CRONACA- Pagina 149

Torino, due minori individuati per le rapine in strada ai loro coetanei

Due minorenni sono accusati di aver commesso due rapine nel giro di pochi giorni e ora si trovano in permanenza domiciliare in attesa di giudizio. Gli episodi risalgono al 23 e al 29 luglio, quando i ragazzi avrebbero avvicinato e derubato due coetanei in diverse zone di Torino. I carabinieri di Borgo San Salvario e Pozzo Strada hanno applicato la misura disposta dal Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, che ritiene i due giovani responsabili dei fatti.

La prima rapina è avvenuta in corso Marconi, nel quartiere San Salvario, dove un ragazzo sarebbe stato avvicinato dai due giovani dopo aver rifiutato di dare loro una sigaretta. Secondo la ricostruzione, uno lo avrebbe trattenuto per la maglietta mentre l’altro gli avrebbe dato un pugno in volto, fuggendo poi con le cuffie che indossava. Una volante che si trovava nelle vicinanze è intervenuta immediatamente e, grazie alla testimonianza del ragazzo in caserma, è riuscita a identificare uno dei presunti responsabili.

La seconda rapina è avvenuta nel tardo pomeriggio in via Pietro Cossa. In questo caso si sarebbe trattato di un tre contro uno: le immagini delle telecamere mostrano infatti che, oltre ai due minorenni, c’era anche un terzo giovane. Con la scusa di chiedere indicazioni, il ragazzo avvicinato sarebbe stato circondato, picchiato e poi derubato del portafoglio.

VI.G

Giachino: “Torino peggiora nella classifica della qualità della vita”

 E’ oggi 26a, era  23a

Per un politico che voglia amministrare bene  la Città o un Paese , Studiare le statistiche e’ come per un medico studiare le analisi del paziente.  Dal silenzio capisco che nessuno ha visto la annuale classifica del giornale economico ITALIA OGGI sulla QUALITÀ della VITA nelle Città capoluogo. Milano è sempre al primo posto mentre Torino dal  23o posto è scesa al  26°.  La nostra Città è 73a per disoccupazione maschile e 51a per disoccupazione femminile. 78a per pannelli fotovoltaici , 105a nella qualità dell’ambiente, 6a per parchi urbani ma qui il merito è dei Savoia e di Peyron, il Sindaco di Italia 61. 14a per auto elettriche, solo 16a nelle Start up preceduta financo da Napoli e Avellino. Dopo il brutto dato europeo sulla caduta del PIL procapite sarebbe interessante sentire cosa ne pensa il Consiglio Comunale, che è stato votato proprio per migliorare la vita della Città, mentre invece la qualità della vita peggiora.  Perché è facile entusiasmarsi per le ATP Finals che durano 10 giorni ma i torinesi vivono la Città tutto l’anno . Una sera potranno sgamarla andando da Briatore , come ho fatto io ieri sera, ma poi i problemi ci sono, la povertà aumenta. Rilanciare la nostra Città , la sua economia , rilanciare il lavoro a partire dai Quartieri periferici che fanno parlare ogni giorno la Cronaca nera e ogni tanto al giovedì sera trasmissioni come DIRITTO e ROVESCIO di Del Debbio che ieri era a interessarsi dei grossi problemi di Barriera. Meno male che noi SITAV abbiamo salvato la TAV che quella ogni giorno ci collegherà col mercato mondiale del turismo e delle merci.
Mino GIACHINO 

E’ arrivato l’inverno. Temperature in calo a Torino

/

Torino, da oggi fino a domenica, il protagonista sarà un freddo intenso e persistente. Le temperature minime si porteranno a ridosso dello zero e le giornate saranno segnate da cieli grigi, interrotti soltanto da qualche breve schiarita. Già da oggi il cielo resta coperto, l’aria è umida e pungente, e nelle ore centrali difficilmente si supereranno i 10 °C. Giovedì si noterà un lieve miglioramento nelle prime ore, ma presto tornerà ad aumentare la copertura nuvolosa, accompagnata da un ulteriore abbassamento termico in serata.

Il freddo più intenso arriverà però da venerdì: le minime scenderanno fino a circa 2 °C, con una sensazione di gelo ancora più marcata, tipica delle prime irruzioni fredde autunnali. Le giornate saranno dominate dalle nuvole, con qualche raggio di sole sporadico ma insufficiente a mitigare le temperature. Sabato e domenica il contesto resterà pressoché invariato: alternanza di nuvole e timidi sprazzi di luce, mattinate molto fredde con valori prossimi a 0–1 °C e un’elevata probabilità di brina nelle aree più esposte. Le massime rimarranno contenute, tra 7 e 10 °C, mantenendo un clima dal sapore decisamente invernale.

In sintesi, il fine settimana torinese sarà governato da un freddo deciso, avvertibile soprattutto all’alba e dopo il tramonto, con possibili gelate locali. Chi si troverà fuori nelle prime ore del mattino o la sera dovrà affrontare un clima rigido e superfici potenzialmente scivolose, mentre nelle ore centrali della giornata il cielo offrirà solo brevi momenti di luce senza un reale aumento delle temperature.

Scomparso il noto gallerista e antiquario Mario Benappi

È scomparso il noto gallerista e antiquario Mario Benappi, per il quale l’arte rappresentava una passione familiare tramandata da ben quattro generazioni, e proseguita dal figlio Umberto. La galleria Umberto Benappi è uno spazio d’arte contemporanea fondato nel 2011. La sua sede si trova in un ex atelier d’artista, situato nello storico palazzo Corbetta Bellini di Lessolo, nel cuore di Torino. La tradizione della famiglia Benappi nasce dalla dedizione del bisnonno di Umberto, che ha creato un interesse artistico in tutta la sua famiglia, dai nonni prima, al papà Mario, allo zio Ezio, al cugino Filippo. La nuova leva Benappi ha poi proiettato l’attività di famiglia nel presente grazie a uno sguardo all’arte contemporanea, con l’apertura della Benappi Fine Art, gestita dal cugino Filippo. Benappi non è solo arte a Torino, ma ha anche una sede in alta quota, a Sansicario.

Mara Martellotta

Auto e bici in fiamme: Alessi “Troppi incendi in Aurora”

Questa notte intorno le 03,30 in Via Carmagnola davanti il civico 10-12 ha preso fuoco una bicicletta, la cosa strana è che non è il primo episodio di incendio in quel luogo.

 


Il 3 marzo sempre in Via Carmagnola nello stesso punto è stata devastata la macchina di una ragazza perseguitata da un tipo che voleva entrare a casa sua, minacciandola di bruciargli la macchina se non lo faceva entrare. Lo stesso tipo che dormiva su un materasso davanti l’uscita dei box di fronte molto aggressivo, prendeva a calci le auto e si arrabbiava quando qualcuno gli chiedeva di spostarsi per poter entrare o uscire con l’auto dai box, compiva atti osceni (si masturbava, a volte anche con pantaloni abbassati, lo faceva anche nel Giardino Madre Teresa di Calcutta).

 


Nella notte del 22 ottobre sempre verso le 03,30 ha preso fuoco la macchina della stessa ragazza, coinvolgendo anche una macchina vicina.
Troppe coincidenze, sarà un caso fortuito? Le persone che abitano lì sono piuttosto preoccupate da questi incendi sempre nello stesso punto, davanti l’abitazione della ragazza.

Questa via è parte del Quartiere Aurora dove i residenti da tempo denunciano problemi di degrado, microcriminalità e spaccio di droga, vuole la Città fare qualcosa prima che capiti il peggio al peggio?

Patrizia Alessi

capogruppo FdI Circoscrizione 7

Presentato il progetto “FARO insieme con…”

Presentato questa mattina, a Casa FARO, il progetto “FARO insieme con…”, programma di visite guidate a Enti ed Istituzioni culturali della città dedicate a coloro che vivono una condizione di sofferenza per la perdita di un proprio caro e che sono supportate dal servizio di psicologia della Fondazione FARO.

L’iniziativa è promossa dalla stessa Fondazione FARO, dalla Presidenza del Consiglio Comunale e dalla Prefettura di Torino, con l’adesione della Fondazione “Torino Musei”, Musei Reali, Città Metropolitana, Archivio di Stato, Museo Nazionale di Artiglieria, Museo dell’Assedio e Gallerie di Pietro Micca.

Con “FARO Insieme” desideriamo offrire alle famiglie uno spazio sicuro in cui ritrovare sollievo dopo la perdita di un proprio caro” spiegano dalla Fondazione FARO il presidente Giuseppe Cravetto e il direttore generale Luigi Stella.

Ringraziamo la rete virtuosa creata da Prefettura di Torino, Presidenza del Consiglio Comunale e le realtà culturali della nostra città che hanno deciso di sostenere il progetto della nostra Fondazione, aprendo le porte dei loro palazzi anche alle famiglie assistite dalla FARO. Questi momenti di scoperta e condivisione diventano occasioni preziose per trasformare il dolore in nuove possibilità di relazione e di cura reciproca.

Siamo grati e orgogliosi del cammino che stiamo percorrendo insieme. Per quanto il percorso possa essere difficile, ci sentiamo ogni giorno più vicini ai cittadini e alle loro fragilità, anche grazie alla presenza delle istituzioni del territorio che continuano a sostenerci”.

Quello che presentiamo oggi, ha affermato la Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, è un nuovo traguardo della sinergia, nata a inizio della consiliatura, tra la Presidenza del Consiglio Comunale, la Prefettura e alcuni importanti enti del territorio, con l’obiettivo da un lato di avvicinare cittadine e cittadini alle Istituzioni, dall’altro di promuovere il nostro straordinario patrimonio storico e culturale.

Così, a partire dall’itinerario de “I Palazzi delle Istituzioni si aprono alla città”, passando per “I nuovi cantieri di educazione civica”, nati per iniziativa della Prefettura e divenuti oggetto di un protocollo con altri enti, per proseguire con i “Mercoledì della Storia nascosta”, abbiamo nel tempo incrementato le occasioni di incontro con giovani e meno giovani, rinsaldando il legame con la nostra comunità. La positiva risposta ottenuta ci induce a continuare ad allargare lo sguardo e implementare le collaborazioni.

E a maggior ragione lo facciamo con grande piacere e senso di umanità inserendoci in quel lavoro di costante attenzione e premura che la Fondazione FARO svolge verso chi soffre per la perdita di una persona cara. Aprire le porte dei Palazzi è un segno non solo simbolico di accoglienza e di vicinanza nel quotidiano delle persone: una scelta che considero il senso stesso dell’Istituzione che ho l’onore di rappresentare”.

“Il progetto di apertura dei luoghi delle istituzioni agli operatori e agli assistiti-pazienti e familiari della Fondazione FARO, ha affermato il Prefetto, Donato Giovanni Cafagna, è un modo attraverso il quale si vuole non solo riconoscere il valore prezioso di un impegno di volontariato così lungo e importante in favore della comunità, ma anche operare una forma di restituzione per un’opera che viene incontro alle esigenze di supporto morale e materiale avvertite da chi vive il lutto per la perdita di un congiunto a causa di una grave malattia. L’incontro con il dolore può risultare forse meno insopportabile se è vissuto con qualcuno che con gentilezza e rispetto ti aiuta a sostenerlo, magari anche condividendo la bellezza e la storia della tua città nelle passeggiate tra i palazzi, i musei, i giardini torinesi. Con questo obiettivo la Prefettura si propone di collaborare a questa prima esperienza con l’intento di trasformarla in un impegno duraturo”.

All’iniziativa hanno preso parte il Direttore del museo Pietro Micca, Ambrogio Zaffaroni, il Maggiore Marco Falchero in rappresentanza del Museo d’Artiglieria, Anna Randone per Città Metropolitana, Anna La Ferla in rappresentanza del direttore di Palazzo Madama.

Santa Maradona, 80mila euro alla Fondazione di Candiolo

Con la consegna del secondo assegno da 30mila euro — che vanno ad aggiungersi ai
50mila già donati, per un totale di 80mila euro — portiamo a compimento l’operazione
“Santa Maradona”. Quando abbiamo pensato di pubblicare la sceneggiatura del film, in
partnership con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, contavamo
sull’affetto dei fans ma non immaginavamo neanche lontanamente il successo
dell’iniziativa e l’ondata di affetto che la ha avvolta.
Siamo partiti con il libro, appunto, realizzato con la collaborazione dell’agenzia letteraria
Book on a Tree di Pierdomenico Baccalario di Torino e con la cura dello stampatore
Gianandrea Redaelli, e con il sostegno fondamentale di Rai Cinema e di Lucky Red,
detentori dei diritti del film che hanno concesso gratuitamente l’autorizzazione a
pubblicare la sceneggiatura originale del film corredata da bellissime fotografie di scena e
da molti materiali d’archivio. Gli appassionati hanno risposto superando ogni aspettativa,
esaurendo la tiratura del volume in edizione numerata ed autografata, corredata da
preziosi contributi di amici e membri del cast del film: Stefano Accorsi, Anita Caprioli,
Mandala Tayde, Luca Bianchini, Willie Peyote, Samuele e Max Casacci dei Subsonica, tra
gli altri.
Ma da cosa bella nasce cosa bella, potremmo dire, e si sono aggiunti a noi nuovi e vecchi
amici, che qui ci piace ringraziare di cuore. La Casa d’Aste Sant’Agostino, che ha curato
un’asta di memorabilia del film nel corso di una straordinaria serata al Cinema Massimo
di Torino. Alberto Marchetti, maestro gelatiere, che ha creato il gelato al gusto “Santa
Maradona”, che è stato in vendita nelle sue gelaterie per tutta l’estate e gli amici del locale
“Pastis” di Torino, che hanno ospitato la festa di fine proiezione del film contribuendo così
a far crescere la donazione a sostegno delle attività di cura e ricerca dell’Istituto di
Candiolo – IRCCS. Andrea Mazzola, che con la sua azienda “Spritz” di Ivrea ha disegnato
una linea di merchandising del film (maglie, borse e felpe) di grande successo. E ancora la
bellissima libreria Luxemburg di Torino, che ha organizzato la presentazione del libro e ci
ha aiutati a venderne numerose copie. E per concludere la Città di Torino, che ci ha
regalato una notte con la Mole Antonelliana sulla quale era proiettata un’immagine del
film, per comunicare al meglio l’operazione e ricordare con affetto il compianto amico
Libero De Rienzo.
Naturalmente dobbiamo aggiungere le centinaia e centinaia di appassionati che hanno
scelto di sostenere la nostra iniziativa a favore della Fondazione: a loro tutti e tutte va la
nostra gratitudine senza limiti.
E infine, siamo debitori di riconoscenza per la gentilissima Allegra Agnelli, Presidente
della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, e a tutto il suo staff che ha accolto
il nostro progetto con entusiasmo ed energia positiva.
Alla fine dunque siamo riusciti a raccogliere una somma che oltre ogni rosea previsione,
come detto, supera gli 80mila euro: 81.765 per la precisione. Che cosa ci resta da fare?
Pensare a che cosa potrà essere il “Santa Maradona Day 2026”. Anche perché il prossimo
ottobre il film compie 25 anni. Crediamo che sarà necessario inventarci qualcosa di ancora
più bello.
“La storia di Santa Maradona ci ricorda che la generosità può nascere anche dalle passioni
che uniscono le persone: una storia emozionante che si trasforma in un progetto unico, un
film capace di restare nel cuore di tante persone, un’idea che diventa azione” – ha
sottolineato Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul
Cancro. “Sono grata a Marco Ponti e a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e
lo hanno sostenuto con entusiasmo, contribuendo concretamente alla nostra missione di
dare una speranza in più a chi combatte contro il cancro. I fondi raccolti dall’iniziativa, che
sosteranno le attività di cura e ricerca oncologica dell’Istituto di Candiolo – IRCCS,
testimoniano un affetto che va oltre ogni aspettativa e ci spingono a guardare al futuro con
ancora maggiore determinazione, verso nuovi traguardi per i nostri pazienti. Con lo stesso
spirito ci avviciniamo al 2026, un anno di importanti ricorrenze: i 40 anni della Fondazione
Piemontese per la Ricerca sul Cancro e i 25 anni di Santa Maradona, che ci auguriamo di
festeggiare con rinnovata energia e con la stessa passione che ha animato questa
iniziativa.”
“Non serve a nulla avere una buona storia se non hai poi qualcuno a cui raccontarla,”
commenta infine Marco Ponti “e proprio per questo sono felice della relazione di amicizia
e di fiducia che si è creata con Candiolo e con tutti i miei compagni di viaggio. Confido che
questa nostra piccola avventura possa essere di ispirazione per altri, più in gamba di noi,
che potranno inventarsi qualcosa per sostenere la ricerca scientifica, i ricercatori e tutto il
personale che qui abbiamo visto raggiungere livelli di vera eccellenza. Insomma, possiamo
dire ‘missione compiuta’ e oggi, dopo la splendida vittoria alle ATP Finals di Jannik Sinner
— amico di Candiolo ormai da anni — con un pizzico di orgoglio ce ne torniamo a casa
con la consapevolezza che un paio di ‘ace’ li abbiamo piazzati anche noi”.

“Maddalena, Margherita, Marta e le altre”, narrazione itinerante antiviolenza

Alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, sabato 22 novembre, alle ore 15.30, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne, è in programma una narrazione itinerante intitolata “Maddalena, Margherita, Marta e le altre”, che racconta in un altro modo la violenza di genere. Donne bellissime, mistiche e guerriere, la cui storia, attraverso la loro raffigurazione e quella dei loro martiri, negli affreschi di Jaqueiro, ha attraversato i secoli.

Info: Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera  Alta, Torino.

Sabato 22 novembre, ore 15.30 – “Maddalena, Margherita, Marta e le altre”. L’attività è compresa nel costo del biglietto d’ingresso – obbligatoria la prenotazione entro il giorno precedente

Info e prenotazilai: da mercoledì a domenica- 0116200603 – ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

I Rotary donano ambulatorio mobile medicina in strada a Civess OdV

Il 3 dicembre, alle 19,15, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, presso Villa Marone Cinzano, l’antica e prestigiosa sede dell’Unione Industriali, in via Vincenzo Vela 15, a Torino, alla presenza del Governatore del Distretto 2031, Felice Invernizzi, il Rotary Club Torino Duomo, capofila, nella persona del presidente Oriano Barbin, con i Club Rotary Torino, Torino Sabauda, Settimo Torinese, Ciriè e Valli di Lanzo, consegnerà al Corpo Italiano Volontario Emergenza Soccorso e Solidarietà (Civess OdV) , rappresentato dal Presidente Marcello Nucera, un ambulatorio mobile per la medicina in strada.

Un progetto dalla forte valenza sociale e assistenziale, nato per facilitare l’accesso alle cure sanitarie delle fasce più vulnerabili della società sia nel centro storico sia nelle aree più disagiate delle periferie. Cardine dell’iniziativa è la complementarietà con quanto offerto dal Servizio Sanitario Nazionale, in modo da evitare di replicare servizi già garantiti.
L’iniziativa è perfettamente in linea con le intenzioni del protocollo recentemente firmato dal Rotary con il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli per attivare e sostenere, a livello nazionale e territoriale, progettualità atte a promuovere la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità e delle loro famiglie e lo sviluppo della loro autonomia, dei loro talenti e delle loro competenze.
Il veicolo verrà utilizzato per soccorrere o assistere i bisognosi anche con l’erogazione ed il reperimento di beni di prima necessità in caso di emergenza o indigenza.
La Civess, con sede a Pianezza (To), opera a titolo gratuito a favore di persone senza fissa dimora, offrendo servizi di ambulatorio e medicina generale o infermieristico, orientamento socio sanitario culturale e accompagnamento presso strutture pubbliche per esami e visite specialistiche. I Rotary Club stanno già pensando a future giornate di sensibilizzazione e prevenzione.

“Ho conosciuto la Civess per caso alla chiesa del Sacro Volto di Torino – ha dichiarato Oriano Barbin, Presidente del Rotary Club Duomo – Purtroppo avevano da poco subito il furto dell’ambulatorio che utilizzavano e che era poi stato ritrovato in pessime condizioni, gravemente vandalizzato. Il loro impegno a favore di chi vive in situazioni di indigenza mi ha subito colpito e ho iniziato a pensare a come il Club avrebbe potuto sostenerli.  La collaborazione di diversi Rotary, per un obiettivo tanto sensibile, rende onore a quanti hanno partecipato e mette in risalto l’impegno sociale e umano che deve essere al primo posto nel nostro Club. Donare il nuovo ambulatorio in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità rende questo momento ancora più ricco di emozione ed importanza”.

Mara Martellotta

Le sorelle Kessler e il suicidio

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

.
Il caso delle sorelle Kessler costringe tutti, senza eccezioni, al rispetto e al riserbo anche se l’idea del lutto di fronte ad suicidio programmato e assistito appare fuori posto. Due persone di spettacolo che durante la loro carriera erano rimaste sempre abbastanza riservate, hanno deciso di chiudere con il botto finale. In certe decisioni gioca sicuramente il declino, l’oblio e la solitudine.
Gli articoli che ho letto ,volti ad esaltare – pur tra tanti se preliminari – la fine delle due sorelle come una conquista civile in Italia impossibile, non mi hanno convinto. La decisione di due donne molto anziane non può essere discussa, ma neppure strumentalizzata e citata come esempio. Gli esempi da citare – se ci sono – sono altri. In passato il suicidio veniva indicato come atto estremo  di amore per la libertà e della Patria da Catone l’Uticense a Jacopo Ortis. Oggi il suicidio è non solo rifiuto del dolore fisico, ma persino paura della vita. Ricordo che ci fu un giudice torinese, Giuseppe Manfredini, che si suicidò nel 1956  nel dubbio di aver  commesso un errore giudiziario. Il suo fu un vero dramma che suscitò  molto clamore, ma oggi è un caso del tutto dimenticato di fronte alla sicumera di certi personaggi sulla cresta dell’onda.  Mi sono venuti in mente casi molto diversi e lontani da quello delle sue ballerine. Il nichilismo relativista ha demolito valori ritenuti irrinunciabili e  persino la Chiesa cattolica appare oggi più possibilista su certi temi. Lo slogan infelice usato in Toscana che ha approvato una legge sul fine vita, appare tremendo nel suo cinismo : ”Liberi subito fino alla fine“. A parte ovviamente l’assurdo di una legge regionale che spezzetta l’Italia anche sulla morte. Ho letto il libro sul fine vita  di un mio vecchio amico studioso di filosofia che adesso si atteggia a filosofo e debbo dire con sincerità che i suoi sofismi non mi hanno convinto. A  me resta ben presente il valore della vita e il dramma della morte attraverso il suicidio. Sono  concetti distanti e distinti. Posso umanamente  capire, ma non condividere, l’idea di porre fine alla propria esistenza di fronte a dolori intollerabili, ma  non riuscirò mai a vedere nel suicidio un valore positivo , anche prescindendo dalla fede religiosa. Che un piccolo cantante dica che dalle due sorelle ”si impara a vivere“ mi sembra quasi un’affermazione oscena.