Sarà allestito il ‘Rights Village’. Un bimbo che sorride sotto un asciugamano arcobaleno. Il claim è ‘Il domani ci appartiene’. Così il Torino Pride quest’anno festeggia i suoi 10 anni e alla consueta sfilata, il 9 luglio, abbina un grande happening musicale in piazza San Carlo, oltre al l’allestimento di un ‘Rights Village’ a Torino esposizioni, che sarà inaugurato il 2 luglio insieme al party ufficiale di finanziamento, una mostra fotografica alla Fondazione Merz, un’ asta a favore di Casa Oz, e la conferenza internazionale sui diritti
nell’Europa Balcanica. La sfilata ricorderà anche la tragedia di Orlando, e partirà da via San Donato fino a raggiungere piazza Castello. Sarà aperta dal carro del Coordinamento Torino Pride, e un bus di Torino City-sightseeing allestito da un gruppo di bambini. In serata l’happening musicale condotto da Platinette e con Levante, Dolcenera, i Perturbazione, Carlo Gabardini e il coro del Teatro Regio che esegue due arie della Carmen con la soprano Gabriella Sborgi.
(foto: il Torinese)

Se chiediamo a bambini cosa significa Amici, le loro risposte sono divertenti, ma profonde: “Amici sono persone con cui ridere insieme”; “Amici sono persone che ti aiutano”. Come nella vita quotidiana non possiamo fare a meno degli amici, così accade nell’attività aziendale: qui gli amici si assimilano al concetto di network, che stimola, aiuta, integra, approva l’operato dell’azienda in ottica costruttiva. Questo è Il networking, essenziale all’interno della vita professionale in azienda: è la base per pianificare la propria carriera comprendere le regole del gioco ed è un potente strumento di conoscenza.
Il tutto deve essere condito da una capacità di comunicazione e di condivisione che sia attenta, mirata e di apertura, nella convinzione e consapevolezza che “insieme è meglio”.
Un’esperienza di vita sana ed educativa per tutti: i giovanissimi apprenderanno il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e degli Alpini
«Gli indennizzi previsti dal decreto banche non sono assoggettabili ad alcuna imposizione fiscale»
le possibili affermazioni e cioè “Vendere significa comunicare per generare azioni”
positive quali: “trasferire qualcosa a qualcun ‘altro” e “offrire qualcosa dietro un compenso” a quelle più negative come: “Convincere qualcuno a fare qualcosa anche se non vuole farlo“ oppure ”Far comprare ad altri qualcosa che vogliamo vendere”.
“La valorizzazione del legno. Sfide, analisi, proposte” è il titolo del convegno promosso da Uncem che si terrà giovedì 23 giugno, dalle ore 9,30 alle 17, presso il Circolo della Stampa di Torino, in corso Stati Uniti 27
Prime polemiche post-elettorali. “La Compagnia è stata partner leale e affidabile di tutte le istituzioni, di volta in volta governate da diversi colori politici
John Elkann (Fondazione Agnelli), Fabiola Gianotti (CERN), Marco Gilli (Politecnico di Torino) e Francesco Profumo (SAFM) premiano le idee di impresa elaborate da 50 giovani, che applicano tecnologie già oggi disponibili per usare meglio le risorse naturali e rispondere ai bisogni del pianeta. La migliore idea si aggiudica 50.000 euro offerti dalla Fondazione Agnelli per favorire la creazione di una vera Start up
La crescita di un territorio sotto l’aspetto dell’offerta turistica passa, obbligatoriamente, per la strada del potenziamento delle sue strutture ricettive.
Versi Satanici…che mi entri nelle liste di prescrizione”. Pure entrare in liste di prescrizione per dire o scrivere quello che si pensa? Già, almeno su questo campo non si può dire ciò che si pensa. Almeno su una donna che indossa il burqa. Ma questa donna era, è felice? “Patrizio che t’interessa? E poi voltarti dall’altra parte è considerato tolleranza ed integrazione”. Arriva Sabrina amica e moglie di Paolo con un leggiadro vestito fotocopia del bianco coniglio di Alice nel paese delle meraviglie: “scusa sono di fretta” e sfodera il suo smagliante sorriso infilandosi il casco, partono in moto ed io continuo ad osservare i penetranti occhi azzurri .Sbaglierò, ma loro sono felici, e continuo a pensare che la ragazza con il burqa invece non lo sia per il semplice fatto che subisce. Io sono contento per la felicità dei miei amici. Direi, in modo molto elementare: meglio essere felici che infelici. Arrivato in ufficio m’informo sul burqa. Ce ne sono diversi tipi legati al grado d’integralismo religioso islamico e…udite ..udite… di carattere tribale. Già, proprio così, di carattere tribale. Non mi sembra una bella cosa. Appuro che nel nostro Paese è reato non farsi riconoscere. Non avevo dubbi. La Cassazione ha sentenziato : tranne nei casi di necessità. Il burqa è necessità? Religiosa? Sicuramente, ma con la carta d’identità come si fa? Ma poi francamente non mi interessa l’aspetto burocratico della questione.Tutti hanno diritto alla felicità ed insisto, anche questa donna ha diritto alla felicità. Che fare? Sicuramente non aspettare e subire. Per quella ragazza? Probabilmente poco o nulla. Ma bisogna partire da un principio: nel nostro mondo le regole sono diverse, se volete stare qui accettate le nostre. Il mondo non è stato attrezzato per l’allegria. La felicità va stappata a viva forza. Ho copiato questa bella frase da Vladimir Majakovskij poeta futurista russo. Interprete della rivoluzione d’ottobre. Rivoluzione fatta in una società dove c’erano ancora i servi della gleba. L’emancipazione è ancora una categoria del cambiamento e l’affrancamento dalle logiche tribali. Un lungo percorso. Ma non possiamo aspettare. La strage d’Orlando è una tragica conferma che i diritti alla diversità, che i diritti delle donne alla emancipazione sono nel mirino del terrorismo Islamico. Caro Paolo, cara Sabrina, la vostra felicità un buon viatico contro un mondo che noi non accettiamo e non accetteremo mai.