Alta Velocità: Denuncia Corte dei Conti europea sui gravi ritardi e sul forte aumento dei costi
Il sessantottismo di Bertinotti
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Non ho mai amato Fausto Bertinotti che conobbi quando era un importante sindacalista della Cgil. Aveva già allora la durezza di Landini, nascosta in un guanto di velluto di finta cultura citazionista. E’ stato ed è un radical chic ante litteram, uno che non si è voluto arrendere, guardando la storia e la realtà, alla caduta del Muro di Berlino e al ripiego obbligato del marxismo nel campo del socialismo utopistico, tanto criticato da Marx. Lo riconobbe il mio amico Nicola Tranfaglia, che pure mi rese la vita difficile, dicendo che il marxismo era diventato un’utopia. Neppure Bobbio ebbe il coraggio di trarre adeguate conclusioni storiche sulla fine del comunismo. Non capirò mai il Bobbio dal 1989 in poi che difese le ragioni del comunismo, dopo averlo criticato per decine di anni, ossessionato dal berlusconismo. E anche il filosofo del pensiero debole Vattimo divenne sostenitore di un’ideologia forte sconfitta dalla storia. Uno strano destino, quasi incredibile. Bertinotti in un’ampia intervista parla degli 80 anni della Repubblica, dando una versione classista e operaista della storia che meriterebbe una puntuale confutazione che richiederebbe tempo e spazio che non ho e che forse non è necessario avere perchè molte delle sue affermazioni sono così inconsistenti da non meritare una replica. Bertinotti non ha mai fatto i conti in primis con i suoi personali errori politici come la caduta di Prodi e non si è mai reso conto che l’estremismo non è solo malattia infantile, come diceva Lenin, ma è anche, nel suo caso, la malattia politica senile, quasi incurabile, di chi vede nella situazione attuale la “vendetta contro il ‘68″. Se la questione viene posta così, non esito a dire che la risposta al ‘68 e alla fuga in avanti delle ideologie presuntuose del secolo scorso è arrivata molto in ritardo. Bertinotti afferma che le attuali tre forze di governo sono estranee alla Costituzione del 1948. Dice una verità sacrosanta, ma non spiega perché quelle che contribuirono a scriverla sono oggi marginali e minoritarie. Non considera gli errori colossali della sinistra al governo, senza mai avere una vera maggioranza. Non percepisce che la vittoria della destra e’ anche figlia di quegli errori. E’ una reazione all’estremismo arrogante di una sinistra incapace di governare i cambiamenti. La vittoria della destra e’ il prodotto di un legittimo rifiuto democratico, attraverso il voto, di un modo di governare che portò Grillo ad avere un vastissimo consenso. Le semplificazioni manichee di Bertinotti privo di una vera cultura politica maturata sui libri e non nelle officine non convincono quasi più nessuno. I chierici di officina di cui scriveva Montale, non sono mai stati convincenti. Togliatti che era un uomo colto e realistico non avrebbe mai tollerato Bertinotti nel PCI. Il partito di Bertinotti, Rifondazione, è diventato un cespuglietto dell’estremismo dei centri sociali. A 86 anni fisicamente molto ben portati, Bertinotti dovrebbe ritirarsi a meditare sulle sconfitte a cui lui stesso ha contribuito. In primis dovrebbe trarre un bilancio sul Sessantottismo parolaio che lui continua a giudicare in termini positivi . La definizione parolaio rosso la coniò con santa ragione Gian Paolo Pansa. Leggendo la sua intervista si trovano le ragioni per cui la maggioranza degli italiani ha votato il centro – destra anche per disperazione.Premio Gianmaria Testa – Parole e Musica
Ultimi giorni per le iscrizioni alla VI edizione del “Concorso” dedicato ai giovani cantautori under 38. Ospite d’onore alla serata finale, Raphael Gualazzi
Fino a domenica 25 gennaio
Moncalieri (Torino)
I tempi s’accorciano. Mancano ormai pochi giorni per aderire al bando di iscrizione alla sesta edizione del “Premio Gianmaria Testa – Parole e Musica”, promosso e organizzato dal “Comitato Moncalieri Cultura” con “Produzioni Fuorivia” e il contributo della “Regione Piemonte” e della “Città di Moncalieri”, nell’ambito del “Festival Moncalieri Legge”. Il “Premio”, che in pochi anni ha saputo diventare importante punto di riferimento per i giovani cantautori italiani ed internazionali, nasce come riconoscimento ed omaggio alla memoria e all’eredità artistica (forte ed indimenticata) di Gianmaria Testa, il “poeta in musica” (o il “cantautore ferroviere”, per gli anni di lavoro trascorsi quale “capostazione” allo scalo ferroviario principale di Cuneo) capace di “raccontare con profondità e leggerezza la fragilità del mondo contemporaneo”. Obiettivo: “valorizzare la scrittura musicale – sottolineano gli organizzatori – come forma d’arte, per scoprire e promuovere nuove voci che sappiano coniugare parola e melodia, nel segno di un’autenticità che attraversa le generazioni”. La partecipazione è aperta ad autori e compositori “under 38” di qualsiasi nazionalità, presentando uno o due brani inediti (o pubblicati da non più di sei mesi alla data d’iscrizione).
Le candidature dovranno essere inviate fino e non oltre domenica 25 gennaio, all’indirizzo premiogianmariatesta@moncaliericultura.it , seguendo le modalità indicate nel regolamento disponibile su www.visitmoncalieri.it e www.premiogianmariatesta.it .
Una Giuria d’eccezione , composta da protagonisti del mondo musicale e culturale italiano e presieduta da Paola Farinetti (“Produzine Fuorivia”, nonché moglie di Testa) sarà chiamata a selezionare i cinque finalisti che si esibiranno dal vivo nella serata finale di lunedì 9 marzo alle “Fonderie Teatrali Limone” (via Pastrengo, 88) a Moncalieri.
L’ospite speciale della serata conclusiva della sesta edizione che, come da tradizione, affiancherà sul palco i finalisti sarà quest’anno Raphael Gualazzi, tra gli artisti più originali e versatili dell’odierna scena musicale nazionale e internazionale.
Nel corso della serata, i finalisti presenteranno il proprio brano originale in concorso e interpreteranno una canzone di Gianmaria Testa, “creando un ponte tra memoria e contemporaneità”.
Il vincitore assoluto riceverà un premio di 1.500 euro, una targa e un diploma, oltre alla possibilità di esibirsi in rassegne musicali piemontesi; un premio speciale di 800 euro sarà assegnato alla miglior esibizione live. Durante la serata finale sarà presente anche la direzione artistica di “Resetfestival” (il torinese “backstage festival” della nuova musica inedita italiana) che selezionerà tra i finalisti un artista da invitare sul palco della prossima edizione del festival.
Particolarmente attesa e di certo azzeccata (per la sua capacità, al pari di Gianmaria Testa, di far dialogare a un tempo linguaggi musicali diversi, dalle improvvisazioni jazz, al blues e fusion fino alle melodie più lineari della tradizione italiana) la partecipazione dell’urbinate (classe ’81), cantautore e pianista di fama internazionale, Raphael Gualazzi, già vincitore a “Sanremo Giovani” nel 2011 con “Follia d’amore” (e secondo classificato all’“Eurovision Song Contest” dello stesso anno), nonché ospite sui grandi palchi di tutto il mondo e autore di musiche per cinema, televisione e grandi eventi, tra cui l’“Inno del Giro d’Italia 2024”.
Sottolinea Antonella Parigi, assessora alla “Cultura” della “Città di Moncalieri”: “Il ‘Premio Gianmaria Testa’ è diventato negli anni un luogo d’incontro tra generazioni, uno spazio in cui la canzone d’autore torna a essere racconto e ricerca. È una tappa significativa del percorso con cui Moncalieri costruisce la propria candidatura a ‘Capitale Italiana della Cultura 2028’, investendo su progetti che intrecciano arte, parole e comunità”.
“Ogni anno – racconta, da parte sua, Paola Farinetti – il ‘Premio’ ci sorprende. Le parole e la musica dei finalisti ci ricordano che la canzone d’autore non è un genere del passato, ma un linguaggio vivo, capace di narrare il presente con poesia e verità. Gianmaria credeva nella forza delle parole ‘levigate fino alla trasparenza’, e credo che oggi più che mai servano artisti che abbiano il coraggio di farle risuonare in modo autentico. Questo ‘Premio’ nasce per loro, per chi prova a raccontare il mondo con delicatezza e profondità”.
g.m.
Nelle foto: Gianmaria Testa; Raphael Gualazzi e Antonella Parigi
La creazione di comandi intercomunali e l’istituzione, per Torino, di un reparto operativo di intervento urbano con una dotazione pari ad almeno il 10% del personale complessivo, in raccordo e in complementarietà con le altre forze dell’ordine e strutturato in diversi settori sul modello della squadra mobile: sono alcune delle principali misure contenute nella proposta di legge regionale di Fratelli d’Italia per la riforma della polizia locale.
La prima firmataria del testo è la vice capogruppo in Consiglio regionale Alessandra Binzoni, che sottolinea come l’attuale normativa sia “ormai superata e incapace di rispondere alle esigenze di sicurezza del territorio”.
Tra i punti qualificanti della proposta, che punta a equiparare la polizia locale alle altre forze dell’ordine, figurano l’introduzione di un sistema di formazione regionale altamente professionalizzato, l’istituzione di un fondo di solidarietà per gli operatori vittime di reato durante il servizio e di un fondo regionale per la creazione di un gruppo di lavoro incaricato di analizzare il fenomeno della sicurezza e le sue criticità. Sono previsti inoltre un ufficio di supporto informativo per la polizia locale e strumenti di autotutela per gli interventi a rischio, comprese dotazioni anti-sommossa.
“Questa proposta dimostra la volontà di Fratelli d’Italia, a tutti i livelli, di riformare l’ordinamento della polizia locale per renderla un corpo sempre più moderno e riconoscerle la giusta dignità”, evidenzia la deputata Augusta Montaruli. La parlamentare ricorda inoltre che in settimana inizierà in Commissione la discussione degli emendamenti al ddl delega in materia e auspica che “entro la fine della legislatura si possa finalmente arrivare a una riforma che la polizia locale attende da troppo tempo”.
I 1300 anni dell’Abbazia di Novalesa

Nuovo appuntamento nell’ex “Città Ducale” con il Progetto ideato dal “Salone del Libro di Torino”, protagonisti i giovani di “Direzione Futura”
Da giovedì 22 a domenica 25 gennaio
Parma
“Un evento ‘ispirazionale’, che sa accogliere il sentire delle nuove generazioni, stimolare idee e dare impulso alla vitalità innata delle ragazze e dei ragazzi di oggi per accompagnarli nel loro cammino verso gli orizzonti che più sentono propri, in un mondo che continua a vivere cambiamenti culturali e di approccio al lavoro”: così è stato nel giusto modo definito “Mi prendo il mondo. In dialogo con le nuove generazioni”, Progetto che torna a programmarsi, nella sua terza edizione, a Parma, “European Youth Capital 2027”, da giovedì 22 a domenica 25 gennaio prossimi(con un’anteprima giovedì 15 gennaio), al “Paganini Congressi” (via Toscana, 5/a), presso il “Parco 1° Maggio” dell’“Atene d’Italia”, com’è stato storicamente definito il capoluogo emiliano in riconoscenza del suo prestigio culturale.
Ideato dai ragazzi riuniti in “Direzione Futura” e dal “Salone Internazionale del Libro di Torino” – in collaborazione con la Città di Parma, con il sostegno di “Regione Emilia-Romagna” e “Fondazione Cariparma” e con il patrocinio dell’“Università di Parma” e di “Rai” – l’evento vedrà ancora una volta, quali primi protagonisti, proprio i giovani di “Direzione Futura 2026”: 30 studentesse e studenti di Parma e del territorio parmense, di età compresa tra i 14 e i 23 anni, che hanno scelto temi, argomenti e ospiti di questa edizione, che vedrà arrivare in città scrittori, giornalisti ed artisti , invitati “per raccontare il loro sguardo sul mondo e la loro visione sui temi dell’attualità”. Ricchissimo il programma, comprendente anche workshop, laboratori, attività e presentazionirivolte a lettrici e lettori accolti, al “Paganini Congressi”, dal “Caffè Letterario” e dal Bookshop “Mi prendo il mondo”, una grande libreria tematica, organizzata da sei librerie della città che proporranno una vasta scelta di opere dedicate ai temi e alle aree al centro delle lezioni e degli incontri. Importante novità di questa terza edizione è il progetto “Hub Lavoro”, uno spazio di confronto con il mondo giovanile e quello professionale, attraverso “tavole rotonde”, “laboratori” ed incontri con imprese e “recruiter”in programma giovedì 22 e venerdì 23 gennaio per “favorire dialoghi e scambi tra studenti e aziende, mettendo al centro aspirazioni, competenze e opportunità occupazionali, con attività pratiche e testimonianze da settori strategici come comunicazione, marketing, innovazione e sostenibilità”.
L’ingresso alla manifestazione e ai vari incontri sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Per info sul programma dettagliato e aggiornato: www.miprendoilmondo.it o www.salonelibro.it
Un’abbondante ventina gli ospiti attesi, di cui é impossibile fare qui completa menzione. Diciamo solo che, dopo alcuni appuntamenti anticipativi, giovedì 15 e lunedì 19 gennaio, a dare il là alla lunga cavalcata, giovedì 22 gennaio (ore 9,30) sarà lo scrittore e sceneggiatore (fondatore dell’Agenzia Letteraria “Book On A Tree”) Pierdomenico Baccalario che condividerà con il pubblico una suggestiva riflessione su “Le dieci regole per combinare qualcosa”. Particolarmente atteso, nel corso della prima giornata anche l’incontro con Mario Calabresi (ore 11), giornalista e direttore di “Chora Media”, che inviterà a ragionare sui contenuti del suo ultimo libro “Alzarsi all’alba”, edito da “Mondadori”. A seguire, di balzo in balzo, si andrà dall’artista visiva iraniana Shirin Neshat a Federico Vergari, autore di “Vittorie imperfette. Storie di donne e uomini che non si sono arresi” (“Lab Dfg”), fino a Vera Gheno (venerdì 23 gennaio), sociolinguista da sempre impegnata su temi quali il sessismo, l’equità e la diversità nella lingua. Da segnalare ancora per sabato 24 gennaio, la scrittrice e filosofa Michela Marzano sul palco con il suo nuovo libro “Qualcosa che brilla” (“Rizzoli”) per una conversazione sulle difficoltà di crescere, creare il proprio spazio, trovare la propria voce.E, importante fanalino di coda, domenica 25 gennaio(ore17,30), Concita De Gregorio. Notissima giornalista, scrittrice ed editorialista per “La Repubblica”, De Gregorio incontrerà i giovani sul tema “Un’indagine sull’amore. La giusta misura della cura”, prendendo spunto dal suo ultimo romanzo “Di madre in figlia” (“Feltrinelli”).
Per chi interessato, si prepari. La manifestazione è ancora una volta, oggi più che mai, un intrigante itinerario, dai forti contenuti etico-letterari, poiché “lavorare con le nuove generazioni – come afferma Silvio Viale, presidente dell’ ‘Associazione Torino, la Città del Libro’ – non è un capitolo accessorio: è una responsabilità e una direzione strategica. L’educazione alla lettura, la curiosità e la capacità di confrontarsi criticamente con il presente nascono dapercorsi come ‘Mi Prendo il Mondo’, dove ragazze e ragazzi non sono spettatori, ma costruttori di visioni”.
Gianni Milani
Nelle foto: Logo “Mi prendo il mondo”; Pierdomenico Baccalario (Ph. Walter Menegazzi); Mario Calabresi; Concita De Gregorio (Ph. Paola Locatelli
La Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione ad un’ordinanza dispositiva della custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Torino a carico di un cittadino italiano, gravemente indiziato della rapina aggravata commessa il 28 novembre scorso, in danno della filiale della “Cassa di Risparmio di Asti”, sita a Torino in via Cibrario 6.
L’uomo era entrato nei locali dell’agenzia a volto scoperto, con i guanti calzati ed armato di coltello: avvicinatosi alla cassa, sotto minaccia dell’arma, si era fatto consegnare la somma di 5.000 euro in contanti, per poi darsi alla fuga.
La successiva attività svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, consistente nell’analisi dei filmati dei sistemi di video sorveglianza presenti all’interno e nei pressi dell’agenzia bancaria, nell’escussione dei testimoni presenti ai fatti e nel riconoscimento fotografico da parte di quest’ultimi, ha permesso di identificare il rapinatore.
Il provvedimento è stato notificato all’uomo presso la casa circondariale di Siena, ove si trova ristretto, per altra causa, dal 17 dicembre 2025.
“Il Piemonte non deve lasciare indietro gli studenti con disabilità. La carenza cronica di insegnanti di sostegno e di assistenti all’autonomia e alla comunicazione sta compromettendo un diritto fondamentale: quello all’inclusione scolastica. La recente Legge di Bilancio 2026 ha definito i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) in materia di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, imponendo agli enti territoriali l’obbligo di garantire le ore previste nei PEI, un obbligo che rischia di restare lettera morta se la Regione non si attiva per tempo, coordinando gli enti locali e assicurando risorse, programmazione e personale adeguato” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere quali azioni intenda mettere in campo per affrontare un’emergenza ormai strutturale.
“Dai dati diffusi da FISH (Federazione Italiana per il superamento dell’Handicap) emerge un quadro allarmante: in Piemonte la percentuale di alunni con disabilità, nelle scuole statali di ogni ordine e grado, è pari 3,59% (18.156 su 505.110 alunni totali), le percentuali maggiori di alunni con disabilità si hanno nella scuola primaria e secondaria di 1° grado, rispettivamente 4,29% e 4,43%, mentre in quella dell’infanzia e secondaria di 2° grado si registrano percentuali più basse, 2,13% e 2,95%. Per quanto riguarda i posti di sostegno in Piemonte sono indicati 7.267 posti, a cui si devono aggiungere 7.421 posti in deroga, per un totale di 14.688 posti di sostegno, È evidente che il sistema non regge. La Regione Piemonte deve assumersi le proprie responsabilità, a partire dall’ampliamento dei percorsi formativi sul sostegno, anche attraverso nuovi accordi con gli Atenei, come già fatto da altre Regioni. Non è accettabile che il Piemonte sia fanalino di coda rispetto a territori che hanno già recepito le Linee guida nazionali” prosegue la Consigliera regionale Pd.
“Con il mio atto ispettivo – conclude Laura Pompeo – chiedo, inoltre, alla Giunta come intenda garantire i LEP su tutto il territorio regionale, quali misure intenda adottare per superare la carenza strutturale di docenti di sostegno, se intenda farsi portavoce presso il Governo delle istanze accolte dal Comitato Europeo dei Diritti Sociali, che ha richiamato l’Italia per la violazione della Carta Sociale Europea e ha chiesto più assunzioni stabili, se intenda ampliare l’offerta formativa e coinvolgere altri Atenei e, infine, se la Regione recepirà, finalmente, le Linee guida nazionali sulla figura dell’ASACOM. Non possiamo più permettere che le famiglie di studenti con disabilità vengano lasciate sole e che bambini e ragazzi siano costretti a cambiare insegnante ogni anno perché le scuole non riescono a garantire l’assistenza che la legge prevede. L’inclusione non è un optional: è un diritto. E la Regione deve intervenire con atti concreti”.
Riaperto al pubblico l’ufficio postale di Marentino
Sono terminati nella sede, infatti, i lavori di ristrutturazione e ammodernamento finalizzati ad accogliere, anche tutti i principali servizi della Pubblica Amministrazione grazie al progetto Polis, l’iniziativa ideata da Poste Italiane per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei 7 mila comuni con meno di 15mila abitanti contribuendo al loro rilancio.
Tra gli interventi effettuati, il rinnovo completo dei layout degli uffici con nuovi arredi, nuove postazioni ergonomiche ribassate per poter meglio accogliere i clienti, nuova illuminazione al led e nuova pavimentazione con percorso tattile. L’ufficio è dotato di ATM Postamat. Oltre ai servizi postali, finanziari, di assicurazione ed energia presso l’ufficio postale sono disponibili a sportello anche i servizi INPS e i servizi anagrafici, con quindici certificati anagrafici e di stato civile a disposizione dei cittadini che sono registrati dal comune di competenza in ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) di cui è titolare il Ministero dell’Interno.
L’ufficio postale di Marentino situato in Via San Carlo 3, torna a disposizione dei cittadini con i consueti orari: martedì e giovedì dalle ore 8.20 alle ore 13.45 e il sabato fino alle 12.45
Poste Italiane conferma, ancora una volta, non solo la missione al servizio del sistema Paese ma anche il valore della capillarità, elemento fondante del proprio fare impresa, in netta controtendenza con il progressivo abbandono dei territori.
Dopo l’autorizzazione della Commissione Europea a fine ottobre 2022 i lavori di ristrutturazione sono stati avviati in oltre 5860 uffici postali in tutta Italia ed entro la fine del 2026 saranno complessivamente 7000 i nuovi uffici Polis.
Mercoledì 21 gennaio prossimo, alle 18.30, il Museo dell’Automobile di Torino presenterà la mostra “Automobili. Una storia di evoluzione concettuale”, progetto espositivo dell’artista Alain Bublex, impegnato tra arte, design e architettura, indagando i processi di progettazione e le forme della modernità. La mostra riunisce diversi nuclei di lavoro, 44 opere che combinano testi e immagini e costituiscono una storia dell’automobile attraverso modelli spesso poco noti, due proiezioni video che presentano da un lato l’insieme dei disegni tecnici e, dall’altro, una sequenza di disegni naturalistici delle automobili; appunti e schizzi originali realizzati dall’artista durante lo studio e dieci modelli di Automobili in scala 1:10 provenienti dalla Fondation Cartier pour l’art contemporain.
Il progetto, infatti, prende avvio da una commissione della Foundation Cartier pour l’art contemporain che, in occasione della mostra Autophoto del 2017, ha affidato a Bublex la scrittura di un testo sulla storia dell’automobile e sull’evoluzione delle sue forme dal 1802 ad oggi. Nel corso di questo lavoro di scrittura prende anche forma l’opera intitolata “A l’abri du vent et de la pluie”, “Al riparo dal vento e dalla pioggia”, un’installazione composta da una selezione di dieci modelli di automobili in scala 1:10.
Le sculture, ridotte all’essenzialità delle forme, non descrivono i modelli nei loro dettagli , ma ne trattengono i caratteri minimi, comunque riconoscibili. La scelta stessa dei modelli è il risultato di quello che l’artista definisce “un vagabondaggio” di idee, di libere associazioni che avvengono durante una conversazione. Ogni modello è un deposito di memoria, un’immagine che riattiva ricordi, sollecita associazioni, apre altri pensieri. È questo movimento non lineare, fatto di ritorni, deviazioni e ipotesi, a strutturare il lavoro di Bublex.
Immaginando un libro che raccolga tutte le immagini e le forme automobilistiche non realizzate, l’artista presenta quarantaquattro disegni digitali distribuiti lungo due secoli di progettazione e produzione, accompagnati da due proiezioni video, e realizzati nel corso dello studio, che delineano un percorso che attraversa l’idea di automobile come “ spazio chiuso che ci contiene e ci trasporta”, restituendo il modo in cui questo oggetto ha contribuito a trasformare il nostro sguardo e la nostra idea di stare al mondo.
La mostra è curata da Chiara Marras, con il patrocinio del Ministero della Cultura, Regione Piemonte e Città di Torino. Sarà aperta fino all’8 marzo prossimo. L’opening sarà alla presenza dell’artista mercoledì 21 gennaio alle 18.30.
Alain Bublex è un artista francese che lavora tra arte, design e architettura, esplorando i processi di progettazione e le forme della modernità. Attraverso scultura, disegno e scrittura, indaga gli oggetti e gli spazi che hanno modellato l’immaginario contemporaneo, con particolare attenzione all’automobile e ai suoi possibili scenari.
Mara Martellotta