ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 512

CosmesiAmo: il mondo della cosmesi incontra i consumatori

Appuntamento a Torino

Corner esperienziali gratuiti, momenti di confronto e informazione: tutto questo è CosmesiAmo, l’evento promosso da Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Cosmetica Italia,
in programma sabato 19 ottobre presso il Ronchiverdi Sport & Business Club

Torino, 19 ottobre 2019Dopo i successi delle precedenti edizioni (Milano, 2016 – Bari, 2017 – Roma, 2018), CosmesiAmo arriva a Torinoper una giornata dedicata alla bellezza, ai profumi, alla cura della pelle e dei capelli con un occhio sempre rivolto al consumo consapevole.

L’evento, promosso dall’Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Cosmetica Italia, sarà ospitato sabato 19 ottobre (ore 10-18) presso il Ronchiverdi Sport & Business Club; per tutta la giornata, a ingresso gratuito, saranno disponibili corner esperienziali dedicati al make-up e al trattamento dei capelli.

Non mancheranno i momenti di confronto con gli esperti del settore: si inizierà alle 11 con l’imprenditore Marco Piccolo che illustrerà la case history dell’azienda Reynaldi, da anni impegnata in Burkina Faso con un progetto inclusivo che porta valore sociale e conoscenza sul territorio africano; la ricercatrice Maria Pirulli (ore 12) proporrà invece un viaggio nel tempo alla scoperta degli studi di Leoanrdo da Vinci in campo cosmetico.

Il programma del pomeriggio si aprirà con l’intervento del dermatologo Paolo Broganelli (ore 15) con alcuni consigli per conoscere la pelle, prendersene cura e prevenire le patologie cutanee; spazio anche alla solidarietà con La forza e il sorriso Onlus, che si occupa di aiutare le donne in trattamento oncologico attraverso la cosmesi: l’appuntamento con la tavola rotonda, che coinvolgerà alcuni protagonisti dell’iniziativa, è per fissato per le ore 15:30.

L’interazione fra settori diversi del mercato costituisce un valore aggiunto fondamentale anche nel dialogo con i consumatori”, spiega l’Avvocato Patrizia Polliotto, da anni in equilibrio tra il ruolo di affermato legale d’impresa e voce altrettanto stimata del consumerismo. “La cosmesi costituisce senza dubbio uno degli ambiti massivi in cui si sostanziano gli acquisti dei cittadini. Crediamo, dunque, che approfondirne organicamente gli aspetti a 360° sia un’iniziativa utile nella divulgazione di un’adeguata e sana cultura consumeristica consapevole”, conclude il legale, Presidente dal 2010, del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

A conclusione della giornata (ore 16:30), gli ospiti potranno mettere alla prova il proprio olfatto con gli esperti diAtelier Fragranze Milanoche guideranno i presenti in un viaggio sensoriale nel mondo dei profumi.

«I cosmetici fanno parte del nostro quotidiano. Nonostante il consumatore sia sempre più attento, spesso non è immediato comprendere la complessità del mondo della bellezza, le variegate professionalità coinvolte e il costante investimento in ricerca e sviluppo della nostra industria -dichiara il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti– La collaborazione che da diversi anni ci affianca a Unione Nazionale Consumatori nella realizzazione di CosmesiAmo ci consente di dare concretezza all’obiettivo di incontrare il consumatore e raccontare il valore della cosmesi. CosmesiAmo è infatti l’appuntamento aperto al pubblico che grazie a momenti di confronto con esperti del settore e corner esperienziali permette di toccare con mano le diverse sfaccettature del settore. L’impegno di Cosmetica Italia per promuovere una corretta conoscenza dei cosmetici e del loro utilizzo prosegue poi grazie al sito ABC cosmetici (www.abc-cosmetici.it), voluto dall’Associazione Nazionale delle Imprese Cosmetiche per un consumatore informato e consapevole».

«Siamo alla quarta edizione di CosmesiAmo, evento al quale teniamo molto per la possibilità di incontrare i consumatori e favorire il dialogo con il mondo della cosmetica– afferma il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona.I consumatori di oggi sono molto attenti a tutto ciò che ha a che fare con la bellezza e la cura del corpo, si informano sulle nuove tendenze e sono disponibili a spendere il proprio denaro per prodotti efficaci. Una grande novità è rappresentata dalle modalità con cui si approcciano al mercato: siamo di fronte ad un passaparola virtuale in cui è sui social che si cercano consigli e ci si affida ad influencer per la scelta di un prodotto piuttosto che un altro. Ciò ha due conseguenze, in qualche maniera collegate: una relativa alla trasparenza del mercato, per  cui  noi di Unc stiamo portando avanti una campagna per avere regole chiare sull’influencer marketing e l’altra di attendibilità delle fonti: senza nulla togliere all’influencer da migliaia di follower, è meglio rivolgersi a professionisti per scegliere un prodotto o avvicinarsi ad un trattamento estetico con la giusta consapevolezza.

Per questo motivo ormai da diversi anni organizziamo con Cosmetica Italia eventi come questo, ma anche campagne di comunicazione,per fornire ai consumatori le corrette informazioni e la possibilità di toccare con mano i trattamenti e le novità del mercato».

Archivi nel mercato dell’arte e strumenti legali nelle collezioni e lasciti d’artista

Torino e Verona sempre più vicine con il convegno organizzato all’Art Verona 

 

Torino è  sbarcata a Verona e lo ha fatto ad Art Verona, rassegna di respiro internazionale che si è tenuta dall’11 al 13 ottobre scorsi.

Una partecipazione di prestigio è stata quella avvenuta sabato 12 ottobre scorso nel corso dell’incontro dedicato agli “Archivi nel mercato dell’arte e gli strumenti legali che risolvono il nodo generazionale di collezioni e lasciti d’artista”. Vi ha partecipato, tra i vari relatori, anche l’avvocato torinese e collezionista Simone Morabito, fondatore dell’associazione Business Jus ed anche promotore dell’evento torinese “Art & Law”, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. Il talk, moderato da Marianna Agliottone, ha coinvolto anche le esperienze di Francesco Fabris,  socio veneziano di Art Lawyers.legal, Andrea Pizzi, consigliere dell’Archivio Calzolari e Tommaso Tisot.

La Fiera è stata diretta dalla abile Adriana Polveroni, che si è dimostrata capace di traghettarla verso una dimensione di respiro maggiore e più dinamico. Di rilievo le gallerie rappresentate, tra cui alcune torinesi, come la galleria Mazzoleni, Pick Gallery.

Oltre ai talk, di particolare  utilità ed interesse, degna di nota è stata la partecipazione del giovane pubblico presente in tutte le attività della Fiera, concetto non scontato per una fiera italiana.

“Business Jus – precisa l’avvocato Morabito – è un’associazione scientifica che raggruppa professionisti che si occupano del diritto d’impresa (all’interno del quale rientra anche la disciplina del diritto dell’arte), commercialisti, avvocati, notai e revisori dei conti.

Oggi, in mancanza di una specifica documentazione, a differenza degli anni Settanta, quando il mercante d’arte era considerato una figura culturale dotata di una indiscussa autorevolezza e del quale l’acquirente di un’opera d’arte si fidava ciecamente, l’opera di un artista quotato potrebbe risultare pressoché invendibile. In Italia non esiste, infatti,  una certificazione incontestabile ed ufficiale di un’opera d’arte, trovandoci di fronte alla mancanza di una figura specifica di certificatore ufficiale di opere. In un eventuale procedimento giudiziale, infatti, non è permessa neanche allo stesso autore dell’opera la possibilità di pronunciare un’ultima e definitiva parola. In Italia manca, infatti, la regolamentazione da parte di albi professionali che inglobino periti o esperti d’arte, persone dotate di particolari certificazioni  che consentano o limitino la possibili di vagliare perizie e certificazioni “.

“In mancanza, così, di una normativa specifica – precisa l’avvocato Morabito  – l’archivio diventa uno degli strumenti più preziosi per perpetuare l’opera di un artista. Questo strumento,  muovendosi in un contesto privo di una disciplina uniforme a livello nazionale, se non viene ad essere ancorato a principi di trasparenza e buona fede, si può trasformare  in un veicolo molto pericoloso per il raggiungimento di interessi specifici nel mercato dell’arte, oggi sempre più competitivo”.

“Gli archivi – precisa l’avvocato Morabito – sono enti di diritto privato che hanno lo scopo di perseguire lo scopo di registrare, su richiesta degli interessati, le opere autentiche di un artista defunto, respingere quelle non autentiche e denunciare i falsi.

Esiste nel nostro Paese l’Associazione Italiana Archivi d’artista, che è un ente culturale che opera nelle ricerche della vita e delle tracce di un artista, promuovendo la conoscenza della sua figura e della sua opera. L’archivio di un artista rappresenta l’insieme dei documenti prodotti da un individuo o ente, il luogo dove sono conservati. Risulta fondamentale il ruolo di ricerca dell’autenticita’ dell’opera data dall’archivio in cui sono racchiuse le intenzioni dell’artista e le informazioni sulla paternità dell’opera medesima. Di qui deriva il loro ruolo preminente, in quanto essi gestiscono l’ immissione o meno sul mercato di una determinata opera d’arte”.

“In Italia  – aggiunge l’avvocato Morabito – in mancanza di un albo che racchiudi periti ed esperti d’arte, la giurisprudenza utilizza un’interpretazione di norme di rango costituzionale che prevedono, da una parte, la libera manifestazione del pensiero e, dall’altra parte, la dichiarazione della libertà dell’arte, sancita dall’articolo 33 della Costituzione. Oggi l’opera d’arte può essere autenticata da parte degli eredi dell’artista, da parte dell’archivio che fa a lui capo o da parte di esperti d’arte. L’archivio ha, però, anche il potere di respingere l’autenticazione di un’opera d’arte o di attuare il suo disconoscimento, anche se esso stesso è stato costituito dopo la compravendita dell’opera. Colui il quale si ritenga leso dalla mancata autenticazione dell’opera d’arte può far ricorso alla via giudiziale e, se la sentenza viene passata in giudicato, verrà  riconosciuta l’autenticità dell’opera dal Tribunale. Oltre ad auspicare una gestione virtuosa e trasparente degli archivi dell’arte, il legislatore deve dare norme chiare sulla costituzione e funzionamento degli archivi medesimi”.

 

Mara Martellotta

Quali saranno le sfide ed i cambiamenti del futuro?

GRATTACIELO INTESA SANPAOLO

Dopo il successo della scorsa stagione sono ripresi gli incontri del progetto culturale ideato da Giulia Cogoli per Intesa Sanpaolo “Immaginare il futuro. Conversazioni sui grandi cambiamenti e le sfide del domani”, il cui scopo è quello di far intervenire pensatori che raccontino come vedono e pensano il futuro.

 

Questa seconda conferenza del mese di ottobre ha avuto come oggetto la tematica dello storytelling e nello specifico è stato affrontato il tema “Un viaggio nel futuro dello storytelling: capire come comunicare nell’era dell’intelligenza artificiale”. Ad intervenire Francesco Marconi, 33 anni, papà italiano e mamma portoghese, moglie americana, un figlio ed una vita passata negli ultimi dieci anni in America. Responsabile Ricerca e Sviluppo del Wall Street Journal, ricercatore affiliato del MIT Media Lab e Fellow alla Columbia University’s Tow Center for Digital Journalism. Esperto di tecnologie, automazione, intelligenza artificiale, nel 2017 Francesco è stato riconosciuto da MediaShift come uno dei venti principali innovatori nell’ambito dei media digitali, nominato da Editor & Publisher Magazine tra i 25 leader dell’editoria sotto i 35 anni ed è finalista a Digiday Future Leaders Awards.

 

Lo spunto di riflessione con cui si apre il dibattito è il seguente: in che modo gli algoritmi e l’intelligenza artificiale influenzeranno sempre più la produzione di notizie e il giornalismo e con quali tempistiche.

L’esempio più semplice di Intelligenza Artificiale, con cui quasi tutti noi abbiamo a che fare oramai da anni, ed in particolar modo i proprietari di un Iphone della Apple, è Siri l’assistente intelligente che ti aiuta a fare qualunque cosa con i tuoi dispositivi, in modo più facile semplice e veloce. Si può chiedere a Siri di effettuare una chiamata o di mandare un messaggio al nostro posto. Attraverso queste attività si raccolgono dati, il nuovo petrolio del futuro, e la loro elaborazione rappresenterà la ricchezza delle prossime aziende.

 

Jonathan Zittrain, professore americano di Diritto di Internet, sostiene un tema oramai diffuso da tempo ovvero della overdipendenza dalle tecnologie. A riguardo la popolazione attuale si può suddividere in due tipologie di futuri utilizzatori delle nuove tecnologie: chi ci crederà e chi non ci crederà.

Chi, per esempio, avrebbe mai potuto immaginare che un quadro come la   “Monna Lisa” di Leonardo si potesse animare? La società Samsung lo ha  già fatto dando vita al quadro. Questo è un chiaro esempio di ciò che sta riuscendo a fare L’Intelligenza Artificiale: creare “oggetti” fino a qualche anno fa impensabili ed inconcepibili.

A questi progressi tecnologici eravamo in parte pronti, quello a cui non eravamo pronti, al momento della nascita dell’Intelligenza Artificiale e dei Social Media, ed ancora adesso non siamo totalmente pronti, sono le conseguenze ed i pericoli che si nascondono e a quelli a cui andremo incontro ovvero problematiche inerenti la Privacy per i singoli individui, la Proprietà Intellettuale per le aziende.

L’Intelligenza Artificiale ha già delle sfere di applicazione nel mondo del giornalismo, gli algoritmi “Natural Languages” per esempio hanno la capacità di riprodurre articoli narrazioni storie come se venissero scritti da giornalisti. Quello che si deve fare per creare valore al processo giornalistico è introdurre i giornalisti dentro i processi di innovazione.

L’Intelligena Artificiale libererà inoltre il giornalismo dai lavori ripetitivi, il così detto giornalismo computazionale (definito più di dieci anni fa da James Hamilton, direttore del DeWitt Wallace Center for Media and Democracy presso la Duke University, come l’utilizzo di sofisticate applicazioni informatiche in grado di aiutare il lavoro di indagine del giornalista. In pratica il datamining applicato alla produzione di notizie).

La riflessione di Hamilton nasce da un’osservazione da economia dei media: produrre inchieste e reportage giornalistici è attività costosa, laboriosa e spesso non pagata in proporzione all’impegno profuso dagli investitori pubblicitari, è preferibile quindi usare tecnologie digitali in grado di affiancare (o sostituire) il giornalista nel produrre inchieste approfondite. Il tempo risparmiato e guadagnato lo si può dedicare quindi ad una maggiore creatività.

L’Intelligenza Artificiale però come sarà di aiuto al giornalismo sarà anche di supporto al Deepfake (parola coniata nel 2017 che rappresenta una tecnica per la sintesi dell’immagine umana basata sull’intelligenza artificiale appunto, usata per combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con video o immagini originali, tramite una tecnica di apprendimento automatico, conosciuta come rete antagonista generativa al fine di far credere che il prodotto finale sia reale) nella creazione di fake news. Un esempio può essere la notizia riportata dal WSJ a fine agosto secondo la quale era stata tentata una frode, ai danni di una nota multinazionale americana, creando attraverso l’Intelligenza Artificiale la voce del Ceo dell’azienda che al telefono, chiedeva di effettuare un bonifico di 220 mila euro.

I primi Deepfake non avevano il battito di ciglia, quelli successivi non avevano le pulsazioni cardiache delle vene sotto pelle e sono stati migliorati per apparire il più reali possibili. Rimangono sempre algoritmi progettati da essere umani.

Il giornalismo tradizionale però rimarrà sempre il modo migliore per verificare la veridicità di una storia e l’Intelligenza Artificiale non sostituirà il giornalismo, ma accellererà e faciliterà i processi di comunicazione.

Il fattore umano, attraverso l’empatia e l’intuizione, rimarrà l’elemento che farà la differenza rispetto all’Intelligenza Artificiale e che ci permetterà di individuare i Fake.

 

Emanuele Farina Sansone

Sbloccata dal ministero la progettazione della bretella est di Carmagnola

Cirio: «Carmagnola strategica “porta” del Roero Terra Unesco». Gabusi: «Ufficiale finalmente il finanziamento del lotto 1, ma anche il 2 e il 3 hanno le caratteristiche per essere finanziate»

 

 

 

La tangenziale di Carmagnola è tra le priorità del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che stamane, insieme all’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, ha incontrato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio e gli assessori Alessandro Cammarata e Gianluigi Surra. L’incontro odierno segue di poche settimane quello organizzato con l’assessore Gabusi a confermare l’interesse della Regione per quella che il presidente Cirio ha definito “la porta del Roero Terra Unesco”.

 

Dopo una lunga attesa, è stato finalmente ufficializzato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il via libera alla progettazione della Bretella Est. Seconda in tutto il Piemonte per sforamenti di PM10, Carmagnola attende la tangenziale dal 1999. Si tratta di un’opera divisa in tre lotti, di cui il primo sarà realizzato da Autostrada dei Fiori per un costo previsto di 8.500.000 di euro circa, di cui 8 milioni a carico della società autostradale e 500.000 a carico della Regione.

 

«Sull’importanza della tangenziale non ci sono dubbi – ha sottolineato il presidente Cirio -. Dopo 20 anni di discorsi è lampante anche il carattere prioritario di un’opera che porta giovamento a tutti: alla città, che viene sgravata dal traffico in centro, ai cittadini, che possono muoversi più facilmente e ai turisti che possono raggiungere più agevolmente queste belle terre. Sono venuto a Carmagnola in prima persona per dare il mio appoggio e quello della Regione Piemonte al progetto della tangenziale, perché ha una portata di estremo interesse. Si tratta di un’opera in grado di cambiare il destino di una città. I sindaci tenaci come Ivana Gaveglio, che si battono per determinare il futuro della propria città, vanno sostenuti: siamo qua per dare il nostro supporto».

 

Cartina alla mano, il presidente Cirio e l’assessore Gabusi hanno verificato con il sindaco Gaveglio lo stato della viabilità. «Abbiamo già condiviso – ha concluso l’assessore Gabusi – con il Comune di Carmagnola il modus operandi dell’amministrazione regionale, che vede i territori soggetti attivi nelle indicazioni da dare a Roma rispetto alle priorità delle opere. Proseguiamo dunque insieme in un percorso che vede il primo lotto della tangenziale, già finanziato, aver ottenuto il parere positivo dal Ministro dei trasporti, mentre per il lotto 2 e 3 possiamo confermare che presentano le caratteristiche richieste per poter essere finanziati».

Piemonte Regione pilota dei volontari antincendi

La Giunta regionale ha approvato  le nuove linee guida, redatte in collaborazione con il Corpo Volontari Antincendi Boschivi AIB del Piemonte, per realizzare esercitazioni, percorsi di prevenzione e analisi dei dati, in complementarietà con gli operatori forestali regionali. «Si va così delineando un sistema – ha commentato l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi, proponente della delibera – in cui i volontari trovano un ruolo ancora più attivo nella lotta agli incendi boschivi, in considerazione del progressivo aumento del rischio a causa delle condizioni climatiche in evoluzione. Le nostre 250 squadre e gli oltre 5000 volontari, diffusi capillarmente sul territorio montano e pedemontano, saranno i protagonisti di un vero e proprio progetto pilota, una “linea guida” nella nuova frontiera per l’impiego del Volontariato Aib in quella grande sfida per i prossimi decenni che si chiama prevenzione».

Il Corpo Volontari AIB Piemonte è convenzionato da oltre venticinque anni con la Regione Piemonte per quanto riguarda sia l’estinzione degli incendi sia la prevenzione degli stessi e da oggi avrà un ruolo più attivo nella strategia di “gestione” del rischio lavorando in anticipo sulle cause. Nello specifico viene regolamentata l’attività di prevenzione, che verrà svolta in collaborazione con gli enti locali, in particolare con i Comuni, e include: prevenzione selvicolturale, infrastrutturale, nell’interfaccia urbano forestale, informativa della popolazione (che potrà assistere agli interventi e comprenderne il significato e le finalità), formativa del volontariato, finalizzata alla creazione, nel tempo, di squadre sempre più specializzate nell’impiego e nella gestione del fuoco.

La Regione Piemonte potrà così pianificare esercitazioni costanti di prevenzione degli incendi boschivi sul territorio regionale, svolte da parte da chi quel territorio lo conosce bene e lo vive nel quotidiano. Le schede già elaborate per le esercitazioni costituiranno anche una importante banca dati a supporto della pianificazione antincendi, che nei prossimi mesi dovrà essere aggiornata come prevede la normativa nazionale e regionale.

La delibera segue di poco l’incontro estivo al centro di formazione antincendi boschivi di Peveragno (CN) cui ha partecipato anche il Dipartimento nazionale di protezione civile e numerose regioni italiane.

Al San Luigi la prima biblioteca pubblica all’interno di un ospedale

PADRINO DELL’INIZIATIVA E IDEATORE DEL LOGO, UGO NESPOLO

Mercoledì 16 ottobre dalle 9.30

Sala Convegni ed ex-pronto Soccorso Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga

Regione Gonzole, 10 Orbassano

Il 16 ottobre nei locali dell’ex-Pronto Soccorso dell’Azienda A.O.U San Luigi Gonzaga verrà inaugurata la prima Biblioteca Pubblica all’interno di un Ospedale a cura dell’associazione San Luigi Gonzaga Onlus.

 

Ugo Nespolo presenterà il Logo da lui ideato in qualità di padrino.

Presenteranno la Biblioteca Pubblica San Luigi Gonzaga Claudio Baccon, Enzo Borio, Bruno Gambarotta, Stefano Geuna, Alberto Sinigaglia, David Valderrama e Pier Maria Furlan, presidente dell’Onlus San Luigi Gonzaga.

 

Una Biblioteca Pubblica perché integrata nel Sistema SBAM, oltre ai quattromila libri presenti nei locali, i pazienti, i loro familiari, i dipendenti e tutti i cittadini avranno accesso a un milione settecentomila volumi presenti nelle 65 sedi del Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana (SBAM), prenotabili e ottenibili in uno/due giorni e restituibili in cento box o librerie dei comuni dell’area torinese. Gli utenti avranno a disposizione anche apparecchi per realtà virtuale, e-book, tablet, facilitatori di lettura, DVD.

 

Perché una biblioteca pubblica in ospedale? L’80% delle morti per malattie severe in Occidente, cancro compreso, è da attribuirsi a fattori di rischio legati agli stili di vita: abuso alcoolico, fumo, sedentarietà, diete povere o sbagliate (WHO). In parole semplici: persino la mortalità per tumori maligni è maggiore nei soggetti di basso livello culturale. La mortalità tra un operaio e un laureato è di 6 anni in meno. Quindi il decorso e prognosi delle malattie sono in correlazione con l’istruzione e l’apprendimento; questa, forse, è l’unica o sicuramente la più significativa correlazione statistica. L’ospedale deve essere quindi un luogo di cura e anche di cultura e conoscenza.

 

In collaborazione con il Circolo dei Lettori, la Cooperativa Mirafiori, Associazioni culturali e degli studenti di Medicina e Discipline sanitarie, la Biblioteca provvederà poi ad organizzare letture nelle corsie, nei day-hospital e in sala-giardino dei dibattiti, presentazioni di novità librarie e iniziative volte all’umanizzazione dell’Ospedale e alla diffusione culturale per la promozione di una salute solidale.

 

Maggior sostenitore è la Compagnia di San Paolo.

Premio letterario internazionale Testore-Martini: i premi nell’edizione del decennale

Nel pomeriggio di sabato 12 ottobre, presso la sala polifunzionale di Toceno, uno dei sette comuni della Valle Vigezzo, si é svolta la cerimonia di premiazione del “Premio Andrea Testore Plinio Martini Salviamo la Montagna”.

Tanti i premiati sia italiani sia svizzeri per le quattro sezioni ( narrativa, poesia, giornalismo ed emigrazione). Tra i premiati il nostro collaboratore Marco Travaglini, (nelle foto mentre riceve il premio) primo classificato nella sezione dedicata al giornalismo e il professor Giorgio Cheda, dell’Università di Friburgo, per il suo impegno nelle ricerche sull’emigrazione ticinese. Il pomeriggio è stato allietato dai canti del gruppo Amici della Montagna. Il premio internazionale, giunto alla decima edizione, è dedicato a due figure importanti della montagna di confine tra il nord del Piemonte e il cantone elvetico del Ticino. Il nome di Andrea Testore  ( 1855- 1941) maestro, letterato, saggista è legato soprattutto alla realizzazione della Ferrovia Vigezzina della quale fu il primo e il più determinato  promotore. Fu anche tra i primi a promuovere  lo sviluppo turistico dell’area, a fondare la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la Società Elettrica Vigezzina per cui la valle dei Pittori è stata una delle prime valli dell’arco alpino   a dotarsi di luce elettrica. Plinio Martini, del quale ricorreva il quarantennale della scomparsa, è stato uno degli scrittori più conosciuti ed amati della Svizzera italiana.

Nato e cresciuto a Cavergno in Valle Maggia, in una famiglia di modeste condizioni,ottenuto il diploma di maestro alla Magistrale di Locarno, Martini ha sempre insegnato nella sua valle difendendone, appassionatamente, in diversi articoli, il patrimonio storico e civile. Il suo libro più importante, Il fondo del sacco (1970), è un’opera impregnata di passione civile, che racconta il fallimento di un’illusione collettiva, nutrita sin dall’Ottocento da migliaia di emigranti ticinesi, di trovare fortuna oltreoceano.

Storie dai confini

Riceviamo e pubblichiamo
JOHAR BUONE PRATICHE DI ACCOGLIENZA A TORINO
.
lunedi’ 14 ottobre ore 1830
presso Il Passo Social Point, via Nomaglio 6 Torino (Barriera di Milano)
Ciclo di incontri per capire cosa succede ai confini dell’Italia (e a
Torino) sulla questione migranti.
A cura di Oltrelabarriera, con la collaborazione di Passo Social
Point, Circolo arci Banfo, Carovane Migranti.
Appuntamenti per parlare di casi concreti di accoglienza e
solidarietà, per offrire una prospettiva umana al fenomeno, e per dare
visibilità a tutti coloro che pensano che le migrazioni attuali non
siano solo una questione di sicurezza e di difesa del nostro bene-stare.
Partiamo da Torino con la presentazione della cooperativa Johar, che
da anni sta portando avanti dei progetti di sostegno “dal basso”, su
piccola scala, con il contributo concreto di soci e volontari.
Un modo per capire che “qualcosa” si può fare.
A seguire aperitivo benefit a offerta: il ricavato verrà devoluto
all’organizzazione ospitata.
***
Per info e contatti oltrelabarriera@email.it

Un sorriso in più con la clownterapia

Un naso rosso, un camice pieno di colori e tanta allegria possono costituire validi strumenti terapeutici, riportando la gioia di vivere ad anziani allettati, non più autosufficienti e affetti da diverse patologie (post ictus, Parkinson, demenza senile, Alzheimer). Ne è giustamente convinta Margaret Arneodo, attivissima educatrice presso la RSA di “Sereni Orizzonti” di San Mauro Torinese, che da qualche tempo ha stretto una proficua collaborazione con la Onlus “Viviamo in Positivo Sognando” di Chivasso.

 

Una volta al mese i loro volontari entrano in punta di piedi nel salone della struttura e nelle stanze degli ospiti. Utilizzando pretesti buffi come suonare campanelli immaginari o giocare con le bolle di sapone, chiedono a ciascuno se abbia piacere a stare in loro compagnia. Grazie all’impiego di musica, palloncini, scenette comiche, mimica e trucchi di magia instaurano in poco tempo una sorta di complicità con il paziente, che si lascia volentieri trasportare in un mondo di fantasia. Ottengono così il risultato sperato dallo staff di “Sereni Orizzonti”: un’efficace terapia per la mente di chi soffre, capace di regalare intensi momenti di allegria e serenità.

 

 

Tutti solidali a “Porta la sporta”

Dal Piemonte

Sabato 12 e domenica 13 ottobre appuntamento con l’edizione 2019 di ‘Porta la Sporta’,
tradizionale appuntamento di solidarietà della Città di Valenza promosso dalla Consulta Comunale
del Volontariato, con il patrocinio del Comune di Valenza, che vede coinvolte ed impegnate tutte le
Associazioni di Volontariato e che giunge al suo diciottesimo anno di vita.
Come di consueto i valenzani potranno trovare nelle giornate di sabato (dall’apertura e lungo tutto
l’arco della giornata) e di domenica (solo al mattino) i volontari posizionati presso i supermercati ed
i negozi aderenti all’iniziativa che porgeranno loro le ‘sporte’ in attesa di essere riempite di ciò che
la generosità consentirà.
Si raccoglieranno in particolare i seguenti generi di prima necessità: olio d’oliva e di semi, latte a
lunga conservazione , biscotti, merendine, scatolame (tonno, carne, fagioli, piselli, pelati, ecc.) ,
zucchero, caffè, cioccolato, thé, dadi, alimenti a media-lunga scadenza (formaggi e salumi
sottovuoto); prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa, pannolini per bambini da 4 a
9 Kg e da 7 a 18 kg
Quanto raccolto sarà affidato alla Ass. ‘San Vincenzo’ che si farà carico della distribuzione a favore
dei cittadini valenzani che attraversano momenti di difficoltà.
“Si tratta di un evento ampio” ricorda Federico Violo, Presidente della Consulta Comunale del
Volontariato “che , coinvolgendo in modo comunitario tanti volontari valenzani, da diciannove anni
rinnova un aiuto concreto per molti”.
Ricordiamo che domenica 13 ottobre il Volontariato condividerà con la Città un momento di
partecipazione e di allegria.
Si procederà a partire dalle ore 09.45 al raduno dei volontari, e di chi volesse trascorrere con loro
qualche momento insieme, in Piazza XXXI Martiri.
Alle ore 10 sarà celebrata la S. Messa presso il Duomo.
A partire dalle ore 16 merenda per tutti a cura della Pro loco ed a seguire, dalle ore 16.30, un
momento di festa e di spensieratezza con lo spettacolo di intrattenimento a cura delle Scuole di
danza: ‘Fusion line’ di Tatiana Sycheva (membro CID, Consiglio Internazionale della Danza,
affiliato UNESCO) , ‘Life4dance-Accademia di ballo’ di Agnieszka Mielczarek, ‘Valenza Dansé’ di
Lia Korobeinikova.
L’ingresso è libero e aperto alla partecipazione di tutti.