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In occasione del suo 20esimo anniversario, Irion, azienda italiana di Data Management basata a Torino, ha presentato oggi presso l’ l’Environment Park la ricerca sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Milano dal titolo: “Data Quality e AI: impatto e livelli di preparazione nelle aziende“.
La ricerca evidenzia che la qualità dei dati è fondamentale per sfruttare l’Intelligenza Artificiale, ma senza Data Management 3 aziende su 4 non sono pronte a utilizzare l’IA . Infatti, meno della metà delle imprese italiane si è già dotata di programmi di Data Management, evidenziando la lentezza del percorso di adozione di tecnologie e processi efficaci. La qualità dei dati è fondamentale per permettere la corretta implementazione dell’IA: solo grazie a informazioni corrette è possibile “addestrare” gli algoritmi in base alle proprie esigenze, ottenendo risultati utili, affidabili e di valore, riuscendo così a cavalcare la tecnologia dell’Intelligenza Artificiale, rimanendo competitivi e continuando a investire nella crescita.
Inoltre, la ricerca mette in luce che solo il 20% delle aziende ha la consapevolezza di aver subito costi dovuti alla scarsa Data Quality, dato che sale al 41% quando si parla di aziende “AI-ready”. La mancanza di Data Quality, infatti, rappresenta una perdita economica generata per esempio da danni reputazionali, errori nella gestione dei processi, inefficienze, costi di compliance
Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa di seguito e in allegato, mentre a questo link è possibile trovare la cartella stampa con le immagini.
IL PUNTASPILLI di Luca Martina
Tra 5 mesi, il 5 novembre, l’anno elettorale più affollato della storia si concluderà in bellezza con la chiamata alle urne del popolo statunitense.
Beh in realtà non è esattamente così in quanto a dicembre si voterà ancora in Ghana, Sud Sudan, Uzbekistan, Croazia e Romania ma possiamo certamente ritenere quello americano l’evento più importante del 2024.
Ancora una volta il risultato appare in bilico e lo rimarrà probabilmente sino al fatidico martedì che segue il primo lunedì di novembre (questo prescrive la tradizione).
Il dibattito tra i due candidati, l’attuale presidente Biden ed il precedente Trump, non sta ancora appassionando l’elettorato e anche le loro vicende personali non spostano, per ora, l’ago della bilancia.
Quello che sembra evidente è che la crescita economica degli ultimi, non certo semplici anni, ha rallegrato molto di più gli investitori (il mercato azionario americano ha toccato ultimamente nuovi massimi, il 10% al di sopra dei livelli raggiunti prima dell’esplosione del conflitto russo-ucraino) che i cittadini americani.
Tutti i sondaggi indicano, infattim un diffuso pessimismo e una sostanziale insoddisfazione per lo stato delle cose e gli analisti si interrogano sul perché l’adagio “it’s the ecomy, stupid” (coniato dal consigliere di Clinton, James Carville, che sintetizzava come le fortune del presidente andassero di pari passo con quelle dell’economia) questa volta suoni così stonato.

Il motivo sembra risiedere, più che nella situazione dell’economia (resiliente e resistente anche alla politica restrittiva della Federal Reserve) nell’inflazione che ha eroso il potere d’acquisto di una parte importante della popolazione statunitense.
Ma prima di capire chi imputa a Biden il peggioramento della propria condizione, minandone la popolarità e costringendolo ad un testa a testa nei sondaggi, varrà la pena spendere qualche riga sulla mala bestia dell’inflazione che, dopo essere rimasta ingabbiata per molti anni, è stata risvegliata bruscamente dal binomio epidemia-guerra.
E’ pur vero che dal 9%, raggiunto nel luglio del 2022, la discesa è stata notevole ma da un anno a questa parte sembra essersi arrestato intorno al 3,5%, un livello ancora lontano dall’obiettivo, fissato al 2%, della banca centrale statunitense che per ora non ha alcuna intenzione di tagliare i tassi di interesse (dopo averli portati dallo zero della primavera di due anni fa al 5,50% attuale).
Ma se è vero che un’inflazione del 3% non si discosta troppo dalla media degli ultimi quarant’anni, a fare male è quanto avvenuto tra la metà del 2021 e del 2023: il biennio “horribilis” ha registrato una crescita dei prezzi di prima necessità (cibo ed energia) del 20% e da allora, la moderazione della loro salita, non li ha certo resi più economici né riportati minimamente nei pressi del loro livello pre-shock.
Ecco dunque spiegato il malumore di gran parte dei lavoratori americani: si tratta, in particolare, di quelli con salari più bassi, per i quali il carrello della spesa è diventato molto più caro e di scarso aiuto sono stati i loro (invero modesti) incrementi salariali.
Il concetto è semplice e l’esito brutale: meno soldi hai in tasca e più gli aumenti dei prezzi peggioreranno la qualità della tua vita, costringendoti a fare lo slalom tra offerte e discount (a piedi, per eludere gli aumenti dei costi di trasporto) o a indebitarti (a tassi di interesse molto alti).
Questo serve anche a ricordarci come il concetto di inflazione sia estremamente elusivo e soggettivo: dipende, cioè, totalmente da quelli che sono i propri, personalissimi, consumi.
La situazione difficilmente cambierà nei prossimi mesi ed appare chiaro come una risposta, a coloro che domandassero perché nel Paese che meglio si è ripreso da tutte le brutte soprese del nostro decennio, con un’economia che ha evitato una recessione e la disoccupazione ai minimi storici, serpeggi una così elevata insoddisfazione, esiste e non è poi così diversa da quella fornita dallo staff del presidente Clinton nel 1992: “Non cercate risposte complicate: in fondo è solo l’inflazione, stupido!”.
Milano, 3 giugno – Il Gruppo Arriva (“Arriva”), uno dei principali operatori di servizi di trasporto passeggeri in Europa, annuncia il completamento della sua acquisizioneda parte di I Squared Capital (“I Squared”), un fondo indipendente specializzato nella gestione di investimenti infrastrutturali a livello globale. L’acquisizione, annunciata nell’ottobre 2023, riguarda tutte le attività di Arriva negli 11 Paesi in cui è presente.
Mike Cooper, il CEO del Gruppo Arriva, ha accolto con favore l’annuncio e ha dichiarato: “Il completamento di questa transazione segna una tappa importante e un nuovo emozionante capitolo per Arriva. È un’opportunità per Arriva di rinnovare il nostro impegno a collaborare con le amministrazioni locali per fornire servizi di trasporto essenziali e costruire un futuro più sostenibile per i colleghi, iclienti e le comunità che serviamo. Con il supporto di I Squared, e grazie alla sua consolidata esperienza nel settore delle infrastrutture, sono fiducioso che manterremo questo impegno a beneficio dei milioni di persone che utilizzano i servizi di Arriva”.
Mohamed El Gazzar, Senior Partner di I Squared, ha dichiarato: “Il trasporto passeggeri gioca un ruolo fondamentale nella società, collegando le comunità,facilitando la crescita economica e riducendo allo stesso tempo le emissioni inquinanti e il traffico. Arriva vuole farsi portatore di questa mission, collaborando con le autorità competenti e i suoi clienti. L’ambizione di Arriva di avere una flotta decarbonizzata è in linea con la strategia di I Squareddi sviluppare e scalare asset con tecnologie che accelerino la transizione energetic”.
Enrico Del Prete, Fund Partner di I Squared, ha aggiunto: “La decarbonizzazione nel settore del trasporto pubblico è una delle prossime grandi sfide nella transizione energetica e siamo entusiasti di lavorare con Arriva per fornire il supporto e gli investimenti necessari a realizzare i suoi obiettivi: città più pulite e reti di trasporto pubblico più sostenibili. Vediamo un reale potenziale di crescita che può essere sbloccato in Arriva nel lungo termine. Siamo entusiasti di ciò che ci riserva il futuro e non vediamo l’ora di lavorare con tutto il team di Arriva per cogliere insieme le opportunità del settore”.
Il Gruppo Arriva e le sue società operative sono state tutte trasferite a I Squared come parte dell’accordo, garantendo la continuità dei servizi in tutte le aree in cui opera Arriva e rassicurando i dipendenti che continueranno a servire le comunità senza alcun impatto sulle condizioni lavorative.
I Squared ha maturato una vasta esperienza a livello globale nell’ambito delle infrastrutture essenziali, tra cui trasporti, logistica, energia, utilities e infrastrutture digitali.
L’azienda è un investitore leader nel settore del trasporto e della logistica e nelle tecnologie di decarbonizzazione, con un significativo track record negli investimenti per creare crescita sostenibile a lungo termine nel suo portafoglio, supportando i team di gestione nel migliorare le performance operative e investendo per sostenere la transizione energetica.
Il Gruppo Arriva
Arriva è uno dei principali operatori di servizi di trasporto passeggeri in Europa: impiega circa 34.400 persone e fornisce circa 1,6 miliardi di viaggi ogni anno. Con autobus, treni, tram, battelli, bike-sharing, soluzioni di trasporto on-demand e una società di noleggio di materiale rotabile, Arriva connette persone e comunità in modo sicuro, affidabile e sostenibile, fornendo questi servizi sempre meglio, ogni giorno. Le attività di Arriva sono suddivise in quattro unità aziendali: UK Bus, UK Trains, Nederlands e Mainland Europe. Arriva è presente in Repubblica Ceca, Croazia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Regno Unito e in Romania dove opera come ROSCO. https://www.arriva.co.uk/
I Squared Capital
I Squared è un fondo di investimento indipendente specializzato nella gestione di investimenti infrastrutturali a livello globale con oltre $38 miliardi di asset in gestione. È conosciuto per lo sviluppo di piattaforme di investimento in progetti infrastrutturali, partendo da piccoli investimenti per poi crescere significativamente. I Squared utilizza insightglobali e una profonda conoscenza locale per risolvere problemi complessi, sostenere le imprese più smart, servire le comunità locali e investire in un futuro più sostenibile, fornendo servizi essenziali a milioni di persone in tutto il mondo. I Squared è composto da un team di oltre 260 persone, con sede centrale a Miami e uffici a Londra, Monaco, Nuova Deli, San Paulo, Singapore, Sydney and Taipei.Gestisce un portafoglio diversificato di 82 aziende in 71 paesi con oltre 66.000 dipendenti in vari settori, tra cui utilities, energia, infrastrutture digitali, trasporti, infrastrutture ambientali e infrastrutture sociali. Per saperne di più: www.isquaredcapital.com
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“Da vent’anni la Festa della Repubblica è anche la Festa dei piccoli Comuni. Uncem condivide da due decenni le iniziative del 2 Giugno con Legambiente per mettere al centro del Paese la ‘piccola grande Italia’, i Comuni con minor popolazione. Su questi abbiamo una legge evoluta e tra le migliori in Europa, la 158 del 2017, del tutto inattuata, se non in alcune parti come quella sui servizi postali. Legge che ha visto muoversi qualche mese fa un bando di finanziamenti per assegnare 160 milioni di euro allocati, in una dannosa logica campanilista e profondamente lontana da quanto scrive la legge stessa all’articolo 13. Ovvero che i Comuni devono pianificare sviluppo e organizzazione dei servizi insieme, strutturando unioni e aggregazioni territoriali. Senza nuove agenzie o altre strutture. Auspico che la Politica agisca su questo fronte. Agisca con l’obiettivo del NOI e non dell’IO, non dei campanili bensì della collaborazione tra Comuni. Che non si salvano da soli. Progrediscono insieme, nelle zone montane, rurali, come nelle zone di pianura. Piccoli e grandi Comuni insieme, come ribadiremo domani, insieme con il Presidente della Repubblica, nella Festa dell’Italia unita, democratica, europea, inclusiva. Viva la Repubblica”. Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem.
L’IA nei board aziendali

Dal 29 maggio al 3 giugno, nel borgo di Pollenzo, si festeggiano i vent’anni dell’Università di Scienze Gastronomiche. Il fil rouge è rappresentato dell’appello per l’educazione alimentare, con il quale è stato chiesto al governo italiano di inserire questa materia come insegnamento obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado. Il programma dei festeggiamenti prevede un ricco programma di festeggiamenti, tra workshop, convegni, masterclass, attività educative per i giovani aspiranti gastronomi e il mercato dei produttori: gratuiti e aperti a tutti, con l’obiettivo di avviare una riflessione profonda e inclusiva sul nostro rapporto con il cibo.
“Che orgoglio sapere che il 25% dei nostri ex studenti ha dato vita a una sua impresa creativa – spiega Carlin Petrini, Presidente di UNISG e fondatore di Slow Food – Vent’anni fa non esisteva nulla di simile in Italia. Questo progetto visionario è nato fra persone legate al gruppo de La Gola (rivista mensile del cibo, gastronomia e cultura materiale fondata nel 1982) e Slow Food. Si tratta della prima università di Scienze Gastronomiche in Italia, che in questi giorni celebra il ventennale della sua fondazione. Insieme a me c’erano Alberto Capatti, che sarebbe stato il primo Rettore, Massimo Montanari e Marco Riva, docente dell’Università di Milano purtroppo scomparso. Avevamo maturato l’esigenza di un percorso formativo, dapprima si era pensato a un’Accademia del Gusto con carattere parauniversitario. Poi, parlando con l’allora Ministro dell’Università Letizia Moratti fu lei a spronare verso questa avventura. L’Accademia, anche di carattere internazionale, non ha mai avuto un approccio multidisciplinare come quello della vocazione e dell’Università di Pollenzo. Le discipline che si occupavano di cibo erano Agraria, Veterinaria, Medicina per l’Alimentazione e Dietistica, oltre alle 5ecnologie alimentari che servivano alla trasformazione dei prodotti della terra, ma una disciplina che le comprendesse tutte non esisteva, poiché mancava antropologia, geografia e sociologia. Scienze Gastronomiche è una denominazione data da noi per evidenziare la multidisciplinarietà. Dal momento in cui è stata riconosciuta dignità alla professione di Gastronomo sono ben 17 le università che hanno avviato facoltà analoghe. Abbiamo aperto una strada. Potrebbe sembrare di avere molti concorrenti, ma UNISG è stata la prima e rimane un unicum nel panorama nazionale”.
“Nella nostra università – aggiunge Carlin Petrini – quasi al metà degli iscritti proviene da più di 90 Paesi del mondo. Continuiamo a essere un polo d’attrazione perché, con la rete mondiale di Terra Madre, ogni anno, per ogni classe di laurea, sono previsti cinque viaggi didattici, il che significa andare sui territori di Italia, Europa, Asia, Africa e America latina e trovare una rete di collaboratori, pescatori e persone legate al cibo con cui entrare in contatto, confrontarsi e dalle quali imparare. Questi viaggi consentono di capire le varietà culturali e gastronomiche”.
“Le sfide per i prossimi vent’anni – conclude Petrini – sono quelle di fare di Pollenzo un centro di confronto internazionale che valorizzi la diversità che esiste negli ambiti della gastronomia. Quando parliamo di gastronomia, gli italiani e i francesi risultano un po’ eurocentrici. È giusto avere u a forte identità, ma bisogna tener conto della nascita di alcune culture gastronomiche, come quella cinese, nate quattro secoli prima di Cristo. Pollenzo deve rimanere l’agorà di questo dialogo e deve difendere la biodiversità in campo alimentare anche nel caso delle gastronomie che portano con sé la cultura dei luoghi da cui provengono”.
Mara Martellotta
L’Italia dei giovani campioni del riciclo: in classifica nazionale
Roma – Mercoledì 22 si è conclusa con grande successo l’undicesima edizione del Green Game, il progetto didattico promosso dai Consorzi Nazionali per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli imballaggi organici (BIOREPACK), in alluminio (CIAL), carta e cartone (COMIECO), plastica (COREPLA), vetro (COREVE) e acciaio (RICREA) che ha raggiunto il suo culmine con una spettacolare ed emozionante Finalissima. Oltre 100 Istituti Secondari di II grado provenienti da tutta Italia si sono sfidati mettendo in campo le migliori classi che, da ottobre a febbraio, hanno superato brillantemente l’eliminatoria.
Campioni d’Italia Green Game 2024 sono i ragazzi e le ragazze della 2^A dell’I.I.S. “Bernalda Ferrandina” di Ferrandina (MT) che hanno trionfato meritando appieno il titolo di campioni d’Italia. Il loro straordinario risultato è segno di una preparazione impeccabile e di un impegno costante.
Hanno conquistato il secondo posto, gli studenti della 2^E del Liceo Statale “Giandomenico Cassini” di Sanremo (IM), mentre la medaglia di bronzo è stata assegnata alla 2^B dell’I.I.S. “G. Peano” di Marsico Nuovo (PZ).
Per Torino hanno partecipato alla competizione nazionale i ragazzi del Liceo Statale “Domenico Berti” con la classe 1^O che ha ottenuto ottimi piazzamenti nella classifica nazionale.
Il Green Game mostra in maniera tangibile l’importanza dell’educazione ambientale e del riciclo responsabile. I giovani partecipanti hanno dimostrato una conoscenza approfondita delle pratiche di raccolta differenziata e riciclo, nonché un forte impegno verso la sostenibilità ambientale. Questa iniziativa ha offerto loro l’opportunità di mettere in pratica le loro competenze, stimolando la creatività e promuovendo un approccio consapevole all’uso delle risorse.
Il Green Game rappresenta un punto di riferimento importante per le scuole italiane, quest’anno ha coinvolto 48.000 studenti in tutta Italia, incoraggiando la formazione di una nuova generazione di cittadini consapevoli e responsabili, pronti ad affrontare le sfide ambientali del futuro. L’impegno dei Consorzi Nazionali e degli insegnanti coinvolti è stato fondamentale per il successo di questa competizione, che ha dimostrato come l’educazione ambientale possa essere divertente, coinvolgente ed efficace.
Sul palco dell’evento i formatori ufficiali del Green Game Alvin Crescini e Stefano Leva insieme ai referenti dei Consorzi Gennaro Galdo per Cial, Claudia Rossi per Comieco, Chiara Caporizzo e Andrea Campelli per Corepla, Elena Ferrari per Coreve e Roccandrea Iascone per Ricrea che hanno sostenuto, tifato e incoraggiato i ragazzi durante l’evento.
“L’entusiasmo dei ragazzi è stato davvero coinvolgente e a tratti emozionante – hanno dichiarato i rappresentanti dei Consorzi Nazionali – In questi anni, il Green Game ha dimostrato di essere molto più di un progetto didattico: è un’opportunità educativa per le scuole e i giovani studenti di tutta Italia. La sua missione è quella di promuovere una maggiore consapevolezza ambientale, educando i futuri cittadini all’importanza della corretta gestione dei rifiuti e del riciclo. Sono stati coinvolti migliaia di studenti, insegnanti e famiglie, trasformando il modo in cui viene percepita l’educazione ambientale”.
Presente alla Finale Nazionale del Green Game, in rappresentanza del Ministro Gilberto Pichetto Fratin, il Vice Capo di Gabinetto Gen. Massimiliano Conti che ha espresso il suo ringraziamento alle scuole provenienti da tutta Italia che hanno partecipato alla Finale Nazionale. Il suo apprezzamento per l’impegno e la dedizione dei giovani verso la sostenibilità ambientale sottolinea l’importanza che le istituzioni attribuiscono a iniziative come il Green Game, che favoriscono la formazione di cittadini consapevoli e attivi nel settore ambientale.
Le Scuole sul podio saranno premiate con Buoni Acquisto per materiale didattico o attrezzature del valore di € 750,00 per la 1^ classificata, € 500,00 per la 2^ e € 250,00 per la 3^.
Green Game gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.