STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Un’altra eccellenza Italiana. Una sede nazionale nella nostra città. Fortunatamente il professore, partendo da Cinquefondi, è rimasto a lavorare in Italia
Il professor Enzo Marvaso è soprattutto un amico. Lo vado a trovare al Galileo Ferraris, sede nazionale di Rete Robotica Italia. Un bidello che si accapiglia con gli studenti mi indica la strada: troverà sopra uno che le dice dov’è. E nel mentre lancia epiteti non riproducibili, a chi al fondo del corridoio non lo considera. Già, Enzo è proprio un amico, conosciuto 10 anni fa nelle “segrete stanze” della segreteria dell’Assessore alla Cultura regionale Gianni Oliva, con un chiodo fisso: inventare qualcosa di nuovo. Ama terminare interventi o commenti sul suo lavoro scrivendo, e tutto questo partendo da Cinquefondi, paese della provincia di Reggio Calabria. Oggi lo copio partendo da quella frase sicuramente emblematica della strada da lui percorsa, e dalla fierezza dei suoi natali. Classe 1952, da 30 anni professore. Dopo un’esperienza da funzionario legislativo nel gruppo del PCI.
Prof, da quando esiste Rete Robotica Italia? L’idea come e da chi è nata?
“Nel 2009, conversando con l’ingegnere Arturo Barocelli, funzionario Comau, sicuramente genio nel suo settore, capo progettista. Obbiettivo
dichiarato: avvicinare il mondo della scuola ed il mondo del lavoro. Capire gli studenti più promettenti ed avvicinarli alla progettazione di robot multi funzionali. Il primo atto la determinazione e realizzazione del Protocollo d’Intesa tra Miur, Regione Piemonte e Provincia di Torino. Secondo atto, trovare le risorse necessarie per realizzare celle robotiche nelle scuole professionali e tecniche. Terzo atto esportare in altre regioni l’esperienza del Piemonte anche attraverso le camere di Commercio Piemontesi, indispensabili per fondi ed azione di promozione. Sono diventato un piccolo globe trotter . Risultato ad oggi per quanto riguarda le celle robotiche costruite: 9 in Piemonte, 3 Veneto, 1 Lazio, 1 Marche, 2 Campania e 2 Sicilia”.
Tutto qui? ( domanda, visto che un po’ lo conosco, simpaticamente provocatoria)
“Assolutamente no! Collaboriamo con Nasa, Lesa, Agenzia Spaziale Italiana, Politecnico di Torino. Con il Ministero Della Difesa e Scuola Futuro Cosmonauta Village Day. Nel nuovo anno scolastico 15 studenti italiani faranno uno stage alla Scuola da Cosmonauta “Gagarin” di Mosca, la migliore del Mondo. In via sperimentale attueremo il metodo tedesco Dual: 2 giorni giorni di scuola e 4 di lavoro. Aiutati dalla Italo tedesca Bosch”.
Di cosa vai più fiero?
“Sicuramente i premi che le scuole, dunque i ragazzi, hanno vinto. Quattro anni fa l’Avogadro primo ad un simposio internazionale organizzato anche dalla Nasa. Il secondo posto al Pinifarina di Moncalieri. E il Brocchi di Bassano del Grappa”.
“Bene – mi dice – può bastare?” Per ora si. Questa volta tocca a me la risposta. Eh, caro Enzo Marvaso….non finisce sicuramente qui. Sicuramente il nostro giornale continuerà, interessatissimo, ad informarsi e informare su questa bella esperienza. Ci salutiamo. Uscendo penso. Un’altra eccellenza Italiana. Una sede nazionale nella nostra città. Il tutto rende accettabili le urla del bidello che sa di non “essere in una scuola inglese”. Fortunatamente il professore, partendo da Cinquefondi, è rimasto a lavorare in Italia.

AVVISTAMENTI /
tenendo conto – giustamente – delle esigenze di spazio e di comfort degli animali: si prevede, per esempio, che le condizioni ottimali per il trasporto dei conigli siano una temperatura tra i 13 e i 20 gradi e un’umidità relativa del 55-65% e che i maiali abbiano ciascuno uno spazio disponibile pari a circa 0,03 metri quadri per chilo di peso corporeo.Bene: non fosse che la destinazione delle bestiole è, prima o poi, il mattatoio, i passeggeri della metropolitana di Torino se la passano quasi peggio di conigli, vitelli e maiali, protetti dai regolamenti UE.
In questi giorni di ondata di calore, infatti, i dirigenti di GTT, sempre attenti a fare economia salvo che si tratti dei loro bonus, sono più preoccupati del consumo energetico del loro sistema di filtrazione dell’aria che di far viaggiare pendolari e lavoratori (che non possono certo andare in ufficio in costume da bagno) a temperature accettabili.Cosicché il passeggero – pagante – si ritrova in condizioni di viaggio che l’Europa potrebbe forse giudicare dannose per il benessere di un maiale: vagoni affollati, caldissimi, dall’aria irrespirabile.



Polo tecnologico e scientifico


Sei mesi di sperimentazione che consentirà di utilizzare le videocamere, applicate sulle divise degli agenti
