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Torna a Limone Piemonte “Caluma el vache”

Giovedì 25 settembre prossimo, a Limone Piemonte, avrà luogo l’ottava edizione di “Caluma el vache”, il ritorno delle mandrie a valle. Evento organizzato dalla Confagricoltura di Cuneo in collaborazione con l’ATL del cuneese e la Riserva Bianca, il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte e il Patrocinio della Provincia di Cuneo e il Comune di Limone Piemonte, per celebrare la chiusura della stagione d’alpeggio.

L’iniziativa, realizzata in occasione della discesa a valle della mandria di capi bovini dei fratelli Luigi, Davide e Gabriele Dalmasso dall’alpeggio Pancani fino alla località Panice Sottana, torna come momento di incontro e confronto con i malgari torinesi per discutere delle problematiche che interessano le terre alte, ponendo particolare attenzione alle esigenze di chi pratica agricoltura in montagna.

Per maggiori informazioni: Autorivari Srl – c.so IV Novembre 8, Cuneo – tel: 0171 601962

Gian Giacomo Della Porta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Daniele Silvestri e Francesco Tristano

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al Le Roi Music Hall per il Festival MITO, concerto del pianista Francesco Tristano con sonorità che spaziano dalla classica alla techno. All’Hiroshima Mon Amour suona la CFM Big Band.

Mercoledì. Al Vinile è di scena l’electric duo SergioMoses & Tony DE Gruttola. All’Hiroshima si esibisce Motta. All’Osteria Rabezzana suonano i Korishanti.

Giovedì. Al Conservatorio G. Verdi concerto acustico di Daniele Silvestri.

Venerdì. Al Blah Blah si esibiscono i Vexovoid + Lilith Legacy. Al Circolino suona il Generation Quartet.

Sabato. Al Magazzino sul Po sono di scena gli Ozone Dehumanizer. Allo Spazio 211suonano Irossa +Stasi.

Domenica. Allo Ziggy si esibiscono Zolfo+The Apulian Blues Fondation.

Pier Luigi Fuggetta

Ansia, come tenerla a bada e vivere più sereni

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Quando la nostra ansia non ha caratteristiche fortemente patologiche che necessitano di interventi di figure professionali specialistiche (psicoterapeuti o psichiatri) possiamo cercare di affrontarla con buone probabilità di successo e, se magari non riusciamo a eliminarla del tutto, abbiamo almeno la possibilità di ridurla in modo significativo, impedendole di invadere negativamente la nostra esistenza.

Chi percepisce di essere eccessivamente ansioso e di provare quelle emozioni e sensazioni che annunciano che l’ansia sta prendendo possesso dei propri giorni può riuscire a tenerla a bada, mantenendola a un livello sufficientemente limitato e tale da non interferire più di tanto, sia nell’intensità che nella durata, su di noi.

Stiamo in ogni caso attenti a evitare certi maldestri tentativi che, spesso indicati come tecniche calmanti, anziché aiutarci a contenere l’ansia, finiscono con l’alimentare ancora di più i nostri stati ansiogeni. Ad esempio, in previsione di imminenti e importanti eventi che ci coinvolgono, evitiamo di interrogarci continuamente sul modo migliore di comportarci.

Cosa che non fa che accrescere le nostre paure e incertezze, perché in questi casi si rischia di essere un po’ troppo confusi e di immaginare scenari eccessivamente pessimistici. Cosa fare quindi per recuperare la giusta tranquillità? La madre di tutte le regole per calmare l’ansia è la giusta respirazione, perché la prima reazione fisica all’ansia è la sensazione di mancanza di respiro.

Che concretamente si accorcia, si fa più affannoso e accelerato, così come i battiti cardiaci. È in questo momento che occorre concentrarci sulla nostra respirazione, inspirando lentamente e profondamente, utilizzando il muscolo diaframma, che si trova tra il torace e l’addome e che, proprio per la sua funzione sulla respirazione, viene chiamato “il muscolo della serenità”;

Nella respirazione diaframmatica la pancia “si gonfia”. Dopo una lunga inspirazione tratteniamo il respiro per alcuni secondi e quindi buttiamo fuori l’aria “sgonfiando l’addome”, come quando si soffia. Proviamo a farlo quando l’ansia sale, resteremo sorpresi dalla sua efficacia rilassante. A domenica per qualche ulteriore suggerimento per tenere a bada l’ansia.

(Fine della seconda parte dell’argomento).

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

Tennis and Friends: sport, salute e prevenzione in Piazza Castello

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Piazza Castello si trasforma fino ad oggi in un grande Villaggio della Salute, dello Sport e Interforze per la tappa torinese del Tennis and Friends – Salute e Sport, giunto alla sua quindicesima edizione con due giornate di visite gratuite, attività sportive e spettacolo, con un’affluenza da record già nelle prime ore.

Testimonial e grandi ospiti

Sul palco torinese si sono alternati campioni e artisti: dal tennista Lorenzo Sonego a Giorgio Chiellini, fino a Sebastiano Somma, Roberto Ciufoli, Neri Marcorè e Max Giusti. Poi Andrea Vavassori, fresco vincitore degli US Open, insieme ad Al Bano.

L’inaugurazione

La cerimonia, condotta dalla madrina Veronica Maya con gli Ambassador Sebastiano Somma e Roberto Ciufoli, ha visto la partecipazione di Cristina Chiabotto, Giorgio Chiellini, Diego Nargiso e numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui Donato Cafagna (Prefetto di Torino), Roberta Siliquini (Past President SItI), Andrea Tronzano e Federico Riboldi (Regione Piemonte), Carlo Picco (ASL Torino), Angelo Frigerio (FITP) e il professor Giorgio Meneschincheri, fondatore e presidente di Tennis and Friends.

Prevenzione al centro

Il cuore dell’iniziativa resta la salute: i cittadini possono accedere a circa 70 postazioni e 9 strutture sanitarie per screening gratuiti in 35 aree specialistiche, grazie al coinvolgimento di ASL Città di Torino, Regione Piemonte, AOU Città della Salute, Istituto di Candiolo e altre eccellenze sanitarie. A supporto, anche le Unità Mobili di AIOM, Fondazione AIOM, SIRM e SIU, con attività di screening e informazione.

Sport e divertimento

Il Villaggio Interforze e quello dello Sport offrono campi da tennis, simulazioni di biathlon e attività ludico-educative per studenti e famiglie, con la collaborazione di FITP, Forze Armate, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Tra gli ospiti  anche Vittorio Brumotti.

Novità di quest’anno è stato il progetto “Tennis and Friends in Corsia”, che ha portato sport e sorrisi ai piccoli pazienti dell’Ospedale Martini, con la partecipazione di atleti e Ambassador.

Le voci della manifestazione

“La prevenzione ha un ruolo sempre più cruciale nella diagnosi precoce, soprattutto per patologie gravi come quelle oncologiche” – ha ricordato il professor Giorgio Meneschincheri – “Per questo iniziative come Tennis and Friends sono fondamentali per promuovere la prevenzione e diffondere una maggiore cultura della salute”.

Per Carlo Picco, Direttore Generale ASL Torino: “Tennis and Friends – Salute, Sport rappresenta un appuntamento importante per avvicinare la popolazione alla prevenzione. L’ASL Città di Torino è orgogliosa di essere parte attiva di questa manifestazione che porta la salute in piazza, offrendo screening gratuiti e momenti di sensibilizzazione.”

Angelo Binaghi, presidente FITP, sottolinea: “Tennis and Friends è la dimostrazione di come un grande evento internazionale come le Nitto ATP Finals possa generare un impatto che va oltre il campo da gioco… È con iniziative come questa che si costruisce un rapporto vero e duraturo tra sport e società.”

Per l’assessore regionale Federico Riboldi: “Un binomio, quello tra salute e sport, che per la Regione è un elemento cardine della prevenzione.”

Andrea Tronzano aggiunge: “Manifestazioni quali Tennis and Friends ci ricordano quanto sia importante praticare attività fisica e promuovere corretti stili di vita.”

Il sindaco Stefano Lo Russo conclude: “Siamo lieti di accogliere anche quest’anno Tennis & Friends nella splendida cornice di piazza Castello, una manifestazione che promuove con successo la cultura della prevenzione e del benessere fisico.”

Prossime tappe

Dopo Torino, il tour proseguirà a Roma il 10-12 ottobre al Foro Italico con screening, tornei tra celebrities e divulgazione scientifica. Le celebrazioni del quindicesimo anniversario continueranno fino a maggio 2026.

Tra gli Ambassador presenti a Torino: Lorenzo Sonego, Andrea Vavassori, Diego Nargiso, Cristina Chiabotto, Veronica Maya, Al Bano, Max Giusti, Vittorio Brumotti, Piero Chiambretti, Neri Marcorè, Manuel Bortuzzo, Roberto Ciufoli, Stefano Pantano, Gimmy Ghione, Ciro Ferrara, Sebastiano Somma, Giorgio Chiellini e Alessia Filippi.

L’evento si svolge in collaborazione con Ministero della Salute, Ministro per lo Sport e i Giovani, FITP, Regione Piemonte, Comune di Torino e ASL Torino, con il patrocinio di istituzioni nazionali ed europee.

Laus alla Festa dell’Unità: “Salari troppo bassi, serve il salario minimo”

Durante la Festa dell’Unità, il deputato del Partito Democratico Mauro Laus ha denunciato i salari troppo bassi in Italia, chiedendo l’introduzione del salario minimo. “Il governo non lo vuole perché servono risorse per gli appalti pubblici e per ridurre il cuneo fiscale”, ha affermato Laus, sottolineando la necessità di interventi economici per migliorare le condizioni dei lavoratori.
Nel dibattito con Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile del lavoro del PD, Laus ha ribadito l’urgenza di una riforma che garantisca salari più giusti, nonostante le difficoltà politiche ed economiche.
La platea, numerosa e partecipativa, ha seguito con interesse il confronto, confermando che il tema del salario minimo resta centrale per la giustizia sociale.

Enzo Grassano

Pipe di crack a San Salvario? La resa non è civiltà

FRECCIATE

C’è sempre qualcuno che scambia la resa per civiltà. A Bologna, qualche mese fa, hanno deciso di distribuire pipe “sterili” per fumare crack, convinti che almeno così i tossicodipendenti non si infettino tra loro. Ora la stessa pensata viene proposta a San Salvario, cuore ferito di Torino. Ma davvero crediamo che basti cambiare il tubo perché la sostanza diventi meno devastante? Qui non si tratta di igiene: si tratta di disperazione. Lo Stato che offre la pipa al tossico non è un padre che cura, ma un becchino che si limita a lucidare la pala.

Iago Antonelli

Torino, un’altra notte di coltellate: ferito 25enne

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Ancora sangue nella notte torinese.  Un episodio che si aggiunge a quello di appena due giorni fa, quando un 17enne era stato accoltellato durante una rissa in piazza Dante Livio Bianco.

In piazza Stampalia, periferia nord della città, un 25enne è stato colpito con tre coltellate durante un tentativo di rapina. L’aggressore, dopo aver provato a portargli via denaro e cellulare, è fuggito ed è ora ricercato.

Il giovane ferito è stato soccorso e trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco in codice giallo: le sue condizioni non destano preoccupazioni. I carabinieri  stanno ricostruendo l’accaduto anche grazie alle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze raccolte.

A Candiolo la mostra di Daniele Ratti, dalle Gallerie d’Italia di Napoli

Dal 22 ottobre prossimo fino a Natale l’Istituto di Candiolo IRCCS ospiterà la mostra fotografica “Due cuori e una capanna” del fotografo Daniele Ratti, a cura di Benedetta Donato in un nuovo spazio espositivo creato all’interno dell’istituto. La mostra, oggi esposta alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo di Napoli, fino al 5 ottobre, sarà protagonista a Candiolo grazie alla Fondazione per la Ricerca sul Cancro. “Due cuori e una capanna” sarà l’esposizione ufficiale di ‘Life is Pink’, la campagna di ottobre della Fondazione contro i tumori femminili, e di ‘Life is Blue’, la campagna di novembre contro i tumori maschili, accompagnata da un catalogo dedicato, realizzato dalla casa editrice Allemandi, i cui proventi sosterranno le attività di cura e ricerca sul cancro dell’Istituto di Candiolo. Il volume verrà presentato martedì 28 ottobre prossimo presso la libreria Luxemburg in Galleria Subalpina. Con la mostra, all’istituto di Candiolo verrà inaugurato uno spazio permanente dedicato all’arte; l’allestimento è a cura di EDERA Project di Edelfa Chiara Masciotta, e sarà supportato da Traiano Luce e Antiqua Restauri di Paschetto. Durante l’anno questo ambiente ospiterà mostre, eventi, iniziative culturali, offrendo a pazienti, famigliari e personale sanitario occasioni preziose di bellezza, riflessione e condivisione. Esporre una raccolta fotografica che racconta le dimore e le architetture custodi di grandi storie d’amore, in un luogo di cura e ricerca oncologica, rappresenta un invito a spostare lo sguardo oltre la malattia, a lasciarsi ispirare dalla forza dei legami e a trovare nel linguaggio delle immagini un momento di sollievo e di respiro. “Due cuori e una capanna” di Daniele Ratti raccoglie una selezione di 42 immagini realizzate ed esposte a Napoli, che intrecciano architetture di valore e storie d’amore celebri e quotidiane, dai rifugi iconici come Le Cabanon di Le Corbusier, dono alla moglie nel 1951, fino alla cupola in Sardegna realizzata da Antonioni per Monica Vitti.
La riflessione dell’autore muove dalla storia dell’architettura, sua disciplina di formazione, dove la capanna è simbolo di abitazione primitiva, rifugio primordiale per difendersi dalle avversità della natura e modello che gli architetti hanno tenuto a mente come archetipo della “prima casa”.  Le due matrici, costituite dall’intimità famigliare e dal disegno architettonico, rappresentano il punto di partenza per un viaggio iniziato nel 2020 e conclusosi nel 2024 tra abitazioni straordinarie e per le coppie che le hanno elette a loro dimora, costruendo una memoria che la fotografia di Daniele Ratti ha saputo suggellare e raccontare.

“Cultura e arte sono da sempre alleati con la ricerca sul cancro dell’Istituto di Candiolo – afferma Allegra Agnelli, presidente della Fondazione per la Ricerca sul Cancro – il benessere della persona è per noi centrale, bisogna andare oltre l’assistenza clinica, per questo insieme a Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo abbiamo voluto inaugurare con questa bellissima mostra un nuovo spazio espositivo per i pazienti e le persone a loro vicine”.

Mara Martellotta

Fondi di sviluppo: 500 mila euro al Canavese

L’Assessore Regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale presso la Sala Giunta del Palazzo della Regione a Torino ha incontrato i rappresentanti e sindaci dei Comuni delle Aree Omogenee del Canavese e delle Valli Orco e Soana.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le modalità e le tempistiche dell’erogazione delle premialitá legate i Fondi di Sviluppo e Coesione per un importo complessivo di 500mila euro.

Le risorse sono state così ripartite: lArea Canavese sono stati assegnati 300.000 euro e 200.000 euro sono stati assegnati allArea delle Valli Orco e Soana.

L’area Valli Orco e Soana ha candidato 5 progetti riferiti alle unioni che compongono l’area montana dell’Alto Canavese. In questa area, il territorio ha deciso di suddividere l’ammontare della premialità su cinque macro aree ognuna rappresentante le unioni montane canavesane (Sacra, Orco e Soana, Gran Paradiso, Alto Canavese, Gallenca con la città di Cuorgnè) con una ricaduta che copre complessivamente i comuni della zona.

L’area della Canavese, una delle aree con il maggior numero di comuni interessati in Piemonte, ha candidato inizialmente alcuni progetti sovracomunali per usufruire dei 300mila loro spettanti. Nel corso dell’incontro è emersa l’opportunità di rimodulare le strategie e di condividere le scelte sulla premialità con i rappresentanti di tutti comuni del territorio canavesano.

<I fondi della premialitá riconoscono ad ogni area omogenea della Provincia di Torino il grande impegno di strategia e condivisione territoriale che hanno contraddistinto la prima fase di redistribuzione dei fondi di sviluppo e coesione –dichiara l’Assessore Vignale – le ulteriori risorse stanziate permetteranno di realizzare progettualità di ambito sovracomunale con una modalità snella, semplice e immediata. Il frutto della collaborazione tra gli enti locali e la Regione che permetterà di calare a terra ben 105 milioni dei fondi Fsc spettanti al Piemonte”.

Molinette, arriva il Robot Single-Port di ultima Generazione

Grazie al contributo di 2,5 milioni di euro della Fondazione CRT
Una nuova era per la chirurgia mini-invasiva si è aperta presso l’ospedale Molinette di Torino. Il 12 settembre la Clinica Urologica (diretta dal professor Paolo Gontero) ha ospitato un evento esclusivo per presentare una tecnologia rivoluzionaria: un robot chirurgico “single-port” di ultima generazione, acquistato grazie al contributo di 2,5 milioni della Fondazione CRT, che conferma il proprio impegno a sostegno dell’eccellenza sanitaria, della ricerca e dell’innovazione tecnologica.
“Avere in Azienda il Robot Single-Port ci permette di offrire ai pazienti cure sempre più sicure, precise e mininvasive, grazie al prezioso sostegno della Fondazione CRT” dichiara il dottor Lorenzo Angelone (Direttore sanitario della Città della Salute e della Scienza di Torino).
Cos’è e come funziona il Robot Single-Port?
Il nuovo sistema robotico rappresenta l’evoluzione più avanzata della chirurgia laparoscopica. A differenza dei modelli multi-braccio tradizionali, la tecnologia single-port (o a singolo accesso) permette al chirurgo di eseguire interventi complessi attraverso un’unica incisione di circa 3 centimetri. Da questo singolo punto di accesso, il robot introduce una telecamera flessibile ad altissima definizione e tre strumenti chirurgici miniaturizzati e multi-articolati. Il chirurgo, seduto ad una console ergonomica, manovra gli strumenti con una precisione, una flessibilità ed una stabilità che superano le capacità della mano umana. Il sistema traduce i movimenti del chirurgo in azioni micro-chirurgiche all’interno del corpo del paziente, filtrando ogni tremore e consentendo una visione tridimensionale immersiva del campo operatorio.
A cosa serve e perché è innovativo?
La chirurgia robotica single-port rappresenta una nuova frontiera per operare con la massima precisione in spazi anatomici molto ristretti, anche di dimensioni pari ad una pallina da tennis. Questo approccio riduce l’impatto chirurgico sul paziente, limitando l’invasività senza compromettere l’accuratezza del gesto. Una delle sue applicazioni più innovative è la possibilità di utilizzare vie di accesso alternative, rendendo la chirurgia una valida opzione anche per pazienti complessi e plurioperati. La Clinica Urologica delle Molinette vanta già una notevole esperienza in questo campo: il professor Paolo Gontero e la sua équipe hanno condotto circa cento procedure su prostata, vescica, rene ed uretere, utilizzando questo robot, acquisito nell’ambito di un avanzato progetto di ricerca.
L’evento di presentazione alle Molinette
La serata del 12 settembre è stata l’occasione per presentare il robot single port ed altre tecnologie innovative utilizzate in Clinica Urologica, e ringraziare i finanziatori che con le loro donazioni ne hanno consentito l’acquisizione. Durante l’evento, sono state illustrate le potenzialità tecniche del robot consentendone una prova in prima persona, con un accesso speciale alla sala operatoria. È stato sottolineato come questa acquisizione non sia solo un upgrade tecnologico, ma un investimento strategico che consolida la posizione dell’ospedale come polo di eccellenza, capace di attrarre i migliori professionisti e di offrire ai pazienti le cure più avanzate e meno invasive oggi disponibili. Un passo decisivo verso una chirurgia sempre più precisa, sicura ed efficace.
Non solo single-port
Durante l’evento sono state presentate diverse altre tecnologie innovative, quali i sistemi di fusion biopsy e terapia focale per tumore prostatico, il visore di realtà virtuale con modelli 3D degli organi da operare, un nuovo robot endoscopico per la resezione dei tumori di vescica ed una PET intraoperatoria per la valutazione istantanea dei margini chirurgici. Tutte tecnologie già in uso presso la Clinica Urologica o oggetto di future sperimentazioni.
In un’epoca di difficoltà del Sistema Sanitario Nazionale, è quantomai importante il sostegno di finanziatori esterni per poter consentire l’accesso a queste tecnologie di ultima generazione.