La giornalista ospite del Rotary Torino Crocetta

A Torino ospite d’eccezione Annalisa Chirico, giornalista e scrittrice. La serata, organizzata dal presidente del Rotary Torino Crocetta, avvocato Irma Ciaramella, si è svolta nella prestigiosa sede della Fondazione degli Avvocati Fulvio Croce. Con l’avvocato Ciaramella, al tavolo dei relatori, erano presenti il prof. Mario Airoldi, primario di oncologia delle Molinette e il dottor Franco Maria Botta in qualità di moderatore. Annalisa Chirico ha presentato il libro “Confessioni di un anticonformista” scritto insieme al prof. Umberto Veronesi (Marsilio Editore).
“Ho voluto raccontare la vita di Umberto Veronesi come non è mai stato fatto prima – ha esordito la scrittrice – la storia di uomo dalle origini contadine che grazie al suo talento e alla voglia di sgobbare riesce a realizzare durante la sua esistenza l’inimmaginabile e impossibile, per i tempi in cui inizia la professione di medico, sfida contro il cancro al seno”. Ma il libro oltre alla storia della moderna concezione che Umberto Veronesi riesce con determinazione a far prevalere grazie all’aiuto di tanti nel campo scientifico e medico è anche la storia privata della sua vita. E’ un dialogo tra la giovane autrice e l’anziano professore sui grandi temi dell’esistenza, l’amore, le passioni, la pace, gli avvenimenti della storia. A tratti sembra di leggere un romanzo… invece è una vita vera e vissuta di un grande personaggio italiano che ha saputo farsi apprezzare dalla comunità scientifica internazionale. C’è voluto tempo naturalmente per affermare la sua idea rivoluzionaria: “il seno non va amputato, il seno si può conservare”.
“La lezione che si ricava, soprattutto per le giovani generazioni – spiega Annalisa Chirico – è di non cedere mai all’autocompatimento, ma lottare senza sosta per diventare ciò che si desidera”. Prima di concludere la serata Annalisa Chirico ha illustrato la sua nuova iniziativa: “Fino a Prova Contraria” (www.finoaprovacontraria.it ) un’associazione di cittadini che crede nello stato di diritto. L’associazione nasce dalla consapevolezza che in Italia non esiste ancora un sistema giudiziario equo ed imparziale e che troppo spesso assistiamo a casi di giustizia negata, sia in ambito civile che penale.
Il prossimo appuntamento con la presidente di “Fino a Prova Contraria” Annalisa Chirico è il 19 luglio a Roma a Palazzo Wedekind con ospiti illustri e con alcune vittime della giustizia.
A Sarajevo è stato inaugurato un enorme murales dedicato a David Bowie: misura 13 metri per 10,5
A quindici anni dalla guerra in Kosovo, la popolazione di etnia serba e quella
albanese vivono in un regime di tregua. Ed è proprio tra le pieghe di questa fragile sospensione che prende spunto il docufilm “Nella terra dei merli – Kosovo tra passato e futuro“,
responsabile del mantenimento della sicurezza e del ristabilimento della pace dopo la cessazione delle ostilità nel 1999. Il film è un viaggio attraverso il Kosovo di oggi, in compagnia di tre unità LMT (liaison monitoring team) dell’Esercito Italiano, che si occupano di monitorare le necessità, le richieste ma anche le proteste della popolazione. Partendo dal Villaggio Italia, sede del Multi National Battle Group-West della KFOR, attraversa da nord a sud il paese per raccontare la situazione complessa di questo piccolo paese. Prodotto da Good Day Films di Michele Bongiorno, in collaborazione con Sky Cinema e diretto da Andrea Bettinetti,
Si ritorna in un’aula di giustizia per l’ennesima tappa del processo contro Stephan Schmidheiny per le morti da mal d’amianto, Eternit bis. Martedì 31 maggio la Corte Costituzionale dovrà decidere la questione di legittimità

Il presidente del Consiglio regionale del Piemonte ha ricevuto lunedì 30 maggio a Palazzo Lascaris una delegazione del Comitato difesa dell’Ospedale e dei servizi sanitari di Omegna (Vco) che gli ha consegnato le prime 9.685 firme
Che lavoro farete da grandi? In un mondo che cambia velocissimo è difficile dirlo, ma il libro
L’agile volume analizza le trasformazioni subite, e ancora in divenire, del mercato del lavoro e fa alcune ipotesi sulle competenze che saranno sempre più strategiche e richieste nel futuro prossimo. E qui c’è una prima nota dolente: la scuola non le ha ancora colte appieno ed è proprio da lì che bisogna partire. Quindi urge riconsiderare i modelli didattici e pedagogici fin’ora adottati e, nelle scuole italiane, si deve iniziare a parlare maggiormente di business ed imprenditorialità.
All’alba di questa mattina una singolare protesta ha visto coinvolti alcune tassisti di Torino e la proprietaria di un bar situato all’angolo tra via Po e piazza Castello. Nove tassisti, che rappresentano le sigle sindacali Fast/Confusal Ugl, Fedetaxi, Usb, Cna, Cgil, dopo varie discussioni, hanno deciso di occupare con le loro auto bianche l’area di sosta che per tradizione è sempre appartenuta a loro ma che ultimamente, è stata occupata dal dehors turistico del bar situato sotto i portici.
Nessun abusivismo da parte della proprietaria del bar, nessuna prepotenza da parte dei tassisti: l’aerea in questione, di fatto, “appartiene” a entrambi in quanto il Comune di Torino ha rilasciato un regolare permesso per poter installare i tavolini e le sedie del nuovo dehors ma contemporaneamente, non ha mai revocato con un ordinanza l’autorizzazione dei tassisti a parcheggiare in quell’area di sosta. “ E’ un pasticcio degli uffici comunali ”- come ha spiegato alle cronache torinesi di “Repubblica” Federico Rolando, presidente piemontese di Federtaxi – “ Nessuno ci ha mai informato che quest’area non era più nostra, per spostarci altrove devono ovviamente prima consultarci ” – ed aggiunge – “ l ‘amministrazione ha creato questo pasticcio e ora lo deve risolvere ”.
Per calmare la situazione, diventata a un certo punto abbastanza critica, è dovuta intervenire una pattuglia della polizia accompagnata dai vigili. Vi sono due titolari di permesso regolare sulla stessa identica zona (la proprietaria del bar per il dehors e i taxi per parcheggiare), pochi metri quadri (spazio troppo piccolo per una convivenza) in una delle piazze centrali di Torino e una comunicazione mancata o mal interpretata tra gli uffici comunali : questi sembrano tutti gli elementi necessari per creare -come si suol dire- un bel pasticcio “all’italiana”. Intanto questa mattina al posto dei tavolini per il caffè e i croissant sono rimaste le auto bianche. E se a Torino si può cenare su un tram in movimento, aspettando l’intervento di chi di dovere, chi lo sa, forse potremmo anche abituarci a fare colazione su un taxi.
