ilTorinese

Don Romano Fiandra, il prete capace di sognare

A pochi mesi dalla sua scomparsa, la Valle Grana ricorda don Romano con un documentario sulla sua opera pastorale e sociale

Domenica 3 agosto, dalle 21 alle 23

Villa San Pietro – Monterosso Grana (Cuneo)

“Di don Romano ricordo le liturgie e soprattutto le omelie forti, e se mi è ammesso dire trattandosi di un uomo di chiesa, ‘guerriere’. Ricordo due interviste che gli feci, una a San Pietro di Monterosso Grana, in occitano. Stessa determinazione, stessa forza, stessa capacità di modellare la lingua per esprimere concetti di cui apparentemente, solo apparentemente, la lingua non aveva strumenti e parole per dire. Penso che quest’intervista sia da conservare come un documento importante, non solo linguistico, ma come esempio di un uomo che mai si è arreso, che ha perseguito i propri progetti per il bene della gente con inesauribile coraggio. Quel coraggio che io, ormai vecchio militante occitano e uomo di cinema, vorrei animasse le nuove generazioni”. Così racconta il regista e sceneggiatore cuneese, originario di Sampeyre (San Pèire in piemontese e occitano), Fredo Valla, in un passaggio del documentario “Don Romano Fiandra – La costruzione di un sogno” (regia di Andrea Fantino) che verrà proiettato domenica 3 agostodalle 21 alle 23, a Villa San Pietro di Monterosso Grana in doverosa memoria dell’indimenticato don Romano Fiandra (parroco di San Pietro in Vincoli e di Santa Lucia di Coumboscuro tra il 1974 e il 1982), nel contesto della “Festa patronale” di San Pietro in Vincoli, “Lou Pais senso témp” e dei “Babaciu”, pupazzi di ferro e fieno nati nel 2003 da un’idea di Graziella Menardo.

La visione del documentario è gratuita e fa parte del Progetto “Valle Grana Cultural Village” promosso dai Comuni di Monterosso Grana e Pradleves, finanziato tramite fondi “NextGenerationEU” e gestito dal “Ministero della Cultura” nell’ambito del “PNRR”. In caso di maltempo, la proiezione si terrà in Chiesa a San Pietro o in un locale attiguo.

Don Romano Fiandra, nato nel 1936 nel piccolo Comune di Pietraporzio nella cuneese Valle Stura, figura carismatica e lungimirante, ha lasciato a Monterosso Grana e in tutta la Valle un’impronta indelebile, affrontando soprattutto l’isolamento degli anziani nelle borgate, accogliendoli inizialmente in canonica e poi realizzando il “Pensionato Casa Vittoria” con il supporto della comunità locale, attualmente punto di riferimento per tutta la Valle Grana. Contribuì anche al restauro del Campanile e del Battistero della parrocchiale di San Pietro. Dal 1982, lasciati San Pietro in Vincoli e Santa Lucia di Combouscuro, è stato parroco a Limone Piemonte, fino alla recente scomparsa, avvenuta il 16 febbraio 2025.

Il documentario a lui dedicato è uno dei tre prodotti nell’ambito della ricerca storico-antropologica su alcuni personaggi determinanti nella storia recente della Valle Grana, dopo quelli dedicati ad altre due figure che hanno segnato a fondo la storia, quella più vera e umanamente indimenticabile, della Valle, quali Gianni Dematteis – storico sindaco di Castelmagno – e Margherita (“Margherito” in occitano) Molinengo, donna straordinaria vissuta in solitudine fino a 94 anni nella piccola Borgata di “Colleretto di Monterosso Grana”.

Tre figure che hanno umanamente segnato quella piccola striscia di terra (nella piccola “Occitania d’Italia”) chiusa fra la Valle Maira a nord e la Valle Stura di Demonte a sud, e che resteranno per sempre nei cuori e nella memoria della loro gente quali esempi di grandi “storie di vita”  capaci di indicare i passi giusti, i più sinceri ed onesti, per “traghettare” il futuro.

Racconta ancora Fredo Valla, a proposito dell’amico sacerdote don Romano: “Conobbi don Romano Fiandra negli anni in cui frequentavo Coumboscuro. L’incontro con lui rappresentò per me una piccola rivoluzione. Ero abituato a preti e parroci che nei confronti dell’‘occitano’ (a Coumboscuro si preferiva dire ‘provenzale’) e della nostra cultura avevano (praticavano) un rapporto paternalistico, nostalgico della tradizione, non rivolto al futuro. Incapaci di sognare… don Romano, come un altro grande, don Ruffa, parroco a Blins/Bellino in Val Varaita era ispirato da un sentimento diverso. Grandi comunicatori entrambi, preti volitivi, determinati, pronti a sporcarsi le mani, che vedevano nella tradizione uno scrigno di sapienze da conservare e da quelle ripartire per la rinascita di una lingua e di un popolo che al loro tempo (gli anni Sessanta) parevano destinati a scomparire in quel rinnovamento epocale che fu lo sviluppo industriale dell’Italia”. Che anche per la Valle portò certo ad una micro-migrazione, che, toccò i luoghi di don Romano e don Ruffa. Ma, forse, alla fin fine, senza troppo infierire. E senza disperderne i primitivi caratteri. Quest’è certo.

Per ulteriori info: “Associazione La Cevitou/Ecomuseo Terra del Castelmagno”; tel. 329/4286890

G.m.

Nelle foto: don Romano Fiandra e Anfiteatro a San Pietro in Vincoli, luogo di aggregazione e convivialità

La sfida di Sabina Rosso per una nuova cultura del lavoro

FONDATRICE DI ABOUT JOB E MAGNETICAM

Una visione innovativa delle risorse umane che mette al centro le persone e il loro potenziale.

Sabina Rosso, imprenditrice torinese, si occupa di Ricerca e Selezione del personale da 27 anni con l’obiettivo di creare alleanze efficaci e durature tra persone e imprese in ambito lavoro; lo fa attraverso la creazione di percorsi di crescita reciproca basandosi sulla concezione in cui tanto crede e cioe’ che il lavoro sia molto più di un contratto, rappresenta, infatti, uno spazio di realizzazione personale e di valore condiviso.

Dottoressa Rosso ci fa una fotografia attuale del mercato del lavoro?

Oggi il mercato del lavoro si presenta come una struttura sbilanciata: poche opportunità ad alto livello e una grande quantità di persone che aspirano ad occuparle. Un paradosso che produce frustrazione sia nei candidati sia nelle imprese. Un fenomeno sempre più evidente e’ che molti giovani interrompono il percorso universitario, spesso intrapreso più per desiderio dei genitori che per una reale convinzione personale e al tempo stesso, inoltre, una parte significativa dei neolaureati sceglie la specializzazione all’estero, dove le opportunità di occupazione sono percepite come più solide e stimolanti. Nel frattempo, molte risorse iperqualificate della generazione dei baby boomer si trovano in difficoltà, mentre le imprese faticano a trovare candidati che rispondano alle loro esigenze: non troppo giovani perché necessiterebbero di formazione e non troppo senior, per poter investire e attuare una crescita interna.

Cosa e’ il mismatch e quali sono le sue conseguenze?

Spesso le aziende pubblicano offerte online che ricevono centinaia di candidature, ma il risultato è uno scollamento tra aspettative e realtà. Non si tratta solo di competenze, ma della difficoltà di far incontrare valori, motivazione e soft skill con le reali necessità dell’impresa. Questa è la sfida che affrontiamo ogni giorno con About Job, la Società di Ricerca e Selezione che rappresento e che si occupa di supportare le aziende a trovare persone allineate non solo nei titoli, ma nei valori e nelle vocazioni. Purtroppo, molte imprese non sono ancora pronte a investire in questo tipo di selezione approfondita e si affidano a processi digitali standardizzati, generando appunto il mismatch. Le conseguenze di questo mancato incontro tra domanda e offerta porta spesso, chi non trova lavoro, a smettere di cercarlo. Altri accettano ruoli che non li soddisfano, svolgendoli senza entusiasmo, alimentando un circolo vizioso che nuoce a loro stessi e alle aziende. Quasi l’80% dei posti disponibili è nelle PMI, che oggi, tra guerre, dazi e incertezze globali, selezionano con estrema cautela, spesso rinunciando ad affidare la ricerca del personale a professionisti del settore.

E’ per questo che ha creato Magneticam?

Magneticam e’ un progetto che vuole riportare il lavoro al centro della vita delle persone, come espressione della loro identità e delle loro aspirazioni. Perché la tendenza oggi è quella di accontentarsi, di non cambiare per paura di peggiorare la propria situazione. Ma questo timore genera anche un progressivo spegnimento interiore. Con Magneticam lavoriamo per far emergere le caratteristiche uniche di ogni persona, mettendole in relazione con i valori delle imprese. Lo facciamo anche attraverso percorsi formativi, come Leader della tua carriera, pensati per aiutare figure manageriali ad affinare il proprio posizionamento nel mercato. Il lavoro va cercato anche fuori dai canali tradizionali e non sempre su internet o tramite le agenzie. Il mestiere giusto esiste, ma serve impegno e strategia per trovarlo, inoltre, e’ necessario lavorare sulla propria employability, che non è fatta solo di competenze, ma anche di self-marketing, di empowerment e di capacità di raccontarsi.

Se il mismatch è il fenomeno critico da cui partire About Job e Magneticam li affrontano da angolazioni diverse. AJ supportando con consulenze qualificate le aziende, Magneticam lavorando sulle persone, con l’idea che anche se il mercato è difficile c’è sempre qualcosa che si può fare per migliorare la propria situazione. Obiettivo comune e’ quello di creare un incontro vero, dove il lavoro torni ad avere valore per la persona e profitto per le imprese; tra queste due entita’ ci vuole un’alleanza per superare l’attuale disincanto e riscoprire la “grazia del lavoro”: come rinascimento personale e come fiducia generale negli altri e nel futuro.

Le donne che ruolo giocano in questo scenario?

Dal mio osservatorio privilegiato, vedo tre categorie su cui puntare con decisione: i giovani, i profili senior e le donne. Ma i dati ci dicono che la situazione femminile è ancora critica: in Italia, il tasso di occupazione femminile è poco sopra il 50%, tra i più bassi d’Europa. Le politiche attive per il lavoro femminile sono ancora insufficienti. Dopo la maternità, spesso le donne sono “invitate” indirettamente a restare a casa, grazie a sussidi che finiscono per disincentivare la continuità di carriera. Questo stop, di fatto, penalizza il percorso professionale femminile. Con il nostro pay off Mind the Match cerchiamo anche di incoraggiare le donne a restare nel mondo del lavoro, valorizzando la loro presenza come utile, necessaria, innovativa. L’ho vissuto io stessa: non bisogna arrendersi, anche quando è difficile. Serve fiducia, sostegno, e un forte stimolo culturale a non lasciare il proprio posto nel mondo del lavoro.

MARIA LA BARBERA

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Russia, Ruffino: “Solidarietà a Mattarella, Crosetto e Tajani”

Nessuno meglio di Vladimir Putin, dittatore liberticida, incarna il simbolo della russofobia. Le sue minacce al presidente Mattarella, ai ministri Tajani e Crosetto e ad altri leader occidentali, confermano l’odio del dittatore russo e della banda che lo circonda per tutto ciò che evoca la democrazia e la libertà. Nello stesso tempo rafforza la determinazione di quanti – e Mattarella è un esempio – credono nel rispetto dei diritti umani e nell’ autodeterminazione dei popoli: valori che Putin calpesta quotidianamente in Ucraina bombardando ospedali e condomini di civili. A Sergio Mattarella e ai ministri Tajani e Crosetto va la solidarietà piena e convinta di ogni democratico. Con Mattarella sono minacciati quei 60 milioni che si riconoscono negli ideali di libertà e di giustizia. Così la deputata di Azione Daniela Ruffino.

Chieri, roditori falso problema

“Chieri non è Hamelin, non c’è nessuna emergenza roditori. Quanto segnalato nella zona di via Massa e via Gualderia è una situazione circoscritta, forse collegata al violento temporale della scorsa settimana. Peraltro, sul territorio di Chieri sono attivi numerosi cantieri che interessano il sottosuolo, in particolare quelli di Italgas e Smat, e non risultano essersi verificate criticità analoghe. Quando Open Fiber ci ha segnalato il problema, nel tardo pomeriggio di giovedì 24 luglio, gli uffici comunali si sono immediatamente attivati e hanno contattato la ditta incaricata della derattizzazione. La quale, pur non riscontrando presenza di roditori nei pozzetti d’ispezione, ha posizionato diverse esche. Open Fiber ci ha assicurato che entro breve risolverà il disservizio. Capita in ogni città d’Italia e del mondo che i topi possano danneggiare i cavi della fibra ottica. Può capitare anche a Chieri. Dove non ci sono invasioni di orde di ratti e non è necessario arruolare pifferai magici». Così il Comune in una nota.

Ragazzo rapinato del telefono alla fermata del bus

IN LARGO GIACHINO

Un cittadino marocchino di vent’anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato per rapina ai danni di un ragazzo.

Nella mattinata di mercoledì, personale della Squadra Mobile notava, nei pressi di una fermata del bus in largo Giachino, “un parapiglia” tra due giovani.

In particolare, un ragazzo stava tentando di recuperare il proprio telefono da un soggetto magrebino che si era dato alla fuga dopo averglielo strappato con forza.

I poliziotti  fermavano in via Casteldelfino il giovane, che veniva trovato in possesso del cellulare appena sottratto, subito restituito al proprietario. Il ventenne aveva con sé un secondo telefono del quale non sapeva dare valida spiegazione circa la legittima provenienza, motivo per cui veniva denunciato, in stato di libertà, per ricettazione.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Con lo sguardo all’insù, sotto i portici di via Po, per gli 80 anni di Tuttosport

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Con lo sguardo all’insù, sotto i portici di via Po, per gli 80 anni di Tuttosport: la testata tutta torinese fondata dal giornalista Renato Casalbore.

Il giornale  ha documentato imprese epiche, celebrato campioni e raccontato sconfitte, rinascite e tanto altro ancora in ben otto decenni.

Tra i direttori, oltre a Casalbore che perì nella tragedia di Superga con la squadra del Grande Torino: Carlo Bergoglio, Antonio Ghirelli, Giglio Panza, Gianpaolo Ormezzano, Pier Cesare Baretti, Piero Dardanello, Franco Colombo, Xavier Jacobelli e Gianni Minà.

Igino Macagno

Amichevole estiva: il Monaco rimonta e batte il Torino 3-1

 

Nell’amichevole disputata a porte chiuse, per la ristrutturazione dello stadio monegasco, il Monaco ha battuto il Torino per 3-1 al termine di una gara vivace e combattuta. Il test ha rappresentato un’importante tappa di preparazione per entrambe le squadre, in vista dell’inizio della nuova stagione.
Il Torino era riuscito a portarsi in vantaggio nel primo tempo, sfruttando una buona azione offensiva. La reazione del Monaco però non si è fatta attendere: i padroni di casa hanno trovato il pareggio prima dell’intervallo, per poi completare la rimonta nella ripresa con altre due reti.
Nonostante il risultato, il Torino ha mostrato buoni spunti, alternando diversi giocatori e provando soluzioni tattiche. Il Monaco, apparso più brillante fisicamente, ha saputo gestire meglio i ritmi nella seconda parte del match.
Un test utile per entrambe le squadre, che proseguono il loro percorso verso l’inizio dei rispettivi campionati.

Enzo Grassano

Salute e sociale: approvato il Piano Socio Sanitario della Regione Piemonte

La Giunta regionale ha dato il via libera al nuovo Piano Socio Sanitario del Piemonte, il documento strategico che guiderà la programmazione della sanità piemontese nei prossimi anni, definendone priorità, risorse e azioni 

«Si tratta di un momento storico, perché da tanti anni mancava una programmazione capace di guardare al futuro della sanità piemontese in modo strutturato – spiega il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – Per la prima volta abbiamo uno strumento che non si limita all’emergenza o all’improvvisazione, ma costruisce una visione solida e duratura. Una visione che tiene insieme l’edilizia sanitaria e l’evoluzione di un sistema che oggi non è più soltanto sanitario, ma socio-sanitario. L’introduzione di figura nuova – quella del direttore socio-sanitario nelle aziende sanitarie – rappresenta infatti l’ossatura del cambiamento. È il segno tangibile di quell’integrazione – tra salute e sociale, tra ospedale e territorio – di cui per anni si è parlato ma che non era mai stata realmente calata a terra. L’approvazione del piano rappresenta un altro tassello degli impegni del primo anno di legislatura che abbiamo portato a termine e che mettiamo a disposizione del nostro Piemonte. E credo, con franchezza, che sia uno dei più importanti».

L’assessore alla Sanità Federico Riboldi sottolinea come questo piano rappresenti una svolta decisiva:
«Con il nuovo Piano Socio Sanitario imprimiamo un’accelerazione al processo di cambiamento della sanità regionale. Ora è scritto nero su bianco l’obiettivo principale del nostro agire quotidiano: il ritorno nell’alveo della sanità pubblica di tutti quei cittadini che oggi, per motivi economici, logistici e lunghi tempi d’attesa, rinunciano alle cure sanitarie, perché la sanità o è universale o non è! Nei prossimi giorni proseguiremo nell’iter di approvazione definitiva per poter dare quanto prima ai cittadini piemontesi il nuovo Piano Socio Sanitario del Piemonte».

Il piano introduce numerose novità nell’ambito sanitario:

  • Istituzione dei Tavoli di Lavoro per specifiche patologie, in ottica di confronto costante con cittadini e associazioni.

  • Riorganizzazione della medicina territoriale con nuove strutture e con la nuova figura del “Direttore Sociosanitario”.

  • Attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali come nuovo modello per la medicina generale.

  • Nascita del “Corpo Logistico Sanitario Piemontese” per facilitare l’accesso alle cure.

  • Introduzione del “Responsabile Operativo degli Ambienti Sanitari” per umanizzare le strutture sanitarie.

  • Avvio del più grande Piano di edilizia sanitaria mai realizzato in Piemonte.

  • Nuovo CUP integrato con l’intelligenza artificiale.

  • Coordinamento per la candidatura di nuovi IRCCS pubblici, per contrastare la mobilità sanitaria.

  • Razionalizzazione delle spese improduttive a favore delle attività cliniche.

  • Lancio dell’APP Piemonte in Salute per facilitare l’accesso ai servizi.

  • Estensione degli screening neonatali, diagnosi precoce del diabete di tipo 1 e della celiachia nei bambini.

  • Potenziamento della salute mentale: presa in carico precoce, interventi preventivi, Consulta per la Salute Mentale, adozione del Budget di Salute.

  • Nuove misure per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.

  • Odontoiatria solidale per le fasce più fragili.

  • Ampliamento degli screening neonatali ai test disponibili in commercio.

Anche la componente sociale del piano viene profondamente rinnovata, come evidenziato dall’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone:
«Abbiamo fissato l’obiettivo ambizioso di rendere sociale la sanità, mettendo al centro del piano i bisogni di chi finora è sempre stato dimenticato dalle istituzioni. I bambini che non nascono per mancanza di sostegno alle famiglie, i caregiver che faticano ad assistere i propri cari senza i contributi necessari, i malati cronici costretti a piegare i propri bisogni particolari alle procedure comuni, i disabili condannati a destreggiarsi tra le burocrazie di diverse istituzioni, chi soffre di malattie rare sacrificato dal numero limitato di casi, gli anziani che possono restare in salute solo con le corrette azioni di prevenzione. Abbiamo segnato la rotta per dare risposte efficaci a tutte queste fragilità sottraendole una volta per tutte al cono d’ombra di indifferenza».

Tra le principali novità sul fronte sociale:

  • Investimenti strutturali per i caregiver familiari: 5 milioni di euro annui, che pongono il Piemonte tra le prime tre regioni italiane per sostegno alle famiglie.

  • Conferma del Fondo Vita Nascente e lancio del Buono Vesta da 30 milioni di euro destinato alle famiglie con figli 0-6 anni.

  • Copertura dei costi dei parafarmaci per pazienti fragili con malattie rare attraverso risorse extra Lea.

  • Revisione della normativa per le strutture residenziali (anziani, disabili, minori, tossicodipendenti), per adeguare requisiti e prestazioni ai bisogni attuali.

  • Integrazione tra servizi sanitari e sociali, con percorsi condivisi tra ASL, Comuni e Terzo Settore, e creazione di équipe multidisciplinari.

  • Introduzione di una convenzione regionale unica tra ASL e Enti Gestori.

  • Presa in carico nella transizione minore-adulto per le persone con disabilità.

  • Allineamento dei servizi sanitari penitenziari con il modello territoriale.

  • Promozione di percorsi di invecchiamento attivo e salute preventiva.

In conclusione, gli assessori Riboldi e Marrone sottolineano il metodo innovativo adottato:
«Abbiamo deciso di riscrivere integralmente la carta d’identità socio-sanitaria piemontese – spiegano – e, per la prima volta nella storia della nostra Regione, è stato fatto insieme alle associazioni di pazienti, ai professionisti sanitari, alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni locali; che saranno nuovamente coinvolte per la presentazione del testo approvato dalla Giunta».

A Palazzo Civico la registrazione di quattro figli di coppie omogenitoriali

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Si chiamano Lorenzo, Rebecca, Elia e Cecilia. Sono figli di altrettante coppie di mamme che oggi nella Sala Congregazioni di Palazzo Civico hanno firmato insieme al sindaco Stefano Lo Russo il documento per il loro riconoscimento anagrafico come figli di una coppia omogenitoriale.

Per la Città di Torino sono le prime registrazioni dopo la sentenza della Corte costituzionale sulle famiglie arcobaleno dello scorso maggio, che ha riconosciuto a entrambe le madri il diritto di registrate alla nascita figli nati in Italia a seguito di procreazione medicalmente assistita fatta all’estero.

I bambini, che hanno da pochi mesi all’anno di età, erano già stati registrati anagraficamente dalla madre biologica e il documento siglato oggi ha permesso di recepire come genitore anche la madre intenzionale. Da ora in avanti si procederà con la registrazione alla nascita, che potrà avvenire nelle sedi anagrafiche di fronte ai funzionari incaricati, così come avviene per i figli delle coppie eterosessuali.

“È una grande giornata – ha commentato il sindaco Lo Russo – perché finalmente anche i bambini delle coppie omogenitoriali hanno gli stessi diritti degli altri. Abbiamo registrato simbolicamente gli atti qui a Palazzo Civico ma d’ora in avanti sarà possibile farlo in tutti gli uffici anagrafici. in virtù di questa fondamentale sentenza della Corte Costituzionale che ha fatto fare un passo in avanti al nostro Paese in tema di diritti. Il prossimo passo dovrà essere quello del vedere riconosciuto il matrimonio egualitario”.

Presente anche l’assessore ai Diritti, Jacopo Rosatelli che ha ringraziato le famiglie presenti e le associazioni che le hanno supportate in questo percorso: “è stata una fatica, ma la vostra lotta e la vostra testimonianza sono qui a suggellare oggi un momento importantissimo, che vede riconosciuti i vostri diritti e quelli delle vostre bambine e dei vostri bambini”

TORINO CLICK

Finisce in un canale, motociclista muore sul colpo

Ieri, verso le 22, sulla strada provinciale 156 tra Savigliano e Costigliole Saluzzo, è morto un 52enne a bordo di  moto Kawasaki Z800. Il motociclista è uscito di strada ed è finito in un canale. L’uomo è deceduto sul colpo.