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Sarebbe bene che i nostri amministratori ascoltassero meno le sirene – comunque piuttosto affaticate e decisamente poco incantatrici – dei media subalpini e guardassero un po’ altrove: scoprirebbero che, al lordo dei fattori frenanti di sistema, nei Paesi europei si investe sì in cultura – peraltro, in proporzione alla domanda espressa dai consumatori – ma ancora di più in formazione
Tra Ostensione, Expo e vari eventi collegati, Torino sta attraversando un boom turistico: lo dicono i primi numeri ufficiali e si può constatare anche empiricamente, godendosi lo spettacolo delle nostre strade popolate di visitatori. Tutto bene, dunque. Però la situazione reale, appena coperta dalla patina di tipico trionfalismo subalpino, dal sapore provinciale e autoconsolatorio, non è altrettanto rosea. Pochi giorni fa la Banca d’Italia ha pubblicato il rapporto annuale sull’economia regionale, confermando purtroppo una serie di dati negativi, in particolare i livelli alti di disoccupazione, di povertà ( almeno rispetto alla media del Nordovest), e di impoverimento delle famiglie.
La Banca d’Italia, insieme ad altri analisti (come Unioncamere e Comitato Rota), fa anche giustizia di un altro mito tutto torinese, perpetuato ormai da dieci anni da ingenui e da interessati: quello secondo cui il boom turistico possa compensare la perdita verticale di occupazione – in particolare nell’industria – e di indice relativo di produzione della ricchezza, che accompagna Torino dagli anni ’90. È vero che le presenze turistiche sono aumentate costantemente (mentre restano altalenanti, ad esempio, le fortune del nostro aeroporto), ma i numeri restano deludenti: l’Ostensione preventiva un numero inferiore al 50% di visitatori rispetto all’edizione 2010. L’effetto traino di Expo è trascurabile, avendo prevedibilmente privilegiato il distretto turistico dei laghi (a conferma che al famoso MiTo non crede più nessuno, con buona pace delle Frecce intercity).
Già a gennaio, in un’intervista a Il Sole-24Ore, Josep Ejarque, numero uno della società creata da Expo per la promozione del turismo, con un chiaro riferimento alla sua conflittuale esperienza con i salotti torinesi ai tempi delle Olimpiadi 2006, avvertiva velenosamente che questa volta non ci sarebbe stato il Comitato Olimpico – cioè il contribuente italiano – a pagare per viaggi e soggiorni, e che se Torino voleva agganciare l’Expo avrebbe dovuto darsi da fare per essere competitiva sul mercato privato dei consumatori privati. I numeri definitivi ci diranno se ha ragione lui o hanno ragione certi nostri cantastorie da piola o da salotto. Intanto, sappiamo per certo, sempre da Bankitalia, che l’INTERO comparto ristorazione e accommodation vale, a seconda degli anni, tra un decimo e un ottavo del settore manifatturiero: e questo, paradossalmente immaginando che non un solo Torinese si avventuri, neanche una volta l’anno, in una pizzeria.
Dieci anni fa, in piena overdose di contributi pubblici per le Olimpiadi, qualche pubblico amministratore si era avventurato in audaci profezie sul turismo come vocazione produttiva alternativa della città: sono disordinatamente proliferate iniziative, rassegne, festival vari, ognuno dei quali aggiungeva i gravami di stipendi per dipendenti e amministratori. Dal 2011 in poi l’insostenibilità di questo sistema è dimostrata dalle riduzioni dei contributi pubblici, dagli accorpamenti o dalle definitive chiusure di molti carrozzoni.
Sarebbe bene che i nostri amministratori ascoltassero meno le sirene – comunque piuttosto affaticate e decisamente poco incantatrici – dei media subalpini e guardassero un po’ altrove: scoprirebbero che, al lordo dei fattori frenanti di sistema, nei Paesi europei si investe sì in cultura – peraltro, in proporzione alla domanda espressa dai consumatori – ma ancora di più in formazione e che nessuno oserebbe dire in pubblico che, se non si riescono più a vendere motori e macchinari, invece di inventare un nuovo modello produttivo, si può rimediare con la cioccolata e le rassegne teatrali. Ci sono, è vero, alcuni Paesi che, non avendo molto altro, vivono di turismo, proteggendo con una certa cura il paesaggio e le antichità: Grecia, Kenya, Egitto. Ah, tra l’altro, Natura volle che questi Paesi abbiano il mare: non vedo la spiaggia artificiale ai Murazzi, piaciuta così tanto ai Torinesi che ne hanno decretato un risultato economico in passivo per 120mila Euro, fare seria concorrenza alla barriera corallina.
(Foto: il Torinese) |
Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito
Nella giornata di domenica 12 luglio 2015 è previsto uno sciopero aziendale di 24 ore indetto dall’organizzazione sindacale USB Lavoro Privato.
SARÀ GARANTITA L’EFFETTUAZIONE DEL SERVIZIO NELLE SEGUENTI FASCE ORARIE:
• Servizio urbano e suburbano della Città di Torino: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
• Metropolitana: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
• Autolinee extraurbane: da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30
• sfm1 Pont-Rivarolo-Chieri (ferrovia Canavesana) e sfmA Torino-Aeroporto-Ceres: da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30
Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito. Lo sciopero potrà avere ripercussioni anche sull’operatività dei Centri di Servizi al Cliente e sui diversi servizi gestiti da GTT, con conseguenti possibili disagi per la clientela.
(Foto: il Torinese)
La rinomata località della costa dalmata, annovera tra le sue bellezze anche importanti siti patrimonio Unesco. La Croazia rappresenta la vera novità nelle preferenze dei turisti italiani per questa estate ed è una meta turistica in ascesa

L’Aeroporto di Torino continua a crescere: il mese di giugno appena concluso ha infatti registrato un aumento del 13,3% del numero di passeggeri rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, collocando la crescita su base annua al 30 giugno al 7,3%. Dal 2 luglio è possibile volare anche in Croazia, grazie a Vueling e al
nuovo collegamento con Spalato, operato ogni lunedì e giovedì per tutta l’estate. La rotta, servita con aeromobile Airbus A320 da 180 posti, avrà il seguente orario:
Torino – Spalato
11:00 – 12:15 (lunedì)
14:55 – 16:15 (giovedì)
Spalato – Torino
12:50 – 14:10 (lunedì)
16:55 – 18:20 (giovedì)
Spalato, rinomata località della costa dalmata, annovera tra le sue bellezze anche importanti siti patrimonio Unesco. La Croazia rappresenta la vera novità nelle preferenze dei turisti italiani per questa estate ed è una meta turistica in ascesa poiché vanta un’offerta variegata per ogni tipo di turismo (culturale, balneare e sportivo) ed una qualità ricettiva conveniente e competitiva. Tra le rotte recentemente inaugurate da Vueling vi è anche Alicante, dove è possibile volare ogni martedì e sabato. La località della Costa Blanca è una delle destinazioni turistiche più importanti del
levante spagnolo. Recentemente sono stati inoltre avviati i collegamenti di linea verso le destinazioni preferite per le vacanze – Ibiza (Blue Air e Neos), Minorca (Vueling e Neos), Palma di Maiorca (Volotea e Vuleing), Kos (Meridiana), Alghero (Ryanair), Olbia (Meridiana e Volotea) – oltre ai collegamenti charter per Rodi, Creta, Marsa Alam in vendita abbinati ai pacchetti turistici dei principali tour operators, che vanno ad aggiungersi all’offerta voli dello scalo disponibile tutto l’anno.

LA VERSIONE DI GIUSI /
di Giusi
La Ganga
Resta la vicenda penale, su cui è difficile pronunciarsi e che, comunque, implica responsabilità personali e non collettive. Occorrerebbe avere la forza di andare oltre, costruendo una vera unità politica e assetti adeguati e occupandosi anche di migliorare la qualità dei gruppi dirigenti, messi a dura prova dallo stillicidio di vicende poco commendevoli che hanno caratterizzato gli ultimi due anni
Una sentenza salomonica, che si fonda, più che sul diritto, sul buonsenso e sul rispetto della sostanziale volontà degli elettori. Ora Chiamparino potrà riprendere a governare senza ulteriori rallentamenti, e qui si misurerà la sua qualità politica. Sembra infatti necessario un cambio di passo, per far cogliere al Piemonte quelle opportunità di ripresa, che ci sono, ma, al momento, appaiono ancora troppo flebili, soprattutto rispetto al rilancio degli investimenti e dell’occupazione. Quanto al PD, che si è lacerato in polemiche inutili se non controproducenti, la sentenza offre un’occasione per respirare e riprendere il lavoro politico. E’ ben vero che gli 8 eletti della provincia di Torino restano sub iudice, ma ci vorrà tempo per avere il responso definitivo. E intanto si può andare avanti. E, in ogni caso, è il male minore.
Resta la vicenda penale, su cui è difficile pronunciarsi e che, comunque, implica responsabilità personali e non collettive. Occorrerebbe avere la forza di andare oltre, costruendo una vera unità politica e assetti adeguati e occupandosi anche di migliorare la qualità dei gruppi dirigenti, messi a dura prova dallo stillicidio di vicende poco commendevoli che hanno caratterizzato gli ultimi due anni. La sfida del Comune di Torino è dietro l’angolo. Il Sindaco Fassino ha fatto un grande lavoro, non sempre conosciuto e compreso, in una società che privilegia l’apparenza alla sostanza. Ed oggi all’ordine del giorno del PD c’è proprio un serio impegno per riportare l’attenzione sui problemi concreti della città e sulle idee per risolverli.

Il premier Matteo Renzi lo scorso anno aveva inaugurato l’avveniristico stabilimento del gruppo industriale a Settimo
Nel mese di agosto circa 100 dipendenti torinesi del colosso francese della bellezza, l’Oréal, che oggi lavorano nella sede di corso Valdocco, saranno trasferiti a Milano, per via della razionalizzazione aziendale. Il premier Matteo Renzi lo scorso anno aveva inaugurato l’avveniristico stabilimento del gruppo industriale a Settimo (nella foto), e oggi arriva la triste notizia. La sede centrale così ha deciso. Un altro pezzo di Torino che viene assorbito da Milano. A nulla varranno le proteste dei dipendenti e dei sindacati.
Ora si trova al Cto, dove i medici dicono che non è in immediato pericolo di vita
Grave incidente per un operaio di 43 anni, che è in coma farmacologico con ustioni di secondo grado sul 40% del corpo. E’ caduto in una cisterna colma di olio bollente in una azienda che produce grassi alimentari nella zona nord di Torino. Ora si trova al Cto, dove i medici dicono che non è in immediato pericolo di vita. Sulla vicenda stanno indagando gli ispettori dello Spresal dell’Asl To2.
La lezione di Yoani Sanchez a Torino

AUGUSTA TAURINORUM / di Augusta Montaruli
Il dissidente non è colui che non può esprimersi ma è chi, in un ambiente monopensiero, ha il coraggio di non conformarsi, di distinguersi, di andare contro corrente
La parola dissidente ha un’etimologia precisa. Deriva dal latino dissidere ovvero discordare. Il dissidente non è colui che non può esprimersi ma è chi, in un ambiente monopensiero, ha il coraggio di non conformarsi, di distinguersi, di andare contro corrente. Per questo e’ alquanto ridicola la scusa del pd torinese che ha bocciato la proposta di Maurizio Marrone avanzata in consiglio comunale. Oggi si è infatti negata la cittadinanza onoraria a yoani sanchez che secondo il pd non sarebbe meritevole dell’ onorificenza perché – tutto sommato – e’ riuscita ad esprimere il proprio pensiero. Yoani è una dissidente cubana, blogger tradotta da la Stampa con cui ho avuto l’onore di colloquiare in un mio viaggio all’Havana qualche anno fa. Il merito di Yoani non è essere riuscita a dire, ma aver detto qualcosa di diverso dalla buonista retorica e ormai alquanto patetica propaganda castrista, del tutto coerente con la deriva del nostrano partito democratico.. Il merito sta nel coraggio. Ritrovo in un ragionamento che mi ha fatto Yoani la chiave di lettura della storia anche più recente di Torino. Mi ha detto che la dittatura e’ quel regime che ti fa credere di essere libero lasciandoti comportare secondo usi ritenuti regole consolidate, per poi comunicarti al momento più opportuno che quel comportamento era illegittimo: così tu potrai essere ricattabile e piegare la testa garantendo il consenso a quel sistema o, contrariamente, dovrai sopportare il peso di esser messo all indice quale grande criminale. Yoani non sarà cittadina torinese. A pensarci bene ci ha guadagnato lei.


Prezzi scontati fino al 29 agosto
In tempo di crisi, il periodo dei saldi è più che mai un buon momento per trovare, a buon prezzo, capi altrimenti inavvicinabili. Sabato 4 luglio hanno inizio a Torino i saldi estivi, le vendite di fine stagione che continueranno fino a sabato 29 agosto. Questo il testo dell’ordinanza comunale 4832 del 19/12/2014 che definisce il calendario in città. A Torino – informa il Comune – nei negozi che effettuano i saldi, deve essere esposta copia dell’informativa per i consumatori con le principali regole osservate per i saldi di fine stagione. In caso di violazione di tali disposizioni il consumatore potrà rivolgersi alla Polizia Municipale. Per saperne di più può essere utile consultare il vademecum per i saldi di Altroconsumo. Ricordate che lo sconto o ribasso effettuato deve essere espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che deve essere comunque esposto.
(Foto: il Torinese)
Il percorso dall’Albania fino a Moncalieri
Ha viaggiato per oltre 1.200 chilometri nascosto su un tir, dall’Albania fino a Moncalieri. Un quindicenne albanese ha detto ai carabinieri che lo hanno trovato alla stazione ferroviaria della città, di essere fuggito dal padre che lo picchiava spesso. Il giovane è ora ospite in una comunità, in attesa che il tribunale dei minori decida quali soluzioni adottare.

LA VERSIONE DI GIUSI / di Giusi La Ganga
“Vorrei tornare a suggerire ai nostri parlamentari un intervento sul Guardasigilli Orlando, perché si metta ordine in tutta la materia dei ricorsi elettorali, sulla base di una normativa speciale che porti a chiudere ogni contenzioso, in un senso o nell’altro, entro sei mesi”
“Calma e gesso”: così diceva il giocatore di biliardo davanti ad una difficile situazione di gioco. Calma, per valutare bene tutte le opzioni e gesso, per rendere perfetta la stecca. “Calma e gesso” è uno dei tanti modi di dire che piacciono al nostro Presidente della Regione, che evita così astrusi ragionamenti politici assumendo i panni, che gli piacciono, del saggio uomo del popolo. Piemontese, perché spesso citati in dialetto. Di fronte all’esplosione mediatica della vicenda delle firme, con troppe parole inutili o controproducenti, viene anche a me voglia di consigliare “calma e gesso”. Due cose sono chiare: da un lato che per sprovvedutezza, faciloneria o arroganza la raccolta firme non si è svolta regolarmente; dall’altro che il presidente Chiamparino non intende stare sulla graticola e che, in caso di una pronuncia del TAR che non lo liberi subito dalle ombre, vuole ricorrere ad un nuovo voto per dare un governo pienamente legittimo al Piemonte.
C’è poco da discutere sia sulla prima che sulla seconda questione, che sono al momento però nettamente distinte. Le responsabilità penali sono individuali, saranno accertate, ma possono essere del tutto ininfluenti rispetto alla validità del voto dell’anno scorso. Il TAR si pronuncerà sui ricorsi. Non mi sento di escludere che possa decidere per la non decisività dei falsi denunciati. Potrebbe pesare il fatto che , in materia elettorale, conta anche la ricerca del miglior modo di rispettare la volontà degli elettori, e la valutazione dei danni collaterali che un annullamento del voto produrrebbe. “Calma e gesso”, dunque.
Va detto che, quando si parla di giustizia, e in specie di quella amministrativa, la certezza del diritto latita. Al riguardo vorrei tornare a suggerire ai nostri parlamentari un intervento sul Guardasigilli Orlando, perché si metta ordine in tutta la materia dei ricorsi elettorali, sulla base di una normativa speciale che porti a chiudere ogni contenzioso, in un senso o nell’altro, entro sei mesi. La casistica oggi è infinita e ha portato ad esiti molto vari sia nel merito sia nei tempi. Il rischio dell’arbitrio, o, almeno, della casualità è molto alto. Non è una riforma da reclamizzare con un tweet, ma sarebbe preziosa per ridare un po’ di prestigio alle istituzioni.




AVVISTAMENTI