CESANA TORINESE – Quest’anno Cesana Torinese per le vacanze natalizie e di inizio anno, accanto agli eventi legati alla neve, ha voluto puntare forte sulla cultura.
Appuntamento quindi da non perdere, sabato 4 gennaio, per un viaggio nel tempo. Infatti alle ore 21 presso la Sala Formont in via Pinerolo 0, l’Associazione Museo Monte Chaberton di Claviere, in collaborazione con l’Ufficio del Turismo di Cesana e con il patrocinio del Comune di Cesana Torinese, organizza una serata informativa ad ingresso gratuito e aperta a tutti “Cesana in bianco e nero” sulla storia di Cesana e del Monte Chaberton attraverso le immagini in bianco e nero del passato. Un viaggio per immagini tra XIX° e XX Secolo quando Cesana è passata da borgo alpino a presidio militare ai confini del Regno d’Italia.
Sino a domenica 5 gennaio è poi visitabile presso la sala polivalente dell’Ufficio del Turismo la mostra personale dell’architetto Massimo Rasero “Montagna e Territorio” con ingresso libero dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle 15.30 alle 19.
Ultimi giorni anche per visitare la mostra “I Sapori tramandati dalle Donne” che è ospitata presso il “Museo Casa delle Lapidi” di Bousson sino a martedì 7 gennaio. Sempre a Bousson, grazie all’impegno dell’Associazione Contempora, resterà aperta alle visite sino al 31 gennaio la Natività con figure a grandezza naturale dipinte a mano dall’artista Valeria Tommasi con la grande novità dei grandi Angeli che dalla via del “Museo Casa delle Lapidi” indicheranno la via alla Natività.
Si conclude poi il 30 gennaio la seconda edizione dell’iniziativa “Scatta e Post@” a cura dall’Ufficio del Turismo. La partecipazione è libera e tutti ed è sufficiente scattare una foto o girare un video e pubblicarli sul social istagram taggando la pagina ufficiale del Comune @comunecesanatorinese. I primi 100 partecipanti saranno premiati con un simpatici gadget da ritirare presso l’Ufficio del Turismo di piazza Vittorio Amedeo.
Questa sera, venerdì 3 gennaio, a Sansicario “Sansi on fire”: fiaccolata per la solidarietà con dj set e ospiti a sorpresa. La discesa è prevista per le ore 18 con partenza dal Rifugio Madia per livello spazzaneve e dal Rifugio Soleil Beuf per livello sci paralleli/esperti. Una iniziativa promossa dalla Scuola Sci “Sansicario Action” e “Non solo neve” che si concluderà con una festa in piazza.
Domani, sabato 4 gennaio alle ore 21, sempre a Sansicario “Concerto Sansicario Vibes” “La Montagna che suona”: un gruppo di giovani talentuosi musicisti cresciuti a Sansicario. Una serata di grande musica e atmosfera perfetta per concludere le vacanze in bellezza.



9Egli entra a far parte del gruppo nel 1967, partecipando all’esposizione organizzata da Celant; in seguito il suo lavoro diventa internazionale, e l’artista accede a “When Attitude become Form” alla Kunsthalle di Berna. Boetti è un grande viaggiatore, trascorre diverso tempo a Kabul, dove apre l’ One Hotel e dove fa realizzare dalle ricamatrici locali i suoi celebri “arazzi”. Tra i suoi cicli più famosi vi sono “I lavori postali”; “Mettere al mondo il mondo”, tracciati con penna a sfera; “Arazzi” sulla quadratura di parole e frasi come “Ordine e Disordine”; “La natura è una faccenda ottusa”; “Due mani e una matita”. È opportuno ricordare anche le tre retrospettive che gli sono state dedicate al Reina Sofia di Madrid, alla Tate Modern di Londra e al MoMA di New York.






Un libro che rappresentava, come veniva precisato nel sottotitolo, una “introduzione all’arte di inventare storie“. È l’unico volume del più noto scrittore per l’infanzia, nato sul lago d’Orta a Omegna nel 1920, non dedicato alle storie, agli indovinelli e alle poesie, proponendo un contenuto teorico, dovuto alla paziente trascrizione a macchina da parte di una stagista di Reggio Emilia di appunti rimasti a lungo dimenticati. Le note in questione, scritte nelle seconda metà degli anni ’40, facevano parte della raccolta il Quaderno della fantasia. La Grammatica della fantasia è una sorta di manuale utile a stimolare la creatività, dove Rodari offre spunti, suggerimenti e strumenti per chi crede in questa pedagogia , attribuendo il giusto valore educativo e didattico all’immaginazione. Partendo dalle parole o dalle lettere che le compongono, Gianni Rodari suggerisce 42 giochi attraverso immagini, nonsense, indovinelli e favole. Ogni gioco ha un forte valore simbolico che offre una infinità di possibilità creative, sia per il bambino che per l’insegnante, semplicemente mettendo in moto la propria fantasia. Attraverso questa Grammatica si apprende che le fiabe non sono intoccabili, che si può giocare con esse, smontandole e ricreandole, coinvolgendo i bambini in prima persona nel loro processo formativo. La prova migliore della possibilità di imparare l’italiano in un modo divertente e creativo attraverso i giochi di parole, in piena continuità con il lavoro rodariano, è offerta da un altro libro molto bello, diventato ormai un classico: i Draghi locopei di Ersilia Zamponi, anch’essa omegnese. Pubblicato la prima volta nel 1986 da Einaudi, il libro dell’allora docente di lettere presso la Scuola media Gianni Rodari di Crusinallo esplicita bene l’uso intelligente fantasioso dei giochi di parole ( già il titolo dell’opera è l’anagramma dell’espressione “giochi di parole”).Il piacere dell’invenzione linguistica, l’emozione dell’intuire e dell’indovinare, la trasgressione del nonsense, l’intelligenza dell’ironia vengono stimolate magistralmente. Scriveva la Zamponi: “Giocando con le parole, i ragazzi arricchiscono il lessico; imparano ad apprezzare il vocabolario, che diventa potente alleato di gioco; colgono il valore della regola, la quale offre il principio di organizzazione e suggerisce la forma, in cui poi essi trovano la soddisfazione del risultato“. Un modo strepitoso di raccogliere l’eredità di Rodari, facendola vivere e respirare, rendendola più attuale che mai.