ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 205

Cambi di residenza e di indirizzo, da ottobre pratiche anche nei CAF

Le cittadine e i cittadini torinesi da ottobre potranno presentare domanda di cambio indirizzo o di residenza anche presso i Centri di Assistenza Fiscale abilitati.

Lo ha stabilito  la Giunta comunale – su proposta dell’assessore ai Servizi Civici – approvando il Protocollo d’Intesa che regolerà i rapporti tra la Città di Torino e i CAF aderenti, per lo svolgimento delle funzioni istruttorie relative alla trasmissione dei cambi di residenza e indirizzo.

La convenzione avrà durata triennale e prevede una prima fase di sperimentazione di quattro mesi.

L’obiettivo è portare i servizi civici sempre più vicini al cittadino, utilizzando in questo caso la rete dei CAF, presenti in maniera capillare su tutto il territorio, per fornire il supporto necessario alla presentazione e alla compilazione della dichiarazione online disponibile sui portali Torino Facile o ANPR. L’attività svolta dai CAF consentirà inoltre un significativo miglioramento delle tempistiche di registrazione di queste due pratiche da parte degli uffici anagrafici e l’abbattimento dell’arretrato.

La convenzione costituisce quindi un’ulteriore azione dell’articolato piano predisposto in questi mesi dall’assessore ai Servizi Civici per restituire alla cittadinanza servizi anagrafici più efficienti. L’attivazione della task force, con le aperture straordinarie di alcuni sportelli il sabato mattina e le molteplici azioni di revisione dei processi gestionali avviate, hanno permesso di ridurre notevolmente i tempi di emissione della Carta d’identità elettronica e di creare le condizioni per il miglioramento dei servizi erogati.

Uncem interviene sui fondi ai Comuni per l’energia

FONDI AI COMUNI PER AUMENTO COSTI ENERGIA. EVITARE GRAVI ERRORI NEL RIPARTO, DANDO LE STESSE CIFRE A COMUNI MONTANI E A COMUNI COSTIERI. E MEF NON DIMENTICHI UNIONI MONTANE E COMUNITA’ MONTANE CHE GESTISCONO SERVIZI PER TUTTI

È molto importante, secondo Uncem, quanto pevisto dal Decreto Aiuti-ter – in conversione in Parlamento nei prossimi giorni – con l’incremento di 400 milioni di euro (350 in favore dei Comuni e 50 delle Città metropolitane e delle Province) dei fondi per il caro energia. Queste risorse, finalizzate a garantire la continuità nell’ erogazione dei servizi, si aggiungono ai 250 milioni (200 ai Comuni e 50 a Province e Città metropolitane) previsti, in prima battuta, dal primo decreto energia (Dl 17/2022), già aumentati di ulteriori 170 milioni (150 ai Comuni e 20 agli enti intermedi) dal primo decreto aiuti (Dl 50/2022). Per fronteggiare le maggiori spese derivanti dai rincari di energia elettrica e gas, gli Enti locali possono contare, quindi, complessivamente su 820 milioni di euro (700 a Comuni e 120 a Province e Città metropolitane), cui si sommano gli eventuali utilizzi degli avanzi dei fondi Covid 2020 e 2021. Il contributo sappiamo che sarà ripartito, in relazione alla spesa per utenze di energia elettrica e gas, con decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze e il Ministro per gli Affari regionali, entro il 30 settembre 2022. Momentaneamente, per stimare l’importo, i Comuni possono tener conto del fatto che l’aggiunta va a raddoppiare le risorse assegnate in prima battuta con il Decreto Interno 1° giugno 2022 e successivamente con il 22 luglio 2022. Province e città metropolitane potranno invece contare su risorse aggiuntive pari al 71 per cento.
“Uncem ha ribadito ai vertici del MEF e del Ministero dell’Interno – spiega il Presidente Marco Bussone – che nel riparto si deve tenere conto delle fasce altimetriche dei Comuni, almeno per la spesa del gas per il riscaldamento, ben diversa tra Comuni costieri e Comuni montani delle stesse dimensioni demografiche. Si tratta di buonsenso… e di conoscenza del territorio. Che nel nostro Paese vede realtà municipali diverse, non assimilabili solo per via del numero di abitanti. Inoltre, si tenga conto anche di Unioni montane di Comuni e Comunità montane che gestiscono servizi pubblici, con aumento di costi, a beneficio dei Comuni e su mandato degli stessi Comuni. Quelli che hanno deciso di lavorare insieme, consapevoli che programmare e coordinare insieme i servizi e lo sviluppo economico come previsto dall’articolo 13 della legge 158/2017 è l’unica strada per percorsi duraturi di sviluppo lungo le valli, devono essere sostenuti e agevolati”.

C’è futuro nell’aerospazio. Il sostegno della Regione alle Start up del settore

La Regione Piemonte ha deciso di stanziare 625.000 euro per la gestione dell’incubatore Esa Bic Torino. Questa somma consentirà a 25 start up del settore dell’aerospazio, attraverso l’incubatore I3P, di coprire la metà delle spese dei prossimi cinque anni.

Programmare il futuro attraverso il sostegno alle start up, alla ricerca e al sistema delle imprese, come ha ricordato l’assessore regionale alle Attività produttive, è il modo migliore per far decollare un comparto determinante nell’economia piemontese.

Esa Bic Torino ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo tecnologico e di business di nuove imprese innovative basate su tecnologie aerospaziali quali sistemi di comunicazione, satelliti, software per controllo di missioni, monitoraggio ambientale, mobilità, logistica, agricoltura di precisione. Lo scorso anno l’Agenzia Spaziale europea ha scelto Torino per questo centro di incubazione per favorire lo sviluppo di nuove imprese nel settore. Oltre a complementare il progetto del Manufacturing Technology Center per il Centro per l’aerospazio, è un’opportunità che rafforza le prerogative del territorio in termini di competitività e attrattività, in quanto consolida a livello nazionale il ruolo del Piemonte nei confronti dei principali distretti europei, come è stato dimostrato anche alla recente fiera biennale di Farnborough (Londra).

 

Cinghiali, Cia Agricoltori: bene ordinanza Regione

Cia Agricoltori italiani del Piemonte esprime soddisfazione per l’entrata in vigore dell’ordinanza disposta dalla Regione Piemonte per diminuire la presenza dei cinghiali sul territorio. Il documento stabilisce tra le altre cose che la caccia di selezione al cinghiale può essere effettuata anche nelle ore notturne, facendo riferimento a soggetti con una formazione adeguata.


Commenta il presidente regionale di Cia Piemonte, Gabriele Carenini: «Laddove ci sono tutor che collaborano attivamente con le aziende agricole, abbiamo ottenuto buoni risultati. Si tratta di  figure importante, capaci di fare la differenza se possiedono l’effettiva volontà di contribuire alla tutela del mondo agricolo. Come Organizzazione condanniamo tutti gli episodi di presunte ritorsioni a seguito dell’attività di controllo della popolazione dei selvatici da parte dei tutor: sono fatti gravi che non devono verificarsi».

Crisi energetica: politiche virtuose invece di vessare i cittadini

A cura di lineaitaliapiemonte.it

Mentre ai cittadini si “suggeriscono” comportamenti per limitare i consumi (suggerimenti che tra poco, come già accaduto in pandemia, diventeranno obblighi), in modo del tutto incongruente i governi permettono o mettono in atto azioni di segno del tutto contrario.

Come sempre due pesi e due misure. Qualche esempio che fa riflettere. Di Lorenza Morello, giurista d’impresa e presidente nazionale APM

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https://www.lineaitaliapiemonte.it/2022/09/02/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/crisi-energetica-si-adottino-politiche-virtuose-invece-di-vessare-i-cittadini-con-palliativi-insens.html

Il presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero incontra a Cherasco il ministro del Turismo

Occasioni di sviluppo turistico e nuove opportunità al centro del colloquio tra il presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Mariano Rabino, e il ministro del Turismo.

L’incontro si è tenuto martedì 30 agosto, a Cherasco, dove il sindaco Carlo Davico ha ricevuto il ministro. «Ringrazio il primo cittadino e i rappresentanti parlamentari di riferimento delterritorio per aver organizzato questo proficuo incontro – dice Rabino –. Ho potuto così portare all’attenzione del ministro il problema dei Contratti di Sviluppo sul Turismo al Nord rimasti ad oggi senza risorse. Una situazione che ha lasciato privi di supporto i migliori progetti qualitativi del Paese, generando di conseguenza un forte nervosismo da parte delle imprese nei confronti del Governo. Eppure, come ho fatto presente al ministroche si è dimostrato molto attento e sensibile, basterebbero poche risorse per sbloccare le vere eccellenze del nostro sistema: con i tecnici ministeriali e Invitalia abbiamo infatti condiviso una serie di possibili soluzioni per individuare nuove risorse e rimettere in moto i Contratti fermi da oltre un anno alla fase istruttoria».

Durante l’incontro, il presidente Rabino ha invitato il ministro del Turismo a partecipare alla quinta edizione del Food&Wine Tourism Forum organizzato dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, che si terrà giovedì 8 settembre al castello di Grinzane Cavour. Tra i prossimi appuntamenti del ministro sul territorio, poi, c’è la 6th UNWTO Global Conference on Wine Tourism, la conferenza mondiale promossa dalla World Tourism Organisation, organizzata con il Ministero del Turismo, ENIT,Regione Piemonte, città di Alba ed Ente Turismo Langhe Monferrato Roero dal 19 al 21 settembre ad Alba.

Una passione tutta italiana per l’arte! Come essere e sentirsi a casa propria…

Chi ha la fortuna di nascere con la propensione per l’ironia e il gioco e ha il talento di conservarlo e farlo crescere per tutta la vita è proprio una persona fortunata. E nel campo artistico e artigianale spesso questi aspetti sono ingredienti che danno un sapore speciale alle creazioni “fatte a mano”.

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Una passione tutta italiana per l’arte! Come essere e sentirsi a casa propria…

Fridays For Future: picco del gas, scelte sbagliate

Riceviamo e pubblichiamo

Il prezzo del gas in Europa continua ad aumentare da alcuni mesi e negli ultimi giorni ha registrato il suo picco, superando i 300 euro a megawattora.

All’improvviso tutti i partiti politici si sono lanciati in appelli spassionati per trovare una soluzione a questo fenomeno, come se esso fosse straordinario e inaspettato.

Queste reazioni lasciano perplessi se si considera che la situazione corrente è una conseguenza diretta delle scelte politiche operate dal governo italiano negli scorsi mesi – a cui hanno contribuito molti dei principali partiti.

I nostri politici, infatti, per risolvere il problema della dipendenza dalla Russia hanno scelto di ignorare le raccomandazioni degli esperti, che consigliavano un massiccio investimento nelle fonti di energia rinnovabile, nell’efficientamento energetico delle case, nella sostituzione delle caldaie a gas con più efficienti pompe di calore elettriche, e una serie di politiche volte al risparmio energetico. Queste misure, aumentando la quota di energia rinnovabile, prodotta a basso costo, e riducendo i consumi delle abitazioni, avrebbero chiaramente abbassato il costo delle bollette per le famiglie, promuovendo al tempo stesso la transizione ecologica.

Al contrario, il governo ha deciso di mantenere invariata la nostra dipendenza dal gas fossile, trovando semplicemente dei fornitori diversi per approvvigionarsene. I partiti del governo Draghi erano ben consapevoli che questa scelta non avrebbe abbassato i prezzi delle bollette né avrebbe abbassato la variabilità del prezzo dell’energia in Italia, in quanto il gas fossile è notoriamente una fonte dal prezzo volatile. Quegli stessi partiti, ora, sembrano cadere dalle nuvole.

Adesso che lo scotto di aver basato la nostra economia su questa instabile fonte fossile è diventato evidente, tutti invocano interventi immediati, senza però andare alla radice del problema: un sistema produttivo e industriale basato sulle fonti fossili non è più sostenibile, né dal punto di vista climatico, né da quello economico e sociale.

E mentre le cittadine e i cittadini italiani faticano a pagare per i loro bisogni energetici primari, la speculazione non si ferma. L’Italia continua tuttora ad esportare gas naturale, e la principale azienda italiana del settore, Eni, ha registrato un aumento degli utili del 700% nel primo semestre del 2022. Soldi che sono stati ottenuti speculando sugli effetti di una guerra sanguinosa alle spalle delle famiglie in difficoltà, e che da soli potrebbero coprire ingenti aiuti economici ed investimenti in fonti di energia rinnovabile.

Tuttavia, sono pochissime le forze politiche che propongono di prelevare questi extra-profitti, mentre risuonano proposte senza senso, come quella dei rigassificatori, dell’aumento delle estrazioni di gas in Italia o addirittura di nuovi metanodotti. Proposte che non avrebbero alcun impatto sul picco dei prezzi – e sicuramente non nell’immediato – ma che ci legherebbero per decenni ad infrastrutture fossili che invece, se vogliamo evitare un totale collasso climatico, devono essere abbandonate al più presto.

Agnese Casadei, portavoce di Fridays for future Italia, dichiara: “Nell’Agenda Climatica, la nostra lista di punti indispensabili per ogni programma elettorale, abbiamo inserito proposte concrete per affrontare il caro-energia: una fornitura di energia gratuita a tutte le famiglie che ne hanno bisogno, una tassa del 100% sugli extra-profitti delle aziende energetiche, l’efficientamento energetico di tutte le case popolari, e una campagna per creare 8000 comunità energetiche rinnovabili – una per comune – andando a coprire oltre metà dei consumi elettrici nazionali

Continua Martina Comparelli, un* altr* dei portavoce di FFF: “Sono idee realizzabili in breve tempo, che restituiscono ai cittadini il controllo sull’energia che consumano, e che abbatterebbero drasticamente i costi man mano che vengono realizzate. I soldi per finanziare queste misure ci sono, manca solo la volontà politica di mettere il benessere delle persone prima del profitto delle aziende dei combustibili fossili”.

FRIDAYS FOR FUTURE ITALIA

Elisoccorso, Croce Rossa, infermieri: il lato umano e vincente della sanità

Di Augusto Grandi

Ma chi l’ha detto che la sanità pubblica è un disastro? Un’urgenza in un piccolo paese sulle montagne valdostane. Al 112, gentilissimi, ti spiegano che il medico più vicino non c’è. Ma nessun problema. Mandano immediatamente una ambulanza e pure l’elisoccorso. Perché se bisogna andare all’ospedale di Aosta si risparmia molto tempo…

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Elisoccorso, Croce Rossa, infermieri: il lato umano e vincente della sanità

Un piano da mezzo miliardo per ridurre le perdite idriche

Fronteggiare l’emergenza idrica vuol dire non solo interventi di massima urgenza dettati dall’impellenza del momento, ma anche e soprattutto realizzare opere strutturate sul medio e lungo periodo per mettere in sicurezza e in efficienza un intero sistema.

È da queste considerazioni che è stato predisposto dalla Regione Piemonte un piano da 486 milioni di euro per la riduzione delle perdite idriche nei prossimi quattro anni.

A presentarlo è stato l’assessore regionale all’Ambiente e coordinatore delle attività del Tavolo per l’emergenza idrica, Matteo Marnati,  che ha sostenuto che l’adattamento ai cambiamenti climatici deve passare principalmente attraverso due strategie: la riduzione delle perdite idriche, che rappresentano ancora un elemento di forte criticità nel nostro Paese, e la maggior resilienza dei sistemi acquedottistici attraverso interconnessioni, aumento della capacità dei sistemi di accumulo, la ridondanza e diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Il presidente della Regione, nominato nei giorni scorsi commissario straordinario per la gestione dell’emergenza idrica, ha sottolineato che questo piano nasce da una attività che è stata avviata a livello regionale già da tempo. La situazione attuale è la dimostrazione che temi come quello della siccità vanno trattati con prospettiva per tempo, non solo quando si genera l’emergenza. Ed è questo il modo in cui si intende lavorare in Piemonte.

Per contrastare la dispersione idrica ciascuno dei 6 Ambiti territoriali ottimali su cui sono organizzati i servizi pubblici integrati, come quello idrico, ha messo a punto strategie, programmi e interventi come la distrettualizzazione delle reti, la digitalizzazione e il rifacimento di alcuni tratti della rete acquedottistica).

Per quanto riguarda la dispersione idrica ci sono situazioni diversificate, che comunque complessivamente vedono i vari Ato compresi nella classe “discreta”, una classe ottima e due insufficienti; la media regionale si attesta su una percentuale di circa il 33%, una delle migliori aree territoriali a livello nazionale, sottolinea l’assessore, mentre per il nord ovest si attesta sul 31%