ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 14

Rivoluzione digitale: nuove frontiere dell’intelligenza artificiale

Giovedi 3 ottobre dalle ore 9.30 al CTE NEXT – Casa delle Tecnologie Emergenti – Corso Unione Sovietica 216, Torino, si terrà il convegno “Rivoluzione digitale: nuove frontiere dell’intelligenza artificiale”.

Al convegno porterà i saluti in video collegamento il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo

Interverranno
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio
L’assessore regionale all’Ambiente, Intelligenza artificiale, Innovazione, Matteo Marnati
L’assessore regionale al Bilancio, Finanze e Sviluppo Attività Produttive, Andrea Tronzano
La presidente del CSI Piemonte, Letizia Maria Ferraris

 

Nel corso del convegno si terranno due tavole rotonde:

 

“AI, una rivoluzione per cittadini e imprese”

parteciperanno:

-L’assessore regionale all’Ambiente, Intelligenza artificiale, Innovazione, Matteo Marnati

-L’assessore regionale al Bilancio, Finanze e Sviluppo Attività Produttive, Andrea Tronzano
-Il direttore CSI Piemonte, Pietro Pacini

Il presidente di Formez Responsabile task force IA Funzione Pubblica, Giovanni Anastasi
Il Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati
Il presidente del Centro dell’Intelligenza Artificiale AI4Industry, Fabio Pammolli

 

“Etica, lavoro e territorio nell’era dell’AI”

parteciperanno:

Giuliana Fenu, direttore Competitività del Sistema regionale Regione Piemonte

Umberto De Julio, presidente Anfov

Marco Bussone, presidente Uncem

Michele Pianetta, vicepresidente Anci Piemonte

Paolo Turati, economista

 I temi saranno moderati da Mila Fiordalisi, Direttore Corcom e Spaceconomy 360

PIR: un’opportunità da rilanciare

 

I Piani individuali di risparmio: strumento “dimenticato”

Lanciati nel 2017, i piani individuali di risparmio a lungo termine (PIR) sono una forma di investimento finanziario pensata per stimolare i risparmiatori ad investire i loro risparmi in maniera innovativa e conveniente, generando contemporaneamente un flusso di capitali a favore delle piccole e medie aziende.

Non si tratta quindi di nuovi titoli o di nuovi strumenti, ma di un modo di entrare nel mondo dei titoli quotati in maniera simile a quella già esistente da tempo nel settore del “risparmio gestito” (gestioni individuali, fondi comuni, ETF).

I PIR hanno avuto un forte successo al momento del loro lancio, soprattutto per la forte agevolazione fiscale prevista dalla legge istitutiva (vedi il paragrafo successivo), ma da alcuni anni stanno conoscendo una crisi, evidenziata da un esodo di capitali che supera largamente le nuove sottoscrizioni.

Come aprire un PIR

I Piani possono essere attivati solo presso una banca, aprendo un dossier titoli a parte, appositamente denominato “Deposito PIR”.

All’interno si possono collocare esclusivamente strumenti che rispettano le norme di composizione dei portafogli; le modalità con cui costituire un PIR sono molto flessibili. I risparmiatori possono ricorrere a strumenti del risparmio gestito come fondi comuni, contratti di assicurazione e gestioni patrimoniali, per i quali sono gli intermediari a occuparsi del rispetto delle condizioni necessarie a ottenere il beneficio fiscale. La forma più diffusa di PIR è quella dei fondi di investimento (i cosiddetti fondi PIR o fondi “PIR compliant”), sia nella forma tradizionale di fondo gestito, sia in quella di fondo “passivo” (ETF).

La sottoscrizione è riservata a persone fisiche, ed ognuno può essere intestatario di un solo PIR (non è consentito aprirne in più banche); inoltre è vietata la cointestazione. Per patrimoni di proprietà di coniugi o parenti, è necessario quindi aprire un deposito per ogni componente il nucleo familiare.

Sono fissati limiti massimi di investimento, pari a 40.000 euro annui, con una vita massima di cinque anni; ogni sottoscrittore quindi potrà sottoscrivere al massimo 200.000 euro.

Il portafoglio dei fondi PIR

Poiché la finalità dei piani è quella di avvicinare i risparmiatori all’investimento, la legge ha fissato parametri stringenti per la composizione del portafoglio.

E’ previsto infatti che:

– almeno il 70% del piano sia investito in strumenti finanziari emessi da società italiane (o europee con stabile organizzazione in Italia);

– di questo 70% almeno il 30% deve essere investito in società non incluse nell’indice azionario della Borsa principale e il 5% in società non incluse nell’indice FTSE Mid Cap (o equivalente).

– su una singola società emittente, inoltre, non può essere investito più del 10% del PIR.

E’ chiaro che la legge ha voluto costruire uno strumento che offra il massimo della diversificazione al fine di contenere il rischio insito in un investimento che è prevalentemente azionario.

Significativo, nell’ottica dello stimolo alle piccole e medie impresa, il peso riservato ad aziende non inserite nell’indice principale, che devono rappresentare almeno il 21% del patrimonio totale.

Le agevolazioni a favore dei sottoscrittori

Il progetto PIR, studiato per stimolare gli investimenti nell’economia italiana, è stato accompagnato da agevolazioni fiscali per assicurarne il successo.

E’ previsto infatti che i sottoscrittori non paghino l’imposta sul capital gain (attualmente pari al 26%) purché la posizione sia mantenuta per almeno cinque anni (la durata è calcolata per ogni tranche versata). Peraltro l’investimento non è vincolato, ma liquidabile in qualunque momento, con l’unica avvertenza che il disinvestimento effettuato prima dei cinque anni comporta il pagamento del capital gain.

Inoltre il PIR è esente dall’imposta di successione, unico caso nella legislazione fiscale italiana (esenzione finora prevista esclusivamente per i BTP e simili).

A chi interessano i PIR

I PIR sono utili per i risparmiatori che intendono investire a lungo termine su titoli di aziende italiane ottenendo un’agevolazione fiscale unica. Data la struttura, possono essere considerati strumenti a rischio medio, grazie alla forte diversificazione del portafoglio ed alla componente dei titoli di Stato (30% del totale).

Ma sono anche utili per le imprese italiane (soprattutto quelle medio-piccole) perché garantiscono un ampliamento del mercato dei loro titoli che, senza l’intervento dei PIR, correrebbero il rischio di generare transazioni ridotte, fatto che ne limita l’appeal.

Non bisogna per contro sottovalutare che, a fronte di rendimenti tendenzialmente interessati grazie all’esenzione fiscale, i costi medi sono piuttosto alti (le commissioni di sottoscrizione e di gestione sono tra le più care nel comparto del risparmio gestito). Però, grazie al lancio degli ETF “formato PIR” si sono aperte nuove interessanti opportunità riducendo del 70-80% i costi e rendendo il prodotto molto conveniente.

Va tenuto inoltre presente che la liquidità potrebbe non essere totale, perché la quota destinata alle PMI è negoziabile per importi modesti.

PIR: strumento da rilanciare

Nel complesso il giudizio sui PIR è positivo.

Purtroppo, come accennato, dopo l’exploit iniziale, le sottoscrizioni si sono fortemente ridotte ed i rimborsi (chiesti da coloro che avevano ottenuto consistenti guadagni negli anni precedenti ed hanno monetizzato la plusvalenza) sono cresciuti.

Sarebbe opportuno quindi avviare un’ampia azione di rilancio dei PIR nell’interesse del mercato finanziario.

Azione che dovrebbe coinvolgere le banche (che da tempo hanno smesso di inserire i PIR fra gli strumenti suggeriti alla clientela), lo Stato (che potrebbe lanciare una campagna informativa e pubblicitaria per stimolarne la conoscenza e rilanciare le sottoscrizioni), e le associazioni di tutela dei risparmiatori (che dovrebbero evidenziare i vantaggi dei PIR fra i loro associati).

 Gianluigi De Marchi 

demarketing2008@libero.it

L’area volontariato del Banco Alimentare del Piemonte

Verrà presentata l’area appena inaugurata dedicata al volontariato aziendale del Banco Alimentare del Piemonte

 

Giovedì 3 ottobre 2024, a partire dalle 9.30, la sede del Banco Alimentare del Piemonte, in via Roma 24 ter a Moncalieri, ospiterà una doppia inaugurazione, il nuovo impianto fotovoltaico da 80 kW, che garantisce un immediato risparmio ecologico ed economico, ponendo le basi per la costruzione di una comunità energetica locale, l’area appena ristrutturata è dedicata al volontariato aziendale.

Si tratta di due passi importanti in avanti per un futuro più sostenibile e dal punto di vista energetico efficiente, tale da rafforzare la collaborazione tra profit e no profit nell’ottica del benessere sociale.

Sarà anche l’occasione per fare il punto sugli approvvigionamenti di derrate alimentari nei magazzini del Banco Alimentare che sono diminuite del 47,1% rispetto al 2023, situazione drammatica denunciata già lo scorso giugno.

Interverranno il presidente del Banco Alimentare, Salvatore Collarino, l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino Jacopo Rosatelli, e Felice Vai, vicepresidente della Compagnia delle Opere.

 

Mara Martellotta

10° Anniversario della Conferenza della European Journal of Islamic Finance (EJIF)

2-3 Ottobre 2024, Torino

L’European Journal of Islamic Finance celebra il suo 10° anniversario con una conferenza internazionale che si terrà il 2 e 3 ottobre 2024 presso il Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino. L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto tra esperti accademici, professionisti e rappresentanti istituzionali sul tema della finanza islamica e delle sue implicazioni etiche e sociali nel contesto globale.
Programma e Obiettivi della Conferenza
Durante la due giorni, la conferenza vedrà la partecipazione di illustri relatori, tra cui:
 Stefano Geuna, Rettore dell’Università di Torino;
 Paola De Vincentiis, Direttrice del Dipartimento di Management “Valter Cantino”;
 Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte;
 Gabriella Nardelli, Vicesindaco di Torino;
 Corrado Alberto, Presidente della Camera di Commercio di Torino;
 Pierangelo Decisi, Vicepresidente API Torino;
 Paolo Biancone, Professore Ordinario di Finanza Islamica presso l’Università di Torino.
Un momento centrale sarà il keynote speech di Luigi Di Maio, Rappresentante Speciale dell’UE per la Regione del Golfo, che interverrà in modalità video. Tra gli interventi accademici di spicco, figurano quelli della Prof.ssa Asmak Ab Rahman (Universiti Malaya, Malesia) e del Prof. Kabir Hassan (University of New Orleans, USA).
Tematiche Affrontate
La conferenza affronterà temi di rilevanza globale come:
 Finanza islamica e sviluppo sostenibile,
 Le sfide della finanza ESG nell’era delle nuove tecnologie,  Il ruolo delle banche islamiche nella diplomazia economica,  Inclusione finanziaria e filantropia islamica.
Saranno inoltre organizzate sessioni parallele che esploreranno questioni legate alla digitalizzazione della finanza islamica, all’economia circolare e alle pratiche di governance aziendale in contesti islamici.
Partecipazione e Modalità Ibrida
L’evento sarà accessibile sia in presenza che online attraverso la piattaforma Webex, rendendolo fruibile a una platea internazionale. Le sessioni principali si terranno presso l’Aula Magna del Nuovo Edificio del Dipartimento di Management “Valter Cantino”, con sessioni parallele organizzate nelle Aule Rosa e Azzurra.
Conclusione e Premi

La conferenza si concluderà il 3 ottobre con la cerimonia di chiusura e la premiazione dei migliori contributi accademici presentati, seguita da una foto finale in modalità ibrida con tutti i partecipanti.

 

Contatti e Ulteriori Informazioni
Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma completo, visitare il sito https://ojs.unito.it/index.php/EJIF/announcement/view/211
Prof. Paolo Biancone 3355479944
Organizzato da: Università di Torino Con il patrocinio di: Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di Commercio di Torino, API Torino.

A Terra Madre la Città sigla quattro accordi di cooperazione

Il sindaco Stefano Lo Russo ha firmato, in occasione dell’ultima giornata di Terra Madre Salone del Gusto, quattro protocolli di collaborazione tra Torino e le città di Betlemme (Territori palestinesi), Khouribga (Marocco), Louga (Senegal) e Praia (Capoverde). “Torino e le Città Solidali” è un tassello importante per il consolidamento delle relazioni tra queste città, già impegnate in diversi progetti di cooperazione trans-territoriali.

La firma degli accordi ha visto protagonisti il sindaco Lo Russo e i primi cittadini delle città di Betlemme (Territori palestinesi) Anton G. A. Salman, di Khouribga (Marocco) Mohamed Zekrani, di Praia (Capoverde) Francisco Carvalho. Assente per impegni politici il sindaco di Louga (Senegal) Moustapha Diop, sostituito dal segretario generale della Città di Louga.

Con Betlemme la Città di Torino ha già realizzato azioni nell’ambito energie rinnovabili, dell’acqua e dei mercati e condivide il progetto “Akli Baladi” (“Mangia locale”), presentato al bando Aics-Maeci 2023, che vede tra i partner Slow Food Italia, le città palestinesi di Gerico e Beit Jala e numerose città italiane tra cui Pavia, Caltagirone, Bergamo, Reggio Emilio, Sesto Fiorentino e Bra.

Hanno più di vent’anni anche le relazioni tra Capoverde e Torino, che ospita il consolato onorario capoverdiano. I progetti condivisi riguardano principalmente i temi della riqualificazione e della rigenerazione delle periferie urbane, dei diritti per tutte e per tutti, del contrasto alla violenza di genere e delle politiche alimentari tra cui “Sabor Cabo Verde” e “Prato”. Con Praia, poi, la nostra città condivide l’esperienza di Città ospiti del Forum mondiale sullo sviluppo locale promosso da UNDP, che Torino ha organizzato e ospitato nel 2015 e Praia nel 2017.

È storica anche la collaborazione tra Torino e il Marocco. Tra le ultime iniziative intraprese dalle Città di Torino, nell’ambito di una storica collaborazione con il Marocco, il progetto “Mentor”, che coniuga cooperazione internazionale e migrazione circolare, e l’impegno nel consolidamento dei partenariati con tutte le aree da cui provengono i nuovi cittadini torinesi, a seguito della mozione del Consiglio comunale “Torino guarda oltre”.

Il protocollo firmato con il Senegal è il rinnovo di un accordo già esistente fin dal 2007, che affonda le sue radici nella significativa presenza della comunità senegalese di Torino e nei numerosissimi progetti di cooperazione decentrata realizzati dal 2001 ad oggi sui diversi temi delle politiche locali: lavoro e creatività giovanile, ambiente e rifiuti, turismo responsabile e cultura, come il progetto “Reti al lavoro”.

Nei giorni scorsi le delegazioni delle diverse città, composte dai sindaci, dai responsabili di Cooperazione internazionale e dai rappresentanti delle reti Slow Food locali, hanno visitato le rispettive comunità presenti sul territorio, sono intervenuti in alcuni degli appuntamenti di Terra Madre Salone del Gusto e hanno visitato la nostra città, tra incontri con le istituzioni, aziende e realtà del terzo settore e visite ai musei cittadini.

Fino al 2 ottobre: un aiuto all’agriturismo

Le aziende agricole piemontesi che intendono ampliare la propria attività al settore dell’agriturismo avranno un mese in più di tempo per presentare la domanda per accedere al finanziamento messo a disposizione dalla Regione Piemonte.

È stato infatti prorogato dal 2 settembre al 2 ottobre 2024 il termine di presentazione delle domande per partecipare al bando Investimenti per la diversificazione: uno strumento finanziato attraverso il Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale (Csr 2023-2027) che mette a disposizione complessivamente 9 milioni di euro per sostenere le aziende agricole in nuovi investimenti in attività complementari, fra cui appunto il settore dell’agriturismo, delle fattorie didattiche, la trasformazione diretta dei propri prodotti agricoli in prodotti non agricoli anche a scopi alimentari e lo sviluppo in azienda di attività sociali.

Lo annuncia l’Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che spiega: «Abbiamo deciso di prorogare i termini del bando accogliendo la sollecitazione unanime delle tre associazioni di categoria, Coldiretti, Confcoltivatori e Cia. C’è infatti un forte interesse da parte delle aziende agricole piemontesi a diversificare la propria attività investendo anche nel settore agrituristico: e questo è assolutamente in sintonia con il progetto di integrazione fra produzioni agroalimentari, cibo di qualità e turismo che intendo sviluppare fra gli obiettivi centrali di questa legislatura».

Il bando – che potenzialmente interessa anche i circa 800 agriturismi già attivi in Piemonte – può finanziare dal 40% al 60 % della spesa gli interventi relativi ai quattro settori indicati fra cui i seguenti interventi: sistemazione del sedime (livellamenti, inghiaiature ecc., con esclusione di asfaltature e realizzazione di platee in cemento) di aree esterne, facenti parte dell’azienda agricola e funzionali all’attività agrituristica svolta, oltre che alla sosta camper e/o roulottes, piazzole per tende, parcheggi auto, zona pic-nic e gioco bambini, e posizionamento di strutture abitative non fisse per l’ospitalità rurale.

Giachino: Finalmente nel 2026 partiranno i lavori per la costruzione della Linea 2 della Metro

Caro Direttore,
L’importante Convegno organizzato oggi nella Sede della Unione Industriali per presentare la Linea 2 della Metro conferma che i torinesi del terzo millennio sono di gran lunga più lenti dei torinesi del 1800 quando il mondo si stupì perché i nostri antenati terminarono prima del previsto la costruzione del Primo Traforo Alpino al mondo, fortemente voluto dal nostro politico più grande, Camillo Benso Conte di Cavour.
L’obiettivo del bravissimo Prof. Bernardino Chiaia infatti è quello di riuscire a iniziare i lavori della costruzione della Linea 2 a febbraio del 2026 , vent’anni dopo la inaugurazione del primo tronco della linea 1.  Vent’anni per preparare un progetto della linea 2 sono in effetti tantissimi e i ritardi come sempre li paga la Città e in particolare la periferia della Città. La Linea 1 ,a parte l scale mobili ferme , ha tolto il 30% del traffico di corso Francia, ha diminuito l’inquinamento da traffico e ha diminuito l’intasamento del traffico oltre a valorizzare le zone vicine al passaggio della Metro e alle sue fermate. La linea 2 che collegherà la Zona Nord (Barriera di Milano) con Mirafiori passando dal Campus Einaudi, dal centro della Città (piazza Carlo Alberto, Porta Nuova dove incrocerà la 1 successivamente , quando saranno trovati i finanziamenti arriverà sino al Politecnico. L’obiettivo della Amministrazione Lorusso è quello di rilanciare Barriera di Milanofacendo partire di lì la Linea 2. Tutto vero ma i ritardi nella progettazione perché venti anni sono francamente un record mondiale, li pagherà tutti Barriera di Milano che dovrà aspettare il 2033 per avere un collegamento metropolitano come hanno tutte le Città europee come Torino. Pensate che Lione , che ha duecentomila abitanti in meno, ha 4 linee di Metropolitana. Sui tempi di realizzazione possiamo fidarci perché aver scelto come Commissario alla realizzazione il Prof. Chiaia e’ stata una idea geniale. Proprio oggi che sono usciti i dati di Prometeia sulla crescita delle economie regionali tra il 2019 e il 2024. Prima la Lombardia cresciuta dello 6.65%, seconda la Puglia cresciuta del 6,18, terza la Emilia Romagna cresciuta del 5,52 , la Campania del 3.38, quattordicesimo il  Piemonte la cui crescita è condizionata per oltre la metà da Torino, cresciuto solo del 1,38. Una crescita così bassa genera tanta disoccupazione e impoverimento come ci ha detto la Caritas. Ecco perché ritardare opere fondamentali come la TAV e la Linea 2 della Metro e’ grave e costa effetti sociali importanti. Sono cose di cui purtroppo non si è parlato in un evento frequentato dalla gente bene come Torino Spiritualità come mi ha scritto una Signora di 82 anni . Ma chi ha deciso di vivere non solo per se stesso ma anche per la Comunità nella quale vive non può assolutamente disinteressarsi dei problemi della metà della Città che non sta bene e che in questi anni ha visto peggiorare la situazione .

Mino GIACHINO
Responsabile piemontese trasporti FDI

Aggiudicata la gara da 500 milioni di Euro per il “Parco della Salute”

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Nocivelli ABP si aggiudica la gara da 500 milioni di Euro per il “Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione” di Torino. Ricavi previsti per 1,5 miliardi di Euro

Il progetto, aggiudicato in RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) con il Consorzio SIS, ha una durata complessiva di 30 anni per la realizzazione e la gestione delle nuove sedi ospedaliere di Molinette, CTO e Sant’Anna.

 A.B.P. Nocivelli S.p.A., Esco Company leader del settore nelle operazioni di Partenariato Pubblico Privato per la realizzazione di strutture sanitarie e ospedaliere, quotata nel segmento Euronext Growth Milan (Codice ISIN IT0005439861, Ticker ABP:IM), annuncia l’aggiudicazione  della gara per la realizzazione del nuovo “Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione” della Città di Torino, Lotto 1 “Polo della Sanità e della Formazione Clinica e del Polo della Ricerca” al Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) composto dal Consorzio Stabile SIS S.c.p.A. e dalla stessa A.B.P. Nocivelli S.p.A..

Il progetto, del valore complessivo di 500 milioni di Euro, prevede la costruzione delle nuove sedi ospedaliere di Molinette, CTO e Sant’Anna. Il contratto di PPP (Partenariato Pubblico Privato) avrà una durata di 30 anni, di cui 5 anni di lavori per la realizzazione delle opere edilizie e impiantistiche e i successivi 25 anni di gestione dei servizi a corredo dell’opera. Mentre il Consorzio Stabile SIS si occuperà di eseguire le opere edili, Nocivelli ABP sarà deputata alla realizzazione di tutte le opere impiantistiche.

La gestione dei servizi di facility management e del servizio energia sarà invece affidata ad entrambe le società.

Il valore complessivo dei ricavi attesi per l’intera durata della concessione (30 anni) è di 1,5 miliardi di Euro, comprensivi di oneri finanziari e opere e servizi di competenza sia del Consorzio Stabile S.c.p.A. che di Nocivelli ABP.

Si tratta di un’operazione di importanza strategica anche per Nocivelli ABP che impatterà considerevolmente sul portafoglio della società alla quale, nei trent’anni, competeranno circa 500 milioni di euro tra opere e servizi: 200 milioni di Euro di opere che saranno realizzate nei primi 5 anni e 300 milioni di Euro per i servizi che saranno espletati nei successivi 25 anni di gestione.

Conseguentemente, il backlog di Nocivelli ABP passerà dagli 850 milioni stimati in occasione dell’approvazione del bilancio al 30 giugno 2024 a ben 1,4 miliardi di Euro.

Fondi di coesione ai Comuni del Torinese

Sono 44 gli Accordi di programma distribuiti sull’intero territorio piemontese finanziati dalla Regione grazie ad un fondo di 26.377.400 euro. Nella Città metropolitana di Torino sono interessati, per un importo complessivo di oltre 8 milioni di euro, 13 Comuni: 6 delle Valli di Lanzo e Canavese (Lanzo, Locana, Viù, Foglizzo, Nole, Rivarolo) e 7 dell’area sud-ovest (Bibiana, Carmagnola, Rivalta di Torino, Sangano, Orbassano, Villar Perosa, Poirino).

Accordi che permetteranno di realizzare in altrettanti Comuni mense scolastiche, impianti sportivi, ristrutturazione di dimore storiche e valorizzazioni di parchi naturali. Un patto con le istituzioni locali che la Regione ha onorato mediante un’integrazione dei fondi nazionali che ammonta a 2.377.400 euro. La principale fonte di finanziamento proviene dall’Accordo per la Coesione, siglato il 7 dicembre del 2023 dal presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, e dal presidente della Regione Alberto Cirio. ai quali si sono aggiunte le risorse destinate al finanziamento degli interventi di sviluppo locale da realizzare mediante lo strumento dell’Accordo di programma che la Giunta regionale ha deliberato oggi, su proposta dell’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale.

Un ulteriore dotazione, che ammonta a due milioni e 377mila euro, che consente lo scorrimento della graduatoria approvata per gli Accordi di Programma 2021-27 insieme ai 24 milioni di euro già stanziati con delibera di Giunta nel dicembre 2023.

“I Fondi di Sviluppo e Coesione permetteranno alla Regione di finanziare molti dei progetti che i Comuni piemontesi hanno presentato attraverso lo strumento dell’Accordo di programma – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Vignale – Non ci siamo, però, limitati a trasferire risorse nazionali verso le istituzioni locali, proprio perché crediamo in questo strumento come collaborazione efficace tra Regione e territori, e abbiamo così deciso di attingere a fondi regionali stanziando quasi due milioni e mezzo. Abbiamo rispettato gli impegni assunti facendo così scorrere la graduatoria e riuscendo a finanziare ben 44 Accordi di programma. Parliamo di opere fondamentali per i rispettivi territori: molti interventi riguardano il settore turistico, culturale e ambientale generando importanti ricadute economiche locali, altri sono nel comparto sportivo con impianti che necessitavano opere di adeguamento e potenziamento da anni. Progetti che grazie alla collaborazione tra Regione ed enti locali ora potranno diventare realtà”.

“Grazie agli Accordi di programma finanziati con i Fondi di Sviluppo e Coesione la Città Metropolitana di Torino ha potuto beneficiare di contributi per 8 milioni e 106mila euro destinati a 13 realtà. È l’ennesimo esempio dell’attenzione dell’amministrazione regionale ai piccoli Comuni piemontesi, che potranno realizzare opere e progetti attesi da anni”, sostengono gli assessori regionali Andrea Tronzano e Maurizio Marrone.

Superbonus 2024, tutte le novità

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Il provvedimento firmato il 18 settembre 2024 dall’Agenzia delle Entrate mette in moto un’opportunità da cogliere al volo per chi ha avviato interventi edilizi. Il contributo a fondo perduto, ossia il Superbonus, sarà accessibile a chi ha realizzato lavori sugli immobili tra gennaio e ottobre 2024, offrendo uno sgravio del 70% sulle spese sostenute.

Non stiamo parlando solo di una detrazione: per molti, si tratta di una vera e propria boccata d’ossigeno in un momento in cui le risorse finanziarie vanno gestite con attenzione.

Il Superbonus 2024 apre così una finestra imperdibile per i contribuenti con redditi bassi, offrendo un contributo a fondo perduto per chi intende migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni. Tra gli interventi coperti, figurano il sisma bonus, l’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica per veicoli elettrici, rispondendo così alla crescente domanda di sostenibilità e sicurezza abitativa.

La misura si rivolge a un pubblico specifico: chi ha iniziato i lavori entro il 31 dicembre 2023 e ha raggiunto almeno il 60% dello stato di avanzamento. Il bonus interessa le persone fisiche con un reddito annuo non superiore a 15.000 euro e i condomini che, in questo periodo, stanno investendo sugli immobili. Il tutto, con un tetto di spesa massimo di 96mila euro. È una chance che tocca chi possiede l’immobile o ne ha la gestione diretta e, non da meno, anche gli eredi che ne mantengono la detenzione.

Per ottenere il contributo, i richiedenti dovranno inviare la domanda all’Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre 2024. La procedura sarà telematica e, per chi non ha familiarità con le piattaforme digitali, sarà possibile rivolgersi a intermediari abilitati. È fondamentale, però, allegare una dichiarazione che attesti i requisiti necessari per l’accesso al contributo e fornire una stima precisa delle spese sostenute. A breve, l’Agenzia stabilirà i dettagli tecnici relativi alla procedura.

Una volta inviata la domanda, scatteranno i controlli. Verranno esaminate le informazioni trasmesse, con un occhio particolare alla congruenza tra i dati dichiarati e le spese effettivamente sostenute. Solo dopo questo step arriverà l’accredito del contributo direttamente sul conto corrente bancario o postale del richiedente, intestato o cointestato.

Ma attenzione: l’Agenzia è pronta a verificare anche la correttezza delle erogazioni. Chi avesse percepito indebitamente il contributo dovrà restituire l’importo, con la possibilità di regolarizzare spontaneamente la propria posizione.

Il Superbonus è destinato ai privati che non esercitano attività commerciali o professionali. Le spese coperte riguardano interventi di miglioramento energetico e antisismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Ciascun richiedente, come detto, potrà ottenere un contributo massimo per una spesa di 96.000 euro, ma attenzione: solo i bonifici effettuati entro il 31 ottobre 2024 saranno validi per accedere al beneficio.

I fondi saranno distribuiti proporzionalmente tra i richiedenti, in base all’ammontare complessivo delle risorse disponibili e alla domanda. Le percentuali di distribuzione saranno rese note entro il 30 novembre 2024, per garantire una ripartizione equilibrata e trasparente.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.