Previste 21 azioni nel piano comunale per ridurre il fracasso dei motori e di altre cause che in molte zone supera i livelli di guardia
Avete presente le polemiche per la Movida che turba il sonno dei residenti? bene, il divertimento notturno dei torinesi più giovani non è che la classica punta dell’iceberg del fenomeno dei “rumori molesti” che si registrano in città. Così il Comune ha deciso di pianificare un intervento per raggiungere l’obiettivo considerato minimo: diminuire di 3 decibel il fracasso medio di Torino.
I controlli affidati all’Arpa da Palazzo Civico dicono che nell’arco della giornata, lo scorso anno, un torinese su due è rimasto esposto a valori superiori a 65 decibel, la soglia di rischio internazionale. Le misure studiate dal Municipio prevedono la riduzione del traffico attraverso l’incentivazione dei mezzi pubblici, il contenimento dei limiti di velocità, il rinnovo dei bus troppo rumorosi e l’allestimento di pavimentazioni silenziose.
QUALCHE NUMERO SUL FRACASSO MADE IN TORINO
– 450mila abitanti convivono con rumori superiori ai 65 decibel;
– Tra le 22 e le 6 rumori eccessivi disturbano 600mila torinesi;
– 70 decibel in corso Moncalieri, corso Principe Oddone e via Stradella;
– 1 milione di mq la Ztl che sarà interessata da interventi di contenimento del frastuono;
– 18 ospedali su 20 nelle ore notturne superano il livello di legge di 55 decibel;
– 43 scuole in orario di lezione superano i 70 decibel
– 21 in tutto le azioni previste dal piano municipale antirumore

Ma, come si sa, la squadra esordirà senza Pirlo, che sarà assente per un mese
La visita del premier sarà l’occasione per riparlare delle opere come la metropolitana, che non sono state inserite nel decreto Sblocca Italia? O magari per chiedere al fiorentino Renzi di intervenire per concedere il “prestito” della Venere del Botticelli alla Reggia di Venaria, dopo il diniego del direttore degli Uffizi?
Torino nel 2014 è una città rinomata nel panorama artistico nazionale e sempre più coinvolta in quello internazionale. Non che sia una fama recente, anzi, è risaputo che in quanto culla e biberon dell’Arte povera prima e di grandi magnati dell’arte moderna e contemporanea in seguito, ha ingranato nel tempo una marcia in più, soprattutto nel circuito dell’arte contemporanea. Basti pensare ai fiori all’occhiello della città, a cominciare da eventi come Artissima, dalle grandi istituzioni come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il Castello di Rivoli, dai progetti curati nel tempo come le Luci d’artista, solo per citarne alcuni. E continua a crescere attraverso una vasta rete di professionisti dell’arte – probabilmente meno nota al grande pubblico, ma molto stimata dagli addetti ai lavori – che opera sotto forma di giovani artisti e gallerie d’arte, laboratori, residenze d’artista e realtà emergenti per la promozione della cultura nella nostra Torino.
Quindi, se lavorassimo sulla coscienza culturale della città, che è un bacino di idee, progresso e sviluppo paragonabile all’innovazione tecnologica, frutto a sua volta della spinta generata dalla ricerca, forse potremmo attivare l’economia del nostro territorio proprio attraverso la sua associazione a tutto ciò che è cultura in Italia. Le basi per un approccio di questo tipo sono da generarsi sul presupposto di una risposta da parte degli abitanti del “distretto”, che tuttavia è incoraggiante. Prendendo in esame i dati relativi l’abbonamento Torino Musei si evince come nel 2013 la tessera che permette l’ingresso a circa 200 musei che fanno parte del circuito sia stata acquistata ed utilizzata da quasi 90.000 abbonati, con un incremento del 3% rispetto al 2012 e del 45% rispetto al 2010, per un totale di quasi 640.000 visite effettuate nel corso dell’anno. La via è stata tracciata nella storia dalle eccellenze della nostra città, indicata da professionisti e ampliata dall’entusiasmo dai consumatori, amanti delle arti e del teatro, della danza e della musica, del design e dell’artigiano. Ora non resta che percorrerla.
Durante la riunione della Giunta Regionale è stato affrontato il tema della fecondazione eterologa. Il Presidente ha ribadito la volontà di garantire la piena attuazione della legge, stabilendo velocemente linee guida condivise con il Governo


