ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 406

Donne con sclerosi multipla: supporto telefonico negli ospedali “Bollini Rosa”

Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, e la Città della Salute di Torino di Torino organizzano il 12 novembre l’(H)-Open Day Sclerosi Multipla con gli ospedali nel network Bollini Rosa del territorio nazionale ed i Centri Sclerosi Multipla.

Saranno offerti gratuitamente servizi clinico-diagnostici ed informativi alle pazienti con sclerosi multipla per accompagnarle dalla programmazione della gravidanza al post partum.

Torino, 11 novembre 2020Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, e la Città della Salute di Torino organizzano l’(H)-Open Day dedicato alle donne con sclerosi multipla (SM) con un focus particolare sulla fertilità, gravidanza e post partum, che si terrà il 12 novembre presso gli ospedali del network Bollini Rosa ed i Centri Sclerosi Multipla aderenti.

Giovedì 12 novembre dalle ore 10 alle ore 15, ai numeri 011/6334724 e 011 6334154, in occasione dell’Open Day, si terrà l’evento SM – Semplicemente Mamma, un Servizio di supporto telefonico rivolto a tutte le donne con sclerosi multipla per accompagnarle e guidarle nel percorso dalla programmazione della gravidanza al post partum. Rispondono il ginecologo e la neurologa.

Nelle strutture, che hanno aderito all’iniziativa, saranno offerti gratuitamente visite e consulenze neurologiche e ginecologiche, colloqui, sportelli di ascolto, info point, conferenze e verrà distribuito materiale informativo. L’obiettivo dell’(H)Open Day è infatti quello di essere a fianco delle donne con sclerosi multipla per accompagnarle e guidarle nel percorso dalla programmazione della gravidanza al post partum.

La sclerosi multipla è una malattia neurologica che ha una caratteristica connotazione al femminile, diagnosticata tra i 20 e 40 anni. Oggi, le evidenze scientifiche dimostrano che le donne possono avere figli senza modificare a lungo termine l’andamento della malattia e senza causare danni al nascituro.

“Per ogni donna l’esperienza della gravidanza rappresenta un momento speciale, – spiega Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda – un incredibile viaggio alla scoperta del proprio bambino: affrontarla serenamente non solo consente di viverla appieno, ma anche di contribuire al suo miglior esito. Attraverso il lancio di questo (H)-Open Day, Onda vuole sostenere ed aiutare le donne con sclerosi multipla per tutto il loro percorso genitoriale, dalla programmazione alla gestione della gravidanza, in modo che possano vivere la maternità con più serenità e consapevolezza.”

I servizi offerti saranno consultabili a partire dal 28 ottobre sul sito www.bollinirosa.it, dove sarà possibile visualizzare l’elenco dei Centri aderenti con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione.

L’iniziativa gode del patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN) e dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) ed è resa possibile grazie al contributo incondizionato di Biogen Italia.

Per maggiori informazioni cliccare qui o inviare una e-mail a segreteria@ondaosservatorio.it

Smog, trasporti, rifiuti e rete idrica: la ricerca di Legambiente

Ecosistema Urbano 2020 / Ecco l’Italia delle città che tentano di pianificare trasformazioni urbane in chiave green e che qua e là raggiungono l’eccellenza

 

Trento, Mantova e Pordenone in testa alla classifica dei capoluoghi italiani per performance ambientali. Ultime in graduatoria: Pescara, Palermo e Vibo Valentia

 

Smog, trasporti, rifiuti e rete idrica: andamento lento nelle performance ambientali delle metropoli. Tra le grandi città Milano si conferma centro urbano in crescita. Premiate anche 17 Best Practices.

 

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: “Il Piemonte rispecchia i chiaroscuri nazionali. Sulla Mobilità nei capoluoghi si è tracciato un percorso. Si vada fino in fondo”

Un’Italia a due velocità: la prima più dinamica e attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. La seconda, più statica con un andamento troppo “lento” nelle performance ambientali delle metropoli soprattutto sul fronte smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica. È questa la fotografia scattata da Ecosistema Urbano 2020, il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, che racconta quel lento cambiamento green in atto nella Penisola. A testimoniarlo in primis le città di Trento, Mantova, Pordenone, Bolzano e Reggio Emilia in vetta alla classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 che si basa sui dati comunali relativi al 2019, quindi ad un contesto pre-pandemia. Trento e Mantova mantengono come lo scorso anno il primo e il secondo posto in graduatoria con buone performance complessive, seguite da Pordenone che, dopo una lenta scalata, conquista il terzo posto superando così Bolzano che scende al quarto posto. Quinta la città di Reggio Emilia protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni. In fondo alla graduatoria troviamo invece: Pescara (102esima), Palermo (103esima) e Vibo Valentia (104esima). Tra le grandi città, dove nel complesso si registra un andamento lento nelle performance ambientali legate soprattutto a smog, trasporti e gestione idrica, si conferma la crescita di Milano (29esima) sempre più attenta alla vivibilità urbana. A completare il quadro di Ecosistema Urbano, le 17 Best Practices premiate oggi per raccontare anche quelle esperienze virtuose in campo e che meritano di essere replicate sul territorio nazionale. Tra queste c’è Cosenza che sull’esempio di Pesaro ha realizzato la Ciclopolitana, una rete ciclabile lunga più di 30 Km che sarà ultimata entro fine 2020. Prato che vanta un complesso residenziale (il NzeB di San Giusto), un mix di alta efficienza energetica con bassi costi di costruzione, pensato per il fabbisogno di famiglie in difficoltà economiche. Benevento che punta a realizzare una rete di quasi 25 chilometri di piste ciclabili integrate con i mezzi del trasporto pubblico e ferroviario per migliorare la mobilità urbana e sviluppare il turismo.

I dati di Ecosistema Urbano sono stati presentati oggi nel corso del webinar, trasmesso in diretta streaming sulle pagine fb di Legambiente, La Nuova Ecologia e sul sito del Sole 24 ore, moderato dal giornalista Giacomo Bagnasco del Sole 24 ore, che ha visto la partecipazione di Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Mirko Laurenti, Responsabile rapporto Ecosistema Urbano, Lorenzo Bono, Ambiente Italia. Tra gli altri interventi quello della ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, della vicepresidente Anci e sindaco di Torino Chiara Appendino, del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, di Paolo Zanella, Ass. transizione ecologica, mobilità e beni comuni, Trento, del Direttore Generale ISPRA Alessandro Bratti e del Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani che si sono confrontati sul futuro delle città e sulle sfide urbane legate all’emergenza coronavirus, consapevoli che i centri urbani devono essere il fulcro della ripartenza post Covid.

A tal riguardo un altro dato interessante che emerge da Ecosistema Urbano 2020 è che la propensione al cambiamento in ambiti specifici caratterizza qua e là anche centri urbani che non sempre occupano posizioni di vertice in graduatoria come Ferrara insieme a Pordenone e Mantova per la gestione dei rifiuti, Treviso che depura tutti i suoi reflui come Bolzano e contiene lo spreco di acqua come Pordenone e Trento. C’è poi chi mette al centro del proprio agire l’aumento dello spazio urbano dedicato alle bici come Reggio Emilia o Mantova.

“L’Europa – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente –  ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potrà non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. È qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali – l’emergenza sanitaria, economica e climatica – e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese. I dati contenuti in questa edizione di Ecosistema Urbano, relativi al 2019 e quindi ad una situazione pre-pandemia, ne sono la testimonianza più evidente.  L’Italia non può mancare questa occasione irripetibile per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure. Dopo decenni di discussioni, analisi dei problemi e definizione della loro soluzione come abbiamo fatto con questo rapporto annuale, ora abbiamo la possibilità di risolverne una gran parte grazie alle risorse europee. Le soluzioni da adottare le ritroviamo a macchia di leopardo in diversi capoluoghi di provincia. Noi col Rapporto Ecosistema Urbano le raccontiamo annualmente per rendere merito agli amministratori più smart e coraggiosi e farle copiare da quelli meno innovativi e temerari, perché le buone idee non hanno copyright”.

“Il Piemonte rispecchia i chiaroscuri nazionali – dichiara Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – con due capoluoghi in top ten (Biella e Verbania) e uno alla 15esima posizione generale (Cuneo). Decisamente male le altre città regionali ed Aosta, con Novara alla 42esima posizione e le altre tutte oltre la metà classifica. Pessima la situazione di Torino (80esima) e Alessandria (addirittura 93esima). Pesano senza dubbio una pessima qualità dell’aria ed una raccolta differenziata in entrambi i casi sotto il 50%. Negli ultimi mesi si è molto investito su ciclabilità e mobilità alternativa, tanto da fare del capoluogo regionale una città riferimento a livello nazionale e da rientrare (insieme a Milano) nelle 17 best practices individuate in Ecosistema Urbano con la sharing mobility. Si è tracciato un percorso. È necessario andare fino in fondo, con decisione e determinazione”.

Classifica generale: Trento, prima in classifica, migliora i valori medi complessivi sia per quel che concerne il biossido di azoto (NO2) che per le Pm10. Cresce la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato: Trento sfiora l’83% nel 2019, era poco sopra l’81% nel 2018, e si conferma tra le città migliori in questo parametro (è sesta). A completare il quadro c’è il decrescere dei rifiuti prodotti che calano dai 465 chili per abitante/anno dell’anno passato, agli attuali 462. Crescono i passeggeri trasportati dal servizio di TPL (da 185 viaggi per abitante annui del 2018 ai 190 del 2019), ma cala lo spazio destinato alle infrastrutture dedicate alla ciclabilità. Si registra un costante miglioramento del capoluogo trentino nell’indice dedicato al consumo di suolo che si ferma a 8,20/10 (lo scorso anno era a 7,40/10, due anni fa a 6,25) e lascia Trento appena fuori dalla top ten: è undicesima. Anche Mantova, capoluogo lombardo, mantiene buone performances. Scendono di poco i consumi idrici, peggiorano le perdite della rete, che però rimangono appena al di sopra del 15%, settimo capoluogo assoluto in questo indice. Sale la produzione totale di rifiuti (da 513 Kg pro capite all’anno, a 531 quest’anno), ma continua a crescere la raccolta differenziata dove Mantova è la terza assoluta (dopo Ferrara e Pordenone), con una percentuale di 85,6% di differenziata.

Pordenone, terza in classifica, quarta lo scorso anno e sesta due anni fa, deve il raggiungimento del podio a un miglioramento generale visibile già negli indici legati all’inquinamento atmosferico dove abbatte le concentrazioni dell’NO2, peggiora di poco, rimanendo comunque nei limiti, per le polveri sottili e addirittura quasi dimezza i giorni di superamento dell’ozono rispetto all’anno precedente. Si registrano quasi ovunque lievi miglioramenti come nei consumi idrici (da 168 a 162 litri per abitanti al giorno da un anno all’altro), o nelle perdite della rete idrica dove la città friulana è quella che spreca meno in assoluto: solo l’11,3% dell’acqua immessa in rete non arriva ai rubinetti. Bene la raccolta differenziata dei rifiuti, Pordenone è la seconda assoluta con l’86,1%, dietro solo a Ferrara, nel consumo di suolo il capoluogo friulano quasi raddoppia il suo indice rispetto all’anno passato: da 3,95 su 10 all’attuale 6/10. Unica nota negativa, il lieve calo dei passeggeri trasportati dal servizio di TPL (che scendono dai 62 del 2018 agli attuali 58 viaggi per abitante all’anno) o alla produzione di rifiuti dove si passa dai 514 chili pro capite dell’anno dello scorso anno agli attuali 521.

Anche Bolzano, quarta, e Reggio Emilia, quinta, confermano buone performance ambientali. La prima mantiene, ad esempio, una buona qualità dell’aria con tutti e tre gli indici entro i limiti, ma peggiorando lievemente nei giorni di superamento dei limiti per l’ozono. Sale di poco la percentuale di acque disperse dalla rete (poco più del 31% nel 2018, poco oltre il 32% quest’anno), ma scendono i consumi idrici. Cresce ancora il monte rifiuti prodotti (512 kg/abitanti/anno nel 2018, 524 quest’anno), ma aumenta la raccolta differenziata che si attesta al 67%. Migliora di pochissimo anche nell’indice del consumo di suolo che vede Bolzano tra le migliori in assoluto: è sesta con 9,40 su 10 (era a 9,35 l’anno passato).

Reggio Emilia ha buoni numeri dei tre indici legati all’inquinamento atmosferico, stabili i consumi idrici e le energie rinnovabili. Peggiora nel totale dell’acqua potabile dispersa (era poco sotto il 22% lo scorso anno, sale al 25,2% quest’anno) e nel monte di rifiuti prodotti che cresce dai 695 chili pro capite all’anno, agli attuali 699. Migliora però in quasi tutto il resto: cresce la raccolta differenziata che oltrepassa l’80% (82,9%) e fa del capoluogo reggiano la quinta assoluta nell’indice; salgono i passeggeri trasportati dal servizio di trasporto pubblico (dagli 87 viaggi per abitante all’anno dell’anno scorso agli attuali 100); aumenta lo spazio per i pedoni e quello dedicato alla ciclabilità dove Reggio Emilia si conferma di gran lunga la migliore in assoluto. Da segnalare però l’arretramento del capoluogo emiliano-romagnolo nell’indice che misura il consumo di suolo, dove scende da 7,05 su 10 dello scorso anno, a 6/10 quest’anno.

Non può mancare uno sguardo alle grandi città. Nella classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 in ripresa Torino 80 esima in graduatoria (lo scorso anno era 88esima) e Bari 84esima (lo scorso anno era 87esima), lieve calo in graduatoria invece per Bologna 16esima (lo scorso anno era 13esima) e Venezia 27esima (lo scorso anno era 16esima). In generale i grandi centri faticano a dare risposte alle criticità che le attanagliano. A confermarlo i numeri sempre più elevati delle concentrazioni di biossido di azoto o dei giorni di superamento dei limiti dell’ozono a Torino, il crescente numero di auto circolanti per Torino e Roma (Torino a 64 auto ogni 100 abitanti, Roma a 62) e l’immobilismo nei numeri del trasporto pubblico ancora a Roma. L’imbarazzante 19,2% della raccolta differenziata a Palermo o il 36,2% fatto registrare da Napoli (il 35% era l’obiettivo normativo da raggiungere nel 2006), oppure il 3,60 su 10 che Venezia raggiunge nell’indice dedicato al suolo consumato (era a 3,90/10 lo scorso anno), così come il fatto che a Bari quasi il 50% dell’acqua potabile immessa in rete va sprecata (il 49%, era il 48,8% lo scorso anno). Fa eccezione Milano, sempre più attenta negli ultimi anni alla mobilità sostenibile e intermodale, alla rigenerazione urbana e all’uso efficiente di suolo.  In particolare il capoluogo lombardo ha invertito la proporzione tra crescita del consumo di suolo e variazione abitanti residenti. Inoltre è l’unica grande città ad avere una rete idrica che perde molto meno del 25% dell’acqua immessa in rete: quarta assoluta con appena il 13,7% di perdite (era 15,2% lo scorso anno).

In fondo alla classifica generale si trovano Pescara, Palermo e Vibo Valentia. Il capoluogo abruzzese, terz’ultimo in graduatoria, non risponde da due anni alle domande di Legambiente. Anche Vibo Valentia, ultima in classifica, colleziona una enorme quantità di ‘nd’. L’unica nota positiva, il dato sulla raccolta differenziata che passa dal 26% segnalato negli ultimi anni al 46,3%, ed il contestuale calo del monte rifiuti prodotto che vale al capoluogo calabrese il quarto posto assoluto nell’indice dedicato con 395 kg/ab/anno. Palermo, penultima in graduatoria, oltre alla raccolta differenziata che si attesta al 19,2%, registra un calo dei passeggeri trasportati dal trasporto pubblico, scende la superficie dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità, facendo del capoluogo siculo uno dei peggiori del Paese con poco più di un metro equivalente ogni 100 abitanti. La città sicula arretra anche nell’indice dedicato al suolo consumato dove si ferma solo a 7,60 su 10 mentre lo scorso anno faceva registrare un più confortante 8,25/10.

In allegato la scheda con i dati riguardanti le performance ambientali specifiche su inquinamento, raccolta differenziata, rete idrica, trasporto pubblico, mobilità, fonti rinnovabili.

Il rapporto di Ecosistema Urbano è scaricabile su www.legambiente.it

Organizzatori Eventi:  ora c’è una voce per tutelare il settore

Riceviamo e pubblichiamo / L’Unione Nazionale Organizzatori Eventi prende atto del nuovo decreto, emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 3 novembre, comprendendo lo stato di emergenza derivante dalla crescente ondata di contagi da COVID-19.

Allo stesso tempo intende sottolineare quanto queste misure colpiscano ulteriormente il ramo degli eventi, andando a incidere negativamente sul settore e sul vastissimo indotto che esso coinvolge.

Non si sono potute portare a compimento le manifestazioni programmate, inoltre è mancata anche la necessaria pianificazione a lungo termine, scoraggiata dalla costante incertezza causata certamente dalla pandemia, ma che in nessun modo è stata arginata dalle politiche intraprese.
Una situazione, questa, che si manifesta a seguito di un anno durante il quale l’intero comparto è stato fortemente penalizzato dalle incertezze sia sociali, sia normative e burocratiche, che hanno portato il fatturato ad un calo che in media supera il 90%.
Ciò nonostante si sono realizzati importanti investimenti per garantire la sicurezza, la sanificazione degli spazi e la gestione dei flussi di visitatori, dimostrando che si può operare e lo si può fare nel rispetto delle norme e del buon senso. Investimenti necessari per poter lavorare e dare lavoro, ma che ora rischiano di trasformarsi in uno spreco di preziose risorse che va a gravare ancora di più su un settore che per primo ha dovuto subire i danni causati dalla pandemia.

Attualmente l’U.N.O.E. – Unione Nazionale Organizzatori Eventi comprende le 48 aziende che si occupano di organizzazioni di eventi più rappresentative d’Italia, che realizzano diverse tipologie di manifestazioni, dagli eventi enogastronomici alle sagre tipiche, dalle mostre mercato a eventi storici e tematici e convention: tutte sono state colpite dal fermo totale delle loro attività già dallo scorso febbraio e non sono mai concretamente ripartite.
L’U.N.O.E. e il suo Direttivo sono solidali con gli operatori del settore, in particolare quelli con sede nelle regioni rosse, e conferma la determinazione di essere la voce di una categoria portatrice di valore economico e sociale sia a livello nazionale sia locale; l’attività istituzionale proseguirà garantendo agli associati e agli operatori del comparto una reale rappresentatività, in modo che le future normative nazionali e locali tengano conto anche delle istanze degli organizzatori di eventi, troppo spesso inascoltate poiché inespresse a livello unitario.

Superare la crisi contingente per puntare a iniziative strutturali: così U.N.O.E. traccia la rotta per il prossimo futuro.

U.N.O.E.
Sede Legale: Palazzo Grazioli – Via del Plebiscito 102, 00186 Roma
Numero Segreteria: 375 58 32 295
e-mail: segreteria@unoe.it

Presidente: Alessandro Pollak
Vice Presidente: Alessia Littarru, Carla Marivo
Consiglieri: Myriam Vallegra, Roberto Auteri, Nicoletta Cardillo, Lucio Bencardino

Ufficio Stampa: comunicazione@unoe.it

Una nuova città in Cina, sarà progettata dal Politecnico

La proposta presentata dal team formato da Politecnico e South China University of Technology classificata al terzo posto del concorso internazionale indetto per progettare la città

 

Il concorso internazionale di Urban Design “Future ShanShui City: Dwellings in Lishui Mountains”, è stato indetto dalla Municipalità di Lishui insieme al Shanghai One-Tenth Art Space per individuare il futuro masterplan di un’area di 152 chilometri quadrati della città – Torino ne misura 130 – distribuiti lungo il fiume Ou.

Il Politecnico di Torino, selezionato lo scorso luglio tra i 10 finalisti, ha vinto il terzo premio su 93 candidature internazionali, rientrando pertanto tra i tre gruppi che nei prossimi anni affiancheranno l’amministrazione nel definire le direzioni urbanistiche e architettoniche della nuova città.

La proposta presentata, elaborata insieme alla South China University of Technology e premiata da una giuria composta, tra gli altri, dal maestro dell’architettura cinese Cui Kai, dal professore di Yale Alan Plattus, dall’archistar Ma Yansong (MAD) e dal Premio Pritzker Ryue Nishizawa, diventerà anche un grande plastico che sarà esposto nel Museo della Città di Lishui.

L’Ateneo torinese ha partecipato con il DAD Dipartimento di Architettura e Design come capofila e con il DIST Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio: i 44 docenti, ricercatori, dottorandi e studenti che hanno lavorato al progetto fanno capo ai gruppi di ricerca della China Room (DAD e DIST) e dell’Istituto di Architettura Montana del DAD.

La proposta è stata illustrata attraverso 277 tavole grafiche ed è partita dal presupposto che la valle al centro dell’area rappresenta oggi uno dei pochi spazi agricoli ancora disponibili nella Provincia dello Zhejiang e che per questo vada salvaguardata e valorizzata.

Il progetto – dal titolo “Prosperous Lishui” – ha definito due spazi complementari: al centro, la grande valle, dove ad una produzione agricola intensiva si affiancano centri logistici e di ricerca, collegati da trasporti via acqua (per le persone) e aerei (per i prodotti agricoli); sulla pendice delle montagne circostanti è stata progettata una città lineare, dove i nuovi insediamenti residenziali e le infrastrutture si integrano lungo i fianchi delle montagne.

Questo sistema, incorniciato da una grande riserva naturale, è basato su mobilità lenta, corridoi ecologici e la conservazione delle strutture insediative esistenti. La ricerca di un rinnovato equilibrio tra città e campagna, non solo nelle “forme” del paesaggio ma anche sul piano economico e sociale, è stata la sfida principale del concorso: una visione che corrisponde alla nuova direzione che il Governo Cinese ha intrapreso sui temi dell’urbanizzazione.

Il Rettore Guido Saracco ha così commentato il prestigioso riconoscimento: “Questo premio consolida ancora di più la reputazione del nostro Ateneo in Cina, dove siamo di fatto un punto di riferimento istituzionalmente riconosciuto. Per poter ampliare ulteriormente le collaborazioni e il nostro impatto sul territorio cinese stiamo progettando insieme a Fondazione Links una Legal Entity a Pechino, che ci consentirà di sfruttare al meglio le tante occasioni di ricerca applicata e di mercato che offre questo Paese”

Protopapa: “Dl florovivaismo ottima notizia anche per il Piemonte”

Sostegno alla attivita’ produttive, valorizzazione e tutela delle nostre aziende e figuri professionali:

 

anche il settore del Florovivaismo puo’ contare sul provvedimento portato avanti da Marzio Liuni, parlamentare piemontese della Lega e imprenditore agricolo del settore florovivaistico; e’ il primo firmatario del Decreto Legge 1824 che prevede appositi marchi di qualità, distretti produttivi, un tavolo permanente all’interno del Ministero delle Politiche Agricole.

“Da tempo, il settore florovivaistico attendeva una legge che riconoscesse in pieno la figura del florovivaista e la filiera ed esso collegata – spiega Marzio Liuni che aggiunge: Dopo diciotto mesi di duro lavoro e confronto tra le parti politiche, la legge è stata votata alla Camera dei Deputati praticamente all’unanimità”. Inoltre, prosegue “…sono stati presentati diversi ordini del giorno finalizzati al finanziamento ad hoc per le pesanti perdite che il settore ha subito la scorsa primavera a causa dell’emergenza sanitaria Covid che ha penalizzato il settore florovivaistico”.

“Esprimo viva soddisfazione per l’importante risultato ottenuto a livello parlamentare dalla Lega ed in particolare dall’onorevole Marzio Liuni” dichiara l’assessore all’Agricoltura e al Cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa affermando anche che “Questa buona notizia si va ad aggiungere all’azione di sostegno creata dalla Regione Piemonte nell’attuazione della misura 21 del Psr dove il comparto florovivaistico è stato inserito come settore che beneficerà di aiuti diretti a seguito del Covid 19″.

Protopapa spiega anche che “L’approvazione alla Camera del Dl ‘Florovivaismo’ è un’ottima notizia per l’intero comparto a livello nazionale, viene dato un giusto riconoscimento ai tanti professionisti del settore, che in Piemonte rappresentano oltre 900 aziende, collocando la nostra Regione tra le prime in Italia nel settore. Il comparto florovivaistico è rappresentato in tutte le province piemontesi e contribuisce in modo significativo all’economia agricola del Piemonte”.

CV

Fca e Peugeot, il marchio della grande fusione

I colossi Peugeot e Fiat Chrysler Automobiles hanno svelato  il logo di Stellantis

Si tratta del nuovo gruppo che sorgerà dalla fusione paritetica dei rispettivi business. La presentazione del logo rappresenta un altro passo verso il completamento della fusione, previsto entro la fine del primo trimestre 2021, con il soddisfacimento delle condizioni di closing, l’approvazione da parte degli azionisti delle due società nelle rispettive assemblee straordinarie e l’adempimento dei requisiti antitrust e normativi.

Scuola: covid e asintomatici

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani vista la situazione di emergenza nazionale relativa ai contagi che oggi hanno fatto registrare quota 37.809 contagi e 446 morti chiede per l’ennesima volta che siano adeguati i protocolli relativi alla scuola in relazione alle linee guida inerenti i soggetti asintomatici, considerando che sulla scorta di indagini scientifiche condotte dal team del Children’s National Hospital di Washington e pubblicate sulla rivista di settore Jama Pediatrics lo studio (https://quifinanza.it/editoriali/video/coronavirus-bambini-contagio/411703/) risulta pari la contagiosità degli asintomatici rispetto a chi ha già manifesti i sintomi.

I bambini in maniera particolare, fortunatamente poco toccati dalle conseguenze più estreme del virus, possono ospitare nel loro organismo il virus per circa 21 giorni a prescindere dalla sintomatologia che molto spesso non si palesa. Eppure i docenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo hanno quotidianamente scambi con piccoli per i quali non sempre è facile mantenere le misure di sicurezza.

Una ricerca a cura dell’Asan Medical Center di Seul pubblicata sulla rivista Thorax (https://www.ilsole24ore.com/art/covid-19-asintomatici-hanno-stessa-carica-virale-chi-ha-sintomi-lievi-ADZthxq) dimostra come gli asintomatici veicolino spesso il virus a loro insaputa.
Gli autori della ricerca hanno segnalato che “Considerando che la maggior parte degli individui asintomatici con infezione da Sars-CoV-2 è probabile non venga intercettata e continui quindi a fare la vita di sempre (sfugge insomma all’isolamento), questi individui potrebbero avere un ruolo essenziale nella trasmissione del virus responsabile della Covid-19 e quindi nel perdurare della pandemia”.
Tali dati assumono una connotazione nefasta se si considera che è ormai ampiamente accertato che il Covid é un virus letale anche per soggetti privi di altre patologie. (https://www.mdpi.com/2077-0383/9/11/3459?fbclid=IwAR2_NqBupLml_cXDDei4av3ylUxJfmTYEP_09KBB_mkYvwpt0W-YVTUB-nw).
Nefasta ė l’immagine del fanciullo che si reca a scuola in un autobus dove non é necessario rispettare il distanziamento, per poi interagire con i compagni in aule prive della corretta aereazione e che, nella più tipica delle situazioni italiane, viene prelevato dal nonno all’uscita della scuola o/e “trascorre il pomeriggio dai nonni”. D’altra parte, questa è la realtà italiana. Se i genitori lavorano, i figli vengono spesso accolti dai parenti prossimi e molto spesso dai nonni. Ma una tale situazione, passando per gesti semplici e amorevoli come dare la mano o un abbraccio, non può che avere un drammatico e inquietante risvolto.
Oggi occorre potenziare e rendere più sicuri gli strumenti per la didattica a distanza, intervenire sugli edifici e, in particolare, sui sistemi di aereazione e purificazione dell’aria, ridurre la ratio alunni/docente, stabilire dei congedi per i genitori, favorendo lo smartworking. In altri termini, occorre già prepararsi per la terza ondata. I dati scientifici non lasciano spazio ad opinioni di mera opportunità politica. L’amministrazione non può disconoscere la portata dei risultati delle ricerche. Quello che ad oggi viene indicato come luogo sicuro per i bambini, pare essere un detonatore, un agile veicolo per la diffusione di germi patogeni che, verosimilmente, produrranno il maggior danno nei confronti del personale scolastico o del familiare più fragile.
Chiediamo al CTS e al ministero di monitorare gli asintomatici nelle scuole dell’infanzia e del primo ciclo per tutelare la salute pubblica. La DaD applicata alle scuole superiori e agli ultimi due anni della scuola media evidenzia come finalmente la criticità connessa alla mobilità / assembramenti scuola sia seria, quanto il problema non sia da trascurare. Tuttavia si persevera nel mantenere aperti i rimanenti istituti, sottovalutando la vita aggregativa dei bambini nelle famiglie e nei vari contesti sociali. Il contagio trasmesso da soggetti asintomatici molto spesso è difficile da tracciare e quindi nel caso in cui avvenga a scuola può passare molto tempo prima che se ne sia consapevoli; pertanto diventa praticamente impossibile dimostrarne l’addebito al luogo di lavoro o di studio, con grave detrimento per tutti gli altri soggetti coinvolti totalmente ignari.
É per questo, che appoggiamo le scelte – come quelle del Presidente della Regione Campania – finalizzate ad assicurare la massima tutela non solo degli alunni, ma anche dei docenti, delle famiglie e, soprattutto, dei soggetti fragili e ci auguriamo che altre regioni ne seguano l’esempio.
Vogliamo ricordare alcuni nostri colleghi che ultimamente sono deceduti per aver contratto il Covid 19: Paolo Spinoso, insegnante delle liceo Regina Margherita di Palermo; Castrese Castaldi, scuola Giancarlo Siani di Marano; Doriana Decimo, insegnante di Storia dell’Arte alla scuola media Silio Italico; Francesco Caterino, insegnate d’Arte all’Ic «De Nicola-Sasso» di Torre del Greco; Domenico Silvestri, vicepreside dell’Istituto per geometri Della Porta di Napoli. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza ai loro familiari.

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prof. Alessio Parente prof. Romano Pesavento
Segretario CNDDU presidente CNDDU

Confagricoltura: “clima e covid condizionano l’annata agraria”

L’andamento dell’annata agraria che si chiude l’11 novembre analizzato in una conferenza stampa on-line di Confagricoltura Piemonte, con gli interventi di presidente e direttore regionale di Confagricoltura Enrico Allasia ed Ercole Zuccaro, dell’assessore regionale all’agricoltura Marco Protopapa, del presidente di Unioncamere Piemonte Gian Paolo Coscia, del presidente di ANBI Piemonte(l’associazione che rappresenta i consorzi irrigui e di bonifica) Vittorio Viora, del presidente dell’Ente Risi Paolo Carrà, del presidente nazionale dell’UNCEM (Unione dei comuni montani) Marco Bussone e del componente della Giunta nazionale Confagricoltura Luca Brondelli di Brondello.

Confagricoltura evidenzia un andamento positivo delle produzioni vegetali, con prezzi in rialzo – ma non ancora a livelli ottimali – per i cereali. Raccolto non abbondante per la frutta, ma con produzioni di alta qualità. Ottima la vendemmia. L’emergenza Covid-19 manda in crisi il comparto zootecnico: prezzi cedenti per polli, suini, latte e per la carne di razza Piemontese. Scarso il raccolto di miele.

 

L’inverno tiepido, il più caldo degli ultimi 63 anni, con precipitazioni leggermente inferiori alla media, non ha favorito la ripresa vegetativa. Anche in primavera le temperature sono state superiori alla media e le piogge leggermente inferiori alla media. Aprile e maggio hanno fatto registrare alcune precipitazioni eccezionali. L’estate è trascorsa calda con temperature un po’ sopra la media, con precipitazioni abbondanti, alcune delle quali anche di fortissima intensità, specialmente nel mese di agosto, con venti forti e violente grandinate che in ogni caso non hanno compromesso i raccolti. L’autunno, a parte l’alluvione del 2-3 ottobre, ha finora fatto registrare temperature più o meno in media, così come le precipitazioni, con scarsi passaggi di perturbazioni atlantiche.

Per quanto riguarda l’andamento delle produzioni vegetali – chiarisce Confagricoltura – il raccolto di grano tenero è stato scarso (dal 10 al 15% in meno rispetto al 2019), con prezzi in rialzo da settembre, a livello soddisfacente. Produzioni in calo anche per l’orzo, che in alcune zone registra perdite di rese del  20-30%. Ottime qualità e produzioni abbondanti per il mais, con prezzi in rialzo. Annata difficile per il riso: le zone di produzione – spiegano i tecnici di Confagricoltura Piemonte – sono state colpite da una violenta grandinata il 24 settembre, al confine tra Pavia e Novara, e delle fortissime piogge cadute il 2 e 3 ottobre: la produzione sarà inferiore di circa il 10 – 15% rispetto l’anno scorso. Il raccolto è di buona qualità e i prezzi sono interessanti. Buona la produzione di leguminose, con prezzi incoraggianti per la soia.

Nel comparto frutticolo produzioni in calo, fino al 40% in meno rispetto al 2019, per pesche e nettarine, con qualità e prezzi soddisfacenti. Bene anche albicocche e susine, mentre per il kiwi continuano a registrarsi problemi fitosanitari agli impianti; i danni da gelo primaverile hanno ridotto la produzione. Soddisfacente la produzione di nocciole, ma con prezzi cedenti rispetto all’anno scorso. Buono il raccolto di castagne e di piccoli frutti; tiene la produzione di fragole, con la diffusione di coltivazioni fuori suolo.

Interessante la produzione orticola, con vistosi incrementi dei consumi e dei prezzi. Buona la campagna 2020 del peperone di Carmagnola, seppur con una produzione leggermente in calo rispetto all’anno scorso.

Annata eccellente, favorita dal buon clima estivo, per le coltivazioni foraggere e per i pascoli montani.

Ottima la vendemmia, con produzioni nella media e qualità eccellente, soprattutto per i vini rossi.

Sul fronte gli allevamenti zootecnici Confagricoltura evidenzia che sono aumentate le produzioni di carne avicole. Dopo l’innalzamento dei prezzi in primavera per il lockdown, a settembre il prezzo dei polli da carne era in flessione del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Buona anche la produzione di uova di galline, in aumento di quelle allevate a terra.

Per quanto riguarda i bovini da carne l’emergenza sanitaria Covid-19 ha impattato pesantemente sui consumi e sui prezzi. Con il blocco del canale della ristorazione i danni maggiori si sono registrati nel comparto degli allevamenti di razza Piemontese: i bovini sul mercato all’ingrosso hanno ridotto di circa il 40% il prezzo rispetto all’anno precedente.

In difficoltà – fa rilevare Confagricoltura – anche il mercato del latte bovino: anche in questo caso l’emergenza sanitaria ha fatto diminuire il consumo di latte fresco e i produttori hanno perso circa il 20-25% del prezzo rispetto all’anno scorso.

In crisi anche il mercato dei suini: oggi gli allevatori producono ben sotto i costi di produzione. Scarsa la produzione di miele, a causa del meteo instabile e delle conseguenti fioriture intermittenti nel periodo primaverile.

L’emergenza sanitaria ha acuito le difficoltà del settore primario, già fortemente indebolito. Le produzioni zootecniche hanno subito un calo generalizzato della domanda, in particolare per quanto riguarda carne suina e bovina e latte fresco, a causa del prolungato lockdown primaverile. Il colpo – spiegano i dirigenti di Confagricoltura Piemonte – è stato accusato pesantemente anche dal comparto vitivinicolo, che oggi fa registrare giacenze in cantina superiori al livello fisiologico e guarda con preoccupazione ai prossimi mesi, periodo tradizionale di feste che quest’anno si terranno sicuramente in forma limitata.

In questo contesto – rileva Confagricoltura – diventa indispensabile favorire la competitività delle imprese, consolidare le strutture aziendali, non trascurare gli investimenti in innovazione e sviluppo, assicurare una promozione coordinata del nostro agroalimentare in Italia e all’estero.

Per Confagricoltura la Regione e il Governo nazionale dovranno impegnarsi su questo su questi obiettivi, per dar modo alle imprese di poter ripartire con fiducia non appena le condizioni lo permetteranno. In questa situazione diventa perciò indispensabile sfruttare tutte le risorse a disposizione, a partire da quelle del programma di sviluppo rurale che continua a manifestare forti deficit per quanto riguarda la capacità di spesa: la chiusura del periodo di programmazione è fissata al 31 dicembre e anche se sarà possibile effettuare successivamente i pagamenti già impegnati, al 30 settembre erano stati erogati soltanto il 55% dei fondi a disposizione per il periodo 2014-2020. Confagricoltura Piemonte ha già manifestato alla Regione le preoccupazioni degli imprenditori agricoli, chiedendo di accelerare la conclusione delle istruttorie avviate e la liquidazione dei contributi alle aziende.

Per quanto riguarda la prossima programmazione Confagricoltura ha avanzato alla Regione una serie di proposte, che puntano al rafforzamento delle imprese e al sostegno a progetti immediatamente cantierabili, che per fortuna ci sono.

Per l’organizzazione degli imprenditori agricoli è necessario uno sforzo comune, nel quale deve prevalere il senso di responsabilità per far ripartire, proprio con l’agroalimentare, la nostra economia in modo da far crescere l’occupazione e assicurare una giusta remunerazione per gli agricoltori che operano sul territorio.

Confagricoltura rivolge inoltre un appello alle istituzioni per la difesa e la salvaguardia del territorio, evidenziando due emergenze.

La prima: sono sempre più gravi i danni provocati dai selvatici, cinghiali in particolare, alle coltivazioni agricole: la proliferazione eccessiva di questa specie va contenuta in ogni modo.

Infine l’ultima alluvione di inizio ottobre ha purtroppo confermato che il clima sta cambiando e che è necessario fronteggiare questa emergenza con un impegno concreto: bisogna assicurare un’adeguata manutenzione a fiumi e torrenti, favorire il ripristino delle reti irrigue minori, investire per la creazione di invasi. Per Confagricoltura è tempo di superare i blocchi ideologici che paralizzano gli interventi sul sistema idrogeologico per favorire una vera tutela dell’ambiente naturale e delle attività agricole che sono il vero presidio del territorio.

Quando le imprese delocalizzate tornano a casa

Il progetto reshoring’ è stato presentato negli spazi di Leonardo, azienda che ha radici storiche e un presente importante in Piemonte dove, con oltre 4.000 persone, contribuisce a generare occupazione qualificata e una filiera ad alta intensità di conoscenza e innovazione, che si riflette sui valori di competitività e produttività del lavoro.

Sono intervenuti Chiara Appendino Sindaca di Torino, Marco Pironti Assessore all’Innovazone, Marco Zoff Managing Director della Divisione Velivoli di Leonardo, Giuseppe Santangelo CEO Skypersonic Inc e Evgeny Klochikon CEO Parkofon/Sheeva  

L’emergenza COVID ha riportato in auge il termine ‘reshoring’ ovvero il fenomeno economico che consiste nel rientro a casa delle aziende che in precedenza avevano delocalizzato il loro business in Paesi stranieri UE ed Extra-Ue.

Molte le motivazioni che lo possono attivare, come ad esempio la limitazione degli spostamenti indotta dall’emergenza sanitaria; fattori contingenti come il costo del lavoro (un ingegnere in USA costa 3-5 volte quello italiano) e l’ottenimento di visti a lungo termine (sempre più difficili).

A tutto ciò si aggiunge il fattore attrazione dei territori, ovvero quella capacità degli ecosistemi locali, specie della ricerca e dell’innovazione, di offrire nuovi ambienti per sviluppare e testare le tecnologie emergenti.

Torino Reshoring è promosso dalla Città di Torino e dal suo team innovazione con l’intento di fare leva sulla identità di città laboratorio, sempre più riconosciuta a livello internazionale, e intercettare domanda di “reshoring” da parte di aziende con un dna italiano, sia per motivi logistici dei fondatori sia per motivi di mercato.

Il progetto – caratterizzato da una doppia anima, innovazione e business economica per il territorio – mira a creare un programma di avvicinamento verso Torino per aziende internazionali con focus R&D, a partire dai verticali di maggior interesse per il territorio nel contesto e in linea con i meccanismi di partecipazione di Torino City Lab.

Presentare un progetto come Torino Reshoring proprio in questo momento di grande cambiamento e sfida a livello globale è audace e ambizioso da parte nostra – dichiara Marco Pironti, Assessore all’Innovazione della Città di Torino -. Crediamo fortemente nella crescita che Torino è riuscita a dare al suo ecosistema dell’innovazione che oggi ha raggiunto 70 partners, nazionali e internazionali. È davvero un grande stimolo per noi provare a cogliere la domanda e l’interesse da parte di aziende estere molto innovative che fanno della ricerca e sviluppo nel campo delle tecnologie emergenti il loro focus. Ci auguriamo di poter generare ricadute interessanti a livello qualitativo da questi team mondiali che stanno sposando la nostra visione di città della ricerca e della sperimentazione avanzata”.

Tanti fattori abilitano il capoluogo piemontese a essere appetibile a livello internazionale:

Torino è appena stata nominata sede dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale (I3A) – uno dei tasselli principali della strategia definita dal Ministero per lo sviluppo economico (MISE) in ambito AI – il cui obiettivo è creare una struttura di ricerca e trasferimento tecnologico capace di attrarre talenti dal “mercato” internazionale e, contemporaneamente, diventare un punto di riferimento per lo sviluppo dell’AI in Italia, in connessione con i principali trend tecnologici (tra cui 5G, Industria 4.0, Cybersecurity);

Torino è la città che ha portato in Italia Techstars, un network mondiale che supporta la crescita e lo sviluppo delle startup attraverso programmi di accelerazione d’impresa;

Torino è stata scelta da ENAC per promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo degli aeromobili a pilotaggio remoto e sviluppare nuovi modelli di servizio smart city, a basso impatto ambientale, modello che successivamente potrà essere replicato su altre realtà nazionali. Torino sarà dunque un osservatorio privilegiato per valutare gli adeguamenti normativi che rispondano allo sviluppo tecnologico del settore e fornirà un supporto allo sviluppo di servizi innovativi capaci di generare opportunità di lavoro nel settore degli aeromobili a pilotaggio remoto.

Leonardo ha accolto con favore questo primo atto del progetto “Torino Reshoring”, che ben rappresenta la volontà di creare a Torino un ecosistema favorevole alla crescita, all’innovazione, allo sviluppo di nuove idee e progetti concreti. In questa direzione Leonardo, come noto, ha creduto, voluto e sostenuto fortemente il progetto “Città dell’Aerospazio”, un’iniziativa aggregante, che mette insieme realtà diverse – aziende, PMI, Università, istituzioni locali e cittadini – creando una contaminazione di competenze in un settore in cui, in Piemonte, Leonardo da sempre rappresenta il filo conduttore.

TESTIMONIAL DI TORINO RESHORING

Skypersonic Inc – www.skypersonic.net

Skypersonic Inc – rappresentata dal CEO Giuseppe Santangelo – azienda italoamericana con sede a Detroit, sta programmando di potenziare la presenza in Italia con un centro R&D a Torino – negli spazi di Leonardo (inaugurazione stamattina) – da far crescere magari come base EMEA.

 

Sheeva – www.sheeva.ai   

L’azienda Sheeva rappresentata da Evgeny Klochikhin nata dalle attività di sperimentazione del progetto Parkofon, che è stato accelerato a Torino nell’ambito del Programma Techstars – Smart Mobility  (Classe 2019-2020) e che ha condotto attività di testing accedendo a Torino City Lab. Questa esperienza – anche se non riguarda il ritorno di un’azienda italiana –  è significativa nel rappresentare il potenziale di Torino City Lab e dell’ecosistema torinese dell’innovazione a supporto dello sviluppo di soluzioni innovative per l’ambiente urbano.

La partecipazione a Torino Reshoring è rivolta a imprese internazionali con sede all’estero, interessate ad attivare sul territorio Torinese attività di R&S e testing di media durata.

Gli ambiti di attività sono aperti all’innovazione tecnologica per l’ambiente urbano nei principali contesti della smart city e in coerenza con le attività di Torino City Lab (www.torinocitylab.it ).

Le priorità per il primo anno sono:

–      Focus territoriale: Nord America (USA) in collaborazione con la Camera di Commercio di Detroit e New York.

–      Contesti settoriali prioritari: Industria 4.0; Mobilità terrestre e aerea; Salute; Food e Agritech; Cultural Heritage/Turismo

Attraverso Torino ReshoringTorino City Lab intende offrire un servizio di orientamento e supporto, finalizzato ad attrarre e ospitare in città attività di R&S e testing, mettendo a disposizione ambienti di test in area urbana (oggi disponibili) e, grazie all’aiuto dei suoi partner e della Città di Torino, attività di facilitazione e sostegno.

Sulla base delle richieste pervenute, con Torino Reshoring saranno facilitate:

▪          la ricerca di uffici/spazi dedicati alle migliori condizioni;

▪          il supporto

–      nelle attività di “Talent Acqusition” anche grazie al rapporto con gli Atenei Torinesi;

–      nell’identificazione di servizi di “Business advisory” nei settori di interesse

–      ad azioni di confronto per lo sviluppo di casi d’uso di interesse in collaborazione con i Dipartimenti della Città di Torino di volta in volta competenti e con i partner di TCL;

–      a testing, compreso l’accesso ad asset della Città e dei partner, e all’utilizzo delle aree di stress test attive negli ambiti: droni; veicoli connessi e a guida autonoma; learning technologies.

–      nel contatto con gli enti territoriali deputati per aspetti di natura amministrativa;

–      di comunicazione tramite le reti nazionali e internazionali di TCL.

▪          l’attivazione di progetti/programmi di ricerca congiunta con gli Atenei e gli Enti di ricerca del territorio.

“Imu e rifiuti, sgravare gli immobili”

La richiesta arriva da Ape Confedilizia Torino

“L’Ape Confedilizia prende atto delle decisioni del Governo centrale e del Governo regionale in relazione alla pandemia di Covid 19 in atto – dichiara PierLuigi Amerio, presidente di Ape Confedilizia di Torino e provincia – ma contesta e sottolinea i ritardi e le carenze manifestate dagli Amministratori centrali e locali nell’assumere decisioni e nell’ottenere il rispetto delle stesse da parte della cittadinanza (troppi assembramenti, poco rispetto nell’utilizzo delle mascherine e del distanziamento).

Alla luce delle decisioni assunte – prosegue Amerio – è necessario dare un segnale importante ai proprietari di casa, che già per il lockdown di primavera si sono visti decurtare o addirittura annullare per alcuni mesi il pagamento dell’affitto. Analoga situazione saranno costretti a vivere con il lockdown d’autunno, subendo enormi danni per la sospensione dei procedimenti di sfratto per morosità.”

Alla luce di quanto sopra l’Ape Confedilizia di Torino, chiede immediati interventi di tutti i Comuni della Provincia di Torino affinchè i proprietari di immobili siano sgravati dal versamento dell’Imu e della tassa rifiuti.

Si chiede, in particolare, al Comune di Torino di accelerare il più possibile la procedura della morosità incolpevole, che costituisce un particolare ristoro per la proprietà immobiliare.