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Museo Nazionale della Montagna: “Guido Rey. Un amateur tra alpinismo, fotografia e letteratura”

Un’importante mostra dedicata all’eclettica figura del grande alpinista, pronipote di Quintino Sella

Fino al 19 ottobre

“Io credetti, e credo, la lotta coll’Alpe utile come il lavoro, nobile come un’arte, bella come una fede … La Montagna è fatta per tutti, non solo per gli Alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte”. C’è in queste parole tutta l’essenza e la complessità dell’uomo, grande appassionato di montagna e alpinismo, e, al contempo, profondo narratore e, pur anche (quale fu) attento illustratore per parole ed immagini di quell’universo roccioso che seppe tenerlo a sé legato per l’intera vita. Sono parole tratte dall’introduzione di “Alpinismo acrobatico” (1914), fra le varie opere dedicate alla montagna e scritte fra i primi del ‘900 e la metà degli anni ’30, da Guido Rey (Torino, 1861 – 1935) “figura chiave al crocevia tra alpinismo, fotografia e letteratura” della cultura piemontese e del panorama nazionale ed internazionale a cavallo di Otto e Novecento. Pronipote di Quintino Sella, ministro del Regno e fondatore nel 1863 del “Club Alpino Italiano” (in cui anche Guido tenne sempre un ruolo di primissimo piano) a lui il “Museomontagna” di Torino dedica, fino a domenica 19 ottobre, una nuova retrospettiva, dopo la monografica già proposta nel 1986. Il progetto, curato da Veronica Lisino e Mattia Gargano, nasce dal riordino del complesso dei “Fondi Guido Rey”, conservato dal “Centro Documentazione” del “Museo” di Piazzale Monte dei Cappuccini e catalogato nel 2024.

Curioso l’aggettivo amateur parte del titolo. Si tratta di un termine, spiegano i curatori, “che – privo dell’odierna accezione negativa ‒ indicava chi, tra XIX e XX secolo, si dedicava a un’attività per puro passatempo. L’essere ‘dilettante’ consentì a Rey di esprimersi in maniera più libera e disinvolta, tra scrittura, disegno e fotografia. Ciascuno di questi linguaggi diventa un filtro che gli permette di prendere le distanze da una realtà per lui limitata e di proiettarsi così in un ‘mondo altro’”. In un mondo ideale che accanto “all’intimità delle scene famigliari”, fu soprattutto per Guido rifugio inviolabile dove toccare vedere e ascoltare i luoghi amatissimi delle sue “terre alte”, in particolare di “quella montagna” a pronunciata forma piramidale che, per mano allo zio Quintino, Guido imparò a conoscere fin dal 1874, all’età di soli 13 anni. Era un bimbo e quello fu il suo primo grande grandissimo amore: quei 4.478 metri del “Cervino” (settima vetta e terza montagna italiana per altitudine), cui più tardi (1904) dedicò anche un libro “Il Monte Cervino”, con splendide vedute disegnate dall’amico – scultore Edoardo Rubino e l’introduzione di Edmondo De Amicis, al quale insieme al figlio Ugo, lo legò una profonda e sincera amicizia. Sul Cervino, Rey ebbe modo di salire più di cinque volte, attraverso imprese (anche letterarie e fotografiche) che ne fecero l’alpinista italiano più amato e tradotto prima di Walter Bonatti.

Al centro dell’iter espositivo, uno spazio dedicato alle sue vicende biografiche. Attorno si sviluppano quattro sezioni tematiche: Letteratura alpinistica, Fotografia di montagna, Fotografia tra montagna e pittorialismo, Fotografia pittorialista, quella attraverso cui Rey amava ricreare quadri famosi con effetti di “tableaux vivants”. Si tratta di aree da vedersi come ambienti in continua connessione tra loro che consentono al visitatore di muoversi liberamente, senza obblighi di percorso, tra le imprese alpinistiche, la cultura fotografica e gli interessi letterari, accompagnati dagli “occhi pieni di visioni” e dall’“animo ricco di ardimenti” di Guido Rey.

Sottolineano ancora i curatori: “La mostra ha l’obiettivo di riconsiderare la sua figura, confinata in passato entro schemi fin troppo rigidi e che invece merita di essere rivalutata nella molteplicità delle sue manifestazioni. Riprendendo le parole del suo amico e compagno di cordata Ugo De Amicis, è un pregiudizio pensare che l’acuta sensibilità artistica sia incompatibile con quella dell’uomo d’azione, poiché quel dualismo interiore ed esteriore, cioè del sentire e dell’agire, significa integrazione e ricchezza, invece che contraddizione e debolezza. Questa visione si riflette nella varietà dei materiali in mostra, che spaziano dalle fotografie e dagli apparecchi fotografici a schizzi, disegni, volumi, riviste, diari e lettere, fino all’attrezzatura alpinistica, offrendo un ritratto sfaccettato del suo universo creativo ”.

Gianni Milani

“Guido Rey. Un amateur tra alpinismo, fotografia e letteratura”

“Museo Nazionale della Montagna”, Piazzale Monte dei Cappuccini 7, Torino; tel. 011/6604104 o www.museomontagna.org

Fino a domenica 19 ottobre

Orari: mart. – ven. 10,30/18; sab. e dom. 10/18

Nelle foto: Ugo De Amicis “Guido Rey guardando il Cervino”, stampa alla gelatina bromuro d’argento, post 1910 e (tableau vivant) da Caspar David Friedrich “Il viandante sul mare di nebbia”, olio su tela, 1817, “Amburgher Kunsthalle”, credit WikimediaCommons; Guido Rey “Grandes Jorasses”, stampa alla celloidina, 1905 ca.; Guido Rey “L’Hotel del Giomein e il Cervino”, stampa alla gelatina bromuro d’argento, 1899 ca.

Plastic Free, protocollo d’intesa a Chieri

Il Sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero e i rappresentanti dell’associazione Plastic Free hanno sottoscritto un Protocollo di intesa con l’obiettivo di creare un canale di comunicazione diretto tra le parti per lo sviluppo delle attività di volontariato dell’associazione sul territorio e per il miglioramento della città dal punto di vista ambientale.

Commenta l’assessore all’Innovazione, Smart City e Ciclo dei Rifiuti Flavio Gagliardi: «In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, dedicata proprio alla “Beat Plastic Pollution”, vogliamo sottolineare quanto sia urgente agire su questo fronte. Con la firma di questo Protocollo d’intesa con Plastic Free, rafforziamo concretamente l’impegno della nostra città nella lotta all’inquinamento da plastica. Chieri si distingue da tempo per risultati eccellenti nella raccolta differenziata ma resta ancora molto da fare sulla riduzione complessiva dei rifiuti e nel contrasto al loro abbandono, anche dei più piccoli. La collaborazione con Plastic Free ci permette di affrontare queste sfide attraverso azioni mirate che integrano volontariato, sensibilizzazione e tutela del territorio. Questa collaborazione non si limita agli eventi di pulizia, ma si estende alla promozione di un cambiamento culturale profondo e duraturo, per aiutare tutti a comprendere quanto siano importanti anche i piccoli gesti quotidiani.La plastica monouso, che tanto ci semplifica la vita, diventa purtroppo protagonista di spreco e inquinamento: utilizzata spesso per pochi secondi, se dispersa nell’ambiente permane per secoli, contaminando mari, terreni e perfino il nostro cibo e l’acqua attraverso le microplastiche. È quindi necessario ridurne il consumo e favorire comportamenti più responsabili.Vorrei sottolineare quanto sia prezioso il sostegno della comunità. Quando associazioni e cittadini si mettono in gioco per migliorare la nostra città, si assumono una parte importante di responsabilità per il bene comune, completando e integrando il lavoro delle istituzioni. Questo spirito di solidarietà e collaborazione è essenziale perché la nostra comunità possa affrontare con determinazione le sfide ambientali che ci attendono».

Nata nel 2019, Plastic Free è una delle più significative realtà impegnate nelle battaglie contro l’inquinamento da plastica. Grazie al Protocollo d’intesa l’associazione affiancherà l’amministrazione comunale nella promozione di attività di sensibilizzazione ambientale e nell’organizzazione di azioni concrete sul territorio (pulizie ambientali, lezioni nelle scuole, passeggiate ecologiche), favorendo così la candidatura di Chieri come “Comune Plastic Free”.

Il Protocollo d’intesa, della durata di quattro anni, non comporta oneri per il Comune: con quest’atto la Città di Chieri rafforza il suo impegno per l’ambiente e contro l’inquinamento, coerentemente con l’adesione all’iniziativa Plastic Free Challenge (2019), con la dichiarazione dell’emergenza climatica (2019) e con l’adesione al “Patto dei Sindaci” (2024). Inoltre, degli oltre 20 patti di collaborazione attivi a Chieri, diversi riguardano la pulizia degli spazi pubblici e la raccolta di rifiuti.

Ph_@Comune di Chieri

In Consiglio regionale le eccellenze del cheerleading

I due vicepresidenti del Consiglio, Franco Graglia e Domenico Ravetti, hanno ricevuto a Palazzo Lascaris una delegazione composta da tre associazioni sportive piemontesi di cheerleading (Aster Cheer Cuneo, Associazione dilettantistica Arcobaleno Borgosesia, Alba Cheer), protagoniste di un importante successo internazionale.
Le atlete e gli atleti, che fanno parte delle otto realtà selezionate a livello nazionale per rappresentare l’Italia, hanno infatti raggiunto risultati di prestigio ai recenti Mondiali di Cheerleading a Orlando (Florida): quarto posto nella categoria All Girl e nono nella categoria Coed (mista maschile-femminile).
Nel corso dell’incontro, è emerso con forza il tema del mancato riconoscimento federale della disciplina in Italia. Il cheerleading è infatti riconosciuto ufficialmente dal Comitato olimpico internazionale (Cio), ma non dispone ancora di una federazione italiana di riferimento, condizione che penalizza atlete, atleti e società sia sul piano normativo sia sul fronte dei finanziamenti e del sostegno strutturale.
I due vicepresidenti hanno espresso grande apprezzamento per il valore sportivo e formativo di queste realtà, e si sono impegnati a promuovere un percorso che possa contribuire alla costituzione di una federazione nazionale, anche attraverso atti formali del Consiglio regionale per sollecitare il ministero competente.
“Il Piemonte è terra di sport, talento e impegno. Il cheerleading merita un riconoscimento formale che valorizzi il lavoro di atlete, tecnici e società. Sosterremo con convinzione ogni iniziativa utile ad avviare il percorso per il pieno riconoscimento federale, dando voce a una realtà in crescita che rappresenta al meglio i nostri valori sportivi e sociali”, hanno concluso Graglia e Ravetti.

Droni ucraini in Russia

Con l’affascinante nome OPERAZIONE RAGNATELA (SPIDER WEB), domenica 1mo giugno 2025 – come ormai noto – ben 117 droni (suddivisi in più mezzi ruotati) sono stati lanciati dalle Forze Armate ucraine verso quattro basi aeree russe distanti migliaia di chilometri dai confini che separano i due Paesi (una quinta è ufficialmente fallita per problemi non certi ma condivisi dai due schieramenti).

Le basi citate sono nelle regioni di Murmansk, Irkutsk, Ivanono, Ryazan e Amur ma sembra ormai quasi certo che solo due abbiano subito danni veramente gravi.

Una è la base di Murmansk, remoto nord ovest russo accanto la Finlandia e l’altra si trova nella Siberia centrale a più di 8000 chilometri da Mosca, vicino alla Mongolia settentrionale.

Prime notizie davano per distrutti ben 41 fra bombardieri strategici e caccia-bombardieri. I numeri poi si sono modificati nel giro di qualche ora. Nella consueta guerra dell’informazione i dati sono spesso imprecisi ma in caso di una trentina di mezzi distrutti – o temporaneamente inutilizzabili – un terzo della flotta aerea ex sovietica sarebbe ora fuori combattimento.

A raccontarlo in poche righe, si potrebbe considerare un’operazione semplice per i tempi super-tecnologici che viviamo da tempo: camion con cassoni modificati per una doppia soffittatura scoperchiabile, carichi di piccoli droni ad elica caricati con esplosivo ad alto potenziale sono stati fatti partire da breve distanza dagli obiettivi, le cui difese non hanno più potuto opporre valide difese.

Questa semplicità è solo di facciata… come ogni militare un minimo esperto sa, fatto noto è che le gli attacchi via aria a strutture aeroportuali arrivano da lontano.

Per questo ogni difesa di perimetro si basa precipuamente su missili guidati da radar. In aggiunta, ogni base aerea oppone a ipotetici attacchi di fanteria pattuglie di terra, per intercettare potenziali aggressori di fanteria.

L’attacco ucraino con mezzi ruotati civili fatti avvicinare agli obiettivi, con piccoli droni guidati da remoto, ha invece saputo andare oltre gli schemi tradizionali.

Si è trattato di un’operazione estremamente complessa e durata un anno e mezzo, che ha coinvolto servizi segreti ucraini, aiuti ‘esterni’, certamente basi di appoggio spionistico sul territorio, molta capacità tattica e, nel complesso, un capitale umano di altissimo livello.

Anche da considerare che, in quanto guerra ANCHE civile, non è difficile ipotizzare che ci siano russi di origine ucraina disposti a collaborare per Kiev (come per Mosca contare su fiancheggiatori di origine russa ma residenti da generazioni in zone ‘ora nemiche’).

In ogni caso il presidente Volodymir Zelensky ha commentato l’operazione come “brillante successo raggiunto in 18 mesi dall’inizio della sua pianificazione”.

Quante vittime e quali i danni?

Senza entrare in speculazioni partigiane per questa o l’altra parte, il dato delle vittime russe sembra si aggiri attorno numeri di 12/15 vittime e TUTTE militari (a differenza dei macelli causati ‘sul terreno’ dalla controparte russa, responsabile di vittime civili ucraine vicine all’abnorme numero di 14/15.000 persone).

I costi economici: nonostante che una parte tenda ad esagerare i danni inflitti al nemico e l’altra a diminuirli, un dato probabilmente veritiero (fonti Difesa USA) sarebbe di 7 miliardi di dollari, con la distruzione del 34% dei vettori strategici della Federazione, non poco anche per una grande nazione come quella russa.

Nel complesso, fra mezzi distrutti e danneggiati, più o meno seriamente sono 5 bombardieri strategici Tupolev Tu-95MS (aereo simile ai B-52 americani ma  ancora equipaggiato da motori a turboelica), due Tu-22M3 e un aereo da trasporto militare Antonov An-12 (altre fonti riferiscono anche di uno o più aerei radar A-50).

Come noto, dal 2022 è iniziata una guerra di invasione di logoramento, certamente devastante per la nazione invasa, ma che si sta rivelando molto onerosa in tutti sensi anche per la controparte di Mosca.

Fatto evidente è che per la Russia, l’attacco del 1mo giugno rappresenta un danno militare e reputazionale di qualche portata, ma più simbolica che operativa, che non impedirà un prosieguo di successi militari in quasi tutte le regioni ucraine toccate da questa guerra. Il riferimento alle conquiste di Donetsk, Kharkiv e Sumy pare inequivocabile.

Cosa colpisce piuttosto è la non casuale coincidenza con i colloqui di pace di Istambul, fissati per il giorno dopo l’attacco.

Se cerchi la pace, non certo idea vincente è inasprire la guerra. Alternativamente, Kiev potrebbe anche aver cercato di dimostrare a Mosca che la partita non è finita e tante frecce sono ancora nella faretra ucraina.

Girano voci ai vertici NATO del possibile desiderio di voler prolungare lo scontro da parte ucraina, sperando di riprendere territori ora in mano nemiche.

La Storia fissa i fatti, ma quando questa si sta scrivendo, tante sono le variabili, le menzogne, i tranelli all’Informazione.

Gli Stati Uniti hanno subito preso le distanze dall’operazione, ma sembra provata una forma di aiuto satellitare e di Intelligence da parte della Gran Bretagna.

In quel caso, si potrebbero ipotizzare ulteriori differenti logiche di intervento sul dramma ucraino da parte americana, rispetto a quella britannica, non più nazione UE, ma pur sempre europea.

La situazione di teatro continua a dimostrarsi mobile, molto incerta per tutti gli stakeholders coinvolti, Italia compresa.

Quando tuona il cannone, il domani potrebbe rilevarsi diverso, addirittura opposto all’oggi.

Ferruccio Capra Quarelli

“Giochiamo d’anticipo”, scuola Colombo sul podio

L’anno scolastico 2024-25 si è chiuso in bellezza per gli studenti della classe 1°B della scuola Cristoforo Colombo di Torino che si sono aggiudicati il terzo posto della seconda edizione di “Giochiamo d’Anticipo”, il concorso didattico nazionale promosso da Groupama Assicurazioni, prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i più importanti player del settore assicurativo in Italia. Il progetto, intitolato “Il telefono del nonno si rompe”, è stato riconosciuto come un esempio virtuoso per la sua chiarezza espositiva e per aver messo in “scena” la capacità di problem solving degli studenti, ed è stato premiato con un buono di 800€, valido per l’acquisto di materiale scolastico.

L’elaborato, frutto di un percorso strutturato di Educazione Finanziaria integrato nel Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto, ha permesso a studentesse e studenti di familiarizzare con concetti fondamentali quali rischio, risparmio, previdenza, responsabilità e guadagno, guidandoli verso la capacità di effettuare scelte consapevoli. Attraverso la costruzione di una storia a bivi, arricchita da quiz interattivi, i giovani partecipanti hanno esplorato scenari realistici, riflettendo sulle conseguenze delle proprie decisioni e imparando a valutare alternative. “Il telefono del nonno si rompe” è la storia di un ragazzo che per sbaglio rompe il telefono del nonno e sottolinea l’importanza di una copertura assicurativa per gli oggetti di valore. Il giovane si trova di fronte a due scelte: aiutare il nonno a capire se il telefono è coperto da un’assicurazione oppure nascondere l’accaduto ai genitori. Gli studenti, attraverso un percorso a bivi che hanno messo in scena le loro capacità di problem solving e pensiero critico, optano per le scelte più consapevoli: contattare l’assicurazione per un rimborso o chiedere aiuto ai genitori per la gestione delle pratiche assicurative?

“GIOCHIAMO D’ANTICIPO”: EDUCARE ALLA PREVENZIONE PER UN FUTURO CONSAPEVOLE
“Il telefono del nonno si rompe” ha saputo incarnare pienamente lo spirito di “Giochiamo d’Anticipo”, il percorso didattico promosso da Groupama Assicurazioni, la cui missione è chiara: educare i più giovani alla cultura della prevenzione, fornendo gli strumenti essenziali per progettare il futuro con consapevolezza e responsabilità sociale e personale. Con un approccio coinvolgente e stimolante, il progetto guida studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo grado in un’esplorazione della cultura assicurativa attraverso scenari concreti di vita quotidiana.

“Siamo profondamente orgogliosi di assistere a un coinvolgimento così entusiasta delle scuole e a un interesse crescente da parte dei ragazzi su un tema che, pur apparendo spinoso, è invece cruciale per il loro futuro,” – ha dichiarato Pierre Cordier, Amministratore Delegato di Groupama Assicurazioni. “I risultati di questa seconda edizione, che a livello nazionale hanno visto la partecipazione di 387 scuole medie e oltre 8.500 alunni, ci confermano che i temi dell’educazione finanziaria e della prevenzione non sono affatto distanti dalla quotidianità dei giovani, ma anzi dimostrano una chiara volontà di acquisire maggiore consapevolezza. In qualità di assicuratori, crediamo fermamente che la nostra missione vada oltre la protezione, estendendosi alla capacità di fornire gli strumenti per una maggiore autonomia e consapevolezza nelle scelte future, contribuendo così a costruire una società più resiliente e informata”.

PIEMONTE protagonista NELL’EDUCAZIONE AL FUTURO
Il Piemonte si conferma un territorio attento all’innovazione educativa e alla partecipazione civica. Nell’anno scolastico 2024/25, ben 28 scuole del territorio hanno abbracciato con entusiasmo il progetto “Giochiamo d’Anticipo”, beneficiando della distribuzione di 34 kit didattici. Da Torino ad Asti, da Vercelli a Novara, da Cuneo fino ad Alessandria: il progetto educativo ha coinvolto numerose province della Regione.

Una capillarità che ha contribuito al successo del Piemonte e che testimonia una partecipazione attiva, per un totale di 49 scuole coinvolte nel territorio nel biennio del progetto. Un coinvolgimento scolastico rilevante che, con il trionfo della scuola C. Colombo, pone la Regione al centro dell’attenzione nazionale per le buone pratiche educative nel campo della prevenzione e dell’educazione finanziaria.

Casa del Conte Verde, a Rivoli una raffinata mostra di Angela Sepe Novara

“Colori tra cielo e terra, le quattro stagioni atmosferiche tra ispirazioni vivaldiane ma non solo” è il titolo della personale di Angela Sepe Novara, che abbellirà dal 6 al 29 giugno prossimo le sale della Casa del Conte Verde.

L’esposizione dell’artista, sempre attenta alla relazione tra musica e colore, si sviluppa come un percorso emozionale tra i colori dell’anima e quelli del paesaggio, ispirandosi alle celebri Quattro Stagioni di Vivaldi, ma superando la lettura musicale per esplorare dimensioni più ampie.

I dipinti esposti evocano il ciclo naturale e umano delle stagioni, attraverso una pittura intensa e poetica in cui la luce e il colore diventano strumenti per raccontare il tempo, il cambiamento e la memoria.

L’inaugurazione è prevista venerdì 6 giugno alle ore 18, alla presenza di Annalisa Polesello Ferrari, Vicepresidente della Fondazione Internazionale per l’Arte Francesco Federico Cerruti Castello di Rivoli, dove alcune opere dell’artista sono presenti nella collezione, e dell’Onorevole Mauro Laus. La mostra è nata nel 2013 al Museo Regionali di Scienze Naturali di Torino, con un testo critico del Prof. Fiorenzo Alfieri, ed è stata selezionata per rappresentare l’Italia al Museo Italo-Americano di San Francisco nel 2018, con il Patrocinio del Consolato d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco. Durante l’inaugurazione sarà presentato il libro di poesie “Le Stagioni del Tempo”(Genesi Editrice), una raccolta lirica in cui parole e immagini si intrecciano; alcune  opere sono infatti riprodotte nel volume, accompagnando le riflessioni dell’autrice sul fluire delle stagioni dentro e fuori di noi.

Angela Sepe Novara, artista e autrice torinese, ha al suo attivo importanti collaborazioni culturali e artistiche, tra cui le 34 illustrazioni dedicate alla cultura piemontese per il quotidiano La Repubblica, attraverso i ritratti delle più significative figure storiche della Regione.

Inaugurazione venerdì 6 giugno alle ore 18 – Casa del Conte Verde, via Piol 8, Rivoli

Dal mercoledì al venerdì dalle 16 alle 19 – sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 – lunedì e martedì chiuso.

Telefono: 011 9563020

Mara Martellotta

Torna la giornata ecologica a Cesana

CESANA TORINESELa Giornata Ecologica di Cesana concede il bis. Dopo il successo della prima edizione di sabato 17 maggio, la Proyoung Pro Loco di Cesana organizza, con il patrocinio del Comune di Cesana Torinese, una seconda giornata ecologica di Cesana e dintorni per sabato 7 giugno. E lo fa nell’ambito del progetto Clean-Up Tour 2025 che riunisce le operazioni di raccolta dei rifiuti nelle destinazioni di montagna in Svizzera e all’estero.

La giornata ecologica si svolgerà nell’orario dalle 09,30 alle 14,30.

Il programma della giornata prevede il ritrovo con briefing e distribuzione del materiale presso l’ufficio del turismo di Cesana Torinese alle ore 9,30.

Dalle 10 alle 12,30 è prevista la giornata di attività di raccolta, pulizia dei gruppi nei settori/sentieri definiti, cui seguirà dalle 12,30 alle 13,30 la pesatura dei rifiuti, il loro corretto smaltimento e l’immancabile foto di gruppo. Il terzo tempo con il picnic conclusivo è previsto presso l’Ufficio del Turismo dalle 13,30 alle 14,30 quando ci saranno i ringraziamenti ed i saluti finali.

Il Sindaco di Cesana Torinese Daniele Mazzoleni invita alla partecipazione: “Siamo molto contenti che si ripeta l’esperienza della giornata ecologica. La prima edizione dello scorso mese di maggio ha visto una bella partecipazione e la giornata ha dato ottimi frutti con il recupero di rifiuti abbandonati. Rinnovo i ringraziamenti ai partecipanti delle prima edizione e alla Pro Loco per aver organizzato l’evento. Ringrazio nuovamente la Pro Loco per questa seconda edizione che è inserita nel progetto Clean-Up Tour 2025 e invito i concittadini ed i villeggianti a partecipare per trascorrere una bella giornata in compagnia facendo una meritoria opera di miglioramento del nostro territorio”.

Il Presidente della Proyoung Pro Loco Cesana Luciano Reymondpresenta la nuova iniziativa ecologica: Visto il successo della Giornata Ecologica di maggio avevamo anticipato che a giugno avremmo ripetuto l’esperienza e lo facciamo con grande piacere nell’ambito del progetto Clean-Up Tour 2025. La prima edizione ha avuto una bella partecipazione, soprattutto di giovani e giovanissimi e allora rilanciamo l’invito a partecipare a questa giornata dedicata al territorio con lobiettivo della pulizia del paese dei principali sentieri nei dintorni di Cesena.

Il presidente Reymond da alcune note tecniche: A tutti i partecipanti verranno

offerti gratuitamente guanti e sacchi. Se avete un vostro paio di guanti portateli con voi. In base ai partecipanti provvederemo allaformazione delle squadre e alla definizione delle zone da pulire. Completata l’attività faremo ritorno sempre all’Ufficio del Turismo per un briefing e per una merenda per tutti i partecipanti. Vi aspettiamo per una giornata all’aria aperta in compagnia e per unamontagna più pulita”.

Per maggiori informazioni e dettagli è possibile contattare l’indirizzo mail prolococesana@gmail.com o visualizzare canali social della Pro Loco su instagram e facebook.

L’Orchestra Rai ringiovanisce puntando sui giovani talenti under 30

 

Presentata la nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Il direttore artistico Ernesto Schiavi, ha tenuto a sottolineare l’importanza come servizio pubblico di dare spazio ai giovani. A tal proposito debutteranno sul podio dell’Orchestra Rai  3 direttori under 30 : Emmanuel Tjeknavorian, Diego Ceretta e Nicolò Umberto Foron. Il cartellone prevede 22 concerti in doppia serata da ottobre a giugno, 3 eventi a Natale, Carnevale e Pasqua, Rai Nuovamusica ne propone 4. Inoltre la musica da camera delle “Domeniche dell’Auditorium” e il ciclo “Silent Sound” dedicato al cinema muto con 3 appuntamenti da settembre a ottobre. Inaugurazione il 9 ottobre con il direttore principale Andrès Orozco-Estrada, con l’esecuzione della terza sinfonia di Mahler. Grandi bacchette sul podio dell’Orchestra Rai :Kirill Petrenko direttore dei Berliner, Alpesh Chauhan, Michele Mariotti, Juraj Valcuha oltre a Fabio Luisi , e Robert Trevino. I solisti saranno ben 27 tra i quali : Fazil Say, Sergey Khachatryan, Beatrice Rana, Emanuel Ax, Pablo Ferràndez, Kirill Gerstein. Vi saranno 3 cori: voci bianche del Regio, Maghini, Filarmonico Ceco di Brno. Da segnalare l’esecuzione delle 4 sinfonie di Brahms. Tutti i concerti verranno trasmessi da radio3, in live streaming gratuito sul portale di Rai Cultura e tanti su Rai 5. Per i festeggiamenti di San Giovanni martedì 24 giugno, l’Orchestra Rai diretta da Robert Trevino con il mezzosoprano Justina Gringyte, sarà protagonista all’auditorium Toscanini di un concerto con brani tratti da opere di Verdi  e pagine favolistiche descrittive.

Pier Luigi Fuggetta

Produttori di canapa in audizione a Palazzo Lascaris

 

“Agricoltori e commercianti che trattano la canapa industriale avvertono un profondo stato di crisi, in seguito all’approvazione dell’articolo 18 del Decreto sicurezza che introduce il divieto di tutte le attività legate ai fiori di canapa. Noi produciamo e commercializziamo canapa che non ha effetti psicotropi, chiediamo un tavolo di lavoro per individuare norme transitorie e avere ristori per le nostre imprese”.
Così i numerosi rappresentanti degli imprenditori del settore canapa industriale in Piemonte (per uso alimentare, cosmetico, tessile, edilizio, industriale) hanno illustrato ai membri delle Commissioni Ambiente e Agricoltura – riunite in seduta congiunta con la presidenza di Sergio Bartoli (nella foto) – le loro difficoltà in seguito all’approvazione del Decreto sicurezza.


Sono intervenuti: Gabriele Carenini, Luigi Andreis, Matteo Castelli (Cia), Federica Baravalle e Luciano Bosco (Assocanapa), Raffaele Desiante, Sandra D’Alessio, Marco Bernardin (Imprenditori Canapa Italia), Giuseppe Croce (Federcanapa), Vincenzo Guarnieri (Canapa Sativa Italia), Stefania Farsella(Associazione negozianti italiani canapa), Virginia Avallone, Andrea Bartoli, Francesco Scopelliti, Giuseppe Di Giovanni, Luca Bertetti (Canavese Canapa).

Fino agli anni ’50 del secolo scorso l’Italia era il secondo produttore al mondo di canapa industriale e il Piemonte, in particolare Carmagnola, era uno dei migliori produttori dal punto di vista qualitativo, in particolare per la realizzazione di cordami. Oggi il settore occupa 1200 lavoratori in Piemonte e ha un indotto di circa 25 milioni di euro.

Per porre domande agli auditi sono intervenuti i consiglieri: Sarah Di Sabato (M5s), Vittoria Nallo(Sue), Valentina Cera (Avs), Roberto Ravello (FdI), Alberto Unia (M5s).

Crocetta, il cuore residenziale di Torino. Parla Massimiliano Valdini, agente Gabetti: “Un quartiere che continua a crescere”

Eleganza, vivibilità e solidità del mercato immobiliare: la Crocetta continua a confermarsi tra le zone più prestigiose e richieste di Torino. Ma qual è oggi lo stato di salute del mercato in questo quartiere storico? Quali sono i trend, chi compra, chi vende e con quali aspettative?

Per fare il punto, ci siamo adati a una voce autorevole: Massimiliano Valdini, titolare dell’agenzia Gabetti Crocetta e profondo conoscitore del tessuto urbano torinese. Con oltre trent’anni di esperienza nel settore, Valdini ore un’analisi chiara e dettagliata della situazione, arricchita da dati concreti, osservazioni sul campo e consigli utili per chi vuole investire o vendere casa in Crocetta.

Le opinioni espresse nell’intervista riflettono la visione professionale e personale dell’intervistato e non necessariamente la posizione uciale del marchio Gabetti a livello nazionale.

Perché Crocetta è considerata una delle zone più ambite di Torino?

Massimiliano Valdini – “La Crocetta è da sempre un quartiere d’élite. A renderla così attrattiva sono diversi fattori: l’architettura elegante, i viali alberati, la presenza di una vivace zona pedonale e del rinomato mercato rionale. Inoltre, la vicinanza al centro, la sicurezza percepita, la qualità dei servizi scolastici e la prossimità al Politecnico la rendono una scelta privilegiata sia per famiglie che per investitori.”

Qual è l’attuale andamento del mercato immobiliare in zona?

Valdini – “È un mercato dinamico e reattivo. Gli immobili ben posizionati e correttamente valutati si vendono in tempi molto brevi. La domanda resta alta, soprattutto per le soluzioni di pregio.”

Chi sono oggi gli acquirenti in Crocetta?

Valdini – “La clientela è composta principalmente da famiglie, liberi professionisti e investitori. Negli ultimi tempi, abbiamo registrato un ritorno deciso di quest’ultimi, interessati all’acquisto per poi attare, soprattutto a studenti universitari, vista la vicinanza con il Politecnico.”

E sul fronte dei venditori?

Valdini – “Spesso si tratta di eredi o persone che cambiano abitazione, magari per motivi familiari o professionali. Si tratta generalmente di un pubblico maturo, molto attento al reale valore di mercato dell’immobile.”

Che prospettive intravede per i prossimi mesi?

Valdini – “Positive. La Crocetta manterrà la sua attrattività grazie alla qualità della vita che ore e alla stabilità del suo mercato. È una zona che continua a essere percepita come un investimento sicuro.”

Quali consigli darebbe a chi vuole acquistare casa nel quartiere?

Valdini – “Il consiglio principale è muoversi con tempestività. Gli immobili più interessanti non rimangono a lungo sul mercato. Per questo è fondamentale adarsi a un professionista esperto del territorio, in grado di guidare l’acquirente con competenza e rapidità nelle scelte migliori.”