CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 11

Libri in giro, quando un libro esce di casa e va incontro ai lettori

 

Un invito alla lettura, una sorpresa, una traccia di una storia sul territorio.

C’è un modo curioso di incontrare un libro, non cercarlo in libreria, non ordinarlo su Internet, non prenderlo in prestito in biblioteca, ma trovarlo per caso su una panchina, vicino a una stazione, in un parco, sul cestino di una bicicletta. Un libro lasciato lì apposta perché qualcun altro lo prenda e lo riapra.

È la filosofia dei “libri in giro”, una delle forme più spontanee e sorprendenti del bookcrossing. L’idea è semplice: un lettore decide di “liberare” un volume, affidandolo alla città e chi lo trova può prenderlo, leggerlo e, se vuole, rimetterlo a sua volta in circolazione. È una sorta di passaggio di mano senza bisogno di acquistare, senza tessere fedeltà, senza scaffali. Il libro diventa così un messaggio affidato al caso e, soprattutto, alla curiosità degli altri.

Negli ultimi anni iniziative di questo tipo si sono moltiplicate in diverse città italiane. A Torino, per esempio, dal 2019, esiste Pagina37, un progetto dell’associazione Circolarte APS che raccoglie libri donati dai lettori e li ridistribuisce gratuitamente. I volumi vengono nascosti in città, nei luoghi più impensati: una panchina, una stazione, un parco, persino il cestino di una bicicletta. Il progetto organizza anche caccie al libro, speed reading, incontri e altre occasioni per trasformare la lettura in un’esperienza collettiva. Sul libro c’è scritto “prendimi”! Ma c’è di più se si trova un libro di Pagina37 basta fargli una foto e pubblicarla su Facebook o Instagram taggando Pagina37 e a fine stagione verrà scelta la foto più bella e al suo autore riconosciuto un Buono Libro.


E il fenomeno sembra arrivare in un momento in cui ce n’è particolarmente bisogno. I dati pubblicati dall’Istat raccontano un’Italia dove si legge ancora molto, ma dove la lettura resta tutt’altro che scontata. Nel 2024 il 57,1% delle persone dai sei anni in su dice di aver letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, sono circa 32 milioni di persone e dieci anni prima erano il 59,4%. Attualmente leggono di più le donne, il 62,6%, rispetto agli uomini, fermi al 51,2%, il divario territoriale rimane evidente: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione, mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 47%. Ancora più forte è il rapporto con l’istruzione e il reddito: tra le persone con titolo di studio elevato la lettura è circa tre volte superiore rispetto a chi possiede un livello di istruzione basso.

Sono numeri che spiegano perché portare i libri fuori dai luoghi tradizionali della cultura possa avere un significato che va oltre la simpatica sorpresa di trovare un romanzo o un saggio per strada. Se il libro rimane soltanto dove già sappiamo di poterlo trovare, rischia di incontrare soprattutto chi è già lettore. Se invece arriva in una piazza, in un quartiere, su una panchina o durante un viaggio in tram, può intercettare anche chi non aveva programmato di leggere.

C’è poi un altro dato interessante: nel 2025 oltre sette lettori su dieci hanno letto esclusivamente libri cartacei. Gli e-book e i libri online sono utilizzati dal 25,7% dei lettori, mentre gli audiolibri riguardano una quota ancora più contenuta della popolazione; il digitale, insomma, non ha cancellato la carta, anzi, il libro fisico continua ad avere una forza particolare: si può regalare, prestare, lasciare su una panchina, trovare per caso.

Forse è proprio questo il punto, un libro “abbandonato” volontariamente in un luogo pubblico non è propriamente lasciato andare è, invece, un libro che cambia proprietario; dentro le sue pagine rimane qualcosa del lettore precedente: una dedica, una sottolineatura, una frase o una data. Il libro diventa così anche una traccia umana che diffonde il vizio della lettura.

A Torino, Pagina37 ha trasformato questa idea in un vero gioco urbano: alcuni libri vengono donati direttamente dagli autori una dedica autografa, altri portano il nome del lettore che ha scelto di metterli in circolo. È una biblioteca senza edificio, senza orari di apertura e senza bancone del prestito. Una biblioteca fatta di incontri casuali.

Il bello dei “libri in giro” sta proprio qui: in una città sempre più attraversata velocemente, dove quasi tutto arriva attraverso uno schermo, un libro fermo su una panchina costringe a rallentare, a riflettere. Qualcuno lo ha lasciato per qualcun altro, non si sa chi sia, non si conosce chi lo troverà, si sa soltanto che quel libro avrà una nuova possibilità di essere letto e dopo, magari, potrà ricominciare il suo viaggio.

Info https://pagina37.it/

Maria La Barbera

“Tessile e Tecnologia”. Al Museo di Chieri

Una giornata di studio in occasione della “Festa Patronale” della Città collinare

Martedì 15 settembre, ore 15,30

Chieri (Torino)

Nella settimana celebrativa della “Festa Patronale” della Città di Chieri (dedicata a “Santa Maria delle Grazie”, con festeggiamenti e iniziative equamente articolate tra “Sacro” e “Profano” ad iniziare ufficialmente da lunedì 14 settembre), era impensabile escludere dal programma di “Festa”, quell’autentica chicca storico-artistica della Città qual è il suo celebre “Museo del Tessile”, situato nell’ex “Convento di Santa Chiara” e testimonianza ben concreta di quella “vocazione tessile”, che dal Basso Medioevo ha fatto della Città uno dei massimi centri italiani di produzione e commercio di tessuti, famosi su tutti il “fustagno” accanto all’uso del “gualdo” (o “Isatis tintctoria”) pianta da cui si ricava un prezioso “colore blu”.

Così, anche quest’anno, per l’occasione, martedì 15 settembrecon inizio alle 15,30, si torna a rinnovare l’“appuntamento specialistico” annuale al “Museo” di via Santa Clara, incentrato, per l’edizione 2026, sul tema “Tessile e Tecnologia”. Appuntamento aperto a tutti (di sicuro interesse non solo per gli “addetti ai lavori”)  e a ingresso libero.

La giornata di studio si terrà nella “Sala Polifunzionale” del “Museo” (allestita, per l’occasione con disegni tecnici per componenti di telai meccanici) e si aprirà con il saluto istituzionale della “Fondazione” e di Antonella Giordano, assessora alla Cultura della “Città di Chieri”, maggior sostenitore dell’evento.

Dopo una breve introduzione al tema di quest’anno, seguiranno gli interventi dei relatori ospiti. Per prima, Silvana Nota, critica e curatrice d’arte, spazierà “Tra arte, telaio tradizionale e telaio digitale”, soffermandosi anche su casi esemplari di “Fiber Art” (linguaggio dell’arte tessile contemporanea che assume a mezzo espressivo fibre tessili, filati, tessuti o materiali flessibili di vario genere), di cui è massima e riconosciuta esperta.

A seguire toccherà ad Elena Baistrocchi, direttrice della “Fondazione Arte della Seta Lisio” di Firenze, discutere proprio di “Tecnologia e tradizione tessile: un rapporto alla pari”, presentando l’attività di studio, progettazione e produzione di tessuti contemporanei ispirati alle tecniche storiche presso l’eccellenza fiorentina da lei amministrata e con cui la “Fondazione Chierese per il Tessile” ha intrecciato un’intesa consolidata ormai nel tempo.

A chiudere gli interventi, sarà la “digital designer” Giulia Panero che presenterà gli esiti della sua ricerca di tesi “Trame sonore” con cui si è diplomata a pieni voti all’“Accademia Albertina” di Torino nel luglio scorso, adiuvata dal relatore Stefano Sasso, docente di “Sound Design” e dal co-relatore Melanie Zefferino, docente di “Cultura Tessile” (nonché presidente della “Fondazione Chierese per il Tessile” e del “Museo del Tessile”), che contribuiranno all’intervento della giovane artista torinese.

L’installazione artistica “interattiva” di Giulia Panero, che coniuga “cultura materiale tessile” e “tecnologia del suono”, sarà esposta nell’ambito del convegno.

Come di consueto, grazie a Mitti BaiottiLaura ScagliaWalter Borsetto e ad altri collaboratori, preziose “guide”  della “Fondazione”, la giornata terminerà con una “visita guidata” al “Museo” e all’“Orto del Tessile” di Chieri.

 

Ingresso libero al Convegno e al “Museo”.

Prenotazione obbligatoriaprenotazioni@fmtessilchieri.org

Per ulteriori info: “Museo del Tessile”, via Santa Clara 6, Chieri (Torino); tel. 329/4780542 o www.fmtessilchieri.org

g.m.

Nelle foto: “Fondazione Arte della Seta Lisio”; Silvana Nota e Giulia Panero

Expo 1911, sette milioni di visitatori a Torino

Fu il Falstaff di Verdi ad inaugurare a Torino, la sera del 29 aprile, l’Esposizione Internazionale dell’industria e del lavoro alla presenza del re Vittorio Emanuele III. Una serata trionfale per festeggiare il cinquantenario dell’Unità d’Italia e dare il via all’Expo voluto per esaltare il percorso economico e sociale compiuto dal Regno dal 1861 in avanti. Un “Ponte monumentale” che dal Borgo medioevale univa le due sponde del Po accolse quel giorno il Re d’Italia. Era il 29 aprile 1911, Vittorio Emanuele III venne a Torino per aprire solennemente la grande Kermesse. Un giorno speciale per l’ex capitale d’Italia, da protagonista nel mondo, e per il Regno, seppure in un contesto di importanti e preoccupanti eventi come la guerra coloniale italo-turca avviata da Giolitti nel settembre di quell’anno. Torino si vestì a festa mentre dal Teatro Regio le potenti note di Arturo Toscanini risuonavano in tutta la città evocando immagini di grandezza. Torino mostrò che era pronta per diventare la capitale dell’industria e del lavoro. Fu creato un immenso spazio espositivo che si allargava dal Parco del Valentino alla zona del Pilonetto, lungo il fiume, dove era disponibile per i visitatori un servizio di battelli. Qui fu allestito il famoso Expo 1911 organizzato per celebrare il progresso raggiunto nella tecnica, nella tecnologia e nel settore manifatturiero.
Il cuore di Torino si trasformò in un enorme cantiere di edifici costruiti in legno e gesso, da conservare soltanto per la durata della manifestazione. Solo il Palazzo dei Giornali fu eretto in cemento e muratura. Sui ponteggi, per la realizzazione delle strutture, furono impiegati oltre 3500 operai. Enormi padiglioni occuparono una superficie di circa 350.000 metri quadrati. Si susseguirono cerimonie imponenti alla presenza di centinaia di rappresentanti degli Stati ospiti che sarebbe troppo lungo ricordare, provenienti da tutto il mondo, dall’Europa all’America Latina, dalla Turchia al Marocco, dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Persia alla Cina, alcuni dei quali presentavano al pubblico un proprio padiglione mentre altri inviavano i loro prodotti esposti in appositi stand. Alla fine della manifestazione, il 19 novembre, si contarono più di 7 milioni di visitatori in una città che nel 1911 aveva 415.000 abitanti. L’attrazione maggiore, il pezzo forte dell’Expo, fu sicuramente il Ponte monumentale sul fiume, realizzato all’altezza di via Valperga Caluso con 5 arcate e una serie di statue decorative sui colonnati. Eretto in legno e stucco, era lungo 106 metri e largo 25 e furono tre gli architetti che lo progettarono, il torinese Pietro Fenoglio, Stefano Molli di Borgomanero e Giacomo Salvadori di Wiesenhoff.
L’esposizione era vastissima: presso il ponte Umberto I si trovavano, solo per citare alcuni edifici, il palazzo della moda, i padiglioni dell’arte, della città di Parigi, della regia marina, delle poste, degli strumenti musicali, l’acquario, il palazzo delle feste, ristoranti internazionali, l’agricoltura francese. Attraversando il Po, su ponti provvisori, si incontravano, sull’altra sponda, tanti altri padiglioni, tra i quali l’aeronautica, le industrie estrattive, chimiche e manifatturiere, l’industria della seta, gli italiani all’estero e decine di stand, settori e reparti allestiti dai Paesi stranieri. Non mancavano edicole e chioschi che caldeggiavano case produttrici come la Fiat, Liebig, Cinzano, Martini e Rossi, Evian e l’Istituto geografico De Agostini. Mostre, concorsi, feste, balli, congressi, gare sportive e i concerti dell’orchestra del Regio, alcuni dei quali diretti da Arturo Toscanini, arricchirono quel grande mondo strabiliante e anche un po’ effimero che fu l’Expo di Torino del 1911.
Filippo Re

Il pianista Konstantin Lifschitz e il direttore William Christie per MiTo

Per MiTo SettembreMusica in programma mercoledì 9 settembre, alle ore 17, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, un concerto con il pianista ucraino Konstantin Lifschitz, che suonerà di Felix Mendelssohn Bartholdy, da Lieder Ohne Worte op19 n.1 in mi maggiore, opr38 n.5 in la minore, op.62 n.1 in sol maggiore, op.67 n.5 in si minore, op.67 n.3 in si bemolle maggiore, op.38, n.6 in la bemolle maggiore. Di Brahms, Sette Fantasie op.116, e di Francesco Schubert, Sonata in do maggiore D840 Reliquie, completata da Ernst Křenec. Secondo appuntamento della giornata, sarà alle ore 20, presso l’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto, per la direzione musicale di William Christie, al clavicembalo e all’organo, impegnato nell’esecuzione di Marc-Antoin Charpentier di “Les Arts florissants”, “La dechante d’Orphée aux infer” e “Le jardin des voix”. Saranno impegnati i danzatori Noémie Larcheveque, Claire Graham, Andrea Scarfi, Tom Godefroid. Alla regia Marie Lambert-Lebihan e Stéphane Facco. La coreografia è affidata a Martin Chaix, assistente alla coreografia è Eleonore Freeman, costumi di Hubert Barrère e la codirezione de “Les jardins des voix” è di Paul Agnew.

William Christie è codirettore musicale, fondatore de “Les Arts florissante”, clavicembalista, direttore d’orchestra, musicologo e insegnante, architetto di una delle avventure musicali più straordinarie degli ultimi quarant’anni. Nato a Buffalo e stabilitosi in Francia, la sua carriere prese una svolta decisiva nel 1999, quand9 fondò “Les Arts florrisante”, e alla guida di questo ensemble assunse un ruolo pionieristico nella riscoperta della musseica barocca, rivelando al vasto pubblico il repertorio francese del Seicento e del Settecento. La sua discografia comprende più di 100 registrazioni, in particolare nella raccolta “Les Arts florissante” per ArmoniaMundi, per i quali ha recentemente pubblicato l’album “Nei giardini d’amore”.

Christie ha inoltre scoperto generazioni di cantanti e strumentisti: desideroso di mettere a disposizione le sue conoscenze ai giovani artisti, ha deciso di fondare l’Accademia “Les jardins de voix”, e insegna nel quadro di una residenza alla Juilliard School di New York. Appassionato di arte e giardinaggio, ha dato vita al festival “Les jardins de William Christie”, che si tiene ogni estate nella sua residenza in Vandea.

Mara Martellotta

Dai parchi alle piazze, sport e cultura protagonisti in tutta Torino: tre weekend di eventi

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Tre fine settimana di eventi gratuiti, prove aperte, laboratori e spettacoli diffusi nei parchi e nelle aree verdi di tutti i quartieri cittadini grazie alla Festa dello Sport e a Circoscrizioni in Mostra 2026. La grande manifestazione d’autunno animerà l’intera città nei fine settimana del 12-13 settembre, 19-20 settembre e nella giornata di domenica 27 settembre 2026.

L’iniziativa, promossa dalla Città di Torino in collaborazione con le otto Circoscrizioni e organizzata da Fondazione per la Cultura Torino, trasformerà parchi, piazze e aree verdi in veri e propri villaggi a cielo aperto dedicati al benessere, alla socialità e alla partecipazione cittadina.

Il format consolidato offre un fitto calendario di attività completamente gratuite e adatte a tutte le fasce d’età. Si inizia con prove e dimostrazioni sportive, un’occasione unica per bambini, giovani e adulti di testare discipline differenti dal fitness alle arti marziali, dagli sport di squadra a quelli emergenti, a stretto contatto con le associazioni e gli Enti di Promozione Sportiva locali. Spazio anche alla creatività e alle iniziative educative focalizzate sull’inclusione. E poi spettacoli e performance dal vivo. I parchi cittadini accoglieranno rassegne di teatro, danza e concerti per valorizzare il tessuto associativo territoriale.

“La Festa dello Sport rappresenta uno dei momenti più attesi dalle realtà e dalle associazioni sportive del territorio – dichiara Domenico Carretta, assessore allo Sport, Grandi Eventi e Turismo –. Portare lo sport di base direttamente nei parchi e nelle piazze significa renderlo accessibile a tutti, significa trasformare lo spazio pubblico in un motore di benessere, salute e socialità per i più giovani. Grazie allo straordinario lavoro delle nostre associazioni e degli enti di promozione sportiva, la città diventerà per tutti i weekend di settembre una grande palestra a cielo aperto, dove il valore dell’inclusione e del gioco di squadra diventa concreto e partecipato”.

“Con Circoscrizioni in Mostra vogliamo ribadire con forza che la cultura a Torino non ha confini e appartiene a ogni singolo quartiere – sottolinea Rosanna Purchia, assessora alla Cultura –. La stretta sinergia con il mondo dello sport valorizza la capacità di fare rete delle nostre realtà associative e degli operatori culturali territoriali. Questo cartellone diffuso di spettacoli, letture e laboratori dimostra che lo spazio pubblico, quando viene riempito di contenuti creativi e condivisi, diventa il motore principale della coesione sociale e della crescita di tutta la comunità. E ogni anno il programma si arricchisce di iniziative e spazi che le ospitano: per questa edizione, ad esempio, si aggiunge la biblioteca civica ‘Guidetti Serra’, diventata il punto di riferimento bibliotecario per la Circoscrizione 1”.

Festa dello Sport e Circoscrizioni in Mostra sono progetti della Città di Torino, realizzati in collaborazione con le Circoscrizioni cittadine e con il coinvolgimento delle associazioni del territorio. Circoscrizioni in Mostra, alla sua quinta edizione, è curata dalla Fondazione per la Cultura Torino, partner Intesa Sanpaolo, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo. Festa dello Sport supervisionata da Zip, arriva quest’anno alla quarta edizione. Dal 2024 i due eventi si svolgono insieme a settembre, offrendo un programma unico di sport, cultura e partecipazione.

Di seguito il PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE

Le attività sportive e culturali, organizzate con la collaborazione di oltre 170 realtà operanti nella nostra città, si svolgeranno nei giorni 12,13, 19, 20 e 27 settembre.

Sabato 12 settembre – ore 10 – 18

La manifestazione si aprirà al Parco Aurelio Peccei (Circoscrizione 6), tra dimostrazioni e prove gratuite roller freestyle e pattinaggio, hitball, basket e minibasket, boxe, ginnastica ritmica e ginnastica artistica, calcio, pallavolo. Il programma di Circoscrizioni in Mostra proporrà invece spazi informativi, esposizioni e spettacoli, con le attività proposte dalle biblioteche civiche torinesi “Don Milani” e “Primo Levi”, dal Museo Officina della Scrittura, dalle associazioni Primo Passo, fino ai laboratori del BoPa Museum dell’Istituto Bodoni-Paravia inserito nel progetto Museo Scuola e al concerto del The Queens’ Choir. Presente anche lo stand di InformaGiovani, la cargo bike di Torino 2033 – Città candidata a Capitale Europea della Cultura e uno stand del Centro Interculturale.

Domenica 13 settembre – ore 10 – 19

Al parco della Pellerina (Circoscrizione 4) le associazioni sportive proporranno arti marziali, kung fu, aikido, karate, tai chi, taekwondo, judo, ju jitsu, atletica e microatletica, basket e minibasket, calcio, calcetto, futsal, corsi di prevenzione e rianimazione cardiopolmonare, danza, hip hop, capoeira, fitness e motoria di base, football americano e flagfootball, ginnastica artistica, hitball, nuoto, palla sonora, pallatamburello, pattinaggio, roller, scacchi, tennis, padel, badminton, pickleball, volley e minivolley, yoga, pilates, totalbody, tonificazione, ginnastica dolce, bocce, difesa personale, tiro al bersaglio, web radio, scherma storica, fitwalking e nordic walking.

Per tutto il giorno sarà possibile partecipare a laboratori, spazi informativi, concerti, performance e attività dedicate anche ai più piccoli.

Sabato 19 settembre – ore 10 – 19

Ai Giardini Reali Bassi (Sport) e in via Barbaroux (Cultura) (Circoscrizione 1) la Festa dello Sport proporrà calcio, calcio a 5, pallavolo, capoeira, hitball, badminton, ping pong, biliardino, ciclofficina, percorsi motori per bambine e bambini.

Circoscrizioni in Mostra arricchirà la giornata con laboratori, spazi informativi, visite guidate presso l’Archivio Storico della Città di Torino, dove troveranno spazio un intervento a cura del Museo Verso l’Altro e spettacoli dal vivo. Alla biblioteca civica “Guidetti Serra”, dove sarà allestito per l’occasione un punto informativo dedicato alla promozione delle sue attività, ci saranno letture per bambini e un momento dedicato al racconto della vita di Bianca Guidetti Serra, cui è intitolata.

Anche in questo appuntamento saranno presenti i Musei Scuola con le scuole “Antonio Meucci” e “Federico Sclopis” dell’I.C. Pacchiotti – Via Revel. Il pomeriggio sarà animato da incursioni ideate da Egri Danza, un momento musicale a cura del Centro Civico di Formazione Musicale e l’apertura straordinaria della biblioteca civica Guidetti Serra.

Il parco Ruffini (Circoscrizione 3) ospiterà un pomeriggio di sport con arti marziali, kung fu, aikido, karate, tai chi, taekwondo, atletica e microatletica, basket e minibasket, calcio, calcetto, futsal, corsi di prevenzione e rianimazione cardiopolmonare, danza, hip hop, fitness e motoria di base, football americano e flagfootball, ginnastica artistica, hitball, nuoto, palla sonora, pallatamburello, pallavolo, pattinaggio, roller, scacchi, tennis, padel, badminton, volley e minivolley, yoga, pilates, totalbody, tonificazione.

Circoscrizioni in Mostra proporrà installazioni artistiche e laboratori teatrali, lo spettacolo Pinocchio e le attività della biblioteca civica “Carluccio”. Presente anche lo stand di InformaGiovani. Qui ci si potrà inoltre iscrivere gratuitamente al laboratorio “Bestiari urbani: Coinquilini di città”, curato da Gabriele Pino in collaborazione con Urban Lab Torino. Un viaggio immaginifico alla scoperta dell’ambiente urbano, notando le specie viventi che condividono con noi gli spazi cittadini con lo scopo di stimolare l’immaginazione su creature fantastiche e invisibili che potrebbero abitare la città del futuro.

Domenica 20 settembre – Ore 10 – 19

Al parco Colletta (Circoscrizione 7) arriveranno pattinaggio, corsa e freestyle, calcio, basket, arti marziali, volley e minivolley, atletica leggera. Nel pomeriggio, invece, il parco si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, tra spettacoli e musica itinerante.

Al parco Di Vittorio (Circoscrizione 8) il programma sportivo proporrà kung fu, aikido, karate, tai chi, atletica e microatletica, basket e minibasket, sci, scherma, attività motoria di base per bambini, hitball, canottaggio a secco con remoergometri, tennis, badminton, yoga, pilates, tonificazione e attività a corpo libero per tutte le età.

Circoscrizioni in Mostra offrirà invece laboratori creativi, talk, spettacoli teatrali e di marionette, concerti e spazi informativi su temi sociali e ambientali.

Sempre qui si terrà il laboratorio “Il parco a memoria: disegno istantaneo e mappe partecipate” a cura di Gian Maria Mazzei di Rubra Studio, in collaborazione con Urban Lab Torino con l’obiettivo di imparare a rappresentare e raccontare lo spazio urbano attraverso il disegno, basandosi sulle sensazioni e percezioni personali.

Domenica 27 settembre – Ore 10 – 19

Al parco Colonnetti (Circoscrizione 2), tra le ore 10 e 18, saranno in programma attività sportive quali danza, twirling, boxe, ginnastica ritmica, basket, scherma, atletica, kick boxing, taekwondo, fit-dance, karate, mma, muay thai, capoeira, tai-chi, aikido, judo, lotta, yoga, discipline del fitness, ginnastica militare, parkour, ginnastica motoria bambini, jiu jitsu, bjj, circo/acrobatica/discipline aeree, badminton, kung-fu, volleyball, difesa personale, giocomotricità, hitball, hip hop, calistenic.

Contemporaneamente, in piazza Dante Livio Bianco, Circoscrizioni in Mostra proporrà laboratori, concerti, spettacoli teatrali e di danza, improvvisazioni e un gran finale di musica e ballo per tutti.

Al parco Dora tra le ore 14 e le 19 (Circoscrizione 5) si alterneranno tennis tavolo, ginnastica artistica, ginnastica ritmica e artistica, hitball, arrampicata sportiva, calcio, tennis, volley, difesa personale, pallacanestro, pattini in linea. Accanto alle attività sportive, Circoscrizioni in Mostra offrirà spazi informativi e appuntamenti culturali, tra cui quelli curati dal “MAcA – Museo A come Ambiente” e il laboratorio “Emozioni illustrate” (fascia d’età 9-11 anni), a cura di Fernando Cobelo, in collaborazione con Urban Lab Torino con lo scopo di stimolare la creatività e l’emotività: attraverso l’associazione dei sentimenti a parti del corpo e a visualizzare le proprie emozioni tramite il disegno.

Il programma coinvolgerà anche diverse altre iniziative della Città. Nelle sedi di Circoscrizioni in Mostra saranno presenti stand informativi delle Biblioteche civiche torinesi. Inoltre, i presidi territoriali de La cultura dietro l’angolo si presenteranno ai cittadini e racconteranno il calendario delle loro attività, realizzato insieme agli enti culturali che partecipano al progetto, promosso insieme a Fondazione Compagnia di San Paolo. L’evento è realizzato grazie alla collaborazione dei volontari di GiovanixTorino, Senior Civic e di Volo2006.

Durante tutta la Festa dello Sport sarà inoltre presente uno stand, a cura dei volontari di Torino&You della Città di Torino, dedicato alle informazioni di tipo sportivo e turistico.

Anche quest’anno, in cinque circoscrizioni (3, 4, 5, 6 e 8) sarà attiva la collaborazione con il S.U.I.S.M. (Struttura Universitaria Interdipartimentale per le Scienze Motorie dell’Università di Torino), i cui esperti guideranno i cittadini, con particolare attenzione ai giovani beneficiari dell’iniziativa “Torino Sport Card – Let’sTo”, dai 14 ai 19 anni, nello svolgimento di alcune semplici prove fisiche – quali test di equilibrio, forza delle mani, forza degli arti inferiori, flessibilità, e destrezza – per misurare le proprie abilità motorie e il proprio stato di salute. Al termine dei test, ogni partecipante riceverà un punteggio, formulato in base all’età e al genere e compreso tra 0 e 100, insieme ad alcuni suggerimenti personalizzati per migliorare le proprie capacità fisiche e il benessere quotidiano. Le loro postazioni saranno affiancate dai funzionari del servizio sport che, in tale occasione, potranno fornire informazioni utili sulla Torino Sport Card.

Quest’anno, in occasione di Circoscrizioni in mostra sarà infine presente anche uno spazio dedicato alla candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033, dove verranno distribuiti gadget e cartoline informative del progetto. Lo spazio sarà presente il 12 settembre al Parco Aurelio Peccei, il 19 settembre al Parco Ruffini e il 27 settembre al Parco Dora.

Il programma completo delle iniziative è disponibile sul sito: https://eventi.comune.torino.it/calendario/festa-dello-sport-circoscrizioni-in-mostra/

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A Torino l’amore è un mistero. E non è l’unico

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TORINO TRA LE RIGHE

Ci sono giornate in cui la vita sembra procedere esattamente secondo i programmi e altre in cui decide di cambiare le carte in tavola senza nemmeno chiedere il permesso. Cristina Garello, trentacinque anni, medico di famiglia torinese, appartiene decisamente alla seconda categoria.
È lei la protagonista di Appuntamenti al buio e omicidi alla luce del sole, il primo romanzo pubblicato da Sara D’Amario con Newton Compton e, come lascia intuire la copertina, la prima indagine di una detective decisamente fuori dagli schemi.
Cristina, in realtà, investigatrice non vorrebbe esserlo affatto. È un medico, abituata a occuparsi dei problemi degli altri, mentre con i propri sembra cavarsela decisamente peggio. Il suo futuro pare già scritto finché Lorenzo, l’uomo che dovrebbe sposare, la lascia all’altare e scompare dalla sua vita senza darle alcuna spiegazione.
A quel punto entrano in scena Monica, amica e collega intenzionata a rimetterla sentimentalmente in circolazione, e una serie di appuntamenti al buio tanto improbabili quanto disastrosi. Ma mentre Cristina cerca di capire perché sia stata abbandonata, la vita le consegna un mistero ben più concreto: una sua paziente lascia nel suo studio la piccola Violetta con la promessa di tornare poco dopo. Non tornerà.
La donna viene infatti accusata dell’omicidio di una giovane ballerina e Cristina, convinta della sua innocenza, decide di fare ciò che probabilmente qualsiasi persona ragionevole eviterebbe accuratamente: indagare per conto proprio.
Ad accompagnarla nell’impresa c’è Ercole Pistini, idraulico in pensione con la passione per il birdwatching, aiutante improbabile quanto irresistibile. Intorno a loro ruotano poliziotti poco entusiasti delle incursioni dei due investigatori improvvisati, pazienti stravaganti, uomini più o meno sbagliati e una neonata capace di mettere Cristina davanti a un desiderio di maternità che fino a quel momento apparteneva soprattutto ai suoi progetti per il futuro.
Il giallo diventa così soltanto uno dei misteri da risolvere. Perché accanto alla domanda inevitabile – chi ha ucciso la giovane ballerina? – ne corre un’altra, molto più privata: perché Lorenzo è fuggito proprio sull’altare? Ed è nell’incontro tra indagine e commedia romantica, tra il bisogno di trovare un colpevole e quello, forse ancora più difficile, di rimettere insieme i pezzi della propria vita, che si muove il romanzo.
A fare da palcoscenico a tutto questo non poteva che esserci Torino. Una città che Sara D’Amario conosce profondamente e che ben si presta a mostrare la sua doppia natura: luminosa e misteriosa, elegante e quotidiana, capace di nascondere qualcosa appena dietro l’angolo. Portici, piazze, vie, colline e il parco della Pellerina accompagnano Cristina nelle sue disavventure, mentre luoghi reali e altri nati dalla fantasia si mescolano fino a costruire una Torino perfettamente credibile.
D’altra parte, il legame dell’autrice con il territorio è profondo. Nata a Moncalieri, Sara D’Amario è cresciuta artisticamente all’ombra della Mole: si è diplomata alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, fondata e diretta da Luca Ronconi, e si è laureata in Lettere Moderne, con specializzazione in drammaturgia, all’Università degli Studi di Torino. Attrice di teatro, cinema e televisione, ha lavorato con numerosi registi e partecipato a film e serie molto conosciuti, da La ragazza del lago a Caos calmo, da Il cosmo sul comò a Cuori. Dal 2023 cura inoltre la direzione artistica del Polo artistico e culturale Le Rosine di Torino.
Torino, dunque, non è semplicemente uno sfondo scelto per ambientare un’indagine, ma un luogo conosciuto e vissuto, che diventa parte della storia e sembra fatto apposta per lasciare convivere una commedia romantica e un omicidio da risolvere.
E forse proprio la lunga esperienza di Sara D’Amario tra copioni, palcoscenici e set cinematografici si riflette nella scelta di affidare molto della storia ai dialoghi, alle situazioni paradossali e a personaggi fortemente caratterizzati. Cristina, soprattutto, non nasce per essere un’investigatrice infallibile: sbaglia, si arrabbia, inciampa, ironizza e continua ad andare avanti. Una protagonista imperfetta, insomma, proprio come lo siamo tutti quando la vita decide di scombinare i nostri programmi.
Appuntamenti al buio e omicidi alla luce del sole usa così il giallo per raccontare anche qualcosa di diverso: le seconde possibilità, la maternità, le aspettative che costruiamo sul nostro futuro e quel momento imprevedibile in cui la vita decide di ignorarle completamente.
Perché forse non tutti ci ritroveremo con una neonata nello studio e un omicidio da risolvere, ma chi non ha mai scoperto che anche i programmi più accurati possono saltare in aria nel giro di un istante?
Quanto a Cristina Garello, non sappiamo ancora se troverà l’uomo giusto. In compenso, Torino sembra aver trovato una nuova detective. E qualcosa mi dice che sentiremo ancora parlare di lei.
MARZIA ESTINI
 

Alter ego sotto la Mole

Alessandro Piano
ALTER EGO SOTTO LA MOLE
A cura di Ermanno Tedeschi

10 – 26 settembre 2026
Cripta di San Michele Arcangelo
Piazza Cavour 12, Torino

La prima grande mostra monografica di Alessandro Piano a Torino
L’universo pop, nostalgico e concettuale dell’artista genovese conquista la suggestiva
cornice della Cripta di San Michele Arcangelo. In mostra anche un’esclusiva
collaborazione con il maestro Ugo Nespolo.
Inaugura a Torino, il 10 settembre 2026 dalle ore 18 alle ore 21 la mostra Alter Ego
sotto la Mole, la prima importante mostra monografica dell’artista Alepiano (Alessandro
Piano), curata da Ermanno Tedeschi e allestita presso la suggestiva Cripta di San
Michele Arcangelo. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale
Acribia con il patrocinio del Comune di Torino.
L’esposizione presenta il nucleo più emblematico della ricerca artistica di Alepiano: gli
Alter Ego, figure scultoree che diventano metafora delle molteplici identità che abitano
ogni individuo. Attraverso un linguaggio essenziale e immediatamente riconoscibile,
l’artista invita il pubblico a confrontarsi con la complessità dell’essere umano, con le sue
fragilità, le sue trasformazioni e le infinite sfaccettature che compongono la personalità
contemporanea.
La mostra segna una tappa fondamentale nel percorso espositivo dell’artista: il progetto
mette in dialogo la dimensione storica del luogo con la freschezza e l’ironia dell’arte
contemporanea neo-Pop, evidenziando tutte le tappe dell’evoluzione artistica di Alepiano,
fino a culminare con un’esclusiva collaborazione con il maestro Ugo Nespolo, a
simboleggiare due visioni artistiche capaci di celebrare la cultura artistica incrociata con
quella ludica.
La scelta della Cripta di San Michele Arcangelo amplifica ulteriormente la forza del
progetto espositivo. Lo spazio sotterraneo, carico di storia e spiritualità, diventa il luogo
ideale per un viaggio simbolico nelle profondità dell’identità umana, dove memoria,
inconscio e immaginazione si intrecciano. In questo contesto, sculture, quadri, tappeti e
pezzi di design dialogano con l’architettura e con il silenzio del luogo, trasformando la
visita in un’esperienza unica.
Come sottolinea il curatore Ermanno Tedeschi: “Con le sue opere, Alessandro trasforma
delle vivaci e colorate sculture in resina in uno specchio emotivo: ti ci guardi dentro e ci
trovi i ricordi di quando eri bambino, le tue vulnerabilità, ma anche una spensieratezza
apparentemente persa. Gli Alter Ego diventano una riflessione sul tema dell’identità
nell’epoca contemporanea, ma rappresentano anche un invito a riconoscere la ricchezza
delle nostre contraddizioni e la possibilità di accoglierle come parte integrante della nostra
vita”.
Broker di professione, Alessandro Piano ha dato forma dal 2019 a una ricerca artistica
rigorosa e al contempo fortemente evocativa. Al centro della sua poetica c’è la figura
iconica dell’AlterEgo: una silhouette tridimensionale, resa piatta nella parte posteriore per
farsi “finestra su un altro mondo”.
L’AlterEgo nasce dalla volontà dell’artista di cristallizzare la spensieratezza e la serenità
degli anni ’80 e ’90. Attraverso l’uso di giocattoli d’epoca, fumetti, pedine, elementi di
cultura pop e icone del collezionismo inglobati in resine o rielaborati su materiali innovativi
(PET, plexiglas, stampe 3D), l’artista “rende immortale” la memoria e la trasmette alle
nuove generazioni.
“Vorrei – dice l’artista Alessandro Piano – che chi osserva un AlterEgo vedesse un gioco
e avesse l’occasione di sognare e di andare oltre. L’arte deve essere un ponte che unisce
le persone e i pensieri”.
La mostra sarà visitabile fino al 26 settembre 2026.

Il Festival Manuel De Falla inaugura la Stagione dell’Accademia Corale Stefano Tempia

E’ intitolata “Confini mobili”

La stagione 2026-2027 dell’Accademia Corale Stefano Tempia viene inaugurata con il Festival Manuel De Falla, un trittico di concerti in programma dal 25 al 27 settembre presso la chiesa di San Dalmazzo, a Torino. Si tratta di quattro secoli di musica spagnola raccontati attraverso tre strumenti e tre diverse prospettive: la chitarra, il pianoforte e la voce. Il tema scelto per la nuova stagione è “Confini mobili. Itinerari tra memorie lontane, suoni d’oggi e impegno sociale”. Sono confini che non dividono, ma diventano luoghi di passaggio e incontro. La musica si fa strumento per attraversare epoche, geografie, linguaggi e tradizioni, mettendo in relazione repertori lontani e sensibilità contemporanee. Il festival Manuel De Falla rappresenta il primo e più evidente esempio di questo percorso, dove la Spagna viene osservata da angolazioni diverse, e la programmazione avviene a partire dalle antiche danze per approdare alla musica del Novecento.

“Abbiamo cercato di costruire una stagione che tenesse insieme la ricerca musicale e a volontà di rendere la musica sempre più accessibile e partecipata – spiega la presidente dell’Accademia Corale Stefano Tempia, Isabella Oderda – ‘Confini mobili’ racconta proprio questo: la possibilità di attraversare repertori, culture e linguaggi diversi, ma anche xi creare relazioni nuove con il territorio e con le istituzioni culturali che lo animano. In questa prospettiva si inserisce anche la collaborazione con il Centro Civico di Formazione Musicale, progetto della Città di Torino realizzato con il supporto della Fondazione per la Cultura Trino che permette di rafforzare la dimensione formativa della nostra attività, e di lavorare sulla musica come strumento d’inclusione, partecipazione e crescita della comunità”.

Ad aprire il festival, venerdì 25 settembre, sarà “Corde di Spagna”, recital per chitarra sola del giovane chitarrista italo-messicano Gianluca Daglio. Il programma attraversa quattro secoli di musica spagnola, dalle danze raccolte da Gaspar Sanz nel Seicento fino al Novecento di Manuel de Falla, Isaac Albéniz e Joaquín Turina. La chitarra diventa il filo conduttore di un percorso nel quale una tradizione fortemente riconoscibile cambia volto nel corso dei secoli, passando dal carattere ritmico e popolare della “musica de resgueado” alla dimensione concertistica, fino alla ricerca del Novecento. Al centro del programma “L’Homenaje” di De Falla, composto nel 1920 in memoria di Claude Debussy e considerato una pietra miliare del repertorio moderno. Il secondo appuntamento, sempre nella chiesa di San Dalmazzo, in via Garibaldi 24, si intitola “Fuoco e visioni”, recital pianistico di Dongyang Xing. Il pianoforte diventa lo strumento attraverso cui esplorare la dimensione più virtuosistica, teatrale e visionaria della tradizione iberica. Il programma mette in relazione autori e sensibilità diversi: le danze e il colore di Enrique Granados, le sonate di Domenico Scarlatti, come ideale ponte tra Italia e Psagna, il linguaggio essenziale e sospeso di Frederic Mompou, la fantasia bética di De Falla e, in chiusura, “Triana” di Albéniz, evocazione musicale del quartiere sivigliano. Protagonista il pluripremiato Dongyang Xing, pianista nato nel 1999 e formatosi tra il Conservatorio di Torino, la Hock Schule, Für Musik und Tanz di Colonia e le Hock Schule Für Musik di Detmold. A chiudere il festival, sempre nella chiesa di San Dalmazzo, sarà domenica 27 settembre la Spagna in musica con il mezzo soprano Elisa Barbero e la pianista Chiara Romanelli. Questo concerto si concentra sulla Spagna tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, e sul rapporto tra musica colta e tradizione popolare. Comprende i “Valses poéticos” e le “Tonadillas en estivo antiguo” di Granados, legati all’immaginario di Goya, le “Siete canciones populares españolas” di De Falla, fino alle “canciones populares españolas” di Garcia Lorca. Questo percorso attraversa l’eleganza dei salotti, il teatro bucolare e la memoria collettiva. Interpreti della serata saranno Elisa Barbero, artista dalla solida carriera internazionale, maturata nei teatri d’opera italiani ed europei, e la musicista Chiara Romanelli, da sempre impegnata nella valorizzazione del repertorio cameristico e nella riscoperta di pagine rare del patrimonio pianistico.

“Il festival rappresenta il punto di partenza di una stagione nella quale abbiamo cercato di costruire percorsi capaci di sorprendere il pubblico e allo stesso tempo di mantenere un forte legame con la nostra identità – sottolinea Luigi Cociglio, direttore artistico e maestro del Coro dell’Accademia Corale Stefano Tempia – do0o la musica spagnola, il programma ci conduce al rapporto tra musica e letteratura nelle grandi città del mondo attraverso il sassofono e nella dimensione corale contemporanea. Si tratta di percorsi molto diversi, ma accomunati dalla volontà di porre in relazione, autori, interpreti e linguaggi, offrendo al pubblico occasioni d’incontro non scontate”.

Il viaggio della Stefano Tempia proseguirà lunedì 19 ottobre al teatro Juvarra con “Ombre e racconti”, che segnerà il ritorno a Torino dell’artista Letizia Belmondo insieme agli ex studenti del Suzuki Talent Center. L’appuntamento si inserisce nelle celebrazioni per il 50⁰ anniversario del Metodo Suzuki in Italia, e unisce due storiche realtà musicali torinesi. Il programma a nasce dall’incontro tra musica e letteratura, e costruisce una sorta di teatro dell’immaginazione, al centro del quale vi sono i “Conte fantastique” di André Caplet, e “Usher” di Philippe Hersante, ispirati ai racconti di Poe “La Maschera della morte rossa” e “La caduta della casa Usher”. Le atmosfere si ampliano con musica notturna di Lex van Delden e “Ocanto do cisne negro” di Heitor Villalobos, mentre il “Libertango” di Astor Piazzolla introduce nel finale un cambio di prospettiva inatteso: la presenza della voce recitante rende ancora più stretto il rapporto tra parola, racconto e musica. Il secondo appuntamento sarà lunedì 9 novembre al teatro Vittoria, con il sassofono a guidare il pubblico attraverso Metropoli sonore. Il trio Artema, nella particolare formazione di due sassofoni e pianoforte, proporrà un viaggio musicale attraverso alcune grandi città del mondo, intese non solo come luoghi geografici, ma come spazi in cui memoria e linguaggi si incontrano e si trasformano. Il percorso mette in dialogo jazz e tradizione colta, Oriente e Occidente, “Porgy and Bess fantasy” guarda alla New York del Novecento, mentre il ciclo “Ciudades” di Guillermo Lago rielabora ritmi, colori e memorie di città reali. Le composizioni di June Nagao e Masanori Katoh completano un programma nel quale il sassofono diventa il fil rouge di un viaggio fra mondi musicali differenti. Al Conservatorio Verdi, il concerto intitolato “Un’ode all’umanità- verso la luce” conclude la prima parte della stagione 2026-2027, con un appuntamento inserito nella rassegna “Mondi, culture, musiche”, promosso da Sistema Musica Torino. Al centro della serata, una delle opere più significative della musica corale contemporanea, la “Sunrise Mass” di Ola Gjeilo. Composta nel 2008, si tratta di un percorso simbolico costruito su alcuni testi dell’Ordinario, che accompagna lo spettatore alla ricerca dell’identità e dell’equilibrio umano. Il cammino della Sunrise Mass è introdotto da Jean Sibelius, in un ideale ponte tra due generazioni della musica nordica. Accanto al Coro dell’Accademia Stefano Tempia, partecipa la Società Corale Città di Cuneo, diretta da Giuseppe Cappotto. Il concerto presenta la nuova Orchestra d’Archi Stefano Tempia, formata da giovani professionisti e guidata dal primo violino Andrea Scapola.

Il 29 gennaio avrà inizio la seconda parte della stagione 2026-2027 dell’Accademia Corale Stefano Tempia, che si concluderà nel mese di maggio. A inaugurarla sarà “Dialoghi fra i mondi”, quando a esibirsi sarà una pianista paraguaiana, esperta del repertorio classico interpretato attraverso la tradizione della sua terra. Il secondo concerto si aggancerà alla ricorrenza degli ottocento anni della morte di San Francesco: un giovane compositore ha composto una cantata contemporanea intitolata “Sole Luna”. Successivamente avrà luogo un concerto a Ciriè per inaugurare l’auditorium, dove si svolgerà il concorso violinistico internazionale “Massimo Marin”, a febbraio. Il vincitore del concorso sarà accompagnato da musiche di Mozart a cura dell’Accademia Corale Stefano Tempia. Il concerto è intitolato “Virtuosismi giovanili”. Il filo diretto con i giovani verrà idealmente chiuso con l’ospitata di un’orchestra ad ance doppie che esiste in forma di rete tra conservatori, istituti civici e scuole che mettono a disposizione circa ottanta suonatori di oboe e fagotto. In primavera, al teatro delle Rosine, l’attrice e scrittrice Sara D’Amario sarà in scena con un suo testo dedicato alle donne in musica e alle donne che hanno avuto problemi a esprimersi. “Sulle orme di Tosca” rappresenta il secondo dei tre appuntamenti che si terranno al teatro delle Rosine. Il terzo è ultimo appuntamento è dedicato a Barbara Strozzi, compositrice italiana del Seicento.

Mara Martellotta

E’ di scena “Urban Dream Chieri”

Da venerdì 11 a domenica 13 settembre

Tre giorni di eventi in Piazza Dante

Sabato 12 settembre: VILLABANKS, GRETA TEDESCHI e la Notte Bianca

Domenica 13 settembre: LA VIJÀ nel Cortile del Complesso di San Filippo

 

In occasione dei festeggiamenti della Madonna delle Grazie, Patrona della Città, quest’anno Chieri cambia ritmo. Il tradizionale appuntamento con le “Feste ‘d Cher – Settembre chierese” torna in una veste completamente nuova: “Urban Dream Chieri” proporrà tre giorni di musica, spettacoli, street food, intrattenimento e grandi artisti per trasformare il cuore della città in un’esperienza unica.

 

«Quest’anno il Settembre chierese si propone con una veste completamente rinnovata e ringiovanita-dichiara l’assessora alla Cultura Antonella Giordano-Il cuore della manifestazione sarà Piazza Dante, con tre serate di musica e divertimento. La musica accompagnerà anche lo shopping, con la Notte Bianca in programma sabato 12 settembre nelle vie del centro. Non dimenticheremo tuttavia la tradizione, con l’appuntamento della Vijà, che sarà proposta nel cortile del Complesso di San Filippo, un luogo caro ai chieresi. Durante i giorni della Festa patronale sarà poi possibile visitare la mostra dedicata ad Alberto Maso Gilli nella cappella di San Filippo o conoscere le meravigliose opere del Moncalvo con il percorso guidato Scoprichieri. Per tutto il mese di settembre (…e di ottobre) sono in programma numerosi altri appuntamenti culturali, di promozione del territorio e sportivi che renderanno la città sempre più attrattiva».

“Urban Dream Chieri” è un evento organizzato da Wake Up, Freedom Eventi, Countach Agency e ToFace AGENCY, che hanno partecipato al bando contributi della Città di Chieri.

*  *  *

PROGRAMMA EVENTI

 

VENERDÌ 11 SETTEMBRE 2026

Ore 21.30 – PIAZZA DANTE

 ‘70-‘80-‘90 VIBES

Una notte dedicata ai più grandi successi che hanno fatto la storia della musica, in collaborazione con la storica discoteca Premiere di Poirino.

In consolle: Franco Frassi & Piero Vallero.

Ingresso gratuito.

Dalle 19:00 – Street Food, Cocktail Station e Area Food

SABATO 12 SETTEMBRE 2026

Ore 21.30 – PIAZZA DANTE

VILLABANKS E GRETA TEDESCHI

 “Noi due sotto a un milione di stelle..Mi stringe e ripete che sono il migliore di sempre..Noi due sotto un milione di stelle”.

Sul palco uno degli artisti più iconici della scena urban italiana: VILLABANKS.

Ad aprire la serata sarà la dj torinese GRETATEDESCHI, fra le migliori 100 Dj donna al mondo, nonché prima in Italia.

In consolle: Vitto Vee e Fricci.

Ingresso gratuito fino a disponibilità capienza.

Dalle 19:00 – Street Food, Cocktail Station e Area Food

Dalle 21.00 alle 24.00 la città sarà animata da una vivacissima “NOTTE BIANCA”, con negozi e locali aperti in tutto il centro storico: da San Domenico a Piazza Cavour, il cuore cittadino si trasformerà in un grande palco a cielo aperto, con postazioni musicali e DJ Set diffusi.

DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026

 

Ore 21.00 – Cortile del complesso di San Filippo

Via Vittorio Emanuele II, 63

LA VIJÀ 

Il tradizionale spettacolo in lingua piemontese che rievoca le antiche veglie contadine con musica, racconti e gli immancabili stranòt, composizioni in rima, racconti e momenti di satira che, con ironia e autenticità, raccontano la nostra terra e la nostra gente.

Ingresso gratuito.

Ore 21.30 – PIAZZA DANTE

WE LOVE 2000

Le hit che hanno segnato un’intera generazione, da cantare e ballare insieme fino a tarda sera.

Ingresso gratuito.

Dalle 19:00 – Street Food, Cocktail Station e Area Food

Info: www.comune.chieri.to.it