Confermato rispetto allo scorso anno il numero complessivo di pre-immatricolati, con quasi 19 mila test effettuati
Anche quest’anno è incoraggiante il trend dei dati che riguardano gli iscritti ai test di ammissione al Politecnico di Torino: i corsi di Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Paesaggistico-Ambientale, anche per l’Anno Accademico 2023/2024, confermano un aumento dei test erogati, che sono quasi 19.000. Le prove di ammissione sono iniziate a febbraio, come ormai tradizione da diversi anni in modo da allinearsi con le università straniere e di dare ai ragazzi e alle ragazze maggiore possibilità di fare una scelta consapevole, e si concluderanno il 31 agosto e 1 settembre per i corsi di Ingegneria, Design e Pianificazione (eccezion fatta per la laurea professionalizzante in Tecnologie per l’industria manifatturiera, la cui scadenza è il 21 settembre).
I dati sugli iscritti attestano ancora una volta la reputazione positiva dell’Ateneo a livello internazionale. Il numero degli studenti stranieri che hanno affrontato l’ammissione ai corsi triennali – quest’anno arrivato a ben il 27% del totale – cresce anche in una situazione globale complessa come quella attuale e grazie a loro è possibile compensare il trend di denatalità che ormai da anni si registra in Italia e la conseguente costante diminuzione dei neo diplomati. Aumenta anche il numero di Paesi rappresentati, che quest’anno provengono da 115 stati differenti. Sono principalmente la Turchia – che si conferma il primo paese per numero di iscritti – con un incremento superiore al 15% di pre-immatricolati rispetto allo scorso anno, l’Iran che ha triplicato la sua presenza a partire dall’anno accademico 2021/22 arrivando ad avere 634 iscritti ai test e l’India.
Si può osservare, a livello generale, che i corsi di studio più apprezzati sono quest’anno quelli legati alla rivoluzione digitale e quelli con un’impostazione fortemente interdisciplinare e trasversale nell’ambito dell’Ingegneria, mentre confermano la crescita già registrata lo scorso anno Architettura e Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale; stabile Design e Comunicazione.
“Siamo molto soddisfatti di questi dati, che ci confermano la validità delle scelte coraggiose che abbiamo fatto in questi anni particolarmente difficili – commenta il Rettore Guido Saracco – ma la nostra reputazione internazionale continua a crescere, frutto anche dei numerosi accordi di collaborazione che continuiamo a sottoscrivere con le migliori università del mondo e della presenza internazionale, cominciata con l’Uzbekistan e la Cina e continuata quest’anno con l’apertura del Japan Hub a Kyoto”.
“Di fronte al fisiologico calo delle nascite e della conseguente diminuzione dei diplomati, particolarmente sentita in Piemonte, abbiamo risposto elevando ed attualizzando la qualità dell’offerta formativa con corsi sempre più interdisciplinari ed orientati al “learning by doing”, e progettando percorsi in cui le discipline tecniche vengono affiancate alle scienze umane e sociali per proporre nuove chiavi di lettura ed una maggiore capacità di leggere il futuro e le conseguenze del progresso tecnologico sulla società” aggiunge la Vice Rettrice per la Didattica Anita Tabacco.
Gli iscritti ai test si contenderanno i 4.992 posti disponibili per i corsi di Ingegneria, gli 85 per il corso in Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale, i 250 per il corso di Design e comunicazione, e i 500 posti disponibili per il corso di laurea in Architettura. Questi numeri di pre-immatricolati consentiranno, quindi, di coprire tutti i posti a disposizione e garantiranno all’Ateneo di confermare il numero dei propri iscritti, considerato che tutti i corsi sono a numero programmato.
Sono, infine, ancora aperte fino al 14 settembre le iscrizioni al test per accedere ai 60 posti del corso di laurea professionalizzante in Tecnologie per l’industria manifatturiera, che mira alla creazione di figure tecniche di alto profilo professionale che possano essere operative rapidamente nel settore della produzione di realtà manifatturiere, rispondendo pienamente alla richiesta delle aziende, soprattutto PMI, interessate a figure professionali multidisciplinari.
“L’intervento del Governo sulla possibilità di utilizzare, o meno, gli euro 5 in città rischia di mettere in ginocchio tutta la seconda cintura torinese. Al di là di chi fa una sterile e ridicola polemica politica ed elettorale contro la Regione Piemonte, è indubbio che per tutte le persone che non abitano nella prima cintura torinese – dove è possibile, con meno problemi, recarsi a Torino con i mezzi pubblici – le difficoltà si moltiplicano e si aggravano in modo esponenziale per tutti gli altri. Per non parlare dei Comuni montani, di tutti i Comuni montani della provincia di Torino. E questo perchè una misura che penalizza, come un fulmine a ciel sereno, intere comunità e migliaia e migliaia di persone non può essere pianificata ed escogitata senza prevedere alcuna misura alternativa o realisticamente percorribile.
E un intervento del Governo, al riguardo, non può che essere salutato positivamente. Perchè sarebbe dettato dalla logica del buonsenso, della responsabilità e, soprattutto, per accogliere le esigenze e le istanze di decine di migliaia di persone che rischierebbero di trovarsi in gravissime difficoltà da un giorno all’altro”.
Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci.
Mauro Maurino, Vice Sindaco Pragelato.
OSSERVATORIO MECSPE PIEMONTE
Primo quadrimestre. Cresce l’attenzione per le tematiche ESG e proseguono gli investimenti in innovazione e formazione.
AI: per il 60% degli imprenditori un’opportunità
Nel I trimestre 2023, l’industria manifatturiera piemontese ha registrato ben 34.265 imprese attive (6° posto in Italia per numerosità), rappresentando il 9% delle aziende totali nella regione.
Torino e Cuneo sono le province con il numero più alto di imprese.
MECSPE dà appuntamento alla Nuova Fiera del Levante di Bari dal 23 al 25 novembre per orientare le aziende verso pratiche efficienti.
Secondo l’Osservatorio MECSPE[2] sull’industria manifatturiera realizzato in occasione della prossima fiera di riferimento per la filiera organizzata da Senaf (Bari, 23-25 nov. ’23), il I quadrimestre 2023 in Piemonte è stato segnato sicuramente dalla difficoltà di reperimento delle risorse umane (per il 59%) e delle materie prime (50%), oltre che dall’aumento dell’inflazione (47%) e dei tassi di interesse (32%), mentre per quanto riguarda l’andamento, per quasi otto imprese su dieci i fatturati restano stabili o in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e per il 72% il portafoglio ordini è considerato adeguato.
Un dato importante se si considera il tessuto produttivo piemontese: nel I trimestre 2023, l’industria manifatturiera nel territorio ha registrato ben 34.265 imprese attive (6° posto in Italia per numerosità), rappresentando il 9% delle aziende totali nella regione. Un dato, quest’ultimo, in linea con la media nazionale. A livello provinciale, il numero più alto di imprese manifatturiere si registra a Torino (16.999), seguita da Cuneo (4.998), Alessandria (3.550), Novara (2.907), Asti (1.698), Biella (1.615), Vercelli (1.322), e, fanalino di coda, Verbania (1.176) [3].
Sulla base dei dati emersi dall’Osservatorio si rende necessario per le imprese diventare sempre più efficienti in modo da ottimizzare i costi, essere sostenibili economicamente e competitive a livello globale. Sicuramente l’innovazione è uno degli aspetti principali per trasformare le aziende e renderle più moderne, ma per una crescita strutturale del settore questo è solo un tassello. Sarà necessario proseguire anche sulla crescita delle risorse, tema oggi molto sentito dalle imprese, e sulla creazione di una cultura green che metta al centro le persone e la società in ottica ESG. Innovazione, formazione e sostenibilità sono esattamente i tre pilastri portanti di MECSPE, che torna per la seconda volta a Bari come punto di riferimento per il settore manifatturiero del Centro e Sud Italia.
“L’industria si conferma pilastro dell’economia italiana e gli imprenditori hanno capito l’importanza di continuare a investire in innovazione e nella crescita delle risorse con una formazione adeguata – dichiara Maruska Sabato, Project Manager di MECSPE – Soprattutto in questa fase dove si stanno affacciando nuove tecnologie come l’AI che potrebbero rivoluzionare il settore, ma che richiedono competenze specifiche e difficili da reperire sul mercato. Oggi MECSPE ha un compito importante: accompagnare gli imprenditori durante questo percorso di trasformazione digitale mettendo a loro disposizione non solo la parte espositiva, che resta importante, ma tutte le connessioni che si creano in fiera grazie alla presenza di associazioni di settore, aziende ed esperti. Una piattaforma completa dove le aziende possono scoprire le ultime soluzioni, toccarle con mano, condividere esperienze e apprendere le novità del settore”
Ritornando ai tre pilastri per le aziende, a che punto siamo in Piemonte sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione, fattore che più di tutti ha un impatto diretto sulle imprese in termini di efficienza? Quali sono i trend emergenti? Oltre sette aziende su dieci ritengono di aver avuto nel I quadrimestre una crescita digitale da media ad alta e tante iniziano a essere “attratte” dalle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, che potrebbero “cambiare” sensibilmente il settore: per sette imprenditori su dieci l’AI avrà un impatto positivo (solo per il 6% sarà negativo), il 20% già la utilizza, il 17% la introdurrà prossimamente e il 37% si sta già informando.
Le imprese piemontesi ci credono e investono in innovazione, ed è per questo che MECSPE ha previsto un programma ricco di iniziative dedicate per promuovere i vantaggi di una cultura digitale e agevolare l’implementazione nei processi aziendali e produttivi.
Un esempio è il Villaggio AIDAM – Associazione Italiana di Automazione Meccanica, un’area tecnologica e innovativa che rappresenta il comparto della meccatronica italiana, un’eccellenza a livello mondiale. “L’industria manifatturiera in Italia è sicuramente ai primi posti europei per tecnologia ed innovazione. Un risultato a cui ha senza dubbio contribuito l’automazione industriale, insieme alla personalizzazione delle soluzioni che solo le aziende italiane riescono a creare – afferma Michele Merola, Presidente AIDAM – Il piano Industria 4.0, oggi chiamato Transizione 4.0, ha rivoluzionato il nostro paese e il modo di produrre. Si trattava di un processo già in atto in numerose aziende italiane e il piano ha solo accelerato questa trasformazione grazie alla quale le aziende hanno compreso i vantaggi della digitalizzazione. Le sfide non sono finite, il nostro comparto, che serve praticamente tutto il mondo e le più svariate filiere, sta continuando ad innovare per mantenere l’eccellenza che ci viene riconosciuta come brand Italia”.
Accanto al Villaggio AIDAM, spazio anche alle giovani imprese -che rappresentano un indice di dinamicità del tessuto imprenditoriale del Paese- con l’iniziativa StartUp Factory: un’area su misura per favorire il networking tra startup innovative e tecnologiche e piccole, medie, grandi imprese.
L’attenzione crescente verso la digitalizzazione, quindi, porta con sé la necessità di acquisire nuove competenze e formare le risorse umane. Cosa fanno oggi le imprese piemontesi per far crescere il bagaglio di competenze interne? Tra le azioni che hanno adottato o adotteranno, oltre due aziende su tre investono in corsi di aggiornamento e formazione per il personale già presente e più di tre su dieci stanno puntando sui giovani stringendo accordi con ITS, IFTS e università. Il tema dei giovani è infatti molto sentito dagli imprenditori, in quanto da un lato rispecchia un nuovo modello di industria più in linea con le aspettative della Gen Z, dall’altro è un bacino interessante da cui attingere risorse in parte già formate, come nel caso degli ITS.
Per affrontare questa sfida, MECSPE e l’ITS A. Cuccovillo Meccatronica Puglia porteranno in fiera per la seconda volta la Piazza Formazione 4.0, un punto d’incontro tra gli studenti e le aziende partner che metterà in luce l’importanza del legame tra imprese e formazione.
Oltre all’innovazione e alla formazione, il tema che più di tutti sta crescendo, almeno sul fronte della sensibilità, è quello della sostenibilità. E qui si apre un capitolo importante: se le grandi aziende hanno una cultura green più sentita, anche per una questione di “obblighi”, qual è la fotografia tra le PMI? Su questo, secondo l’Osservatorio MECSPE, in Piemonte ci sono dei piccoli miglioramenti: il livello di conoscenza dei criteri ESG sale al 50% del campione (13 p.p. in più dell’ultima rilevazione) e il 31% ritiene abbastanza o molto green la propria azienda.
Ma la strada è ancora lunga e sarà necessario sensibilizzare gli imprenditori sui vantaggi diretti e indiretti di una cultura green più marcata, che si riflette positivamente su tutte le aree aziendali.
Un ruolo colto appieno da MECSPE grazie a tante iniziative come il Percorso Ecofriendly – io faccio di più, un percorso reale e virtuale tra gli espositori che si distinguono per pratiche aziendali green e sostenibili.
Ma la novità più importante su questo fronte per l’edizione barese è rappresentata dal Cuore Mostra “Transizione energetica & sostenibilità nell’industria manifatturiera: dai trasporti alle imprese”, l’area più strategica della fiera che si svilupperà su tre focus: mobilità, industria manifatturiera e filiera dell’idrogeno.
Attraverso tavole rotonde, speech e momenti di confronto arricchiti da best practice e case history di successo, gli esperti di tecnologia e di mercato illustreranno le sfide che il comparto automotive e le aziende dovranno affrontare in ottica del 2035, il possibile impatto della mobilità sostenibile sulla filiera, e quali misure e soluzioni dovranno adottare le aziende.
Infine, non mancheranno gli storici appuntamenti di rilievo, come il Villaggio Confartigianato e il Villaggio ASCOMUT – Associazione Italiana Macchine Tecnologie e Utensili, oltre alla partecipazione di CNA Produzione e Confindustria Bari BAT e al supporto del Comune di Bari e della Regione Puglia.
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Provincia |
Num. Imprese attive Attività manifatturiere – I trim 2023 |
% Num. Imprese attive Attività manifatturiere – I trim 2023 / Num. Imprese attive tutti i settori |
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TO |
16.999 |
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VC |
1.322 |
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NO |
2.907 |
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CN |
4.998 |
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AT |
1.698 |
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AL |
3.550 |
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BI |
1.615 |
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VB |
1.176 |
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TOTALE PIEMONTE |
34.265 |
9,0% |
Fonte: elaborazione MECSPE su base dati Unioncamere-InfoCamere, Movimprese relativi all’andamento del I trimestre del 2023.
LA POSIZIONE DI ASCOM TORINO
L’estate 2023 ha portato una ‘tempesta perfetta’ che rischia di mettere in ginocchio il terziario torinese. L’annuncio del blocco dei diesel Euro 5 è, infatti, l’ultimo atto di una concentrazione di elementi avversi al commercio, al turismo e ai servizi, dall’aumento dei biglietti dei mezzi pubblici e delle strisce blu al rincaro del carburante, dall’inflazione alle temperature eccessive, le bombe d’acqua e le strade interrotte per le frane.
«Siamo seriamente preoccupati – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa – per quella che si configura come un’amplificazione della crisi già in essere di molti settori del commercio, che rischia di pesare anche su un turismo che stava finalmente vedendo la ripresa. Rischiamo un cortocircuito letale, dove il blocco dei diesel Euro 5 rappresenta un problema enorme per molti lavoratori, in particolare per le categorie rappresentate da Ascom. Autotrasportatori, agenti di commercio, ambulanti e tutte le attività che devono portare e ricevere le merci sono le prime vittime di questa misura, che chiediamo di sospendere».
«I consumatori e i lavoratori non sono in grado di adeguarsi a queste disposizioni – dichiara Enzo D’Alicantro Pompilio, presidente F.A.I. Federazione Autotrasportatori Italiani di Torino -, anche in presenza dei pochi incentivi esistenti, che sono del tutto inadeguati. La soluzione proposta dalla Regione, il sistema del “move-in” appare comunque insufficiente e complicato dal punto di vista burocratico. Peraltro, i provvedimenti individuati non sono risolutivi del problema e creano difficoltà assurde alla sola economia e cittadinanza piemontese. Vogliamo inoltre ricordare che il settore dei trasporti è già in forte tensione a causa di due eventi: la chiusura del traforo del Monte Bianco per 15 settimane a partire da lunedì prossimo con un forte impatto sul traffico della A32, la Torino-Bardonecchia (attualmente interessata da un numero eccezionale di cantieri) e il blocco forzato del traforo del Frejus a causa della frana del 27 agosto. Al momento la chiusura del traffico merci ferroviario è previsto per almeno 4 settimane e per il traffico merci stradale si prevede una riapertura più breve, ma con forti limitazioni e tempi di attesa inquantificabili. L’autotrasporto piemontese è di fatto isolato, non può sostenere ulteriori limitazioni al libero esercizio di impresa a causa della nuova normativa regionale per motivi ambientali».
«I rappresentanti e gli agenti di commercio sono tra le categorie più colpite, ma l’emergenza è ben più ampia – evidenzia Gino Mattiolo, presidente Piemonte e Val d’Aosta FNAARC Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio -. Annunciare il blocco dei mezzi
da mattina a sera significa, di fatto, paralizzare totalmente l’economia del territorio. Non parliamo, infatti, solo delle difficoltà per gli agenti di commercio, per i quali l’automobile è il bene strumentale indispensabile, ma pensiamo anche, ad esempio, ai negozianti che non possono ricevere la merce dai padroncini o ai ristoratori a cui non vengono consegnati i prodotti. Non diciamo che le misure ambientali non vadano prese, ma chiediamo di dare ai lavoratori un tempo congruo per provvedere al cambio mezzo. La transizione significa ‘accompagnamento’, quindi le imprese devono essere accompagnate da misure governative utili, in modo che non siano una mannaia sul collo delle imprese».
«La categoria degli ambulanti – commenta Silvano Ritta, presidente UBAT Unione Battitori Ambulanti Torino – è nella totale disperazione. I nostri mezzi servono solamente per portare la merce sul posto di lavoro, rimangono fermi per otto ore, quindi non inquinano. In questo modo impediscono a molti di noi di lavorare. Il sistema del move-in proposto non è risolutivo e, inoltre, nella zona arancione non permette la circolazione. Acquistare un mezzo nuovo con la crisi in corso e dopo una pandemia è impossibile: i tempi di attesa per la consegna sono di un anno, un anno e mezzo. Temiamo, inoltre, che di questo passo a breve vengano bloccati anche gli euro 6».
«Da parte nostra – conclude la presidente Coppa – siamo impegnati a collaborare con le istituzioni locali per trovare soluzioni immediate e a lungo termine, dove le imprese non siano soggetti passivi, ma protagonisti delle innovazioni che ci permetteranno di superare questa crisi e le problematiche ambientali. Torino è una città sensibile al tema ambientale, ma i problemi non si risolvono senza la cooperazione e il supporto di tutte le istituzioni».
GIORGIO FELICI Presidente Confartigianato Piemonte interviene nel dibattito
“Ci auguriamo che l’approfondimento tecnico tra ministri porti ad uno stop del provvedimento di blocco degli Euro 5 e non a un semplice rinvio o a qualche deroga. La priorità in questo difficile contesto economico segnato dai rincari deve essere la tutela delle categorie produttive, delle famiglie e non certo impedire agli artigiani di lavorare e raggiungere i loro clienti. Nell’attesa, apprezziamo l’iniziativa dei ministri Salvini e Pichetto Fratin che hanno dimostrato che è possibile far prevalere il buon senso contro le politiche fintoambientaliste da Ztl che rendono i ricchi liberi di circolare con le auto di ultima generazione e i poveri costretti ad andare a piedi o a viaggiare su scassati bus e treni. Oltre all’abrogazione del blocco, servono interventi strutturali che coinvolgano i vari livelli istituzionali, dal Governo alla Regione ai Comuni, e che non guardino solo alla mobilità privata. Rinnovare il parco auto è fondamentale, ma attraverso incentivi ben pensati ma sul lungo periodo e svincolati dalla richiesta di credito. Non servono gli incentivi a sostituire auto e furgoni se questi costringono le famiglie e gli imprenditori ad indebitarsi, perché bisogna aiutare chi i soldi per cambiare il mezzo non li ha e non chi li ha ed è in procinto di cambiare il mezzo. Ma soprattutto occorrono immediati, seri ed efficaci provvedimenti sugli impianti termici e sulle altre fonti di inquinamento ambientale, oltre al potenziamento del trasporto pubblico locale, da tutti invocato ma mai attuato. Non possiamo più accettare che la lotta all’inquinamento si traduca nell’imporre il fermo a oltre 600mila mezzi, penalizzando famiglie e imprese in termini di rinuncia alla libertà di movimento e alla libertà di impresa: se si supera un certo livello di vessazione le istituzioni perdono di credibilità, con tutto quello che può conseguirne”.
più di 700 PMI presenti nello store nel 2022; registrati complessivamente oltre 40 milioni di euro di vendite all’estero attraverso Amazon.
Le regioni italiane con il più alto valore di export attraverso Amazon
Nel 2022, le oltre 21.000 PMI italiane che vendono attraverso Amazon sono dislocate lungo tutto lo stivale e, analizzando le vendite all’estero delle PMI nelle singole regioni, la Lombardia si conferma la prima regione per valore dell’export, pari a oltre 175 milioni di euro, seguita dalla Campania, con più di 130 milioni di euro. Il terzo posto lo guadagna la Toscana, che registra nel 2022 oltre 100 milioni di euro. A chiudere la top 5 sono il Lazio, con più di 80 milioni di euro di export, e il Veneto, con circa 75 milioni di euro.
Tra le altre regioni con un elevato livello di export figurano Piemonte (€60+ milioni); Emilia-Romagna (€50+ milioni); Puglia (€50 milioni circa); Sicilia (€30+ milioni) e Trentino-Alto Adige (€30+ milioni).
Le regioni italiane con il più alto numero di PMI che vende attraverso Amazon
Il Report evidenzia, inoltre, che nel 2022 due regioni italiane hanno superato gli oltre 3.000 partner di vendita: sono infatti oltre 3.400 le PMI della Lombardia presenti sullo store online e oltre 3.000 quelle della Campania. Il Lazio ne conta circa 2.100, la Puglia oltre 1.700 e il Veneto circa 1.600. È significativa la presenza di PMI anche in Emilia-Romagna, con oltre 1.500 PMI, in Sicilia, con oltre 1.300, in Toscana e Piemonte, entrambe con circa 1.300 PMI.
Le prime 8 città italiane per valore dell’export, con relativo numero di PMI locali che vendono su Amazon nel 2022 sono:
- Milano: oltre €85 milioni di vendite all’estero e più di 1.300 PMI
- Napoli: oltre €80 milioni di vendite all’estero e più di 1.800 PMI
- Roma: oltre €60 milioni di vendite all’estero e circa 1.600 PMI
- Firenze: oltre €45 milioni di vendite all’estero e circa 400 PMI
- Torino: oltre €40 milioni di vendite all’estero e più di 700 PMI
- Bolzano: oltre €15 milioni di vendite all’estero e più di 100 PMI
- Bari: circa €15 milioni di vendite all’estero e più di 600 PMI
- Bologna: oltre €10 milioni di vendite all’estero e più di 350 PMI
L’ultima ondata di calore rischia di fare precipitare una situazione già critica nelle campagne piemontesi.
Nonostante le piogge primaverili e di inizio estate abbiano dato in parte sollievo alle colture del nostro territorio, siamo ancora in deficit idrico. A ricordarlo è Confagricoltura Alessandria che evidenzia come molte coltivazioni diano segnali di stress idrico.
“Le precipitazioni del mese di luglio hanno solo sfiorato alcune aree della nostra provincia, mentre sono state più insistenti nel casalese e acquese. Nonostante ciò, il bilancio idrico resta negativo. Seppur benefiche soprattutto per la vite, a ben poco potranno servire eventuali nuove piogge previste per fine mese, a stagione ormai conclusa per colture come girasole, mais, soia. Inoltre, dopo due anni di siccità, il livello delle falde resta basso. Se non ci saranno abbondanti piogge autunnali, gli agricoltori saranno impossibilitati a seminare culture irrigue nella prossima stagione in buona parte delle provincia”, fa presente la presidente di Confagricoltura Alessandria, Paola Sacco.
A mancare sono soprattutto le risposte politiche alle sollecitazioni del mondo agricolo. Confagricoltura Alessandria chiede da anni interventi strutturali e normativi per consentire agli agricoltori di gestire al meglio la risorsa.
“I nostri agricoltori – ricorda il direttore di Confagricoltura Alessandria, Cristina Bagnasco – sono da tempo impegnati nell’utilizzare sistemi di irrigazione localizzata e di precisione per una gestione accorta e razionale della risorsa idrica, ma ciò non è sufficiente a superare periodi sempre più siccitosi”.
“Non siamo più in emergenza, ci troviamo piuttosto davanti ad un problema che si ripropone ogni anno. Ecco perché sosteniamo che sia necessario investire su una rete idrica efficiente (ricordiamo che, in media, oltre il 30% della risorsa va perduta), su un sistema di infrastrutture, come grandi invasi e micro invasi, che consenta di immagazzinare acqua quando disponibile. Ad oggi i costi per la siccità ricadono soprattutto sugli agricoltori, i quali devono sostenere crescenti spese per l’irrigazione o, in alternativa, rischiare di perdere parte del raccolto. Quest’anno, peraltro, non è stata neppure concessa la proroga, da noi richiesta, del credito d’imposta per l’utilizzo del gasolio agricolo adoperato anche per alimentare impianti di pompaggio dell’acqua o per refrigerare le stalle. Così come non sono previsti incentivi o sgravi per il mantenimento d’impianti irrigui di precisione. E stiamo ancora attendendo risposte sull’utilizzo del fondo di emergenza legato alla Pac”, conclude la presidente Paola Sacco.
Tra le richieste inoltrate alla Regione Piemonte ed in attesa di riscontro, figura anche un’assegnazione supplementare di gasolio agricolo a prezzo agevolato giustificata dal forte depauperamento dei contingenti di carburanti assegnati, dovuto alle ripetute irrigazioni di soccorso alle coltivazioni, a cui sono dovute ricorrere le aziende di estesi areali della provincia stante la carenza di precipitazioni piovose che perdura dal mese di giugno.
“Parla con me” alla Fiera di Carmagnola
La trasmissione “Parla con me”, ideata dalla Social Media marketing Manager & Organic Specialist Simona Riccio, partecipa alla 74esima edizione della Fiera del Peperone di Carmagnola
Simona Riccio, creatrice della trasmissione “Parla con me”, parteciperà alla 74esima edizione della Fiera di Carmagnola, che avrà quale focus soprattutto la sostenibilità, e si svolgerà nella meravigliosa piazza Sant’Agostino, salotto della Fiera.
La Fiera Nazionale del Peperone è la più grande manifestazione dedicata a un prodotto agricolo, e offre eventi gastronomici, culturali, artistici, spettacoli e concerti, e si terrà il 2, 6 e 9 settembre.
Simona Riccio, con il suo background di specializzazione nel biologico e nel settore dell’ortofrutta e agroalimentare, ne sarà una delle protagoniste. Primo appuntamento sarà il 2 settembre prossimo con l’evento intitolato “Dalla pasta alla birra”.
A seguire gli ospiti potranno gustare un aperitivo convenzionato a base di birra Biova e pasta Berruto, presso lo spazio dedicato ben riconoscibile dalla famosa “Ape Berruto”, lato chiesa di San Filippo, vicino al Comune.
Il 6 settembre prossimo si terrà una sfilata etica con la partecipazione della designer ecologica Pasly Art Design (Pasqualina Tripodi) che mostrerà i suoi eco gioielli realizzati con elementi naturali raccolti personalmente, come legnetti, bacche, foglie di fico e scarti alimentari come bucce e pane cristallizzato. L’evento sarà impreziosito dalla partecipazione dell’azienda innovativa DotZero, che si dedica alla realizzazione delle sneakers uniche, prodotte con scarti di lavorazione del legno.
Il 9 settembre prossimo si terrà un emozionante panel dal titolo “Non morirò di fame” con il regista Umberto Spinazzola e il produttore Alessandro Borrelli, per enfatizzare il valore umano del recupero alimentare iniziando dal rispetto per il cibo. Attraverso una storia animata contraddistinta dalla ricerca della bellezza tutti potranno vedere uno scarto. Il panel culminerà con una proiezione speciale del film “Non morirò di fame” presso il cinema Elios di Carmagnola.
Per questo panel è prevista la presenza dell’onorevole Maria Chiara Gadda, testimonial della trasmissione “Parlami di spreco” e presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e prima firmataria della legge 166/16 cosiddetta “antispreco”.
L’ingresso alla proiezione del film al cinema Teatro Elios avverrà alle 19 e sarà scontato grazie alla Promozione del Ministero della Cultura Cinema Revolution.
L’evento costituirà un’opportunità unica per esplorare il tema della sostenibilità nell’ambito della filiera agroalimentare e sarà l’occasione per incontrare il team di “Parla con me”, Simona Riccio e Alessio Criscuolo.
Gli obiettivi principali di ‘Parlaconme’ consistono nel valorizzare, promuovere e tutelare, facendo conoscere, il settore agroalimentare, creando consapevolezza sul ruolo strategico che dovrebbe avere, oltre che suggerendo occasioni di confronto e collaborazione tra i vari attori del sistema.
MARA MARTELLOTTA
Durante il mese di luglio il GAL Escartons e Valli Valdesi ha incontrato le comunità locali in sei occasioni sul territorio in cui opera, per discutere insieme esigenze e idee nuove in vista della pianificazione della strategia del prossimo Piano di Sviluppo Locale 2023-2027
Grande partecipazione ai sei appuntamenti di Open GAL-Aperitivi Rurali, il ciclo di incontri organizzato dal GAL EVV per progettare obiettivi e strategie che ne guideranno le attività da qui al 2027 nella cornice del nuovo Piano di Sviluppo Locale. Con un itinerario sul territorio, da Villar Perosa a Torre Pellice, nel mese di luglio il GAL ha proposto sei occasioni di incontro con le comunità del territorio, con un format semplice ed efficace per discutere insieme idee, proposte ed esigenze e contribuire così attivamente allo sviluppo dei futuri progetti.
Sono state 180 le persone che hanno partecipato agli aperitivi, portando il proprio contributo e dimostrando la voglia di diventare protagonisti nella costruzione di una strategia comune. Le tematiche trattate sono state le più varie: dai servizi alle attività produttive locali, fino alla sostenibilità ambientale e sociale. Questioni molto diverse tra loro, ma ugualmente decisive. Se la crescita di un territorio passa infatti attraverso un’offerta e un’accoglienza turistiche innovative, per essere soddisfacente e di rilievo deve appoggiarsi a un grande lavoro di tutela ambientale e paesaggistica, ma deve anche essere di supporto alle attività produttive tipiche del territorio e promuovere la residenzialità.
Una strategia onnicomprensiva, dunque, che dovrà essere orientata su obiettivi il più possibile mirati ed abilitanti lo sviluppo sostenibile del territorio. La partecipazione registrata mostra quanto possa essere attrattivo ed efficace un format decisamente innovativo e fresco come questo, come sottolineato anche dalla Presidente del GAL EVV, Patrizia Giachero: “Le persone che vivono e operano sul territorio sono state entusiaste di essere interpellate a proposito di specificità, caratteristiche e bisogni della comunità, avendo l’opportunità di contribuire attivamente alla costruzione di un benessere collettivo. Questa iniziativa ha dimostrato tutta la voglia della nostra comunità di essere protagonista, gettando insieme le fondamenta del futuro del territorio”.
Gli Aperitivi Rurali si inseriscono pienamente nella filosofia del Gruppo di Azione Locale, che si caratterizza per il fatto di lavorare in modo partecipativo, promuovendo uno Sviluppo Locale guidato dalle comunità. I progetti futuri saranno dunque risposte concrete a bisogni reali, manifestati ed esplicitati dai veri beneficiari delle azioni del PSL: le persone che abitano il territorio dell’Escartons e delle Valli Valdesi.
Con questa attività, GAL EVV ha dimostrato che per favorire e tutelare la crescita di un territorio occorrono dialogo, ascolto e collaborazione: questi sono gli ingredienti fondamentali per intercettare la pronta partecipazione delle persone e lavorare così a una strategia ben pianificata per i prossimi quattro anni e condivisa. Solo ascoltando e interagendo con chi i territori li vive quotidianamente è possibile incidere davvero sul suo sviluppo e avere un impatto positivo sul benessere delle comunità.
Per questo motivo il percorso continua con nuove tappe che coinvolgeranno altri attori fondamentali del territorio per la definizione della nuova strategia, come sottolineato dalla Presidente Giachero: “Questo non è che l’inizio. Siamo partiti dalle necessità degli attori che vivono e lavorano sul territorio, ora è necessario individuare gli interventi prioritari e allocare le risorse a disposizione nella maniera più funzionale. Abbiamo quindi in programma tre laboratori di animazione territoriale, il 12 e il 13 settembre a Roletto, Sestriere e Chiusa di San Michele, che saranno aperti a enti, associazioni, consorzi e altri portatori di interesse con l’obiettivo di confrontarsi sulle necessità emerse e sulle trasformazioni individuate come importanti durante gli Aperitivi Rurali. Saranno appuntamenti di primaria importanza per lavorare insieme e per presentare, con l’occasione, il bando regionale relativo a LEADER ed ai Gruppi di Azione Locale – SRG06”.