Corteo regionale di protesta contro la caccia selvaggia
Caro direttore, si è svolta sabato 28 ottobre a Torino la manifestazione “Fermiamo la caccia!” dove alcune migliaia di persone hanno sfilato per le vie della città per chiedere alle competenti autorità misure legislative più rigorose in materia di caccia. Il Corteo era organizzato dal Tavolo Animali & Ambiente che raggruppa le più importanti Associazioni ambientaliste e animaliste del Piemonte.
Negli ultimi mesi si è assistito, a livello sia nazionale che regionale, ad uno stillicidio di provvedimenti sfacciatamente a favore del mondo venatorio.
A luglio il Ministero dell’Ambiente ha approvato un Decreto contenente le norme per il contenimento della fauna selvatica: con la scusa di limitare le popolazioni di cinghiale si è, di fatto, concessa un’autorizzazione a sparare sempre e ovunque, anche nei parchi urbani e nella aree protette. E non solo ai cinghiali, ma anche ad altre specie per le quali sia possibile anche solo ipotizzare danni alle attività umane.
Si parla con sempre maggior insistenza della possibilità di abbattere lupi e orsi, basandosi sulla loro presunta pericolosità, ma dimenticando che stiamo parlando, almeno nel caso dell’orso, di specie a palese rischio di estinzione.
Più recentemente, il Governo, nell’ambito di una legge di natura finanziaria, ha elargito altre vergognose concessioni al mondo venatorio, quali ad esempio la possibilità di continuare ad usare munizioni di piombo (estremamente inquinanti e quindi potenzialmente dannose anche per l’uomo) nella maggior parte delle zone umide del Paese. Norma, questa, che è in palese contrasto con un Regolamento comunitario e che molto probabilmente ci costerà una ennesima procedura di infrazione, con salatissime sanzioni che saranno però pagate dalla collettività nel suo complesso. Le Regioni potranno poi ampliare i calendari venatori, estendendoli a specie e periodi in cui invece la caccia dovrebbe essere vietata. E poi ancora da segnalare il ridimensionamento del parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA: la massima autorità scientifica nazionale sulla fauna selvatica) e il depotenziamento della possibilità per le Associazioni ambientaliste di ricorrere ai TAR in caso di palese violazione delle norme presenti nei calendari venatori stilati dalle Regioni.
Né le cose vanno meglio a livello regionale. Nonostante precisi impegni, la Giunta Cirio, dal suo insediamenti, non ha fatto altro che accogliere le istanze del mondo venatorio, anche quelle più assurde e devastanti. Così sono state inserite 7 specie all’elenco di quelle cacciabili, tra cui molte in palese sofferenza se non addirittura a rischio di estinzione (quali per esempio l’allodola e la pernice bianca), è sparita la possibilità, per il proprietario di un fondo, di vietarvi la caccia, si è eliminato ogni limite per l’accoglimento di cacciatori provenienti da altre Regioni, si sono trasformate le aree contigue (ove la caccia è permessa solo ai residenti) in zone di salvaguardia, dove invece possono accedere cacciatori di qualsiasi provenienza.
Una situazione che non può più continuare. I cacciatori rappresentano una sparuta minoranza della popolazione e la loro attività è sempre più invisa alla cittadinanza. E’ quindi ora di smetterla con la sudditanza che il mondo politico dimostra nei confronti delle Associazioni venatorie e di tutto il settore economico che ruota intorno alla caccia.
Per il Tavolo Animali & Ambiente:
Piero Belletti – PRO NATURA Torino
Tavolo Animali & Ambiente – c/o SOS Gaia – Piazza Statuto, 15 10122 Torino
tel. 011 530 846 cell: 338 7196 000 www.animaliambiente.it – info@animaliambiente.it
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Lunedì 30 ottobre 2023
Incontro con Antonella Pannocchia
Moncalieri, ore 17,30
Biblioteca civica Arduino, via Cavour 31
Pagina facebook @bibliomonc
Ridurre al minimo i rifiuti si può: alla biblioteca Arduino di Moncalieri il prossimo lunedì si parla di economia circolare. Si tratta di mettere in piedi un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento, riciclo di materiali, per estendere il ciclo di vita di quanto si produce. E’ il focus dell’incontro in scaletta lunedì 30 ottobre. Interviene Antonella Pannocchia, già dirigente Arpa Piemonte, in dialogo con l’assessore alla Cultura Laura Pompeo. Appuntamento alle ore 17,30 alla biblioteca Arduino (via Cavour 31), ingresso libero fino ad esaurimento posti e diretta facebook.
Al via il piano per completare la trasformazione dell’area di via Giordano Bruno. La Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, ha approvato il Piano Esecutivo Convenzionato (P.E.C.) dell’ambito 12.24 “Mercati Generali”. Sarà l’occasione per contribuire al completamento e alla definizione di un nuovo utilizzo della struttura dell’Ex-Mercato Ortofrutticolo, trasferitosi negli anni ’80 fuori città.
L’area d’intervento individuata è quella relativa a via Giordano Bruno 159 e costituisce, per il vigente Piano regolatore, l’Unità Minima di Intervento della Zona Urbana di Trasformazione 12.24 “Mercati Generali”.
L’iter amministrativo era cominciato con la Variante urbanistica 227, approvata nel marzo del 2011, relativa ai due Ambiti 12.24 “Mercati Generali” e 16.33 “Guala” che aveva definito le modalità di trasformazione. Entrambi gli ambiti sono stati poi oggetto di vendita, attraverso una procedura di cartolarizzazione con asta pubblica.
Con il piano si avvia il percorso che porterà al completamento della riqualificazione di un’area strategica per lo sviluppo della città dove insistono l’insediamento commerciale e congressuale del Lingotto, le aree ferroviarie, il Villaggio Olimpico, frutto di lunga e complessa riconversione, gli investimenti infrastrutturali di accesso alla città, insediamenti come la sede Amiat e le nuova sede della Regione Piemonte e su cui sono in corso progettualità importanti come la complessa trasformazione dell’area ex-Avio tra via Nizza e la ferrovia e la realizzazione del futuro Parco della Salute.
La proposta progettuale, a prevalente destinazione residenziale, prevede la realizzazione di una serie di edifici sui bordi dell’area, con un profilo rettilineo, in particolare sul prolungamento di via Montevideo. L’articolazione degli edifici confermerà, al suo interno, un grande spazio verde a servizio dei numerosi nuclei familiari ed un ulteriore spazio aperto pensato come luogo di incontro per la nuova comunità. Sarà inoltre previsto un parcheggio pubblico in struttura che verrà realizzato tra le arcate dell’ex Moi e il perimetro sud dell’ambito del PEC e che sarà destinato alla mobilità sostenibile, alla sosta di veicoli elettrici e al transito ciclopedonale. Previsto qui anche un sistema di elementi di arredo urbano come aiuole verdi e sedute per agevolare la definizione dei limiti tra ambito pubblico e privato.
Tra le opere di urbanizzazione è previsto il prolungamento di via Montevideo fino a collegarla con via Zino Zini, consentendo così di razionalizzare e semplificare la viabilità di tutta la zona.
“L’approvazione dello strumento urbanistico- commenta l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni– consentirà la futura trasformazione di un’area attualmente inutilizzata e deteriorata, garantendone la totale riqualificazione. Verrà realizzato un nuovo isolato residenziale, corredato da servizi per i cittadini e nuove aree pubbliche, intervenendo su un’area già consumata e garantendo la restituzione di nuovi spazi verdi fruibili e vivibili alla cittadinanza”.
Nell’ambito è presente, nella parte del sottosuolo adiacente a via Giordano Bruno, anche un rifugio antiaereo, di cui la Città manterrà la proprietà per preservarne il valore storico. Dopo un confronto con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Culturali in merito si è infatti deciso di non intervenire sulla struttura del Rifugio che sarà mantenuto nello stato attuale.
“Il divieto è un ostacolo per l’economia reale e per le attività delle imprese”
Anche alla luce delle recenti vicende politiche di carattere internazionale, Confagricoltura Piemonte esprime preoccupazione e perplessità sul divieto previsto dalla nuova PAC di coltivare nello stesso terreno, per due anni consecutivi, lo stesso prodotto, per ragioni di tutela ambientale e sostenibilità.
“Riteniamo che tale divieto sia fortemente penalizzante per gli imprenditori agricoli e per il Made in Italy in generale” dichiara il presidente Enrico Allasia e precisa “In un Paese in cui il contesto culturale e alimentare è profondamente diverso tra nord e sud, applicare indistintamente l’avvicendamento colturale comporta notevoli difficoltà socio – economiche”.
Ad essere coinvolte in prima linea in Piemonte sono le filiere cerealicole – foraggere e a cascata la zootecnia, per la quale tali coltivazioni sono prettamente destinate (si pensi che nel 2022 la superficie totale di mais, in Regione, è stata pari a 130.420 ettari).
Confagricoltura Piemonte sottolinea come questa PAC sia sempre meno orientata al mercato: in un quadro segnato da grandi incertezze, l’Italia, forte delle sue tradizioni, costituisce un modello per i Paesi del Mediterraneo e, in un’ottica di aumento della popolazione e di lotta contro la fame, ha grandi potenzialità per incrementare la sua capacità produttiva. “Si tratta in primis di sicurezza e qualità alimentare: vanno rispettate pedissequamente tutte le regole sulle importazioni, soprattutto da quei Paesi come il Brasile per la soia, la Turchia per il grano e l’India per il riso, che si sono affacciati ai nostri mercati come novelli esportatori”.
“È poi una questione di indipendenza alimentare: è fondamentale la salvaguardia del potenziale produttivo agricolo italiano, lasciando l’imprenditore libero di scegliere, valutare cosa sia più conveniente fare, anche dal punto di vista agronomico, oltre che da quello meramente economico” fa notare Allasia.
Sulla delicata questione, Confagricoltura Piemonte ha raccolto le perplessità dagli imprenditori agricoli riguardo le semine del 2024, incerte a causa del vincolo di lasciare il 4% di un terreno a riposo: quest’operazione comporta una perdita economica per l’agricoltore, che oltretutto su quella porzione paga le tasse. Così come le pratiche di sovesciamento che prevedono coltivazioni intermedie, che non vengono portate a fine ciclo ma arate e sotterrate prima della maturazione, garantendo sì al terreno un apporto di azoto e sostanze organiche utili alla coltura successiva ma non portando alcun beneficio economico per l’agricoltore, dal momento che quella produzione non viene né raccolta, né tantomeno venduta.
Le piste forestali, vale a dire viottoli e stradine tracciati all’interno dei boschi, potrebbero essere gestiti direttamente dai Comuni. È stato detto in quinta Commissione, presieduta da Angelo Dago, dove si è svolta la discussione generale sulla proposta di legge che intende modificare le norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell’assetto ambientale.
Il presidente ha infatti chiesto un tavolo informale di lavoro con l’assessorato sui vari temi toccati dalla Pdl e, in particolare, “sul trasferimento delle competenze ai Comuni nella gestione delle piste forestali”.
Silvana Accossato (Luv) si è detta “preoccupata per la sostenibilità ambientale delle deroghe, previste dal testo, a favore di manifestazioni motoristiche in percorsi fuoristrada”, oltre che per la reale capacità di gestione dei piccoli comuni di tematiche così delicate.
Carlo Riva Vercellotti ha chiesto di completare l’articolato con una norma che “richiami le finalità della legge e promuova una semplificazione delle leggi regionali che regolano l’accessibilità alle strade e piste ad uso agro-silvo-pastorale e sui percorsi fuoristrada.”
Secondo Valter Marin (Lega) la proposta in discussione è necessaria per aggiornare la legge del 1982, sebbene rimanga una buona legge in un ambito complesso e delicato. È importante dare più autonomia di scelta ai singoli comuni per responsabilizzarli sulle scelte di un territorio che ben conoscono.
Federico Perugini (Lega), primo firmatario del provvedimento, si è dichiarato disponibile a lavorare sugli emendamenti, tenendo conto delle osservazioni arrivate dalle consultazioni, dal Cal e dall’assessorato. “Vogliamo un testo di buon senso per contemperare la tutela del territorio e l’autonomia dei Comuni, evitando il rischio di impugnativa”.
Sono stati nominati relatori del provvedimento Perugini, Accossato e Sean Sacco (M5s).
Se ne discute martedì 14 novembre in piazza dei Mestieri alla presenza di Carlo Giacometto e Claudia Porchietto
Obiettivo Piemonte presenta il libro dal titolo “INTELLIGENZA ARTIFICIALE E NOI? UNA SFIDA ALLA NOSTRA UMANITÀ”. La sede di presentazione sarà Piazza dei Mestieri, in via Jacopo Duranti nella Sala Polifunzionale, martedì 14 novembre alle ore 18.30.
Parteciperanno Carlo Giacometto, presidente di Obiettivo Piemonte, Claudia Porchietto, presidente diSmartCommunitiesTech, Antonio Palmieri, Fondatore e presidente Fondazione Pensiero Solido. Moderatrice la giornalista Cinzia Gatti.
Si tratta di una raccolta di venticinque contributi chiari e comprensibili a tutti, testi brevi, che focalizzano i punti chiave del rapporto tra l’uomo e l’intelligenza artificiale. Pensatori laici e religiosi, accademici, ricercatori, esponenti delle grandi aziende tecnologiche, ricercatori sociali, tecnologi, imprenditori, professionisti e manager si sono confrontati su questo tema rispondendo a domande quali il modo in cui possiamo orientarci tra scenari apocalittici e concezioni salvifiche della tecnologia. Ci si è interrogati anche sul modo di capire potenzialità e rischi dell’intelligenza artificiale.
Mara Martellotta

Nel secondo trimestre del 2023 il mercato immobiliare residenziale continua a dare segnali di rallentamento, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate analizzati dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa.
Le compravendite a livello Italia mettono in evidenza una contrazione del 16%, più marcata rispetto a quanto registrato nel primo trimestre dell’anno in corso. Si sono realizzate 184.110 transazioni.
| Compravendite Immobiliari residenziali nel secondo trimestre 2023
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| Secondo trim 2022 | Secondo trim 2023 | Var % | |
| Bologna | 1.998 | 1542 | -22,8% |
| Firenze | 1.579 | 1.333 | -15,6% |
| Genova | 2.626 | 2.248 | -14,4% |
| Milano | 7.919 | 6.568 | -17,1% |
| Napoli | 2.295 | 2.173 | -5,3% |
| Palermo | 1.802 | 1.714 | -4,9% |
| Roma | 11.642 | 9.144 | -21,5% |
| Torino | 4.447 | 3.965 | -10,8% |
| ITALIA | 219.082 | 184.110 | -16,0% |
| Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati Agenzia delle Entrate | |||
Meglio, ancora una volta i comuni non capoluogo, rispetto a quelli capoluogo con un calo leggermente inferiore: -15,4% contro -17,2%.
Le metropoli mettono a segno una riduzione dei volumi del 16,4%, allineata al dato nazionale. Spiccano i cali di Bologna (-22,8%), Roma (-21,5%) e Milano (-17,1%). Fanno meglio Palermo e Napoli rispettivamente con -4,9% e -5,3%.
I dati, affermano dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, mostrano che il mercato immobiliare si trova in una fase di sensibile rallentamento: l’aumento dei tassi di interesse e l’incertezza generale creano prudenza nei potenziali acquirenti, soprattutto in chi deve ricorrere a un mutuo. Infatti, dal lato creditizio si registra una contrazione della domanda e istituti di credito con maggiore attenzione alla solvibilità dei richiedenti. Gli investitori, secondo le analisi sulle compravendite realizzate dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa, continuano ad animare il mercato, ma solo se la marginalità e la redditività dell’operazione sono garantite. Contribuisce alla riduzione delle compravendite anche un’offerta ancora esigua e la distanza tra le richieste dei proprietari e la disponibilità dei potenziali acquirenti che portano a una maggiore trattativa sui prezzi (che stanno rallentando la crescita).
Le previsioni del Gruppo Tecnocasa per la fine dell’anno restano su volumi intorno a 680 mila transazioni.
Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa
Agenzia Piemonte Lavoro: in cinque anni si è passati da trenta dipendenti a novecento: è il dato principale per quanto concerne l’Agenzia, che offre servizi specializzati nella ricerca e selezione del personale.
Nell’anno in corso, è stato spiegato dall’assessore Elena Chiorino, si sta procedendo al consolidamento del piano di potenziamento dei Centri per l’impiego, per poi partire con la fase dello sviluppo il prossimo anno.
Il dato è emerso nel corso della terza Commissione, presieduta da Claudio Leone che, al termine delle illustrazioni delle materie di competenza, ha espresso a maggioranza (il Pd ha solo garantito la presenza in Aula) parere consultivo favorevole al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2024-2026.
Artigianato e cooperazione
La programmazione per il settore dell’artigianato, come ha spiegato l’assessore Andrea Tronzano, procederà con il criterio della continuità, con la disponibilità per il 2024 di risorse importanti.
Una delle principali novità riguarda i contributi per le aziende artigiane per partecipare alle fiere, estesi a favorire la presenza a tutte le rassegne ritenute opportune sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda la cooperazione, ha proseguito Tronzano, c’è grande attenzione nel rafforzare e valorizzare le cooperative.
Per il 2024 per le imprese cooperative saranno disponibili 400mila euro per gli aumenti di capitale, e verranno infine riattivati i Centri di consulenza tecnica (Cct).
Formazione e lavoro
Ad esclusione dei fondi europei, per il periodo 2024-2025 la Regione ha previsto 43 milioni di euro annui per le politiche del lavoro, mentre per la formazione si potrà contare su 60milioni e mezzo ogni anno.
L’assessore Elena Chiorino, dopo aver premesso che si punta sempre più alla governance del sistema informativo regionale, attraverso la semplificazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese, tra i vari temi del suo intervento ha toccato quello dell’istruzione tecnica superiore per rispondere alle domande delle imprese sulle nuove competenze tecnologiche per quanto riguarda l’innovazione, e quelli del sostegno all’occupazione e del contrasto alla dispersione scolastica.
Per rispondere al fabbisogno occupazionale e alla richiesta delle competenze per le imprese strategiche, la Regione punta sul nuovo modello didattico-organizzativo dell’“Academy di Filiera”, coinvolgendo direttamente le stesse imprese nel sistema formativo. Delle undici previste, due sono già operative in via sperimentale, mentre il bando per le rimanenti nove scadrà il prossimo 22 novembre.
Per delucidazioni è intervenuta Monica Canalis (Pd).
La Commissione ha quindi espresso a maggioranza dei presenti parere preventivo favorevole sulla proposta di deliberazione sul piano delle attività 2023 e sul consuntivo delle attività svolte nel 2022.
Lavoratori del Carrefour
La Commissione ha infine ricevuto in audizione, su richiesta di Canalis (Pd) le organizzazioni sindacali Uiltucs, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, insieme ad una delegazione di lavoratrici e lavoratori del Carrefour, catena di supermercati e ipermercati francese.
Al centro delle preoccupazioni c’è il piano di trasformazione dei punti vendita da gestione diretta a franchising con soggetti privati.
Carrefour è presente soprattutto in Piemonte e Lombardia, nella nostra regione ci sono 36 punti vendita con circa duemila lavoratori.
Per acquisire informazioni sono intervenuti Francesca Frediani (M4o), Canalis (Pd), Silvio Magliano (Moderati), Carlo Riva Vercellotti (Fdi), Valter Marin (Lega), Sarah Disabato (M5s) e Leone.