ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 513

Ambiente: il Piemonte fa scuola alla Georgia sul monitoraggio della qualità dell’aria

L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati: «Stiamo diventando un modello esportabile»

La Regione Piemonte è stata selezionata dall’Agenzia nazionale dell’Ambiente della Georgia come modello da seguire per realizzare i sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria.

Regione e Arpa oggi hanno illustrato procedure e sistemi coi quali vengono eseguiti i monitoraggi finalizzati a mantenere sotto controllo i livelli dei principali inquinanti, polveri sottili, CO2, PM10. Nel corso della visita a Torino, hanno anche illustrato i principali sistemi di prevenzione delle emissioni pericolose.

«L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – è non solo fare scuola, ma fare da modello per far adottare le misure di prevenzione anti smog e i limiti imposti dalla normativa comunitaria, anche da parte di quei paesi che non ne fanno parte. Fa piegare essere diventati un modello esportabile». «Per noi – ha proseguito Marnati – le politiche di attuazione istituzionale su scala regionale del programma di monitoraggio della qualità dell’aria ambiente, realizzato con la collaborazione dell’Arpa, rappresenta un’ asse centrale per garantire un accurato monitoraggio e trasmissione dei dati e per poter definire politiche di programmazione per gli anni a venire».

L’incontro è stato organizzato da Taiex, lo strumento di cooperazione fra i paesi dell’Unione europea e i paesi confinanti per rafforzare le norme comuni europee e per condividere buone prassi sul tema della qualità dell’aria.

Rapporto infermieri pazienti, situazione lontana dalle necessità

Riceviamo e pubblichiamo

NEI REPARTI DI AREA MEDICA E CHIRURGICA IN PIEMONTE
“ECCO I DATI CHE DICONO CHE SIAMO ANCORA LONTANI
DA UN RAPPORTO CAPACE DI EROGARE CURE ADEGUATE”
I dati emersi da un sondaggio svolto dal NurSind Piemonte, il sindacato degli infermieri. Un
campione significativo di circa 1000 infermieri operanti presso i reparti di area medica e chirurgica
di tutti i principali presidi ospedalieri del Piemonte.
Bisogna premettere che dallo studio registered Nurse forecasting (RN4CAST ) emerge un dato
allarmante, il rischio di mortalità a 30 giorni dei pazienti chirurgici è superiore del 21%
rispetto a quello che è ragionevole ritenere si avrebbe se il rapporto pazienti/infermieri fosse
nella misura ottimale di 6:1 .

A questo, si aggiunge un altro dato preoccupante che si riferisce alle cosiddette “cure
incompiute”, l’analisi dice che il 41% delle cure infermieristiche risulta incompiuta, ovvero
non erogata o erogata parzialmente, con il rischio di inevitabili complicanze per la salute dei
pazienti.
Secondo i dati emersi dal sondaggio, in Piemonte il 52% degli infermieri operanti nei reparti di
degenza di area medica e chirurgica lavora con un rapporto paziente infermiere uguale o superiore a
10:1

Di questi solo il 16,1% dichiara di lavorare con un rapporto 10:1 mentre il 28,5% si attesta ad un
rapporto che va da 10 a 15:1 e il 7,3% addirittura oltre il 15:1
Forti criticità nella provincia di Torino dove oltre il 60% affermma di lavorare con un rapporto
paziente infermiere tra il 10 e 15:1 e il 10% oltre al 15:1
Abbastanza uniforme il dato nei grandi presidi ospedalieri di citta della salute e citta di Torino ma
anche in provincia i dati non cambiano, rivoli , chieri, san Luigi, l’asl to 4 spicca per maggiori
difficoltà.

In testa , per un migliore rapporto paziente infermiere, si colloca la provincia di Biella. Il rapporto
paziente infermiere nei reparti di degenza di area medica e chirurgica va da un lusinghiero
rapporto ottimale 6:1 ad un massimo di 9:1
Percentuali per niente confortanti nelle altre province, negli ospedali di Asti, la quasi totalità degli
infermieri che lavora in queste aree lo fa con un rapporto tra 10:1 e 15:1
Ad Alessandria lo stesso, con alcune situazioni che superano il rapporto 15:1 cosi come nel VCO
Non va meglio nelle province di Cuneo , Vercelli e Novara dove il rapporto infermiere paziente in
questi reparti fatica a scendere sotto i 10:1

Solo lo scorso anno veniva pubblicato un nostro sondaggio che evidenzia solo uno dei potenziali
rischi che un rapporto elavato paziente infermiere può determinare.
Infatti lo sdudio diceva che l ‘83% degli infermieri molto spesso non possono rispettare le
raccomandazioni ministeriali e i protocolli aziendali previsti per ridurre il rischio di errore durante
la somministrazione della terapia. Il 57% diceva che il tempo dedicato non è adeguata e l’89% che
durante la somministrazione è sistematicamente interrotto. Solo alcuni dei dati
E’ evidente che per arrivare ad un rapporto paziente infermiere adeguato a tutelare la salute del
cittadino mancano all’appello ancora qualche migliaio di infermieri in Piemonte, dichiara Francesco
Coppolella, segretario regionale del NurSind, senza dimenticare che non sono solo queste aree ad
essere deficitarie per dare risposte ai bisogni di salute della popolazione, basti pensare ai pronto
soccorso, all’assistenza domiciliare ecc.
E necessario una volta per tutte stabilire un metodo di calcolo per definire il fabbisogno delle
dotazioni organiche che non siano solo la conseguenza di calcoli economici. Questo anche per
garantire pari cure a tutti i cittadini delle varie province, dei differenti ospedali e dei diversi servizi,
vista anche le congrue differenze che emergono.
Chiediamo assunzioni e reali piani di fabbisogno. Ci vengono richieste competenze avanzate e
noi infermieri diciamo che siamo pronti a dare risposte a questo bisogno con un adeguato
riconoscimento, afferma Coppolella.
Mancano medici e rischiano di chiudere alcuni servizi a se mancano gli infermieri chiudiamo
direttamente gli ospedali concludono dal NurSind.

Surroga del mutuo, come comportarsi

DALLA PARTE DEI CONSUMATORI

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

I tassi di interesse, con ogni probabilità, continueranno a scendere nei prossimi mesi e c’è la possibilità di risparmiare una buona somma di denaro. Come dire, buone notizie per chi è ricorso al credito per l’acquisto di un immobile e non solo.

Per ottenere dei significativi riscontri in termini economici è indispensabile una surrogazione. Vale a dire che un cliente, fatti i propri calcoli e le proprie valutazioni, potrebbe trovare molto conveniente spostare il proprio contratto di mutuo ipotecario dalla banca con cui lo ha sottoscritto a un altro istituto di credito che offre condizioni più favorevoli.

L’operazione è legale e gratuita, grazie alla Legge Bersani entrata nella Finanziaria del 2007.

Nel contratto di mutuo ipotecario ci sono alcune voci modificabili, altre non modificabili. La surroga deve avere il medesimo richiedente dell’originario, la durata e il tipo di tasso (variabile, fisso o misto) possono invece essere cambiati. Per capire se si può risparmiare, il primo passo è quello di entrare in contatto con un professionista del settore e illustrargli le condizioni del proprio contratto per vedere se il mercato offre, in base al proprio caso, condizioni da sfruttare.

Il dato da analizzare più attentamente è il Taeg (Tasso annuo effettivo globale), essendo il parametro più completo relativo ai costi totali dell’operazione finanziaria.

Una volta appurato che la surroga del proprio mutuo può risultare vantaggiosa, non resta che comunicare alla propria banca la volontà di cambiare istituto per iniziare l’operazione. Non è raro che la propria banca, per non perdere un cliente, sia disponibile a rinegoziare il contratto essa stessa.

La grande vergogna

 L’ITALIA DELLE LEGGI RAZZIALI AL POLO DEL ‘900

Sabato 12 ottobre, alle 17.30, presso il Polo del ‘900 (via del Carmine 14, Torino) Carlo Brusco presenta il libro “La grande vergogna L’Italia delle leggi razziali”(Edizioni Gruppo Abele, 2019).Con l’autore interviene Chiara Acciarini, consigliera dell’Associazione Nazionale ex-Deportati (ANED) e della Fondazione della Memoria della Deportazione. L’evento è in collaborazione con Istituto di studi storici G. Salvemini e Associazione Treno della Memoria. Carlo Brusco, già magistrato e presidente di sezione della Corte di Cassazione, dialoga sulla portata storica delle leggi antiebraiche in Italia durante il periodo del fascismo. Lo fa a partire dal suo libro La grande vergogna. L’Italia delle leggi razziali, insieme alla politica e docente Chiara Acciarini, esperta di scuola e istruzione, per evidenziare l’importanza formativa della memoria storica, unico rimedio contro l’avvento di nuovi fascismi. Esaminando contesti anche molto diversi tra loro come la scuola, la Chiesa, l’arte e lo sport, il volume approfondisce la pervasività della propaganda antisemita lungo tutto il Ventennio: non un cambiamento immediato nelle relazioni sociali ma una lenta esasperazione della narrazione quotidiana. Ne è un esempio significativo il Manifesto della razza, proposto in versione integrale in appendice al volume, accolto con favore anche dal mondo della cultura dell’epoca pur facendo riferimento a concetti ascientifici come quello dell’esistenza di una razza ebraica biologicamente diversa da quella italiana. Dal censimento fino all’epurazione degli ebrei da ogni carica o attività pubblica, l’autore ripercorre tappa per tappa le conseguenze delle leggi fasciste sulla vita di migliaia di persone. In questa puntuale ricostruzione storica possiamo però vedere anche il riflesso della nostra attualità, dove la costruzione del nemico e la netta distinzione tra noi e loro diventano strumenti quotidiani per una propaganda politica continua votata alla xenofobia. Un invito a cogliere i segnali del presente ed evitare il ritorno di nuovi fascismi.

Abusi sui minori: commissione di indagine

Dall’ufficio stampa di Palazzo Lascaris

Istituire una Commissione d’indagine conoscitiva riguardo eventuali soprusi verso le famiglie nelle decisioni di alienazione parentale dei minori. Nello specifico per acquisire notizie, informazioni e documenti sul sistema regionale piemontese di segnalazione e presa in carico di casi di abuso e maltrattamento. Ma anche sui criteri di allontanamento di minori dai nuclei familiari di appartenenza e della collocazione di minori in comunità residenziali, con riferimento anche ai servizi di psicoterapia, consulenza, equipe prestati in Piemonte dalle persone fisiche e giuridiche coinvolte dall’inchiesta denominata “Angeli e demoni”. È quanto ha proposto questa mattina il consigliere Maurizio Marrone (Fdi) in apertura dei lavori della Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco.

Nel dibattito il consigliere Marco Grimaldi (Luv) ha messo in evidenza che prima di procedere è necessario individuare con esattezza il perimetro entro cui s’intende indagare, dal momento che l’inchiesta “Angeli e demoni” non coinvolge, al momento, il territorio piemontese.

Sono intervenuti per il Pd i consiglieri Raffaele GalloMonica Canalis e Domenico Ravetti e per i Moderati il consigliere Silvio MaglianoCanalis, in particolare, ha dichiarato di aver già richiesto una serie di audizioni in quarta Commissione sul sistema regionale degli affidi e ha raccomandato alla maggioranza e all’opposizione la necessità – qualora la Commissione d’indagine dovesse prendere corpo – di evitare ogni allarmismo e strumentalizzazione prima del termine dell’indagine. Mentre Ravetti ha proposto a Marrone la stesura di un ordine del giorno da discutere domani in Consiglio regionale che definisca bene il perimetro all’interno del quale la commissione dovrebbe indagare.

La Commissione ha poi audito – alla presenza dell’assessore alla Sanità Luigi Icardi – i rettori dell’Università di Torino Stefano Geuna e del Piemonte Orientale Giancarlo Avanzi e il direttore della Scuola di Medicina dell’Università di Torino Umberto Ricardi e il preside della Scuola di Medicina del Piemonte Orientale Marco Krengli sul tema dei medici specializzandi.

Tutti hanno concordato sul fatto che la situazione sia grave e si sono dichiarati disponibili a collaborare in tutti i modi possibili per far fronte a una situazione critica a livello nazionale.

In particolare, hanno concordato sulla necessità di operare per una progressiva capacità dei medici specializzandi di agire in autonomia già a partire dal quarto o quinto anno. Alcuni settori – hanno sottolineato – patiscono più di altri: medicina d’emergenza-urgenza, pediatria e anestesiologia. E alcuni bandi vanno deserti perché la domanda è enorme e i neospecialisti possono permettersi di andare dove vogliono sia in base all’offerta sia in base alle esigenze personali. Non va sottovalutato che spesso vanno all’estero perché gli stipendi là sono migliori e la richiesta è comunque alta in tutta Europa.

Geuna ha sostenuto che “l’Università potrà proporre un percorso per identificare gli obiettivi per ogni anno per gli specializzandi che potrebbero essere acquisiti e certificati dai direttori in modo che, quando arrivano al quarto anno o all’inizio del quinto, si sappia che cosa gli specializzandi sanno fare e li si possa impiegare utilmente all’interno delle strutture ospedaliere”.

Avanzi ha affermato di aspettarsi che “nel giro di cinque o sei anni la tendenza a non riuscire a soddisfare il turn over venga meno e che, per quanto riguarda la scuole di specializzazione per l’emergenza-urgenza, solo nel 2028 riusciremo a intercettare il turn over. Di qui ad allora, purtroppo, saremo sempre in carenza”.

Ricardi ha auspicato una forte presenza a livello ministeriale “che impedisca interventi a pioggia e senza programmazione per non premaire specializzazioni che non sono in sofferenza”.

Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, i consiglieri Grimaldi (Luv) e Mauro Salizzoni (Pd).

Al termine della seduta l’assessore Icardi ha sottolineato lo sforzo della Regione per l’aumento del numero di borse di studio, giunte quest’anno a cinquanta grazie anche all’intervento di enti privati.

“Salviamo la montagna”, Marco Travaglini si aggiudica il primo premio per il giornalismo

Al premio internazionale con un articolo pubblicato da “Il Torinese”

Nella sala polifunzionale di Toceno, comune della Valle Vigezzo, all’estremo nord del Piemonte, nell’ambito della decima edizione del ” Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini – Salviamo la Montagna”, saranno assegnati i premi delle quattro sezioni riservate a opere in lingua italiana.

L’evento, promosso dalla Fondazione Valle Bavona (Svizzera) e dal Comune di Toceno (Italia) si terrà sabato 12 ottobre alle 15,00. La sezione dedicata al giornalismo quest’anno è stata vinta da Marco Travaglini con un articolo pubblicato dal nostro giornale, interamente dedicato al rapporto tra l’ambiente delle “terre alte” e i fenomeni turistici, intitolato “Il turismo montano? Più lento, dolce, profondo..”. Il comune vigezzino, al fine di incentivare l’opera in difesa della montagna, nel 2010 lanciava questo premio letterario sui temi legati a storie, vita, tradizioni e personaggi della montagna, suddiviso nelle sezioni di narrativa, poesia, giornalismo,emigrazione. La manifestazione è organizzata in collaborazione con l’Associazione Amici della Montagna, Comitati Volontari Tocenesi, Gruppo Folkloristico Valle Vigezzo, Società Subalpina di Imprese Ferroviarie, Istituti Scolastici sopraccitati, A.N.A. Sezione di Domodossola, Società Operaia di Valle Vigezzo.

Inoltre l’iniziativa è stata realizzata con il contributo di Fondazione Valle Bavona, Comuni di Cevio e Lavizzara, OTLM Regione Vallemaggia, Comune di Toceno, Museo regionale  dell’emigrazione vigezzina nel mondo, il patrocinio della Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte, Provincia del VCO, Unione Montana dei Comuni della Valle Vigezzo, Parco Nazionale Val Grande.

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Al nostro collaboratore Marco Travaglini le congratulazioni della direzione e di tutta la redazione.

IL TORINESE

Fpt Industrial: “Puntiamo su Torino”

Fpt Industrial conferma il ruolo strategico dello stabilimento di Torino Motori per Cnh Industrial puntando sui motori elettrici e la chiusura da giugno 2020 della produzione nel Milanese. Lo stabilimento di Torino Motori rimarrà fondamentale per Fpt Industrial e per Cnh Industrial,  per la produzione di motori di gamma media e anche grazie a produzioni di batterie per la propulsione. Sarà il primo stabilimento di Fpt Industrial indirizzato verso la strategia aziendale dell’elettrificazione delle propulsioni. Il sito di Torino Driveline diventerà la base nel percorso verso l’elettrificazione, con la produzione di assali elettrici  nel 2021. I dipendenti degli stabilimenti di Fpt a Torino sono circa 2.000.

In commissione l’assestamento del bilancio regionale

Dall’ufficio stampa di Palazzo Lascaris

Dodici milioni a favore delle persone in situazione di fragilità (extralea); 4,8 milioni per l’Agenzia interregionale del fiume Po; 10 milioni per il Fondo crediti di dubbia esigibilità: queste alcune delle variazioni previste dall’Assestamento del Bilancio 2019 –20 che “è conseguenza dell’impostazione finanziaria della precedente Giunta regionale” come ha spiegato l’assessore regionale al Bilancio, Andrea Tronzano. Bisogna anche aggiungere circa 11 milioni e mezzo di euro per far fronte alla sentenza sul Mauriziano. Per la copertura di queste spese, si potranno utilizzare 20 milioni di entrate in più di Irpef e Irap oltre a una ventina di milioni di crediti di Finpiemonte.

Questa in sintesi l’illustrazione dell’assessore svolta nella seduta della prima Commissione presieduta dalla vicepresidente, Sara Zambaia.

Decise quindi le consultazioni online sul disegno di legge di Assestamento, i cui pareri devono pervenire entro il 31 ottobre.

All’inizio della seduta l’assessore regionale ai rapporti con il Consiglio regionale, Roberto Rosso, ha illustrato nell’ambito della richiesta di autonomia differenziata (ex articolo 116, comma terzo della Costituzione) la parte inerente gli uffici dei giudici di pace. In sostanza la Regione intende richiedere la competenza sulla distribuzione degli uffici nel territorio, l’individuazione delle sedi, la fornitura delle attrezzature e dei servizi necessari per il loro funzionamento e la gestione del personale amministrativo. L’obiettivo è ottimizzare le risorse che verrebbero assegnate alla Regione, migliorando contestualmente la fruizione del servizio da parte dei cittadini.

 

Come batte il cuore dei bambin*, una corsa al Valentino

Il 13 ottobre si svolgerà la seconda edizione dell’annuale corsa-camminata non competitiva della Fondazione Medicina a Misura di Donna con la partecipazione delpersonale medico del Dipartimento Ginecologia e Ostretricia1 del presidio ospedaliero  S. Anna.

La passeggiata nel parco del Valentino che partirà alle ore 10, con punto di ritrovo davanti all’omonimo Castello, coinvolgerà circa 500 persone, famiglie, bambini anche con gli animali “di casa”. Ogni partecipante sceglierà il proprio ritmo di relazione con il contesto.

La camminata della solidarietà immersi nella magnifica natura e nella bellezza del patrimonio artistico della nostra città, consentirà di dotare il Reparto Maternità di uno strumento diagnostico di nuova generazione, un cardiotocografo per gravidanze gemellari, al fine di rilevare in modo sempre più accurato il battito cardiaco dei bambin* nel periodo perinatale con un unico apparecchio.

Il progetto della corsa, presentato al tavolo cittadino degli eventi sportivi realizzati con finalità sociali, è frutto dell’impegno dei  Soci Aderenti  alla missione dell’Ente, una categoria inserita con una recente  modifica statutaria da parte della Fondazione al fine di rispondere alla richiesta di partecipazione cittadina all’impegno di “prendersi cura dei luoghi di cura”, come risorsa per “la salute individuale e collettiva”.

L’appuntamento è patrocinato dalla città di Torino e si avvale della  partecipazione di Deutsche Bank, Carioca, Farmacia OltrePo, Studio di architettura Multicom Events, Azienda Agricola Angiola Maria Moschetti, PAM via Volturno.   Sono previsti vaucher di premiazione donati dagli esercizi commerciali torinesi.

Nella giornata, sempre al parco del Valentino, prenderà vita con partenza alle ore 10 all’Arco monumentale dell’Arma di Artiglieria anche un altro percorso mosso dalla generosità dei cittadini della nostra città. “Camminiamo in rosa. L’unione fa la forza” è la seconda edizione della corsa promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori con le  Dragonette onlus al fine di finanziare  incontri di informazione e prevenzione del tumore al seno per le giovani dell’ultimo anno delle scuole superiori.

Insieme, tutto è possibile.

5G, convegno Anfov a Napoli

Il capoluogo campano è una delle prime città italiane su cui si è puntato per lanciare il 5G.

 

La discussione su chi gestirà questo epocale cambiamento tra le super potenze non deve allontanarci dai benefici che la tecnologia porterà nel nostro Paese.

 

Il Convegno “5G: Opportunità per lo sviluppo Mezzogiorno” – organizzato da ANFoV, ANCI, Uncem, Regione Campania, Cluster Tecnologico Nazionale Smart Communities Tech, Università degli Studi di Napoli Federico II e Campania NewSteel per il 10 ottobre p.v. – intende dare il suo contributo in un momento tecnologicamente cruciale quale è quello dell’avvento della rete di quinta generazione.

 

Nel capoluogo campano sono già state coperte importanti zone della città.

In queste zone è ora possibile usufruire della nuova tecnologia che ha portato ad una nuova era di servizi per lo sviluppo digitale della città – con vantaggi per cittadini, imprese e pubblica amministrazione – che ha come obiettivo finale il miglioramento continuo della qualità della vita.

 

L’evento del 10 p.v. rappresenta quindi un momento imperdibile per chi vuole approfondire la trasformazione digitale in atto dettata da soluzioni tecnologiche con performance senza precedenti applicabili a settori quali la mobilità, il sistema sanitario, la gestione della città e della sicurezza, il monitoraggio ambientale, l’offerta turistica e molte altre opportunità.

Il 5G a Napoli rappresenta altresì – come dal titolo del Convegno – un’opportunità per rilanciare la cultura dell’innovazione nel Sud Italia, sperimentare nuove soluzioni per un forte impatto sociale ed economico e rafforzare la sinergia con il mondo accademico.

 

Su questi temi parleranno nel corso del Convegno: Giulio Ventre (Presidente Campania NewSteel, Direttore Dipartimento di Ingegneria Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione Università degli Studi di Napoli Federico II), Umberto de Julio (Presidente ANFoV), Gaetano Manfredi (Presidente CRUI, Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II), Nino Femiani (Delegato ANCI Campania), Marco Bussone (Presidente UNCEM), Enzo Acito (Consigliere Regionale Regione Basilicata delegato dal Presidente Bardi), Valeria Fascione (Assessore all’Internalizzazione, Start Up e Innovazione Regione Campania), Pietro Guindani (Presidente ASSTEL), Giulio Di Giacomo (Responsabile Rapporti con le Istituzioni Locali – Public Affairs TIM), Emilio Villacidro (CEO BRT-Broadcast Radio Transmission), Roberto Maldacea (CEO I Mobility Garage – Navya Italia), Laura Morgagni (Segretario generale Cluster Tecnologico Nazionale Smart Communities Tech), Mauro Fiorentino (Ordinario Università degli Studi della Basilicata), Nicola Pasquino (Ordinario Università degli Studi di Napoli Federico II), Pasquale Granata (Direttore generale Ifel), Vincenzo Lipardi (Presidente SPICI, Vicepresidente Campania NewSteel).

 

L’appuntamento è per il 10 ottobre p.v. alle ore 10 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Federico II in corso Nicolangelo Protopisani, 70 a Napoli.