ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 315

Latte, Cia: le proposte degli agricoltori

Cia Agricoltori italiani del Piemonte, attraverso il suo presidente regionale Gabriele Carenini, esprime soddisfazione per l’esito dell’incontro svoltosi al Ministero delle Politiche agricole per affrontare l’emergenza del settore lattiero-caseario.

«Diamo atto al ministro Stefano Patuanelli di essere partito con il piede giusto – osserva il presidente Carenini -, portando al Tavolo tutti i componenti della Filiera, compresa la Grande distribuzione organizzata. Gli allevatori si trovano di fronte ad aumenti dei costi insostenibili, sia sul piano dell’energia che su quello delle materie prime per l’alimentazione degli animali. Parliamo di rialzi fino al 30 e al 50 per cento che non possono più trovare alcun margine di copertura. C’è la necessità di arrivare velocemente a una revisione condivisa del prezzo del latte alla stalla, garantendo una corretta remunerazione ai produttori e un’equa distribuzione del valore tra tutti gli attori della catena lattiero-casearia».

Dal Tavolo ministeriale, che nelle dichiarazioni d’intento dovrebbe essere istituzionalizzato e reso permanente, si attende il raggiungimento di un protocollo d’intesa che fornisca la cornice di riferimento per le trattative sul prezzo del latte.

«E’ molto positivo che produttori, industriali e grande distribuzione si trovino finalmente allo stesso Tavolo – commenta Guido Coda Zabetta, delegato di Cia Agricoltori italiani del Piemonte per il settore latte -, l’aspetto della remunerazione in questo momento è di vitale importanza per la sopravvivenza delle aziende. Dopo di che, occorre cogliere l’opportunità del Tavolo per costruire insieme strategie di lungo periodo a sostegno del settore, tenendo conto dei nuovi modelli di sostenibilità che tutti evocano, ma che alla prova dei fatti faticano a trovare applicazione pratica. Bisogna che gli allevatori giungano preparati ai confronti istituzionali, documentando in dettaglio non solo i costi di produzione, ma anche il valore della frammentazione delle aziende sul territorio. In questi anni, hanno chiuso migliaia di stalle, eppure la produzione di latte è aumentata. Vuol dire che c’è stata una concentrazione nelle zone dove i costi sono minori. Tutto ciò avviene a scapito delle aree marginali, avviate a un progressivo spopolamento e abbandono, con grave danno per la tutela dell’ambiente. E’ fondamentale che su questo la politica batta un colpo, mettendo tutti nelle condizioni di produrre ad armi pari. A quel punto, il prezzo verrà da sé e lo farà il mercato».

 

Eutanasia, il valore della scelta referendaria

La raccolta di firme per il referendum sull’eutanasia ha registrato un primo, straordinario successo.

Il quesito, estremamente importante su un tema enormemente sensibile e per natura stessa divisivo, ha conquistato una parte del dibattito pubblico. Eppure, più che del merito, si sta discutendo soprattutto dei nuovi strumenti con cui da luglio è possibile raccogliere le sottoscrizioni. Il fatto di aver superato il milione di firme, doppiando largamente le 500 mila necessarie,  è di per se una notizia sulla quale riflettere anche se ( come nel caso della richiesta referendaria sulla cannabis) per il momento si parla più della necessità di riformare il sistema di consultazione piuttosto che del merito della questione sulla quale i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi. Non che il tema sia secondario, tutt’altro, ma ci saranno altre occasioni per dibattere se e come rendere rivedere il meccanismo referendario, la soglia delle firme, le modalità di raccolta. Per quanto concerne il merito penso che siano maturi i tempi in cui si debba avere la libertà di decidere sulla propria morte. Firmando la richiesta referendaria in molti hanno fatto leva sulla consapevolezza che si tratta di una battaglia di civiltà e di libertà. Il testo prevede una parziale abrogazione dell’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente), che impedisce la realizzazione di ciò che comunemente si intende per “eutanasia attiva” (sul modello olandese o belga). Da qui discende la volontà di far riconoscere la piena libertà di autodeterminazione e di scelta della persona malata, affinché possa decidere consapevolmente di voler porre fine alle proprie sofferenze. Un primo passo di civiltà è stato compiuto grazie all’approvazione della Legge 219/2017 che riconosce il valore del testamento biologico. Dalla sua entrata in vigore una persona può decidere anche per quando fosse impossibilitata a comunicare le sue scelte su quali siano i trattamenti sanitari a cui non vorrà sottoporsi, sulla volontà di interrompere trattamenti in corso e evitare accanimento terapeutico, con la garanzia di ottenere cure palliative e sedazione. Il passo successivo e ulteriore, riguarda la scelta posta al centro dell’iniziativa referendaria. Molte persone gravemente malate oggi non sono libere di scegliere fino a che punto vivere la loro condizione. Non hanno diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, al suicidio assistito o accedere all’eutanasia come è invece possibile in Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna, Canada e in molti degli stati che compongono gli Stati Uniti d’America. Di fronte ai ritardi del Parlamento che ha continuato a rimandare la riforma necessaria, il referendum è diventato l’unica possibilità per rendere l’eutanasia legale in Italia e, comunque, dibattere e scegliere su un tema rilevante a prescindere da come la si possa pensare, nel rispetto di ogni opinione. Non stupisce nemmeno l’atteggiamento dei partiti, i dubbi, i tanti tentennamenti del Pd e di altri, i no secchi di buona parte della destra, le scelte più nette e favorevoli della galassia di sinistra. Spesso le classi politiche sono molto meno sensibili, aperte e responsabili – e la storia dei grandi referendum del passato è lì a dimostrarlo – di quanto lo siano milioni di cittadini, animati da sensibilità sociali, etiche e culturali ben più profonde e mature (e meno condizionate da calcoli di parte) di chi dovrebbe rappresentarli nelle sedi deputate a compiere scelte importanti come lo sono le assemblee legislative.

Marco Travaglini

Lavazza partner di Padiglione Italia a Expo Dubai

È tempo di Blend for Better

  • Da Dubai il racconto dei valori e dell’impegno di Lavazza, voce del made in Italy sostenibile, anche attraverso la nuova gamma ¡Tierra! e i progetti della Fondazione Lavazza
  • L’aroma della migliore natura del caffè sprigionato dalla Solar Moka, cuore e simbolo della caffetteria progettata per l’evento da CRA – Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building Office

 

Blend for Better. Tre parole per un impegno che racchiude un mondo. Il mondo migliore a cui tendere producendo non un semplice caffè, ma un circolo virtuoso che crei valore economico, sociale e ambientale. È l’impegno di Lavazza, che ha scelto il palcoscenico internazionale di Expo Dubai 2020 per condividerlo ed esprimerlo a partire da quello che è il cuore della sua presenza alla manifestazione, la caffetteria Solar Coffee Garden progettata da CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building office all’interno del Padiglione Italia, di cui Lavazza è Platinum Sponsor.

Lavazza vuole contribuire a diffondere l’eccellenza di un Made in Italy all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, che oggi sono leve imprescindibili per disegnare e affrontare il futuro come singola azienda e come sistema, ma che fanno parte del nostro DNA da sempre”commenta Francesca Lavazza, Board Member Lavazza Group. “Credo fortemente nel ruolo di “attore di sviluppo” delle imprese: siamo responsabili dell’impatto sulla società e, allo stesso tempo, dobbiamo essere un modello di sviluppo di business sostenibile. E la nostra presenza al Padiglione Italia vuole raccontare il nostro impegno per un futuro migliore”.

 

Con questa visione è stato dunque progettato il Solar Coffee Garden: studiato come un’esperienza immersiva nella filiera trasparente e sostenibile, la caffetteria Lavazza è uno spazio per vivere tutte le fasi della produzione del caffè, dal seme alla tazzina. Un caffè la cui essenza si rivela non solo nel suo aroma, ma nella cura della terra di origine del chicco e dal rispetto delle persone che lo coltivano. In Padiglione Italia Lavazza porta infatti i visitatori nel mondo di ¡Tierra!, una gamma che unisce attenzione alla provenienza e alla preparazione del prodotto, eccellenza del gusto, rispetto per l’ambiente e attenzione al sociale. ¡Tierra! porta con sé in ogni tazzina una vera storia di sostenibilità grazie al supporto concreto dei progetti curati da Fondazione Lavazza dal 2002 – oggi attiva in 19 nazioni lungo 3 continenti con 31 progetti, a beneficio di 130.000 persone – che hanno l’obiettivo di assicurare una coltivazione del caffè sostenibile che rispetti il ​​pianeta e le persone.

 

Cuore della caffetteria ed espressione concreta dell’attenzione ai processi sostenibili, la Solar Moka, un’installazione azionata dall’energia solare. Progettata ispirandosi ai principi dell’economia circolare, la Solar Moka presenta un processo di preparazione che evita le emissioni di CO2 responsabili dei cambiamenti climatici e che permette di riscaldare solo l’acqua necessaria, senza sprechi. Il processo produttivo viene mostrato come un ciclo continuo, combinando elementi naturali e artificiali, svelando il potenziale riutilizzo di ogni componente ed evidenziando l’importanza di una filiera trasparente. E sempre in nome dell’economia circolare, il bancone è realizzato con caffè e chicchi di scarto appoggiati su una superficie tattile in eco-resina.

 

Blend for Better: un futuro dalle radici profonde

La partnership con il Commissariato per la partecipazione dell’Italia a Expo Dubai si inserisce nella strategia di business e di sostenibilità del Gruppo Lavazza, che ha da tempo avviato un percorso di sviluppo sostenibile da un lato integrato nei processi e nelle attività aziendali, dall’altro attuato dalla Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Onlus. “Il caffè è un prodotto della terra – commenta Carlo Colpo, Marketing Communication Director & Brand Home Director Lavazza Group – e il nostro brand è molto vicino alla natura e alla salvaguardia del pianeta. La sostenibilità e la CSR sono presenti nei nostri progetti da molti anni; stiamo continuando un percorso iniziato tempo fa e che oggi raccontiamo attraverso Blend for Better, una piattaforma di comunicazione che incarna il nostro impegno come azienda e che, attraverso la forza dei nostri brand, punta a generare valore condiviso sulla società, sulle persone, sull’ambiente”.

Blend for Better nasce dai valori più profondi di Lavazza, valori ai quali si ispirano e da cui prendono vita progetti, processi e attività che consentono di produrre caffè di eccellente qualità in modo responsabile.

 

Con un obiettivo ambizioso: il raggiungimento di alcuni dei Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“Per questo abbiamo messo a punto un articolato programma di attività che interviene in quattro aree definite: Care for the environment, Spin a virtuous cycle, Open up opportunities, Educate for change. Una scelta che è espressione concreta della nostra filosofia, del nostro voler partecipare attivamente alla vita delle persone, contribuire a un mondo migliore, prendendo posizione e attivando le leve necessarie per creare consapevolezza e partecipazione – conclude Colpo.

 

PADIGLIONE ITALIA A EXPO DUBAI 2020

Il Padiglione Italia a Expo Dubai 2020 è stato progettato da CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building Office, con F&M Ingegneria e Matteo Gatto. L’edificio utilizza tre scafi di barche di dimensioni reali, potenzialmente in grado di salpare in mare dopo Expo, per creare e modellare il tetto della struttura. Privo di pareti esterne, il Padiglione ha una facciata multimediale composta da oltre 70 chilometri di corde nautiche in plastica riciclata, e impiega un avanzato sistema naturale per la mitigazione del clima che annulla la necessità di aria condizionata. Nel suo complesso, il progetto propone nuove visioni per l’architettura riconfigurabile e il design circolare, concepite per affrontare l’attuale crisi climatica. Coinvolgendo da vicino alcune delle aziende più innovative d’Italia in un percorso espositivo interattivo, l’edificio si estende su una superficie di 3.500 metri quadrati. Il padiglione utilizza inoltre nuovi materiali costruttivi – dalle alghe ai fondi di caffè, dalle bucce d’arancia alla sabbia – suggerendo strategie alternative per progetti futuri a livello internazionale.

 

IREN, Anna Tanganelli  nuova Chief Financial Officer di Gruppo

Massimo Levrino nuovo Head of CEO Office

 

Iren rende noto che a partire dal 1° novembre 2021 ricoprirà la carica di Chief Financial Officer del Gruppo Iren la Dottoressa Anna Tanganelli, che conseguentemente viene inclusa tra i Dirigenti con Responsabilità Strategiche.

Anna Tanganelli vanta un solido background internazionale e una lunga esperienza nel mondo della finanza aziendale, avendo rivestito ruoli di crescente responsabilità sia in Italia che all’estero presso grandi gruppi multinazionali attivi nel settore industriale e finanziario.

Dopo un percorso iniziato in UBS, all’interno dell’area Investment Banking, dove si è occupata di importanti operazioni straordinarie e di M&A, fra cui l’alleanza strategica tra Fiat e Chrysler, Anna Tanganelli è entrata a far parte dell’ex Gruppo FCA (ora Stellantis), dove ha assunto varie posizioni di progressivo rilievo all’interno dell’area Amministrazione, Finanza e Controllo e Business Development in Italia e negli Stati Uniti.

Più recentemente, Anna Tanganelli ha occupato la posizione di Chief Financial Officer di Magneti Marelli e di Chief Financial Officer della Regione EMEA all’interno del più ampio Gruppo Marelli, nato a seguito della cessione della società di componentistica automotive Magneti Marelli da parte di FCA alla giapponese Calsonic Kansei. Presso il Gruppo Marelli, è stata anche membro del relativo Comitato Esecutivo (Group Executive Council).

Sempre dal 1° novembre 2021, l’attuale Chief Financial Officer di Iren, Dottor Massimo Levrino andrà ad assumere il ruolo di Head of CEO Office, restando nel novero dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche. In questo ruolo affiancherà l’Amministratore Delegato nel coordinamento dei programmi di trasformazione e dei progetti speciali nonché nell’analisi e nella valutazione delle iniziative strategiche.

Del percorso sopra delineato è stato informato il Consiglio di Amministrazione il 4 ottobre 2021, previo espletamento delle attività di competenza del Comitato Remunerazione e Nomine, anche nell’esercizio delle sue funzioni in materia di operazioni con parti correlate. Tali attività, nello specifico caso, hanno condotto all’espressione di un parere favorevole sull’operazione ai sensi degli artt. 5.1 e 9 della vigente procedura in materia di operazioni con parti correlate.

Oltre 30 mila visitatori per Expocasa

Appuntamento al 2022, dal 24 settembre al 2 ottobre sempre all’Oval Lingotto Fiere

Replicando il successo dello scorso anno, con oltre 30 mila presenze, si chiude la 58ª edizione di Expocasa, il salone dedicato alle migliori proposte per l’home design e alle soluzioni per la qualità dell’abitare, ospitata per nove giorni all’Oval Lingotto di Torino.

Il primo evento fieristico dopo il lockdown ha dunque riscontrato il favore positivo del pubblico e degli oltre 100 espositori presenti, dimostrando il desiderio di ritorno alla normalità e di partecipazione in totale sicurezza.

Molto apprezzate le novità del 2021, con al centro progetti, mostre e collaborazioni speciali: Expoluce, un’intera area sull’illuminazione di design, il corner coloratissimo dedicato ai Wallpaper (la carta da parati, un trend che torna) e La Tana del Boomer by XMAS COMICS in collaborazione con Philips HUE luce connessa e Lega Esport, pensata per gli appassionati di videogaming. Grande curiosità ha poi destato la presenza del Distretto della rubinetteria piemontese, fiore all’occhiello dell’industria manifatturiera dell’Alto Piemonte costituito da oltre 400 imprese, con in mostra una selezione di rubinetti e accessori dalle linee, colori e materiali innovativi.

Expocasa 2021 è stata un successo non solo di pubblico, che ha partecipato con curiosità anche ai molti appuntamenti dedicati alle tendenze più interessanti e agli sportelli di consulenza tenuti da esperti del settore in cui sono state fornite soluzioni pratiche per tutte le esigenze, ma anche per architetti, interior designer e professionisti che nel salone confermano di trovare un punto di riferimento per tutte le novità in tema di home style e soluzioni di arredo e complementi.

9 giorni in cui Oval Lingotto Fiere è stato motore per il settore, come ha dimostrato l’affluenza nell’area business lounge di Expocasa riservata a espositori, agenti e rappresentanti del territorio, ma anche per la compresenza, in questo ultimo fine settimana, di Idea Sposa all’interno del padiglione 1, come un unico grande spazio espositivo dedicato alla casa e al settore wedding.

Expocasa dà appuntamento con l’edizione numero 59 al 2022, dal 24 settembre al 2 ottobre.

 

Expocasa è organizzata da GL events Italia con il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e con la collaborazione di Camera di commercio di Torino e Città di Torino. GL events Italia esprime un particolare ringraziamento a tutti i numerosi partner, fra cui: ADI, AIPI, Intesa Sanpaolo Casa, Alleanza, Rinascente, 100 Idee per Ristrutturare, Sguardo nel Verde, Radici e Ali, Kids & Ads, Ristopiù, Caffè 10 e lode, Volverte.

 

Scuola, i nuovi concorsi del Consiglio regionale

Il Consiglio regionale, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, ha deciso di rinnovare anche per l’anno scolastico 2021/2022 l’offerta formativa rivolta agli studenti piemontesi proponendo sei bandi di concorso.

Un’iniziativa ormai attesa da parte della comunità scolastica piemontese che registra da anni un’ampia e attiva partecipazione, contribuendo a favorire la crescita culturale e civile dei giovani piemontesi, educando alla cittadinanza attiva e diffondendo messaggi di consapevolezza e sensibilizzazione sulle tematiche proprie degli organismi consultivi coinvolti. Un’esigenza, quella di rinnovare la collaborazione tra istituzioni e mondo della scuola,  sentita non solo da allievi e insegnanti, ma anche dal mondo della politica e degli amministratori per non far venir meno l’opportunità formativa di confronto diretto con i cittadini, essenziale per meglio comprendere problemi e necessità.

Quest’anno i concorsi si articoleranno in una prima parte dell’anno scolastico, (ottobre-dicembre), dedicata alla formazione per preparare i ragazzi alla fase più operativa e creativa dei bandi, in programma dal mese di gennaio in poi. Visto il persistere di numerose misure di sicurezza legate alla lotta alla pandemia, per ogni tipologia di concorso sono state individuate diverse modalità per premiare l’impegno e il talento dei ragazzi: ad esempio,  in alcuni casi, si è previsto di destinare agli istituti scolastici un riconoscimento in denaro per l’acquisto di strumenti e attrezzature utili alla didattica;  cerimonie di premiazione in presenza presso il Consiglio regionale; visite didattiche e attività formative specifiche; spazi espositivi  destinati ai lavori prodotti dagli studenti, campagne di comunicazione sui canali tv e radio locali e abbonamenti Musei YOUNG.

Questi  i concorsi proposti alle scuole:

2° edizione “Le note del Cuore”,  a cura degli Stati generali della prevenzione e del benessere, dell’Ufficio scolastico regionale e dell’Associazione nazionale italiana cantanti, in adesione alla  Partita del Cuore. Il concorso intende promuovere la cultura della salute e la sensibilizzazione dei giovani sull’importanza di fare prevenzione e di adottare scelte e comportamenti consapevoli per la propria salute e il proprio benessere futuro. Premi: le canzoni classificate al primo posto saranno proposte nel corso della Partita del Cuore, che si svolgerà nel mese di maggio 2022, durante le manifestazioni del pre-partita. Tutti i brani vincitori saranno inviati alle radio e alle tv locali con richiesta di trasmissione, mentre a ogni studente vincitore, nonché agli insegnanti che hanno curato la  preparazione, saranno donati due biglietti omaggio per assistere alla Partita del cuore. La composizione del brano inedito, sarà anticipata da un periodo di formazione condotta nelle scuole da alcuni rappresentanti della Nazionale Cantanti. I ragazzi vincitori avranno inoltre  a loro disposizione un “Buono” da utilizzare per l’acquisto di uno strumento o attrezzatura musicale a loro scelta. http://www.cr.piemonte.it/web/assemblea/organi-istituzionali/stati-generali-prevenzione-e-benessere

41° edizione bando di concorso Progetto di storia contemporanea Resistenza “Resistenze, diritti violati, diritti negati”. Il concorso, rivolto agli Istituti di istruzione secondaria di I e di II grado e agli Enti di formazione professionale del Piemonte,  rappresenta un’occasione di studio e di ricerca sulla storia contemporanea, finalizzata all’acquisizione della conoscenza dei fenomeni storici e ad una riflessione critica sul ‘900 e sulle sue eredità. Premi: Gli elaborati risultati vincitori verranno premiati nel corso di una cerimonia in presenza, presso la sede del Consiglio regionale o in modalità streaming. I gruppi vincitori, accompagnati dall’insegnante coordinatore, parteciperanno, entro la fine dell’anno scolastico, ad una visita guidata nei luoghi della Resistenza in Piemonte. Gli Istituti storici predisporranno uno spazio dedicato in cui dare risalto nell’arco di una settimana ai lavori degli studenti. http://www.cr.piemonte.it/web/assemblea/organi-istituzionali/comitati-e-consulte/comitato-resistenza-e-costituzione

1° edizione bando di concorso “Chi è di scena? …La Repubblica”, sempre promosso dal Comitato resistenza e Costituzione, rivolto agli Istituti di istruzione primaria e secondaria di I grado, permetterà ai ragazzi di spiegare e rappresentare, attraverso il teatro e la recitazione, la propria idea di Repubblica ispirata ai valori fondamentali della Carta costituzionale. Premi: le tre rappresentazioni teatrali vincitrici di ciascun grado saranno proposte il 2 giugno 2022, in occasione della Festa della Repubblica http://www.cr.piemonte.it/web/assemblea/organi-istituzionali/comitati-e-consulte/comitato-resistenza-e-costituzione

38° edizione bando di concorso “Diventiamo cittadini europei”, promosso dalla Consulta regionale europea e rivolto agli Istituti di istruzione secondaria di II grado del Piemonte, è volto a promuovere tra gli studenti l’identità europea e ad ampliare la conoscenza dei diritti connessi alla cittadinanza europea. Premi: gli elaborati risultati vincitori verranno premiati nel corso di una cerimonia in presenza, presso la sede del Consiglio regionale o in modalità streaming http://www.cr.piemonte.it/web/assemblea/organi-istituzionali/comitati-e-consulte/consulta-regionale-europea

10° edizione bando di concorso Cultura della legalità e dell’uso responsabile del denaro”, a cura dell’Osservatorio Usura, estorsione e sovraindebitamento,  rivolto agli Istituti di istruzione secondaria di II grado del Piemonte, pensato per educare gli studenti a una gestione consapevole e responsabile del denaro e la promozione della cultura della legalità. Premi: gli elaborati vincitori verranno premiati nel corso di una cerimonia in presenza, presso la sede del Consiglio regionale, o in modalità streaming. I vincitori, accompagnati dagli insegnanti e dalla classe di appartenenza, parteciperanno, entro la fine dell’anno scolastico, a una visita e un laboratorio didattico presso il Museo del Risparmio di Torino http://www.cr.piemonte.it/web/assemblea/organi-istituzionali/comitati-e-consulte/osservatorio-regionale-sul-fenomeno-dell-usura

5° edizione del Progetto Ambasciatori. Lo spirito del progetto consiste nell’educare e formare gli studenti per farne gli “Ambasciatori del Consiglio regionale del Piemonte”. Tale status costituirà il “patentino” per trasmettere ad altri studenti, attraverso il metodo di “educazione tra pari” e “apprendimento cooperativo”, le conoscenze acquisite nelle tematiche promosse dal Consiglio regionale  http://www.cr.piemonte.it/web/per-il-cittadino/spazio-ragazzi-2/ambasciatrici-e-ambasciatori-del-consiglio-regionale-piemonte

 

“Salviamo la montagna” Travaglini secondo classificato con un saggio sul futuro delle terre alte

 Il 9 ottobre la premiazione della dodicesima edizione della rassegna letteraria internazionale

Si terrà nel pomeriggio di sabato 9 ottobre a Toceno, in Valle Vigezzo, la cerimonia di premiazione dei vincitori della dodicesima edizione del premio letterario internazionale italo-svizzero “Salviamo la montagna”. Ideato per valorizzare i contributi letterari in tema  in un momento in cui le Alpi stanno soffrendo per fragilità ambientali, economiche e sociali, il premio si articola quest’anno in cinque sezioni. La giuria, dopo aver valutato i lavori, ha decretato vincitori nella sezione “Emigrazione” la scrittrice svizzera Sara Rossi Guidicelli (Ponto Valentino, Valle di Blemio) con il saggio “I Sardi della Monteforno”; 2° Maria Rosa Corti (Tramezzana, Como); 3° Cecilia Marone (Macugnaga, Vco). Nella sezione “Giornalismo” ha vinto Lorenzo Zaninetti con l’articolo “Quando vaccinava il parroco”; 2° Sara Rossi Guidicelli (Svizzera); 3° Matteo Giottonini (Riazzino, Svizzera); segnalato anche il lavoro di Daniel Bilenko, giornalista svizzero della RSI. Nella sezione “La montagna del futuro”, vera novità di quest’edizione, ha vinto Mauro Carlesso (Lesa, Vco) con il saggio “Immobilità e vento di cambiamento”, mentre il secondo posto è andato Marco Travaglini ( Bavenese di nascita, torinese d’adozione, collaboratore del nostro giornale) con il saggio “Una nuova stagione per la montagna”; 3° Guido Maspoli (Arbedo, Svizzera) mentre sono stati segnalati i lavori di Raffaele Marini (Malesco, Vco)¸ Aldo Lombardi (Milano) e il Comune di Santa Maria Maggiore.

 

Nella sezione “Narrativa” si è affermato lo svizzero Carlo Monti (Cugnasco, Svizzera) con il racconto “Ancora qui”; 2° Pia Pallotta (Varzo, Vco); 3° Alberto Jelmini (Lurengo, Svizzera); hanno ricevuto segnalazioni Rossana Borretti (Domodossola, VB); Sonia Galli (Lugano); Maria Luisa Ghielmetti Walzer (Lumino, Svizzera); Luisa Pedrazzi (Cavergno, Svizzera); Nadir Signori (Bellinzona, Svizzera) e Sofia Stroppini (Gnosca, Svizzera). Nella sezione “Poesia” ha vinto Rita Vecchi (Druogno,VB) con la poesia “Eredità valligiana”; 2° Alberto Vacchi (Milano); 3° Sergio Di Benedetto (Vedano Olona, Varese); 3° Silvia Manzoni Dogan (Bellinzona, Svizzera); segnalazioni anche per Davide Calacrai (Arezzo); Francesca Negroni (Locarno, Svizzera); Lorenzo Spurio (Jesi) e Giuliana Vezzoli (Ponteranica, Bergamo). Il premio internazionale, tra i più importanti dell’arco alpino,  è intitolato a due uomini che alla montagna hanno dato molto, segnando in qualche modo la storia delle comunità di frontiera tra Italia e Svizzera. Andrea Testore  (Toceno, Valle Vigezzo  1855 –1941) era un maestro elementare che, dopo una breve esperienza in Argentina, fu Consigliere e Deputato Provinciale a Novara nei primi anni del XX° secolo. Per migliorare il tenore di vita dei suoi conterranei della Valle Vigezzo  fondò la Società Operaia di Mutuo Soccorso e organizzò corsi serali per artigiani e lavoratori. Promosse la Società Elettrica Vigezzina, la Pro Montibus et Fluminibus, per salvaguardare il territorio dalle calamità naturali, e lo Sci Club Valle Vigezzo. Il suo nome è legato, unitamente a quello del cavergnese Francesco Balli, allora sindaco di Locarno, all’impresa titanica di collegare con una ferrovia elettrica l’Italia alla Svizzera. Nacque cosi, nel 1923, la ferrovia Domodossola-Locarno, tuttora grande risorsa di Vigezzo , conosciuta dai più come “Vigezzina”.

Scrisse pungenti monografi­e e saggi storici sulla sua valle e sui problemi della montagna della prima metà del ‘900. A suo nome è intitolata la  locale scuola media statale. Plinio Martini (Cavergno, frazione del comune svizzero di Cevio in Val Bavona,  1923 –1979) è conosciuto come autore de “Il fondo del sacco”, un successo editoriale in italiano con traduzioni in francese e tedesco. È tuttora molto amato e apprezzato anche nell’arco alpino ossolano, in particolare nella Valle Vigezzo, che ha ritrovato nel suo romanzo, accomunato a quello della confinante Vallemaggia, il suo passato, fatto di sacrifici, emigrazione, vite di stenti ma anche di incrollabile tenacia e grande dignità. Diplomatosi alla Magistrale di Locarno, allievo di Piero Bianconi, Plinio Martini insegnò tutta la vita nelle scuole elementari e medie della sua Vallemaggia, difendendone con un’intensa attività di scrittore e giornalista il patrimonio storico e culturale. Ha scritto una dozzina di volumi di narrativa, poesia e saggistica; i più noti sono “Requiem per zia Domenica” e, come ricordato,  “Il fondo del sacco”.

In arrivo i fondi regionali per le aziende agricole

La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e cibo, Protopapa,  ha disposto una dotazione finanziaria di 28 milioni di euro per l’attivazione del bando 2021 relativo alla misura 4.1.1. del Programma di sviluppo rurale, finalizzato al miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole piemontesi.

Il bando, che verrà pubblicato sul sito della Regione Piemonte la prossima settimana, è relativo alla misura del Psr per gli anni di transizione 2021-2022 ed è condizionato dall’approvazione da parte della Commissione europea della richiesta di modifica del Psr 20214-2020 del Piemonte.

Come sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura si tratta di un bando atteso dagli agricoltori piemontesi che permette alla singola azienda di richiedere contributi specifici per iniziative di ammodernamento e miglioramento del rendimento globale.

Cento anni di editoria in prima persona E ora nasce la nuova Giappichelli

Il 5 ottobre la casa editrice torinese compie un secolo e inizia un nuovo ciclo Leader per i testi accademici giuridici e unica azienda indipendente del settore Adesso raddoppia con il debutto di Giappichelli Edu, dedicata all’innovazione didattica

Magistrati, avvocati, notai, professionisti o manager, una cosa unisce chiunque abbia
studiato Giurisprudenza a cavallo tra il XX e il XXI secolo: un libro Giappichelli. La casa
editrice leader in Italia nell’insegnamento universitario del diritto compie un secolo e
l’anniversario è l’occasione non solo per celebrare una storia unica, ma anche per
lanciare una sfida che guarda ai prossimi cento anni. A fianco della casa madre – che
si rinnova per restare protagonista anche nell’ecosistema digitale – nasce Giappichelli
Edu, una nuova realtà dedicata all’innovazione dei contenuti editoriali per la didattica
universitaria del futuro.

Se l’Italia è la culla del Diritto, Giappichelli è un po’ la “levatrice” di intere generazioni
di professori, ricercatori e studenti. La casa editrice torinese arriva all’appuntamento
con il centenario forte del ruolo di primo editore nelle facoltà di Giurisprudenza e
solidamente sul podio anche in quelle di Economia. Un traguardo raggiunto
partendo da una piccola cartolibreria al servizio degli universitari di Torino, divenuta
oggi grande casa editrice nazionale e unica azienda indipendente in un settore
dominato dalle multinazionali.

Il segreto è un mix di tradizione e sguardo al futuro che si radica sull’approccio da
“editore in prima persona”, incarnato dall’amministratore delegato Giuliano
Giappichelli, dalla moglie Rosalba e dal loro rapporto personale e quasi sartoriale con
gli autori e con il processo di creazione dei loro libri. Un percorso che adesso si
arricchirà con l’arrivo della quinta generazione Giappichelli e con una trasformazione
da “azienda familiare” ad “azienda di famiglia” che prevede, tra l’altro, l’ingresso per
la prima volta di un direttore generale dall’esterno.

È il nuovo capitolo di una storia che comincia il 5 ottobre 1921 quando Modesto
Giappichelli, un bidello dell’Università di Torino conosciutissimo e stimato da
professori e studenti, inaugura insieme al figlio Giuseppe la prima cartolibreria a
Torino in Via Vasco 2, proprio di fianco al Rettorato. L’insegna del negozio di Giuseppe
Giappichelli è diventata da allora un pezzo di storia della città, un luogo simbolo che
insieme agli uffici di Via Po 21 si è trasformato in punto di riferimento per personaggi
del calibro di Luigi Einaudi, Norberto Bobbio, Giuseppe Grosso, Guido Astuti, Gianni
Vattimo, Massimo Mila. Ma anche, in tempi più recenti, autori
come Giovanni Pitruzzella, Francesco Viganò, Nicola Lattanzi, Vincenzo Lopilato,
Raffaele Cantone, che con Giappichelli hanno avuto in questi anni rapporti come
collaboratori. Autori divenuti familiari per generazioni di studenti di Giurisprudenza,
così come Crisanto Mandrioli, Vincenzo Cerulli Irelli, Claudio Consolo, Marco Cian,
Roberto Bin, Paolo Caretti, Ugo de Siervo, Franco Modugno, Francesco Palazzo,
Vincenzo Varano, Giuseppe Santoro Passarelli, Vincenzo Roppo, Enrico
Gabrielli. Anche nel campo dell’economia aziendale hanno “firmato” libri Giappichelli
autori prestigiosi come Umberto Bertini, Luciano Marchi e Lucio Potito.

Nei decenni seguiti alla fondazione, il testimone di famiglia è passato da Giuseppe al
figlio Giorgio, che con la moglie Olimpia ha guidato la casa editrice dal 1968 in poi, gli
anni caldi delle manifestazioni studentesche e del terrorismo. L’evoluzione del mondo
universitario di quegli anni, spinse la Giappichelli ad abbandonare la produzione
dedicata alle facoltà di Lettere e concentrarsi su Giurisprudenza ed Economia,
puntando all’espansione nazionale. Un progetto reso realtà da Giuliano, figlio di
Giorgio, dal 1983 alla guida della casa editrice (affiancato per 20 anni dal fratello
Guido). Nel corso degli anni è divenuta una tradizione anche la “G” come iniziale dei
nomi di famiglia: un percorso che prosegue con le figlie di Giuliano, Giulia e Giorgia,
quinta generazione dopo Modesto.

«Fin dagli inizi abbiamo intrapreso un percorso chiaro e preciso nel pieno rispetto di
quei valori che negli anni sono diventati il nostro marchio di fabbrica e che ci hanno
consentito di raggiungere traguardi importanti» afferma Giuliano Giappichelli.
«L’essere flessibili, disponibili, capaci di creare un rapporto quanto più possibile
personale e umano con gli autori, lavorare con la serietà e qualità che mettiamo in
ogni nostro gesto, sintetizzano quello che mi piace definire il “metodo Giappichelli”,
grazie al quale siamo in grado di fare la differenza e al tempo stesso affrontare le sfide
che il mercato ci mette di fronte ogni giorno».

«L’approccio da boutique che abbiamo avuto in questi anni ci ha permesso di
mantenere un rapporto di ascolto verso gli autori, una vicinanza al mercato e una
modalità di azione che privilegia l’orizzonte di lungo periodo al posto di opportunità
di breve», spiega Giulia Giappichelli, Strategia e Business Development
Giappichelli e AD di Giappichelli EDU. «Abbiamo scelto di investire nelle relazioni che
in molti casi durano decenni o tutta la vita professionale dei nostri interlocutori».
Oggi Giappichelli conta oltre 10.000 autori e 5000 volumi, con una cinquantina tra
dipendenti e collaboratori. In occasione del centenario sarà arricchita la proposta di
riflessione e approfondimento sui grandi temi giuridici ed economici sui quali
Giappichelli propone manuali, volumi e commentari, attraverso una sezione del
rinnovato sito ufficiale dell’editrice. Un magazine online con un nome che richiama
l’anno della fondazione e del Centenario, “Ventuno”, e anche l’indirizzo storico della
casa editrice in Via Po. Qui autori, docenti, studenti e grande pubblico troveranno
interviste e approfondimenti, con rimandi ai volumi nei quali gli autori di Giappichelli,
docenti e professionisti, intervengono su materie e problematiche che hanno ricadute
sociali, economiche e politiche.

Il futuro intanto è cominciato e lo sguardo è rivolto alle tendenze del settore e
all’innovazione dei contenuti editoriali per la didattica universitaria. È il terreno su
cui si muoverà la nuova Giappichelli Edu, in parallelo allo sviluppo della casa madre
sul fronte della digitalizzazione e alla trasformazione in “azienda familiare”.
«L’idea di lavorare per un maggiore rapporto con il mondo degli studenti e la loro
formazione di conoscenza, competenza e metodo, è il segno di una nuova fase che è
stata avviata proprio al compimento dei nostri primi cento anni di vita», commenta
Giulia Giappichelli, che guida la nuova iniziativa imprenditoriale della storica società
torinese.