ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 314

Torino tra storia e futuro secondo Ucid

Conferenza promossa dall’UCID di Torino alla scoperta della città in ambiti storico artistico per stimolare nuove prospettive di sviluppo urbano, sociale e di inclusione

Sono riprese le conferenze in presenza, il 4 ottobre scorso,promosse dall’UCID di Torino ( Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), con l’appuntamento dedicato all’approfondimento della conoscenza di Torino, attraverso la stimolante esposizione del socio e past President Gian Carlo Picco.

 

“La mia conferenza  – ha spiegato Gian Carlo Picco – ha voluto stimolare e migliorare la conoscenza della città in cui viviamo. Come ha ben affermato lo scrittore di respiro mitteleuropeo Claudio Magris “la vita può essere compresa solo guardando indietro, anche se deve essere vissuta guardando avanti, ossia verso qualcosa che ancora non esiste”.

“Non sono uno storico di professione – precisa il past President Gian Carlo Picco – ma un ricercatore di senso in merito a ciò che mi circonda, in questo caso Torino. Ho scelto di narrare la storia ancorandola a alcune date e passaggi fondamentali, quali la costruzione di edifici e la creazione di manufatti, che potessero ricostruirne la memoria. Sono, infatti, assolutamente convinto che il futuro nasca dal presente e dal passato, soprattutto quello prossimo. Conoscere la storia di Torino fino alla fine del Settecento risulta molto interessante,  ma il fulcro della mia ricerca, il fil rouge che l’ha guidata riguarda, in particolare, l’Ottocento e, dopo la perdita del ruolo di capitale d’Italia, il nuovo volto che Torino ha assunto grazie all’industrializzazione. È,  secondo me, questa la storia che aiuta a cogliere le direzioni verso cui ci si deve orientare per affrontare il futuro. Realizzare le condizioni perché a Torino vi siano opportunità di lavoro  rappresenta un fattore essenziale per il futuro della città. Senza lavoro sono a rischio la cittadinanza, la convivenza e l’inclusione sociale”.

La conferenza ha condotto i presenti attraverso un interessante excursus che è  partito dalle origini del nome della città, di derivazione celtica, per soffermarsi sulla data del 30 gennaio a.C, quando veniva fondata la città da parte dei Taurini. Un esame molto puntuale ha poi riguardato la descrizione della struttura originaria del capoluogo subalpino, con la presenza del Cardo decumano, della Porta Decumana e di quella Marmorea; della successiva Cittadella, progettata negli anni 1564/1570, a pianta ottagonale, da Francesco Tagliapietra, detto anche il Paciotto di Urbino. Date fondamentali ricordate da Gian Carlo Picco  sono state quelle del miracolo eucaristico di Torino, avvenuto il 6 giugno 1453; della battaglia di San Quintino, del 10 agosto 1557, che rappresenta la seconda nascita di Torino, e dell’assedio di Torino del 1706.

Un excursus altrettanto interessante ha riguardato la progressiva nascita di edifici che hanno segnato la storia di Torino, quali Palazzo Reale, Palazzo Madama, il castello del Valentino nel 1620, l’ampliamento dell’Ospizio di Carità,  l’edificazione dei primi quartieri militari in via del Carmine e la nascita di piazza Surina (nome originario per piazza Savoia) e, nel 1731, la nascita della Real Basilica di Superga. Dopo gli anni di fermento che portarono all’edificazione, nel 1718/21, della facciata di palazzo Madama e di piazza delle Erbe, nome originario di piazza Palazzo di Città, nascevano a Torino uno dei più importanti arsenali militari e la Scuola per Ufficiali, un centro di eccellenza di formazione dell’esercito e, a fine Settecento, su disegno del Guarini, abate dell’Ordine dei Teatini, l’Accademia delle Scienze.

Nel delineare la storia ottocentesca di Torino il past President Gian Carlo Picco ha ricordato il ruolo centrale rivestito da re Carlo Alberto e la sua concessione dello Statuto, il 4 marzo 1848, l’importanza dei Santi sociali della Chiesa, la nascita di alcuni borghi cittadini, quali il Borgo Nuovo, San Salvario, Vanchiglia, Borgo Po, Borgo San Donato, e l’edificazione della prima linea ferroviaria per Genova, atta a trasportare il carbone a Torino. All’inizio del Novecento nascevano le aziende municipalizzate dell’ATM, nel 1906, dell’AEM nel 1907 e, successivamente, dell’AAM. Un’attenzione particolare è stata poi riservata all’Esposizione generale Italiana, tenutasi al Valentino nel 1884, alla fondazione della Fiat nel 1899 e alla nascita di ben tredici piccole aziende automobilistiche presenti in Borgo San Paolo. Infine il relatore ha sottolineato il ruolo incisivo assunto a Torino dalla Terza Esposizione Universale di Arte decorativa e moderna, che avrebbe introdotto nel capoluogo subalpina il gusto per l’art nouveau, il liberty e lo stile floreale; quello dell’edilizia  popolare, che ha condotto alla nascita della Società Torinese per l’Edilizia popolare e alla costruzione di nuovi modelli abitativi, tra cui quello progettato dall’ingegner Fenoglio in via Marco Polo, poco prima della nascita, nel 1906, del Politecnico di Torino e, nel 1911, dell’organizzazione dell’Esposizione Internazionale dell’Industria e del Lavoro.

Mara Martellotta

Il toretto “Toh” si colora di rosa alla Rinascente per la lotta contro i tumori femminili

/

In serie limitata, è stata presentata alla RINASCENTE di Torino e la sua vendita servirà per sostenere la campagna LIFE IS PINK promossa dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ONLUS a favore della lotta contro i tumori femminili

Si colora di rosa TOH, l’opera che l’artista Nicola Russo ha creato ispirandosi ai Toret come simbolo della volontà di rinascita della città dopo il lungo lockdown. I Toh, prodotti in una serie limitata di 35 pezzi sono stati presentati sabato 2 ottobre alla Rinascente di Torino e parte del ricavato della loro vendita andrà a sostegno della campagna LIFE IS PINK, promossa dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro a favore della lotta contro i tumori femminili, la quale proprio quest’ anno compie 35 anni di vita.

Tre Toh, di grandi dimensioni e di colore verde come le storiche fontanelle di Torino, sono stati donati da Nicola Russo alla città il 24 giugno scorso in occasione della Festa del Santo Patrono e installati in tre piazze.

Ora TOH vuole entrare nelle case di tutti i torinesi attraverso la commercializzazione di formati ridotti dell’opera: “Credo che i momenti difficili si superino insieme, azzerando le differenze, Toh è inclusivo anche per la sua immediata comprensione, ed è positivo, ironico, pop”, afferma Russo.
“Immaginando le mille declinazioni di questo progetto, ho pensato a Rinascente, per il prestigio del marchio e per la sua storia, nonché per il nome che è molto collegato al concept del TOH”, aggiunge Russo.
Nello specifico i TOH con Rinascente diventano un oggetto tra arte e design, disponibile in due formati da 35 e 60 centimetri, ma soprattutto saranno tutti pezzi artigianali prodotti in Piemonte, la cui vendita partirà il 2 ottobre durante il weekend del compleanno del brand.

All’interno dello store si potranno trovare anche i TOH verdi tutto l’anno e verranno lanciate serie numerate e limitate in occasione di eventi, ricorrenze o partnership. “Ho pensato di voler dare una funzione sociale a questo progetto – conclude Russo – per cercare concretamente di essere utile, aiutare qualcuno, e la Fondazione ha accolto subito il messaggio appoggiando il progetto.”

La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus è stata costituita nel 1986 per offrire un contributo significativo alla sconfitta del cancro attraverso la realizzazione in Piemonte di un centro oncologico, l’Istituto di Candiolo (Torino), capace di coniugare la ricerca scientifica con la pratica clinica e di mettere a disposizione dei pazienti oncologici le migliori risorse umane e tecnologiche.
La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro si occupa di reperire le risorse economiche attraverso attività di raccolta fondi e organizza tutte le iniziative e le manifestazioni necessarie per raggiungere questo scopo.
L’Istituto di Candiolo è l’unico centro di ricerca e cura del cancro italiano realizzato esclusivamente attraverso il sostegno di oltre 300 mila donatori privati che, grazie alla loro generosità, ne hanno fatto un centro di rilievo internazionale. L’ Istituto di Candiolo è anche l’unico “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” del Piemonte, riconosciuto dal Ministero della Salute, a testimonianza delle importanti scoperte fatte e pubblicate sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. È inserito nella Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e le sue prestazioni sono fornite in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale o in regime di libera professione. Ha iniziato la sua attività nel 1996 e da allora ha sviluppato nuovi spazi e servizi. Oggi si estende su 56.500 mq, di cui circa 10 mila dedicati alla ricerca. A Candiolo lavorano circa 800 persone tra medici, ricercatori italiani e internazionali, infermieri, personale amministrativo e tecnici.
La Fondazione ha previsto per i prossimi anni un importante piano di sviluppo che permetterà all’Istituto di crescere ulteriormente, dotandosi così di nuovi spazi da mettere a disposizione di medici, ricercatori e, soprattutto, dei pazienti e delle persone a loro vicine. L’obiettivo è di curare sempre più persone e sempre meglio.
Nicola Russo è un creativo puro, napoletano di nascita, torinese d’adozione, con una forte passione per la città la cui energia ha alimentato la sua creatività. Sempre alla ricerca di nuove forme di espressione, vince concorsi internazionali di design e si spinge sempre oltre la sua immaginazione.
Direttore creativo e designer da 15 anni nel campo della comunicazione il design e l’entertainment, la sua esperienza in campi diversi gli ha permesso di creare intersezioni dove far nascere nuove narrazioni e forme.
“Mi piace affrontare sempre settori diversi per avere sempre stimoli nuovi, dal design all’arte, non credo si possa dare uno schema alle idee, mi considero uno yes-man della creatività.” Napoli, Torino e Firenze sono i campi di azione, città diverse che hanno contaminato il suo lavoro aprendo nuovi scenari, sempre alla ricerca di nuove forme d’arte di espressione.

Rinascente è una prestigiosa collezione di negozi, con il meglio di moda, accessori, bellezza, casa, design e food. Conta nove negozi in Italia, situati nel centro delle città principali e uno store on-line lanciato a Giugno del 2020. Ha due flagship store, uno a Milano e uno nel cuore di Roma, inaugurato nel 2017. Un department store unico nel suo genere, poiché incorpora nella struttura architettonica un piccolo edificio del ‘900 e al piano -1 mette in luce una parte dell’Acquedotto Vergine del 19 a.C. Rinascente propone un’ampia scelta di marchi di alta gamma, rappresentativi del miglior Made in Italy e del panorama internazionale. È il luogo degli eventi esclusivi, delle personal appearance di personaggi importanti e dei lanci di nuovi prodotti. Considerata una tappa obbligata nei percorsi dello shopping, propone un’offerta ricca e varia senza formule preconfezionate, perfetta per un target sempre più aggiornato ed esigente. Ogni store è un vero e proprio polo d’attrazione, dove lo shopping diventa un’esperienza coinvolgente e gratificante, tanto che a maggio 2016 il flagship store di Milano viene proclamato “Miglior Department Store al Mondo” da Intercontinental Group of Department Stores (IGDS), la più importante associazione internazionale di department store. Nel 2017 Rinascente ha festeggiato i 100 anni del suo nome, ideato dal poeta GabrieleD’Annunzio, con una grande mostra a Palazzo Reale, LR 100- Rinascente Stories of Innovation, mettendo in luce la passione, il talento e la capacità di visione con cui ha scritto la sua storia.

 

 

Il Liceo scientifico Valsalice vince la quinta edizione del Concorso Mad for Science


È promosso da Fondazione DiaSorin e si aggiudica 75.000 euro per ampliare il biolaboratorio del proprio Istituto

 

Il Liceo Marconi di Pesaro vince il 2° premio in palio, per un totale di 37.500 euro per l’implementazione del proprio biolaboratorio

Il Premio speciale Ambiente, pari a 15.000 euro, è stato assegnato al Liceo Fermi di Bologna per aver saputo sviluppare proposte laboratoriali con maggior impatto sulla tutela ambientale

Il Liceo Marconi di San Gavino Monreale (SU), il Liceo Galilei di Trieste, il Liceo Facchetti di Treviglio, il Liceo Majorana di Sessa Aurunca (CE) e il Liceo Volta di Foggia hanno, infine, ricevuto un premio di 10.000 euro ciascuno da impiegare nell’acquisto di strumentazione e materiali per il biolaboratorio

La Fondazione DiaSorin ricorda le novità della sesta edizione che si concentrerà sul tema della Salute e sarà estesa per la prima volta anche agli Istituti Tecnici statali e paritari.

Torino, 7 ottobre 2021 – Si è tenuta oggi, nel prestigioso Auditorium Vivaldi di Torino e in collegamento streaming con 8 città italiane, l’attesa finale della quinta edizione del Concorso nazionale Mad for Science, promosso dalla Fondazione DiaSorin. La Challenge 2021 ha visto la partecipazione dei migliori 8 Licei italiani giunti alla finale odierna dopo una serie di severe selezioni che hanno scremato l’iniziale numero record di partecipanti pari a 160 Licei provenienti da tutta Italia.

Tra tutti i licei in gara, è stato decretato vincitore l’Istituto Valsalice di Torino. Il liceo ha vinto 75mila euro per implementare il proprio biolaboratorio a partire dall’anno scolastico in corso, grazie al progetto “La passione per la scienza fila veloce”.

Al secondo posto si è classificato il Liceo Marconi di Pesaro con il progetto “Mnemiopsisis leidyi: da specie marina aliena a risorsa”; ad esso viene riconosciuto un premio di 37,5 mila euro.

Il Liceo Fermi di Bologna, con il progetto “AgriLab: biotecnologie molecolari e tradizionali per l’ecologia urbana”, si è aggiudicato il Premio Ambiente, pari a 15 mila euro, per aver saputo sviluppare le proposte laboratoriali con maggior impatto per la salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi.

Il Liceo Marconi di San Gavino Monreale (SU), il Liceo Galilei di Trieste, il Liceo Facchetti di Treviglio, il Liceo Majorana di Sessa Aurunca (CE) e il Liceo Volta di Foggia sono stati, infine, premiati con un importo pari a 10.000 euro ciascuno, come riconoscimento dell’importante lavoro di qualità.

A valutare i progetti finalisti la Giuria, presieduta dalla dottoressa Pasinelli e composta da scienziati, accademici e professionisti del mondo della comunicazione.

I licei che hanno partecipato al contest nazionale hanno elaborato una serie di esperienze didattiche laboratoriali coerenti con gli Obiettivi 9 (Innovazione legata alle biotecnologie), 11 (Ambiente e sostenibilità) e 12 (Riciclo, rifiuti, economia circolare) dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile promossa dall’ONU.

“La qualità generale dei progetti migliora di anno in anno. Ciò conferma che gli insegnanti e gli studenti possono elaborare proposte in grado di rispondere alle grandi sfide contemporanee, con un filo conduttore comune: quello di una visione razionale della scienza al servizio degli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU” ha commentato Francesca Pasinelli, Presidente della Fondazione DiaSorin e Direttore generale della Fondazione Telethon, nel conferire i premi ai vincitori.

“Progetti come Mad for Science testimoniano come sia possibile passare da una scuola nozionistica a una che privilegia la sperimentazione: oggi ho ammirato ragazzi che iniziano a “fare gli scienziati” per esserlo davvero quando cresceranno” ha sottolineato Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

“Iniziative come Mad for Science esprimono la vitalità e l’energia oggi presenti nel mondo scolastico italiano, nel quale è necessario continuare ad investire per far sì che il metodo scientifico diventi il primo orientamento per la scelta del percorso universitario” ha ricordato Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

“I progetti presentati oggi, tutti di elevata complessità e rigore, hanno dimostrato una spiccata sensibilità per le ricadute interne ed esterne della ricerca proposta. Un segnale importante di come i giovani si avvicinano alla scienza in modo sempre più consapevole” ha dichiarato Ruggero Pardi, Professore di Patologia e Direttore della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie infettive dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano.

“La divulgazione e la comunicazione della scienza sono sempre più rilevanti per lo sviluppo di una cultura scientifica diffusa. È importante partire dalle scuole, proprio come fa Mad for Science” infine ha sottolineato Marco Cattaneo, Direttore responsabile di Le Scienze.

Il Liceo Valsalice di Torino si aggiunge all’Albo d’oro del Concorso le cui precedenti 4 edizioni sono state vinte rispettivamente dal Liceo Scientifico Buonarroti di Pisa (2020), dall’Istituto Ariosto Spallanzani di Reggio Emilia (2019), dall’Istituto Statale Monti di Asti (2018) e dall’IIS Pellati (indirizzo liceo scientifico Galilei) di Nizza Monferrato (AT) (2017).

Inoltre, la Fondazione DiaSorin ha parlato delle novità della sesta edizione che si concentrerà sul tema “Salute”, invitando le scuole a sviluppare progetti che esprimano il concetto di scienza al servizio della salute dell’uomo e dell’ambiente. A partire dalla sesta edizione, per cui le iscrizioni si chiuderanno il prossimo 3 dicembre, il concorso sarà esteso per la prima volta anche agli Istituti Tecnici.

Tutte le fasi e i momenti di avvicinamento alla finale di oggi possono essere rivisti sulla Pagina Facebook Fondazione DiaSorin e sul Profilo Instagram fondazionediasorin e attraverso gli hashtag ufficiali #fondazionediasorin e #madforscience2021.

Ipercolesterolemia e rischio cardiovascolare:  “La best practice di Regione Liguria e Piemonte” 

In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più 224.000 persone: di queste, circa 50.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo.

 

Il colesterolo rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando al SSN un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno). Un problema sanitario che durante la pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Fortunatamente le terapie a disposizione risultano estremamente efficaci sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria. Con lo scopo di creare un confronto multiprofessionale tra i massimi esperti sul tema, Motore Sanità ha realizzato il Webinar “FOCUS LIGURIA/PIEMONTE. IPERCOLESTEROLEMIA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI E NUOVE PROSPETTIVE DI CURA”, realizzato grazie al contributo incondizionato di Daiichi Sankyo. 

“L’ipercolesterolemia è responsabile di circa 50.000 morti all’anno in Italia e costituisce uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, con importanti ricadute sociali ed economiche. Si calcola infatti che i costi sanitari riconducibili al mancato controllo della colesterolemia si aggirino sui 16 miliardi di euro/anno. Attualmente, nonostante le terapie farmacologiche a disposizione siano in genere efficaci, l’80% dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare non raggiunge il target terapeutico raccomandato dalle Linee Guida internazionali sia in prevenzione primaria che secondaria. È necessario colmare il gap terapeutico esistente per incidere favorevolmente sulla morbi-mortalità cardiovascolare. Ad oggi il principale approccio farmacologico nel trattamento dell’ipercolesterolemia è rappresentato dalle statine, farmaci che, inibendo la sintesi endogena di colesterolo, determinano aumento dell’espressione del recettore per le LDL nel fegato e conseguente riduzione dei livelli plasmatici di LDL-C. Oltre alle statine, esistono altri farmaci ipocolesterolemizzanti, tra questi, gli inibitori di PCSK-9 (somministrabili per via s.c. e relativamente costosi) e l’acido bempedoico. Quest’ultimo, recentemente introdotto nell’armamentario terapeutico, inibisce la sintesi del colesterolo inibendo l’attività dell’enzima ATP citrato liasi (ACLY) e determinando un aumento dell’espressione epatica di LDLR e la consensuale riduzione dei livelli plasmatici di LDL-C. Una più ampia implementazione delle terapie farmacologiche disponibili potrebbe consentire di migliorare il controllo dell’ipercolesterolemia nella popolazione, in particolare nei sottogruppi a rischio elevato, con favorevoli ricadute sulla mortalità”, ha detto Roberto Pontremoli, Professore Ordinario Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Università di Genova, Direttore Clinica Medicina Interna 2 IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova

“Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo. Questo è vero anche in Italia, dove mietono 240.000 vittime ogni anno, assai più del Covid, anche nel suo momento peggiore. Molto è stato fatto negli ultimi decenni per ridurre il rischio cardiovascolare e questo ha contribuito ad un aumento delle aspettative di vita. Negli ultimi 50 anni la aspettativa di vita è aumentata di 9 anni, 6 dei quali anni grazie al miglioramento della prevenzione e della terapia cardiovascolare. L’ipercolesterolemia è uno dei fattori di rischio più importanti per la genesi dell’aterosclerosi e dell’ischemia sia cardiaca (infarto) che cerebrale (ictus). Per questo motivo le società scientifiche come la Società Europea di Cardiologia hanno ancora abbassato recentemente i valori di Colesterolo-LDL (il colesterolo “cattivo”) che dovrebbero essere raggiunti per tenere sotto controllo il rischio ischemico. Purtroppo, nonostante la disponibilità di diversi farmaci per abbassare il colesterolo (come le statine) solo una piccola minoranze dei soggetti raggiunge i livelli di LDL ottimali. Stanno per essere lanciati in commercio farmaci nuovi, tra i quali in particolare uno, l’acido bempedoico, può essere utilizzato anche nei frequenti pazienti che non tollerano le statine. La disponibilità di questi nuovi farmaci può ridurre il numero dei pazienti che non raggiungono gli obiettivi di trattamento e di conseguenza ridurre il rischio di infarto e di ictus”, ha dichiarato Gaetano De Ferrari, Direttore SC di Cardiologia – AOU Città della Salute e della Scienza, Presidio Molinette

 

Vallelata e Legambiente ripuliscono il Parco Naturale di Stupinigi

“Puliamo il tuo parco” – 2edizione

 

Vallelata e Legambiente ripuliscono il Parco Naturale di Stupinigi di Nichelino e premiano l’Istituto Comprensivo Nichelino 4 Rita Levi-Montalcini con un corso per gli studenti sulle tematiche ambientali

  • Sabato 9 ottobre il Parco Naturale di Stupinigi di Nichelino sarà tra i 20 parchi d’Italia ad essere ripuliti a conclusione dell’iniziativa di sensibilizzazione alla cura del verde, giunta alla seconda edizione.
  • Gli studenti dell’Istituto Comprensivo Nichelino 4 Rita Levi-Montalcini verranno premiati con un percorso didattico sulle tematiche green tenuto dagli esperti di Legambiente.

 

 Si conclude sabato 9 ottobre con la giornata di pulizia del Parco Naturale di Stupinigi di Nichelino la seconda edizione dell’iniziativa “Puliamo il tuo parco”, la campagna di sensibilizzazione alla cura del verde lanciata da Vallelata e Legambiente e giunta alla seconda edizione. Il parco vincitore ha avuto la meglio sugli altri in concorso in regione.

A dare ulteriore valore all’iniziativa quest’anno è stato il coinvolgimento delle scuole, con l’obiettivo di motivare i più giovani ad adottare un comportamento consapevole e rispettoso verso il nostro Pianeta. Rappresentanti aziendali e di Legambiente e i volontari della città si uniranno in una simbolica grande giornata nazionale di pulizia dei 20 parchi vincitori del concorso, uno in ogni regione. Alla giornata di pulizia di Nichelino parteciperanno anche i bambini della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo Nichelino 4 Rita Levi-Montalcini, scuola che riceverà in premio un percorso didattico su tematiche ambientali tenuto dagli esperti di Legambiente.

“È stato un vero piacere lo scorso anno mobilitare 20 città d’Italia nella Pulizia dei nostri parchi e non potevamo non tornare anche quest’anno, con ancora maggiore entusiasmo, a proporre questa grande iniziativa di importanza civica che ci vede protagonisti insieme a Legambiente”, ha dichiarato Mauro Frantellizzi, Direttore Marketing Galbani Cheese“E quest’anno abbiamo voluto fare di più: coinvolgere le giovani generazioni nella cura del nostro pianeta è fondamentale, perché parliamo degli adulti di domani. Gli oltre 27.400 voti espressi in tutta Italia nella prima fase del concorso ci dimostrano che l’attenzione a questi temi c’è, ed è dunque necessario che l’educazione ambientale si integri nel percorso di crescita degli studenti, affinché il futuro delle nostre città sia sempre più rispettoso di ciò che ci circonda”.

A soli dieci chilometri dal centro storico di Torino, il Parco naturale di Stupinigi, con i suoi boschi e con ampi spazi di paesaggio agrario, costituisce una delle più pregevoli tessere di quel mosaico circolare di aree verdi e di aree non urbanizzate che racchiude il polo metropolitano.

“Un’opportunità per fare sinergia e valorizzare i nostri territori, i nostri Parchi, luoghi di inestimabile valore ambientale e paesaggistico – dichiara Alice De Marco, Direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Grazie all’iniziativa con Vallelata riusciamo a mettere in campo un’azione mirata ed efficace di coinvolgimento dei cittadini dai più piccoli ai più grandi, degli enti che possono e devono prendersi cura di questo patrimonio.”

È possibile iscriversi alla giornata di volontariato sul sito: https://puliamoiltuoparco.vallelata.it/

L’iniziativa “Puliamo il tuo parco!” prevede anche un premio per coloro che in tutta Italia hanno espresso il proprio voto. 20 fortunati sono stati premiati con gli esclusivi monopattini elettrici messi in palio.

Tutte le attività di pulizia dei parchi si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative e dei protocolli sanitari previsti.

L’industria tessile a Chieri e in Piemonte nel Novecento

Sabato 9 ottobre 2021 – ore 15.00 Museo del Tessile di Chieri Porta del Tessile – Via Santa Chiara 5

 

Conferenza e proiezione del documentario “Il patto della montagna”

Sabato 9 ottobre, alle ore 15.00, al Museo del Tessile di Chieri (Sala della Porta del Tessile, via Santa Chiara 5) si svolgerà un incontro dedicato al tessile in Piemonte nel Novecento, quale motore di sviluppo urbano, ma anche propulsore di sviluppo di una società civile più equa e solidale, oltre che creativa e produttiva.

Introdotto da Melanie ZEFFERINO, Presidente della Fondazione Chierese per il Tessile e Museo del Tessile nonché curatrice del ciclo di eventi, lo storico dell’architettura Filippo MORGANTINI terrà una relazione su «Industria tessile e sviluppo urbano a Chieri tra Ottocento e Primo Novecento»epoca in cui il polo industriale chierese si poneva all’avanguardia anche per l’impiego di nuovi materiali.

Seguirà una breve presentazione di Sara CONFORTI, artista e ricercatrice di moda sostenibile, ad introduzione del film documentario «Il patto della montagna» (regia di Manuele Cecconello e Maurizio Pellegrini, 2017).

Realizzata con il contributo della Direzione Generale per il Cinema del Ministero Beni e Attività Culturali e Turismo (MIBACT), Film Commission Torino Piemonte, Jean Vigo Italia (Roma) e VideoAstolfoSullaLuna (Biella), questa produzione cinematografica svela l’intreccio fra imprenditori, operai e partigiani che si accordarono per mantenere attiva la produzione tessile industriale nel contesto biellese e migliorare le condizioni di lavoro affermando la parità retributiva nel pieno della seconda guerra mondiale, al tempo della Resistenza.

Si tratta di una ricostruzione storica che, alla luce delle crisi acuitesi nel nuovo millennio, può essere vista come un monito a riscoprire il patto sociale per virare verso un futuro maggiormente improntato a valori di equità, senso civico e condivisione del bene comune nell’interesse della collettività stessa e della sua industria creativa (il trailer su: www.ilpattodellamontagna.com).

Biglietto: 3 euro (evento e museo)

Prenotazione obbligatoriaprenotazioni@fmtessilchieri.org

I visitatori devono essere in possesso di green pass, da esibire all’ingresso,

e indossare la mascherina in ottemperanza delle norme di sicurezza in vigore

L’evento fa parte del ciclo di conferenze «ARS ET INDUSTRIA»organizzato dalla Fondazione Chierese per il Tessile e Museo del Tessile con il patrocinio del Comune di Chieri, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, e il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando CivICA-progetti di cultura e innovazione civica.

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO

   Centro Studi – Archivio Storico e Biblioteca

   Via Giovanni Demaria 10, Chieri

   Lunedì-Venerdì: 9:30 alle 12:30 | Sabato: 14:00-18:00

   Esposizione permanente

   Via Santa Chiara 11A, Chieri

   Martedì, Mercoledì e Venerdì: 9:30-12:30

   Sabato: 14:00-18:00 | Domenica su prenotazione: 10:00-12:00

   Sala della “Porta del Tessile”

   Via Santa Chiara 5, Chieri

   Apertura in occasione di eventi e mostre temporanee

    Laboratori, Orto Botanico e Uffici

  Informazioni: prenotazioni@fmtessilchieri.org    +39 329 4780542

Fondazione per la Ricerca sul Cancro: nel 2020 sono stati destinati all’Istituto di Candiolo oltre 18 milioni di euro

//

Presentato il Bilancio Sociale e di Sostenibilità dal Presidente Allegra Agnelli: “Nel 2021 abbiamo tagliato il traguardo dei 35 anni di attività e, nonostante l’emergenza Covid, non ci è mai mancato l’appoggio dei nostri sostenitori”.

In corso i lavori per un ulteriore importante ampliamento dell’Istituto.

La sfida epocale del Covid non ha frenato l’impegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro: nel 2020 sono stati destinati all’Istituto di Candiolo IRCSS per la ricerca e la cura oltre 18 milioni di euro. E’ quanto emerge dal Bilancio Sociale e di Sostenibilità che è stato presentato dal Presidente, Allegra Agnelli.

Hanno partecipato all’ evento – che si è svolto in modalità digitale all’ Istituto di Candiolo Irccs ed è stato trasmesso online sul sito de La Stampa e sulla pagine Facebook della Fondazione – esponenti delle istituzioni, della comunità scientifica, del mondo dell’ imprenditoria e della finanza: Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, Ersilia Vaudo Scarpetta, Chief Diversity Officer e Special Advisor on Strategic Evolution dell’ Agenzia Spaziale Europea (ESA), Anna Sapino, Direttore Scientifico dell’ Istituto di Candiolo IRCCS, Giuseppe Banna, Responsabile Ricerca Clinica e Traslazionale per i Tumori Toracici dell’ Istituto, Gianmarco Sala, Direttore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Marco Lavazza, Vice Presidente di Lavazza, Marco Morganti, Responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo, Julien Di Pace, Head of Jeep Brand Advertising, Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus. Ha moderato l’incontro il Direttore dell’HuffPost ed editorialista della Stampa, Mattia Feltri.

“Nel 2020 siamo stati chiamati a uno sforzo straordinario – ha detto Allegra Agnelli – siamo scesi in campo per supportare il sistema sanitario nella lotta contro il Covid-19, accogliendo pazienti oncologici da altre strutture sanitarie, abbiamo realizzato un laboratorio per l’analisi dei tamponi e nel 2021 siamo diventati hub per le vaccinazioni e centro di riferimento per il tracciamento delle varianti del virus. Nonostante tutto questo abbiamo garantito cure, trattamenti e destinato ingenti risorse alla ricerca sul cancro”.

“Nel giugno di quest’anno – ha aggiunto – la Fondazione ha compiuto 35 anni di attività, un grande traguardo raggiunto solo grazie a chi ci sostiene dal 1986 ad oggi. Questa storia è il nostro futuro: grazie ai nostri sostenitori stiamo realizzando l’Istituto di Candiolo di domani”.

Il Presidente Alberto Cirio ha lodato l’ Istituto di Candiolo per il contributo dato al contrasto alla pandemia e per il suo alto livello scientifico: “Il Covid ci ha insegnato – ha aggiunto – l’

importanza della ricerca, ma ha anche ha abbattuto i tabù contro la sanità privata. Da oggi bisogna pensare a un nuovo rapporto fra pubblico e privato”.

Il forte legame fra la Fondazione e il territorio è stato così sintetizzato dal Direttore Gianmarco Sala: “Nel 2020 la Fondazione ha raccolto complessivamente, tra donazioni dirette, 5×1000 ed eredità più di 23 milioni. Per ogni euro donato oltre 90 centesimi vengono destinati alla missione dell’Istituto. Un risultato importante, sottolineato dal sostegno che riceviamo: nel 2020, 47 mila donazioni direttee 254 mila persone che hanno scelto di destinare il loro 5×1000 a Candiolo. Poi ha ricordato che nel maggio scorso, nonostante la pandemia, sono iniziati i lavori “per mettere a disposizione di medici, ricercatori e, soprattutto, pazienti e loro familiari, nuovi spazi”. I primi interventi riguardano il nuovo servizio di Hospice “Monviso e laboratori per ospitare ricercatori clinici provenienti dalla più importanti strutture internazionali. A seguire sono previsti una Biobanca per conservare i tessuti in un’ottica di future terapie oncologiche personalizzate, la Protonterapia, avanzata forma di radioterapia, un Poliambulatorio e spazi dedicati alla formazione, alla didattica e a servizi di foresteria. L’obiettivo è curare sempre più persone e farlosempre meglio, ha concluso Sala.

Per quanto riguarda l’attività di ricerca, la Professoressa Anna Sapino ha ricordato i dati del 2020: 288 ricercatori impegnati in 37 laboratori e unità di ricerca, 231 lavori pubblicati, record di citazioni (10.392) sulle più importanti riviste scientifiche mondiali, con conseguente crescita dell’impact factor a 1.621,32 (è l’indice che misura l’impatto di una pubblicazione sulla comunità scientifica).

All’Istituto di Candiolo lavorano circa 800 persone, di cui 464 nell’attività di assistenza ospedaliera. Nel 2020 sono state erogate 1.314 mila prestazioni ambulatoriali e sono stati ricoverati 8.144 pazienti; oltre 1.100 sono stati sottoposti a trattamenti di radioterapia. Inoltre, erano attivi 154 protocolli e studi sperimentali. L’Istituto, nonostante la pandemia, ha mantenuto pressochè invariati i volumi di attività clinica e ha anche messo a disposizione di altre strutture ospedaliere (ASO San Luigi e Mauriziano, Ospedali di Rivoli, Pinerolo, Moncalieri, Chieri, Carmagnola) il proprio blocco operatorio per interventi chirurgici non procrastinabili su pazienti oncologici.

Il Bilancio Sociale e di Sostenibilità è stato realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino e con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino

Orientamento professionale itinerante con Comau

Comau e la rete di imprese Asse 4, con la collaborazione delle società Skills4U e Reti S.p.A e con il supporto dell’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa (INDIRE) e della Rete ITS Italy, hanno realizzato “e.DO Roadshow 2021”, un progetto didattico itinerante per l’orientamento professionale dedicato alla divulgazione delle materie STEM e della cultura del lavoro, in programma dal 6 ottobre al 3 dicembre 2021.

L’iniziativa, articolata in 15 tappe, coinvolgerà in percorsi di formazione innovativi una trentina di istituti tecnici di II grado con sede in 12 regioni italiane. In ogni scuola verrà allestito un e.DO Learning Center, formato da 4 postazioni robotizzate, che accompagnerà gli studenti e i docenti in laboratori didattici condotti grazie al supporto del robot educativo e.DO di Comau.

Obiettivo di “e.DO Roadshow 2021” è quello di promuovere, in partnership con le scuole, le imprese e gli stakeholder locali, lo studio di robotica e STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), materie ritenute fondamentali per sviluppare le competenze delle nuove generazioni. Le sessioni di attività si propongono inoltre di fornire agli studenti un servizio di orientamento professionale, utile per poter intraprendere in futuro una carriera di successo.

Durante gli appuntamenti di formazione, che raggiungeranno una platea di circa 2.000 partecipanti in tutta Italia, gli studenti – affiancati dai propri insegnanti e dai facilitatori Asse 4 formati da Comau – frequenteranno lezioni teoriche e pratiche in cui si cimenteranno con la risoluzione di problemi di lavoro reali attraverso l’utilizzo del robot e.DO.

Ogni laboratorio proposto da Comau integra aspetti di Robotica e di Industria 4.0. Come modulo preliminare introdurrà la storia della robotica e si spiegheranno i principali componenti che costituiscono un robot, per poi permettere agli allievi di programmare e muovere un braccio robotico nello spazio. Successivamente verrà presentato un processo industriale e quali sono i metodi e le strategie più efficaci per la gestione della produzione manifatturiera. Infine, gli studenti si dedicheranno alla stesura di un business plan semplificato per valutare gli investimenti e le azioni necessari per incrementare un ciclo produttivo. Al termine dell’esperienza si terrà un momento di condivisione dei lavori svolti per la verifica di quanto acquisito.

La prima tappa di “e.DO Roadshow 2021” sarà ospitata presso la società Reti S.p.A con la partecipazione di istituti tecnici secondari della Lombardia, il 6 e 7 di ottobre, mentre le successive si svolgeranno in 13 realtà scolastiche presenti su tutto il territorio nazionale. Alcune tappe saranno anche aperte alla partecipazione di Istituti tecnici superiori (ITS) con l’obiettivo di creare un ponte verso le professioni più richieste dal mondo del lavoro. Infine, per ogni regione è prevista una sessione di due ore finalizzata alla formazione del personale docente interessato alla didattica delle materie STEM.

Il percorso si concluderà nuovamente in Lombardia, il 2-3 dicembre, in occasione del meeting dell’industria italiana a CONNEXT, evento promosso da Confindustria, durante il quale verranno presentati pubblicamente risultati e saranno premiate testimonianze significative tratte dall’esperienza del Roadshow appena concluso.

Ezio Fregnan, Direttore dell’Academy e dell’EducationBusiness di Comau, ha affermato: “La collaborazione con Asse 4 è stata molto importante per la realizzazione di un’iniziativa che ha l’obiettivo di promuovere, nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, lo studio di materie fondamentali per il futuro del lavoro, come STEM e robotica, iniziando ad esplorare il mondo dell’impresa. In tal modo Comau rinnova il suo investimento sulle nuove generazioni e rafforza ulteriormente la collaborazione con tutti gli stakeholder locali e nazionali impegnati nella progettazione di innovativi progetti didattici”.

Roberto Dentale, Referente Scuole Asse 4 – Rete di Imprese, ha precisato: “Grazie all’esperienza condivisa con la società partner Skills4U e alle tecnologie di Comau gli e.DO Learning Center allestiti presso gli istituti partecipanti, forniranno agli studenti la possibilità di conoscere da vicino e in modo esperienziale il mondo della robotica e delle tecnologie abilitanti, dell’impresa e dell’industria, iniziando così a porre le basi per approcciare con successo il proprio futuro professionale”.

Antonella Zuccaro, Responsabile struttura di ricerca di Indire, afferma: “Grazie al progetto formativo itinerante organizzato da Comau e Asse 4 gli studenti potranno ampliare le loro esperienze di apprendimento attraverso l’utilizzo delle tecnologie abilitanti di industria 4.0. Integrare le tecnologie 4.0 come interfacce di apprendimento permette di inquadrarle culturalmente come ulteriori oggetti da usare con la testa. Un approccio che permetterà, auspicabilmente, ai lavoratori del futuro di porsi in maniera proattiva in relazione alle sfide in corso. E gli ITS sono i più interessati da questa sfida, in quanto segmento formativo a più diretto contatto con l’innovazione, con il mondo produttivo, con il cambiamento del lavoro”.

“Crediamo molto in questo progetto che avvicina i giovani e le scuole alle nuove competenze richieste dalla rivoluzione tecnologica, – afferma Bruno Paneghini, Amministratore Delegato di Reti S.p.A – confermando il nostro impegno a essere un ponte tra il sistema scolastico e quello aziendale, favorendo il confronto e lo sviluppo di piani formativi che soddisfino le esigenze dei professionisti del futuro. Far parte del progetto di Comau rappresenta per Reti una promessa al territorio: quella di lavorare al fianco delle scuole per avvicinare le tematiche STEM alle nuove generazioni”.

Il programma completo dell’evento, con indicazione delle sedi e delle date di ogni tappa di “e.DO Roadshow 2021” sono consultabili al link:

https://news.comau.biz/edo_roadshow_2021

Comau, società parte di Stellantis, è leader mondiale nello sviluppo di sistemi e prodotti avanzati per l’automazione industriale. La sua offerta include tecnologie e sistemi per la produzione di veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, robot industriali, soluzioni di robotica indossabile e collaborativa, strumenti per la logistica a guida autonoma, centri di lavorazione meccanica dedicati, servizi digitali interconnessi e sistemi in grado di trasmettere, elaborare e analizzare dati macchina e di processo. Con oltre 45 anni di esperienza sul campo e una forte presenza nei maggiori Paesi industrializzati, Comau aiuta le aziende costruttrici, di tutte le dimensioni e di qualunque settore, a migliorare qualità e produttività, riducendo time-to-market e costi complessivi. La sua offerta si estende al project management e alla consulenza, nonché ai servizi di manutenzione e training, per una vasta gamma di segmenti industriali. Comau ha il suo centro direzionale a Torino e opera attraverso una rete internazionale di 7 centri di innovazione, 5 digital hub, 8 stabilimenti di produzione, in cui lavorano oltre 9.000 persone, presenti in 14 Paesi. Una rete globale di distributori e partner consente di rispondere velocemente alle esigenze dei clienti, ovunque si trovino nel mondo. Attraverso le attività di formazione curate dalla sua Academy, Comau si impegna inoltre a sviluppare le conoscenze tecniche e manageriali necessarie alle aziende per affrontare le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0

www.comau.com