Inizia la vendita dei biglietti per tutti gli spettacoli del 2017
Sabato 12 novembre alla Biglietteria del Teatro Regio (dalle 10,30 alle 16) inizia la vendita dei biglietti per tutte le recite dei seguenti titoli:
Katia Kabanova di Leoš Janáček. In scena dal 15 al 23 febbraio 2017
Manon Lescaut di Giacomo Puccini. In scena dal 14 al 26 marzo 2017
L’incoronazione di Dario di Antonio Vivaldi. In scena dal 13 al 23 aprile 2017
Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart. In scena dal 16 28 maggio 2017
Macbeth di Giuseppe Verdi. In scena dal 21 giugno al 2 luglio 2017
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Inoltre, prosegue la vendita dei biglietti per tutte le recite di: Sansone e Dalila – West Side Story – La bella addormentata e Pagliacci.
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Biglietteria Teatro Regio
Piazza Castello 215 – Torino
Tel. 011.8815.241/242
biglietteria@teatroregio.torino.it
da martedì a venerdì: 10.30-18
sabato: 10.30-16
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Per ulteriori informazioni e approfondimenti su tutte le attività del Regio www.teatroregio.torino.it.
(Foto: il Torinese)

Lenti avanzammo su di quel grigio asfalto
Ti sarai ormai decomposto
Presso l’Associazione LaborART di Piedimulera (Vb) si inaugurerà sabato 12 novembre la mostra ““I Longoni”, con opere di Alberto Longoni, Lidia Josepyszyn Longoni, Elisa Longoni. La presentazione dell’evento sarà a cura di Giuseppe Possa e Michela Cerizza.
Piedimulera (Orari: da giovedì a domenica 16,00/19,00- o su appuntamento telefonico 349.3991962 – 342.7554065). Capostipite di questa famiglia di artisti – con la moglie e la figlia – Alberto Longoni (nato a Milano nel 1921 e morto a Miazzina nel 1991) scrisse ed illustrò libri ( tra i quali “Il gioco delle perle di vetro” di Hermann Hesse, una delle opere che contribuirono ad attribuire all’autore di “Siddharta” il Nobel per la letteratura ), eseguì incisioni, graffiti ( dipinti, illustrò
riviste italiane e straniere, copertine di dischi, realizzò multipli, ceramiche, sculture e collaborò all’architettura di giardini. Durante la guerra , militare a Creta, fu fatto prigioniero dei tedeschi e internato in Germania nel campo di concentramento di Buchenwald,
a due passi da Weimar, dove incontrò una ragazza polacca, Lidia Josepyszyn, diventata poi sua moglie. Un’ esperienza durissima, terribile, che si può leggere nella prima sala del Museo Monumento al Deportato di Carpi, dove si trova un suo graffito grande come tutta la parete che raffigura centinaia di deportati. L’occasione offerta dalla mostra di Piedimulera è dunque un vero e proprio evento che – seppur per sole tre settimane – consentirà di ammirare alcune opere di grande interesse e rilievo culturale e artistico come raramente capita agli appassionati d’arte.


Andrà in scena al Teatro Regio di Torino dal 15 al 26 novembre prossimi l’opera simbolo di Camille de Saint Saens, Sansone e Dalila, presentata nel nuovo allestimento in coproduzione con il China National Centre for Performing Arts di Pechino
Documenti), lo storico Somaini, ha fatto un ritratto del libro, definendolo “un romanzo, come se fosse un saggio” : un romanzo storico, che tocca temi di grande attualità, partendo da Otranto (e dalla strage compiuta dai turchi nel 1480): altre storie simili, precedenti e successive, come saccheggi, violenze e uccisioni, non finiscono mai: la prova lampante “…. è il nuovo assalto dello Stato Islamico all’umanità”. La decapitazione (da parte dei turchi) di 813 otrantini, che rifiutarono di rinnegare la propria fede, ricordano purtroppo molto delitti identici perpetrati di recente. “Si tratta di un periodo storico affascinante” ha aggiunto poi lo stesso Cerfeda “ i governatori che troverete sono insieme
capi di stato e artisti” e ancora…”i personaggi di allora assomigliano a quelli di oggi, Otranto è un’allegoria del presente: il sangue che scorreva allora è lo stesso che scorre oggi”. L’autore ha fatto riferimento anche agli avvenimenti di attualità riguardanti l’Isis, alla conferenza stampa di Papa Francesco sull’aereo di ritorno dalla Corea (Agosto 2014), in cui, per la prima volta, parla dell’aggressione dell’Isis alle minoranze religiose in Iraq e Siria ed osserva che
Quest’oggi sono approdato su un’isola costellata di costruzioni di pietra calcarea. Arroccata su per il promontorio, la città è integra, ma disabitata. Ho abbandonato i miei uomini per raggiungere la solitudine di cui ho bisogno per ritrovarVi. Raggiungo il culmine della collina salendo la via lentamente e respirando a pieni polmoni. La cattedrale bianca si staglia contro il cielo turchino. Lo squarcia con la sua maestosità. Il sole crea effetti mistici….. “.Così si legge in “ Tutte le parole del mare ”, il romanzo della giovane Moka (alias Monica Zanon), edito da Arpeggio Libero. Il libro è stato presentato nella Biblioteca di Lesa, sul Lago Maggiore, località di cui è originaria anche l’autrice. “Di lei
conoscevamo le poesie” ha detto Lucini all’inizio della presentazione “