Torino Basket Reale Mutua – Biella. Un primo passo per il lancio della nuova stagione

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Il Grande basket visto da vicino

Si è giocata la prima partita della edizione della Supercoppa 2019 della seconda serie nazionale di Basket e Torino ha esordito nella sua storica “casa” all’interno del Parco Ruffini.

Per cominciare non si poteva avere avversario più “avverso” in termini di tifoseria, in quanto Biella, per motivi “storici” è rivale di ogni squadra che giochi a Torino, visto che Basket Torino è una nuova società nel panorama nazionale della pallacanestro, ma tant’è, questo è lo sport moderno… .

Ma parliamo della partita. Come dico sempre, fin dai primi minuti non c’era assolutamente dubbio su quale squadra fosse la più forte, ma, al limite solo su chi vincesse. Ma dopo poco, anche quel dubbio è scomparso. Torino ha surclassato su ogni fronte la squadra biellese guidata da quel Paolo Galbiati che sembra aver già dato il suo imprinting  ai suoi giocatori, se così vogliamo dire … .

Torino è una squadra tecnica, gioca bene, gira bene la palla, tira con sicurezza e difende abbastanza ordinatamente, anche se la pochezza degli avversari di stasera sembrerebbe aver facilitato il compito, ma non è così. La serie A2 (la chiamo così per comodità) è un campionato difficile. Torino Basket  giocherebbe bene anche in A1 o forse meglio, in quanto in A2 chi è più scarso la butta “in confusione”, per dirla educatamente. Il gioco sporco per limitare chi è più bravo tecnicamente è noto fin dai tempi di Gentile contro Maradona … , e Torino e i suoi tifosi  devono prepararsi a tante partite così, in quanto i tecnici avversari, scarsi di idee tattiche e possibilità tecniche, non raramente, come nella partita di ieri, utilizzeranno per tentare di recuperare il divario tale soluzione.

Alibegovic è un giocatore da serie A e si vede, Campani è un lusso per la seconda divisione e Cappelletti lo si vede smanioso di dimostrare che è un giocatore di classe superiore. I due statunitensi giocano bene e sono sicuramente specialisti in questo livello. In più si aggiungono Toscano che è un ottimo comprimario che può ricoprire più ruoli e Diop che ha dalla sua la giovane età e un fisico eccezionale, anche se dal punto di vista tattico non potrà fare altro che migliorare. Traini deve crescere e mantenere alto il ritmo quando entra in campo e il resto della squadra è composta da giovani che, se avranno spazio dovranno rendere al meglio.

Il risultato finale (91 – 77) non rende, in quanto alla fine arbitri permissivi e difesa rugbystica di Biella hanno permesso di ridurre un divario che è sempre stato intorno ai 20 punti  e più, ma questo non è importante.

L’importante era vincere e vincere bene e tutto questo è accaduto. Complimenti quindi per la gestione in questa prima fase del Coach Cavina che sembra aver cominciato con il passo giusto.

Ora, che il ghiaccio è rotto, bisogna continuare. E il pubblico sembra pronto ad esserci. Torino del basket è viva, e Torino Basket ha cominciato bene.

Paolo Michieletto