Attraverso due ordinanze il giudice Marco Ciccarelli ha confermato la sentenza della Corte di Appello che aveva già accettato la richiesta del comitato “Caro Mensa” , con l’obiettivo di sostituire nelle scuole torinesi il pasto della mensa con quello portato da casa dagli alunni, il classico panino o altro. L’avvocato Vecchione, che segue le famiglie degli studenti dice che «Nelle ordinanze è presente un importante riferimento alla inesistenza di norme igienico sanitarie ostative al diritto di scelta ed una chiara indicazione alle scuole di ben considerare il fatto che la pausa mensa è “scuola a tutti gli effetti”. Tutto ebbe inizio con un ricorso presentato dai genitori al TAR del Piemonte dopo l’ultimo aumento dei costi del servizio mensa deliberati dal Comune di Torino e che aveva messo in contrasto genitori, amministrazione civica e gli uffici regionali del Miur.
Recenti:
Appena la metà degli abbattimenti previsti. Di fronte al primo caso di PSA nel Cuneese c’è
La nuova Fiat 500 ibrida è diventata il progetto industriale più importante per il rilancio di
Simona Riccio dialoga con Gian Marco Centinaio e Rossana Turina sul valore dei territori, del turismo,
PINEROLESE, INCONTRO A TORRE PELLICE: SOLO CON LE UNIONI MONTANE PIU’ FORTI I COMUNI VINCONO LE
Il debutto della nuova società coincide con il primo sciopero in cinquant’anni. Fiorenzo Borello: “Rispetto profondamente
