È stata particolarmente significativa l’edizione 2026 della festa patronale della Madonna della Neve a Bousson, celebrata il 5 agosto scorso nella suggestiva Cappella del Santo Spirito.
Si è trattato di una giornata che è stata capace di unire fede, tradizione e comunità, assumendo quest’anno un significato ancora più profondo per gli abitanti della borgata.
A rendere speciale la celebrazione è stato, infatti, il ritorno di don Andrea Gallizio, parroco di Cesana Torinese che, in occasione della festa di Bousson, è tornato a celebrare la Santa Messa dopo un periodo di malattia e convalescenza. Un ritorno è stato accolto con grande affetto dalla comunità, che ha voluto stringersi attorno al proprio parroco in questo importante momento.
Alla celebrazione era presente il Sindaco di Cesana Torinese, Daniele Mazzoleni, insieme agli abitanti della borgata e a numerosi partecipanti che hanno voluto condividere una giornata profondamente legata alla storia e all’identità di Bousson.
Quella di quest’anno è stata, però, la prima festa patronale senza Mary Regazzoni, figura fondamentale per la comunità e autentica custode delle tradizioni della borgata. La sua assenza si è fatta sentire, ma il modo migliore per ricordarla è stato proprio quello di portare avanti ciò in cui ella ha sempre creduto.
Durante la festa le ragazze e le donne di Bousson hanno indossato con orgoglio i tradizionali abiti della borgata, dimostrando quanto siano ancora vive le tradizioni che Mary ha saputo trasmettere nel corso degli anni, un gesto semplice che rende la memoria comunità e continuità, capace di passare da una generazione a quella successiva.
“È stata una giornata particolarmente importante per Bousson e per tutta la comunità di Cesana – ha sottolineato il sindaco Daniele Mazzoleni – Il ritorno di don Andrea dopo la malattia ci ha regalato un momento di grande gioia e lo abbiamo accolto con grande affetto. Nel contempo questa è la prima festa senza Mary Regazzoni, una persona che ha rappresentato moltissimo per Bousson e che ha dedicato tanto alla conservazione delle sue tradizioni. Coglierne oggi la continuità attraverso le ragazze e le donne che hanno indossato con orgoglio i costumi della borgata è stato il modo più bello per sentirla ancora presente tra noi.
La tradizione vive quando viene trasmessa e condivisa e Bousson ha dimostrato ancora una volta di avere una comunità forte e orgogliosa delle proprie radici”.
MM
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