Cultura e food rilanciano l’economia del territorio. E’ l’età dell’oro del turismo piemontese?

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Nel 2025 il turismo in Piemonte ha consolidato una fase di espansione ormai strutturale, affermandosi come uno dei comparti più dinamici dell’economia regionale. Le elaborazioni dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte insieme a Visit Piemonte indicano non solo un aumento significativo dei flussi, ma anche un miglioramento della qualità della domanda, sempre più orientata verso visitatori internazionali e verso esperienze diversificate sul territorio.

Nel corso dell’anno si sono registrati circa 6,7 milioni di arrivi e oltre 18 milioni di presenze, con una crescita superiore al 7% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un incremento decisamente più sostenuto rispetto alla media nazionale, segnale che il Piemonte sta rafforzando la propria attrattività nel panorama turistico italiano. Un elemento particolarmente rilevante è rappresentato dal peso crescente dei visitatori stranieri, che ormai superano la metà delle presenze complessive, con una forte incidenza di turisti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Francia. Parallelamente si è ampliata anche l’offerta ricettiva, con un aumento consistente del numero di strutture, segno di una filiera in espansione e di una maggiore capacità di accoglienza diffusa.

La crescita non riguarda un solo ambito territoriale ma si distribuisce in modo sempre più equilibrato, pur mantenendo un baricentro importante su Torino con musei e cultura, che si conferma il principale polo turistico regionale. Il capoluogo concentra una quota rilevante dei flussi grazie alla sua offerta culturale, agli eventi di rilievo internazionale e al crescente appeal come destinazione per soggiorni brevi. Accanto alla città, tuttavia, si rafforza il ruolo di altri territori: le aree vitivinicole delle Langhe e del Monferrato attraggono turismo enogastronomico di fascia medio-alta, i laghi piemontesi mantengono una forte vocazione internazionale, mentre le zone alpine stanno beneficiando di una progressiva destagionalizzazione che valorizza anche il turismo estivo e outdoor. Questo allargamento geografico dei flussi rappresenta uno degli aspetti più interessanti, perché consente di distribuire i benefici economici su un’area più ampia e di sostenere anche le economie locali meno centrali.

Dal punto di vista economico, l’impatto del turismo si manifesta su più livelli. L’aumento delle presenze e delle strutture ricettive implica una crescita diretta della domanda di lavoro nei settori dell’ospitalità, della ristorazione, dei servizi culturali e dei trasporti. A questo si aggiunge un effetto indiretto significativo su filiere collegate come l’agroalimentare, il commercio e l’artigianato, che beneficiano della spesa turistica. In un contesto come quello piemontese, storicamente caratterizzato da una forte base industriale, il turismo assume quindi un ruolo sempre più importante come fattore di diversificazione economica. Pur non rappresentando ancora una quota dominante del prodotto interno regionale, il suo peso è in crescita e contribuisce a rendere il sistema economico più resiliente.

Per Torino, in particolare, il turismo rappresenta una leva strategica di trasformazione. La città, che negli ultimi decenni ha avviato un percorso di riconversione dopo la crisi del settore manifatturiero tradizionale, trova nel turismo culturale e degli eventi un ambito di sviluppo capace di generare occupazione e attrarre investimenti. L’aumento dei visitatori stranieri conferma inoltre un posizionamento sempre più internazionale, con effetti positivi su tutto il comparto dei servizi urbani.

Guardando al futuro, le prospettive appaiono favorevoli. Il trend di crescita degli ultimi anni, l’espansione della domanda estera e la capacità di sviluppare offerte turistiche legate alla natura, all’enogastronomia e alle esperienze autentiche indicano che il turismo può diventare uno dei principali motori di sviluppo del territorio. La sua forza risiede anche nella capacità di attivare un ampio indotto e di valorizzare risorse locali spesso non delocalizzabili. Tuttavia, per consolidare questo ruolo sarà necessario affrontare alcune criticità, come il miglioramento delle infrastrutture, il potenziamento dei collegamenti e una maggiore integrazione dell’offerta turistica.

Il cuore di legno degli ippocastani di Primo Levi

“Il mio vicino di casa è robusto. E’ un ippocastano di Corso Re Umberto; ha la mia età ma non la dimostra. Alberga passeri e merli, e non ha vergogna, in aprile, di spingere gemme e foglie, fiori fragili a maggio; a settembre ricci dalle spine innocue con dentro lucide castagne tanniche.. Non vive bene. Gli calpestano le radici i tram numero otto e diciannove ogni cinque minuti; ne rimane intronato e cresce storto, come se volesse andarsene.. Anno per anno, succhia lenti veleni dal sottosuolo saturo di metano, è abbeverato d’orina di cani. Le rughe del suo sughero sono intasate dalla polvere settica dei viali; sotto la scorza pendono crisalidi morte, che non diventeranno mai farfalle. Eppure, nel suo torpido cuore di legno sente e gode il tornare delle stagioni”. Sono alcuni brani della poesia intitolata Cuore di legno che Primo Levi dedicò nel 1980 agli alberi che ombreggiavano la casa dove visse sempre, dal giorno della nascita – nel luglio del 1919 – a quel tragico 11 aprile del 1987 in cui decise di togliersi la vita. Per sessantasette anni visse nel palazzo torinese al civico 75 di corso Re Umberto. L’unico periodo in cui fu costretto a lasciare la sua dimora – tra il 1942 e l’ottobre del 1945 – lo  raccontò nei suoi libri. Un tempo duro e drammatico scandito dal periodo trascorso lavorando a Milano in una fabbrica di medicinali, dai pochi mesi vissuti da partigiano in Val d’Aosta, dall’arresto il 13 dicembre 1943, la deportazione nel campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi, gli undici mesi nel lager di Auschwitz e gli altri nove passati sulla via del ritorno verso casa. Una sua biografia si apre con la descrizione di questo luogo, “uno degli ampi viali che tagliano a scacchi l’elegante quartiere della Crocetta.. i pesanti portoni dei palazzi dalle facciate austere..in mezzo alla folta vegetazione di ippocastani, i tram scivolano sui binari presi d’assalto dalle erbacce”. Un modo semplice per elevare un forte grido d’allarme per l’ambiente urbano, con la stessa coscienza civile che era propria di Levi quando scriveva per tutti perché desiderava che tutti comprendessero l’importanza della memoria e del rispetto. Per gli uomini, e anche per la natura.

Marco Travaglini

(Foto Copyright © Archivio Mauro Pilone – Tutti i diritti riservati)

Primo Maggio, Zangrillo: “Cè chi vuole distruggere”

«“Inizia l’assedio, inizia la guerriglia”: parole gravissime che non lasciano spazio a interpretazioni e che descrivono con brutale chiarezza il clima di violenza e di attacco allo Stato che ha oltraggiato il Primo Maggio a Torino», dichiara Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, che prosegue:

«Ancora una volta, nel giorno dedicato al lavoro e ai lavoratori, i soliti professionisti del disordine hanno trasformato Torino in un teatro di scontri, aggredendo barbaramente le Forze dell’Ordine.

Il DNA di Askatasuna è questo: non confronto, non partecipazione, ma scontro, intimidazione e violenza sistematica. L’ambiguità dell’amministrazione Lo Russo ha alimentato negli anni un clima pericoloso, fatto di tolleranza verso chi vive nell’illegalità e disprezza le regole.

Chi ancora oggi, anche all’interno della sua Giunta, giustifica o minimizza questi comportamenti si assume una responsabilità politica gravissima.

Il contrasto è sotto gli occhi di tutti: mentre il Governo lavora per creare e rafforzare l’occupazione, c’è chi continua a distruggere, a seminare odio e a colpire chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini.

A queste persone diciamo con fermezza che lo Stato non arretra, anzi sarà sempre più inflessibile: la legalità non è negoziabile.

Piena solidarietà alle donne e agli uomini in divisa, vittime anche oggi di una violenza vile e inaccettabile», conclude il ministro Zangrillo.

La Tuttadritta torna a Torino!

DOMENICA 10 MAGGIO UNA DELLE 10 KM PIÙ VELOCI D’EUROPA PRONTA A CONQUISTARE 7.000 RUNNER 

Torino è pronta ancora una volta a correre. Dopo il grande successo della Mezza e della Dieci di Torino, Base Running riporta i runner tra le strade del centro con una delle gare più iconiche e amate: la TuttaDRITTA. Domenica 10 maggio prenderà il via la ventunesima edizione di un appuntamento ormai storico per la città, nato nel 2005 da un’idea di Luigi Chiabrera e organizzato da Base Running capace ogni anno di coinvolgere migliaia di appassionati di sport. 7000 i runner pronti a partire. Con i suoi 10 chilometri certificati, la TuttaDRITTA si conferma come una delle 10 km più veloci d’Europa, grazie a un tracciato unico nel suo genere: una linea retta che attraversa Torino, con partenza da Piazza Solferino e arrivo nella straordinaria cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi. La linearità del percorso rappresenta una sfida affascinante: pochi cambi di ritmo, massima concentrazione e la possibilità concreta di migliorare il proprio tempo personale. È proprio questa caratteristica a rendere la TuttaDRITTA una gara unica, capace di attrarre sia atleti agonisti alla ricerca della prestazione, sia amatori e appassionati desiderosi di vivere una giornata all’insegna del benessere e del divertimento. La gara è aperta a tutti, disponibile sia in modalità competitiva sia non competitiva (a partire dai 14 anni), con l’obiettivo di raggiungere quota 7.000 partecipanti. Un lunghissimo e colorato serpentone di runner e camminatori animerà la città, trasformando le strade in un grande palcoscenico di sport, energia e condivisione. In questo contesto si inserisce anche il contest aziende “La mia azienda corre”, giunto alla XXI edizione, dedicato a dipendenti, collaboratori e consulenti delle aziende del territorio. Un’iniziativa che valorizza la sportività, la competizione pulita e lo spirito di gruppo, promuovendo il team building attraverso la corsa. CRAI sarà Title Sponsor del contest e premierà le tre aziende più numerose e le tre aziende più veloci, contribuendo a rendere ancora più coinvolgente la partecipazione. A rendere ancora più distintiva l’edizione 2026 è anche la maglia ufficiale TuttaDRITTA, firmata Diadora, partner tecnico della manifestazione, proposta in due versioni, una da uomo e una da donna, ciascuna caratterizzata da una diversa sfumatura di viola: stessa identità visiva, ma con un design pensato per adattarsi al meglio a ogni runner. Il programma della giornata prevede il ritrovo a partire dalle ore 7:30 presso il Race Village in Piazza Solferino, cuore pulsante dell’evento. La partenza ufficiale è fissata per le ore 9:00, mentre l’arrivo sarà, come da tradizione, nello scenario suggestivo della Palazzina di Caccia di Stupinigi, dove storia e natura accoglieranno i partecipanti in un finale spettacolare. Un servizio navetta sarà messo a disposizione degli atleti da Stupinigi a Torino pre e post gara. L’evento è realizzato con il patrocinio di Città di Torino, Città di Nichelino con il supporto degli sponsor Crai, Digital Runner, Diadora, Acqua Mood, Reale Mutua e Birra La Mezza, partner che contribuiscono a rendere possibile una manifestazione sempre più partecipata e di respiro internazionale, capace di coniugare sport, partecipazione e valorizzazione del territorio, trasformando la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. “Sono molto emozionato – commenta Alessandro Giannone, Presidente di Base Running – di organizzare la tuttaDRITTA per il quarto anno di fila con Base Running. Questa competizione fa parte della mia vita da sempre: ho corso la prima edizione nel 2005, che partiva proprio da Piazza Solferino e dopo diverse partecipazioni sono anche salito sul podio come terzo assoluto. Contribuire a farla crescere, facendo correre domenica 10 maggio 7000 runner, è per me una grande gioia!” Luigi Chiabrera “Un grande in bocca al lupo a tutti i partecipanti. La TuttaDRITTA è sempre stata una grande festa e sono felice che lo spirito che da 25 anni ci accompagna sulla direttrice verso Stupinigi continui a ispirare questa manifestazione. Nata come gara IAAF Gold e palcoscenico per il debutto di grandi campioni e campionesse, oggi continua a essere un evento di riferimento. Mi auguro possa proseguire nel suo percorso di crescita, mantenendo intatta la sua identità e la sua energia.”

Tutte le informazioni sul sito www.baserunning.it

Treni Torino Lingotto – Pinerolo, modifiche in vista

 CIRCOLAZIONE SULLA LINEA SFM2  

Torino, 29 aprile 2026 – Modifiche alla circolazione per i lavori infrastrutturali e tecnologici programmati in due fasi: da sabato 9 maggio a domenica 14 giugno nella tratta tra None e Pinerolo, a cu seguirà un secondo periodo da lunedì 15 giugno a domenica 26 luglio lungo l’intera linea da Torino Lingotto a Pinerolo.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con servizio bus nella tratta tra None e Pinerolo per i treni della linea SFM 2 con fermate intermedie in tutte le stazioni.

Dal 15 giugno il servizio bus sarà attivo tra Torino Lingotto e Pinerolo fino al 26 luglio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia eccetto i cani da assistenza.

Hotel pieni a Torino, ponte del primo maggio di turismo e cultura

IL PONTE DEL 1° MAGGIO 

Maria Luisa Coppa, Ascom Torino: cresce il turismo di ritorno e si consolida la destagionalizzazione. Laura Audi, Fiavet: importanti flussi da tutta Italia, Europa e USA alla ricerca di un viaggio ‘sicuro’. Barbara Sapino, GIA: tour tematici, quartieri meno noti e approfondimenti storici.

 

 « Torino è pronta per un ponte del 1° maggio all’insegna del turismo, con previsiono positive su tutti i fronti: ospitalità, visite guidate e agenzie di viaggio.

«Gli indicatori sono tutti positivi: alberghi pieni, guide turistiche impegnate, agenzie in forte attività e ristoranti prenotati. Torino si conferma una destinazione attrattiva anche in primavera, grazie a un’offerta che sa unire cultura ed enogastronomia, con un livello di qualità elevato. È un segnale importante anche per il commercio: la presenza di visitatori nelle vie della città genera movimento, sostiene negozi, pubblici esercizi e servizi, e rafforza l’immagine di una Torino accogliente, vivace e capace di trasformare il turismo in valore economico diffuso», commenta la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa.

«Gli hotel segnalano tassi di occupazione tra l’80% e l’85%, un dato che conferma il consolidamento della destagionalizzazione. Cresce inoltre il turismo di ritorno: chi ha già visitato la città torna per scoprirne aspetti meno noti, dai quartieri ai percorsi tematici. È una direzione su cui Torino deve continuare a lavorare, perché consente di distribuire meglio i flussi e di portare benefici anche fuori dai percorsi più tradizionali».

Sul fronte dell’intermediazione turistica, si registra una buona dinamica della domanda organizzata. «Il ponte del 1° maggio è positivo per le agenzie di viaggio torinesi – sottolinea Laura Audi, presidente di Fiavet Ascom –, con flussi da tutta Italia, dall’Europa e dagli Stati Uniti. Il Piemonte e Torino sono percepiti come destinazioni sicure. Vediamo una fisiologica flessione dal mercato mediorientale e dall’Estremo Oriente, ma l’instabilità di quelle aree ha indotto le persone ad andare in agenzia e a scegliere un viaggio organizzato, proprio per avere la garanzia di un viaggio sicuro che il “fai-da-te”, in questo momento, potrebbe non garantire».

«È un ponte lungo che ha attirato molti gruppi, famiglie italiane e numerosi stranieri – conferma Barbara Sapino, presidente delle guide turistiche GIA Ascom –. La città è vivace, con molti francesi e americani che, all’itinerario classico, abbinano volentieri food tour e visite alla scoperta dei quartieri. Molto richiesto, ad esempio, è il tour del Liberty in città. Siamo felici di far scoprire ai turisti non solo la zona aulica, ma anche quartieri meno noti e visite di approfondimento sulla storia del territorio».

Oggi il Toro era in gita: l’Udinese vince 2-0

 

A Udine finisce 2-0 per l’Udinese contro il Torino, con i granata mai veramente in partita. Un ko netto, senza appello, che lascia più di qualche rimpianto.
La gara si sblocca nel recupero del primo tempo, quando Ehizibue trova la zampata vincente. Nella ripresa, al 51’, arriva il raddoppio firmato da Kristensen, bravo a svettare di testa su corner battuto da Miller. Un uno-due che spegne definitivamente le ambizioni del Toro di arrivare almeno al pareggio.
La squadra granata fatica a reagire, costruisce poco e non riesce mai a rendersi davvero pericolosa. Dall’altra parte, l’Udinese gestisce e prova anche ad affondare con le giocate di Zaniolo, senza però modificare ulteriormente il risultato.
Ora servono risposte. Le prossime tre partite offrono al Torino l’occasione per riscattarsi: prima il Sassuolo in casa, poi la trasferta di Cagliari e infine un derby che vale molto più dei tre punti. Perché dopo una prova così, rialzarsi non è solo una necessità: è un obbligo.

Enzo Grassano

Antisemitismo di ritorno: vandalizzate le pietre d’inciampo in piazza Santa Giulia

Atto vandalico contro la memoria nel quartiere Vanchiglia, dove nella giornata di oggi, 2 maggio, le pietre d’inciampo di piazza Santa Giulia sono state imbrattate da ignoti con vernice scura e scritte, danneggiando le targhe in ottone e rendendo difficilmente leggibili alcuni nomi. I piccoli blocchi, collocati davanti al civico 12 nei pressi dell’ex Ospizio Israelitico, ricordano otto persone deportate durante le persecuzioni nazifasciste e rappresentano uno dei tanti segni diffusi sul territorio per mantenere vivo il ricordo delle vittime della Shoah. L’iniziativa si inserisce nel progetto ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig, che da anni porta nelle città europee queste installazioni commemorative collocate nei luoghi di ultima residenza delle persone deportate. La scoperta del danneggiamento ha suscitato reazioni immediate da parte delle istituzioni locali e delle forze politiche che hanno condannato l’accaduto, definendolo un gesto grave e offensivo nei confronti delle vittime e dell’intera comunità. Preoccupazione anche per la vicinanza temporale con altri episodi simili avvenuti nella stessa zona, che fanno temere un’escalation di atti contro simboli legati alla Resistenza (lapide partigiana incendiata in largo Montebello) e alla memoria della deportazione. Sono in corso accertamenti per individuare i responsabili, anche attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area, mentre si lavora già al ripristino delle pietre