Vol.To ETS e ARCI, supporto alle associazioni

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Si rafforza la rete del Terzo Settore torinese grazie al protocollo d’intesa firmato venerdì 10 aprile tra Vol.To ETS e ARCI Torino APS. Un accordo che mette a sistema competenze, reti e strumenti, con l’obiettivo di ampliare e qualificare i servizi a disposizione delle associazioni del territorio.

Il protocollo definisce una collaborazione operativa tra Vol.To ETS e ARCI Torino APS che rafforza in modo concreto il supporto alle associazioni. Vol.To garantisce l’accesso ai servizi del Centro Servizi per il Volontariato – formazione, consulenza e accompagnamento – ampliandone la qualità grazie all’integrazione di competenze specialistiche messe a disposizione da ARCI, mentre ARCI affianca direttamente le associazioni della propria rete, supportandole nelle pratiche e nei percorsi di accreditamento necessari per accedere a questi servizi. L’accordo prevede, inoltre, l’attivazione di uno sportello stabile di orientamento, percorsi formativi dedicati e consulenze su ambiti chiave come gestione degli spazi, sicurezza, somministrazione e spettacolo dal vivo, oltre a interventi di accompagnamento alla messa a norma delle sedi associative. Le due realtà lavoreranno così in modo coordinato alla programmazione e al monitoraggio delle attività, anche attraverso una commissione dedicata, con l’obiettivo di rendere i servizi più efficaci e aderenti ai bisogni delle associazioni.

Il protocollo si rivolge in particolare alle Associazioni di Promozione Sociale (APS), realtà molto diffuse sul territorio che promuovono attività culturali, sociali e ricreative, offrendo un supporto continuativo lungo tutto il percorso operativo, dall’orientamento iniziale alla gestione delle pratiche. Per i volontari questo significa entrare in contesti più strutturati e organizzati, con maggiori opportunità di crescita e partecipazione. La collaborazione tra Vol.To e Arci Torino mette in rete competenze diverse per semplificare i processi e rafforzare in modo concreto la capacità delle associazioni e dei volontari di operare sul territorio.

Stefano Meneghello, Presidente di Vol.To ETS ha commentato così questa nuova collaborazione: «Questa intesa rappresenta un passo avanti nel modo di lavorare del Terzo Settore sul territorio. Sempre più spesso le sfide che le associazioni affrontano richiedono competenze specifiche e risposte integrate: nessun ente, da solo, può presidiare tutti gli ambiti. Per questo abbiamo scelto di costruire una collaborazione strutturata con una realtà importante come ARCI Torino, che ha una storia lunga e radicata nell’associazionismo culturale e sociale del territorio e che nel tempo ha accompagnato la crescita di centinaia di circoli e che vanta una comunità di oltre 80.000 soci. Mettere insieme esperienze diverse significa rafforzare ciò che già esiste e renderlo più efficace. Crediamo da sempre che il futuro del volontariato passi proprio da qui: dalla capacità di fare rete, condividere competenze e costruire percorsi comuni che aumentino la qualità delle attività e l’impatto sociale sul territorio».

Così Daniele Mandarano, Presidente di Arci Torino: «Questo protocollo rappresenta un risultato importante per l’associazionismo del territorio, perché mette in sinergia esperienze, competenze e strumenti diversi, rafforzandone la capacità di risposta. Per Arci Torino, la collaborazione con Vol.To, realtà importante, riconosciuta e autorevole, è particolarmente significativa perché consente di costruire un’alleanza concreta capace di rendere più forte, più accessibile e più qualificato il supporto alle associazioni. Questo accordo dà così forma concreta al valore mutualistico dell’associazionismo, che consiste proprio nel condividere strumenti, competenze e capacità di supporto per rafforzare l’insieme della comunità associativa. In questa logica, servizi e accompagnamento non sono un elemento accessorio, ma una condizione che consente di rendere più libero il volontariato, alleggerire associazioni e collettivi dalle complessità più gravose e metterli in condizione di esprimersi meglio, con più forza e più autonomia, nella promozione di socialità, cultura e partecipazione».

Attacchi informatici nel mirino: Polizia Postale e Politecnico di Torino uniscono le forze

Questa mattina, presso la Questura di Torino, è stato rinnovato il Protocollo d’Intesa tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Piemonte e Valle d’Aosta e il Politecnico di Torino, con l’obiettivo di rafforzare le attività di prevenzione e contrasto ai crimini informatici.

Il rinnovo conferma la volontà delle parti di proseguire una collaborazione già rivelatasi efficace, orientata alla tutela delle infrastrutture sensibili del territorio dalle minacce cyber. L’intesa si inserisce in un contesto più ampio di cooperazione tra potenziali obiettivi di attacchi informatici, favorendo la condivisione e l’analisi di informazioni utili a ridurre rischi e impatti.

L’accordo è stato rinnovato alla presenza del Questore di Torino, dott. Massimo Gambino, della dirigente del COSC Piemonte e Valle d’Aosta, dott.ssa Assunta Esposito, e del Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati. Esso punta a consolidare e sviluppare ulteriormente il lavoro svolto nel precedente triennio, potenziando lo scambio informativo e contribuendo all’innalzamento degli standard di sicurezza cibernetica. Particolare attenzione è rivolta al fattore umano, riconosciuto come uno dei principali punti di vulnerabilità dei sistemi digitali.

Tempestività e circolarità delle informazioni rappresentano i pilastri strategici del Protocollo: la condivisione delle conoscenze sulle minacce informatiche è infatti fondamentale per attuare risposte operative efficaci e gestire eventuali situazioni di emergenza.

Elemento centrale dell’intesa è inoltre la formazione congiunta. Anche per il nuovo triennio saranno promossi momenti di confronto tra gli specialisti della Polizia Postale e il personale del Politecnico di Torino, con l’obiettivo di approfondire i rischi più attuali legati all’uso delle tecnologie e rafforzare la consapevolezza e la resilienza rispetto alle minacce cyber.

Fondato nel 1906 e con origini che risalgono al 1859, il Politecnico di Torino è oggi riconosciuto a livello internazionale come una delle principali università tecniche europee, con oltre 38.800 studenti provenienti da 122 Paesi. L’Ateneo rappresenta un centro di eccellenza nella formazione e nella ricerca nei settori dell’ingegneria, dell’architettura, del design e della pianificazione, mantenendo strette relazioni con il sistema socio-economico.

Il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per Piemonte e Valle d’Aosta svolge invece un ruolo fondamentale nella protezione delle infrastrutture informatiche critiche a livello territoriale, in coordinamento con il C.N.A.I.P.I.C. (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche). Grazie a una sala operativa attiva 24 ore su 24, rappresenta inoltre un punto di riferimento anche a livello internazionale per la gestione degli eventi critici.

I brani inediti di Saba Anglana e UConsolo

L’ensemble di fiati UConsolo, diretto e ideato da Fabio Barovero, affiancato dalla voce della cantautrice Saba Anglana, realizzerà in collaborazione con l’Orchestra Fiati Città di Collegno, diretta da Gianluca Calonghi, un album di brani inediti che sarà presentato pubblicamente al termine di tre giorni di prove e registrazioni dal vivo, condotte nella cornice della Chiesa di Santa Pelagia, nel cuore di Torino.

Il nome “UConsolo” richiama una pratica antica del Sud Italia: l’offerta di cibo ai familiari di un defunto, simbolo di conforto nei giorni in cui il focolare domestico si spegne per il lutto. Questo gesto è trasposto in musica come nutrimento emotivo.

Da questa radice arcaica nasce un repertorio che unisce la tradizione bandistica mediterranea alle molteplici influenze culturali.

I testi, scritti e interpretati da Saba Anglana in diverse lingue, raccontano di cura, perdita, memoria e rinascita. Un’esperienza musicale e teatrale che fonde il folk con le marce funebri, la musica sacra e colta con le composizioni più contemporanee.

UConsolo” restituisce alla banda il suo valore originario di presidio culturale e coesivo, capace di risvegliare memorie collettive e alimentare un dialogo tra culture e generazioni.

La scelta della Chiesa di Santa Pelagia non è casuale: luogo di culto, oggi centro filantropico e culturale attivo, rappresenta un punto di incontro tra spiritualità, accoglienza e rigenerazione urbana.

Nel progetto UConsolo, la banda di fiati non è il residuo folclorico di una tradizione decorativa, né un’operazione di richiamo nostalgico e modaiolo. È, al contrario, il cuore pulsante di un linguaggio musicale colto, necessario e profondo. Questo progetto rappresenta l’evoluzione di un percorso iniziato da Fabio Barovero oltre vent’anni fa con la Banda Ionica: un lavoro rigoroso e visionario che ha saputo ridare dignità culturale a una forma musicale spesso relegata ai margini del sistema artistico ufficiale.

UConsolo rilancia la banda in una dimensione alta, attuale, cosciente. Ne rivendica il potenziale espressivo, il valore rituale, la forza evocativa come voce collettiva capace di affrontare temi universali – il lutto, il conforto, la memoria, la pace – con un linguaggio empatico ed accessibile. È una banda che respira e fa respirare, che parla molte lingue e molte anime, che fonde studio e istinto, radici e visione. Un atto culturale che interroga il presente e lo attraversa con la profondità di un respiro condiviso: azione necessaria in un tempo in cui la smaterializzazione dell’esperienza, l’iperconnessione e l’intelligenza artificiale ridefiniscono il nostro rapporto con il corpo e la comunità. Il concerto si propone come risposta umana e incarnata: un atto di presenza, di respiro condiviso, di ascolto collettivo. In un’epoca attraversata dal rumore della guerra e dalla frammentazione sociale, la banda si fa corpo sonoro e civile, spazio di pace, rito laico di riconnessione tra persone, culture, generazioni.

LA STAGIONE MUSICALE DI SANTA PELAGIA
Direttore Artistico: M° Valentina Lombardo

I concerti e gli eventi in programma a Santa Pelagia dall’ 8 ottobre 2025 all’ 1 luglio 2026 offrono un ventaglio unico e assolutamente originale di declinazioni sonore, provenienti tanto dal repertorio classico quanto dal panorama contemporaneo, raccolte e ulteriormente approfondite all’interno di varie sezioni tematiche.

New Taste” è la parte dedicata ad aprire uno sguardo nuovo sulle trasformazioni in atto all’interno della musica di oggi attraverso le esibizioni dei compositori e degli interpreti più talentuosi del nostro tempo.

Contatti Sonori” è invece lo spazio pensato per incontrare la contaminazione tra i generi, spaziando dalla classica al tango fino al cantautorato pop con l’obiettivo di mescolare pubblici diversi e aumentare il grado di condivisione attraverso l’esperienza musicale.

Voxonus Festival XIV Edizione” è la stagione di produzione dell’Orchestra Sinfonica di Savona dedicata alla musica barocca. L’itinerario di quest’anno in collaborazione con Fondazione Collegio Universitario Renato Einaudi ripercorre rotte culturali del passato e del presente, sviluppandosi tra Liguria, Piemonte e Puglia.

Itinerari di Santa Pelagia” è la sezione dedicata alla conoscenza della storia di Santa Pelagia grazie allo sguardo prezioso delle guide Somewhere Tours & Events che guideranno il pubblico alla scoperta delle attrazioni e degli aneddoti che si celano dietro questi luoghi, testimonianza del nostro ricco patrimonio culturale. In questo caso il repertorio musicale è affidato ai musicisti del Liceo Musicale Cavour.

Intrecci Musicali” è una rassegna concertistica di Fondazione OMI in collaborazione con il Conservatorio G. Verdi di Torino che vanta una storia decennale. La sua peculiarità è di essere un intreccio a più livelli di suoni, vocali e strumentali, solistici e operistici, di epoche e di enti che vogliono guardare al futuro valorizzando il talento dei giovani.

Santa Pelagia Kids” è invece un gruppo di appuntamenti che offre ai grandi la possibilità di condividere la gioia e il fascino della musica con i loro piccoli. Un originale percorso culturale nel quale la tematicità degli incontri e l’elemento extra musicale diventano motivo di coinvolgimento appositamente ideato per un pubblico giovane.

Saba Anglana e UConsolo

Concerto + Registrazione dal Vivo

Musiche originali di Fabio Barovero

Direzione Orchestra Gianluca Calonghi

In collaborazione con l’Orchestra Fiati Città di Collegno

Sabato 18 aprile 2026 – ore 21

Coro di Santa Pelagia, via San Massimo 21 – Torino

(ingresso libero su prenotazione)

Giornata Mondiale dell’Arte a Torino: nuova frontiera del benessere psicofisico

 

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Arte, una ricorrenza che invita a riflettere su come la creatività non sia solo un esercizio estetico, ma un pilastro fondamentale per la qualità della nostra vita.

Guardare un’opera d’arte, infatti, attiva processi biologici e psicologici profondi che influenzano direttamente il nostro equilibrio interiore.

Perché l’Arte genera Benessere: La Scienza dello Sguardo

Il piacere che proviamo davanti a un quadro non è soggettivo, ma ha radici neurologiche.

La neuroestetica, una disciplina scientifica nata alla fine degli anni ’90, studia proprio cosa accade nel cervello quando contempliamo la bellezza. 

Secondo il professor Semir Zeki della University College London, l’esposizione a un’opera d’arte che consideriamo “bella” provoca un rilascio immediato di dopamina nella corteccia orbito-frontale, la stessa area legata al desiderio e agli stati di appagamento.

Inoltre, una ricerca dell’Università di Westminster ha evidenziato come una breve sosta in una galleria d’arte durante la pausa pranzo possa ridurre drasticamente i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. 

Questo accade perché l’arte induce quello che gli psicologi chiamano “stato di flusso” (flow), un’immersione totale che interrompe il flusso di pensieri negativi o ansiosi, regalando alla mente una pausa rigenerativa.

Capolavori come Specchi dell’Anima

Alcuni quadri, più di altri, sembrano progettati per generare questo senso di armonia. Pensiamo alla “Donna in blu che legge una lettera” di Johannes Vermeer, capolavoro fiammingo attualmente esposto a Torino. La precisione della luce e la staticità della scena invitano chi guarda a una forma di contemplazione lenta, che stabilizza il battito cardiaco.

Allo stesso modo, le astrazioni di Mark Rothko o le ballerine di Edgar Degas lavorano sulla nostra percezione del colore e del movimento. Se Rothko permette una sorta di meditazione cromatica che espande la consapevolezza emotiva, il dinamismo di Degas ci connette con l’energia e l’eleganza del corpo umano, stimolando i nostri neuroni specchio e facendoci “sentire” la grazia della danza.


Torino: Guida Completa alle Mostre in Città

In questa giornata speciale, Torino offre una mappa ricchissima di luoghi dove sperimentare questo benessere visivo. Ecco tutte le mostre che potete visitare per riconnettervi con la bellezza:

  • Palazzo Madama: Ospita l’iconica “Donna in blu che legge una lettera” di Vermeer, in prestito dal Rijksmuseum. Un’occasione irripetibile per vivere il silenzio dipinto del maestro olandese.
  • Musei Reali (Sale Chiablese): Presentano la mostra “Guercino. Il mestiere del pittore”, un viaggio nel Barocco tra drammaticità e maestria tecnica.
  • GAM – Galleria d’Arte Moderna: Propone l’esposizione dedicata a Italo Cremona, intitolata “Tutto il resto è profondità”, per esplorare il lato visionario del Novecento torinese.
  • MAO – Museo d’Arte Orientale: Continua la straordinaria installazione di Chiharu Shiota, “The Soul Trembles”, dove fili intrecciati creano spazi onirici di rara intensità.
  • CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia: Celebra il genio di Edward Weston, mostrando come l’occhio del fotografo possa trasformare un semplice vegetale o un paesaggio in pura geometria artistica.
  • OGR Torino: Esplora il confine tra uomo e macchina con “Electric Dreams”, una rassegna dedicata all’arte digitale e tecnologica d’avanguardia.
  • Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: Inaugura proprio oggi le personali di Diego MarconXin LiuPeng Zuqiang e Mohammed Sami, punti di riferimento per l’arte contemporanea internazionale.
  • Mastio della Cittadella: Un’ampia retrospettiva su Edgar Degas, che analizza il suo rapporto con la pittura, il disegno e la scultura.
  • Galleria Elena Salamon: Per un tuffo nell’Oriente con le stampe di Hokusai, Hiroshige e Utamaro, maestri del “mondo fluttuante”.

Un Invito alla Contemplazione

Abbandonare per un momento lo schermo dello smartphone per immergersi in una sala museale non è un semplice svago. È un atto di cura verso la propria mente.

Cristina Taverniti

Simone Fissolo: “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini”

Simone Fissolo, autore del libro “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini”, è Consigliere comunale della Città di Torino dal 2021, membro della rete dei Consiglieri locali dell’Unione Europea e già Presidente dell’Associazione nazionale Gioventù Federalista Europea

 

Com’è nata in Lei la passione per la politica e quando ha avuto la percezione che sarebbe diventata la Sua attività predominante?

Ho incontrato la politica a Ventotene, nel 2010, come giovane studente universitario. Partecipai a un seminario di formazione politica che si svolgeva proprio a Ventotene, che rappresenta un’isola particolare, la culla d’Europa, il luogo in cui venne scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni il manifesto omonimo, che aveva per titolo “Per un’Europa libera e unita”, dal quale rimasi profondamente colpito. Da quel momento cominciai a partecipare attivamente a un’organizzazione politica apartitica che si chiama Movimento Federalista Europeo, ispirato al Manifesto di Ventotene. In seguito, portai questa esperienza a Torino e cominciai a fare formazione politica ai ragazzi e alle ragazze delle scuole. Inoltre, misi in piedi una collaborazione con la Provincia di Torino, che ha uno sportello che si chiama Europe Direct, lo sportello dell’Unione Europea sul territorio, attraverso la quale contribuii a portare nelle scuole incontri sui temi dell’Europa e della consapevolezza di una cittadinanza europea.

Ha scritto un libro dal titolo “Voto, dunque sono-un metodo per diventare cittadini”. Sembra che il suo personaggio rappresenti una sorta di giovane Simone Fissolo…

L’obiettivo del libro è quello di raccontare la storia di una persona che decide di occuparsi della comunità, dei compagni di classe, della scuola e, in generale, della “res publica” (la cosa pubblica). Marco, il personaggio del libro, è sicuramente un giovane Simone Fissolo, ma potrebbe rappresentare chiunque sia veramente interessato al bene pubblico. Mi piacerebbe che ci si identificasse con Marco per capire che ci sono troppi pochi cittadini realmente intenzionati a occuparsi della cosa pubblica. Questo è un libro che vide la luce già otto anni fa. Ora, anche per il ruolo istituzionale che rivesto, essendo Consigliere comunale della Città di Torino con i Moderati, ho voluto modificarlo e aggiornarlo in una nuova pubblicazione (avvenuta nel 2025), che potesse evidenziare quanto la partecipazione politica dei cittadini torinesi sia in questo periodo storico scarsa, con il desiderio di ravvivare una passione politica che ha sempre contraddistinto il territorio.

A chi si rivolge il libro?

Essendo un libro che desidera fornire al cittadino un quadro delle competenze delle specifiche istituzioni: Circoscrizioni e Giunta Circoscrizionale, Consiglio Comunale e Giunta Comunale, Consiglio Regionale e Giunta Regionale, quindi un manuale che deve aiutare il cittadino a orientarsi nel modo più semplice possibile a livello comunicativo, si rivolge a tutte le fasce d’età, a partire dai giovani adolescenti, che rappresentano il futuro della città e dell’intero Paese.

Quindi il suo libro ha un intento di ricostruzione rivolto al futuro…

La conclusione dell’ultimo libro scritto dal co-direttore del Financial Times, Martin Wolf, “La crisi del capitalismo democratico”, identifica nella ricostruzione della cittadinanza la chiave per salvarci, salvare le democrazie liberali nelle quali viviamo. Ecco, penso che questo mio libro comunichi ad alta voce l’esigenza di tornare a interpretare, politicamente e socialmente, il ruolo del cittadino.

Il libro “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini” verrà presentato giovedì 16 aprile al Polo del ‘900, a Torino, in via del Carmine 14, presso lo Spazio incontri, alle ore 17.30, con l’intervento dell’autore e dell’editorialista Marco Zatterin.

 

Mara Martellotta

Scippo in monopattino a Cit Turin

La gente e’ stanca e chiede una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine.

Nel pomeriggio di ieri, nel quartiere Cit Turin, tra corso Francia e via Goffredo Casalis, si è verificato l’ennesimo episodio di microcriminalità che riaccende l’allarme tra i residenti. Una donna è stata vittima di uno scippo mentre camminava lungo il marciapiede, nei pressi della pista ciclabile. Secondo le prime ricostruzioni, un ragazzo a bordo di un monopattino, che procedeva proprio sulla ciclabile, si è avvicinato rapidamente alla vittima, le ha strappato la borsa strattonandola. La donna, colta di sorpresa, ha perso l’equilibrio e ha iniziato a urlare per attirare l’attenzione dei passanti. Le sue grida, però, non sono bastate a fermare il malvivente, che si è dato immediatamente alla fuga . L’episodio ha suscitato preoccupazione tra gli abitanti della zona, Cit Turin, infatti, viene sempre più percepito come teatro di episodi di microcriminalità: non solo scippi, ma anche auto con i vetri infranti, furti e danneggiamenti che si ripetono con una frequenza crescente. Tra i residenti si fa strada un senso diffuso di stanchezza e insicurezza. «Non ci sentiamo più tranquilli neanche a camminare sotto casa», è il commento ricorrente di chi vive e lavora nel quartiere. In molti chiedono un rafforzamento dei controlli e una presenza più costante delle forze dell’ordine, ritenuta fondamentale per prevenire episodi come quello avvenuto ieri.

MLB

Torino, i banchi storici dei mercati stanno scomparendo

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Un fenomeno che racconta una trasformazione silenziosa e la mancanza di ricambio generazionale

C’è un momento, nei mercati di Torino, che passa quasi inosservato: una serranda che resta abbassata, un banco che non riapre più, un’insegna che lentamente scompare. Non fa notizia, non genera proteste, ma racconta una trasformazione profonda: la fine di un mestiere che non trova più eredi. Nei mercati storici come Porta Palazzo o in quelli di quartiere, molti venditori appartengono a una generazione che ha costruito il proprio lavoro nel tempo: sveglie all’alba, relazioni con i clienti, conoscenza diretta dei prodotti. Un mestiere duro, fatto di fatica fisica e margini spesso ridotti, ma anche di autonomia e identità. Oggi, però, quel sapere rischia di interrompersi. I figli, quando ci sono, raramente scelgono di continuare. Non è solo una questione economica , anche se il guadagno incerto pesa, ma culturale. Il lavoro al mercato non è più percepito come un’opportunità desiderabile, richiede sacrifici, offre poche tutele, e soprattutto appare distante dalle aspettative delle nuove generazioni orientate verso percorsi più stabili o più “riconosciuti”. C’è poi un elemento simbolico: per molti genitori, proprio quei venditori che hanno passato la vita dietro un banco, il desiderio è stato quello di offrire ai figli un’alternativa: studiare, trovare un lavoro meno faticoso, “non fare la stessa vita”. In questo senso, la mancata continuità è anche il risultato di un successo: l’emancipazione sociale, ma ogni avanzamento ha un prezzo, e in questo caso e’ la scomparsa di un sapere. Quando un banco storico chiude, non si perde solo un’attività commerciale, scompare una relazione costruita negli anni, un punto di riferimento per il quartiere, una memoria quotidiana fatta di gesti ripetuti e riconoscibili. Al posto dei banchi storici arrivano spesso nuove forme di vendita: più temporanee, più flessibili, talvolta più curate dal punto di vista estetico e comunicativo. Non è necessariamente un impoverimento, ma è un cambiamento radicale: il mercato smette di essere un sistema di continuità e diventa un luogo di rotazione. Il rischio è che si perda un equilibrio. Perché i mercati funzionano proprio grazie alla coesistenza di stabilità e varietà: da un lato i banchi storici, che garantiscono fiducia e identità, dall’altro le novità, che portano vitalità. Se uno dei due elementi viene meno, il sistema si indebolisce. La domanda, allora, è se questo processo sia inevitabile, in parte sì, le trasformazioni sociali non si arrestano, ma esistono margini di intervento come incentivi per il passaggio generazionale, politiche di sostegno, semplificazioni burocratiche, ma anche un lavoro culturale: restituire dignità e valore a un mestiere che rischia di essere percepito come residuale. Perché dietro ogni banco che chiude non c’è solo una scelta individuale, ma un cambiamento collettivo, e se i mercati sono lo specchio della città, la loro trasformazione ci riguarda tutti. Forse la vera sfida, per Torino, non è impedire che i banchi cambino, ma evitare che scompaiano senza lasciare traccia. Conservare la memoria, anche quando il futuro prende un’altra direzione e’ essenziale per la trasmissione dei saperi e per la protezione della nostra storia.

Maria La Barbera

Vinitaly 2026, vetrina enoica di bandiera e innovazione

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Quasi un’impresa vinicola su tre si è resa protagonista di importanti investimenti nell’applicazione in vigna o in cantina di soluzioni di robotica, Intelligenza Artificiale, blockchain, 5G e realtà virtuale, mentre un ulteriore 55% è interessato a investire in soluzioni di Agricoltura 5.0.

Questi sono i dati che emergono dal primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, diffuso al Vinitaly alla vigilia della Giornata del Made in Italy. I numeri evidenziano come il Vigneto Italia sia la punta avanzata di un settore trainante dell’export tricolore, che punta sulla digitalizzazione per migliorare le fasi di produzione e contenerne i costi, con un occhio alla sostenibilità.

Sono circa  5.000 i giovani agricoltori che hanno deciso di costruire il proprio futuro nel mondo della viticoltura, distinguendosi per una crescente attenzione alla qualità, alla sostenibilità e ai mercati esteri. Secondo l’analisi del Centro Studi Divulga, il settore vitivinicolo si colloca tra i principali ambiti imprenditoriali scelti dagli under 35. I nuovi viticoltori si fanno inoltre promotori della biodiversità, valorizzando antiche varietà di vite e rafforzando il legame con il territorio attraverso i mercati contadini e la vendita diretta.
Per quanto riguarda l’innovazione, non si può non parlare dalle Tea, le nuove Tecniche di Evoluzione Assistita applicate alla viticoltura, per fronteggiare siccità e fitopatologie. Le Tea, infatti, rappresentano una leva strategica per il settore, in quanto consentono di intervenire in modo mirato sul Dna della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, ma semplicemente accelerando i processi naturali di adattamento. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’Oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci. Una consapevolezza che nel 2020 aveva spinto Coldiretti a sottoscrivere una storica intesa con la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) per far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori.

Nel corso del Convegno, organizzato lunedì pomeriggio nella Casa Coldiretti al Vinitaly, si è parlato delle Tea sul Sangiovese, ma i relatori del Crea hanno confermato di lavorare anche su Chardonnay e, ogni anno, di introdurre nuove sperimentazioni su altri genotipi/cultivar, le cui risposte sono sempre diverse a seconda delle varietà. Tra quelle già in atto, inoltre, ci sono: Nebbiolo, Pinot nero e Pinot grigio, Merlot e Tocai oltre a due portinnesti. Rispetto al Nebbiolo, le sperimentazioni sono pronte per andare in campo, indicativamente, nel prossimo mese di settembre. A quel punto, si potrà iniziare a capire la loro reazione.

“Tecnologia, Intelligenza Artificiale, sostenibilità, biologico, ricerca di nuovi mercati e qualità restano i principali capisaldi rispetto ai quali, anche, il mondo enoico dovrà interfacciarsi – hanno commentato la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso, presenti in fiera a Verona – il lavoro in campo e quello in cantina sono fondamentali ma, oggi più che mai, occorre anche confrontarsi, rifarsi alla scienza e alla ricerca, conoscere le tecnologie di nuova generazione e avere uno sguardo di prospettiva per mantenere solida la tradizione vitivinicola astigiana e italiana, preservandola dalle minacce del nuovo millennio. E ad andare in tale direzione è anche la scelta del biologico, tra le soluzioni aziendali di sostenibilità e innovazione”.

Mara Martellotta

Foto: Vinitaly.com

Canto popolare, il Coro Alpette in concerto allo spazio culturale Art Ensemble

Sabato 18 aprile, alle 17.30, lo spazio cultura Art Ensemble di Torino aprirà le sue porte a un’istituzione del panorama corale cittadino: il Coro Alpette. Un appuntamento per gli amanti della tradizione e della musica popolare che vedrà protagonista una formazione capace di raccontare, attraverso le note, oltre mezzo secolo di storia e identità del territorio.

Nato ufficialmente nel 1966 dall’iniziativa di un gruppo di giovani appassionati del canto di montagna, il Coro Alpette conta oggi venticinque elementi. La sua identità sonora è stata plasmata per oltre quarant’anni dalla direzione di Giovanni Uvire, che ha saputo imprimere uno stile unico e personalizzato attraverso l’armonizzazione di numerosi brani originali. Dopo il passaggio di testimone al Maestro Andrea Ferrero Merlino (2008-2017), la direzione musicale è oggi affidata al Maestro Carmelo Luca Sambataro, insigne organista diplomato presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, che prosegue il lavoro di eccellenza tecnica e interpretativa.

Il repertorio del coro è il risultato di un lungo percorso di ricerca volto alla riscoperta del canto popolare piemontese. L’obiettivo è nobile e ambizioso: valorizzare una delle più antiche forme di espressione delle genti subalpine, portandola dai teatri più prestigiosi alle piazze, fino ai luoghi della quotidianità. Con sette CD, tre LP e centinaia di concerti all’attivo in Italia e all’estero, il Coro Alpette si conferma un ambasciatore culturale instancabile.

L’evento di sabato 18 aprile rappresenta un’occasione per immergersi in un’atmosfera di condivisione e amicizia, valori che il coro promuove sin dal 1981 con il celebre “Concerto dell’Amicizia” e con le tradizionali rassegne natalizie. La musica diventa così un ponte tra culture e realtà diverse, un linguaggio universale che invita al confronto e all'ascolto reciproco. Il progetto “Art Ensemble – Cultura e Socialità” è promosso e finanziato dalla Regione Piemonte e l’Assessorato alle Politiche Sociali.

L’ingresso al concerto è a offerta libera, a testimonianza della volontà del gruppo di rendere la cultura accessibile a tutti. Per assicurarsi un posto o ricevere ulteriori dettagli, è possibile contattare l’organizzazione al numero 3663407927.

Mara Martellotta

Olsa: Pompeo (Pd), servono garanzie immediate per 299 lavoratori

 “La cessione dei siti Olsa di Rivoli e Moncalieri dal gruppo Magna International al fondo Mutares non può avvenire senza garanzie chiare per i lavoratori e per il futuro industriale del territorio”. Lo afferma la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale.
“Su Olsa servono garanzie immediate. Forte è la preoccupazione per i 299 lavoratori – aggiunge –. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che negli ultimi anni hanno già affrontato esuberi, riduzioni dell’attività e un ricorso prolungato agli ammortizzatori sociali. È necessario che questa fase sia accompagnata da un impegno concreto a tutela dell’occupazione e della continuità produttiva. Nessuno dei lavoratori coinvolti deve restare a casa”.
Pompeo evidenzia come “la vicenda si inserisca in un quadro di difficoltà più ampio del comparto automotive piemontese, che richiede una regia pubblica stabile e una visione industriale di medio-lungo periodo”.
“Nella giornata di ieri la Giunta ha annunciato la convocazione, nelle prossime settimane, di un incontro congiunto tra gli assessorati competenti. Un primo passo, che dovrà tradursi rapidamente in azioni concrete”, conclude.