ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 293

Il Politecnico inventa il  labirinto che imprigiona il rumore

Pannelli antirumore a struttura labirintica inventati da sei studenti dell’Alta Scuola Politecnica dei Politecnici di Milano e di Torino

 Pannelli antirumore basati su metamateriali “labirintici” in grado di assorbire le onde sonore trasmesse nell’ambiente. Questa nuova tecnologia, progettata da sei studenti dell’Alta Scuola Politecnica (ASP), il programma internazionale riservato ai migliori studenti del Politecnico di Milano e del Politecnico di Torino, promette un’importante attenuazione del rumore, ottenuta grazie alla struttura interna dei pannelli. Tali strutture, definite “metamateriali” perché superano le potenzialità dei materiali convenzionali, hanno dalle proprietà acustiche innovative. Le loro prestazioni non sono dovute ai componenti con cui sono prodotti, ma alla loro forma geometrica labirintica, riproducibile facilmente. I settori di applicazione sono vari, dall’edilizia all’automotive, fino agli impieghi domestici.

Leonardo Bettini, Venus Hasanuzzaman Kamrul, Emanuele Musso, Fabio Nistri, Davide Piciucco e Matteo Zemello sono i sei studenti dell’ASP che hanno ideato il pannello. Le strutture labirintiche presenti all’interno fanno riflettere più volte l’onda acustica, che lentamente si riduce fino ad auto cancellarsi. È come se il rumore acustico si “perdesse” all’interno del labirinto. Queste strutture sono in grado di smorzare più tipologie di rumore: dai suoni a media frequenza, tipici del parlato e di alcuni strumenti musicali, fino a quelli a bassa frequenza, causati dai motori.

Il lavoro ha dimostrato che i metamateriali labirintici hanno un elevato potenziale, in quanto la loro struttura leggera, poco ingombrante e fabbricata al 100% tramite la stampa 3D, rende possibile la costruzione di prodotti acustici con plastiche di scarto, senza compromettere le performance del pannello, ma riuscendo ad abbattere i costi finali. Un possibile settore d’impiego potrebbe essere quello dell’aeronautica. L’applicazione del pannello nella fusoliera di un aereo consentirebbe sia di isolare i passeggeri all’interno dal rumore esterno, sia di ridurre l’inquinamento acustico ambientale provocato dal velivolo.

Il progetto è stato testato e validato al Dipartimento Energia-DENERG “Galileo Ferraris” del Politecnico di Torino, con il supporto dei professori Federico Bosia, Louena Shtrepi e Antonio Gliozzi. Inoltre è stato coinvolto come partner industriale Phononic Vibes, impresa nata nel 2018 come spin-off del Politecnico di Milano. Il progetto proseguirà nell’ambito del percorso di ricerca europeo FET – Boheme, coordinato dall’Università di Trento e in cui sono coinvolti tra gli altri, il Politecnico di Torino, l’Imperial College di Londra e il Politecnico Federale di Zurigo (ETH).

ASP

L’Alta Scuola Politecnica (ASP) è un percorso biennale di eccellenza, parallelo alla Laurea Magistrale, avviato nell’autunno del 2004 dai Politecnici di Milano e di Torino. Ogni anno ASP seleziona, sulla base di merito e capacità individuali, 150 giovani di talento (90 al Politecnico di Milano e 60 al Politecnico di Torino) tra gli studenti che hanno terminato il percorso di laurea triennale nei tempi previsti, e che si iscrivono a un corso di Laurea Magistrale del Politecnico di Milano o di Torino. Gli studenti ASP formano una community proveniente da circa 20 paesi diversi; più di un terzo di loro sono donne. La lingua ufficiale di ASP è l’inglese.

Volpiano, contributi alle attività economiche colpite dalla crisi Covid


Il Comune ha stanziato 179mila euro, le domande vanno presentate entro il 28 dicembre

Il Comune di Volpiano ha stanziato 179mila euro per l’erogazione di contributi a sostegno delle attività commerciali e artigianali che hanno subito un pregiudizio economico dalla crisi Covid-19, con la finalità di coprire parzialmente i canoni di locazione e le spese relative a utenze non domestiche per energia elettrica, acqua e gas, nonché altre spese documentabili legate all’emergenza da Covid-19. Il contributo viene erogato fino a esaurimento della cifra stanziata, e qualora le domande fossero superiori alla disponibilità verrà stabilita una percentuale tra la somma richiesta e quella disponibile. Per accedere al contributo è necessario presentare domanda entro martedì 28 dicembre, utilizzando il modulo presente sul sito del Comune.

Commenta l’assessore al Commercio Andrea Cisotto: «Come amministrazione ci siamo mossi nella direzione di fornire un aiuto significativo alle attività economiche che hanno subito gravi ripercussioni da un anno e mezzo di pandemia, decidendo uno stanziamento specifico per questo tipo di contributi».

Acque, la preoccupazione degli ambientalisti

LE NUOVE PROPOSTE DI NORME SUL “DEFLUSSO ECOLOGICO” PREOCCUPANO LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

“C’E’ IL RISCHIO CONCRETO CHE CON IL NUOVO “DEFLUSSO ECOLOGICO” I FIUMI SI RITROVINO CON SEMPRE MENO ACQUA”

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Pro Natura Piemonte e Cipra Italia (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi) lanciano l’allarme sulle nuove regole per il Deflusso Ecologico nei fiumi proposto dalla Regione Piemonte con il rischio che questo provvedimento venga emulato da altre Regioni

In questi giorni la Regione Piemonte sostituirà, con una modifica al regolamento, il Deflusso Minimo Vitale con il nuovo Deflusso Ecologico: le associazioni ambientaliste si attendevano un incremento dei rilasci ma hanno constatato, purtroppo, che dietro al termine “Deflusso Ecologico” si è consumata l’ennesima operazione di “greenwashing”, l’ecologia di facciata.

Infatti esaminando nei dettagli la proposta regionale è emerso che i rilasci complessivi su base annua, e in particolare nei mesi ove vi sono le condizioni di magra, saranno inferiori al Deflusso Minimo Vitale attualmente vigente. 

Le associazioni: “la proposta della Regione Piemonte venga attentamente valutata dagli enti scientifici deputati e dagli organismi comunitari responsabili della tutela dei corsi d’acqua naturali.”

Riceviamo e pubblichiamo

Gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire sempre più pesantemente, “le stagioni non sono più come quelle di una volta”, o piove troppo o piove troppo poco, ma nonpiove mai come vorremmo.La guerra per l’acqua, soprattutto per i grandi utilizzi irrigui ed idroelettrici, si fa sempre più intensa, senza esclusione di colpi anche se condotta sottotraccia. Tutti ne vorrebbero di più ma c’è n’è sempre di meno. I consorzi di bonifica pubblicano foto come quella che segue dei fiumi in secca attribuendo tutte le colpe alla siccità, mentre il problema principale sono spesso gli eccessi nei prelievi e il mancato rilascio di un idoneo deflusso.

A farne le spese è la qualità dei nostri fiumi e torrenti sottoposti a sempre più elevate pressioni: l’inquinamento, l’evoluzione climatica, i prelievi.

Per salvaguardare e migliorare la qualità fluviale dei corpi idrici l’Unione Europea ha definito nel 2000 la Direttiva Quadro Acque. Tra le varie misure disposte e che tutti gli stati membri devono introdurre per regolamentare le derivazioni vi sono il “Deflusso Ecologico” e una valutazione preventiva dei possibili impatti di una derivazione di acqua sulcorpo idrico (procedura meglio nota con il nome di “Direttiva Derivazioni”).

Il “Deflusso Ecologico” è la quantità di acqua che deve essere lasciata nel fiume o torrente da ogni derivazione per consentire il raggiungimento degli obiettivi ecologici e di qualità fluviale. Il Deflusso Ecologico è, in sostanza, un rilascio ADEGUATO di portate in alveoe sostituisce il precedente criterio fondato su un rilascio MINIMO Vitale.

Il passaggio da un deflusso MINIMO ad un deflusso ADEGUATO, al Deflusso Ecologico si rende necessario perché purtroppo in moltissimi tratti dei torrenti e fiumi del Piemonte (quasi il 50% sul totale) non sono raggiunti gli obiettivi di qualità e si rende dunque necessario un incremento dei rilasci, il MINIMO non è sufficiente a raggiungere questi obiettivi.

In questi giorni la Regione Piemonte adotterà, con una modifica al regolamento che disciplina il Deflusso Minimo Vitale, il nuovo Deflusso Ecologico: le associazioni ambientaliste si attendevano un incremento dei rilasci ma hanno constatato, purtroppo, che dietro al termine “Deflusso Ecologico” si è consumata l’ennesima operazione di “greenwashing”, l’ecologia di facciata.

Infatti, esaminando nei dettagli la proposta regionale è emerso che i rilasci complessivi su base annua, e in particolare nei mesi ove vi sono le condizioni di magra, saranno inferiori al Deflusso MinimoVitale attualmente vigente. 

La regione Piemonte ha aggiunto e combinato tra loro alcuni fattori correttivi che dovrebbero tenere conto della naturalità (N) della fruibilità (F) della qualità (Q) e della  modulazione delle portate (T) conseguendo, in termini di portate rilasciate,un risultato inferiore a quanto oggi è disciplinato sia con il DMV, con la Modulazione di Tipo A  (un incremento del DMV tra il 10 e il 20%) ed anche con il fattore correttivo discrezionalmente applicabile per la tutela dell’ambiente idrico (fattore adottato anche con valori superiori a 2).

La verifica condotta ha portato a valutare, nei cinque diversi settori geografici identificati dalla regione, rilasci inferiori anche del 70-80% su base annua con punte del -40% nei mesi di magra. Si riporta, ad esempio la comparazione tra i valori di portata del nuovo Deflusso Ecologico e il DMV vigente per il gruppo B; nel grafico l’attuale DMV è rappresentato in verde scuro, il DE proposto in rosso e la portata naturale in blu:

 

Una modifica francamente incomprensibile ed inaccettabile, che va in direzione opposta alle esigenza di tutela fluviale.

Per queste ragioni le Associazioni Ambientaliste chiedono che la proposta della Regione Piemonte venga attentamente valutata dagli enti scientifici deputati e dagli organismi comunitari responsabili della tutela dei corsi d’acqua naturali. Chiedono che la stessa proposta venga abrogata o almeno modificata nell’ottica di prevedere un valore del Deflusso Ecologico rispettoso delle indicazioni fornite dalla UE e recepite dal Ministero con il Decreto Direttoriale DD/STA n.30/2017 e dalla Delibera n. 4/2017 dell’Autorità per il Bacino del Po.

 

Tutte le novità del Bonus Mobili

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

La nuova legge di bilancio ha esteso il bonus mobili anche al 2022. In realtà la misura, salvo cambi dell’ultimo minuto, dovrebbe rimanere in vigore fino al 31 dicembre 2024. L’agevolazione, che consente una detrazione Irpef sulla spesa sostenuta per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, subisce però alcuni cambiamenti rispetto al 2021.

Anche per il 2022 il bonus mobili è erogato come detrazione Irpef del 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici per arredare un immobile che viene ristrutturato. È erogato in 10 rate, anche se la sua cifra cambia notevolmente.

Il tetto di spesa passa dai 16 mila euro del 2021, innalzato rispetto ai 10 mila del 2020, ai 5 mila euro del 2022. Su questo ammontare sarà poi calcolata la detrazione d’imposta.

Per ottenere il bonus mobili, come già detto, è necessario effettuare una ristrutturazione edilizia. Questa può anche essere parziale. Le spese devono essere sostenute durante il 2022 e riguardano l’acquisto di mobili e arredi o grandi elettrodomestici.Tuttavia bisogna rispettare i requisiti previsti dalla legge di bilancio, con la diversa classificazione delle classi energetiche, in linea con le nuove etichette dell’Unione Europea.

Per accedere alla detrazione è necessario pagare con bonifico o carta di credito o di debito. Non sono consentiti gli assegni bancari, i contanti e altre forme di pagamento.

Si può usufruire del bonus mobili 2022 anche acquistando a rate, all’estero oppure online, da rivenditori affidabili e in grado di documentare la spesa con l’apposita certificazione.

Inoltre occorre conservare i seguenti documenti: attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, addebito sul conto corrente); fattura, riportante natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquistati; scontrino con il codice fiscale dell’acquirente (equivalente alla fattura).

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.itcompilando l’apposito format.

I nuovi vertici dei giovani Ance

Cavallari: “L’incertezza normativa, inevitabilmente, riduce la qualità, aumenta i costi e espone a maggiori rischi. Occorre una programmazione politica di lungo periodo per le imprese”

Il 15 dicembre scorso sono stati eletti i vertici dei Giovani Ance: Angelica Krystle Donati è la nuova Presidente; tra i Vice Presidenti il Presidente dei Giovani Ance Piemonte e Valle d’Aosta Andrea Cavallari con delega ai progetti strategici innovativi nell’ambito del partenariato pubblico-privato.

Il programma per il triennio prevede cinque punti principali, rappresentati dalla formazione, sicurezza e education, dallapromozione dell’innovazione,della sostenibilità e economia circolare, dal rafforzamento dei rapporti internazionali, dalla valorizzazione dei rapporti associativi e dall’ampliamento della comunicazione.

“La nostra è una squadra che mette in primo piano sicurezza e innovazione – ha commentato Andrea Cavallari, presidente dei Giovani Ance PiemontePurtroppo le recenti tragedie che hanno investito i cantieri italiani, sono l’effetto delle continue e mutevoli condizioni normative, con orizzonti temporali sempre strettissimi perché anche le proroghe, quando arrivano, non danno respiro e mettono sotto pressione la committenza e i lavoratori. Mentre la politica discute, il cronoprogrammaavanza e il tempo scorre inesorabile”.

La progettazione e l’esecuzione della riqualificazione energetica o sismica di un edificio – precisa l’architetto Andrea Cavallari – sono processi complessi che richiedono tempo e non possono trasformarsi in mere corse per seguire ridicole scadenze fiscali. L’obbiettivo nobile di ridurre le emissioni in atmosfera ha dato luogo al Superecobonus del 110%, ma si scontra con l’esigenza di dover inviare i file asseverati dei SAL al 30% all’Enea entro il 31 dicembre 2021 per non perdere il bonus stesso.

È necessario rendersi conto che la riqualificazione energetica e sismica sono enormi sfide che l’Italia deve affrontare con serietà e con programmazione a lungo termine, per almeno un decennio prescindendo dai mandati elettorali”.

Club Med, Cirio: “Turismo è futuro”

120 milioni di risorse private a cui verranno affiancati 42 milioni di fondi pubblici con 500 nuovi posti di lavoro. E sul Pnrr la Regione dedicherà alla Montagna uno dei “progetti bandiera”

 

Il  presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio   a Pragelato ha preso parte, insieme al  vicepresidente e assessore alla Montagna  Fabio Carosso  e all’assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano,  alla  presentazione del rinnovamento di Club Med Pragelato Sestriere , il  nuovo Resort Club Med San Sicario , e dell’ estensione delle piste della Vialattea .

 

“Se siamo qui adesso – ha sottolineato il presidente Cirio – è perché abbiamo creduto nella campagna vaccinale e il nostro Paese, per una volta, ha saputo fare il primo della classe con un rigore che ci è stato riconosciuto proprio ieri anche a livello europeo e che è diventato modello anche per altre realtà in Europa. Noi vogliamo garantire che chi viene sul nostro territorio viene in un posto sicuro. Ecco perché è importante essere una delle regioni italiane in testa nella somministrazione delle terze dosi: ci dà la possibilità di vivere in modo sicuro anche la stagione turistica e invernale che l’anno scorso non era partita. Dobbiamo essere consapevoli di questo traguardo raggiunto e difenderlo”.

 

“La pandemia però – ha proseguito il presidente Cirio – non è soltanto una crisi sanitaria, lo è anche economica e non c’è modo migliore per ripartire che investire, unendo alle risorse pubbliche quelle private. Proprio quello che accade oggi nelle nostre Vallate olimpiche. L’investimento che il Club Med ha deciso di potenziare è straordinario: 120 milioni di euro a cui si affiancheranno altri 42 milioni di euro stanziati dalle comunità locali insieme alla Regione Piemonte, portando 500 nuovi posti di lavoro. Questa è la testimonianza della nuova vocazione che può e deve avere il Piemonte: il turismo. Non significa abbandonare le altre vocazioni storicamente legate alla nostra terra, come l’automotive e il manifatturiero, che continuano a essere portanti e strategiche. Significa investire di più sul turismo e in particolare sul turismo montano, che non è solo l’inverno. Le potenzialità e le tecnologie, penso anche solo all’e-bike, per vivere la natura in ogni stagione dell’anno sono enormi. E questo non è un libro dei sogni perché gli imprenditori i sogni li hanno, ma poi li realizzano e il nostro compito come istituzioni è essere al loro fianco, creando le condizioni per attrarre e mantenere gli investimenti privati. Per questo progetto abbiamo già investito i primi 2,5 milioni di euro del Fondo sociale di coesione, che serviranno alle progettazioni e ci permetteranno poi di agganciare altre risorse collegate al Pnrr e al Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Ma è solo uno dei filoni che stiamo portando avanti, accanto agli incentivi per chi sceglie di trasferirsi in montagna e per potenziare i servizi di base. Alla montagna dedicheremo anche uno dei grandi “progetti bandiera” sui fondi del Pnrr. Abbiamo le vette alpine nel dna del nostro nome e la montagna deve continuare a essere il futuro del Piemonte”.
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Bonus rottamazione Tv: si pensi al riciclo

Nell’ottica di una strategia di riciclo degli apparecchi tv obsoleti, il decreto MISE del 5 luglio 2021 ha previsto l’erogazione di un contributo per l’acquisto di nuovi apparecchi sotto forma di ‘bonus rottamazione TV’.

 

Ne possono beneficiare i cittadini residenti in Italia titolari di un contratto elettrico su cui è addebitato il canone tv o che pagano il tributo tramite modello F24 o che sono esenti dal pagamento dello stesso in quanto soggetti a basso reddito di età pari o superiore ai settantacinque anni. Di fatto, l’agevolazione, cumulabile con il precedente bonus Tv-decoder, consiste in uno sconto del 20% sul prezzo d’acquisto del nuovo televisore, fino a un massimo di 100 euro, rottamando apparecchi acquistati prima del 22 dicembre 2018 che non risultano più idonei ai nuovi standard tecnologici di trasmissione televisiva del digitale terreste.

 

Il venditore potrà recuperare lo sconto come credito di imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione a partire dal secondo giorno lavorativo successivo alla ricezione dell’attestazione da parte del servizio telematico.

 

Un intervento per certo qualificante sotto il profilo del riciclo di apparecchi obsoleti e sotto forma di sostegno alle famiglie, ma non sufficiente agli stessi fini.

Agli effetti pratici, il contributo è marginale, sia con riferimento alla sostenibilità ambientale, vista la dimensione del problema rifiuti, sia come sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese, in epoca di grande affanno a seguito dell’emergenza.

In più, il rivenditore è investito più adempimenti che si sovrappongono, con il rischio di incorrere in errori che potrebbero risultare gravi e rilevanti in futuri accertamenti fiscali riguardo l’utilizzo del credito a compensazione in F24.

 

Meritocrazia Italia reputa lungimirante pensare piuttosto a interventi seppur sotto forma di inventivi fiscali:

– calibrati sull’intera catena del riciclo, dalla rottamazione all’industrializzazione del vecchio televisore obsoleto secondo la logica dell’economia circolare, di propulsione all’azione della raccolta dell’apparecchio obsoleto e del suo riutilizzo come materia prima, per non aggravare il problema delle discariche e tutti i problemi a questi connessi;

– snellendo gli adempimenti fiscali, sia pur mantenendo il necessario controllo sull’utilizzo dell’incentivo e dell’utilizzatore.

 

 

Meritocrazia Italia

 Il Presidente Walter Mauriello

Made in Italy, “Parlaconme” torna in onda

In onda su Radiovidanetwork mercoledì 15 dicembre la puntata di PARLACONME dedicata ai paladini e difensori del made in Italy. Ospiti Gian Giacomo Centinaio e Ettore Prandini

 


E’ andata in onda mercoledì 15 dicembre  sulla Radio web Radiovidanetwork, dalle 18 alle 19, la puntata registrata della trasmissione PARLACONME condotta da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist, Social Media Marketing del CAAT, Centro agroalimentare di Torino.

Ospiti della trasmissione dedicata al tema ‘I paladini del “made in Italy” e della filiera agroalimentare’ Gian Giacomo Centinaio, Sottosegretario di Stato delle Politiche agricole, alimentari e forestali dal primo marzo 2021, già Ministro dell’Agricoltura negli anni 2018/-19, e Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti dal 2018.
Il primo giugno 2018 il senatore Gian Marco Centinaio veniva nominato Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e giurava davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La grossa novità relativa alla struttura del “nuovo governo del cambiamento” era rappresentata dal fatto che il Ministero dei Beni Culturali avrebbe preso in carico il Turismo, che sarebbe stato affiancato dal comparto dell’agroalimentare. Il Senatore aveva maturato una lunga e forte esperienza nel settore turistico e ha sempre sostenuto che: “Gli stranieri vengono in Italia sia per le sue bellezze storiche, architettoniche, naturalistiche, sia per l’enogastronomia”.
Il suo mandato terminava l’anno successivo, ma il suo lavoro per il settore turistico e enogastronomico non si è mai fermato, anzi, si è sempre più concentrato e rivolto a dare valore ai prodotti che rappresentano le eccellenze italiane riconosciute in Italia e nel mondo, tanto che dal 1° marzo scorso è stato nominato Sottosegretario di Stato delle politiche agricole, alimentari e forestali. Con l’ospite Gian Marco Centinaio sono stati discussi alcuni temi inerenti il distretto del cibo, dato che da qualche giorno è stato sottoscritto lo Statuto della Consulta dei Distretti del Cibo, una realtà importante del nostro Paese, che ha il duplice scopo di valorizzazione dei territori e del settore agroalimentare italiano. Valorizzare un prodotto significa, infatti, anche valorizzare le aree interne, in quanto dietro ogni prodotto sono presenti storia, arte e cultura, che è necessario saper raccontare. Sono state discusse le possibili strategie vincenti e quali possano essere le aziende in grado di investire nelle attività di piccole realtà territoriali quali musei, botteghe, fabbriche storiche, squadre sportive.
Il secondo tema affrontato riguarda il nutriscore, rischi e difesa, alla base del confronto con Centinaio, che ha risposto ad alcune domande relative alla presenza o meno di una task force di professionisti individuati dal settore al fine di supportare il settore agroalimentare. Il nutriscore rappresenta il sistema di etichettatura a colori e talora rischia di essere fuorviante e tale da indurre i consumatori a esprimere valutazioni sbagliate sulla salubrità dei prodotti. Sono state anche espresse alcune riflessioni sulla tematica dei vini, che rappresentano il motore trainante del turismo enogastronomico italiano. Ultimo tema affrontato con Centinaio quello della comunicazione digitale, già in parte anticipato in occasione del Festival del Giornalismo Alimentare, tenutosi a Torino, in cui è emerso come questo tipo di comunicazione sia alla base della trasmissione dei valori del prodotto e dell’intera filiera agroalimentare.

 

Insieme al Sottosegretario, unito nella difesa del nostro Made in Italy e delle nostre eccellenze Italiane in Italia ed all’estero, e’ intervenuto il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini che, in realtà, è anche imprenditore agricolo e conosce molto bene la realtà di ciò che è presente dietro un prodotto. Solo pochi giorni fa egli ha ribadito che il valore economico che l’agricoltura muove oggi è pari a 570 mld di euro. Questo dato conferma che si tratta assolutamente di un settore strategico per il sistema Paese. Con il Presidente Prandini si è parlato dello stato del settore agroalimentare in tempi di pandemia; della consapevolezza che deve acquisire il consumatore nei confronti dei prodotti che acquista e dell’importanza della collaborazione e dell’introduzione di una sinergia tra distribuzione e agricoltura. Il secondo tema affrontato, quello delle pratiche sleali. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 novembre scorso, ha finalmente approvato il decreto sulle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera.
Fortemente voluta da Coldiretti, rappresenterà il nuovo punto di partenza per la formazione dei prezzi a garanzia del reddito degli agricoltori. Con questa norma si auspica che gli agricoltori possano essere giustamente retribuiti ed avere la giusta redditualita’, perché venga riconosciuto il lavoro svolto in modo adeguato. Esiste, infatti, purtroppo un caporalato che riguarda le imprese agricole: il non riconoscere il giusto prezzo. Così si sottopaga il lavoro.
Altro tema trattato quello dell’italian sounding e della lotta per contrastarlo. Da anni il Presidente Prandini e Coldiretti combattono a favore della difesa del nostro Made in Italy in Italia e nel mondo, evidenziando il fatto che sui mercati mondiali ci sono oltre 100 miliardi di falso Made in Italy, mentre sarebbe necessaria la presenza di 100 miliardi di vero prodotto italiano.
La trasmissione viene trasmessa in diretta web-radio da Radio Vida Network sul sito www.vidanetwork.it e tramite app Radio Vida Network.

Mara Martellotta

Per collegarsi ed ascoltare la trasmissione:

– collegarsi al sito www.vidanetwork.it
–  app ufficiale RADIO VIDA NETWORK scaricabile gratuitamente per IOS e ANDROID
– nei maggiori aggregatori di radio
– su speaker Alexa e Google Home

–  REPLICA la domenica successiva – alle ore 9.00 

 

Principesse, Draghi e cavalieri

IL PUNTASPILLI  di Luca Martina  

L’autorevole settimanale britannico “The Economist” ha incoronato nel suo ultimo numero l’Italia quale Paese dell’anno.  

 

A noi italiani è venuto immediatamente da pensare agli allori sportivi (dai titoli olimpici e paraolimpici agli europei di calcio, pallavolo femminile e maschile e del football americano, dalla finale di Berrettini  Wimbledon, il tempio del tennis, ai successi del nuoto, del ciclismo e della ginnastica ritmica), musicali (con il trionfo del gruppo dei Måneskin all’Eurovision e a quello di un violinista italiano al Premio Paganini) e gastronomici (con la vittoria della Coupe du Monde de la Pâtisserie 2021).

 

Nulla di tutto ciò.

 

Il titolo ci è stato attribuito (parole e musica del giornale britannico, raramente tenero nei nostri confronti) perché “ha acquisito un primo ministro rispetttato e competente e con lui ha raggiunto un alto tasso di vaccinazione contro il Covid nella popolazione, tra i più elevati d’Europa, e la sua economia si sta riprendendo più rapidamente rispetto ai paesi limitrofi».

 

Il Belpaese aspettava da molto tempo, come una Principessa nella torre più alta e remota del castello, uno stuolo di cavalieri (uno non sarebbe certo sufficiente) che lo liberassero dalle pastoie di una politica (e di una burocrazia) che da molti decenni ne ha arrestato lo sviluppo economico.

 

La crisi politica che si era scatenata all’inizio del 2020, in piena crisi pandemica, sembrava avere confermato il nostro atavico vizio ad autoinfliggerci dolori in aggiunta a quelli già riservatici dalle difficili condizioni esterne.

 

L’ inaccessibile torre rischiava davvero di crollare rovinosamente.

 

Cavalieri coraggiosi ed abili non se ne era riusciti a radunare ed in loro assenza era scoccata l’ora dei Draghi.

 

La testata londinese ha inteso premiare il Paese che ha attuato, grazie all’ex governatore della BCE, il miglioramento più significativo nel corso del 2021

Il nostro cammino rimane però molto lungo e difficile.

 

L’enorme debito accumulato non potrà certamente essere incenerito ma trasformarlo (con il tempo) da “cattivo” (non rimborsabile) a “buono” (Draghi dixit) sarebbe un enorme risultato.

Solo allora la nostra storia potrebbe avere un lieto fine e potremo così essere certi che non si tratta solamente di una favola e di una missione impossibile.

Al via il master in Virologia ambientale

 Marnati: “Risposta straordinaria ad una esigenza” L’inaugurazione ieri nella sede di Arpa Piemonte

L’assessore regionale alla Ricerca applicata Covid, Matteo Marnati, ha partecipato  all’inaugurazione del master in Virologia Ambientale, che si è tenuta nella sede di Arpa Piemonte a Torino.

Il master, ideato e proposto dall’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche in collaborazione con l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa) Piemonte, è diretto dal  professor David Lembo, dell’Università di Torino e coordinato da Angelo Robottodirettore generale di Arpa Piemonte.

Si tratta di un master unico in Italia che nasce per rispondere all’esigenza sociale di formare una nuova figura professionale, ad oggi assente, ma di cruciale utilità per affrontare i rischi pandemici presenti e futuri, il virologo ambientale, figura che non solo sarà in grado di campionare l’ambiente, ma saprà utilizzare metodi molecolari sviluppati ad hoc per rilevare i virus nelle diverse matrici ambientali.

“Il master in Virologia Ambientale – ha affermato l’assessore regionale alla Ricerca applicata Covid, Matteo Marnati – è il risultato di un lavoro sinergico tra Arpa e Regione iniziato tempo fa, nel pieno della pandemia quando era emersa l’esigenza di avere nuovi laboratori per processare i tamponi ed Arpa mise a disposizione uno spazio abbandonato da tempo – ha sottolineato l’assessore regionale alla Ricerca applicata Covid, Matteo Marnati – E Regione ed Arpa stanno tutt’ora lavorando insieme per mettere a punto studi e ricerche che permettano da un lato di colmare quelli che oggi sono ancora “vuoti di conoscenza” e dall’altro migliorare la vita delle persone. Questo master è il risultato del lavoro che stiamo facendo. È una risposta straordinaria ad una esigenza”.

All’inaugurazione erano presenti anche il professor Giovanni Di Perri, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’università di Torino, e Silvana Dalmazzone, professoressa di Economia ambientale e gestione delle risorse naturali dell’Università degli Studi di Torino.

Il master ha durata di un anno e si concluderà a dicembre 2022.