ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 159

Quelle particolari feste bianche

Da alcuni anni, in particolare sui siti di incontri, è facile incontrare annunci che recitano, più o meno, così: “Bel ragazzo porco festaiolo raggiunge solo ospitali no mercenari per fare porcate tutta la notte.oppure “Questa sera ospito coppia anche con amico per divertimento. Portare festa bianca. [..]

Ma cos’è questa festa? Chi sono in festaioli? Questo tipo di festa, chiamata chemsex, non ha conosciuto pause neanche durante la pandemia e, anzi, possiamo dire che durante lo stop forzato ad ogni incontro umano i chemsex siano stati una forma di interazione sociale che quasi non ha conosciuto interruzioni,proprio perché basata su qualcosa di proibito, di illecito, da nascondere, e sappiamo quanto il proibito istighi a compiere ciò che proibisce (vedi il Proibizionismo negli anni ’20 del secolo scorso).

I chemsex sono feste organizzate in case private o in appartamentiaffittati a ore o giorni, dove più persone si ritrovano per praticare sesso (in Italia sono in prevalenza maschi gay) sotto l’effetto di stupefacenti di vario tipo; tra questi vanno per la maggiore GHB, crack, cocaina, crystal meth, MDPV oltre al viagra e altri farmaci contro la disfunzione erettile, per rimediare agli effetti anafrodisiaci di alcuni di quegli stupefacenti.

Il livello della festa è estremamente variabile, a seconda dell’età, del ceto sociale, delle etnie presenti e delle sostanze utilizzate, fattore quest’ultimo che determina il mood della festa.

Sorgono immediate diverse considerazioni, alcune di ordine sociale, altre di ordine medico e criminologico.

In primis, alcuni dei partecipanti considerano tali feste niente più che un puro svago, come andare al privè o ad un concerto, ma molti altri ne diventano dipendenti non riuscendo più a concepire un rapporto sessuale se non è con più partners e grazie all’aiuto degli stupefacenti. Già questo dovrebbe far riflettere sull’opportunità per la nostra società di modificare alcuni comportamenti o avremo, nel giro di pochi anni, un gran numero di persone che non sapranno relazionarsi senza aiuti chimici e, come altro fattore, future generazioni concepite da organismi strafatti di droga.

Leggendo qua e là alcune interviste e parlando direttamente con chi partecipa a questi festini, esce un mondo variegato sia di motivazioni che spingono a partecipare alle feste sia di esperienze vissute. Si va dal ragazzo che partecipa perché solo a queste feste trova il coraggio di osare, di lasciarsi andare, all’altro ragazzo che partecipando può ottenere gratuitamente le sostanze che usa abitualmente; si arriva alla ragazza che, dipendente dal crack, riesce solo in questo modo ad avere orgasmi soddisfacenti, al marito voyeur che, da quando porta a queste feste la moglie e la vede intrattenersi con altri partners, ha riscoperto l’innamoramento per lei.

E’ evidente che questo genere di feste rappresenti, per sua natura, una fonte di rischi.

Partiamo dalla dipendenza dalle sostanze psicotrope che non è mai positiva; intanto perché è una dipendenza patologica e poi perché, nell’assunzione di tali sostanze, è implicito un rischio enorme per la salute (ipertermia, tachicardia, dispnea, allucinazioni, psicosi, convinzione di essere immortali) che possono portare chi ne faccia uso a compiere gesti pericolosi (camminare su un cornicione, nuotare in condizioni psicofisiche inadatte, essere convinto di poter volare o che, semplicemente, non si regge in piedi e rischia di finire investito quando uscirà di lì).

Non tralasciamo la perdita di controllo che porta un individuo a dimenticare le più banali norme di prevenzione nei confronti dellepatologie a trasmissione sessuale e delle gravidanze; ecco in parte spiegato come, dopo anni relativamente tranquilli circa la diffusione di tali malattie, vi sia stato  nuovamente un aumento dei casi e non soltanto per quelle più famose (HIV, epatite, sifilide) ma anche per le patologie considerate meno pericolose (clamidia, papillomavirus, candida) che, in un organismo debilitato dagli stupefacenti, trovano il tappeto rosso ad attenderle.

Non dimentichiamo, inoltre, che gli artt. 71 e 72 della L. n. 685/1975 puniscono la cessione, a qualsiasi titolo (quindi anche gratuitamente) della sostanza stupefacente e che, specie per i giovani, non è bello essere oggetto di una segnalazione in Prefettura quale assuntore abituale di stupefacenti.

Per ultimo, attenzione a non porvi alla guida di un veicolo dopo aver fatto uso di stupefacenti perché, oltre a mettere a rischio la vita di chi incontrate e la vostra (di cui però vi importa evidentemente poco), rischiate sanzioni salate oltre alla reclusione(artt. 186-187 C.d.S.).

Resta da determinare cosa non funzioni più nel sesso tradizionale e perché.

Sergio Motta

La tecnologia diagnostica e il rapporto tra ospedale e territorio

Gabbrielli (ISS): “Mettere in campo le migliori competenze in questo settore per sfida PNRR”

Il nostro servizio sanitario ha di fronte importanti sfide per continuare a garantire la migliore presa in carico del paziente, il miglior percorso di cura e di assistenza, e la gestione delle risorse del PNRR sarà decisiva per lo sviluppo di grandi opportunità offerte dalla tecnologia digitale. La tecnologia diagnostica e il rapporto tra ospedale e territorio: come facilitarne l’uso a beneficio di tutte le professioni sanitarie è stato il focus approfondito durante la Winter School 2023 di Motore Sanità, a Pollenzo, con Carlo Tomassini e Valerio Biglione, Direzione Scientifica Motore Sanità;  Francesco Gabbrielli, Direttore Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali, ISS; Pietro Giurdanella, Componente del Comitato Centrale FNOPI e Presidente OPI di Bologna; Giovanni Gorgoni, Direttore Generale ARESS Puglia;  Loredana Pau, Vice Presidente e Coordinatrice Associazioni Europa Donna Italia.

IL PNRR impone dei ritmi molto rapidi su base nazionale e anche regionale per i progetti di sviluppo e questa è una grande sfida per il sistema Paese, una sorta di sliding doors- ha spiegato Francesco Gabbrielliperché per la prima volta siamo chiamati a rispondere allo sviluppo di sistemi di telemedicina sui vari territori, rispettando diverse esigenze, e soprattutto provando a farlo in maniera coordinata su tutto il territorio nazionale per offrire i migliori servizi. Per farlo al meglio e in breve tempo abbiamo la necessità di mettere in campo le migliori competenze in questo settore, in un momento in cui le Regioni guardano verso l’autonomia, anche sanitaria”. È possibile prevedere delle difficoltà nell’applicazione dei provvedimenti nelle singole regioni? Ci sarà disomogeneità? “Potrebbero esserci. La diversità tra le soluzioni organizzative nei vari territori non è di per sé un problema. Diventa un problema quando le regioni agiscono come se non esistesse nessun altro intorno a loro, come se fossero delle monadi. E invece nell’ambito della sanità digitale occorre condividere gli standard, la modalità di applicazione e l’interoperabilità dei dati dei sistemi. La telemedicina, se costruita sulle esigenze del territorio, funziona molto meglio, ma nello stesso tempo va costruita tenendo presente dei punti di riferimento fissi, uniformi e coerenti sul territorio nazionale, in modo che tutti i servizi siano uguali per garantire in maniera equa l’accesso a tutti i cittadini. Il fascicolo sanitario elettronico è un grande punto di riferimento. Per questo occorre fare un grosso lavoro di armonizzazione delle banche dati e del modo con cui vengono utilizzate nella pratica”.

La tecnologia digitale impone il ricorso a nuovi processi e occorre anche considerare dei casi in cui è necessario un supporto diverso, ad esempio nel settore oncologico. “Difendere i diritti delle donne che hanno avuto un tumore al seno è il nostro scopo. Per raggiungerlo alcune cose è possibile farle da remoto, altre come una mammografia, non è possibile farle– ha detto Loredana Pau-. Al momento chi ha ad esempio una metastasi può leggerlo direttamente dal fascicolo elettronico sanitario, ecco noi pensiamo che non sia il modo giusto, né lo è ricevere una diagnosi oncologica via e mail, per questo pensiamo che bisogna trovare dei sistemi di protezione in queste circostanze”.

L’evoluzione dei bisogni dei cittadini – ha concluso Pietro Giurdanellaci impone di rivedere i modelli e prendendo i dati del Piano nazionale di cronicità vediamo che è necessaria una riorganizzazione dei processi di lavoro e delle modalità interoperative, riorganizzazione  che si scontra con una filiera normativa che tarda ad adeguarsi al bisogno di cambiamento”.

 

TEDxTorino. Un incondizionato amore per l’essere umano

Domenica 19 febbraio 2023. Ore 14.30 | Torino, Lingotto Fiere – Via Nizza 294

L’evento è anche visibile in diretta streaming su https://virtualvenue.stream/event-TEDxTorino al costo di 5 euro

È tutto pronto per il primo TEDxTorino del 2023, il TEDx più grande d’Italia per numero di volontari che, domenica 19 febbraio al Lingotto Fiere di Torino, porterà sul palco l’Amore, quello con la A maiuscola. L’amore per le persone. L’amore per l’umanità.

Per celebrare l’evento, domani sera la Mole Antonelliana si illuminerà con il logo della manifestazione.

Una grande arena, quasi 100 volontari, più di 1500 spettatori, migliaia di collegamenti in streaming e 15 speaker, tutti con qualcosa di molto interessante da raccontare.

Dallo scrittore Giudo Catalano all’influencer Marcello Ascani, dal fotografo Luca Bortolato all’attivista Serena Mancini, passando per Giulia Musso di Fondazione Paideia e Alessandro Messinadi Banca Etica, i 15 relatori che calcheranno il palco di TEDxTorino – Un incondizionato amore per l’essere umano sono persone comuni e, allo stesso tempo, rivoluzionarie, con una “storia d’amore per l’umanità” da raccontare.

Ognuno di loro ha tra i 5 e i 14 minuti per salire sul palco e parlare della propria idea. Innovativa, controcorrente, sorprendente, il bello è che anche argomenti che sembrano distanti e poco comprensibili, sul palco di TEDx hanno la capacità di apparire semplici e alla portata di tutti. Il modello, ormai diffuso, è quello di TED, l’organizzazione no profit americana nata nella Silicon Valley per andare alla “ricerca di idee che meritano di essere diffuse” e condividerle.

In un periodo di sfiducia diffusa, di distanze, di conflitti e antagonismi, TEDxTorino ha cercato idee che uniscano, includano e restituiscano alle persone l’orgoglio e la meraviglia di appartenere al genere umano. Per ripartire da queste, con uno sguardo di fiducia e di speranza nei confronti dell’umanità.

TEDxTorino

Domenica 19 febbraio 2023. Ore 14.30

Torino, Lingotto Fiere – Via Nizza 294

Informazioni e biglietti su: www.tedxtorino.com

L’evento è anche visibile in diretta streaming su https://virtualvenue.stream/event-TEDxTorino al costo di 5 euro.

A lezione tra le stelle a Infini.to: porte aperte agli universitari

Il Planetario di Torino apre le porte a tutti gli studenti universitari con un’iniziativa gratuita e dedicata.

Approfondimenti con esperti, spettacolo all’interno del Planetario digitale, visita libera del Museo interattivo.

Servizio navetta da Torino.

PROGRAMMA

  • ore 17.00: partenza da Torino con bus/navetta (il luogo di partenza verrà comunicato in seguito)*;

  • arrivo e accoglienza in Museo;

  • ore 18.00: inizio attività;

  • ore 20.00: rientro a Torino.

*sarà possibile anche raggiungere autonomamente il Museo

CALENDARIO

In ogni appuntamento verrà trattato un argomento specifico con esperti in materia.

Venerdì 3 marzo – Esopianeti e esobiologia

Relatori: Davide Gandolfi (Università degli studi di Torino), Alessandro Sozzetti (Osservatorio Astrofisico di Torino – INAF), Aldo Bonomo (Osservatorio Astrofisico di Torino – INAF), Mario Damasso (Osservatorio Astrofisico di Torino – INAF)

COME PARTECIPARE ALL’EVENTO

  1. Per poter prenotare il proprio posto è necessario compilare il form a questa pagina: https://www.planetarioditorino.it/it/inifini-to-e-universita/

  2. Compilato il form con i tuoi dati e riceverai il link per acquistare i biglietti.

  3. Entrambi i passaggi sono obbligatori per confermare la prenotazione. La sola compilazione del form non dà diritto all’ingresso.

Confagricoltura al Consiglio Regionale: “Abbiamo chiesto tutele per il settore”

Si è svolto il 15 febbraio, l’incontro tra il presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia e i vertici di Confagricoltura in vista dell’elaborazione del bilancio per l’anno 2023 della Regione Piemonte.

Negli ultimi decenni le politiche europee hanno chiesto agli agricoltori di produrre sempre di meno: oggi invece è necessario tornare a produrre di più. Siamo il primo settore dell’economia del Paese e dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter lavorare grazie a politiche che incentivino la produzione, nel rispetto della salute del consumatore e dell’ambiente”. Lo afferma Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte, sottolineando che l’agricoltura in questo momento si trova ad affrontare sfide molto serie per le quali servono strumenti nuovi e lungimiranza nella pianificazione delle prossime scelte colturali.

Il direttore di Confagricoltura Piemonte, Lella Bassignana ha a sua volta rammentato quanto accaduto nel 2022, anno caratterizzato da un andamento metereologico con pochi riscontri nel passato, che ha sottoposto a un pesante stress tutte le coltivazioni, con ripercussioni sulle produzioni e le rese. “Purtroppo, è un fenomeno che non accenna a rientrare in parametri più ordinari neanche nell’attuale stagione. Abbiamo infatti già alcuni pessimi riscontri per il mese di gennaio e gli inizi di febbraio, che evidenziano la scarsità di precipitazioni, anche nevose, e il fatto che gli alvei dei fiumi siano già quasi completamente in secca” ha concluso il direttore.

 

Confagricoltura Piemonte come portavoce del mondo agricolo ha chiesto che negli impegni di spesa del nuovo bilancio siano inseriti fondi per investire nella ricerca, avviare velocemente la fase operativa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finalizzata a creare una rete idraulica in grado di rispondere ai cambiamenti climatici, ripensare a una strategia per il contenimento degli ungulati con indennizzi equi agli agricoltori e a snellire le procedure per i rimborsi dei danni da siccità.

Suicidi in carcere, allarme sociale: conferenza in Regione

Conferenza martedì 21 febbraio 2023 alle ore 11.00 presso la Sala Trasparenza della Regione Piemonte  Piazza Castello, 165 – Torino

Un’emergenza tragica e un grido di allarme

Saluti istituzionali
Chiara Caucino, Assessore della Regione Piemonte
Roberto Capra, Presidente della Camera Penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte Occidentale e della Valle d’Aosta
Presentazione della ricerca “Per un’analisi dei suicidi negli istituti penitenziari”, studio a cura dell’Unità Privazione della
libertà in ambito penale dell’Ufficio del Garante nazionale
Intervengono
Emilia Rossi, Componente del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale
Rita Russo, Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta
Michele Miravalle, Associazione Antigone e ricercatore dell’Università di Torino
Catia Taraschi, Dirigente dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del PRAP Piemonte
Adele Squillaci, Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Valle d’Aosta
Doriano Saracino, Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Liguria
Monica Cristina Gallo, Garante dei diritti delle persone private della libertà della personale della Città di Torino
Stefano Sambugaro, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Genova
Patrizia Vaschetto, Coordinatore regionale della Rete della Sanità Penitenziaria e responsabile dell’A.T.S.M. di Torino
Introduce e modera
Bruno Mellano, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte
Conclude
Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio e
Portavoce nazionale della Conferenza dei Garanti Territoriali

Legambiente manifesta con le maschere antigas

“Respiriamo grazie a loro. Non soffochiamole” 

Questo il messaggio dei volontari di Legambiente che sono scesi in strada con maschera antigas per informare la cittadinanza sugli impatti dell’inquinamento atmosferico.

Il progetto LIFE MODERn (NEC) ha l’obiettivo di svolgere un monitoraggio della qualità dell’aria finalizzato allo studio del suo impatto sugli ecosistemi forestali e di acqua dolce.

Bari, Bergamo, Firenze, Genova, Milano, Padova, Perugia e Torino. Da queste città arrivano gli scatti dei volontari di Legambiente che sono scesi in strada muniti di maschera antigas collegata ad una piccola teca contenente una piantina. “Respiriamo grazie a loro. Non soffochiamole” è il messaggio che gli attivisti hanno voluto lanciare in occasione dei flash mob realizzati nell’ambito del progetto LIFE MODERn (NEC).

L’inquinamento atmosferico prodotto in città dalle attività antropiche genera un impatto negativo anche negli ecosistemi remoti come le foreste e le acque dolci. Per monitorare al meglio gli effetti degli inquinanti sugli ecosistemi fondamentali per la vita sul Pianeta, questo progetto europeo guidato dall’Arma dei Carabinieri – Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari CUFAA, e supportato da CNR, CREA, ENEA, Legambiente, TerraData srl environmetrics e le Università di Camerino e di Firenze, ha l’obiettivo di raddoppiare i siti attualmente monitorati attraverso la Rete Nec e incrementare il numero degli indicatori considerati.

 

Secondo l’ultimo rapporto Mal’aria di Legambiente, che ha monitorato la qualità dell’aria nell’anno 2022, i livelli di inquinamento atmosferico in molte città sono ancora troppo alti e lontani dai limiti normativi, più stringenti, previsti per il 2030. Rispetto a questi nuovi target europei, infatti, ad oggi sarebbero fuorilegge il 76% delle città per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per l’NO2. Tra queste, dati preoccupanti sono stati registrati in alcune località in cui i volontari dell’associazione hanno realizzato un piccolo flashmob in strada con le maschere antigas collegate alle piantine: a Milano e Torino (media annuale di 35 microgrammi/metro cubo) e Padova (32 microgrammi/metro cubo) le situazioni più difficili per il PM10; per l’NO2 valori più alti riscontrati a Firenze (30 microgrammi/metro cubo) e Bergamo (28 microgrammi/metro cubo).

 

L’inquinamento atmosferico che danneggia pesantemente la nostra salute e compromette la qualità della nostra vita, influisce anche sulla biodiversità, ma, mentre un quadro delle emissioni di inquinanti atmosferici a livello nazionale è ormai sufficientemente strutturato e basato su una solida rete di siti di monitoraggio, lo studio degli impatti dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi necessita di maggiori studi e strumenti come un’adeguata rappresentatività dei diversi ecosistemi e una sinergica integrazione tra i metodi e i risultati ottenuti da diversi istituti di ricerca.

 

Ad oggi la Rete NEC conta 10 siti, 6 forestali e 4 di acqua dolce. Tra i parametri attualmente considerati negli ecosistemi forestali ci sono lo stato di salute e la vitalità degli alberi, le deposizioni atmosferiche, la chimica delle soluzioni circolanti nei suoli, la chimica fogliare e la biodiversità di piante e licheni. Nei siti di acqua dolce sono invece considerati i parametri chimici dell’acqua come i livelli di acidità, il solfato, i nitrati, oltre alle comunità a macroinvertebrati e diatomee. Grazie al progetto, saranno considerati ulteriori 18 indicatori, attualmente al vaglio dei partner del progetto, tra cui la diversità della fauna del suolo, di pipistrelli e uccelli e il DNA ambientale, la trasparenza e la qualità dell’aria e una serie di indicatori legati alla diversità funzionale delle comunità.

 

Consorzio Asti Docg premiato a Milano nella categoria “Innovazione continua”

In occasione del congresso invernale del 28 – 30 gennaio di ” Identità golose”a Milano”, riferimento di punta per la celebrazione delle eccellenze enogastronomiche italiane e internazionali,  il Consorzio dell’Asti  Doc, nella figura del suo direttore Giacomo Pondini, lunedì 30 gennaio è stato premiato con il  Premio Innovazione Continua: è stata riconosciuta, infatti, la straordinaria capacità di essere versatile e innovatore dei tempi, proprio come l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti.

La Docg piemontese, espressione piena del Monferrato, è una denominazione storica che può vantare un ruolo da precursore nella comunicazione e nelle numerose declinazioni del prodotto, grazie a un continuo rinnovamento nel tempo secondo i cambiamenti della società e delle innovazioni tecnologiche.

La Docg Asti così si è resa ancora una volta protagonista delle grandi manifestazioni del food & wine, così come dei momenti di festa e convivialità, che ravviva – portando nel calice – tutte le vibrazioni positive delle colline piemontesi Patrimonio dell’Umanità Unesco, dove centinaia di famiglie di viticoltori lavorano con passione per assicurare gli aromi inconfondibili dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti, rivolgendosi a un sempre maggior numero di estimatori nel mondo, trasversali a tutte le generazioni.

 

Noi del ” Il Torinese” eravamo presenti alla cerimonia di premiazione e abbiamo avuto il piacere di intervistare brevemente proprio il Direttore del Consorzio:

Oltre che a essere partner della manifestazione, qual è il significato per il Consorzio esprimersi e divulgarsi anche sul territorio dei “cugini” lombardi? 

Senza dubbio trovarci nel polo gastronomico, Identità golose appunto, che meglio esprime le eccellenze del cibo e della ristorazione italiana nel mondo, è per noi anche un modo efficace per divulgare come l’aspetto conviviale rappresentato – appunto- dall’Asti Spumante, si possa esprimere a tutto pasto, non solo abbinato a un dessert. Per ciò che riguarda l’aspetto della comunicazione dei vini, lavoro – com’è noto – a cui noi del Consorzio storicamente abbiamo sempre dedicato particolare attenzione – qui in Lombardia ci ha trovato particolarmente affini nelle modalità di divulgazione delle rispettive eccellenze enologiche , come espressione profonda delle identità regionali.

Sempre in tema di comunicazione del vino: su quali aspetti il Consorzio suggerirebbe di migliorare o quali sarebbero le tematiche da affrontare ex novo? 

Nel nostro lavoro di continua diffusione per ciò che attiene le caratteristiche dei nostri prodotti, notiamo che il pubblico principale un po’ più assente risulta essere per lo più quella dei giovani che, talvolta, possono apparire slegati da un tipo di comunicazione sul vino a volte troppo ancorato alla descrizione del terroir di appartenenza. Questo è sicuramente un aspetto da cui non si può e non si deve prescindere ma, cercando di rivolgersi al pubblico consumatore attraverso dei linguaggi semplici e comprensibili, forse il racconto del e sul vino potrebbe concretamente e realmente destinarsi a un pubblico trasversale  e tramandato a diverse generazioni.

Noi del Consorzio, fin dal 1932 – anno della sua fondazione – ci siamo sempre affidati alla comunicazione del vino come emblema di un momento da festeggiare, di celebrazione di qualsiasi aspetto della vita quotidiana attraverso immagini emblematiche che parlassero di persone, di luoghi riconoscibili all’osservatore: le nostre famose locandine pubblicitarie, eredità immensa che cerchiamo oggi di divulgare, ci rende fortemente persuasi di questo e procederemo in questa direzione.

Il claim della manifestazione milanese è ” La Rivoluzione è servita” : quali sono gli aspetti rivoluzionari o innovativi del vino? 

Le tecnologie che si rinnovano e che innovano le modalità di produzione del vino, sono di stimolo a stare al passo coi tempi: allo stesso modo, le questioni riguardanti i cambiamenti climatici e come questi incidono in maniera concreta sul tentativo di mantenere l’identità del vino e i successivi passaggi per la sua commercializzazione, non sono tanto rivoluzionari, ma tappe e sfide obbligate per soddisfare una clientela esigente, attenta e sensibile alle rivoluzioni. In qualunque settore, non solo quello

vinicolo. Il Consorzio, in questo senso, accoglie con fiducia e coraggio questa sfida.

Chiara Vannini

“Scelta sociale”, dalla Regione i fondi per anziani e disabili

PER DOMICILIARIETÀ O RESIDENZIALITÀ

È stata presentata  dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’assessore alle Politiche Sociali Maurizio Marrone la piattaforma online di “Scelta Sociale”, la nuova misura destinata a rivoluzionare il mondo dell’assistenza sociosanitaria piemontese.

“Fin dal giorno del mio insediamento come presidente avevo l’obiettivo di mettere a frutto l’esperienza maturata in Europa come europarlamentare – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Questo voucher ne è un esempio perché utilizziamo 90 milioni di euro di fondi Ue che non erano mai stati impiegati in questo modo, e che ci siamo espressamente fatti autorizzare da Bruxelles, per un misura utile che aiuterà concretamente migliaia di famiglie e i loro cari”.

“Ad una settimana dall’apertura della piattaforma, già oltre 240 anziani e disabili non autosufficienti hanno caricato la propria domanda sulla piattaforma di Scelta Sociale – ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone -. Un segno tangibile di quanto l’attenzione verso questa misura sia alta e quanto Scelta sociale possa fornire un aiuto concreto a chi fino ad ora non accedeva ad alcun tipo di contribuzione pubblica a sostegno di questi servizi. La nostra volontà è mettere finalmente al centro la persona, insieme alla sua famiglia, i suoi bisogni e diritti”.

La domanda per il voucher da 600 euro al mese, per 24 mesi rinnovabili, potrà essere effettuata accedendo a www.sceltasociale.it Sulla piattaforma sarà possibile approfondire la misura e visionare anche un video tutorial, capace di accompagnare l’utente nei semplici passaggi per la compilazione della domanda.

Su www.sceltasociale.it  l’utente dovrà caricare la valutazione multidimensionale ottenuta presso le Unità di Valutazione competenti (Unità di Valutazione Geriatrica, U.V.G., o Unità Multidisciplinare di Valutazione della Disabilità, U.M.V.D.) che presenti un punteggio sociale non inferiore a 7, e dichiarare di essere in possesso di I.S.E.E. sociosanitario in corso di validità (attestazione rilasciata nel 2023 con scadenza 31/12/2023) avente un valore non superiore a 50.000 euro (65.000 euro se il destinatario è minorenne).

Sarà inoltre necessario caricare il contratto per cui si intenda utilizzare il voucher (se già attivo) o spuntare la casella in cui si dichiara lo si caricherà dopo averlo attivato.

Importante anche l’investimento complessivo da parte della Regione Piemonte: nel 2022 è stato raggiunto il numero più alto di spesa e inserimenti nelle Rsa dalla nascita dell’Ente, passando dai 268 milioni di euro e 23 mila pazienti inseriti nel 2018 a 285 milioni di euro e 31 mila pazienti inseriti nel 2022 (tra questi sono inclusi anche 5 mila pazienti post acuzie in dimissione protetta, ai quali la Regione garantisce 60 giorni di assistenza in strutture socioassistenziali, per contribuire ad allentare la pressione nei pronto soccorso).

Al momento sulla piattaforma Scelta sociale è possibile richiedere il voucher per la domiciliarietà, nelle prossime settimane sarà possibile presentare domanda per il voucher residenzialità.

Risparmiometro: il fisco ci spia…

Nel celeberrimo romanzo 1984 George Orwell racconta di un mondo controllato da un governo fortemente totalitario: nel romanzo la società è dominata dal Grande Fratello, un misterioso personaggio che nessuno ha mai incontrato di persona e che tiene costantemente sotto controllo la vita dei cittadini, mediante l’uso di speciali teleschermi. 

Un romanzo di fantascienza distopica che a suo tempo fu considerato a dir poco una specie di favola impossibile da realizzare ma che oggi, dopo appena una sessantina d’anni dalla sua pubblicazione, è realtà concreta che viviamo quotidianamente (anche se non ce ne rendiamo totalmente conto).

Non c’è angolo di strada che non sia controllato da una telecamera; non c’è telefonata che non sia registrata; non c’è movimento che facciamo a piedi, in bici, in auto che non sia tracciato.

Ovviamente non c’è operazione bancaria che non sia registrata in qualche recondito archivio del moderno “Grande Fratello”, pronta ad essere utilizzata contro di noi appena sgarriamo.

Gli ultimi esempi in questo campo sono il “Redditometro” e, fresco arrivato nel mondo occhiuto dei controlli finanziari, il “Risparmiometro”.

Il primo è un software che registra gli acquisti fatti dai contribuenti nell’arco di un anno e li confronta con le entrate dello stesso periodo indicate nella dichiarazione dei redditi. Se il contribuente ha speso più di quanto ha incassato è possibile che abbia ricevuto somme “in nero”, salvo che dimostri di aver ricevuto donazioni, eredità, vincite al gioco o simili. Il redditometro non entra per fortuna in funzione in tutti i casi, ma solo quando tra le spese e le entrate c’è una differenza superiore al 20%. Chi è in regola può stare tranquillo.

I l Risparmiometro si basa su un meccanismo simile, ma inverso. Il punto di partenza è il ragionamento che i soldi guadagnati non possono essere tutti accumulati. Una percentuale deve per forza essere spesa in cibo, casa, telefono, riscaldamento, benzina, cinema, ecc.

Quindi, se alla fine dell’anno, sul conto corrente il saldo è pari a quello iniziale più le entrate mensili è probabile che il contribuente si sia mantenuto con altri soldi, ovviamente non dichiarati. Il risparmio da elemento finanziario virtuoso si trasforma in elemento negativo ed in indice di evasione fiscale.

Come funziona il Risparmiometro?

Il programma estrae dall’Anagrafe dei conti correnti il saldo del contribuente e lo confronta con il reddito dichiarato; se la differenza è elevata (poiché il deposito è cresciuto in maniera eccessiva) scatta l’accertamento fiscale.

Questo sistema è potentissimo, ed è in grado di esaminare tutti i rapporti finanziari, come conti correnti, libretti di risparmio, cassette di sicurezza, depositi titoli, ecc.

E la privacy?

Niente paura, il “Grande Fratello” è stato considerato lecito dal Garante della Privacy, che ha dato il via libera all’Agenzia delle Entrate per utilizzare i nuovi strumenti di controllo fiscale. Con l’ok dell’Authority, tanto l’Agenzia delle Entrate quanto la Guardia di Finanza, potranno sfruttare le informazioni sui risparmi degli italiani per cercare di stanare evasori piccoli e grandi alla ricerca di redditi nascosti.

Fine del sistema, semplice ma efficace fino a ieri, di versare sul conto in banca i redditi ufficiali ed usare il “nero” per le spese quotidiane utilizzando il contante, perché la lievitazione del saldo bancario attirerà l’accertamento.

Conclusioni

Funzionerà il “Grande Fratello” fiscale?

Probabilmente sì, ma solo in parte; e purtroppo sarà la parte meno consistente.

Piccoli commercianti, professionisti, artigiani avranno molte più difficoltà ad operare al di fuori delle regole sulla fatturazione obbligatoria; ma grandi aziende, gruppi internazionali, società multinazionali hanno ben altri strumenti per schivare controlli ed accertamenti. Società fiduciarie, rapporti infragruppo, spostamento di sede legale, utilizzo di “paradisi fiscali” consentono ancora ampi margini all’evasione ed all’elusione fiscale.

C’è da augurarsi che, una volta messi in regola i pesciolini, anche gli squali e le balene dell’economia siano sottoposti ad analisi ed accertamenti; il 1984 è passato da un pezzo, gli strumenti del “Grande Fratello” sono enormemente cresciuti di numero e di qualità, l’impresa di combattere ed eliminare l’evasione non è più (volendo…) un sogno irrealizzabile.

 

GIANLUIGI DE MARCHI

  • Giornalista e scrittore. Autore del libro FINANZA ED ETICA-Diavolo ed acqua santa?, acquistabile su Amazon libri o scrivendo a demarketing2008@libero.it