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Il "Torino Pride" compie 10 anni

pride2Sarà allestito il ‘Rights Village’. Un bimbo che sorride  sotto un asciugamano arcobaleno. Il claim è ‘Il domani ci appartiene’. Così il Torino Pride  quest’anno festeggia i suoi 10 anni e alla consueta sfilata, il 9 luglio, abbina un grande happening musicale in piazza San Carlo, oltre al l’allestimento di un ‘Rights Village’ a Torino esposizioni, che sarà inaugurato il 2 luglio insieme al party ufficiale di finanziamento, una mostra fotografica alla Fondazione Merz, un’ asta a favore di Casa Oz, e la conferenza internazionale sui dirittipride5 nell’Europa Balcanica. La sfilata ricorderà anche la tragedia di Orlando, e partirà da via San Donato fino a raggiungere  piazza Castello. Sarà aperta dal carro del Coordinamento Torino Pride, e un bus di Torino City-sightseeing allestito da un gruppo di bambini. In serata l’happening musicale condotto da Platinette e con  Levante, Dolcenera, i Perturbazione, Carlo Gabardini e il coro del Teatro Regio che esegue due arie della Carmen con la soprano Gabriella Sborgi.

(foto: il Torinese)

Il network come strumento di innovazione

 

Di Paolo Pietro Biancone*

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Il Piemonte è sul podio, insieme a Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, come Regione Innovativa. Secondo l’Innovation Scoreboard, indice basato su 25 fattori di innovazione di un territorio, delle imprese e della comunità, i Paesi leader sono Svezia, Danimarca, Finlandia e Germania, l’Italia è solo 19esima in classifica.

Ma l’assunto è questo: Nessuna azienda può fare innovazione o sopravvivere senza un network.

Le tecnologie più importanti e complesse sono costantemente innovate grazie all‘attività di network autogestiti. Essi sono collegati ad organizzazioni (per esempio, aziende, università, enti governativi) che generano, acquisiscono e integrano le diverse conoscenze e capacità necessarie.

Da qui la rilevanza crescente di una rete sociale, ossia un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali. Per gli esseri umani i legami vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari.

Gli amici che stimolano. Il numero di Dunbar afferma che le dimensioni di una rete sociale in grado di sostenere relazioni stabili sono limitate a circa 150 membri. Su quanti della nostra rete possiamo contare? Le reti sociali (Social media) sono una delle forme più evolute di comunicazione in rete, ed è anche un tentativo di violare la “regola dei 150”. La rete arricchisce le relazioni sociali e con nuovi contatti tramite i principali social network, Facebook, Twitter e Linkedin.

INTERNET WEBSe chiediamo a bambini cosa significa Amici, le loro risposte sono divertenti, ma profonde: “Amici sono persone con cui ridere insieme”; “Amici sono persone che ti aiutano”. Come nella vita quotidiana non possiamo fare a meno degli amici, così accade nell’attività aziendale: qui gli amici si assimilano al concetto di network, che stimola, aiuta, integra, approva l’operato dell’azienda in ottica costruttiva. Questo è Il networking, essenziale all’interno della vita professionale in azienda: è la base per pianificare la propria carriera comprendere le regole del gioco ed è un potente strumento di conoscenza.

Interessanti e indispensabili i vantaggi del lavorare e concepire il network: consente un maggiore accesso a informazioni e risorse, così come una migliore comprensione delle regole del gioco e la possibilità d’influire sulla politica aziendale, la facilitazione nella creazione di un terreno di consenso e fluidificazione dei processi produttivi e decisionali e la visibilità. Così come il network stimola l’individuazione delle opportunità e accelerazione nella progressione della carriera e nel riposizionamento.

computer webIl tutto deve essere condito da una capacità di comunicazione e di condivisione che sia attenta, mirata e di apertura, nella convinzione e consapevolezza che “insieme è meglio”.

In questa consapevolezza, di grande aiuto è lo sport: sono molte le aziende che si affidano allo sport per motivare e stimolare le proprie risorse umane. Il golf, la barca a vela sono tutti sport che aiutano a capire lo spirito del network e del gioco di squadra, in maniera divertente ed esemplificativa. Tutto per stimolare il benessere e la mentalità vincente del gruppo.

“Se un giocatore è bravissimo, c’è sempre qualcosa in cui non è molto abile. E tramite il gioco collettivo si riesce a far emergere il meglio di ognuno, sopperendo ai suoi difetti con le doti di un altro. Un gioco di squadra che non faccia questo applica una tattica sbagliata. Inoltre continuando a tarpare i pregi di un individuo, alla lunga, questi si stacca dalla squadra. In un club sportivo può essere sostituito, ma in un’azienda, dove la mobilità è decisamente più bassa, può diventare un problema serio”. Parola di Julio Velasquez, allenatore di successo e di grande esperienza.

Gli amici e il network sono lo strumento per l’innovazione e il cambiamento di successo.

* Docente di Economia Aziendale e coordinatore del corso di dottorato in Business management dell’Università degli Studi di Torino

“Anche io sono la protezione Civile“

alpini caselleUn’esperienza di vita sana ed educativa per tutti: i giovanissimi apprenderanno il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e degli Alpini

Dal 27 Giugno al 3 Luglio  l’ Associazione Nazionale Alpini – sezione di Torino, presidente Gianfranco Revello, in collaborazione con il Gruppo Alpini ed il Comune di Caselle Torinese, organizza “Anche io sono la protezione Civile“, un campo scuola riservato alle classi prime e seconde delle medie. Presso il Prato Fiera, le giornate inizieranno con l’alza bandiera dove si canterà l’inno Italiano – come si usa fare nella tradizione alpina –  e si concluderanno con l’ammaina bandiera. I ragazzi dormiranno nelle tende e svolgeranno tutte le attività che abitualmente si svolgono in questi campi scuola. All’ appuntamento parteciperanno trentacinque alunni, suddivisi in cinque squadre che saranno intitolate alle altrettante divisioni alpine, in  un’esperienza di vita sana ed educativa per tutti: i giovanissimi apprenderanno il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e degli Alpini e, avranno l’opportunità di dimostrare a noi adulti che si può parlare di cose importanti divertendosi.

Indennizzi decreto banche non assoggettabili a imposizione fiscale

marino mauro«Gli indennizzi previsti dal decreto banche non sono assoggettabili ad alcuna imposizione fiscale» afferma il senatore Mauro Maria Marino, Presidente della Commissione Finanze e tesoro che prosegue «L’importante chiarimento sul regime fiscale degli indennizzi ricevuti dai detentori delle obbligazioni subordinate della banca Etruria, Cariferrara, Carichieti e Banca Marche è venuto da parte del Vice Ministro Zanetti in Commissione. Si tratta di una questione continua Marino che conferma la bontà di non introdurre emendamenti su tale punto, poiché è esclusa in radice, data la natura risarcitoria del danno subito dai risparmiatori, la imposizione fiscale. Le ipotesi di tassazione per investimenti effettuati da un imprenditore nell’ambito della propria attività di impresa hanno un valore puramente teorico. Auspico quindi conclude Marino che l’interrogazione svolta possa costituire la base per le istruzioni che verranno fornite dall’Agenzia delle Entrate».

 

Il Valore sociale della vendita

Non vogliamo esprimere giudizi, ma solo evidenziare il fil rouge che unisce tutte WEB AGRIle possibili affermazioni e cioè “Vendere significa comunicare per generare azioni”

di Antonio De Carolis

(Presidente Club Dirigenti Vendite & Marketing)

www.cdvm.it

La vendita è quella cosa che tutti fanno dalla nascita e che spesso neghiamo di fare. Ma cosa significa vendere?

Ognuno di noi potrebbe dare una risposta diversa e probabilmente si muoverebbe tra le accezioniDe-Carolis positive quali: “trasferire qualcosa a qualcun ‘altro” e “offrire qualcosa dietro un compenso” a quelle più negative come: “Convincere qualcuno a fare qualcosa anche se non vuole farlo“ oppure ”Far comprare ad altri qualcosa che vogliamo vendere”.
Non vogliamo esprimere giudizi, ma solo evidenziare il fil rouge che unisce tutte le possibili affermazioni e cioè “Vendere significa comunicare per generare azioni”.

La vendita, infatti, stimola azioni da parte del mercato e, tutte le aziende, grazie alla forza ed alla credibilità del proprio brand generano comportamenti diversi in funzione di ciò che, attraverso i vari media, comunicano.

Questo è il principale motivo per il quale oggi si parla di Responsabilità Sociale delle Imprese e delle organizzazioni (spesso viene utilizzato l’acronimo inglese CSR, Corporate Social Responsibility) perché le scelte che facciamo, per generare ricavi, devono prendere nella giusta considerazione anche gli effetti meno positivi (talvolta negativi) della scelta stessa. E’ un po’ quello che succede quando leggiamo i “bugiardini” inseriti nelle confezioni dei medicinali: troviamo Indicazioni e Controindicazioni, a noi la decisione.

Chi si occupa di marketing e vendita oggi non può non tenerne conto nello svolgimento della propria attività. Oggi, chi vende deve necessariamente essere o diventare un professionista perché i suoi comportamenti impattano in modo importante sul sociale.

Sono finiti i tempi in cui si proponeva tutto a tutti: i clienti hanno bisogno di soluzioni mirate alla loro realtà e ai loro specifici bisogni. Solo tenendo conto di questo chi vende diventa partner, e può seriamente incidere sui risultati attesi dal proprio interlocutore. Tutto ciò, secondo noi, è quanto da subito si può fare in termini di sostenibilità.

Alcune statistiche dicono che un cliente soddisfatto parla bene di noi con altre 7 persone mentre, l’insoddisfatto ne parla con altri 27. Diventa pertanto fondamentale avere una visione chiara dell’attività, perché questa genererà comportamenti adeguati e, di fatto, farà trasparire in modo evidente la nostra mission.

Volendo fare un esempio, potremmo dire che la vision di una compagnia di assicurazioni non può essere “vendere il più alto numero di polizze possibili” ma “offrire garanzia e assistenza al più alto numero di persone che si trovano in difficoltà a seguito di un evento imprevisto”. La mission, quindi, non sarà vendere polizze, ma aiutare persone in stato d’improvvisa e imprevista necessità.

Pensare in modo sostenibile può sembrare “pesante” ed evocare in noi la logica dello “sforzo”; fa pensare al titano ATLANTE che sosteneva la Terra sulle proprie spalle. Proviamo, allora, a proporla e proporcela “alla francese” trasformandola quindi in “sviluppo che dura nel tempo” (per i cugini d’oltralpe development durable) così tutto diventa più semplice, perché è un po’ quello che facciamo tutti i giorni: gestiamo le nostre energie.

Le energie possono essere di tipo fisico (il velocista non può ”sprintare” tutta la gara), di tipo economico (spendo tutto lo stipendio mensile nei primi 5 giorni) e di vario altro genere (le parole generano energia in chi ci ascolta). Le energie sono il nostro vero patrimonio e, si sa, il patrimonio va gestito, per noi stessi e per chi verrà dopo di noi.

Avere una vision corretta ed attuale semplifica, crea motivazione e rende positivi perché, come diceva Al Gore: La disperazione non serve a nulla quando la realtà offre ancora margini di speranza.

www.nonsoloambiente.it

Per la valorizzazione del legno

uncem“La valorizzazione del legno. Sfide, analisi, proposte” è il titolo del convegno promosso da Uncem che si terrà giovedì 23 giugno, dalle ore 9,30 alle 17, presso il Circolo della Stampa di Torino, in corso Stati Uniti 27
La superficie forestale piemontese è in continua crescita. Superato nel 2015 un milione di ettari. Un patrimonio immenso, oggi in gran parte non gestito, che richiede un impegno strutturale e capace di unire l’azione pubblica a quella delle imprese. E il parterre allestito dall’associazione che raggruppa gli enti locali montani subalpini è davvero ricco.
Nella mattinata di giovedì 23 interverranno Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte, Igor Boni e Piergiorgio Terzuolo dell’Ipla, Franco Licini, Dirigente Settore Foreste Regione Piemonte, Alessandra Stefani, Vice Capo del Corpo forestale dello Stato, Paolo Maria Terzolo, Dottore forestale, Franco Molteni della Fondazione per l’Ambiente Fenoglio – Turin School of Local Regulation. A seguire, una tavola rotonda su “Edilizia, bionergie, uso energetico. Nuove dimensioni per un sistema di utilizzo avanzato e competitivo”, con Alberto Poggio, docente del Politecnico di Torino, Dipartimento Energia; Sandro Cobror di BioChemtex, Mossi&Ghisolfi; Mario Bonaccorso, Responsabile Area Biotecnologie industriali e Bioeconomia, Assobiotec-Federchimica; Giovanni De Ponti, Direttore generale FederlegnoArredo; Walter Righini, Presidente Fiper; Andrea Maria Rizzo, docente Università di Firenze, Dipartimento di Ingegneria Industriale; Luca Lo Bianco, Direttore scientifico della Fondazione Montagne Italia; Lorenzo Franchini, Enel, Affari Istituzionali Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Conclusioni della mattinata don l’assessore regionale alla Montagna Alberto Valmaggia e il deputato Mino Taricco.
Nel pomeriggio, la presentazione di best practice e scenari, con Stefano Battaglia della Silvateam (San Michele Mondovì), Massimo Pace della Helaris Holding (Settimo Torinese), Gianni Tarello, Presidente regionale e nazionale del settore forestale di Fedagri Confcooperative, Alberto Dotta del Consorzio forestale Valsusa, Andrea Dematteis di Gestalp (Sampeyre), Beppe Tecco di Agrindustria (Cuneo), Andrea Crocetta di Replant, Start up presso l’Incubatore di imprese del Politecnico di Torino, Andrea Ferretti, Sindaco di Usseaux (To), Giorgio Ferraris, Sindaco di Ormea (CN), Giorgio Talachini della Cooperativa La Foresta (Susa), Ettore Durbiano di Federlegno Arredo, Mirko Rossetto della Rossetto Legnami (Luserna San Giovanni), Antonio Spinelli del Cluster Legno Piemonte,  Fausto Bollati della KWB, Franco Gottero dell’Ipla e i rappresentanti delle aziende XLam Dolomiti, Margaritelli – Listone Giordano (Miralduolo di Torgiano), Stella (Cuneo). Conclusioni della giornata con l’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero e il viceministro Andrea Olivero.

Massimo Iaretti

 

La Compagnia di SanPaolo replica alla sindaca

sanpaoloPrime polemiche post-elettorali. “La Compagnia è stata partner leale e affidabile di tutte le istituzioni, di volta in volta governate da diversi colori politici, proprio perché si tratta di  un ente autonomo, filantropico e di natura privata interessata a lavorare per e con i territori di riferimento”. La fondazione replica così al sindaco Chiara Appendino, che aveva storto il naso sulla nomina al vertice di Francesco profumo e sulla notizia di un possibile aumento degli stipendi del consiglio dell’ente. “Ridurre il processo di nomina dei vertici a una mera questione di indicazioni politiche e spoil system non corrisponde alla realtà delle regole e dei comportamenti comportamenti”.

Conclusa la prima edizione di “Innovation for Change”

politecnicoJohn Elkann (Fondazione Agnelli), Fabiola Gianotti (CERN), Marco Gilli (Politecnico di Torino) e Francesco Profumo (SAFM) premiano le idee di impresa elaborate da 50 giovani, che applicano tecnologie già oggi disponibili per usare meglio le risorse naturali e rispondere ai bisogni del pianeta. La migliore idea si aggiudica 50.000 euro offerti dalla Fondazione Agnelli per favorire la creazione di una vera Start up

 

Sensori automatici che rilasciano la giusta quantità di fertilizzanti nei campi agricoli riducendo l’impatto sulle falde idriche. Sistemi integrati per smart cities che individuano perdite d’acqua potabile negli acquedotti e indirizzano con tempestività l’intervento di riparazione. Soluzioni per edilizia urbana che usano le alghe per purificare l’acqua, riducendone i consumi. E poi ancora: sistemi di crowdsourcing per rendere più precise le previsione meteorologiche, aumentano anche l’efficienza delle centrali eoliche nella produzione di energia elettrica e persino una serra galleggiante a forma di balena che utilizza l’energia solare per desalinizzare l’acqua del mare e irrigare le coltivazioni, portando l’acqua dove scarseggia.

Sono alcune delle idee che 50 giovani, studenti MBA della Scuola di Alta Formazione al Management di Torino (SAFM) e dottorandi del Politecnico di Torino, hanno elaborato nell’ambito del progetto “Innovation for Change”: un percorso multidisciplinare che ha impegnato i giovani per 5 mesi, suddivisi in 8 gruppi, e che ha potuto avvalersi della collaborazione con il CERN di Ginevra e con alcune istituzioni e aziende italiane e internazionali, tra cui il Ministero italiano dello Sviluppo Economico, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, Barilla, ENEL e Smat. Non semplici esercizi teorici a scopo didattico, ma soluzioni innovative credibili basate su tecnologie disponibili, che rispondono a bisogni collettivi globali e da cui potranno nascere start up operanti sul mercato.

I prototipi e le soluzioni tecniche adottate dai giovani sono stati presentati e valutati oggi presso il Castello del Valentino di Torino da quattro giurati speciali: il vice presidente della Fondazione Agnelli, John Elkann, la direttrice generale del CERN, Fabiola Gianotti, il Rettore del Politecnico di Torino Marco Gilli e il Presidente della SAFM Francesco Profumo.

Dopo aver approfondito le soluzioni elaborate dagli studenti, i giurati hanno premiato la seguente migliore idea d’impresa:

–          AquaSmart, un sistema intelligente e integrato alla rete idrica per facilitare l’identificazione di perdite d’acqua e intervenire in modo tempestivo.

AquaSmart riceverà un contributo straordinario di 50.000 euro, stanziato dalla Fondazione Agnelli nell’ambito delle celebrazioni per i suoi 50 anni di attività (1866-2016). Il contributo ha l’obiettivo di sostenere il gruppo di lavoro di AquaSmart a costituire una vera e propria start up, iniziando così ad operare sul mercato.

Oltre a AquaSmart, i giurati hanno selezionato anche:

–          Demetra, un sistema automatizzato di gestione delle risorse per il settore agricolo;

–          Alfie, una soluzione per l’edilizia da applicare sulle facciate degli edifici, basata su di un modulo verticale composto da alghe che consente il riutilizzo dell’acqua nelle aree urbane.

 

I 3 gruppi di lavoro premiati avranno l’occasione di partecipare gratuitamente all’European Innovation Academy (EIA), il programma internazionale di accelerazione per start up tecnologiche ospitato dal Politecnico di Torino dal 10 al 29 luglio, che vede tra i partner aziende quali Google, Allianz, FCA, Intesa Sanpaolo e Ferrero e porterà in città i mentor della Silicon Valley e 300 studenti dalle migliori università di tutto il mondo.

(foto: il Torinese)

Alpette punta su "Spazio Gran Paradiso"

alpetteLa crescita di un territorio sotto l’aspetto dell’offerta turistica passa, obbligatoriamente, per la strada del potenziamento delle sue strutture ricettive. Va dunque in questa direzione l’inaugurazione del nuovo albergo – ristorante “Spazio Gran Paradiso” ad Alpette. Si tratta di una struttura comunale riqualificata per il 97% circa con fondi pubblici, a disposizione di coloro che vorranno visitare le Valli del Canavese ed il bacino del territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Aggiudicataria del bando di riqualificazione è stata la cooperativa Cosi Geniale chesi è occupata dell’investimento completo di tutti gli arredi e gestirà l’attività di accoglienza e ristorante. L’albergo ristorante dispone di 12 camere ed 80 posti a sedere. Spazio Gran Paradiso verrà inaugurato sabato 25 giugno, alle ore 17, presso il dehor di via Marchetti. Interverranno il sindaco di Alpette, Silvio Varetto e il presidente della società cooperativa Natale Primiceri. Poi è prevista una visita guidata alla struttura ed il successivo buffet di gala.

Massimo Iaretti

 

 

Donne sotto il burqa alla ricerca della felicità

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Ieri per la prima volta nella mia vita ho visto dal vivo, a Torino, una donna con il burqa integrale. Impossibile essere certi se fosse  una donna
burqa

S’intravedevano solo gli occhi, ed un sacco faceva il resto. Non l’ho seguita con lo sguardo per paura di possibili e negative reazioni, con una sorta di pudore verso qualcosa che non tornava. Proseguendo scuotevo la testa diviso sul “semplice” concetto del giusto o ingiusto. Incontrando due amici, con Paolo le solite battute dal serio al faceto, lui  mi esortava : “non copiare l’autore di tosettoVersi Satanici…che mi entri nelle liste di prescrizione”. Pure  entrare in liste di prescrizione per dire o scrivere quello che si pensa? Già, almeno su questo campo non si può dire ciò che si pensa. Almeno su una donna che indossa il burqa. Ma questa donna era, è felice? “Patrizio che t’interessa? E poi voltarti dall’altra parte è considerato tolleranza ed integrazione”. Arriva Sabrina amica e moglie di Paolo con un leggiadro vestito fotocopia del bianco coniglio di Alice  nel paese delle meraviglie: “scusa sono di fretta” e sfodera il suo smagliante sorriso infilandosi il casco, partono in moto ed io continuo ad osservare i penetranti occhi azzurri .Sbaglierò, ma loro sono felici, e continuo a pensare che la ragazza con il burqa invece non lo sia per  il semplice fatto che subisce. Io sono contento per la felicità dei miei amici. Direi, in modo molto elementare: meglio essere felici che infelici. Arrivato in ufficio m’informo sul burqa. Ce ne sono diversi tipi legati al grado d’integralismo religioso islamico e…udite ..udite… di carattere tribale. Già, proprio così, di carattere tribale. Non mi sembra una bella cosa. Appuro che nel nostro Paese è reato non farsi riconoscere. Non avevo dubbi. La Cassazione ha sentenziato : tranne nei casi di necessità. Il burqa è necessità? Religiosa? Sicuramente, ma con la carta d’identità come si fa? Ma poi francamente non mi interessa l’aspetto burocratico della questione.Tutti hanno diritto alla felicità ed insisto, anche questa donna ha diritto alla felicità. Che fare? Sicuramente non aspettare e subire. Per quella ragazza? Probabilmente poco o nulla. Ma bisogna partire da un principio: nel nostro mondo le regole sono diverse, se  volete stare qui accettate le nostre. Il mondo non è stato attrezzato per l’allegria. La felicità va stappata a viva forza. Ho copiato questa bella frase da Vladimir Majakovskij poeta futurista russo. Interprete della rivoluzione d’ottobre. Rivoluzione fatta in una società dove c’erano ancora i servi della gleba. L’emancipazione è ancora una categoria del cambiamento e l’affrancamento dalle logiche tribali. Un lungo percorso. Ma non possiamo aspettare. La strage d’Orlando è una tragica conferma che i diritti alla diversità, che i diritti delle donne alla emancipazione sono nel mirino del terrorismo Islamico. Caro Paolo, cara Sabrina, la vostra felicità un buon viatico contro un mondo che noi non accettiamo e non accetteremo mai.