Figura poliedrica dello spettacolo e della cultura, originario dell’Astigiano, cabarettista, attore, era diventato famoso in Tv negli Anni ’80 con la trasmissione Drive In
E’ morto all’ospedale Molinette, lo scrittore e attore Giorgio Faletti, 63 anni. A dare la notizia, attraverso Twitter, il direttore della Stampa, Mario Calabresi.
Faletti era stato ricoverato nell’ospedale torinese, poiché era malato da tempo. Figura poliedrica dello spettacolo e della cultura, originario dell’Astigiano, cabarettista, attore, era diventato famoso in Tv negli Anni ’80 con la trasmissione Drive In.
Dopo altre partecipazioni in programmi televisivi e in produzioni cinematografiche si dedicò con grande successo, negli ultimi anni, alla scrittura, come autore di libri thriller arrivati alla vetta delle classifiche, tra i quali “Io uccido”.
Nelle immagini, scattate in occasione della rassegna fotografica Photissima, a cura di Libra Concerti, Faletti mentre visita la mostra fotografica allestita in corso Regio Parco, lo scorso novembre, presso l’ex manifattura tabacchi.
Lunedì verrà allestita la camera ardente alle Molinette mentre i funerali si svolgeranno martedì ad Asti. La sua città gli intitolerà la biblioteca.
Sono incominciati gli interrogatori delle 20 persone arrestate nell’operazione contro la ‘Ndrangheta, che tentava di infiltrarsi nei lavori della Tav. Tra queste anche Gabriella Toroldo, che avrebbe avuto il ruolo di “cassiera” dell’organizzazione. Pare che la donna, che si fingeva avvocato, fungesse da finanziatrice degli affiliati.
Dopo diversi stop and go sembra finalmente la volta buona. La storia infinita di Estate ai Murazzi sembra essersi risolta positivamente.
All’interno della struttura la biblioteca civica, il centro di Design del Politecnico, aule di Architettura e spazi espositivi
Attraverso la segretaria di un conosciutissimo studio notarile di Nizza gli indagati falsificavano la documentazione
L’ha pensata giusta il presidente del Consiglio. Se si fosse presentato all’assemblea degli gliene avrebbero dette quattro. Inoltre avrebbe dovuto dare risposte agli operai della Fiom che lo aspettavano all’ingresso per chiedergli lumi sulla situazione occupazionale
Ore 14,30 di lunedì 30 giugno: è ‘ora x della X legislatura regionale. Alla vigilia del gran giorno le sbarre metalliche dei parcheggi dei consiglieri lungo le vie Lascaris e Dellala, che costeggiano il Parlamento regionale, erano quasi tutte abbassate, tanto che chiunque poteva posteggiare. 
Praticamente decimato il centrodestra dall’inchiesta sui rimborsi e quasi del tutto rinnovato il centrosinistra. Da questa legislatura i consiglieri regionali sono 10 in meno, cioè 50 rispetto ai consueti 60. Addirittura 41 le matricole che, il giorno della seduta inaugurale, avranno il compito di eleggere il nuovo Ufficio di presidenza.
In pole position per l’elezione a presidente dell’Assemblea il consigliere Pd Mauro Laus, già indicato dal partito. Mentre per una delle due vicepresidenze il centrodestra sembra essere orientato per Daniela Ruffino, di Forza Italia. Il primo Consiglio sarà presieduto dal consigliere anziano Giovanni Corgnati (Pd) che sovrasterà dal suo scranno quello al “girone” inferiore dell’aula occupato dal governatore Sergio Chiamparino. Tra le novità di questa legislatura una bella sforbiciata agli stipendi dei consiglieri e l’abolizione dei vitalizi.
Migliaia i partecipanti alla sfilata del Gay Pride di Torino, dalla stazione di Porta Susa , lungo via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello e via Po, fino in Piazza Vittorio Veneto. Ha voluto presenziare anche il neo-governatore Sergio Chiamparino che, dopo 4 anni di patrocinio negato alla manifestazione da parte del suo predecessore leghista Roberto Cota, ha invece dato il benestare agli organizzatori di fregiarsi del marchio regionale. Il “sindaco di tutti i piemontesi” ha voluto dimostrare di esserlo davvero, in testa al corteo con l’assessore (pardon, assessora) Monica Cerutti per affermare , ha detto, “il diritto alla differenza che in Europa è un fatto acquisito”.
“Al centro dell’attenzione nella manifestazione – dicono i promotori – i diritti negati alle persone LGBT, questione che vede l’Italia agli ultimi posti in Europa. E una delle richieste del Torino Pride è che vada in porto il disegno di legge che riguarda le persone transessuali”.
La condanna non può sussistere se non c’è un “grave danno” per lo Stato e se non è stata creata “un’apprezzabile possibilità di rinuncia da parte dello Stato alla prosecuzione” delle opere per la Tav
Sabato e domenica all’insegna dell’incertezza, meglio girare sempre con l’ombrello. Soltanto lunedì in Piemonte tornerà il bel tempo.