“Sono molto orgoglioso di partecipare – spiega Franco Rabezzana, patron dell’Enoteca Rabezzana e del Pastificio Giustetto – come Ingegnere laureato al Poli e come vignaiolo a questo bellissimo e nuovo progetto. A Torino nasce ‘Campus Grapes’, la vigna urbana all’interno di un polo universitario targata Politecnico di Torino. Una superficie di quasi 1000 mq che ospiterà più di 750 piante di vite. L’inizio dei lavori di realizzazione della vigna sarà verso la fine dell’aprile 2025, mentre l’inaugurazione ufficiale è prevista per il mese di giugno 2025. La vigna è caratterizzata da un imprinting fortemente sociale, poiché il progetto è aperto a tutti e finanziato interamente da un crowdfunding”.
L’Osteria Rabezzana ha organizzato, per venerdì 6 dicembre, alle 17.30, un aperitivo per presentare il progetto insieme a una delle più promettenti startup del momento, Citiculture. Sarà l’occasione per scoprire come la viticoltura urbana Hi – Tech possa impattare positivamente sulle città, non solo dal punto di vista ambientale. Le vigne Citiculture sono infatti luoghi di riconnessione con la natura che producono impatti localizzati, monitorabili e rendicontabili. Le partnership di Citiculture, con il Politecnico di Torino e il DISAFA, daranno vita a un progetto unico nel suo genere, “Campus Grapes”. Franco Rabezzana, esperto sia di vini che di foundracing, è partner di Citiculture all’interno di questa bellissima avventura.
La prenotazione può avvenire alla mail info@osteriarabezzana.it
Il costo della partecipazione è di 20 euro.
Mara Martellotta





Una gran festa per chi ama il cinema e ha sempre visto nello studio e nel consumarsi quasi dentro certi personaggi, nei gesti, nelle scelte e negli atteggiamenti e nelle prese di posizione – aver mandato in vece sua sul palco degli Oscar una nativa americana a rivendicare intere esistenze e violenze – il vero esplodere e il soffio rivoluzionario di un antico cinema americano, trovarsi per una intera settimana davanti a manifesti locandine programmi con il viso di Marlon Brando inquadrato nella sala da ballo parigina del “Tango” di Bertolucci. È stata la festa per i 24 titoli con cui il direttore Giulio Base gli ha voluto rendere omaggio nel centenario della nascita, impossibile elencarli tutti, ma sono state vere boccate d’aria “A Streetcar Named Desire” e “Julius Caesar”, “Guys and Dolls” dove Marlon non sapeva cantare ma cantava benissimo pronto a rivaleggiare con Sinatra e “The Chase”, “Queimada” del nostro Pontecorvo e “The Godfather”, da “The Men” a “The Missouri Breaks” di Penn: e l’elenco potrebbe continuare.


