ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 613

“Solve et coagula” per la prevenzione

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Via Modane, 16 Torino

La cultura della prevenzione resta oggi l’arma più efficace per vincere il cancro: per questo motivo la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la LILT, in occasione della campagna Nastro Rosa, organizzano una raccolta fondi a favore dell’associazione che da quasi un secolo dedica le proprie energie alla lotta contro i tumori. Per l’occasione, verrà presentato al pubblico il progetto “Solve et Coagula”, una raccolta di immagini realizzate dal fotografo Aldo Giarelli a Guarene, a Palazzo Re Rebaudengo, con il coordinamento di Gloria Morselli ed Elisa Compagno. “Solve et Coagula” è il motto degli alchimisti. Rappresenta il processo che disgrega per creare, la trasmutazione che porta alla pietra filosofale. É il processo in cui tutti siamo immersi quando attraversiamo le fasi della vita. Nel corso della serata, con una donazione minima di 100,00 euro, sarà possibile avere una o più immagini (vedi allegato) e partecipare a questa corsa di solidarietà.  Costo di partecipazione: offerta minima 50,00 euro a persona

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 Per informazioni e prenotazioni:

 LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

Telefono: 011/836626

Email: legatumoritorino@libero.it

 MODALITA’ DI PAGAMENTO:

 1) Bonifico Bancario:

UNICREDIT BANCA

C/C N. 1070757  ABI 02008  CAB 01046 CIN A

IBAN: IT 10 A 02008 01046 000001070757

Via XX Settembre, 31 – Torino

Intestato a: Lega Italiana per la lotta contro i tumori – Sede Provinciale di Torino

 2) Pagamento in contanti o assegno direttamente in sede evento previa conferma telefonica di partecipazione (011/836626)

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

 

Sull’onda dei referendum leghisti del Lombardo – Veneto – La ZTL fino alle 19 – Il Duca d’Aosta – Mirò non basta – Salesiani – Liana De Luca poetessa di Zara a Torino

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Sull’onda dei referendum leghisti del Lombardo – Veneto

Sull’ onda dei referendum leghisti del Lombardo – Veneto, come si direbbe in linguaggio asburgico ,del  prossimo 22 ottobre, qualche bello spirito parla di spacchettare dal Piemonte la provincia del Verbano Cusio Ossola a favore della Lombardia. Le regioni nacquero senza una precisa identità storica nel 1970. Ci fu chi allora obiettò che Novara ruota su Milano e Alessandria su Genova, per non dire del  rapporto  di una parte del Basso Piemonte  con il Ponente Ligure. Le regioni nacquero sicuramente in ritardo rispetto alla Costituzione del  1948 , ma  in modo affrettato  e quasi concitato ,senza il necessario approfondimento, nel biennio 69/70 e furono un insieme di provincie economicamente forse poco omogenee ,ma storicamente  e sicuramente ,nel nostro caso, piemontesi. Era l’idea dei Padri Costituenti Piemontesi  Viglione, Oberto, Beppe Fassino, Nesi e tanti altri. E’ il Piemonte  che fece il Risorgimento, e’ il Piemonte cantato da Carducci nella sua ode. Ha fatto bene Gilberto Pichetto a rivendicare l’identità unitaria del Piemonte. Anche la Valle d’Aosta tento’ in passato di annettersi qualche comune canavesano, ma non ottenne nulla .  Non confondiamo le autonomie locali da praticare sempre  in un quadro unitario con le spinte disgregatrici di tipo catalano che i veri Spagnoli hanno saputo respingere e smascherare .

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La ZTL fino alle 19 
La ZTL a Torino  prolungata dalle 10,30 fino alle 19 è una vera e propria follia a cui si oppongono giustamente i commercianti. Ma dovrebbero opporsi anche i cittadini,l’ACI in testa. Significa paralizzare il traffico in città , impedire a chi lavora in centro di muoversi  con gli strumenti di lavoro o concedere migliaia e migliaia di pass che vanificano l’intero progetto ecologico che è tutto da dimostrare che abbia un’effettiva utilità soprattutto in presenza degli impianti di riscaldamento accesi. E’ giusto scoraggiare il fatto di  attraversare il centro per spostarsi da Nord e a Sud di (e viceversa) di Torino in auto,ma è sbagliatissimo chiudere praticamente in permanenza   il centro alle auto. I negozi chiudono alle 19,30 ,quindi consentire mezz’ora per eventuali acquisti è privo di senso. Con i costi del carburante e dei  parcheggi  e la difficoltà di parcheggiare ci si reca in centro, già oggi, in casi obbligati. E’ più che sufficiente per scoraggiare chiunque,salvo gli assessori che viaggiano con l’auto blu. Appendino non usi la zona ZTL per dimostrare che fa qualcosa. 

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Il Duca d’Aosta 
Giovedì’ 19 ottobre alle ore 17  Carla Gatti a palazzo Cisterna,sede della Città Metropolitana,in via Maria Vittoria 12 presenterà il libro di Dino Ramella su “Il Duca d’Aosta e gli Italiani in Africa Orientale “,edito da Daniela Piazza.A 80 anni dalla nomina a Vice Re di Etiopia viene ricordata la nobile e sfortunata figura del Duca Amedeo d’Aosta,eroe dell’Amba Alagi dove nel 1942 resistette con i suoi soldati oltre ogni limite umano ed ottenne l’onore delle armi dagli Inglesi. Palazzo Cisterna fu il palazzo dove abitò la famiglia del Duca a Torino. Se l’Italia in Africa non su solo quella di Graziani e di Badoglio ,ma fu un’Italia civile che seppe portare scuole ed ospedali nelle colonie , lo si deve al Duca. Solo Angelo Del Boca nel suo livore non ha voluto riconoscerlo. Amedeo ,fatto prigioniero degli Inglesi, morì a Nairobi,rifiutando di lasciare i suoi soldati per tornare in Italia,come avrebbe potuto fare.Mantenne intatta la sua dignità di principe e di soldato anche nella sfortuna e nella morte.   E’ rimasto  sepolto a Nairobi questo Savoia coraggioso a cui chiunque deve portare rispetto e  ammirazione incondizionata.Forse nell’Italia di oggi anche la sua salma si sentirebbe a disagio.

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Mirò non basta 
Dopo oltre un anno di stasi completa la Città riprendere in tono minore le mostre internazionali con Mirò a palazzo Chiablese. Le sorti della Gam appaiono compromesse. Chi ha sostituito Patrizia Asproni non appare all’altezza e soprattutto non rivela competenza necessaria. La mostra che resterà aperta fino al 14 gennaio 2018,non è confrontabile con quelle promosse da Patrizia Asproni in precedenza. Lo stesso pittore scelto non è in grado di attrarre una particolare attenzione da parte del pubblico e fin dal 4 ottobre,giorno di apertura,si può notare il tono minore prevalente. Torino sta perdendo il suo richiamo internazionale e turistico.

 

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Salesiani

I Salesiani,fondati da Don Bosco,da Torino si sono diffusi in tutto il mondo.Don Bosco non fu solo un santo sociale torinese,come si dice con espressione abusata.Fu molto di più. Io mi sento profondamente intriso di spirito salesiano e l’istituto San Giovanni Evangelista che da anni non è più una scuola, resta una pietra miliare della mia formazione . Se io ho acquisito lo spirito della disciplina ,lo debbo al mio maestro elementare don Antonio Battisti,di Villanova Solaro, vicino a Saluzzo,un cuneese verace. Insieme a lui c’era un certo don Biglino che appariva troppo severo.Don Battisti era molto esigente ,imponeva punizioni già allora da giudicare obsolete,ma ebbe su di me il ruolo di un educatore che mi squadrò all’insegna di una durezza che forse a dieci anni appariva esagerata,ma che non mi sento di condannare. Se so qualcosa di Latino (per me è stata una conquista fondamentale che mi insegnò a pensare con il rigore necessario)lo debbo ad un altro salesiano,don Dante Bettega,un austriaco di Bressanone,diventato italiano che sapeva la Commedia di Dante a memoria e che pretese che noi studiassimo a memoria Cesare, Cornelio,Esopo,Catullo,l’Iliade e l’Odissea. Dopo tre anni di medie recitavo a memoria tutto. Ma soprattutto mi insegnò a ragionare come si deve,per dirla con Pascal. Senza guardare alle forme, quando rimasi a lungo malato durante la terza media, non esitò a venire tante volte a casa mia ad aiutarmi. Ci pensava a seguirmi un professore ebreo scelto da mio padre,lo storico del Risorgimento Salvatore Foa,che mi ha lasciato la passione per la storia risorgimentale che caratterizzerà tutta la mia vita,ma l’aiuto e l’incoraggiamento di don Bottega,anche lui uomo duro,temprato alla vecchia maniera,fu importante. Morì giovane nel 1962. Don Prospero Ferrero,altro salesiano coltissimo,mi fu di aiuto nel ginnasio e anche in parte nel liceo. Finchè fu delegato degli ex allievi del “San Giovanni “, partecipai alla vita dell’associazione con un altro grande amico della mia vita,il futuro preside del Liceo “d’Azeglio” di Torino. Un mio zio d’ acquisto, don Carlo Orlando, fu Ispettore dei collegi salesiani del Sud America e poi postulatore generale delle cause di beatificazione dei Salesiani a Roma. Conservo l’immaginetta del ricordo della sua prima Messa. Era un uomo con un cuore semplice ed una grande fede religiosa,ricca di umanità. Mia moglie me ne parla con l’ammirazione riservata agli uomini dall’animo eletto.Era un uomo così importante che tutti i Salesiani di una certa epoca ne avevano una vera e propria venerazione e lo consideravano un santo come don Michele Rua o don Filippo Rinaldi successori di don Bosco.Don Orlando ricordava spesso don Callisto Cravario,ucciso in Cina dai pirati e venerato come santo e Martire. Don Callisto era stato allievo del “San Giovanni Evangelista” di Torino.Il Quartiere San Salvario dovrebbe gloriarsi di don Callisto,ma il “politicamente corretto”multietnico purtroppo lo impedisce perché missionario in Cina. Anche il direttore attuale del “San Giovannino” e parroco dei “Santi Pietro e Paolo” don Mauro Mergola è un sacerdote di grande impegno religioso e di forte sensibilità umana. Ha fatto dell’oratorio salesiano “San Luigi” un crogiuolo in cui si mescolano giovani italiani e giovani immigrati,seguendo lo spirito di don Bosco che aprì quell’oratorio, in un angolo allora molto difficile di Torino per l’alta presenza di ragazzi sbandati della Torino ottocentesca. Passano i decenni e i salesiani continuano sulla scia di don Bosco il loro impegno religioso e civile,senza mai mescolarsi alla politica.

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Liana De Luca poetessa di Zara a Torino

Bergamo è città che conserva fortemente il ricordo di Liana De Luca,poetessa nata a Zara,esule da quella città prima che i titini facessero la loro pulizia etnica dopo aver seminato morte e terrore con gli infoibamenti. E’ stata lei ad aprirmi gli occhi sul dramma del confine orientale tanti anni fa ed è stata lei a indurmi a scrivere tra i primi di foibe e di esodo. Importante fu anche ciò che mi disse Leo Valiani originario di Fiume. Rapida ed ironica,decisa come donna ( mi diede un ceffone quando cercai di corteggiarla in modo non consono tantissimi anni fa ),è poetessa a 24 carati. 30 libri di poesia,i suoi figli.Madre molto prolifica con poesie,saggi,romanzi tutti i grande qualità. Dopo un matrimonio e la drammatica morte del marito in un incidente stradale,ha deciso di non legarsi più a nessuno,ma il critico Mario Bonfantini stravedeva per lei e si era profondamente innamorato di Liana.Mi diceva,citando il suo amato Proust,riferendosi a lei,”quell’idea fissa che è l’amore “. E non poteva passare il sabato senza senza vedere Liana. Era in amicizia con Soldati e fu lei a farmelo conoscere in modo più approfondito.Ricordo che una volta andammo insieme a trovarlo a Milano e la sua autorevolezza fece sì che Soldati, dopo anni, dicesse al giovane che ero : ”Diamoci del tu”. Soldati ha scritto delle pagine molto belle sulle opere di Liana. De Luca ha fondato il Cenacolo Orobico, l’associazione più importante di Bergamo che ha esercitato un ruolo anche internazionale. Liana è un’amica dolcissima , mi scrive biglietti affettuosi,qualche mail,mi manda spesso le sue poesie.Ne ha dedicata anche una al Centro “Pannunzio”. Io non sono un critico letterario,ma capisco istintivamente il valore della sua poesia che riesce a parlare a tutti senza la mediazione della critica,come solo i grandi poeti riescono fare. Simile a lei conosco una giovane poetessa-magistrata , Alessandra Chiavegatti che esercita e vive a Bergamo ,città favorevole alla poesia. Anche lei, magari stanca da lunghe ore in tribunale , scrive poesie nel cuore della notte e ci darà ancora tante opere importanti. Com’è bello avere un rapporto con le poetesse,esse ti danno un senso diverso della vita,ti danno una prospettiva di speranza nel futuro che lo storico oggi non può assolutamente avere.

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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com

Luigi Bobbio 

Caro Quaglieni, ho letto il suo articolo su Luigi Bobbio in cui si rivela un vero liberale rispettoso di chi la pensa in modo diverso,forse anche opposto da lei. Mi ha colpito che l’antico contestatore abbia voluto la camera ardente nel rettorato dell’Università di Torino.   Cosimo Rimi

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Qui non si tratta di scelte. Bobbio è mancato improvvisamente nella notte. E’ un diritto dei docenti essere onorati nell’Ateneo dove sono stati docenti. Anch’io ambirei a quell’onore per tante iniziative fatte in quell’Aula Magna. Luigi è’ stato un ottimo professore. Non faccia polemiche inutili. Bobbio non ha nulla a che vedere con i contestatori voltagabbana  passati con Berlusconi o con Renzi per mero opportunismo.

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Un chiodo nei servizi igienici

Io non so lei,ma io spesso quando vado nei servizi pubblici dei locali,vorrei togliermi  la giacca  e non trovo mai un qualcosa che sembri anche lontanamente ad un attaccapanni. In un noto e bel  ristorante ho trovato un chiodo per appendere la giacca. Incredibile, ma vero. E’ un piccolo particolare, ma anche a Milano e a Roma di recente ho riscontrato la stessa mancanza. In passato non era così.  Filippo de Caroli

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E’ una cosa che ho notato anch’io. Nessuno finora ha scritto al solito “Specchio dei tempi”, lamentandosi. Si vede che non è un gran problema. Oggi la maggioranza non indossa più  la giaccia e anche d’inverno il cappotto è  di pochi.

 

La rinascita di Torino Esposizioni

“Si tratta di un intervento straordinario quello che coinvolgerà Torino Esposizioni, connotando sempre di più, una volta compiuto, il capoluogo piemontese come una tra le più accoglienti città universitarie” – sottolinea il vicesindaco Guido Montanari

 

Con l’affidamento da parte di SCR-Piemonte S.p.a. – la società di committenza della Regione Piemonte – al raggruppamento temporaneo di ICIS S.r.l. (capogruppo) della redazione dello studio di fattibilità di un campus culturale, luogo di integrazione tra didattica e ricerca, inizia il percorso per la funzionalizzazione concreta del complesso di Torino Esposizioni al parco del Valentino, costruito del 1938 come Palazzo della moda, ampliato negli anni Sessanta e utilizzato fino agli Ottanta come polo fieristico.

 

Nel corso di un incontro stampa  sono state illustrate le linee che guideranno i progettisti di ICIS S.r.l. – con Rafael Moneo, Isolarchitetti S.r.l, Tecnimont Civil Construction S.p.a., Onleco S.r.l, Iren Servizi e Innovazione S.p.a, ing. Giovanni Battista Quirico e arch. Marta Colombo – nella stesura dello studio di fattibilità degli interventi di recupero del complesso espositivo.

 

FILOSOFIA

 

Il progetto ripensa completamente le aree del comparto del parco urbano del Valentino che, partendo dal castello arriva fino al monumento architettonico di Torino Esposizioni. Il tema è quello della creazione dell’ identità di un grande campus universitario culturale urbano e la trasformazione progressiva del monumento di Nervi che diverrà nei prossimi anni sede della nuova Biblioteca civica in un processo per fasi, immaginando un percorso di avvicinamento alla funzione biblioteca con restauri progressivi e funzioni temporanee compatibili con la destinazione finale.

 

Al Politecnico saranno invece attribuiti spazi per la realizzazione del Campus della Scuola di Architettura, Design e Pianificazione nei padiglioni 5, progettato dall’ingegner Riccardo Morandi, e 3B. In questi spazi troveranno collocazione aule, sale studio e laboratori didattici, laboratori di ricerca, atelier e uffici per quasi 15.000 metri quadrati. L’obiettivo è di realizzare uno spazio pubblico e culturale in grado di integrare attività di formazione e ricerca avanzata nel campo dell’architettura, della pianificazione e del design.

 

Si tratta di un intervento straordinario quello che coinvolgerà Torino Esposizioni, connotando sempre di più, una volta compiuto, il capoluogo piemontese come una tra le più accoglienti città universitarie– sottolinea il vicesindaco Guido MontanariSiamo dunque ben lieti di salutare l’avvio del progetto di fattibilità che ridefinirà una parte importante e delicata del territorio cittadino, molto apprezzata dai torinesi, all’interno di un parco secolare.  Per la creazione del campus urbano e del polo culturale, ci attende la sfida di una riqualificazione innovativa, nel rispetto della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico. In una visione che prefigura il volto di una Torino accogliente e aperta al mondo dove è confortevole e piacevole formarsi e vivere”.

 

“L’obiettivo di questo progetto per noi è strategico: realizzare nuovi spazi per il nostro Campus, che può diventare un polo di richiamo per studenti di tutto il mondo, attratti dalla storia e dalla reputazione della nostra Scuola di Architettura, Design e Pianificazione e dalla fama del nostro Paese in questi settori, come testimonia la stessa storia degli edifici che ospiteranno aule e laboratori, progettati da illustri architetti”, ha commentato ilRettore del Politecnico di Torino Marco Gilli, che ha concluso: “Allo stesso tempo, vogliamo integrare questi luoghi di formazione e ricerca avanzata con uno spazio pubblico e culturale aperto alla Città e alla molteplicità dei suoi fruitori, dagli studenti alle famiglie che frequenteranno la biblioteca, ai turisti che potranno accedere a edifici di grande valore architettonico”

 

Queste le parole del Presidente di SCR Luciano Ponzetti: “Torino Esposizioni rappresenta un intervento destinato a cambiare radicalmente la percezione della città. Giunge in un momento di grandi trasformazioni urbanistiche che qui si intrecciano con temi d’ampio respiro quali la cultura, l’istruzione, l’architettura. SCR è entusiasta di collaborare a questo progetto che rientra nel piano interventi della L. 65/2012. Si tratta di un piano che vede la Società impegnata in veste di stazione appaltante per una serie di interventi già in corso di realizzazione (opere concluse, cantieri aperti e progettazione avanzata) su un finanziamento di circa 30 milioni di euro. Auspichiamo, nel breve termine, che tale piano possa ampliarsi per interessare ulteriori opere di rivalorizzazione dei territori olimpici”.

 

VISIONI: A PIEDI OVUNQUE

 

Think Park, polo culturale del pensiero e della formazione, avrà come baricentro la Biblioteca civica. La nuova rete di collegamenti, innerva il sistema con sinopsi di mobilità sostenibile, il padiglione Morandi sarà abitato non solamente dagli studenti, ma attraversato come luogo appartenente al parco.

A scala ampia il Campus sarà collegato con un sistema pedonale che allacciando quello esistente (centro e Valentino) lo amplierà con nuove pedonalizzazioni. Il Valentino tornerà pedonale.

 

 

NUOVO CITY WALK

 

L’elemento unificante sarà il nuovo “lungo città” che contrapponendosi al percorso “lungofiume” collegherà il giardino al costruito, piattaforma pedonale viva a tutte le ore del giorno e della notte, diventerà luogo di incontro e occasione di ridisegno del margine del parco, vero elemento di unione anche compostiva degli elementi architettonici rifunzionalizzati.

 

LA SEQUENZA DELLE PIAZZE

 

Il city walk abbraccerà una serie di nuove “piazze urbane” aperte sulla città e sul parco: partendo dalla corte del castello del Valentino che potrebbe essere aperta verso la città, l’arredo urbano definisce gli spazi antisanti Promotrice e villa Glicini, le due nuove piazze ipogee sulle testate del padiglione V, la nuova piazza del monumento e infine una food court e la piazza della biblioteca/teatro.

 

VERDE

 

Il verde si riappropria della copertura del Padiglione Morandi, entra nella Biblioteca, diventa la scenografia dell’aula studio, I viali del Valentino tornano viali parco, l’asfalto viene sostituito con pavimentazioni naturali e permeabili, le macchine spinte fuori o eventualmente confinate sottoterra in parcheggi con copertura verde.

 

RESTAURI E ARCHITETTURA

Gli interventi preserveranno la visione originaria degli spazi disegnati da Pier Luigi Nervi e Riccardo Morandi, spazi ricavati tra le fondamenta dei monumenti e allestimenti leggeri non invasivi caratterizzeranno entrambi i progetti, un’architettura che si ritrae di fronte ai segni della storia ma che nel disegno complessivo definirà l’identità di questi nuovi luoghi in trasformazione. L’intervento fa parte del secondo stralcio del piano degli interventi ex lege 65/2012, assegnati a SCR Piemonte secondo quanto disposto da Fondazione XX Marzo ed è finanziato, per la sola parte progettuale, dalle economie conseguite da Agenzia Torino 2006 nella realizzazione delle opere olimpiche. Il quadro economico prevede uno stanziamento di circa 1 milione di euro; per lo studio di fattibilità l’importo fissato a base di gara era di circa 700.000,00 euro e 60 giorni di tempo. A seguito della gara, è stato aggiudicato con un ribasso del 33% e tempi di redazione ridotti a 45 60 giorni – a decorrere dal 10 ottobre. Il Politecnico ha già stanziato 30 milioni di euro per le opere di propria competenza.

 

Cosa succede a Gtt?

STORIE DI CITTA’  di Patrizio Tosetto
Mi sono fatto persuaso, persuasione che sta diventando convinzione. Ci sono tante assonanze e similitudini tra la realtà della nostra città e della nostra Capitale: principalmente la gravità dei problemi, direi la loro drammaticità.  Per Torino cerco di capire cosa è successo e cosa sta capitando in GTT. Incontro Giuseppe Santomastro irresponsabile Cgil trasporti. Mi dà appuntamento al dopo lavoro ferroviario. Riunione sindacale,  sciopero in GTT il 27 ottobre.
Come mai ?
Sono preoccupati ed esasperati i 5000 dipendenti. Non si può scaricare su di loro colpe di altri. Esasperati perché chiediamo di essere ricevuti e di capire. Ma non avviene nulla.
Situazione irreversibile?
Speriamo di no. Ma il necessario piano industriale non viene partorito. E quelli presentati sono giudicati insufficienti.
Quanto è il disavanzo?
Saperlo con esattezza sarebbe quasi un miracolo. Sottolineo un solo dato: 111 milioni sono il debito che ha l’azienda con i fornitori.  Il capitale sarebbe sufficiente nel coprire, con altri problemi finanziari per gli investimenti. Gli ultimi stipendi sono stati pagati grazie all’ intervento delle banche.
Come è possibile, se è un azienda che ha sempre liquidità giornaliera?
Si è rotto l’ equilibrio del passato, dove gli investimenti per la metropolitana ad esempio garantivano futuro e un minimo di sviluppo.
Si è inchiodato tutto?
Molto… direi. Però almeno i questo caso non si può imputare il “disastro” a questa giunta, ma stanno andando a tentoni . L’Appendino era per la messa in liquidazione della società non considerando che i maggiori creditori sono gli enti pubblici locali. Poi non hanno rapporti politici adeguati.
Quali sono le responsabilità della politica nel passato?
Avere scelto i dirigenti sbagliati che hanno fatto scelte sbagliate e  artifici contabili.
Pessimista o ottimista?
Cerco di essere realista. Non siamo Napoli o Roma.
Milano come sta?
Loro bene, soprattutto perché hanno continuato negli investimenti.
Veniamo al sindacato: come sta di salute politica e per grado di socializzazione e partecipazione?
Alta, più del 70 percento  e comunque molto frammentata. C’ è persino il caso di un ex Cgil che se ne è fatto uno su misura ed è politicamente legato ad un senatore del Pd. Io stesso ne sono una indiretta dimostrazione, sono un ferroviere ed arrivo da Alessandria. Ho trovato una situazione articolata anche tra i lavoratori.
Troppe assunzioni “superflue”?
L’hai detto tu, non io. Appunto situazione articolata anche tra i lavoratori.  Ma mi ripeto non devono essere loro a  pagare colpe di altri. Oltre lo sciopero picchetteremo sotto il Municipio. Vogliamo essere ascoltati dal Sindaco, è  un diritto dei lavoratori.
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Bene, ci si rivede il 27. Alcune personali considerazioni. Mi sono stupito positivamente della conpetenza di questo giovane sindacalista. Non ha avuto punte di demagogia. E mi sono convinto che l’ eventuale iniezione di 40 milioni di euro – se non cambia radicalmente sistema – non sarà sufficiente e si rimanderà di fatto la soluzione estrema della liquidazione o del commissariamento. Contentissimo se avrò torto.
Patrizio Tosetto

Una Manovra per La Vita

Domenica 15 ottobre 2017 in Piazza Castello a Torino

Si chiama “Una Manovra per La Vita” ed è l’iniziativa – promossa dalla Simeup (Società Italiana Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica) in collaborazione con la Pediatria d’Urgenza dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino e la Croce Verde Torino – che dalle ore 10 alle ore 17 di domenica 15 ottobre in piazza Castello, a Torino, promuoverà la manovra necessaria ad impedire il soffocamento da inalazione di corpi estranei, un fenomeno generato dall’ostruzione completa delle vie aeree e che in Italia provoca ogni anno la morte di circa trenta bambini. Nei quattro stand di piazza Castello – allestiti da ospedale Infantile Regina Margherita, Croce Verde Torino, Centro di Formazione dell’ospedale Martini e dal Centro di Formazione dell’ospedale Maria Vittoria, Centro di Formazione SIMEUP FIMP di Torino – gli operatori saranno a disposizione dei cittadini e spiegheranno come eseguire la manovra di disostruzione delle vie aeree in caso di inalazione dei corpi estranei. Lo faranno anche con alcune prove pratiche realizzate con l’ausilio di manichini pediatrici. “Quando c’è ostruzione completa – spiega il dottor Antonio Urbino, past-president Nazionale SIMEUP e Primario della Pediatria d’Urgenza dell’ospedale Infantile Regina Margherita – i tempi d’azione sono davvero limitati e se si agisce immediatamente, le possibilità di salvare il bambino crescono in modo notevole. Ecco perché è opportuno che la manovra di disostruzione da corpo estraneo delle vie aeree sia conosciuta da quanta più gente possibile”, conclude il dottor Urbino. Ed è questo il motivo per cui è nata “Una Manovra per La Vita”: domenica 15 ottobre, per il decimo anno consecutivo, l’iniziativa sarà presente in più di 40 piazze italiane. Da anni un appuntamento fisso sulla preziosa strada della prevenzione.

Il valore della vita nelle missioni umanitarie

Il convegno celebra il 35 esimo anniversario delle missioni civili e militari italiane

 

Il 35 esimo anniversario delle missioni umanitarie civili e militari italiane verrà celebrato a Torino con un convegno dal titolo “Il valore della vita”, che si terrà sabato 14 ottobre prossimo, dalle 8. 30 alle 14, a Villa Raby in corso Francia 8, sede dell’ Ordine dei Medici. Si tratta di una preziosa occasione in cui saranno coinvolti in un’unica sede i vertici della Sanità militare, della Sanità civile e della Protezione civile regionale, insieme alle istituzioni. Verrà montata una tenda dell’ospedale da campo militare del Reparto Sanità “Torino”, ex Taurinense, e sarà anche presente lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che esporrà, con vendita su ordinazione, i prodotti realizzati con ricetta artigianale e originale con cui venivano allestiti gli zaini del primo Novecento, come creme, cioccolata, enocordial. Saranno anche presenti le Poste italiane con uno speciale annullo postale e una cartolina creata apposta per l’evento, che vuole creare una sempre più stretta collaborazione e un protocollo d’azione comune tra gli Enti, per far fronte ad una eventuale maxi emergenza per calamità naturali o disastri per mano umana, che vedeno mettere fuori uso gli ospedali civili. Il convegno si propone di illustrare e informare sugli schieramenti dell’Ospedale militare da campo, in atto e conclusi, durante 35 anni di missioni umanitarie internazionali italiane, condotte dal 1982 al 2017. Ci si propone anche l’obiettivo di illustrare gli aspetti logistici di organizzazione gestionale e di controllo dei reparti sanitari attualmente operativi e di illustrare l’esperienza dei medici militari in interventi di emergenza nei Teatri operativi (morti e feriti per esplosioni di Improvised Esplosive Device IED) o per colpi di arma da fuoco, facendo anche conoscere la nuova figura del “soccorritore militare”, specializzato in manovre salvavita, su spazi estremamente ampi, via elicottero o stradale.

 

Mara Martellotta

Per una corretta spesa pubblica

Il conto giudiziale è un nuovo strumento di controllo e indirizzo della spesa pubblica. Per approfondire questo istituto, il Consiglio regionale del Piemonte organizza per la prima volta in Italia una tre giorni di studio, alla quale parteciperanno il presidente Mauro Lause alcuni dei più importanti esperti a livello nazionale.

Mai come nell’attuale momento storico è avvertita l’esigenza da parte dei cittadini contribuenti a che sia garantita la correttezza delle gestioni finanziarie e patrimoniali degli enti pubblici. La centralità del tema sta conducendo ad un rinnovato interesse per gli istituti di “contabilità pubblica” e più in generale per l’ordinamento contabile le cui regole sono state profondamente trasformate a seguito delle riforme costituzionali e dei vincoli sovranazionali ed internazionali. Ne deriva la crescente attualità del giudizio sui conti che, pur rappresentando il nucleo storico della giurisdizione contabile, non sempre ha ricevuto adeguata attenzione da parte della comunità scientifica. Oggi, l’entrata in vigore del d.lgs. n.174 del 2016 (codice della giustizia contabile) e l’indubbia complessità applicativa delle nuove norme rendono ineludibili la ripresa del dialogo e del confronto tra la giurisprudenza e l’accademia. Ciò non solo nell’interesse degli operatori, ma soprattutto nell’interesse della collettività che esige un rafforzamento di tutti gli strumenti a presidio della corretta gestione delle risorse pubbliche. Il convegno intende dare a questo obiettivo una prima risposta.

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L’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Torino, l’Ordine dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili di Torino e il Dipartimento di Giurisprudenza è il 19, 20 e 21 ottobre a  Palazzo Lascaris, via Alfieri 15 – Torino. Prenotazione obbligatoria entro il 17 ottobre fino ad esaurimento posti tel. 011 5757.211 – 357, mail: rel.esterne@cr.piemonteLa partecipazione al convegno assicura 2 crediti formativi a sessione per gli Avvocati e 1 credito l’ora per i Commercialisti e Revisori.

 

gm – www.cr.piemonte.it

Il Ristorante solidale

IL PRIMO PROGETTO DI FOOD DELIVERY SOCIALE FIRMATO DA JUST EAT, PONYZERO E CARITAS DIOCESANA TORINO,CON IL PATROCINO DELLA CITTA’

Just Eat (www.justeait.it), azienda leader nel mercato dei servizi per ordinare pranzo e cena a domicilio, annuncia l’arrivo a Torino di Ristorante Solidale, il primo progetto di food delivery solidale a fini sociali, nato per sensibilizzare e contribuire a ridurre il fenomeno dello spreco alimentare, redistribuendo le eccedenze di cibo e le donazioni dei ristoranti attraverso la consegna a domicilio a nuclei di persone bisognose. Realizzato da Just Eat in collaborazione con 11 dei suoi Ristoranti Partner, Ponyzero, e Patrocinato dalla Città di Torino, con il supporto di Caritas Diocesana – l’organismo pastorale della Diocesi di Torino istituito per la promozione e la testimonianza della carità nel territorio torinese – il progetto viene presentato ufficialmente oggi nella sede istituzionale di Palazzo Civico.

 

L’iniziativa, partita da Milano con la prima consegna a febbraio di quest’anno, viene annunciata alla presenza dell’Assessore al Commercio e Turismo della città di Torino Alberto Sacco, del Direttore di Caritas Diocesana Torino Pierluigi Dovis, il Country Manager di Just Eat in Italia Daniele Contini e Marco Actis, fondatore e CEO di Pony Zero. Con la prima consegna sul territorio torinese, Ristorante Solidale conferma la propria missione di continuare a contribuire alla riduzione del fenomeno dello spreco alimentare e sensibilizzare cittadini e ristoranti sul tema riportato all’attenzione dell’opinione pubblica grazie alla legge 166/2016.

Ristorante Solidale è un’idea che può inserirsi perfettamente nel contesto della nostra città, dato che, da una parte, negli ultimi anni il settore della ristorazione ha vissuto un vero e proprio boom, mentre dall’altra la perdurante crisi economica ha impoverito molte famiglie, impedendo a molti addirittura di mangiare sufficientemente.  La difficile situazione che stiamo vivendo può almeno aumentare la nostra consapevolezza circa i benefici che i nostri concittadini possono trarre dall’evitare gli sprechi alimentari” – commenta Alberto Sacco, Assessore al Commercio e Turismo della Città di Torino.

Con Ristorante Solidale Just Eat sceglie, accanto ai propri partner, di agire attivamente nell’ambito delle necessità alimentari e di nutrizione in città per chi è più in difficoltà, mettendo in comunicazione chi prepara il cibo con chi ne ha più bisogno, e per farlo ha chiesto ai suoi Ristoranti Partner di unirsi al progetto, supportandola in questa missione. Il loro impegno è infatti quello di preparare – questa sera per la prima consegna e nei prossimi mesi in corrispondenza di un calendario di appuntamenti prefissati – eccedenze alimentari di prodotti freschi, pane, prodotti integri non utilizzati e donazioni dirette cucinate per l’occasione, pronti per essere ritirati con il supporto logistico di Ponyzero, società di servizi specializzata nella logistica dell’ultimo miglio e nella distribuzione urbana ecologica, e consegnati per la cena, come vere e proprie consegne di food delivery, a nuclei di persone bisognose residenti in città.

La tappa di Torino di Ristorante Solidale permetterà di donare, nella prima consegna, 40 pasti caldi a 4 nuclei – composte dalle 5 alle 12 persone – grazie ai Ristoranti Partner di Just Eat che sono entrati nel progetto. Una flotta di veicoli a zero emissioni di Ponyzero, composta da due bici e un furgoncino elettrico, inizierà infatti oggi – 12 ottobre – l’attività di ritiro presso i ristoranti, consegnando i piatti destinati ai 4 gruppi identificati da Caritas.

“L’ormai lungo periodo di crisi in cui ci troviamo ha portato alla luce la bontà di un welfare che non sia più delegato a qualcuno ma che sappia attivare le energie positive di singoli e gruppi che sentono la responsabilità sociale come orizzonte etico del loro stare nella società. L’iniziativa proposta da Just Eat entra in questo quadro e si pone come occasione per togliere la povertà dall’angolo buio del disinteresse, per ridonare dignità a chi vive in povertà, per suscitare un interesse non buonistico ma fraterno. Le azioni proposte non sono la soluzione del problema alimentare delle persone, ma contribuisco a creare comunità attive e coscienti, cosa che sta nella linea della nostra Costituzione e nella strada indicata nel Vangelo di Gesù Cristo” – dichiara Pierluigi Dovis Direttore di Caritas Diocesana Torino.

 

Per la prima consegna hanno aderito all’iniziativa 11 ristoranti partner di Just Eat, i veri protagonisti di Ristorante Solidale grazie al cibo che doneranno: il giapponese KOMBU, m2p pasta & pizza, Piadineria Cuslè, Boccadillo, Rizzelli la vera pasta italiana, Crushi e Crushimi, T-Bone Station, Mister Rooster, Hamburgerie di Eataly, Flower Burger e Taco Bang – che si sono impegnati a prendersi cura delle famiglie identificate preparando porzioni e alimenti cucinati in base alle proprie eccedenze quotidiane, alle necessità numeriche e alle esigenze delle persone coinvolte. Tra i piatti che saranno serviti: pasta, riso, piadine, hamburger, panini, piatti di carne, verdure e pane.

Il progetto Ristorante Solidale si inserisce all’interno del contesto legislativo italiano che ha messo in cima alle priorità governative la gestione della problematica degli sprechi, approvando la legge anti-spreco 166/2016 in vigore dal 14 settembre 2016, con lo scopo di favorire, a fini di solidarietà sociale, il recupero e la donazione di beni alimentari. La legge favorisce infatti la cessione a titolo gratuito delle eccedenze alimentari a favore di enti pubblici e privati senza scopo di lucro al fine di destinare le eccedenze ricevute a soggetti indigenti. In questa direzione Ristorante Solidale vuole essere una nuova modalità a disposizione della ristorazione in grado di supportare le attività verso una nuova destinazione dei cibi, una maggiore consapevolezza dell’impatto di interventi concreti e un ruolo attivo nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Programma Nazionale di Prevenzione dei rifiuti e dello spreco.

 

“Sono molto orgoglioso di annunciare l’arrivo di Ristorante Solidale nella città di Torino, un progetto a cui teniamo molto e su cui abbiamo iniziato a lavorare quasi un anno fa con l’obiettivo di agire responsabilmente, mettendo il nostro core business a disposizione della comunità” dichiara Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia. “I protagonisti del progetto sono soprattutto i nostri ristoranti che ci supportano nella preparazione delle porzioni da consegnare, e insieme a loro vogliamo valorizzare il ruolo del cibo nella vita delle persone, rendendo i singoli maggiormente consapevoli della sua importanza. I risultati raggiunti in questi 9 mesi nella città di Milano con 900 pasti caldi consegnati in 386 consegne solidali, aiutando ogni volta circa 60 persone di 4 comunità, ci permettono di guardare con ottimismo al futuro del progetto e alla sua diffusione.”

 

“È un piacere per noi poter partecipare attivamente a questa bella iniziativa anche qui in quella che sentiamo come la nostra casa. Torino infatti è la città dove Pony Zero è nata e che è stata per noi un territorio fertile sia per lo sviluppo locale che per la crescita nazionale. Da qui, tramite un forte sviluppo tecnologico e una flotta a zero emissioni, abbiamo portato avanti la nostra idea di innovazione per quel che riguarda la distribuzione urbana, tema che avvertiamo come estremamente urgente, secondo i principi di efficienza e sostenibilità. Proprio la parola sostenibilità credo che oggi sia il minimo comun denominatore in quanto è una parola che rappresenta un approccio più che un mestiere. Sostenibilità è la strada che riduce gli sprechi e li trasforma in risorse. Il nostro mestiere è percorrerla inquinando il meno possibile e siamo qui per questo a dare il nostro contributo” commenta Marco Actis, Co-founder e CEO di Pony Zero.

 

Da un’indagine condotta da Just Eat (campione: 1000 ristoranti della rete del brand sul nostro territorio) emerge che per l’83% dei ristoranti la problematica dello spreco è un tema importante. Dai dati emerge purtroppo che i ristoranti si ritrovano eccedenze alimentari (26% più di una volta alla settimana e il 50% una volta alla settimana) un trend negativo che evidenzia la necessità di sviluppare progetti e azioni concrete a supporto nella gestione della problematica. Ad oggi l’introduzione di alcuni accorgimenti è ancora scarsa, in primis la soluzione della “family bag” è stata adottata solo dal 10% dei ristoranti nonostante il 53% dei clienti la richieda; più diffusa l’ottimizzazione della spesa con il 68% e la promozione di donazioni di pasti ai bisognosi 20%. In questo scenario l’iniziativa Ristorante Solidale è stata già positivamente accolta dai ristoranti, il 55% avrebbe infatti piacere ad aderire per contribuire a limitare gli sprechi e beneficiare delle agevolazioni previste dalla nuova legge.

 

Tutte le informazioni sull’iniziativa sono disponibili sul sito www.ristorantesolidale.it.

“Il sangue non si lava”

Venerdì 13 ottobre, alle ore 19, “Il sangue non si lava”, il libro verità sulla quarta organizzazione criminale più pericolosa al mondo, sarà presentato a Torino, presso l’Arsenale della Pace (Piazza Borgo Dora, 61). Per l’occasione giungerà nel capoluogo piemontese anche il Procuratore Aggiunto di Benevento Giovanni Conzo, già membro della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il libro del giornalista Fabrizio Capecelatro è una lunga confessione del boss del clan dei Casalesi Domenico Bidognetti, che ricostruisce gli omicidi, le stragi, i traffici illeciti, compreso quello di rifiuti tossici, e gli appalti truccati che hanno caratterizzato oltre 20 anni di storia criminale italiana.

La presentazione del 13 ottobre a Torino arriva dopo quelle:
– ad Aversa, con i giornalisti Sandro RuotoloRosaria CapacchioneVito Faenza e il magistrato Giovanni Conzo;
– a Benevento, con il dottor Conzo, il Procuratore Aldo Policastro e il giornalista Claudio Coluzzi;
– a Napoli, con il coordinatore della DDA Giuseppe Borrelli, il dottor Conzo e il giornalista de Il Mattino e scrittore Gigi Di Fiore;
– a Roma, con il neo-Procuratore di Napoli Giovanni Melillo e il Giudice della Corte di Cassazione Raffaello Magi;
– a Marcianise, con il dottor Conzo e il Caporedattore centrale de Il Mattino Antonello Velardi;
– a Priverno (Latina), in occasione del Festival della legalità;
– a Salerno, con il Coordinatore della DDA Erminio Rinaldi e il Professor Marcello Ravveduto;
– a Bari, con il coordinatore della DDA Pasquale Drago e il giornalista RAI Salvatore Catapano;
– a Caserta, con il Giudice Magi e Rosaria Capacchione;
– a Parete, con con il Responsabile delle Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Napoli, il Vice Questore Aggiunto Mario Grassia, il giornalista del Roma Luigi Sannino;
– a Cellole, con il Procuratore Aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, Antonio D’Amato, il Questore di Caserta, Antonio Borrelli,e il dottor Conzo;
– a Firenze, con il Procuratore Giuseppe Creazzo e il giornalista del Corriere Fiorentino Simone Innocenti;
– a Milano, con il Procuratore Generale Roberto Alfonso, il Presidente della Commissione Antimafia del Comune di Milano David Gentili e i giornalisti Raffaella Calandra di Radio24 e Sandro De Riccardis de La Repubblica.

Il giorno dell’E-commerce

E-commerce. Un settore che sembra non conoscere crisi. Quasi 24 miliardi di valore nel 2017 per un business in continua crescita a livello globale, più che raddoppiato dal 2013 ad oggi. Crescono gli acquisti sui canali digitali e sono in aumento anche il numero degli acquirenti e lo scontrino medio. Ma qual è il futuro delle vendite on line e soprattutto quali sono le reali opportunità per le PMI italiane, dinanzi ad uno scenario sempre più complesso?

Se ne parla a Torino il 13 Ottobre, all’ECOMMERCE DAY, un evento organizzato da Jusan Network e giunto quest’anno alla settima edizione, rivolto principalmente a Direttori Marketing, Amministratori delegati, Manager, Aziende e Agenzie, Startup e nato con l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura digitale e del commercio elettronico tra le PMI italiane.

Il tema principale di quest’anno, che farà da fil rouge all’intera giornata, è il design. Dal 10 al 16 Ottobre Torino ospiterà Torino Design of the city e l’ECOMMERCE DAY è uno dei principali appuntamenti in programma.

L’ultima edizione ha avuto 22 relatori, più di 400 ospiti in sala, oltre 11.000 collegati in streaming, oltre 2.300.000 visualizzazioni per #ECOMMERCEDAY i numeri di un grande evento italiano dedicato all’e-commerce.

Il 13 ottobre, tra conferenze e tavole rotonde, si discuterà di digitalizzazione con i più grandi esperti del settore, per capire come e quanto le imprese italiane si stiano orientando verso il digitale e quali siano le opportunità offerte dalla tecnologia. L’appuntamento è dedicato a tutte le imprese, i professionisti e i manager che vogliono aggiornarsi su Digital Transformation e Open Innovation, partendo dalle esperienze concrete degli imprenditori che stanno già investendo sull’e-commerce. E soprattutto l’occasione per ribadire come il design oggi più che mai sia un aspetto fondamentale dello sviluppo economico e sociale.

Tra gli ospiti i grandi nomi del design nazionale e internazionale come Daniele Lago, amministratore delegato ed Head of Design di Lago, Francesco Casoli, Presidente Elica Spa, Paolo Pininfarina, Presidente Pininfarina Spa, Javier Gomez Palacios, CEO di Flying Tiger Copenhagen. Tante aziende e tante esperienze si avvicenderanno su palco per offrire un panorama completo del mondo dell’e-commerce in Italia e delle opportunità nella competizione sui mercati esteri. La rete d’impresa EBT, Edoardo Cavagnino di Gelati Pepino 1884, Paola Bertoldo de l’Opificio, Marco Losito di FCA. Saranno poi le grandi aziende IT, come Felice Petrignano, Management Consultant di IBM, e a fare il punto sulle nuove tecnologie.

Sarà Samuele Camatari, docente di ecommerce a fornire chiarimenti sui temi molto discusi come, Digital disruption o digital transformation, sull’Open Innovation e di come sfruttare la digitalizzazione per aumentare i posti di lavoro.

Ad ospitare la manifestazione il Mirafiori Motor Village dove alle 18.30, al termine dei lavori dell’ECOMMERCE DAY, verranno messi all’asta tre prodotti di Gioielli di Valenza il cui ricavato verrà devoluto agli Asili Notturni di Torino e verrà inaugurata la mostra “Cinque100. Il mito di una popcar”, la rassegna personale di Diego D. Testolin dedicata alla mitica Fiat 500, aperta fino al 12 novembre.

La partecipazione all’Ecommerce Day è gratuita previa registrazione e il numero di posti è limitato.

 

 

Maggiori info suwww.ecommerceday.it

Hashtag dell’evento: #EcommerceDAY