad inserire
nei portafogli una componente azionaria ed una obbligazionaria non governativa
Gli Uffici Studi delle principali Istituzioni finanziarie hanno recentemente fatto notare come, a livello mondiale, il rendimento dei titoli governativi nell’oltre 65% dei casi renda meno dell’ 1%.
Il 25 febbraio 2016 (fonte Bank of America Merril Lynch) i dati rilevati erano i seguenti: il 27% dei titoli governativi in circolazione registrava sul mercato rendimenti negativi, il 39% esprimeva un rendimento tra lo 0 e l’1%, il 23% aveva rendimenti nella forchetta tra uno e due punti percentuali e solo l’11% segnava rendimenti superiori al 2%.
L’analisi dei dati sopra citati ci porta a dire che il semplice investimento non rende più nulla e che serve un’attenta analisi per comprendere come realmente preservare i propri capitali. Cosa fare dunque? In primo luogo serve allungare il proprio orizzonte temporale di investimento (almeno a quattro-cinque anni) e poi bisogna iniziare a pensare seriamente e professionalmente ad inserire nei portafogli una componente azionaria ed una obbligazionaria non governativa.
La difficoltà nel fare nuove scelte, che i risparmiatori incontrano, è più di natura psicologica che di natura reale poiché gli investitori sono radicati nelle loro abitudini trascorse e non riescono ancora ad accettare che il loro patrimonio attuale, gestito storicamente come sempre, non abbia più il rendimento di una volta. Inoltre accade, come ulteriore retaggio delle convinzioni passate, che più è grande il patrimonio a disposizione e più è grande l’attesa di un guadagno sostanzioso da parte di chi mette in atto tali operazioni.
Questo modo di pensare ed agire fa capire che oggi molti hanno una percezione del mondo finanziario lontana dalla realtà. A questo si aggiunga che, ascoltando i continui bombardamenti mediatici sui sali e scendi dei Mercati finanziari tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, molti uditori pensano erroneamente che chi ha provato a fare delle scelte diverse in questi mesi abbia in definitiva perso quasi quanto gli indici azionari giornalmente sbandierati dai media, paragonando così, nel proprio subconscio, il momento attuale con quanto accaduto nel 2008. Il paragone però può starci solo e soltanto dal punto di vista emotivo poiché la situazione è completamente diversa.
Le scelte future sono già qui con noi, sono già disponibili e quelli che le intraprenderanno saranno coloro che, personalmente, amiamo definire come “i risparmiatori due punto zero” i quali hanno iniziato un percorso evolutivo alla cui base ci sta il concetto di resilienza.
La resilienza ci insegna proprio a conoscere e a cercare di utilizzare l’estrema complessità dei fenomeni evolutivi ed esistenziali umani, quegli stessi fenomeni che fanno sì che l’individuo non solo riesca a far fronte (resistere) all’evento, ma addirittura dia avvio ad un’evoluzione positiva del tutto personale e creativa (Magrin et al. 2006; Bertetti, 2008). Questo accade già nel mondo animale e vegetale quando sopraggiunge un evento straordinario che va a scardinare le abituali certezze. Ecco che, allora, Madre natura inizia a riorganizzarsi in fretta, prima che le difficoltà abbiano il sopravvento. In quei momenti bisogna contare sulle proprie risorse, trasformandole in punti di forza, abbandonando l’emotività e compiendo un salto epocale verso la consulenza specializzata e verso la diversificazione dei portafogli.
Oggi il mettere dei soldi da parte è diventato un’attività complessa che non può essere demandata al caso o ad operatori non idoneamente qualificati.
Il crollo di questi ultimi anni dei rendimenti sui conti di deposito e sui titoli governativi, aggravati dalla crisi di molte realtà finanziarie che hanno gestito la fiducia dei risparmiatori in modo quantomeno allegro, sono il campanello dall’allarme che deve muovere i risparmiatori verso la pianificazione finanziaria. Tanto più è il tempo che avete a disposizione e tanto più elevata sarà la vostra remunerazione diversificando in modo ottimale.
Pensate dunque alle difficoltà attuali come a quel granello di sabbia che penetra nell’ostrica disturbandola, ma al tempo stesso stimolandola e inducendola a produrre una secrezione che dà vita ad un oggetto meraviglioso: la perla.
Per curiosità ed approfondimenti potete scrivere a fabio.ferrarese@yahoo.it
L’esponente del governo è “molto ottimista” per quanto riguarda la soluzione degli ostacoli burocratici. Fassino ipotizza il cantiere al via nel 2017
progetto più strutturale della linea 2: lo afferma il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, oggi a Torino per visionare i lavori del passante. L’esponente del
governo è “molto ottimista” per quanto riguarda la soluzione degli ostacoli burocratici: “un piano di sviluppo, inserito nel Def, prevede il potenziamento della rete tranviaria e delle metropolitane -ha detto – e c’è piena collaborazione e sintonia con le amministrazioni locali. Il sindaco Piero Fassino ha intanto annunciato che ipotizza l’avvio del cantiere della linea 2 entro il 2017 e che il passante ferroviario sarà aperto entro fine maggio. Il proseguimento del passante da piazza Baldissera a corso Grosseto sarà finanziato dal Comune grazie ai fondi inseriti a bilancio e ottenuti dai ribassi di gara.
Un servizio che consentirà di evitare code e telefonate
Venerdì 15 aprile 2016 è stato presentato a Torino il nuovo libro dello stimato avvocato matrimonialista Gian Ettore Gassani, “Vi Dichiaro Divorziati” – Come Cambia il Matrimonio in Italia. Alla presentazione, tenutasi alle ore 18.00 presso la libreria Feltrinelli di Piazza C.L.N., oltre all’autore del libro, hanno partecipato e preso la parola anche l’avvocato Edoardo Rossi – presidente AMI Piemonte e Valle D’Aosta – l’avvocata Teresa Besostri – consigliera Ordine degli Avvocati di Torino – la psicoterapeuta Monica Cismondi e infine il nostro quotidiano “Il Torinese” grazie alla partecipazione della nostra redattrice Simona Pili Stella.
In una libreria gremita di persone, si sono affrontati temi attuali e di grande interesse, ponendo la maggiore attenzione sul binomio matrimono-divorzio in Italia e su alcune delle delicate tematiche – quali quella dell’affidamento dei figli minori – riportate nei vari capitoli del libro. L’ultimo lavoro dell’avvocato Gassani (che aveva esordito nel 2012 con il suo primo libro “I perplessi Sposi”) sta già riscuotendo un notevole successo in tutta Italia.
Niente tecnicismi, nessun “dialetto avvocatese”: la vera forza di questo saggio romanzato sta nell’aver raccontato, tramite storie vissute e realmente accadute, lo scenario di un Paese che si sta trasformando da un punto di vista culturale, sociale ma soprattutto legislativo.
Dal riconoscimento del diritto dei figli alla bigenitorialità, dalla legge 162/14 -che introduce il “divorzio fai da te”- fino ad arrivare alla legge 55/2015 che consente il divorzio breve: la genialità di Gassani sta proprio nel rendere comprensibili a tutti quelle che sono le principali norme che governano il diritto di famiglia.
Continua nel 2015 la discesa dei prezzi delle abitazioni in Torino e Provincia confermando la tendenza al ribasso degli anni precedenti; il valore più basso degli immobili fa aumentare le compravendite agevolate anche dal sistema creditizio.Lo rileva l’Osservatorio Immobiliare 2015 condotto dagli agenti immobiliari aderenti a Fiaip Torino, secondo il quale nel capoluogo la diminuzione dei prezzi rispetto al 2014 nel mercato residenziale è stata del 5,8%.Le zone dove i valori delle case sono calati anche del 15% sono principalmente le periferiche Lucento, Vallette, Mirafiori Nord e Sud ma anche la più centrale San Donato. Altre zone della città, seppur diverse fra loro, dove i prezzi medi sono invece diminuiti tra l’8% e il 9% sono la collinare Cavoretto, Falchera, Regio Parco e le semicentrali San Paolo e Santa Rita. Se nella vicinanze di piazza San Carlo si rileva un leggero assestamento dei prezzi, meno 1,6%, in piazza Statuto i lavori pubblici portano ad un deprezzamento del mattone di quasi il 7%. Con il segno positivo si rilevano le zone Cenisia +3% continuando il suo andamento positivo, Vanchiglia e Cit Turin dove i prezzi sono di poco sopra lo zero.Anche nei principali comuni della provincia di Torino vi è stata una perdita del valore degli immobili in media del 5,5% dall’anno scorso. Molte le città dove i loro prezzi nel residenziale sono scesi tra l’8% e il 10%: Alpignano (-7,9%), Chieri (-8,1%), Pianezza (-9,8%) e Venaria (-9,1%); la peggiore risulta essere Beinasco, -15%, probabilmente a causa della vicinanza con l’impianto di termovalorizzazione.
Se nel 2014 i più popolosi comuni della cintura torinese hanno avuto variazioni negative a due cifre, con il picco di Nichelino che perdeva il 21%, quest’anno si rilevano differenze decisamente più contenute: Moncalieri -2% e Nichelino -3% mentre Orbassano addirittura svolta prima di altri con un +3,4% segno forse che il peggio è passato.Il mercato residenziale dell’Alta Val Susa e Val Chisone risente maggiormente della diminuzione delle quotazioni registrate nel resto della provincia. Nel 2015 gli appartamenti in montagna perdono mediamente il 10%, mentre le unità immobiliari indipendenti scendono di circa il 5%.Continua la caduta dei prezzi di box e posti auto. Dopo il -13% del 2014, per l’anno rilevato la perdita è stata dell’11%. Escluse le zone centrali o quelle con carenza cronica di posti auto dove i valori sono stabili o in aumento, in tutte le altre zone di Torino si evidenziano forti sconti per la vendita.Nel settore commerciale, dopo le importanti perdite degli anni precedenti i prezzi medi sono scesi del 3%. Molto variegata la situazione dei negozi da zona a zona con l’unica certezza che gli acquisti sono concentrati sulle vie principali rispetto le posizioni secondarie. Il mercato degli uffici continua a soffrire con un -11% trainato al ribasso dalle zone periferiche e semicentrali. Infine, nel settore industriale si rileva una perdita del valore immobiliare di oltre il 20%.Per il 2016, gli agenti immobiliari di Fiaip prevedono che il mercato immobiliare di Torino e provincia sarà all’incirca lo stesso dell’anno precedente o in lieve miglioramento. Il numero delle compravendite in aumento unito ad una maggiore propensione all’erogazione di mutui delle banche non saranno sufficienti, nell’attuale congiuntura economica, ad invertire la tendenza sicuramente più neutrale/ottimistica rispetto agli ultimi anni.Sul fronte dei prezzi, i professionisti del settore immobiliare dichiarano che per tutto il 2016 i prezzi saranno stabili o con una riduzione contenuta nell’ordine del 3% che favorirà ulteriormente l’aumento del numero di compravendite.
STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
L’angolo del Private Banker/
“Nella generale riduzione dell’incidentalità avvenuta negli ultimi anni” afferma la fondazione ANIA “moto e scooter non hanno avuto lo stesso trend positivo di altre tipologie di veicoli, e sono in assoluto i mezzi più pericolosi”