ilTorinese

Conferita a Pragelato la cittadinanza onoraria a Denisa Zamfira

Il Sindaco di Pragelato Giorgio Merlo ha conferito , a nome dell’Amministrazione Comunale, la cittadinanza onoraria a Denisa Zamfira. Una giovane pragelatese di origini rumene che si è particolarmente distinta in questi anni nel campo scolastico ed accademico.

“Ma la vita e l’esperienza di Denisa, ha detto il Sindaco durante il conferimento dell’onorificenza, e’ anche e soprattutto un modello di integrazione e di inclusione sociale, culturale e territoriale oltre al riconoscimento del merito. Per questi motivi – ha concluso il Sindaco – la cittadinanza onoraria a Denisa assume una importanza decisiva anche per il dibattito sull’immigrazione che da tempo attraversa e caratterizza il nostro paese”.

Breve pausa di pioggia, ma il clima mite proseguirà per tutto il mese

Altri temporali  sul Piemonte da martedì, solo una parentesi di maltempo, ma ritornerà l’anticiclone delle Azzorre da mercoledì con una fase soleggiata e il rialzo delle temperature massime,  come prevede Arpa. Le temperature saliranno a 25-26 gradi sulle pianure e  colline, zero termico a 4.500 metri da giovedì. Il clima mite potrebbe proseguire fino a dopo il 20 settembre con un bilancio di temperature settembrine più alte rispetto alla media, nonostante i primi giorni ‘freddi.

A “Vicenza in lirica” trionfa il maestro Michele Campanella

Il festival  si è  aperto al teatro Olimpico sotto l’egida della musica di Gioachino Rossini

Esistono analogie tra due arti apparentemente diverse quali musica ed architettura, tanto che spesso si ricorre alla sinestesia di “architettura musicale” per un brano e di “ritmi spaziali” per un’architettura. Prova ne è stata il concerto rossiniano che ha aperto la rassegna “Vicenza in lirica”, giunta alla sua settima edizione, sabato 31 agosto scorso, nella straordinaria cornice del teatro Olimpico della città veneta, realizzato dall’architetto vicentino Andrea Palladio.

Questo celebre festival, diretto da Andrea Castello, si è aperto sotto il segno di un famoso brano composto da Gioachino Rossini, la Petite Messe Sollennelle, eseguito da un cast di eccezione, formato dal Maestro Michele Campanella al primo pianoforte ( al suo ritorno sulla scena del teatro palladiano dopo diversi anni di assenza), dal soprano Barbara Frittoli e dal contralto Sara Mingardo, voci note a livello internazionale e per la prima volta ascoltate insieme in un’esecuzione al teatro Olimpico. Accanto a loro il basso Davide Giangregorio, il tenore Alfonso Zambuto, il coro della Schola San Rocco di Vicenza diretto dal maestro Francesco Erle, Silvio Celeghin all’harmonium e Monica Leone al secondo pianoforte.

La Petite Messe Sollennelle, composta da Rossini in Francia nel 1863, si articola secondo le sezioni tradizionali dell’Ordinarium della Messa cattolica con, in aggiunta, il Preludio religioso da eseguirsi nel corso dell’Offertorio (per pianoforte solo ed harmonium) e il Mottetto “O salutaris hostia” per soprano, inserito tra il Sactus e l’Agnus Dei.

Il Kyrie, strutturato nella forma di dialogo tra i Soli ed il Coro, è un Andante maestoso che si apre con un pianissimo di particolare evidenza ritmica, con le ottave staccate che si inseguono sul basso. Il coro della Schola San Rocco di Vicenza ha dimostrato grande maestria nell’entrare quasi sottovoce, con un motivo totalmente indipendente dal pianoforte suonato in modo magistrale dal maestro Michele Campanella. Il cuore della Petite Messe è rappresentato dal Gloria, un edificio sonoro sorprendente e monumentale, capace di occupare più di un terzo dell’intera composizione.

Sicuramente il brano in cui il maestro Campanella ha dato prova di tutta la sua abilità pianistica è stato quello del Preludio religioso, che precede il Sactus per Soli e coro. In esso ha dato vita al tema della fuga, reso in tutta la sua cromaticita’ ed essenzialità. Qui Rossini si richiama alla tradizione che fa capo a Bach e pare anticipare moduli che saranno tipici di un compositore come Cesar Franck. La soprano Barbara Frittoli ha dimostrato l’altezza sopranile che contraddistingue il suo timbro vocale nel Mottetto “O salutaris hostia”, testo che Rossini aveva già affrontato nel 1857 per quartetto vocale senza accompagnamento. Oltre che confermarsi valida interprete in questo concerto rossiniano, da tre anni è anche docente della masterclass che viene realizzata dal festival “Vicenza in lirica”, per iniziativa dell’associazione Concetto culturale, d’intesa con l’archivio storico Tullio Serafin, guidati da Andrea Castello. Anche nel Crocifixus la soprano, ora ormai milanese, ha dimostrato una sintesi di tecnica perfetta e di una fedele interpretazione ad un testo che Rossini chiamò “Petite” solo per modestia, in quanto questa Messa appari’, subito, alla sua prima esecuzione, grandiosa.

Sara Mingardo, contralto di origine veneziana, ha dimostrato unccurata ricerca del suono, unita al timbro inconfondibile della sua voce, che ha avuto il momento più sublime nell’ Agnus Dei, il cui finale è risultato intimo e prezioso. Le due voci maschili hanno mostrato altrettanta bravura, sia quella del giovane tenore Alfonso Zambuto, che ha dimostrato una straordinaria capacità canora e comunicativa, sia quella de l basso Davide Giangregorio,  capace di cantare con grande naturalezza e che ha rappresentato una splendida scoperta. Il coro della Schola di  San Rocco ha seguito benissimo la direzione di Campanella ed i suoi accenni sicuri, uniti alla sua capacità  di suonare in simbiosi con il secondo pianoforte  Monica Leone. Molto valido anche Silvio Celeghin all’harmonium.

 

Mara Martellotta

Cosa cambia in Giunta

Due settimane per la sostituzione dell’assessora Pisano. Le Politiche sul Lavoro alla vice sindaca Sonia Schellino

 

Questo pomeriggio, durante la riunione del Consiglio Comunale, la sindaca Chiara Appendino ha annunciato la nomina di Antonino Iaria all’interno della Giunta, in sostituzione di Guido Montanari.

“Ho preso un po’ di tempo per mettere mano ai dossier che riguardano l’urbanistica”, ha affermato la sindaca, annunciando il nuovo assessore. “Iaria si occuperà di piani esecutivi convenzionati, edilizia privata, banca dati e nuova cartografia, pianificazione strategica, coordinamento interassessorile politiche territoriali di progetti di trasformazione e riqualificazione urbana, progetto dello spazio pubblico, programmazione lavori pubblici, oltre al patrimonio comunale”.

Appendino ha anche annunciato ulteriori modifiche all’interno della Giunta, in seguito alla nomina nel Governo nazionale dell’assessora Paola Pisano. La delega alle anagrafi è stata affidata all’assessore Sergio Rolando.

All’assessora Pisano restano in capo sistemi informativi, fondi europei, innovazione e smart city per un passaggio strettamente tecnico. “Entro un paio di settimane, ha annunciato la Sindaca, credo di poter tornare in aula e garantire l’ingresso di un nuovo assessore”.

La delega all’arredo urbano e la rigenerazione urbana sono state assegnate all’assessore Alberto Unia.

Ho invece deciso di seguire personalmente il percorso che concerne il nuovo piano regolatore, ha affermato la sindaca. Questo comporta una ricognizione interna e un riassetto organizzativo che consenta il raggiungimento della proposta tecnica del Piano Regolatore entro fine 2019 perché l’iter si concluda entro dicembre 2020. Viaggeremo più velocemente sia da un punto di vista politico, con l’interlocuzione con la Commissione, la Città e gli stakeholder, sia da un punto di vista direzionale con la struttura e i vari direttori”.

IL DIBATTITO IN SALA ROSSA

Stefano Lo Russo (PD): Prima delle vacanze la situazione politica locale era compromessa, con il freno a mano tirato. Ora ci saremmo aspettati un cambio di marcia della sindaca per far ripartire la città, ma anche questa volta è stata persa un’occasione. Ci sono tanti nodi da risolvere: Thyssen, centro congressi Westinghouse, Torino Esposizioni, Palazzo del Lavoro, Manifattura Tabacchi, area Grandi Motori, area Nebiolo, caserma di via Asti, ecc. Senza contare la questione delle infrastrutture e della nuova ZTL. La scelta di Iaria come assessore all’Urbanistica non ci convince: è una scelta di bassissimo profilo, in piena continuità con lo scempio fatto sinora. Speriamo almeno che il cambio di deleghe sulle anagrafi possa servire a migliorare i servizi per i cittadini.

Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): Le scelte fatte dalla sindaca per il rimpasto di Giunta sono molto rabberciate. Lo stallo in cui versa la città appare ora ancora più drammatico. Scindere la delega alla revisione del PRG da quella all’urbanistica dimostra una visione miope. Servirebbero invece una visione di prospettiva e un’interlocuzione seria e credibile con forze politiche, società civile e investitori.

Silvio Magliano (Moderati): La scelta della sindaca di tenere per sé la delega alla revisione del PRG sembra non riconoscere capacità di visione al neo-assessore Iaria. Ci saremmo aspettati un grande tecnico per l’Urbanistica. E dopo i disastri della neo-ministra Pisano, ci aspettiamo che si intervenga sulle anagrafi. Serve ripensare un’altra Torino. Il nostro giudizio sulle nuove deleghe è impietoso.

Mimmo Carretta (Partito Democratico): Auguri alla città che affronterà i prossimi anni in un clima di sospensione. Appendino è riuscita a svincolarsi da ogni colpa e da ogni responsabilità. Alla città arriva il declino costante e l’incapacità di invertire una rotta. Si metta mano ai progetti che c’erano e che farebbero bene alla città, indipendentemente dal colore politico di chi amministra.

Marina Pollicino (Connessione Civica): Auguri a Iaria, che avrà un assessorato dimezzato a causa della settorialità e limitatezza delle deleghe in una realtà nella quale sarebbe necessaria una visione complessiva. Sono a buon punto molti progetti avviati da Montanari che rientravano nel programma del Movimento 5 Stelle. Il rischio che intravedo e dei quali la sindaca si assumerà tutta la responsabilità è che si inneschino cortocircuiti, ulteriori ritardi e devianze capaci di mettere in discussione dinamiche amministrative e relazionali già avviate.

Daniela Albano (M5S): Auguro buon lavoro al neo-assessore Iaria, nonostante non abbia condiviso e capito le ragioni reali e profonde della cacciata di Montanari. Mi auguro vengano assegnate al più presto le deleghe in carico alla Pisano: per coerenza il M5S non dovrebbe permettere doppi incarichi.

Antonio Fornari (M5S): Anch’io auguro buon lavoro all’architetto Iaria, che saprà valutare con competenza i progetti di urbanistica rimasti nel cassetto e capire quali sia meglio portare avanti e quali no. La Città di Torino è forte e va avanti, è apprezzata da turisti e investitori, come dimostrano i dati, nonostante ciò che dicono le minoranze. Così come proseguono la digitalizzazione e l’ampliamento dei servizi per i cittadini portati avanti dalla Pisano e dall’Amministrazione.

Fabrizio Ricca (Lega Nord): Rimangono molti problemi nelle anagrafi e Torino non si accorgerà neanche dell’assenza della Pisano. Mi auguro che l’assessore Iaria abbia un approccio positivo nei confronti della Città, così come ha fatto in Città Metropolitana.

Viviana Ferrero (M5S): Ci sono stati scossoni nella politica nazionale e locale, con la pesante cacciata dell’assessore Montanari. Faccio i migliori auguri all’assessore Iaria, ma invito la sindaca a trovare una figura per portare avanti la revisione del Piano Regolatore, facendo risparmiare 8-10 milioni di euro alla città. E chiedo al neo-assessore di avere un occhio speciale per le periferie.

Deborah Montalbano (DemA): Le code aumentano alle anagrafi e ci sono state diverse assemblee e mobilitazioni, perché la Città non ha previsto adeguate risorse umane ed economiche. L’ex assessora Pisano ora vuole innovare il Paese, ma non ho visto innovazioni su Torino.

Valentina Sganga (M5S): Invito il capogruppo del PD a riflettere: ci sono molte persone nel suo partito che apprezzano il lavoro di questa giunta, così come molte scelte fatte nella composizione del Governo sono state condivise dal PD. Vedendo la composizione delle giunte precedenti, non potete dare lezioni a nessuno. Rivendichiamo con orgoglio la scelta di Iaria come assessore per valorizzare il gruppo di maggioranza: la sua passione e competenza gli permetteranno di fare un ottimo lavoro.

Massimo Giovara (M5S): Non sono un esperto di edilizia, ma faccio i miei migliori auguri al neo-assessore Iaria e gli suggerisco di non seguire i consigli dei soliti “esperti” che hanno portato in passato la Città di Torino a numerosi fallimenti.

Alberto Morano (Lista Civica Morano): Faccio i miei migliori auguri all’assessore Iaria, ma la crescita della città rimarrà in capo alla sindaca, che però non ha competenze tecniche, né visioni di sviluppo di Torino.

Nel corso della replica, la sindaca Appendino ha ribadito le motivazioni che hanno portato alla scelta di Antonino Iaria come assessore all’Urbanistica.

“Si tratta, ha spiegato, di una scelta politica, di una scelta di appartenenza così come era accaduto per MontanariIaria, ha aggiunto, in Città Metropolitana è riuscito a dare risposte a un territorio, dimostrando capacità di mediazione e pragmatismo”.

Infine, la sindaca ha ricordato un’ulteriore modifica rispetto alle deleghe in Giunta. Le Politiche del Lavoro passeranno dall’assessore Alberto Sacco alla vice sindaca Sonia Schellino. Su questo argomento, si svolgerà un dibattito nella prossima seduta del Consiglio Comunale.

Al termine del dibattito, il neoassessore Antonino Iaria: Sono molto contento delle deleghe ricevute perché credo nel progetto di questa Amministrazione, non solo fino al 2021, ma anche per gli anni successivi, per fare cambiare in meglio la Città.

Il mio approccio sarà quello avuto in Città Metropolitana, con un metodo di lavoro attento alle sollecitazioni di tutti, in un’ottica integrata con gli altri assessorati. La nostra città è molto attrattiva a livello internazionale, anche per la sua capacità di innovazione, e continueremo a lavorare in questa direzione.

Scoperto a rubare in ospedale si finge elettricista

Quando è stato colto sul fatto ha detto di essere un elettricista, cosa che però non gli ha evitato di essere arrestato.

Venerdì pomeriggio, intorno alle 16, il cinquantaseienne, italiano, è entrato in un locale del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Martini ed ha iniziato a rovistare in un armadietto personale di un dipendente del reparto. Quest’ultimo, però, è rientrato nella stanza ed ha colto sul fatto il reo che ha tentato di giustificarsi millantando di essere un elettricista. La vittima non ha creduto all’uomo anche per il suo abbigliamento non proprio compatibile con la professione dichiarata. Vistosi scoperto, l’uomo si è dato alla fuga ma è stato raggiunto dalla vittima e da un suo collega sulla scalinata. Con una scusa, il ladro ha tentato una nuova fuga utilizzando una finestrella del bagno e l’impalcatura esterna. Anche questo tentativo è risultato però vano visto che l’uomo è stato fermato da due addetti alla sicurezza. Gli agenti della Squadra Volante, nel frattempo intervenuti, hanno poi arrestato l’uomo per il tentato furto.

Ricordi di scuola della sindaca Appendino

Ricordi di scuola della sindaca Chiara Appendino: i compiti estivi li faceva negli ultimi giorni di vacanza, ma il primo giorno non lo ha mai perso, per la grande era la voglia di ritrovare i compagni.  La prima cittadina ne ha parlato agli alunni della Elementare Antonelli, in  visita con l’assessora comunale all’Istruzione Antonietta Di Martino per la ripresa dell’anno scolastico. “La scuola è una comunità straordinaria che raccoglie  tutte le sfide del futuro: rispettarsi, imparare a conoscersi, comprendere le differenze, crescere da cittadini. Voi costruite il futuro di Torino”, così la sindaca  rivolgendosi agli studenti, che le hanno detto di detestare  l’inquinamento e di avere interesse per i giardini e gli spazi aperti.

Ritratto di scrittrice: Manuela Chiarottino

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Manuela Chiarottino è nata e vive in provincia di Torino. Vincitrice del concorso “Verbania for Women 2019” e del “Premio nazionale di letteratura per l’infanzia Fondazione Marazza 2019”, si dedica alla scrittura, una passione che la accompagna da sempre e che coltiva in modo prolifico, approfondendo in particolare le tematiche dei sentimenti e delle relazioni in diverse sfumature. Tra le sue pubblicazioni si annoverano: La bambina che annusava i libri (More Stories, 2019), Incompatibili (Le Mezzelane, 2019), La custode della seta (Buendia Books, 2019), Tutti i colori di Byron (Buendia Books, 2018), vincitore del concorso “Barbera da leggere”, Il gioco dei desideri (Amarganta, 2018), Maga per caso (Le Mezzelane, 2018), Un amore a cinque stelle (Triskell, 2016), Cuori al galoppo (Rizzoli 2016), Due passi avanti un passo indietro (Amarganta, 2016), Il mio perfetto vestito portafortuna (La Corte, 2016), Ancora prima di incontrarti (Rizzoli, 2015) e molti altri.

“La bambina che annusava i libri”

 

Per Stella, cresciuta in una famiglia di antichi stampatori, i libri sono come degli amici. Non solo ama leggerli, ma li conosce profondamente, riuscendo a distinguerli dall’odore e dalla grana delle pagine, capacità fondamentali per lavorare, insieme al padre, nella libreria di famiglia. La vita tranquilla di Stella subisce un brusco cambiamento quando la ragazza riceve in eredità dal nonno un libro molto antico e una strana lettera. In essa si parla di una collezione di volumi preziosi, nascosti in un luogo segreto. Sta a lei risolvere l’enigma del nonno e ritrovarli. In una ricerca convulsa tra i paesi della Toscana, in compagnia di un affascinante e ambiguo restauratore, Stella si addentrerà nei misteri della sua famiglia e del suo cuore, imparando a lasciarsi andare ai sentimenti, pagina dopo pagina.

(in ebook e cartaceo)

Fondo pensione: perché ti conviene

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Di questi tempi molti lavoratori si domandano se avranno mai una pensione. Se si ha la fortuna di avere un lavoro a tempo indeterminato, si potranno avere una pensione dignitosa e dei fondi pensione, o dei Pip (piani pensionistici individuali). Ma vediamo se sono davvero convenienti.

 

Il Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) ha pubblicato un’inchiesta da cui si evince che 3 lavoratori su 100 hanno aderito ai fondi pensione. Il dato sconfortante è quello relativo al numero dei giovani che hanno aderito, è infatti molto basso. Forse a causa degli stipendi bassi e del lavoro precario.

 

Cosa sono i fondi pensione

I fondi pensione possono essere chiusi o aperti. I primi sono legati al contratto collettivo di lavoro, quindi ogni settore ha il suo fondo. Se un lavoratore dipendente vuole aderire, non deve fare altro che sottoscrivere il fondo relativo alla sua categoria.

I fondi aperti sono destinati a tutti i lavoratori, autonomi e dipendenti.

Esistono infine i Pip, che non sono dei fondi veri e propri ma un tipo di assicurazione con finalità pensionistiche. Chiunque può sottoscriverli visitando Assicurazionivita.net.

 

Fondi pensione: perché convengono?

Per avere un’idea chiara della convenienza dei fondi pensione non c’è che da utilizzare uno dei tanti simulatori online gratuiti. Inserendo i dati necessari potremo avere una chiara idea di quanto si può mettere da parte con i fondi pensione.

Alla fine dei conti, ciò che ne viene fuori è che, se non è stato sottoscritto nessuno dei due fondi, si avrà da parte il 13,6% in meno rispetto ad un fondo aperto ed il 27,7% in meno rispetto a un fondo chiuso. Quindi, alla fine dei conti, con i fondi pensione ci si garantisce una vecchiaia più serena a livello economico. Ma i vantaggi non finiscono qui perché bisogna aggiungere i bassi costi di gestione e le agevolazioni fiscali che vedremo a breve.

 

Fondi pensione: si pagano meno tasse

I contributi che vengono versati nei fondi pensione, aperti o chiusi che siano, sono deducibili con un tetto annuo massimo di 5.164,57 euro. Di conseguenza scendono l’imponibile e le tasse da pagare. Certo, ci saranno da versare le tasse sul Tfr e sui contribuiti deducibili, ma questo ha una tassazione agevolata che va dal 9% al 15%. Si tratta comunque di percentuali più basse rispetto all’aliquota con cui viene tassato il Tfr lasciato in azienda.

 

Fondi pensione: si può chiedere un anticipo?

Forse i più non lo sanno, ma è possibile chiedere un anticipo sul denaro accumulato nel proprio fondo, proprio come succede con il Tfr. È necessario però essere iscritti al fondo da almeno 8 anni se si chiede l’anticipo per acquisto o ristrutturazione di immobili, o per chiedere fino al 30% del denaro per qualsiasi altro motivo. Se invece si tratta di spese sanitarie, si può chiedere prima degli 8 anni.

Se si dovesse cambiare lavoro, si passerà dal fondo della vecchia categoria e quello della nuova categoria, perché i contratti collettivi sono diversi. A questo punto i aprono due scenari: o si riscatta il fondo per, eventualmente, reinvestirlo, oppure si chiede il trasferimento del denaro da un fondo all’altro. In entrambi i casi potrebbero passare diversi mesi in quanto restituzione e trasferimento non sono immediati.

Chieri ha celebrato la Beata Vergine delle grazie

Domenica e lunedì è stata celebrata a Chieri la festa della Beata Vergine delle Grazie, patrona della città.

Erano presenti autorità civili e militari, oltre all’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia.

Massimo Iaretti

Torino Basket Reale Mutua – Biella. Un primo passo per il lancio della nuova stagione

Il Grande basket visto da vicino

Si è giocata la prima partita della edizione della Supercoppa 2019 della seconda serie nazionale di Basket e Torino ha esordito nella sua storica “casa” all’interno del Parco Ruffini.

Per cominciare non si poteva avere avversario più “avverso” in termini di tifoseria, in quanto Biella, per motivi “storici” è rivale di ogni squadra che giochi a Torino, visto che Basket Torino è una nuova società nel panorama nazionale della pallacanestro, ma tant’è, questo è lo sport moderno… .

Ma parliamo della partita. Come dico sempre, fin dai primi minuti non c’era assolutamente dubbio su quale squadra fosse la più forte, ma, al limite solo su chi vincesse. Ma dopo poco, anche quel dubbio è scomparso. Torino ha surclassato su ogni fronte la squadra biellese guidata da quel Paolo Galbiati che sembra aver già dato il suo imprinting  ai suoi giocatori, se così vogliamo dire … .

Torino è una squadra tecnica, gioca bene, gira bene la palla, tira con sicurezza e difende abbastanza ordinatamente, anche se la pochezza degli avversari di stasera sembrerebbe aver facilitato il compito, ma non è così. La serie A2 (la chiamo così per comodità) è un campionato difficile. Torino Basket  giocherebbe bene anche in A1 o forse meglio, in quanto in A2 chi è più scarso la butta “in confusione”, per dirla educatamente. Il gioco sporco per limitare chi è più bravo tecnicamente è noto fin dai tempi di Gentile contro Maradona … , e Torino e i suoi tifosi  devono prepararsi a tante partite così, in quanto i tecnici avversari, scarsi di idee tattiche e possibilità tecniche, non raramente, come nella partita di ieri, utilizzeranno per tentare di recuperare il divario tale soluzione.

Alibegovic è un giocatore da serie A e si vede, Campani è un lusso per la seconda divisione e Cappelletti lo si vede smanioso di dimostrare che è un giocatore di classe superiore. I due statunitensi giocano bene e sono sicuramente specialisti in questo livello. In più si aggiungono Toscano che è un ottimo comprimario che può ricoprire più ruoli e Diop che ha dalla sua la giovane età e un fisico eccezionale, anche se dal punto di vista tattico non potrà fare altro che migliorare. Traini deve crescere e mantenere alto il ritmo quando entra in campo e il resto della squadra è composta da giovani che, se avranno spazio dovranno rendere al meglio.

Il risultato finale (91 – 77) non rende, in quanto alla fine arbitri permissivi e difesa rugbystica di Biella hanno permesso di ridurre un divario che è sempre stato intorno ai 20 punti  e più, ma questo non è importante.

L’importante era vincere e vincere bene e tutto questo è accaduto. Complimenti quindi per la gestione in questa prima fase del Coach Cavina che sembra aver cominciato con il passo giusto.

Ora, che il ghiaccio è rotto, bisogna continuare. E il pubblico sembra pronto ad esserci. Torino del basket è viva, e Torino Basket ha cominciato bene.

Paolo Michieletto